lunedì 29 maggio 2023

Turchia. Primi commenti e reazioni dopo la riconferma di Erdogan...



Dopo gli scrutini del ballottaggio del 28 maggio 2023, si conferma che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, al timone della Turchia da 20 anni, si aggiudica un nuovo mandato di cinque anni. Il presidente in carica, Recep Tayyip Erdogan, in un discorso pronunciato poche ore dopo la chiusura dei seggi, ha detto: "Ringrazio ogni membro della nostra nazione per avermi affidato la responsabilità di governare questo Paese ancora una volta per i prossimi cinque anni. L'unico vincitore di oggi è la Turchia".

Intanto migliaia di sostenitori si sono radunati ad Ankara davanti alla residenza di Erdogan per salutarlo. Il capo della CEC del Paese ha dichiarato che non ci sono stati problemi nel conteggio dei voti e il portavoce dell'AKP, O.Çelik, ha dichiarato che coloro che sono impegnati nella democrazia rispetteranno i risultati delle elezioni.

Sul fronte esterno, la maggior parte dei Paesi islamici ha espresso soddisfazione, mentre a giudicare  dai commenti a mezza bocca, la nomenklatura ucraina non gioisce del risultato elettorale. Qualcosa non va? In Russia, invece, Putin si è sobriamente congratulato con Erdogan per la rielezione. Mentre a Parigi, Berlino, Bruxelles, Londra e Washington, molti (che speravano in una sconfitta del “sultano”) si asciugano una lacrimuccia. La causa del pianto è che l’attivismo diplomatico-militare di Erdoğan ha prodotto grandi scompigli. Dalla Libia all’Azerbaigian, passando per un rapporto speciale con Vladimir Putin, Erdogan ha operato su tutti i fronti “caldi” degli ultimi anni non sempre a favore dell'Occidente.

(Notizie e considerazioni di P.D'A.)




Commento/integrazione di Vincenzo Brandi:

La vittoria di Erdogan (senza volerne assolutamente esaltarne la figura) è una grave sconfitta per USA e Unione Europea. Lo sfidante Kilicdaroglu (che voleva portare la "democrazia" in Turchia) era in realtà l'uomo degli USA e della UE. Consiglio a questo proposito di leggere gli articoli del giornalista Jalel Lahbib sul "Faro di Roma". Tra gli elementi di punta del suo programma l'adesione della Turchia alla UE, e  - guarda caso - la difesa a oltranza degli LGBT (che è il segnale formale tipico di adesione ai presunti valori "occidentali").

Erdogan ha le sue gravi magagne (autoritarismo, sostegno della parte più islamica e tradizionalista della popolazione, interventi armati in Siria - diretti però in gran parte contro le ambigue milizie curde dell'YPG  - e in Libia a favore delle milizie islamiche, ecc.), ma contemporaneamente ha assicurato un ruolo indipendente della Turchia, pur  facendo parte della NATO e si è rifiutato di interrompere gli importanti accordi economici con la Russia e di aderire alle sanzioni. In definitiva ritengo che tra i due contendenti sia decisamente il minore dei mali. 

(Vincenzo Brandi)




Mio articolo collegato:  

"A dire il vero l´Islam riportò filosofia, astrologia, scienze alla brutalizzata Europa". Continua: https://www.spiritual.it/it/cultura/al-confine-fra-turchia-e-persia-i-santi-musulmani-esistono,3,104588


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