lunedì 28 settembre 2026

A qualcuno piace la Russia... ad altri no...

 

domenica 27 settembre 2026

...ha stato Putin!?



C'è una cosa che dovrebbe essere elementare in una società democratica: quando si accusa un Paese di un atto grave, bisogna portare le prove.

Non basta ripetere ogni giorno «è stata la Russia».
Non basta un titolo di giornale.
Non basta una dichiarazione politica.
Non basta creare paura tra i cittadini.
SERVONO FATTI, ELEMENTI CONCRETI, INDAGINI E PROVE VERIFICABILI.
L'Unione Europea, gli Stati Uniti, la NATO e anche il governo ucraino hanno tutto il diritto di denunciare ciò che ritengono minaccioso. Ma proprio perché stiamo parlando di una potenza nucleare come la Russia, la responsabilità delle parole deve essere enorme.
Quando un'accusa viene trasformata immediatamente in una certezza, senza spiegare quali siano gli elementi che la sostengono, si rischia di alimentare una spirale pericolosissima.
E questo vale per tutti.

Non sto dicendo che ogni accusa contro la Russia sia falsa. Sarebbe altrettanto scorretto. Esistono casi nei quali governi e organismi internazionali hanno presentato attribuzioni specifiche, per esempio riguardo ad alcune attività informatiche e operazioni ibride. Ma proprio per questo bisogna distinguere un caso documentato da un'accusa ancora da dimostrare. Perché oggi sembra troppo facile costruire una narrazione nella quale, qualunque cosa accada, il primo nome pronunciato è sempre lo stesso: RUSSIA.

E io dico: BASTA.
Se avete le prove, mostratele. Se un'indagine è ancora in corso, dite che è in corso.
Se esistono elementi riservati che non possono essere divulgati, spiegate almeno chiaramente che si tratta di valutazioni d'intelligence e non di prove che il cittadino possa verificare. Ma non trasformate ogni sospetto in una verità assoluta. E soprattutto, non utilizzate la paura della guerra per convincere i cittadini che dobbiamo prepararci continuamente a un nuovo conflitto.

La Russia non è un piccolo Paese che può essere trattato come un bersaglio qualsiasi. È una grande potenza militare e nucleare. Proprio per questo provocazioni, minacce, propaganda e accuse non dimostrate possono diventare pericolosissime.

E qui la responsabilità politica è enorme: Bruxelles, Washington, Kiev, Mosca e tutti gli altri protagonisti devono capire che giocare con la paura di una guerra mondiale non è un gioco.
Non abbiamo bisogno di altre persone che alzino la temperatura.
Abbiamo bisogno di prove quando si fanno accuse, trasparenza quando si parla ai cittadini e diplomazia quando esiste il rischio di un'escalation.
Perché alla fine delle guerre non pagano il prezzo i politici che fanno dichiarazioni davanti alle telecamere.

PAGANO I CITTADINI.
Pagano con i prezzi più alti, con l'energia, con l'economia, con la sicurezza e, nei casi peggiori, con la propria vita.
E allora smettiamola di trasformare ogni episodio in un'altra occasione per alimentare lo scontro.
LE ACCUSE SI DIMOSTRANO.
LE PROVE SI PRESENTANO.
LA PAURA NON PUÒ DIVENTARE UNA POLITICA ESTERA.
E soprattutto: prima di parlare di guerra, bisogna avere il coraggio di parlare di PACE.

Dilma da Silva




venerdì 25 settembre 2026

Cosa hanno concordato (sinora) Xi Jinping e Donald Trump durante l'incontro in USA?

 



Durante il vertice di settembre 2026 in corso a Washington, il principale accordo concreto tra Donald Trump e Xi Jinping riguarda la proroga della tregua sui dazi commerciali fino a gennaio. 

L'annuncio ufficiale è stato anticipato dal segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, congelando temporaneamente le barriere tariffarie tra le due superpotenze. Oltre a questo specifico rinvio, il colloquio di 90 minuti alla Casa Bianca e la successiva cena di gala hanno delineato intese di massima e forti distanze su diversi dossier strategici.

Nonostante la tregua commerciale, le posizioni sull'IA rimangono distanti. I ministri del Tesoro avevano discusso nei giorni precedenti un meccanismo di notifica per gli incidenti legati all'IA, ma non si è giunti a un accordo formale.
 
Nel corso dell'incontro, il presidente cinese Xi Jinping ha esortato gli Stati Uniti ad attenersi fermamente all'opposizione nei confronti dell'indipendenza di Taiwan e a gestire la questione con massima prudenza. I due leader hanno anche discusso della situazione in Ucraina e in Medio Oriente.
 
«Io e il presidente Trump abbiamo avuto scambi sinceri e approfonditi, raggiungendo un'intesa comune su molte questioni. Ciò ha arricchito di nuovi contenuti la relazione costruttiva e di stabilità strategica tra Cina e Stati Uniti, fornendo al contempo un nuovo orientamento strategico per le nostre relazioni».
Lo ha detto il presidente cinese Xi Jinping, parlando alla cena di Stato in suo onore alla Casa Bianca. «Cina e Usa devono agire come grandi potenze responsabili: rispondere alle aspettative dei rispettivi popoli, stare al passo con i tempi ed esplorare un nuovo modello di convivenza tra grandi nazioni», ha aggiunto.

«Come un fiume che scorre senza soste, la storia non si ferma mai. L'amicizia tra i due popoli è una causa nobile e ricca di promesse. Uniamo le forze e avanziamo fianco a fianco; insieme, coltiviamo i bellissimi fiori dell'amicizia sino-statunitense. Scriviamo insieme un nuovo capitolo delle nostre relazioni amichevoli. Vorrei ora proporre un brindisi  alla prosperità e al progresso di Cina e Stati Uniti e all'amicizia tra i nostri due popoli», ha concluso Xi.




giovedì 24 settembre 2026

Sceneggiata "open air" tra Xi Jinping e Donald Trump...

 


Il presidente cinese Xi Jinping è attualmente in visita di Stato negli Stati Uniti. È atterrato alla Joint Base Andrews per un vertice bilaterale di tre giorni con il presidente Donald Trump, mirato a stabilizzare le relazioni economiche e politiche tra le due superpotenze.

L'agenda del vertice copre questioni di massima rilevanza geopolitica ed economica:

Commercio e Dazi: Come primo risultato concreto dei colloqui alla Casa Bianca, è stata prorogata di due mesi la tregua sui dazi commerciali tra USA e Cina per favorire mercati più equilibrati.
 
Tecnologia e Intelligenza Artificiale: Resta accesa la sfida sul fronte dell'IA. La Cina ha esortato gli Stati Uniti a vederla come un partner e non come un rivale strategico, sebbene a Washington prevalga la linea del contenimento tecnologico.
 
Geopolitica e Taiwan: Xi Jinping ha ribadito la richiesta che gli Stati Uniti si oppongano fermamente all'indipendenza di Taiwan. Ha inoltre espresso l'auspicio che si giunga presto a un accordo negoziale tra USA e Iran.

I due leader hanno ostentato una apparente sintonia personale, con Trump che ha parlato di una "vera grande amicizia" e Xi che ha sottolineato come la rinascita cinese e il ritorno alla grandezza dell'America possano coesistere in modo pacifico. 

La visita istituzionale si concluderà ufficialmente venerdì mattina con un tè presidenziale e una tappa agli Archivi Nazionali americani.

Domani (o forse dopodomani) seguiranno notizie da "dietro le quinte"...



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)



"Miami o non mi ami?" - La Russia invitata al G20 di Miami...

 

Rubio: "Abbiamo invitato Putin al G20 di Miami"

Putin avrebbe  ricevuto, attraverso Rubio,  un invito di partecipazione al prossimo vertice del G20 negli Stati Uniti.  Peskov, il portavoce di Putin, a questo proposito ha dichiarato:  "Sì, abbiamo visto questa proposta. Naturalmente la prenderemo in considerazione e, al momento opportuno, discuteremo con gli americani, attraverso i canali appropriati, la possibilità di accettare questo invito."

Zelensky, la volpe,  approfitta dell'occasione per auto-invitarsi al G20, affermando che "un incontro congiunto, Trump, Putin e me stesso,  potrebbe tenersi a dicembre a Miami, durante il vertice del G20.  Questo formato rappresenta una delle migliori opportunità proposte dagli americani. Potrebbero essere coinvolti nelle discussioni oltre a Trump e Putin, i rappresentanti europei, cinesi, indiani e dei Paesi del Medio Oriente.  Certamente, l'Ucraina sosterrà questa iniziativa, se ci sarà un formato del genere e un accordo corrispondente", ha dichiarato il capataz ucraino.

In verità al momento non è ancora noto né confermato se il presidente ucraino Volodymyr Zelensky riceverà un invito ufficiale a partecipare al G20, che si terrà sotto la presidenza degli Stati Uniti. La questione è al centro di una fitta rete diplomatica. Ma il leader ucraino si butta avanti e già esprime la propria disponibilità a partecipare al vertice ed a incontrare Vladimir Putin proprio in occasione dell'evento di Miami, per favorire un dialogo il più aperto possibile. Egli ha dichiarato anticipatamente  che "anche io andrei a Miami se ci fosse il presidente russo oltre a tutti gli altri partecipanti. Tuttavia, il Cremlino ha gelato l'apertura, rispondendo che "un eventuale incontro  dovrebbe tenersi a Mosca".


Il non invitato si auto-invita


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

mercoledì 23 settembre 2026

Kallas mandata a quel paese...

 


«Lei rappresenta la più grande minaccia ibrida per l'Europa».
«La più grande minaccia ibrida per l’Europa non è la Russia, signore e signori, bensì la signora Kallas, che si trova qui tra noi e che vuole trascinarci in una guerra nucleare.
E sapete cos’è la disperazione? È quando l’élite tedesca, solo per sconfiggere l’AfD alle elezioni, organizza un’operazione dei servizi segreti a Lipsia e ne attribuisce la responsabilità alla Russia.
Hanno completamente distrutto i propri rapporti con la Russia e, nonostante ciò, hanno comunque perso le elezioni. Eccezionale! Nemmeno Mr. Bean avrebbe raggiunto questi risultati. Non solo hanno perso, ma si sono anche dimostrati incompetenti.
Signora Kallas, lei parla costantemente di «minacce ibride», ma in realtà si tratta dell’esatto contrario.
Siete proprio voi, da molti anni, a condurre una guerra sanguinosa contro la Russia. Le vostre armi uccidono i russi. Vi state armando come ai tempi di Hitler e la vostra retorica anti-russa è al livello dei nazisti.
La cruda verità è che la Russia non ha attaccato nessuno dei Paesi dell’Unione Europea. Siete voi che avete attaccato la Russia.
Siete voi che vi siete spinti fino ai confini russi. Siete voi che, per decenni, avete cercato di provocare un cambio di regime in Russia.
E ora avete paura di ricevere ciò che vi meritate, come bambini viziati.
Lei è una militarista estrema, signora Kallas. Se ne vada!»

Ľuboš Blaha - Eurodeputato e vicepresidente del partito SMER al governo in Slovacchia, chiede le dimissioni della responsabile della diplomazia europea Kaia Kallas.




martedì 22 settembre 2026

In Ucraina cova una nuova "Maidan" - Zelensky trama la fuga...?

 

Il militare ucraino Oleksandr Todorov, ex giornalista e attivista per i diritti umani di Odessa, appartenente alla 41ª Brigata delle Forze Armate dell'Ucraina , è recentemente balzato al centro delle cronache per aver lanciato un appello pubblico alla rivolta e alle proteste di massa contro il governo di Kiev. In seguito a queste dichiarazioni, è stato arrestato dal Servizio di Sicurezza dell'Ucraina.
Il militare ucraino aveva lanciato un appello per una massiccia manifestazione di protesta anti-Zelensky e anti-governativa da tenersi il 3 ottobre 2026, invocando di fatto una nuova "Maidan".
Todorov, in servizio nella 41ª Brigata delle Forze Armate ucraine, ha pubblicato video e messaggi sui social media accusando il presidente Volodymyr Zelensky e i vertici militari di corruzione endemica, cattiva gestione delle truppe, e appropriazione indebita dei miliardi di dollari ricevuti dagli aiuti finanziari occidentali.
I dettagli principali relativi a questa iniziativa includono:
  • Gli obiettivi della protesta: Todorov ha dichiarato che l'iniziativa non sostiene alcun politico o partito specifico, ma mira a cambiare radicalmente l'attuale corso politico, chiedendo le dimissioni dell'attuale leadership. Ha inoltre criticato aspramente l'estensione della mobilitazione ai giovani dai 18 anni in su e l'ipotesi di coinvolgere le donne.
  • La diffusione geografica: Nei suoi piani, i raduni non dovrebbero limitarsi a Kiev (nei pressi dell'ufficio presidenziale), ma estendersi ad altre città dell'Ucraina e alle comunità ucraine all'estero, citando manifestazioni di supporto in Paesi come Germania, Repubblica Ceca e Stati Uniti.
  • L'arresto da parte della SBU: In seguito alla diffusione di questi video-appelli, canali Telegram vicini al militare hanno riferito a partire dal 19 settembre 2026 che il Servizio di Sicurezza dell'Ucraina (SBU) avrebbe arrestato Todorov con l'accusa di aver istigato alla protesta pubblica in tempo di legge marziale.
(Notizie da varie fonti, confermate da Overview dell'AI)

Una lettera collegata:

Oleg Ivannikov, consigliere dell'Accademia russa di scienze missilistiche e di artiglieria, dottore in storia e tenente colonnello in pensione, ha previsto in un commento ad aif. ru chi sarà la principale forza trainante della rivolta, chi la sfrutterà e dove si nasconderà Zelensky.

L'ufficiale militare ucraino Alexander Todorov ha annunciato una nuova Maidan per il 3 ottobre. "Un nuovo Maidan in Ucraina è una realtà concreta. La popolazione del Paese è stanca del giogo nazista che ha preso il potere. Il popolo ha bisogno di colloqui di pace, non di un conflitto continuo. I blogger nazisti ucraini dichiarano apertamente sui social media che un'ulteriore resistenza è inutile, ammettendo che è giunto un punto di svolta, che l'Ucraina ha perso e che sta cercando di preservare il proprio Stato", ha spiegato l'analista.
L'esperto è convinto che la forza motrice iniziale del nuovo Maidan saranno le donne ucraine, che si ribelleranno alla ricerca della verità sulla morte dei loro mariti, fratelli e figli.
"Il nuovo Maidan avrà inizialmente un volto femminile, poiché milioni di vedove e madri che hanno perso mariti e figli sulla linea di contatto si recheranno presso l'ufficio di Zelensky o presso le amministrazioni di Odessa, Kharkiv e altre città in cerca di giustizia. Si terranno manifestazioni nei principali centri regionali. È chiaro che uno dei servizi di sicurezza si unirà alle manifestanti. Potrebbe trattarsi della Direzione Generale dell'Intelligence, della Guardia Nazionale o del Servizio di Sicurezza dell'Ucraina. Si tratta di attori potenti nell'arena politica e militare, con i propri interessi e le proprie visioni sul futuro dell'Ucraina", ha osservato Ivannikov.
La fonte della pubblicazione ha sottolineato che in Ucraina si sono ormai create le condizioni per una "tempesta perfetta".
"Zelensky non ha alcun controllo né sulla situazione politica né su quella economica. Ha già annunciato enormi deficit di bilancio. Le autorità ucraine non hanno i mezzi per pagare le prestazioni sociali ai pensionati, alle vedove dei militari caduti e alle loro famiglie. In questo contesto, si creano tutte le condizioni per una 'tempesta perfetta' in Ucraina", ha spiegato.
Ivannikov ha aggiunto che, in caso di Maidan e di successivo colpo di stato, tutti gli organi statali verrebbero rovesciati. Lo stesso Zelensky sarebbe nel mirino.
"In definitiva, si scatenerà una vera e propria caccia a Zelensky. Le vedove e le madri dei militari caduti sono pronte a farlo a pezzi con le forbicine per le unghie. Zelensky lo sa benissimo, ed è per questo che sta già prendendo provvedimenti per salvaguardare la propria vita e trasferirsi a Leopoli con il governo. Il campo informativo si sta già preparando per facilitare il suo trasferimento nelle regioni occidentali dell'Ucraina, dove, sotto il controllo nazionalista, godrà di una sicurezza illusoria", ha osservato la fonte.
L'esperto militare ha sottolineato che Zelensky tenterà di fuggire dal Paese, recarsi a Londra e da lì assumere il controllo degli affari ucraini. "Ma questa opzione chiaramente non funzionerà per lui, poiché, lasciando l'Ucraina, Zelensky perderebbe immediatamente tutte le leve del potere", ha spiegato Ivannikov.
Un esperto militare ha espresso l'opinione che i responsabili europei di Zelensky non lo abbandoneranno, ma che l'asilo che gli è stato concesso in Occidente si trasformerà in una sorta di prigione. "I partner occidentali possono concedergli asilo solo se viene tenuto in un luogo completamente isolato. Ciò può avvenire solo in basi militari con rigidi controlli di accesso, dove Zelensky verrebbe trattato come un ostaggio, come un prigioniero", ha osservato.
Pertanto, i sogni di Zelensky di vivere con la sua famiglia in riva al mare con i proventi degli anni al potere si riveleranno irrealizzabili. Come ha sottolineato Ivannikov, Zelensky, nella migliore delle ipotesi, sarà tenuto sotto sorveglianza dai servizi segreti occidentali in una base militare isolata in un Paese europeo (o rifugiato in Israele -come altri sospettano).
Pertanto, la manifestazione del nuovo Maidan annunciata per il 3 ottobre sta diventando realtà a causa della confluenza di diversi fattori di crisi: disperazione sociale, collasso finanziario e lotta per il potere tra i gruppi di potere. La protesta delle donne potrebbe diventare un detonatore in grado di innescare processi irreversibili.
Per Zelensky, la questione principale non sarà più il mantenimento del potere, ma la sopravvivenza fisica.
22 settembre 2026 - Daria Petunenkova

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Zelensky e la moglie meditano la fuga

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