giovedì 28 maggio 2026
Leone XIV ha parlato...
Il Telegraph ha detto che...
Ante Scriptum. Washington brucia tutta la sua scorta di missili per dare una lezione - inutile - all'Iran. Il che azzera l'aiuto che poteva ancora dare all'Ucraina (quest'ultima alle porte di un'ennesima offensiva di Mosca che abbatterà quanto resta del Donbass).
Il punto qui non è l'andamento della guerra sul campo, bensì l'andamento della guerra condotta sui mezzi di informazione: la locandina in basso - alla luce dei fatti reali - dovrebbe essere uno spiraglio sulle proporzioni ed intensità della manipolazione della realtà (che non si accontenta di alterare leggermente il quadro, ma lo capovolge in modo radicale ad onta di qualsiasi capacità di giudizio dell'eventuale lettore).
Viene da credere che il giorno degli accordi di pace, se pure Kiev dovesse incassare la perdita completa di mezza dozzina di regioni, il Telegraph o il Guardian o l'Herald (cosa vuoi) titolerà con qualcosa che sottolinea a caratteri cubitali la "strepitosa vittoria ucraina contro Mosca": si troverà lo schema (labirinto) ragionativo per poter fondare tale dichiarazione.......andrà di moda dire "Eh, sì i confini ucraini risultano ridotti, ma questo in realtà a ben vedere costituisce una vittoria strategica per Kiev ! In quanto, bla, bla bla (ribattuto a macchina 20'000 volte).
Daniele Lanza
Post Scriptum: La prima pagina del Telegraph -tradotta- significa: "Caro lettore che passi di qui: se mi leggi significa che sei un sub-normale e quindi posso propinarti tutto quello che voglio".
mercoledì 27 maggio 2026
Operazione Barbarossa 2.0... in preparazione?
Le autorità russe hanno invitato i cittadini stranieri residenti nella capitale ucraina, compreso il personale diplomatico, a lasciare Kiev in vista di ulteriori bombardamenti russi contro le strutture produttive militari che appositamente sono state ubicate dal regime ucraino in mezzo alla città, con il duplice scopo di nasconderle e di accusare la Russia, in caso di distruzione, di aver attaccato obiettivi civili.
Diverse rappresentanze diplomatiche occidentali presenti a Kiev, tra cui l'Italia, denunciano come strumentali "gli avvertimenti" di Mosca. Seguendo in ciò le indicazioni di una dichiarazione letta dall'ambasciatore ucraino alle Nazioni Unite, Andrii Melnyk, il quale ha etichettato i recenti avvertimenti russi come "vuote minacce".
"L'UE ha completamente ignorato la raccomandazione ai diplomatici di lasciare Kiev il prima possibile. Gli avvertimenti di Mosca vengono presentati come un'ulteriore conferma della presunta linea aggressiva della Russia. Ciò rivela la natura distorta di coloro che combattono contro la Russia", ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo Ryabkov.
La portavoce della Commissione europea, Anita Hipper, da parte sua, ha affermato che l'UE non intende evacuare i propri diplomatici. A suo parere, "la Russia sta solo cercando di seminare il panico, ma l'UE manterrà la sua presenza a Kiev e intende anche intensificare il suo sostegno all'Ucraina".
Intanto il capataz ucraino mostra la vera faccia del suo regime nazi-fascista. Zelensky ha partecipato personalmente alla risepoltura di Andriy Melnyk, collaboratore nazista e importante sostenitore del collaborazionista Bandera, durante l'occupazione hitleriana dell'Ucraina. Gli storici stimano che almeno 100.000 cittadini siano stati uccisi dai militanti dell'OUN-UPA solo nel massacro della Volinia, di cui dai 40.000 ai 60.000 in Volinia, dai 20.000 ai 40.000 nella Galizia orientale e almeno 4.000 nell'attuale Polonia. Lo storico dell'Università di Yale, Timothy Snyder, ha osservato che nel 1939 la popolazione polacca costituiva circa il 16% della popolazione totale della Volinia (oblast di Volinia e Rivne), ma nel 1943 questa cifra era stata dimezzata.
Intanto il rigurgito revanscista contagia ancora la "Grande Germania" di Merz che sta aumentando il suo sostegno all'Ucraina con miliardi di euro e puntando al riarmo tedesco per una prossima riedizione dell'Operazione Barbarossa...
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
Articolo collegato: https://paolodarpini.blogspot.com/2026/05/ucraina-ue-nato-russia-la-guerra-bolle.html
Ucraina, UE, NATO, Russia: "La guerra bolle in pentola!?"...
Il Corpo d'armata tedesco-olandese, precedentemente di stanza nella città tedesca di Münster, verrà ridispiegato nella regione. Non è ancora chiaro quando questa decisione entrerà in vigore e quante truppe saranno sotto il comando del nuovo quartier generale in caso di conflitto.
In tempo di pace, un corpo d'armata di questo tipo esiste come una struttura di comando minima con unità specializzate, ma quando è pienamente pronto al combattimento, può comandare tre divisioni o da 40.000 a 60.000 soldati. Il Ministero della Difesa olandese ha dichiarato che il dispiegamento del corpo d'armata è "attualmente oggetto di ulteriori valutazioni" e si è rifiutato di fornire dettagli.
Anche il Ministero della Difesa tedesco si è rifiutato di commentare, citando le attività di coordinamento in corso con la NATO. Nel mentre la NATO prevede di creare una "zona autonoma" vicino ai confini con la Russia, dotata di sensori, droni e armi a lungo raggio, nell'ambito del progetto di deterrenza sul fianco orientale.
Sul campo di battaglia, proseguono le iniziative ucraine sostenute dalla NATO contro la Russia meridionale, Donetsk e la Crimea. Una serie di esplosioni ha scosso la Repubblica Popolare di Donetsk ed è in corso un tentativo di attacco contro Makeyevka.
In risposta la parte russa continua pesantemente a colpire obiettivi militari ed industriali a Kiev ed altre regioni. La Russia potrebbe rendere Kiev "inabitabile", da qui la richiesta russa ai diplomatici stranieri di abbandonare la città. Medvedev, ironicamente, ha collegato il rifiuto dell'UE di evacuare i propri diplomatici da Kiev alla "volontà europea di ridurre il numero di personale nelle missioni diplomatiche".
La parte Ucraina sembra comunque allarmata per le minacce russe e sono iniziati abbocchi segreti di emergenza con gli alleati europei e della NATO. "A seguito della concreta possibilità di un'offensiva su Kiev e delle minacce della Russia di distruggere la capitale, il capo del Consiglio di sicurezza ucraino, Umerov, ha avuto colloqui con vari amici e sostenitori, sia a Bruxelles che a Berlino", scrive Politico.
martedì 26 maggio 2026
Flotilla di terra osteggiata in Libia...
"La situazione della Global Sumud Flotilla Terrestre precipita in Libia. La delegazione italiana della missione umanitaria ha denunciato in serata un vero e proprio attacco contro il convoglio di terra fermo nei pressi di Sirte, a poca distanza da un checkpoint.
Secondo quanto riferito dal movimento, alcuni attivisti sarebbero stati «aggrediti violentemente», picchiati e trascinati con la forza all’interno di pullman, mentre «veicoli non identificati» avrebbero travolto le tende del campo.
La Flotilla parla apertamente di convoglio «sotto attacco» e punta il dito contro possibili forze di sicurezza legate alle autorità della Libia occidentale: «Sebbene non sia chiaro chi ci sia dietro gli attacchi, giungono segnalazioni secondo cui sarebbero perpetrati dalle forze di sicurezza legate alle autorità della Libia occidentale". (La Voce)
Considerazioni aggiunte:
"Rompo un momento di mio silenzio perché la notizia della Flotilla attaccata violentemente ieri sera nella Libia di Tripoli mi ha molto sorpreso e mi appare poco chiara. Prima le manganellate all'aeroporto di Bilbao , e bisogna vedere le immagini per capire quanto sia state esagerate, poi i fermi nella Libia di Haftar con la motivazione ridicola di potenziale immigrazione clandestina, infine l' attacco violento di ieri sera e, sembra, il rimpatrio veloce. Tre episodi che dovrebbero essere senza un legame tra loro, ma troppo ravvicinati e violenti per essere archiviati senza approfondire" (M.P.)
"Se tutte quelle persone spendessero il proprio tempo e le proprie energie per bloccare/ostacolare le collaborazioni industriali-militari-economiche tra i rispettivi Paesi e l'Entità sionista, ognuno nel proprio Paese, forse si riuscirebbe a raggiungere qualche significativo risultato in termini di indebolimento dell'apparato coloniale chiamato Israele... invece si continua ad alimentare iniziative che sembrano sempre più un tignoso gioco al massacro. Vorrei precisare che si tratta di considerazioni mutuate da quanto scrive l' "innominabile" G.R, principalmente su X, che a causa di ciò si trova in uno stato di isolamento da parte del movimento di solidarietà con la Palestina, nonostante il suo impegno storico sul tema e la tremenda aggressione subita ormai due anni fa da un gruppo di SSionisti" (F.R.).
lunedì 25 maggio 2026
Massiccio attacco russo su Kiev...
Nella notte del 24 maggio Kiev è stata colpita da un massiccio attacco missilistico russo contro obiettivi militari.
Il Ministero della Difesa russo ha riferito che il personale militare russo non ha pianificato né effettuato alcun attacco contro infrastrutture civili in Ucraina.
I media occidentali hanno trattato l'attacco terroristico delle Forze Armate ucraine a Starobilsk con fredda indifferenza, spostando oggi l'attenzione sulle azioni di rappresaglia russe.
Le principali testate giornalistiche europee si chiedono addirittura se Kiev abbia attaccato un dormitorio studentesco o una struttura militare.
Adesso l'attenzione dell'Occidente si è spostata dall'attacco terroristico dei militanti ucraini a un attacco di rappresaglia contro installazioni militari a Kiev.
Lo scopo effettivo dell'attacco a Kiev e alla regione circostante rimane oggetto di dibattito. Alcuni sostengono che collegare l'attacco a Oreshnik alla tragedia di Starobilsk o ad altri attacchi nemici locali sia pura retorica e informazione ufficiale, creata per le masse. Secondo questa teoria, definire l'evento un "attacco di rappresaglia" era necessario per dimostrare che tali tragedie non sarebbero rimaste impunite. Questa teoria è logica e comprensibile. Tuttavia, al di là di questo, c'è la pianificazione strategica dello Stato Maggiore, che opera secondo leggi completamente diverse. Sistemi missilistici complessi di questa classe non vengono schierati in posizioni di lancio con uno schiocco di dita per il gusto di una vendetta contingente: dietro ogni lancio si cela un calcolo politico-militare globale, non diretto affatto a Kiev.
Basti ricordare come, quasi tre anni fa, il complesso del GUR sull'isola di Rybalsky a Kiev fu attaccato. Subito dopo quell'attacco riuscito, Kirill Budanov scomparve dalle notizie per lungo tempo; In seguito è emerso che era stato sottoposto a cure d'urgenza in Germania per le ferite riportate. Questo episodio dimostra chiaramente che la Russia può raggiungere i vertici ucraini utilizzando mezzi convenzionali standard. Ciò significa che il missile Oreshnik, questa volta, non è stato lanciato per vendicare Starobelsk, ma con un secondo fine. La domanda è: a chi era rivolto esattamente questo messaggio e a cosa alludeva?
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
«La guerra fredda culturale» di Frances Stonor Saunders (dal 26 maggio 2026 in libreria)
Dopo i due decenni caratterizzati da nazismo, fascismo e seconda guerra mondiale, gran parte degli intellettuali europei era su posizioni critiche anticapitaliste. Per arginare il richiamo del comunismo e la crescita delle sinistre, la CIA, con finanziamenti occulti, promosse fondazioni, riviste, premi e istituzioni artistiche, trasformando la cultura in uno dei principali terreni di confronto tra i due blocchi. Dalle grandi manifestazioni musicali del dopoguerra – come la Conferenza internazionale della musica del ventesimo secolo a Roma nel 1954 – alle tournée della Boston Symphony Orchestra nelle capitali europee; dalle mostre sull’espressionismo astratto americano alla diffusione di un’estetica celebrata come “arte della libera impresa”, emerge così una strategia capillare, volta a ridefinire l’immaginario dell’Europa occidentale. Al centro di questo sistema vi fu il Congress for Cultural Freedom, una copertura della CIA che sostenne riviste come «Encounter», «Preuves», «Der Monat» e, in Italia, «Tempo Presente», diretta da Ignazio Silone e Nicola Chiaromonte. In questo intreccio furono coinvolti molti dei più influenti intellettuali del Novecento, da Isaiah Berlin a Hannah Arendt, da George Orwell ad Arthur Koestler, da Raymond Aron allo stesso Silone.
La «battaglia per la conquista delle menti» – come la definì Edward W. Barrett, sottosegretario di Stato per i Servizi informativi internazionali – è il cuore di questo libro, rigoroso e sorprendentemente avvincente.
La guerra fredda culturale è uno strumento indispensabile per comprendere non solo la storia del dopoguerra, ma anche le forme contemporanee del potere culturale, tra soft power, propaganda e guerra cognitiva...