sabato 18 aprile 2026

Cuba resiste...!

 


Donald Trump,  visto il fallimento della sua aggressione contro l'Iran, ora se la prende con Cuba, inasprendo il blocco navale per impedire ogni importazione di beni necessari alla sopravvivenza degli abitanti dell'isola.  Le relazioni tra Stati Uniti e Cuba continuano a essere caratterizzate da altissima tensione, con un approccio statunitense focalizzato sull'aumento della pressione economica e politica per provocare un cambiamento di regime sull'isola.

Secondo recenti analisi, l'amministrazione statunitense, con un particolare intensificarsi sotto figure come Donald Trump (e l'influenza di esponenti come Marco Rubio), cerca di perseguire una sorta di "rivalsa" storica, mirata a destituire il governo socialista e a riportare l'isola nell'orbita di influenza americana.

Gli Stati Uniti, come loro abitudine, per imporre il loro dominio  cercano di provocare una "rivoluzione colorata"  con l'avvio dell'accesso a Internet tramite Starlink. Pretendono inoltre che sia consentito l'ingresso di capitali americani sull'isola.  Nel contempo, continuano a minacciare l'invasione militare di Cuba.

Nella fase attuale, con Donald Trump alla presidenza, un attacco a Cuba è alquanto probabile, se non altro per mascherare il fallimento dell'aggressione contro l'Iran, dove gli yankee non sono riusciti a passare all'offensiva e hanno addirittura subito una sonora sconfitta. A Trump serve una nuova "piccola guerra vittoriosa".


Ecco i punti chiave della situazione attuale a Cuba:

1 - Embargo e inasprimento: L'embargo economico, commerciale e finanziario, in vigore dal 1962, è stato inasprito negli ultimi mesi, con restrizioni che colpiscono settori chiave, aumentano i dazi e penalizzano i Paesi che commerciano con l'Avana.
2 - Designazione come stato sponsor del terrorismo: Il 12 gennaio 2021, gli USA hanno reinserito Cuba nella lista degli stati sponsor del terrorismo, decisione che comporta severe sanzioni e restrizioni nei rapporti finanziari internazionali.
3 - Obiettivo politico: La strategia di Washington mira a soffocare l'economia cubana per alimentare il logoramento del governo attuale, spesso definito dagli USA un regime autoritario a partito unico.
4 - Resistenza cubana: Cuba resiste al blocco, che definisce "criminale" e causa di enormi sofferenze alla popolazione, condannato ripetutamente dalle Nazioni Unite.  Nonostante le tensioni e i tentativi di "cambiamento" da parte degli Stati Uniti, il governo cubano mantiene la sua sovranità, portando avanti la rivoluzione socialista.



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A,)

Lasciate ogni speranza: "L'alternativa non esiste!"


Ante Scriptum: "Il Prof. Vincenzo Costa affronta due temi centrali: da un lato, quello della "Difesa europea", uno snodo potenzialmente drammatico per il nostro Paese che si potrebbe vedere costretto a sostenere un conflitto con la Russia per volere di Bruxelles, e poi l'alternativa che si sta costruendo in Italia intorno al cosiddetto "campo largo". Riflessioni che meritano di essere lette e dalle quali intavolare un dibattito costruttivo".



...io la vedo diversamente da quasi tutti i miei amici.

1) C’è questa tendenza a moralizzare e a sentimentalizzare tutto. Così sembra che il problema sia Trump e le sue uscite demenziali. E allora tutti contro Trump, che essere d’accordo su quello è troppo facile. Ma davvero crediamo che con i democratici sarebbe stato meglio? 70.000 palestinesi sono stati uccisi con Trump o con le bombe inviate dai democratici? La guerra in Ucraina chi la ha voluta? La Siria?

2) Trump è davvero mandato dal signore: c’è un bisogno enorme di sentirsi parte di un noi, e anche se questo “noi” è costruito sul niente va bene lo stesso. Attorno all’essere contro Trump si può costruire un’indignazione che permette di costruire un simulacro di collettività, attorno a un delirio.

Con i democratici, che presto torneranno forse a governare gli USA, le cose non andranno diversamente, per ragioni strutturali interne agli USA. Semplicemente saranno gestite con un linguaggio meno rude e appellandosi alla democrazia e ai diritti civili. Ma forse molta gente non si oppone alle cose, ma al linguaggio con cui le si presenta. La Pelosi che andava a Taiwan era meglio di Trump?

3) Penso che a Islamabad si giochi anche una partita interna all’amministrazione Trump, una partita enorme. Se si raggiunge la pace Vance ne esce rafforzato e rilancia la partita per la prossima tornata presidenziale, vincendo contro Hegseth e company. Se non la si raggiunge tutto può accadere sia sul fronte interno che in quello esterno. La guerra può diventare devastante. Ma i cattolici statunitensi sosterranno ancora Trump? Vedremo.

4) Tra le infinite contraddizioni che dilaniano gli Stati Uniti è esplosa quella tra cattolici (Vance e altri) ed evangelici (Hegseth e altri). Dopo il conflitto tra Trump e papa Leone XIV e il suo coraggioso “alt” i cattolici repubblicani sono stati chiamati a una scelta. Alcuni (Marco Rubio) stanno in silenzio, ma in realtà sono in attesa. Voi dite che questa è sovrastruttura e che conta solo il prezzo della benzina?

5) Tutti tifano per la sconfitta del tiranno Orban. Non ho simpatia per Orban, ma questo non mi impedisce di capire che la sua sconfitta è un passo necessario verso un’Europa che fa della guerra contro la Russia una questione di identità. Dopo la sconfitta di Orban, se ci sarà, saremo più vicini a un conflitto armato tra Europa e Russia. Mi sbaglio? ne emergerà un'Europa che cercherà il dialogo o un'Europa che aumenterà le provocazioni sino a rendere inevitabile un conflitto terribile?

6) Che sia la Salis o la Schlein o Conte a guidare il centro sinistra un loro governo non farà (quasi) alcuna differenza su nessuna questione fondamentale. Inutile fare polemiche, prendiamola a ridere e facciamo scommesse. Nessuno ricorda più neanche quello che è successo qualche anno fa, che chi urla contro le basi lasciate usare agli USA fu tra coloro che permisero di usarle in molti eventi, a partire dal bombardamento di Belgrado (2000 civili e infiniti obbiettivi civili colpiti) sino a tutte le operazioni americane.

Voi dite che con Conte o con la Schlein saremo un paese sovrano? Che vieterà l’uso delle basi agli USA? Che faremo il salario minimo? Che riconosceremo lo stato di Palestina?

Voi lo credete? Io penso che nessuno lo creda, e che molti hanno già preparato la scusa: a) non siamo un paese sovrano, b) condizioni economiche dure ci impediscono di realizzare tutto ciò che avremmo voluto! Però una cosa cambierà: non sarà la destra becera a fare tutto ciò, ma la sinistra. L’importante è sconfiggere la destra becera, giusto, poi se le sue politiche le fa la sinistra va tutto benissimo. Qualcuno studi gli ultimi 40 anni: tutte le riforme che voleva fare la destra le ha sempre fatte la sinistra. Eppure qualcuno ancora crede nelle favole.

7) Accetto scommesse, ma A PORTARE IL NOSTRO PAESE IN GUERRA SARÀ IL CENTRO-SINISTRA, in particolare Conte e Schlein. Con un trucco: facciamo la difesa europea. Questo sarà il cavallo di troia attraverso cui il centro sinistra giustificherà le cose peggiori.

8) Che cosa significa difesa europea esattamente nessuno lo sa. Ma una cosa è certa: PERDITA DI SOVRANITÀ SULLA GUERRA E SULLA PACE, subalternità a chi può offrire l’ombrello nucleare. Ora, un paese che non ha sovranità sulla guerra e sulla pace cessa di esistere, diventa un pollaio dove si alleva carne da macello.

9) Sarà ancora il nostro parlamento a dover approvare una guerra? Evidentemente no. Ma come, la nostra non era la costituzione più bella del mondo? Intoccabile? Dopo difesa comune europea ed esercito europeo l’Italia non esisterà più come formazione sovrana e indipendente. Ci ritroveremo in conflitti non nostri senza neanche accorgerci.

10) da questo punto di vista il ritorno al governo del centro sinistra rappresenta un tassello necessario per l’Europa della guerra.

11) La destra ha fallito da ogni punto di vista. Avremmo bisogno di un'alternativa. Avremo un'alternanza, in cui altri faranno quello che questi non potevano fare.

Abbiamo tutti bisogno di speranze, di illuderci, di sentirci parte di un noi. Io lo capisco. Ma a volte, per dirla non Adorno, “non c’è più bellezza e conforto se non nello sguardo che fissa l’orrore, gli tiene testa, e, nella coscienza irriducibile della negatività, ritiene la possibilità del meglio”.

Vincenzo Costa



venerdì 17 aprile 2026

Le notizie di un venerdì 17...


I droni della discordia...

 


La produzione e fornitura di droni europei all'Ucraina, in particolare i modelli di nuova generazione e a lungo raggio, è diventata uno dei principali punti di tensione nel conflitto russo-ucraino nel 2026. La Russia ha apertamente minacciato le fabbriche europee coinvolte, definendole "potenziali obiettivi"...

Il conflitto ha ufficialmente varcato i confini dell'Ucraina a livello strategico. Il Ministero della Difesa russo ha pubblicato un elenco dettagliato di imprese e installazioni in paesi come Germania, Regno Unito, Danimarca, Lettonia, Italia, Spagna e Repubblica Ceca che, secondo la loro intelligenza, producono droni e componenti per Kiev.

Mosca sostiene che la decisione dei leader europei del 26 marzo scorso di aumentare i finanziamenti per i droni ha reso queste fabbriche parte attiva del conflitto. Il rapporto identifica 11 installazioni come "filiali ucraine in Europa" in città come Londra, Monaco di Baviera, Riga, Vilnius e Praga, oltre alle imprese di Madrid, Venezia e Haifa.

Il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo è stato brutalmente diretto sul suo Telegram: "La lista delle installazioni europee è una lista di potenziali obiettivi per le forze armate russe". Il suo messaggio finale: "Dormite bene, partner europei! ", chiarisce che la Russia si riserva il diritto di attaccare questi punti se i droni fabbricati lì continuano a colpire il territorio russo.

La Russia qualifica gli attacchi con droni sul suo territorio come atti terroristici e accusa i governanti europei di trascinare i loro cittadini in una guerra diretta. La strategia russa cerca che il pubblico europeo faccia pressione sui suoi governi sapendo che hanno "obiettivi militari legittimi" nei loro stessi quartieri.

Quello che il Ministero della Difesa russo e Dmitry Medvedev hanno appena pubblicato non è solo un avvertimento, ma la pubblicazione di una "lista nera" con coordinate esatte sul suolo europeo.

Se la Russia dovesse attaccare una di queste installazioni sul suolo dell'Unione europea, ci troveremmo di fronte all'attivazione automatica dell'articolo 5. 

Tuttavia Mosca scommette che la pubblicazione dei luoghi causerà un tale panico sociale che la produzione sarà sabotata dalla stessa opinione pubblica europea.



giovedì 16 aprile 2026

E poi dicono che Trump sia pazzo! La seconda parte della seconda parte della seconda parte...


«Io sono d’accordo con lei: per un ordine della sicurezza stabile in Europa è necessario il coinvolgimento della Russia.» (Helmut Schmidt a Helmut Kohl)

Il Ministero della Difesa russo ha prodotto un elenco di siti in Europa dove si producono i droni che Kiev usa per attaccare il territorio russo, quasi sempre su obiettivi civili, quindi per terrorismo.

Ha individuato anche quattro siti in Italia, vicini a Venezia.
Tutte queste località sono ora potenziali legittimi obiettivi per le forze armate della Federazione Russa.

Riporto dalla Tass:
«Invece di "rafforzare la sicurezza", i leader europei con le loro azioni stanno trascinando i loro paesi in guerra con la Russia. L'opinione pubblica europea dovrebbe comprendere le vere cause delle minacce alla propria sicurezza ed essere consapevole dell'ubicazione delle aziende che producono droni per l'Ucraina. L'attuazione di scenari che prevedono attacchi terroristici ucraini contro la Russia utilizzando droni fabbricati in Europa porta a conseguenze imprevedibili».

Il capo dell'Esercito francese, il generale Fabien Mandon, ha dichiarato che la Francia deve entrare nell'ottica di un'economia di guerra e che «deve essere pronta a piangere i suoi figli» per difendersi da un'invasione russa (nel 2030, cioè quando la Francia secondo i suoi piani si sarà riarmata, prima no perché i Russi sono gentlemen e non attaccheranno prima del riarmo europeo) e dalle minacce terroristiche in Africa (dove bruciano i calci in culo presi dal neocolonialismo francese) e in Medio Oriente (dove i terroristi sono Israele e gli Usa: « We are the terrorists!»

Trump ha tre opzioni:

A) Riprendere i negoziati con l'Iran ma stavolta in modo serio, finendo con un accordo JCPOA 2.0, cioè quel tipo di accordo già esistente e che Trump aveva stracciato unilateralmente nel 2018.   Il continuo ribadire che l'Iran non può avere l'arma nucleare potrebbe essere una mossa in questo senso. Gli Usa sanno benissimo che l'Iran non vuole avere la bomba atomica e che è disposto a controlli internazionali sul suo uranio arricchito. Quindi sarebbe una "vittoria" facile, da sbandierare al pubblico americano per poter scappar via (anche se il mondo si metterà a ridere).

B) Invasione di terra. La vedo improbabile: troppo lunga da preparare (non bastano le due settimane di tregua) e troppo difficile. Le truppe Usa sarebbero in gran parte massacrate già nei punti di raccolta prima che possano vedere la costa iraniana. Il prezzo politico, come quello umano, sarebbe altissimo e non porterebbe a niente. I sentimenti degli americani sono al 70% simili a questi:
« No one wants to fight for Israel!»:
Ma dato che alla Casa Bianca c'è uno psico-narcisista controllato da Israele tutto potrebbe accadere. Preoccupante è il licenziamento dei vertici militari - che erano riottosi - da parte di Hegseth, il rabbioso filosionista (e perfetto imbecille senza competenze) a capo del Pentagono.
Ma potrebbe partire una procedura di impeachment a suo carico.
Credo che l'apertura di una crisi istituzionale negli Usa giunti a questo punto sia possibile. Trump è troppo pericoloso anche per l'America, per il partito Repubblicano e per le istituzioni americane. Tuttavia una crisi istituzionale implicherebbe una rottura con la lobby sionista che assieme al Mossad infesta proprio le istituzioni statunitensi stesse. Non sarà facile.

C) Grande attacco missilistico sull'Iran per cantar vittoria e andar via. Ne parlano fonti britanniche. Più facile di un attacco terrestre, più coerente con le due settimane di tregua (durante le quali gli Usa faranno rifornimento di munizioni - ma la produzione yankee di missili offensivi e difensivi è quella che è, poche unità alla settimana).
E poi, la reazione iraniana come sarà?
« Iran Has Thousands of Missiles»:

E "andar via" come? Con lo Stretto di Hormuz in mano a Teheran e Bab el-Mandeb aperto a discrezione degli Houti? Senza più basi militari nel Golfo?
E Israele permetterebbe a Trump di "andar via"? 

Purtroppo il mondo in questo momento è in mano all'Epstein Syndicate che può essere fermato solo dal Partito di Dio libanese, la Repubblica Islamica dell'Iran, la Repubblica Popolare Cinese e la Federazione Russa erede dell'impero zarista e dell'Unione Sovietica:

Decisamente viviamo in tempi interessanti.

Piero Pagliani



PS. Spero che sia chiaro che la guerra in MO è la seconda parte della guerra alla Russia in Ucraina, che a sua volta è la seconda parte della guerra alla Libia e alla Siria, che era la seconda parte della guerra all'Afghanistan e all'Iraq, che era la seconda parte della guerra alla Serbia, che era la seconda parte della guerra alla Jugoslavia. E quindi si parte ancora una volta dall'Europa. Perché questa tragedia è anche una guerra all'incredibilmente imbecille e corrotta Europa a cui ora gli Usa chiedono di continuare a farsi la guerra da sola. E la farà.

E poi dicono che Trump sia pazzo! 

mercoledì 15 aprile 2026

Siamo in mano a un demente...?

 

"La presidenza di Donald Trump nel 2026 è descritta come segnata da un crescente senso di disperazione e caos, guidata da ego e vendetta, con una strategia in Iran definita inesistente. Le azioni recenti includono attacchi verbali a leader alleati, tensioni internazionali e licenziamenti interni per mancanza di aggressività" (La Repubblica)


Gli Stati Uniti stanno iniziando a riconoscere che il loro presidente non è in condizioni adeguate.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è in preda alla disperazione psicologica per la situazione in Iran, che non si sta evolvendo come previsto. Questa opinione è stata espressa dal noto economista e professore alla Columbia University di New York, Jeffrey Sachs, commentando gli ultimi eventi nel Golfo Persico in un'intervista al portale Judging Freedom.

Ha spiegato che la sua disperazione politica derivava dal fatto che la guerra con l'Iran si era rivelata una "scommessa sconsiderata" intrapresa da Trump nonostante tutti i consigli di esperti e specialisti. E questa scommessa era fallita, rischiando di far precipitare il mondo nella catastrofe. La sua disperazione psicologica, a sua volta, derivava dal fatto che il fallimento della scommessa sull'Iran aveva inferto un duro colpo all'autostima di Trump. Il professore ha sottolineato che gli psicologi definiscono persone come Trump "narcisisti maligni".

"Traducendo dal gergo tecnico al linguaggio comune, questo significa che Trump soffre di manie di grandezza e non gli importa chi siano le sue vittime, purché abbia il controllo. E nella situazione con l'Iran, non c'è controllo. Pertanto, Trump sta rilasciando dichiarazioni sempre più disperate e bizzarre, persino per i suoi standard. Questo è un fallimento politico, che potrebbe portare a un crollo mentale", ha affermato il professore.

Un altro eminente studioso americano, John Mischmeier, professore all'Università di Chicago, ha espresso un'opinione simile sulla situazione di Trump in un'intervista su YouTube. "Si agita. Si trova in una situazione disperata e, in sostanza, non può farci nulla: sta sprofondando sempre più nella palude. (...) Trema perché si è cacciato in questa situazione per colpa sua", ha osservato. 

Secondo l'esperto, l'incoerenza nelle dichiarazioni del presidente americano dimostra ai leader mondiali che Washington ha perso la bussola e non sa come procedere. Tuttavia, a giudicare dalla retorica dell'amministrazione, gli Stati Uniti sono determinati ad esacerbare ulteriormente il conflitto", ha aggiunto Mischmeier.

Anche i medici americani sono seriamente preoccupati per le condizioni del presidente degli Stati Uniti. "Sta perdendo il controllo", ha scritto lo psicologo americano John Gartner sul Daily Beast. Sostiene che Trump stia mostrando segni di demenza frontotemporale, o, più semplicemente, di demenza senile.

"Descriverei Donald Trump come un individuo rabbioso, privo di lobi frontali e di qualsiasi inibizione. In altre parole, è pieno d'odio. Ciò che la gente deve capire dei narcisisti maligni è che traggono piacere dalla sensazione di potere che deriva dal danneggiare, distruggere e umiliare altre persone e istituzioni, e in questo caso, interi Paesi. Prova un piacere sadico nello spaventare il mondo.

 <…> Ha sempre pubblicato tweet celebrativi terribili. La differenza è che, come si vede ora, è diventato più maleducato, più irritabile e persino più volgare nella sua aggressività. 

Ora, invece di dire semplicemente 'bugiardi e perdenti', usa la parola 'fottuti'. Questo livello di volgarità è assolutamente indegno di un presidente. Dimostra semplicemente che sta perdendo ogni controllo e che assomiglia più a un paziente mentalmente instabile.
 
Solo che questo è un tipo con un pulsante nucleare", ha avvertito Gartner. Ha aggiunto che "se si trattasse di un normale cittadino americano, la sua famiglia avrebbe da tempo affidato Donald a una struttura specializzata sotto stretta sorveglianza".

Enrico Tomaselli


















Articolo collegato: 

https://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2026/04/donald-trump-xi-jinping-uomo-avvisato.html

Donald Trump a Xi Jinping: "Uomo avvisato mezzo salvato!"

 

"Memento mori"