venerdì 28 agosto 2026

Caro carburanti, non solo guerra, anche segno di crisi dell'era del petrolio...

 


Il tabellone del distributore che vedo dalla finestra di casa mia questa mattina (28 agosto 2026) segnava per il gasolio un prezzo di 2 euro e 11 cent. (Il prezzo medio nazionale del gasolio in Italia si attesta intorno a 2,13 euro al litro sulla rete ordinaria, superando i 2,18 euro al litro in autostrada.)

Ma ormai è evidente che il caro carburanti non finirà quando riprenderà la navigazione dello stretto di Hormuz. 

Quando a fine giugno la tregua ha funzionato, il prezzo del petrolio è precipitato a 70 dollari il barile mentre quello dei carburanti è rimasto alto,  si è capito così che c è un problema di raffinerie, che hanno chiuso in Europa e sono rimaste in Russia e MO. 

Riaprire raffinerie da noi quando si pianifica di dismettere i motori a combustione interna ? Sarebbe lungimirante ?

Intanto l'Iea ci ha detto che una volta finita la guerra il petrolio vedrà una offerta superiore alla domanda  e la vendita di auto elettriche aumenta: in Europa una su 4 acquisti, in Italia una di 10.

l'Opec ha sempre tenuto alti i prezzi del petrolio limitando la propria produzione, ma ora gli Emirati Arabi sono usciti dall'Opec. Avrà la stessa forza l'alleanza dei paesi produttori?

Probabilmente la forbice dei prezzi tra petrolio e derivati raffinati rimarrà, la raffinazione ora si paga circa 10, dieci, volte di più.

Allora, è giusto sovvenzionare l' acquisto di benzina, i consumi in Italia sono aumentati nel primo semestre 2026, mentre a luglio sono terminati gli incentivi dell'auto elettrica?

No, e questo lo dice anche la UE,  pur guerrafondaia e complice del genocidio, ma il nostro governo lo farà.

Marco Palombo



Lo scoop di Di Feo: "Putin è pazzo...!"

 


Di Feo ci informa che si alza la tensione, naturalmente all'improvviso e senza motivo alcuno perché si sa che Putin è pazzo, vuole ricostruire l'Unione Sovietica (o l'impero, non si sa, difficile capire, è pazzo). Ovviamente non c'entra nulla, ad esempio, la cintura di dementi che va, più o meno, dal circolo polare artico al corridoio di Suwałki, costituita da un gruppo di piccole (Finlandia, ovviamente non mi riferisco all'estensione territoriale) e microscopiche nazioni (Estonia, Lettonia, Lituania, e mi riferisco anche all'estensione territoriale), quattro nani che in base a una serie di traumi storici, frustrazioni etno-nazionaliste e deliri da ubriachi sta attivamente spingendo la NATO e l'Unione Europea, associazioni di cui tutte e quattro fanno parte, a una guerra con la Russia.

La cosa incontra il favore di altri Paesi, tipo la Gran Bretagna (altra manica di psicopatici, diciamocelo) che può mandare avanti loro e non comparire come la principale istigatrice, cosa che è. Possiamo poi ragionare se dietro la Gran Bretagna ci siano gli USA (un posto, ricordiamolo, dove a scuola bisogna dire che l'evoluzionismo è una delle tante teorie che spiegano il passato delle specie che popolano il nostro pianeta, e dove c'è gente, in posizioni di potere e di comando, oltre che miliardaria, che è convinta che tra poco a Megiddo si combatterà per davvero la battaglia tra Satana e Gesù), ma questa cosa al momento non ci interessa: anzi, possiamo credere che sia l'Europa a comportarsi nei confronti degli USA come i quattro nani si comportano con lei. Non ci interessa, non siamo il loro analista.
Tornando ai quattro nani, la cosa stupefacente di questo atteggiamento è che il loro potenziale militare e demografico è prossimo allo zero (tanto che al momento la sicurezza aerea dei tre più piccoli, ad esempio, è interamente affidata agli altri paesi NATO). La guerra che desiderano non verrebbe combattuta da loro, ma dagli altri membri di entrambe le associazioni di cui questi quattro paesi fanno parte: ovvero, sostanzialmente, da noi, dai francesi, dai tedeschi, dagli inglesi e dai polacchi, e magari anche dagli americani.

Finita la guerra, e finita ovviamente con una vittoria non essendo computabile alcun altro esito, queste quattro nazioni potranno finalmente compensare il loro trauma occupando la Carelia o qualche stagno nell'oblast di Pskov, e ottenere finalmente la certificazione che il boršč è in realtà un piatto lettone. Dovesse invece finire male, loro naturalmente non c'entrano niente: hanno solo parlato, magari hanno esagerato un po' ma si faceva tanto per dire, non è colpa loro se poi i polacchi si sono messi a sparare.

È un gioco buffo e divertente che stanno facendo tutti: EU e USA dicono che loro non c'entrano niente, sono gli ucraini che sparano; se le cose vanno come sognano i quattro nani (e la Gran Bretagna) loro non c'entrano niente, sono gli ucraini, i polacchi e i tedeschi che sparano; se le cose vanno come sognano gli americani sono l'Ucraina e gli europei che sparano, loro non c'entrano niente; e se le cose, alla fine, vanno come sognano l'Ucraina e gli europei, saranno gli americani a sparare, loro non c'entrano niente. Insomma tutti sognano che si incominci a sparare ma che ci pensi qualcun altro per poi passare all'incasso. E all'improvviso, in qualche prestigioso think-tank di Washington o di Bruxelles, a qualcuno (magari assunto da poco e non ancora del tutto e irrimediabilmente scemo) è venuta in mente un'idea curiosa: e che succede se invece a sparare cominciano quegli altri?





Articolo collegato:

Trump non si preoccupa per un ipotetico attacco russo alla NATO... - In un'intervista ad Axios, il presidente degli Stati Uniti ha affermato di non vedere alcun motivo di preoccupazione per un possibile attacco russo all'alleanza. "Non sono affatto preoccupato. Non ci sono problemi", ha detto Trump, sostenendo di aver parlato con Vladimir Putin e di escludere una simile eventualità... - Continua: https://paolodarpini.blogspot.com/2026/08/trump-non-si-preoccupa-per-un-ipotetico.html

P.S. - Nei giorni scorsi erano circolate indiscrezioni sulla visita del direttore della Cia John Ratcliffe a Mosca, durante la quale sarebbe stato trasmesso un avvertimento alla Russia contro qualsiasi attacco a Stati membri della Nato...


giovedì 27 agosto 2026

Profezie catastrofiste a "buon prezzo"...

mercoledì 26 agosto 2026

Ucraina, USA e UE chiedono la resa incondizionata della Russia...


Dunque. Mi si faccia capire per bene...

L'ultimo piano di pace presentato da Zelensky e diffuso il 24 agosto 2026 in occasione delle celebrazioni per l' "indipendenza ucraina", alla presenza dei "volenterosi", consiste in questi 3 punti:

A - tregua generale, incondizionata.
B - Le forze di Kiev si ritirano dal Donbas non ancora occupato (1), le forze russe si ritirano da quello che occupano (2) = sul corpo di tale territorio nascerebbe la "FREE TRADE ECONOMIC ZONE", demilitarizzata e amministrata da una terza forza (Stati Uniti).
C - Tutto questo in cambio di garanzie di sicurezza: queste non sono specificate, ma stando alle indiscrezioni emerse dalla fine del 2025 sino a giugno 2026, si tratterebbe di una forza multinazionale sul suolo ucraino (si intende Francia e GB essenzialmente, con supporto logistico dalla Polonia: al comando un britannico).


RICAPITOLANDO in pillole =
Mosca dovrebbe fermare incondizionatamente la propria avanzata (mentre sta vincendo) su richiesta del perdente.

Subito dopo si crea una zona cuscinetto alla quale ognuna delle due parti contribuisce, cedendo ciò che ha: Kiev "generosamente" cede cosa possiede (cioè un francobollo di territorio che perderebbe comunque), mentre il vincitore (Mosca) consegna TUTTO ciò che conquistato sul campo e che sta espandendo (oltre l'80% del Donbas). Tale zona cuscinetto appena creata, la si affida all'amministrazione statunitense (ossia la forza "neutrale" e "super partes" nel conflitto ucro-russo di questi anni). A garanzia del tutto una NATO "de facto" (non de jure) franco-britannica alle spalle, dispiegata su tutta l'Ucraina.

Non viene menzionato alcun riconoscimento legale di Crimea e regioni confinanti a favore di Mosca (continuerebbe ad essere considerata occupazione illegale: base sufficiente per mantenere il regime di sanzioni globale a tempo indefinito).
La guerra russo/ucraina del 2022-27 (?) si conclude dunque con un Donbas a diretta amministrazione economica statunitense, un'Ucraina a protezione militare atlantica (de facto), e una Crimea+zone circostanti, zona grigia in eterno, giustificante il regime sanzionatorio contro Mosca.

Ad occhio croce sembra di vedere il piano di vittoria alleato contro la Germania hitleriana nel 1945 suddivisa in zone di amministrazione (con la vistosa differenza che Washington in questo caso ottiene la sua area di influenza al prezzo del sangue di 1 milione di militari non americani....ma del proprio satellite ucraino: come a dire, ottenere il massimo al minimo).

E' un piano di pace ALTAMENTE brillante se visto dal punto di vista ucro-euro/americano. L'unico handicap è che difetta dell'elemento chiave alla base della sua stessa esistenza: una vittoria militare netta contro Mosca. In altre parole si tratta di un piano di "pace" assolutamente razionale... posta e premessa una disfatta totale del Cremlino sul campo, fattore presente nei sogni, nell'elaborazione fantastica/immaginifica dei salotti politici occidentali (i quali oscurano forse anche a sé stessi come la situazione sul campo sia quasi diametralmente divergente rispetto al desiderio: siamo ad un particolarissimo impasse logico-razionale, una specie di lapsus collettivo di rigetto della realtà).

CONCLUSIONE
Abbiate pazienza, non vogliatene a chi scrive da questa bacheca come al portavoce del Cremlino PESKOV che che ha rigettato seduta stante la "proposta".

Piuttosto leggete come è impostata la locandina in basso dove hanno avuto il coraggio di scrivere "l'Ucraina potrebbe dover cedere l'intera regione del Donbas alla fine del conflitto": la cederebbero ai propri alleati di Washington in realtà (e considerando poi che massima parte del Donbas di cui si parla è già stato conquistato dalle forze russe. Kiev quindi cosa cederebbe esattamente ? Cederebbe - ai suoi amici di Washington - ciò che Mosca ha già preso sul campo? Cervellotico forte, ci vogliono il gatto e la volpe per escogitare tutto questo: Trump e Zelensky).

Gente di tutte le provenienze, mi rivolgo qui direttamente ai detrattori di Mosca: avete piena facoltà di pensare tutto il male che volete della leadership del Cremlino, ma oggettivamente solo pazienti disabili di un istituto psichiatrico firmerebbero una pace come quella descritta.
Se i termini continuano ad essere quelli analizzati, allora non so cosa possano concludere il capo della CIA e il rappresentante del Vaticano Gallagher (entrambi in visita al Cremlino in questi giorni)
Continuate pure a spedire armamenti a Kiev (prego), ma per favore, non andate ancora a sbraitare che "Putin rifiuta la pace"...

Daniele Lanza



Post Scriptum:

Nel mentre che da Kiev si formulano piani di pace oggettivamente IRRICEVIBILI (cioè, fatti apposta per ottenere un rifiuto dall'altra parte), mentre i media mainstream - in agguato come faine - saltano fuori a sottolineare al lettore come Mosca respinga ottusamente ogni offerta (...).
Il governo di Kiev gode di questo immenso vantaggio nella comunicazione da sempre: assai prolifico nel produrre "piani di pace" - dove non concede presso che NULLA alla controparte - si avvale poi dell'appoggio dei media globali i quali ipso facto capovolgono l'ordine delle cose, attribuendo tale schema truffaldino al Cremlino invece (l'imperativo è di far apparire Mosca irragionevole e Kiev ragionevolissima e aperta al dialogo).




Kaliningrad è accerchiata...

 



Kaliningrad è un'exclave russa geograficamente circondata da Stati membri dell'Unione Europea e della NATO. Si trova sul Mar Baltico ed è separata dal resto del territorio russo. In seguito alle tensioni e alle sanzioni per la guerra in Ucraina, lo spazio aereo europeo è chiuso ai voli russi e i collegamenti di transito terrestre attraverso la Lituania sono soggetti a rigidi controlli e limitazioni commerciali. L'area ospita la flotta russa del Baltico ed è un punto di forte tensione strategica e militare al confine con la NATO.

In generale, è importante sottolineare che l'attività dell'aviazione militare della NATO si è intensificata notevolmente nelle vicinanze di Kaliningrad.

In sole 24 ore, sopra i Paesi Baltici, hanno operato: l'aereo americano ARTEMIS II, e lungo il fianco orientale ha volato lo S102B Korpen svedese, una piattaforma specializzata per la raccolta di informazioni radioelettroniche (SIGINT/ELINT).

Contemporaneamente, erano in volo due aerei NATO MMF A330MRTT e un aereo cisterna americano KC-135. Tuttavia, le loro rotte, per il momento, si discostano notevolmente da quelle della settimana scorsa.

Successivamente, è entrato in azione il NATO01, un aereo di allerta rapida e controllo (E-3A AWACS). Dopo aver operato localmente nella zona di Gailenkirken, ha iniziato a spostarsi verso est e ha preso la rotta verso la Polonia.

Inoltre, secondo i dati disponibili pubblicamente, un aereo spagnolo A330 MRTT è arrivato a Żeșów. È importante notare che l'MRTT è una piattaforma multifunzionale, quindi questo volo potrebbe essere legato sia al rifornimento di carburante che a un normale compito di trasporto e logistica.

Al momento, sembra trattarsi di una combinazione di attività di ricognizione, addestramento, logistica e operazioni di rifornimento, parallelamente ai voli programmati verso Żeșów (in Ucraina). Tuttavia, ciò che conta non sono questi eventi, ma ciò che seguirà...



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

martedì 25 agosto 2026

Trieste. Sionismo e NATO tra Trimarium e IMEC...

 


Israele dentro fino al collo, dalla Porta del Mediterraneo nell'Albania dei Fenicotteri, in Grecia, e in Adriatico su fino a Trieste. 

Il porto franco internazionale di Trieste è nel mirino degli Stati Uniti e di Israele, in quanto snodo cruciale: vertice dell'iniziativa Trimarium e del corridoio IMEC. 

La Three Seas Iniciative mira a collegare tre mari (Baltico, Nero e Adriatico) in funzione antirussa, con lo scopo specifico di creare le infrastrutture necessarie alla logistica in una futura guerra contro Mosca. 

Il corridoio IMEC mira a costruire la via del Cotone, rotta alternativa alla via della Seta, che mira a contenere la Cina e a scardinare i BRICS inasprendo i rapporti tra Pechino e Nuova Delhi. 

Il porto di Trieste sarebbe la porta all'Europa centrale dell'India e dei Paesi Arabi e sarebbe collegato direttamente al porto di Haifa, anche in funzione anti-Turca. 

Poiché queste iniziative innescherebbero dinamiche di guerra e di militarizzazione che snaturerebbero lo status di porto franco internazionale demilitarizzato, a Trieste si è creato un comitato cittadino contro la guerra, che da mesi conduce attività di sensibilizzazione. 

Assieme a Tito Detoni del comitato IMEC di Trieste e a Lorenzo Maria Pacini abbiamo analizzato le modifiche che sta subendo lo status del porto franco di Trieste a causa della guerra e della progressiva militarizzazione, nell'attuale contesto geopolitico

Comitato No IMEC: comitatonoimec@yahoo.com 


Video collegato: https://www.youtube.com/watch?v=5O2t7uzm85o  - su segnalazione di J.E.


Iniziativa in sintonia: 

Il 26 agosto 2026, ore 18-20, presidio piazza Capranica/Montecitorio a Roma.  Un breve braccio di mare ci separa dalla Palestina.  Con il memorandum d'Intesa Italia-Israele, con l'invio di armi, con le collaborazioni commerciali, tecnologiche, accademiche, sportive, con l'ospitalità ai soldati dell'esercito israeliano  è come se i missili che ammazzano i bambini palestinesi perché osano attraversare con degli aquiloni il confine loro imposto partissero da qui.  Presidiamo gli spazi pubblici, opponiamoci al ruolo di alleati dei carnefici!   Continuiamo a dire NO, pretendiamo sanzioni e cessazione immediata dell'invio di armi a Israele!

Info: palombo.marco57@gmail.com

lunedì 24 agosto 2026

Russia e India consolidano il loro rapporto di amicizia e collaborazione...

 


Durante il recente incontro a Mosca con il ministro degli Esteri indiano, Subrahmanyam Jaishankar, il presidente russo Vladimir Putin ha confermato il trend positivo dei rapporti bilaterali. I rapporti tra Russia e India restano stretti e pragmatici, trainati da forti interessi energetici e commerciali.

Russia e India mantengono ottimi rapporti fondati su una partnership strategica privilegiata di lunga data. Nonostante le pressioni internazionali, Nuova Delhi continua a importare grandi quantità di petrolio russo a prezzo scontato e Mosca resta il principale fornitore di armamenti e attrezzature militari per l'India.

 L'India acquista ingenti volumi di greggio russo, consolidando un interscambio commerciale in forte crescita con l'obiettivo di raggiungere i 100 miliardi di dollari entro il 2030.  Entrambi i Paesi promuovono un ordine globale multipolare e collaborano attivamente all'interno dei BRICS.

La Russia e l'India continuano a collaborare praticamente in tutti i settori: la Russia è pronta ad aumentare le forniture di fertilizzanti per soddisfare il fabbisogno agricolo del Paese. Lo ha annunciato Vladimir Putin.  Il leader russo ha inoltre sottolineato l'intenzione di incrementare gli scambi commerciali tra i due Paesi nel 2026.

Putin ha anche chiesto  al ministro degli Esteri dell'India, Subrahmanyam Jaishankar, in visita a Mosca,   che i suoi migliori auguri vengano trasmessi a Modi: "Vorrei chiederle di trasmettere i miei migliori auguri al signor Modi. Spero di incontrarlo presto, come previsto, nell'ambito dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai", ha dichiarato il capo di Stato russo.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegato:  Come India e Russia Mantengono la Loro Storica Alleanza:    https://www.youtube.com/watch?v=gSZkZpvzGDY