giovedì 14 maggio 2026

Prime indiscrezioni sull'incontro tra Trump e Xi mentre presto si terrà un incontro tra Putin e Xi...

 

Pissy pissy bau bau


Dopo i  primi colloqui  la Casa Bianca afferma che "Trump e Xi Jinping hanno concordato che l'emergere di armi nucleari in Iran è inaccettabile, e che lo Stretto di Hormuz dovrebbe rimanere aperto e libero per il passaggio delle navi".  Tuttavia, la parte cinese non ha commentato questa dichiarazione in alcun modo.

Trump  ed i suoi accompagnatori tenuti sotto controllo in Cina - secondo quanto riportato da Fox News: "Trump e la sua delegazione non hanno portato i loro telefoni personali in Cina per timore di attacchi hacker. Ai funzionari americani è stato detto di utilizzare "dispositivi temporanei". È stato loro vietato di collegare i telefoni alle porte USB. Credevano che ci fosse il "rischio che i loro dati venissero scaricati o che venisse installato uno spyware sui loro smartphone". Pertanto, sono stati forniti loro power bank e caricabatterie speciali.

La situazione secondo i media occidentali. La guerra con l'Iran rafforza la posizione della Cina e indebolisce quella degli Stati Uniti,  scrive WP.

Pechino sta sfruttando la prolungata guerra statunitense in Medio Oriente per accrescere la propria influenza militare, economica e diplomatica.

Nel frattempo, Washington sta perdendo risorse, armi e prestigio tra i suoi alleati.

"Nel complesso, la guerra con l'Iran migliora significativamente la posizione geopolitica della Cina", ha affermato Jacob Stokes, esperto del Center for a New American Security.

Pechino sta vendendo armi agli alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente e rafforzando la propria influenza nel Golfo Persico.

La Cina sta sfruttando la crisi energetica e le tensioni nello Stretto di Hormuz per diventare un'alternativa stabile a Washington per molti Paesi.

Cresce la preoccupazione negli Stati Uniti per l'esaurimento dei missili Patriot e THAAD: alleati come Taiwan e Giappone iniziano a dubitare che l'America possa mantenere il controllo su più fronti.

Intanto l'Iran fa sentire la sua voce.  Il 14 maggio 2026, alla riunione dei ministri degli Esteri dei BRICS a New Delhi, il ministro iraniano Abbas Araghchi pronuncia un discorso che infiamma il confronto sul futuro dell’ordine mondiale: https://www.youtube.com/watch?v=FwIgrmTbZec

Inoltre, per chiarire la situazione delle relazioni tra Russia e Cina,  Dmitry Peskov ha dichiarato: "I preparativi per la prossima visita di Putin in Cina sono praticamente completi, mancano solo gli ultimi ritocchi.  Le date della visita di Putin in Cina saranno annunciate a breve; il viaggio si svolgerà prossimamente". Al che Donald Trump rilancia  ed  ha invitato Xi Jinping a visitare gli Stati Uniti a settembre.

Xi non abbandonerà Putin



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegati:

Maurizio Hu. L’avvertimento di Xi a Trump: https://www.youtube.com/watch?v=3w4G1M2hSzg

Trieste, 18 maggio 2026: Sciopero generale USB - Roma, 23 maggio 2026: Manifestazione nazionale



Il 18 maggio 2026 USB ha proclamato lo Sciopero Generale contro guerra, genocidio in Palestina, riarmo, attacco al diritto internazionale e repressione.

Il Governo destina miliardi ad armi, economia di guerra e militarizzazione, tagliando welfare, sanità, scuola e diritti sociali. Scioperiamo raccogliendo l’appello della Global Sumud Flotilla, mentre una nuova missione è pronta a salpare dalla Turchia verso Gaza. Dopo l’assalto di poche settimane fa, il sequestro degli attivisti e la detenzione illegale di Thiago Ávila e Saif Abu Keshek, non è più possibile fingere neutralità.

A Trieste il corteo partirà dal Colle di San Giusto per arrivare al Molo Audace. 


Successivamente, il 23 maggio 2026,  si tiene a Roma una manifestazione nazionale  di tutto il mondo del lavoro.

La mobilitazione lega il tema salariale al quadro internazionale, sottolineando come l’orientamento verso il riarmo e l’economia di guerra influenzi priorità di bilancio pubblico e welfare. 

I promotori presentano il 23 maggio 2026 come un passaggio per unire lavoratori, giovani e pensionati intorno a un programma centrato sui bisogni concreti, con l’intento dichiarato di rafforzare il peso sociale del lavoro nelle scelte economiche.

“L’economia di guerra – dicono da USB – prende forma come scelta politica. Le risorse vengono indirizzate verso il riarmo, gli impegni internazionali assorbono quote crescenti di bilancio, il welfare e i salari restano subordinati. Il lavoro paga il prezzo di questa trasformazione: attraverso l’aumento del costo della vita e attraverso la redistribuzione regressiva della ricchezza. Il salario e la guerra appartengono allo stesso terreno. Le politiche che alimentano la corsa agli armamenti coincidono con quelle che comprimono il lavoro e riducono il reddito”.



Donald Trump in Cina si arruffiana Xi Jinping e manda messaggi traversi...



"Cina, un Paese straordinario, con un leader, il presidente Xi, rispettato da tutti. Accadranno grandi cose per entrambi i Paesi!”. Anche se non si sapesse chi ha scritto queste parole, sarebbe facile indovinarne l’autore: siamo ormai tanto abituati allo stile di Donald Trump che basta leggere quello che scrive sul suo social Truth per riconoscere la firma, il marchio di fabbrica.

Così, giunto a Pechino, il capo della Casa Bianca mostra il solito entusiasmo che precede i momenti istituzionali importanti; entusiasmo diverso da quello delle fasi più critiche, quando - con sguardo torvo e atteggiamento da “leone da tastiera” - spara  palle incatenate contro interlocutori o nemici. (Rai News)

Negli ambienti diplomatici mondiali ci si chiede "tutto questo ottimismo durerà fino al momento della partenza da Pechino, se il tycoon non avrà ottenuto quel che si prefigge dalla Cina?"

Secondo Politico, Trump è arrivato a Pechino in cerca di favori. Il team del Presidente degli Stati Uniti si trova in una posizione molto difficile, afferma l'analista Zach Cooper che descrive l'umore del Presidente americano come "preoccupato e indebolito".

La Casa Bianca aveva annunciato che l'incontro tra Trump e Xi Jinping del 14 maggio 2026 si concentrerà, tra le altre cose, sul commercio e sulla guerra in Iran.
Questa è la prima visita del Presidente degli Stati Uniti in Cina in nove anni.  È accompagnato dai vertici delle principali aziende americane.

Intanto,  a latere dell'incontro di Trump  con Xi succedono varie cosette... Ad esempio l'agenzia di stampa nordcoreana KCNA ha riportato la visita in Corea del Nord di una delegazione governativa vietnamita guidata dal Ministro degli Esteri Le Hoai Trung. Trung agisce in qualità di inviato speciale del Segretario Generale del Partito Comunista e Presidente To Lam.  I media nordcoreani non rivelano gli obiettivi e l'agenda specifici della visita...

Un precedente incontro  tra Xi Jinping e l'inviato speciale vietnamita Le Hoai Trung


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegati: 

Chas Freeman. Trump a Pechino, dopo la sconfitta in Iran: https://www.youtube.com/watch?v=sktqLLLJc6w


Nicolai Lilin. ULTIME NOTIZIE 14/5/2026 L’IRAN HA POSTO NUOVE CONDIZIONI, TRUMP È ARRIVATO IN CINA: https://www.youtube.com/watch?v=y2ncwM8TaVg

mercoledì 13 maggio 2026

Proposta di Referendum Costituzionale per la neutralità dell'Italia (modifica/integrazione Art.11 Costituzione italiana)

 



È in corso una proposta di iniziativa popolare (maggio 2026) per inserire la neutralità permanente nella Costituzione italiana, mirando a rendere il Paese indipendente da alleanze militari, libero da basi straniere e promotore di pace. L'obiettivo è raccogliere firme per una legge che modifichi l'art. 11, promuovendo una politica estera disimpegnata dal contesto NATO attuale.


INIZIATIVA PREVISTA DALL'ARTICOLO 71 DELLA COSTITUZIONE:

NEUTRALITÀ dell'ITALIA, per la pace e contro la guerra. Garanzie di costituzionalità nell'adesione alle Organizzazioni Internazionali implicanti limitazioni di sovranità.

La presente proposta di legge costituzionale intende rafforzare il precetto dell'art. 11 della Costituzione, elevando il ripudio della guerra da principio etico a vincolo giuridico cogente per l'azione internazionale della Repubblica.

L'intervento si articola su due direttrici fondamentali:
- Si integra la disciplina sulle limitazioni di sovranità: esse saranno legittime solo se conformi ai principi e ai diritti garantiti dalla Costituzione. Tale emendamento assicura che la partecipazione a organizzazioni internazionali non possa mai pregiudicare il nucleo essenziale delle garanzie costituzionali;
- Si introduce lo status di neutralità permanente rispetto a schieramenti o alleanze militari.

In un quadro globale caratterizzato da oltre 250 conflitti armati (non solo guerre fra Stati, ma crisi e conflittualità locali), tale scelta è preordinata a salvaguardare l'indipendenza e la sicurezza nazionali.
La neutralità non inficia il diritto alla legittima difesa (ex art. 52 Cost.), ma qualifica l'Italia come attore di mediazione e cooperazione nel Mondo.
Giuridicamente, la proposta è compatibile con l'ordinamento dell'UE: gli artt. 31 e 42, par. 7, del TUE consentono infatti agli Stati membri di mantenere specifiche politiche di sicurezza e di astenersi da decisioni con implicazioni militari. L'obiettivo finale è restituire allo Stato piena sovranità nelle scelte di politica estera e di difesa, promuovendo attivamente la pace e la giustizia fra le Nazioni.

Nr. 6500011 del 10/05/2026
Hash: d00c4a33b4593dd605106199d83bed99baaf30525218e511a41a5ca42014180c

Iniziativa annunciata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie Generale n. 93 del 22/04/2026, con codice annuncio 26A01996

Progetto di legge:
Art. 1 (Modifiche all’articolo 11 della Costituzione)
1. All’articolo 11 della Costituzione, dopo le parole: «consente, in condizioni di parità con gli altri Stati,» sono inserite le seguenti: «e in conformità ai principi e ai diritti garantiti dalla Costituzione».
2. All’articolo 11 della Costituzione è aggiunto, infine, il seguente comma: «L’Italia, a salvaguardia
della propria sovranità e indipendenza, assume lo status di neutralità permanente rispetto a schieramenti o
alleanze militari con altri Paesi, senza pregiudizio del legittimo diritto alla difesa della Nazione». 

Portale del Ministero della Giustizia dove firmare (spid o cie):
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6500011 - Altrimenti, trovatevi il banchetto più vicino: la campagna sul territorio parte venerdi 15 maggio 2026 - info in web "Bruno Scapini Referendum costituzionale"



martedì 12 maggio 2026

L'Ucraina nazi-fascista progetta lo sterminio... dei suoi stessi figli!...

L'ultima dimora dei "sacrificati"...

lunedì 11 maggio 2026

In Europa qualcuno si è accorto che anche la Russia è in Europa...

 

Stubb intervistato dal Corriere della Sera

Alexander Stubb ritiene che "sia giunto il momento per l'Europa di avviare negoziati indipendenti con la Russia. I leader europei stanno discutendo su chi sarà il referente", ha dichiarato il presidente finlandese in un'intervista al quotidiano Il Corriere della Sera.

Ciò avviene mentre diventa sempre più evidente il distacco tra le élites che governano la UE ed il popolo "sovrano". Se ne è accorto anche  il Wall Street Journal, che sembra  abbia avuto un'illuminazione riguardo ai fallimenti dei leader dell'UE.

 Il commento di Kirill Dmitriev,  economista e manager russo, è stato:  "È tutto vero. Perché il WSJ ha avuto improvvisamente questa illuminazione? I burocrati dell'UE non possono negare i loro catastrofici fallimenti. Il momento della resa dei conti è vicino". Questa è stata la risposta di Dmitriev all'articolo del giornale che parlava dell'impopolarità senza precedenti a cui sono sottoposti i leader europei in un contesto di economia fallimentare.

Intanto, da un'indagine pubblica, si è scoperto che molti cittadini russi residenti all'estero stanno tornando attivamente in Russia. Il numero di persone rimpatriate in Russia dal 2025 è quadruplicato rispetto agli anni precedenti, ha annunciato Gennady Ovechko, direttore del Dipartimento per le relazioni con i connazionali all'estero del Ministero degli Esteri russo.  


Mio commentino: "L'avvicinarsi di una imminente bufera fa sì che tutti i Lassie tornino a casa..."

(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

domenica 10 maggio 2026

Dopo la sfilata di Mosca: riaggiustamenti in seno NATO ed in seno USA e UE...



Purtroppo la speranza,  espressa da Trump, che il cessate il fuoco tra Russia ed Ucraina durasse più a lungo non è supportata dalla situazione reale e si scontra con l'incapacità, ovvero la non volontà,  del regime di Kiev di mantenerlo, ha affermato Yury Ushakov, ex ambasciatore russo negli Stati Uniti. Egli lo deduce dal fatto che  nei giorni  della tregua dichiarata dalla Russia l'esercito ucraino ha continuato i suoi attacchi senza reticenza,  si è astenuto soltanto dal bombardare Mosca durante la parata del 9 maggio, sicuramente a causa della minaccia russa di distruggere Kiev se l'attacco fosse stato perpetrato.   Comunque per precauzione alla parata del Giorno della Vittoria quest'anno  hanno sfilato solo truppe appiedate,  senza mezzi militari, ciò non solo per motivi di sicurezza ma anche per concentrare l'attenzione sul sistema di difesa ed allerta aerea. Vladimir  Putin aveva ricordato che se vi fossero stati  tentativi di colpire le celebrazioni del 9 maggio, la Russia avrebbe lanciato pesanti attacchi di rappresaglia sul centro di Kiev. Comunque  i leader stranieri giunti a Mosca per il 9 maggio hanno dimostrato un certo coraggio.  Il presidente bielorusso,  Lukashenko,  ha pure scherzato dicendo che: "Anche se non fosse stato invitato alle celebrazioni del Giorno della Vittoria, sarebbe comunque andato nella sua Piazza Rossa, nella sua Mosca".

Dietro le quinte  la Comunità Europea, delusa dalla riuscita dell'evento di Mosca, si aspetta che Trump  si allontani  ancora di  più dal vecchio continente, dopo aver annunciato il ritiro di 5.000 soldati dalla Germania, come  riportato da Bloomberg. Infatti alti diplomatici dei Paesi alleati della NATO prevedono  che Trump abbandonerà il precedente piano, elaborato durante la presidenza Biden, di schierare missili a lungo raggio in Germania.  Altri scenari includono la fine della partecipazione degli Stati Uniti ad alcune esercitazioni della NATO e il ridispiegamento delle truppe USA dai Paesi considerati ostili a quelli ritenuti più fedeli a Trump.  

Intanto, passando a temi più materialistici, secondo Bloomberg le riserve petrolifere globali stanno diminuendo a un ritmo record a causa della guerra  all'Iran. Persino gli Stati Uniti stanno esaurendo le proprie riserve strategiche di carburante. Le scorte di gasolio nel Paese sono scese al livello più basso dal 2005. Mentre in Europa  le compagnie aeree cancellano voli a raffica e sul mercato aumentano a dismisura i costi di gas, petrolio ed altre sostanze. Eppure i vertici UE hanno rifiutato l'offerta di Putin di riaprire il flusso attraverso il terzo condotto  North Stream funzionante...

Mala tempora currunt!



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegato:

Nicolai Lilin. Diminuiscono le scorte di petrolio ed altre sostanze:  https://www.youtube.com/watch?v=m-B8leoySiU