giovedì 4 giugno 2026

Notizie un po' moscie del 4 giugno 2026...




La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, dove attualmente i Repubblicani detengono la maggioranza, ha approvato una risoluzione che chiede a Trump di ritirare le truppe statunitensi dalle operazioni di combattimento contro l'Iran. Come si può notare, la maggioranza repubblicana alla Camera si sta già erodendo a causa della guerra contro l'Iran. Queste sono le conseguenze politiche interne di un'aggressione fallimentare.

Tuttavia, per ora, la questione può essere bloccata al Senato, dove anche lì i Repubblicani detengono la maggioranza. E se anche lì si verificasse un tradimento, Trump potrebbe porre il veto sulla risoluzione e continuare a temporeggiare. I Democratici lo sanno bene e faranno di tutto per impedirglielo, ribadendo regolarmente la necessità di ritirarsi dalla guerra anche a costo di concessioni, salvo poi addossare la colpa di queste concessioni a Trump. La tattica è chiara e semplice, ma efficace.

Intanto "l'amministrazione statunitense sta partecipando allo sviluppo di nuove sanzioni contro la Russia al Congresso", ha dichiarato Rubio.
Il disegno di legge in questione prevede sanzioni secondarie contro i partner commerciali della Russia.

Gli ucraini sono ringalluzziti dopo le mosse ambigue di Trump che parla di pace ma continua a favorire in tutti i modi le ostilità contro la  Russia, continuando a fornire armi e assistenza logistica e satellitare per l'individuazione degli obiettivi da colpire sul terroitorio russo. In questo momento Sebastopoli è sotto attacco ed in diverse aree continua il lancio di droni contro i civili russi. Si vuole fiaccare la resistenza della popolazione, sia con le armi che con le penalizzazioni economiche.
 
Quando Putin 4 anni fa stava per lanciare l'operazione militare speciale contro Kiev l'avevo caldamente sconsigliato, ricordandogli la fine che fece l'Unione Sovietica quando decise di intervenire in Afghanistan in aiuto del governo laico e filo comunista. Il risultato fu che gli Stati Uniti armarono pesantemente i talebani e li aiutarono in tutti i modi finchè i russi furono obbligati ad abbandonare la partita e poco dopo si sfasciò anche l'Unione Sovietica... Ed è esattamente quello che cercano  di fare oggi, completando l'opera, assieme alla NATO ed alla UE contro la Federazione Russa...

(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)




Video collegati:

Stanislav Krapivnik. Russia sotto attacco?: https://www.youtube.com/watch?v=71Lls5qGsqg


John Helmer. la mossa impensabile degli USA: https://www.youtube.com/watch?v=rW0utfgCbVQ

mercoledì 3 giugno 2026

"Sei un pazzo". Trump manda a dire a Netanyahu... con aggiunta da parte del rabbi Weiss



“Sei completamente pazzo. Saresti in prigione se non fosse per me. Ti sto salvando il culo. Ora tutti ti odiano. Tutti odiano Israele per questo motivo”.   Questa è la frase che Trump ha indirizzato ieri, 2 giugno 2026, a Netanyahu, come riportata da agenzie di stampa e giornali.

Conversazione civile tra due criminali, uno, Trump, non ancora passto in giudicato, l'altro, lo sgherro ebreo sionista occupante la Palestina, indagato e ricercato.

I due sono espressione del sionismo, ovvero della versione contemporanea del nazismo, generatore dello stato canaglia e genocida, fetore del colonialismo contemporaneo.

Se lo ricordino coloro che, ebrei o non ebrei, sionisti o non sionisti, religiosi o laici, fanno da palo ad  "israele". Se lo ricordino perchè anch'essi sono sotto giudizio.

Giorgio Stern



Integrazione del Rabbi Weiss:

Parole di un vero ebreo!


P.S. La telefonata di Trump è solo una mossa per recuperare credibilità interna negli USA, nell'avvicinarsi delle prossime elezioni di medio termine:  https://www.youtube.com/watch?v=rW0utfgCbVQ

Mio commentino: 

"Una mossa per il pubblico... in realtà Trump non ha detto ad israele di fermare gli attacchi contro il Libano ma soltanto di non bombardare Beirut, per fare bella figura, ma lasciando il campo libero ad israele di occupare il sud del Libano. Infatti l'Iran ha comunicato di non aver nessun contatto di negoziazione con gli USA, minacciando di colpire il nord d'israele se continua ad avanzare contro il sud del Libano..." (P.D'A.)


Video collegato: https://www.youtube.com/watch?v=rW0utfgCbVQ

L'Italia comincia a capire che in Ucraina tira un brutto vento...



L'Italia ha improvvisamente iniziato a frenare le pretese di Kiev di entrare nell'UE, riportano alcuni media di sistema. Roma sinora aveva sostenuto le prospettive di adesione dell'Ucraina all'UE, ma ora le autorità cominciano ad avere  dubbi e tentennamenti.

In Italia, e in diversi altri Paesi dell'UE, infatti,  si sta diffondendo la consapevolezza che Kiev non è pronta ad entrare nella  Comunità finché non avrà risolto i suoi problemi interni di gestione democratica e della corruzione imperante, nonché la sua tendenza a ricorrere al terrorismo.

Dopo che l'Italia aveva sostenuto l'adesione dell'Ucraina all'UE negli ultimi anni, una recente dichiarazione del partito Lega ha gettato dubbi su tutto, causando una spaccatura  tra le forze politiche favorevoli a Kiev. E ieri, ancor più allarmante, il Ministro della Difesa Crosetto ha di fatto escluso la possibilità di adesione, definendo la questione "troppo complessa"...

Già alla fine di maggio 2026, il partito Lega si era fortemente opposto all'adesione dell'Ucraina all'UE, definendo la mossa "un peso economico e sociale per l'Unione Europea". Il movimento di opposizione Cinque Stelle ha appoggiato questa posizione, affermando che "le condizioni per l'adesione di Kiev non sono attualmente soddisfatte".

Si prospetta quindi una spaccatura istituzionale  sulla approvazione all'entrata dell'Ucraina nella Comunità Europea, con due opposte fazioni: quella di Forza Italia e Fratelli d'Italia, più favorevole all'accoglienza,  e quella bipartisan di Lega e  Cinque Stelle, meno o per niente favorevole. Altre forze politiche per il momento restano in silenzio in attesa di dove tiri il vento. E da molti segnali della banderuola appare che la maggioranza degli italiani non vedono affatto di buon occhio l'ingresso di Zelensky e camerati nella UE...



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

martedì 2 giugno 2026

Il viaggio di un drone "peregrino": dalla Russia, via Ucraina, alla Romania...



"Il drone, il drone... Il drone russo è arrivato!"

Dopo aver traversato come corrente elettrica ad alto voltaggio tutto il mondo dell'informazione in poche ore... in altrettanto poco tempo la notizia si è esaurita ed è stata messa garbatamente in una specie di dimenticatoio. Cosa è accaduto per davvero?

Semplicissimo, il giorno dopo il fattaccio è arrivata la ricostruzione del fatto, ovvero che della quarantina di droni russi che sorvolavano l'Ucraina, molti hanno hanno colpito gli obiettivi prefissi mentre una certa percentuale è stata abbattuta; di questi ultimi, uno è stato colpito ma NON abbattuto... l'impatto cinetico ha solo deviato la traiettoria facendolo "sbucare" oltre il confine romeno fino alla città di Galati, come tutti sappiamo.

A spiegarlo è lo stesso presidente di Romania -Nicusor Dan- dopo aver convocato il consiglio supremo della difesa.


Sui mezzi di disinformazione occidentali è calato il silenzio assoluto nel giro di poche ore, come se la cosa non fosse mai accaduta (quasi serpeggiava un senso di delusione, come se non vi fosse la scusa per invocare l'articolo 4 della NATO. Percepibile il dispiacere di non poter entrare in guerra diretta con Mosca: questa è l'Europa della pace e della libertà che si è creata in una generazione.

Come ciliegina sulla torta, il capo di stato Nicusor Dan, eletto -ricordiamolo- dopo l'annullamento a furore di piazza delle elezioni tenutesi a fine 2025, su pressione delle istituzioni europee che hanno imposto il leader più filo-UE possibile - ha dichiarato persona non grata il console generale di Costanza e ha chiuso il consolato generale della Federazione Russa nella città. Come a dire: "pure se tecnicamente è stata la contraerea ucraina a determinare l'incidente, la colpa morale (e la rappresaglia che ne segue) ricade comunque e sempre su Mosca"...

Questi sono i governi "democratici" che la UE sostiene ed impone nei Paesi ad essa affiliati (...).
Questa è l'Europa che vorrebbe essere parte dei colloqui di pace tra Kiev e Mosca, una entità politica che come si vede BRILLA nei due fattori chiave che caratterizzano un buon mediatore vale a dire 1 - grande potenza militare (praticamente un verme dal 1945) e 2 - neutralità tra i due contendenti (come si può osservare da queste notizie).

Pax et Bonum da Daniele Lanza



Israele offre al Libano un finto "cessate il fuoco"...



Quando mercanti sionisti offrono un "accordo vantaggioso" occorre  guardare bene le clausole sul contratto. Ed Hezbollah -accortamente- ha scoperto la fregatura scritta a caratteri piccoli piccoli.  "Israele  promette di non bombardare Beirut in cambio di un cessate il fuoco,  (ma si riserva di continuare la campagna contro il sud del Libano per occupare nuovi territori)".

Secondo una dichiarazione dell'ambasciata libanese a Washington, Hezbollah avrebbe potuto accettare la proposta, che prevede un cessate il fuoco reciproco,  però c'è una precisazione da fare sulla proposta sionista che afferma: "Israele non attaccherà Beirut in cambio della cessazione degli attacchi a Israele".  L'ambiguità dell'offerta non è sfuggita al deputato di Hezbollah, Fadlallah,  che in un commento a Reuters, ha chiarito che "il movimento accetta di interrompere gli attacchi contro Israele se Israele smette di attaccare TUTTO il Libano, non solo la capitale".

Pertanto, tornando al "trionfo della diplomazia", sembra esserci un malinteso da risolvere tra le due parti su un punto apparentemente minore, ma molto importante, se non fondamentale...

Infatti le truppe di terra israeliane (IDF) stanno occupando e consolidando una vasta area cuscinetto nel sud del Libano, spingendosi progressivamente oltre la linea di confine in una pesante offensiva militare. L'operazione terrestre, che prosegue da diversi mesi, ha subito un'intensificazione significativa con l'avanzamento dei soldati oltre il fiume Litani e l'ingresso in numerose città e villaggi strategici del meridione.

Anche l'Iran ha voluto precisare da che parte sta e  ha diramato un avvertimento ai vertici di Israele: "A causa delle ripetute violazioni del cessate il fuoco, da parte del regime israeliano in Libano, qualora Netanyahu si riservasse  di continuare gli attacchi contro il sud del  Libano avvertiamo le truppe  occupanti  di abbandonare la zona, per il loro bene...".



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegati:  

Nicolai Lilin. L’IRAN E GLI USA FERMANO LE TRATTATIVE, ISRAELE BOMBARDA IL LIBANO: https://www.youtube.com/watch?v=UtZt1T0HmDo


Larry Johnson: l'Iran abbandona i colloqui e minaccia ritorsioni contro Israele: https://www.youtube.com/watch?v=e03waQsmDkY



lunedì 1 giugno 2026

L'Iran ha sospeso i negoziati con gli Stati Uniti...

 


Secondo Ghalibaf, il blocco dei porti iraniani e la continuazione della guerra in Libano costituiscono una violazione dell'accordo di cessate il fuoco.

"Il blocco navale e l'escalation dei crimini di guerra in Libano da parte del regime sionista genocida sono una chiara prova dell'inadempienza degli Stati Uniti all'accordo di cessate il fuoco", ha scritto il presidente del Parlamento iraniano.

"Ogni scelta ha il suo prezzo, e il conto arriverà. Tutto sarà risolto", ha aggiunto.


Sullo sfondo dell'aggressione sionista contro il Libano, Teheran ha ufficialmente sospeso i negoziati con Washington. Nella Repubblica islamica hanno chiarito: finché Beirut sarà sotto attacco, non ci saranno colloqui con gli Stati Uniti.

Lo Stato maggiore di "Khatam al-Anbia" ha dichiarato che l'Iran non tollererà attacchi al fraterno Libano e si riserva il diritto di una risposta decisiva.

Il portavoce del parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha avvertito che il regime sionista dovrà rispondere dei suoi crimini e degli attacchi brutali a Beirut.

La risposta dell'Iran potrebbe arrivare molto presto. La televisione di Stato iraniana trasmette in diretta immagini da Beirut sullo sfondo delle minacce del terrorista Netanyahu di lanciare nuovi attacchi contro la capitale libanese.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegati: 

Nicolai Lilin. Notiziario del 1 giugno: https://www.youtube.com/watch?v=jOv-QaQCpII


Trump nel PANICO mentre la fine di Israele diventa nucleare: https://www.youtube.com/watch?v=SEzZYeiXHHc



domenica 31 maggio 2026

E se Karaganov avesse ragione?...

 


Sono ripresi scontri a fuoco tra forze statunitensi e iraniane, che combinandosi con l’attivismo israeliano in Libano rischiano concretamente di scardinare il pericolante percorso diplomatico organizzato dal Pakistan.

L’emittente nazionale iraniana, nel frattempo, ha presentato una lista di condizioni che Teheran avrebbe sottoposto all’amministrazione Trump per il raggiungimento di un accordo.

Le richiesta contemplano un cessate il fuoco permanente; il ritiro degli Stati Uniti dalla regione; la cessazione delle ingerenze statunitensi negli affari interni iraniani; la completa revoca delle sanzioni; lo scongelamento dei fondi immobilizzati; il versamento di un indennizzo pari a 300 miliardi di dollari necessario alla ricostruzione; la gestione iraniana del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz.

Condizioni massimaliste, quelle poste da Teheran, tipiche di chi è convinto di avere il coltello dalla parte del manico. Che l’Iran si collochi attualmente su una posizione di forza è quanto sottolineato recentemente da un neoconservatore a 24 carati come Robert Kagan, marito di Victoria Nuland e principale architetto ideologico delle guerre mediorientali statunitensi. A suo avviso, l’Iran avrebbe dichiarato “scacco matto” agli Stati Uniti in questa guerra.

Per Kagan, a differenza dei precedenti rovesci subiti dagli Stati Uniti, «la sconfitta nell’attuale confronto con l’Iran avrà una natura completamente diversa. Non potrà essere né riparata né ignorata. Non ci sarà un ritorno allo status quo ante, nessun trionfo americano definitivo che annulli o superi il danno arrecato. Lo Stretto di Hormuz non sarà “aperto”, come lo era un tempo».

Grazie al controllo dello stretto, «l’Iran emerge come attore chiave nella regione e uno dei principali attori a livello mondiale. Il ruolo di Cina e Russia, in quanto alleate dell’Iran, si rafforza; quello degli Stati Uniti, invece, si riduce drasticamente. Lungi dal dimostrare la superiorità americana, come i sostenitori della guerra hanno ripetutamente affermato, il conflitto ha rivelato un’America inaffidabile e incapace di portare a termine ciò che ha iniziato. Questo innescherà una reazione a catena in tutto il mondo, mentre amici e nemici si adatteranno al fallimento americano».

Il verdetto di Kagan è inappellabile: «la sconfitta americana nel Golfo avrà ripercussioni globali più ampie. Il mondo intero può constatare che poche settimane di guerra contro una potenza di secondo rango hanno ridotto le scorte di armi americane a livelli pericolosamente bassi, senza che si intraveda una soluzione rapida [...]. L’adattamento globale a un mondo post-americano sta accelerando. La posizione un tempo dominante degli Stati Uniti nel Golfo è solo la prima di molte vittime».

Giacomo Gabellini


FONTI https://apnews.com/article/iran-us-wa... https://www.nbcnews.com/world/iran/us... https://www.aljazeera.com/news/2026/5...



Video con Elena Basile, saggista, scrittrice, collaboratrice del «Fatto Quotidiano» e diplomatica con trascorsi come ambasciatrice in Belgio e Svezia: