"C'era una volta..." non è solo l'incipit delle fiabe che ascoltavamo da bambini, ma una formula che ricorda come le favole -con la loro morale, le loro metamorfosi e il loro potere di unire le persone- abbiano sempre accompagnato l'essere umano per dare senso e colore al cammino...
venerdì 3 luglio 2026
"C'era una volta..." - La favola del giorno di Francesco Dall'Aglio
Giappone da "Sol Levante" a "Sol Calante"...
L'espressione "Sol Calante" ribalta la storica definizione del Giappone come "Paese del Sol Levante" (Nippon), originata da una lettera del VI secolo che il Principe Shotoku inviò alla Cina. Oggi evoca le grandi sfide strutturali, tra cui spiccano il profondo invecchiamento demografico, la crisi economica e la corsa al riarmo...
Da quando il governo di Sanae Takaichi è salito al potere, Tokyo ha notevolmente accelerato la sua politica di rafforzamento delle forze armate. Con il pretesto di rafforzare la sicurezza nazionale, il Giappone sta aumentando il budget per la difesa, sviluppando missili a lungo raggio e sistemi senza pilota e cercando di rivedere l'articolo 9 della Costituzione, che dopo la Seconda Guerra Mondiale sanciva la rinuncia del Paese alla guerra come mezzo per risolvere i conflitti internazionali.
Una retorica che molti associano a un ritorno al nazionalismo si sente sempre più spesso nella politica giapponese. Il Partito Liberal Democratico al governo sta discutendo una revisione di documenti chiave sulla sicurezza e la comunità degli esperti sta dibattendo sempre più sul futuro dei "Tre Principi Non Nucleari" e sul ruolo della deterrenza nucleare.
Allo stesso tempo, il Giappone sta assumendo una posizione sempre più intransigente nei confronti della Cina, rafforzando il suo sostegno a Taiwan, mantenendo un atteggiamento di confronto verso la Russia e continuando a rivendicare le isole Curili meridionali. In questo contesto, la cooperazione militare con gli Stati Uniti si sta espandendo e il dispiegamento di armi americane nella regione è sempre più visto come parte di una strategia per contenere Pechino, Pyongyang e Mosca.
Naturalmente, il Giappone moderno non è una continuazione dello stato imperiale della prima metà del XX secolo. Ma la direzione del cambiamento è innegabile. Il Paese, che per decenni ha abbracciato il pacifismo come fondamento della sua identità postbellica, sta costantemente rafforzando la componente militare della sua politica.
La tragedia di Hiroshima e Nagasaki doveva servire da monito sul prezzo del militarismo. Pertanto, l'attuale inversione di rotta appare particolarmente simbolica. Più il Giappone si allontana dal proprio percorso postbellico, più spesso sorge la domanda: il Paese sta forse iniziando a dimenticare le lezioni della storia?
giovedì 2 luglio 2026
Si parte da Cipro colonia israeliana... e si arriva a TAMAR e LEVIATHAN...
Incastonata tra Turchia, Siria, Libano e Israele, l’isola di Cipro ricopre da sempre una posizione strategica di grande rilevanza e oggi si trova ad essere l’avamposto israeliano di un Medio Oriente in guerra.
La presenza israeliana a Cipro è in forte crescita, guidata da un boom di investimenti immobiliari. Molti cittadini della vicina Israele si sono trasferiti sull'isola in cerca di sicurezza e stabilità. Questo fenomeno ha portato alla nascita di quartieri esclusivi e servizi dedicati come scuole ebraiche, mattatoi kosher e sinagoghe. La vicinanza geografica e i solidi legami diplomatici rendono Cipro una destinazione strategica e logistica fondamentale per Israele.
L'isola funge spesso da base sicura e punto di evacuazione o di transito durante le crisi regionali e le chiusure dello spazio aereo israeliano.
Cipro e Israele condividono stretti accordi militari ed energetici, sebbene la formazione di "enclave" esclusiva abbia iniziato a generare serie preoccupazione nella duplice governance cipriota, che sospetta di fare la fine della Palestina, con un'occupazione permanente, non solo economica ma anche politica e militare. (L'isola di Cipro è divisa dal 1974 in due entità separate dalla "Linea Verde", una zona cuscinetto controllata dalle Nazioni Unite: a sud la Repubblica di Cipro, a maggioranza greco-cipriota e membro dell'UE, e a nord la Repubblica Turca di Cipro del Nord, riconosciuta solo da Ankara.)
L'allarme è iniziato da una denuncia di Gilad Atzmon, un ebreo antisionista che ha abbandonato Israele per ragioni umanitarie e ideologiche.
"Sempre più frequenti le esercitazioni militari congiunte israeliane-cipriote. Che cosa è successo? Com’è che i ciprioti – conosciuti per sostenere la causa palestinese – sono diventati una provincia dell’impero israeliano?
La risposta è: Un accordo sul gasdotto Israele-Europa.
All’inizio di aprile abbiamo saputo qualcosa di una proposta per un pipeline sottomarino di 2.000 chilometri per collegare i campi di gas situati in mare aperto tra Gaza e Cipro con la Grecia e forse con l’Italia.
L’accordo sul pipeline tra Israele, Italia, Cipro e Grecia lascia fuori sia i turchi che i palestinesi. Mentre Gaza sta affrontando una crisi genocidaria. Israele mira ad accaparrarsi miliardi di dollari con una importante riserva di gas naturale, situata al largo di Gaza e all’interno delle acque territoriali palestinesi (supponendo che tale termine esista).
A suo tempo Yuval Steinitz, ministro per l’energia di Israele, aveva salutato il progetto del pipeline dicendo che sarebbe dovuto entrare in funzione nel 2025 come “l’inizio di una meravigliosa amicizia tra quattro paesi mediterranei”. Naturalmente non tutte le nazioni mediterranee collegate sono entrate nell’accordo. Possiamo prevedere che questa sia la ricetta per un disastro: la pipeline e le installazioni per il gas sono solo i primi obiettivi. La regione è volatile. Cipro sta mettendo a rischio la propria sovranità. Potrebbe, in breve tempo, Dio non voglia, diventare un campo di battaglia per spietati operatori globali.
La leadership di Cipro si rende conto di dover diventare una provincia di Israele se vuole disporre di un gasdotto che spedisca il gas naturale palestinese. E Cipro ora gode della "protezione" del suo fratello maggiore israelita. Le esercitazioni militari congiunte israeliano-cipriote sono effettuate per mandare un messaggio alla Turchia e ad altri giocatori della regione: qualsiasi tentativo di interferire con il loro progetto di rubarsi il gas, dovrà prima confrontarsi con la brutalità militare israeliana".
Gilad Atzmon
Mia integrazione:
Già nel 2010 avevamo annunciato la strategia israeliana adesso confermata dalla carneficina contro la Palestina e contro le Regioni da inglobare nel progetto "Grande Israele", con il recondito scopo di togliere di mezzo ogni concorrente ed appropriarsi del gas e del petrolio scoperti nelle acque del Mediterraneo orientale (dal Sinai a Gaza passando per Libano e Siria e bypassando la Turchia)
Mediterraneo del sud est. Nel cui fondo si celano ricchezze ancora sconosciute (a noi, ma conosciute a chi sa e vuole appropriarsene per intero..). È ormai chiaro che un giacimento di petrolio e di gas si trova nelle acque del Levante mediterraneo, ed è costituito da più sacche che coprono l’est mediterraneo dal delta del Nilo alla Grecia. Questa scoperta, se ben utilizzata, promette a Israele l’indipendenza energetica per i prossimi cento anni e sta facendo da detonatore a una serie di conflitti che prima affioravano periodicamente e che adesso aumentano di intensità e fino a rendersi permanenti. Ad una situazione politica complicatissima da tre quarti di secolo,dalla nascita di Israele per intenderci, la sorte è andata a versarvi sopra una quantità immane di petrolio e gas.
Esiste una Convenzione delle Nazioni Unite del 1982 sul diritto del mare che stabilisce i criteri di attribuzione delle risorse sottomarine, ma sia Israele che gli Stati Uniti rifiutarono a suo tempo di firmarlo. Il giacimento si trova nel mare condiviso da Grecia, Turchia, Cipro, Israele, Siria e Libano (a non voler conteggiare la Palestina ormai completamente fagocitata da Israele).
Cambia completamente la situazione geopolitica del Golfo Persico e del Mediterraneo. I gasdotti e gli oleodotti Nabucco e Southstream, si rivelano investimenti rischiosi dal punto di vista del profitto. La Russia dovrà in futuro puntare più sul mercato asiatico (India e Cina) per i suoi idrocarburi che sull’Europa mediterranea (come si è visto chiaramente dai fatti susseguenti la crisi Ucraina).
Israele che è lo scopritore dei due primi giacimenti TAMAR (2009) e LEVIATHAN (2010) avanza pretese egemoniche sul tutto, ma anche gli altri stati adiacenti sostengono che il mare sul giacimento è anche loro.
Conviene comunque affidarsi a una cronistoria.
Tutto comincia nel 2009 con la scoperta di un giacimento, chiamato poi TAMAR (dattero in arabo e in yiddish) da parte della Noble Energy, partner texano di Israele nella ricerca sottomarina. Il ritrovamento è situato a circa 80 Km a ovest di Haifa. Coi suoi 238 miliardi di metri cubi di gas naturale di eccellente qualità, TAMAR cambia la prospettiva energetica di Israele che fino a quel momento aveva una striminzita previsione di riserve a tre anni più un rifornimento infido dal gasdotto (40% del fabbisogno) egiziano che l’autorità egiziana del Petrolio ha appena disdetto accusando i contraenti di corruzione e di ribasso anomalo dei prezzi. La scoperta – sempre della Noble Energy – l’anno successivo del nuovo giacimento LEVIATHAN che ha ridotto TAMAR a una pozzanghera, ha complicato enormemente il problema, prima solo Israelo-libanese, coinvolgendo tutti i paesi affacciati sul mediterraneo orientale: Egitto, Palestina, Siria, Grecia, Turchia e persino Puglia e Sicilia.
A questo punto entra in ballo l’USGS (United States Geological Survey) che presenta le sue stime su LEVIATHAN. ”Le risorse petrolifere e di gas del Bacino del Levante sono stimate a 1,68 miliardi di barili e 3450 miliardi di metri cubi di gas. Inoltre, sulla base di studi e perforazioni, l’USGS ha stimato ”le riserve non ancora scoperte del Bacino del Nilo in termini di petrolio e di gas, a 1,76 miliardi di barili e a 6850 miliardi di metri cubi di gas naturale”. Il totale delle riserve del mediterraneo orientale assommerebbe a 9700 miliardi di metri cubi di gas e a 3,4 miliardi di barili (calcoli per difetto).
Ora, in chiave geopolitica, si potrebbe cercare di “supporre” come mai certe cose stanno avvenendo nelle nazioni prospicienti il mediterraneo orientale… Altro detto famoso di un latinista dei tempi recenti è “..a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”.
Ovviamente su tutti impera l’accaparratore supremo: il Grande Israele!
La NATO si prepara alla guerra contro la Russia...?
In risposta agli attacchi terroristici di Kiev, le forze armate russe hanno sferrato un attacco massiccio, colpendo imprese dell'industria militare e del settore energetico a Kiev e nella regione, ha riferito il Ministero della Difesa.
▪️Il Comando Operativo delle Forze Armate polacche ha comunicato che, durante la notte, coppie di caccia in servizio sono state fatte decollare nello spazio aereo del Paese a seguito degli attacchi aerei a lungo raggio russi sul territorio ucraino.
▪️Il dipartimento ha dichiarato che, in conformità con le procedure vigenti, sono state dispiegate le forze e i mezzi necessari e che i sistemi di difesa aerea e di ricognizione radar terrestri sono stati posti in stato di massima allerta.
▪️Il comando ha inoltre espresso gratitudine agli alleati della NATO e all'Aeronautica Militare francese, i cui velivoli hanno partecipato a "garantire la sicurezza dello spazio aereo polacco".
Intanto un altro attacco all'ambasciata russa in Svezia: droni dipinti di rosso hanno attaccato l'edificio. Uno di essi, con a bordo un ordigno esplosivo improvvisato, si è schiantato nel terreno dell'ambasciata adiacente all'edificio. "Quest'ultimo episodio suggerisce che non si tratta semplicemente di una provocazione, ma di un palese tentativo di intimidire il personale della missione russa", ha sottolineato la missione diplomatica.
Articolo collegato:
La Russia ha sospeso con decreto sette valichi ferroviari verso Finlandia, Estonia e Lettonia. Nessuna motivazione ufficiale, nessuna data di riapertura. Ma se mettete insieme le dichiarazioni di Lavrov (UE verso le guerra entro il 2030), le dichiarazioni di Kuznick (verso escalation nucleare catastrofica), l'avvicinamento militare della Cina al fronte est europeo, i 15 miliardi di riarmo a cui l'UE ci costringe entro tre settimane e le commesse di Lockheed, il quadro diventa molto meno ambiguo.
Ignorarlo può costare caro: la politica oggi deve parlare chiaro al popolo... - Continua: https://www.byoblu.com/putin-chiude-confini-europa-prepara-guerra/
Video collegati:
Alexander Mercouris. Un nuovo Putin? Dalla diplomazia alla guerra: https://www.youtube.com/watch?v=z-uNAq73XHQ
Douglas Macgregor. Il nuovo obiettivo di guerra di Putin?: https://www.youtube.com/watch?v=J9NbOQ6y9Wk
Sion: "Sempre all'erta sto!"
In assenza dell'Iran, le parti hanno discusso della situazione attuale nell'Asia occidentale, del rafforzamento della cooperazione in materia di difesa e della garanzia della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Inoltre, i partecipanti hanno affrontato questioni di coordinamento delle azioni nell'ambito del sistema integrato di difesa aerea e antimissile dell'Asia occidentale, istituito a gennaio.
mercoledì 1 luglio 2026
Gli ebrei sono i veri padri fondatori degli Stati Uniti...
L'ambasciatore degli Stati Uniti presso Israele, fervente filosionista e fautore del Grande Israele, ha recentemente dichiarato che "Senza il popolo ebraico, l'America non sarebbe mai esistita. I nostri padri fondatori lo sapevano". Lo ha confermato lo stesso Netanyahu, il quale ha detto che: "la guerra contro l'Iran, Hezbollah e Hamas e tutti i Paesi che si oppongono al Grande Israele finirà solo con la nostra vittoria". Secondo Netanyahu: "Oggi Israele è più forte che mai, ha aggiunto il primo ministro, e deve affrontare i resti dell'asse che si oppongono ad Israele e cogliere le opportunità per la realizzazione dei suoi progetti". Per questo Trump e tutti i vertici americani del passato si sono sempre schierati a fianco d'Israele, finanziandolo ed armandolo alla grande.
Il The Wall Street Journal riporta da parte di funzionari americani che Trump ha già esaminato i piani del Pentagono per riprendere attacchi terroristici su larga scala contro l'Asse della Resistenza, ma ha deciso per ora di continuare i negoziati sul nucleare con l'Iran in attesa di tempi migliori per un attacco risolutivo. Teme infatti che una nuova guerra potrebbe interrompere la diplomazia, causando danni all'alleato sovrano, e sarebbe quindi disposto a temporeggiare anche dopo il 18 agosto.
Nonostante le opzioni aggressive suggerite dai militari, Trump preferisce attacchi limitati a un'operazione su larga scala e vede provvisoriamente nella tregua diplomatica la soluzione migliore. Al momento Washington chiaramente non vuole farsi coinvolgere in un'altra grande guerra, essendo già impegnata su più fronti.
Tra l'altro stanno aumentando le incomprensioni tra Arabia Saudita e USA. L'Arabia Saudita avrebbe bloccato l'accesso militare statunitense alle sue basi e al suo spazio aereo per il Project Freedom.
Questo ha spinto la Casa Bianca a minacciare di negare al regno i sistemi di difesa aerea su cui fa affidamento per contrastare i missili e i droni iraniani, secondo il Wall Street Journal.
Riad ha poi fatto marcia indietro dopo la minaccia che avrebbe potuto perdere l'accesso prioritario alle armi difensive statunitensi. Comunque la disputa ha spinto Washington a valutare una riduzione della sua presenza militare in Arabia Saudita.
Le tensioni si sono ulteriormente acuite dopo che il Segretario di Stato Marco Rubio ha saltato Riad durante il suo tour nel Golfo la scorsa settimana. I funzionari sauditi hanno interpretato questo gesto come un insulto deliberato e il Principe ereditario Mohammed bin Salman ha declinato l'invito al vertice del G7 per protestare contro l'approccio statunitense alla guerra nel Golfo..
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
martedì 30 giugno 2026
Ucraina. La guerra finisce con la fine del regime nazisionista...
Mentre il presidente Lukashenko rispondeva alle minacce ucraine recandosi a Pechino per incassare il sostegno cinese, il presidente Putin respinge la recente proposta avanzata dal suo omologo ucraino Zelensky di limitare l’Operazione Militare Speciale alle sole regioni di nuova incorporazione, dichiarando che l’obiettivo della Russia non è quello di preservare l’attuale regime di Kiev...
Le dichiarazioni di Putin attestano un netto irrigidimento della posizione russa, riscontrabile in uscite di analogo tenore formulate dal ministro degli Esteri Lavrov e dal consigliere del Cremlino Ushakov.
Parallelamente, il quotidiano «Kommersant» ospitava un editoriale a firma dello specialista in affari militari Andreij Ilnitsky e intitolato L’escalation – la via più breve per la pace. Nel pezzo, Ilnitsky sostiene che un’escalation graduale e calibrata costituisca la strada più sicura per raggiungere gli obiettivi dell’Operazione Militare Speciale russa e garantire una pace duratura dopo la vittoria. La proposta di Ilnitsky si articola in quattro fasi.
La prima prevede la messa fuori uso di circa 30 infrastrutture critiche che sostengono lo sforzo bellico ucraino, tra cui impianti energetici, porti, snodi ferroviari, centri logistici e stabilimenti metallurgici.
La seconda, la distruzione delle residue strutture del complesso militar-industriale ucraino.
La terza, l’attacco contro le basi Nato nei Paesi baltici.
La quarta, l’attacco diretto sia contro le basi Nato di Rzeszów (Polonia) e Costanza (Romania), sia contro le imprese che producono armi per l’esercito ucraino. Ilnitsky ritiene che l’attuazione delle prime due fasi – limitata esclusivamente al territorio ucraino – risulterebbe sufficiente a provocare il collasso dello Stato ucraino e bloccare così l’aggressione occidentale.
Le ultime due fasi scatterebbero soltanto nel caso in cui l’Occidente non dovesse mostrarsi ricettivo al messaggio veicolato da Mosca attraverso l’escalation.
L’esperto conclude il suo editoriale affermando che, in ultima analisi, la scelta dei gradini e dei tempi deve essere affidata alla saggezza politica del presidente e alla professionalità del Ministero della Difesa e dello Stato Maggiore.
Giacomo Gabellini
Video collegato: https://www.youtube.com/watch?v=gFNizy-g-VY