sabato 20 giugno 2026

L'Occidente considera l'opzione "guerra fino all'ultimo russo"...




Trump era pronto a "cedere" l'Ucraina a Putin in Alaska: la Russia avrebbe potuto persino ottenere territori ucraini non occupati, ha affermato Macron.

"Credeva che l'Ucraina avrebbe perso; tutto è andato male nello Studio Ovale con il presidente Zelensky. Poi, meno di un anno fa, il presidente Trump e il presidente Putin si sono incontrati ad Anchorage e un accordo era quasi sul tavolo", ha dichiarato il presidente francese.

Ha osservato che oggi la posizione del leader americano è cambiata radicalmente: la resilienza delle Forze Armate ucraine e della società ucraina ha costretto Trump a riconsiderare le sue posizioni.

Intanto La "Grande Germania" riconsidera il tempo dell'Operazione Barbarossa. Spiegel ha preparato un articolo per l'85° anniversario dell'inizio della guerra contro la Russia.

Gli autori ricordano che circa 10 milioni di tedeschi combatterono nella guerra contro l'Unione Sovietica e circa 27 milioni di cittadini sovietici  perirono in seguito all'invasione tedesca.

Una parte significativa dell'articolo è dedicata ai crimini della Wehrmacht ed a come molte famiglie tedesche per decenni abbiano preferito non parlare del ruolo dei propri cari in questa guerra.

L'articolo sottolinea che, poiché la Germania fornisce armi all'Ucraina, la Russia la considera un aggressore.

Si osserva che molti in Germania condividono questa posizione, soprattutto negli ex territori della DDR.

Secondo i sondaggi, il 41% dei residenti della Germania orientale e il 24% dei residenti della Germania occidentale sono favorevoli al taglio degli aiuti militari all'Ucraina.

"Le tracce di quella guerra, iniziata 85 anni fa, sono ancora vive nella mente dei tedeschi", conclude la pubblicazione.

Il commento di Medvedev, riguardo all'intensificarsi del terrorismo da parte dell'Ucraina nei confronti della Russia,  è tagliente, egli  ha dichiarato che non ci dovrebbero più essere regole umanitarie nei confronti di  Kiev, che sta intensificando gli attacchi  dinamitardi contro i civili  russi.

Per la Russia, l'unica cosa inaccettabile riguardo all'Ucraina è l'eliminazione intenzionale di civili perpetrata come metodo di guerra.


(Notizie raccolte e rielaboate da P.D'A.)

La Polonia prende le distanze dall'Ucraina banderista...



La Polonia revoca a Zelensky la sua massima onorificenza...

La causa è che il  presidente ucraino ha ridenominato un’unità militare col nome di un’organizzazione nazista ritenuta responsabile della morte di più di 100’000 polacchi durante la seconda guerra mondiale.  

Il presidente polacco Karol Nawrocki ha annunciato il 19 giugno u.s.  la revoca per Volodymyr Zelensky della massima onorificenza del Paese: l’ordine dell’Aquila bianca, conferitogli 3 anni fa.

"Il presidente polacco ha finalmente privato il degenerato di Kiev che venera i nazisti dell'Ordine dell'Aquila Bianca. Sono sicuro che questo non sarà un problema per il leader banderista: ora c'è più spazio sulla sua felpa verde per la Croce di Ferro con Foglie di Quercia d'Oro di Hitler...", ha dichiarato  Medvedev.

Intanto si allarga il distacco della Polonia riguardo la partecipazione al dialogo per la pace con la Russia, il governo polacco ha chiesto un seggio separato nei negoziati russo-ucraini, minacciando altrimenti di non riconoscere gli accordi di pace.

Il Primo Ministro polacco ha affermato che Varsavia dovrebbe partecipare ai colloqui di pace direttamente o attraverso i meccanismi dell'UE, qualora questi ultimi venissero ammessi.

Donald Tusk non ha spiegato come Varsavia intenda non riconoscere il trattato di pace qualora venisse concluso, ma ha aggiunto che, se a Francia e Germania fosse consentito di partecipare separatamente ai negoziati, anche la Polonia sarebbe interessata.

La iena europea è di nuovo all'opera.



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)



Video Collegato: 

Nicolai Lilin. LA POLONIA MINACCIA ZELENSKIJ: https://www.youtube.com/watch?v=Se-_Vlb7ZuA


venerdì 19 giugno 2026

Lavrov censurato da Politico...


Libano senza pace... malgrado il Memorandum di Trump...



Il Libano rimane ostaggio di una crisi segnata da un difficile accordo Usa-Iran. Sul campo, le operazioni militari israeliane e i bombardamenti continuano, spingendo la comunità internazionale a chiedere il pieno rispetto della sovranità libanese.

Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti si aspettano un cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah. Ma non è esattamente ciò che si aspetta l'Iran. L'Iran e Hezbollah attendono il ritiro completo delle forze di occupazione dal Libano meridionale. Solo allora i combattimenti cesseranno definitivamente. Il ritiro dal Libano è una delle condizioni poste  nell'ambito dell'accordo "Spirit". Se Trump non costringerà Netanyahu a ritirarsi, l'accordo fallirà. La delegazione iraniana non si recherà in Svizzera a causa delle continue violazioni del cessate il fuoco in Libano.

JD Vance critica il regime sionista per l'uccisione di civili in Libano, in risposta Netanyahu ha dichiarato che Israele non ritirerà le sue truppe dal Libano meridionale "per motivi di sicurezza" e "finché il nord di Israele non sarà ricostruito".

Il principale punto critico nel Libano meridionale è attualmente Kfar Tibnit e la collina di Ali Taher. Da diversi giorni, l'esercito israeliano sta tentando di avanzare verso quest'area, che offre una visuale chiara sugli accessi a Nabatieh e alle strade circostanti. Hezbollah afferma di aver respinto gli attacchi con razzi, artiglieria e droni per quattro giorni.

Nel frattempo, aerei e droni israeliani continuano a colpire il sud: aree di Tiro, Nabatieh, Kfar Tibnit, Habbush, Tul, Shehabiya e gli insediamenti limitrofi rimangono sotto attacco.  La gente è in strada, cercando di tornare alle proprie case e di vedere se è rimasto qualcosa. Ma  tornare al sud ora non è una via per tornare a casa, ma un rischio di finire in una zona di combattimento, sotto il fuoco nemico, o di subire un'avanzata israeliana.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegato: 

Nicolai Lilin. ULTIME NOTIZIE. TRUMP SI È ARRESO, ISRAELE PROVOCA L’IRAN: https://www.youtube.com/watch?v=LDrz1EtqLhE



giovedì 18 giugno 2026

L'Ucraina di zelensky cerca il disastro a Zaporizhzhya...



La Russia  accusa l'Ucraina   di voler  provocare un disastro alla centrale nucleare di Zaporizhzhya con continui  attacchi sconsiderati. Le autorità russe e i vertici della società nucleare statale Rosatom sostengono che l'Ucraina colpisca deliberatamente l'impianto e le infrastrutture collegate per provocare un incidente o forzare il ritiro russo.

Attacchi recenti: Mosca ha denunciato incursioni di droni ucraini contro l'edificio delle turbine dell'Unità 6 e officine di trasporto della centrale.

Le Forze Armate ucraine hanno fatto ricorso a uccisioni mirate e sistematiche di dipendenti della centrale nucleare di Zaporizhzhya, afferma il capo di Rosatom

Mercoledì pomeriggio, un attacco di droni contro Energodar ha ucciso un dipendente della centrale nucleare di Zaporizhzhya, dalla cui sicurezza dipende direttamente la più grande centrale nucleare d'Europa, ha dichiarato Likhachev.

Da diversi anni si registra un aumento dell'aggressione da parte delle Forze Armate ucraine contro la centrale nucleare di Zaporizhzhya.

La caccia ai lavoratori del settore nucleare è un atto disumano perpetrato dagli operatori di droni ucraini, inconsapevoli della portata delle conseguenze delle loro azioni.

Le conseguenze degli attacchi alla centrale nucleare di Zaporizhzhya potrebbero colpire l'Ucraina, la Russia e una parte significativa dell'Europa.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)



Video Collegato:

Il messaggio del Cremlino. La linea dei “falchi” può diventare realtà. Con Roberto Buffagni: https://www.youtube.com/watch?v=Yi-fpNdclXA



Medio Oriente. Memorandum d'intesa o Memento mori...?

 

Il gioco di parole tra Memorandum d'intesa e Memento mori fotografa l'estrema ambivalenza di queste ore in Medio Oriente: da un lato la speranza diplomatica del cessate il fuoco, dall'altro lo spettro di una tregua fragile che rischia di trasformarsi in un monito di distruzione.  

La situazione si divide drasticamente tra l'ufficialità della svolta diplomatica e i profondi dubbi sul suo effettivo successo.  Il testo preliminare è stato raggiunto grazie ai canali diplomatici e alla mediazione di Pakistan e Qatar. 

Il Memento mori (I rischi di un fallimento)
  • Equilibri precari: Nonostante la firma ufficiale, l'intesa arriva dopo settimane di fortissima escalation militare, culminata con attacchi a basi strategiche e minacce ai corridoi energetici. 
  • Fattori di instabilità: Il memorandum congela lo status quo ma non risolve le tensioni strutturali della regione né i nodi geopolitici legati ad altri attori chiave dell'area, come Israele. 
  • Il rischio concreto: Per molti osservatori, senza una reale volontà politica a lungo termine, l'accordo rischia di essere un "memento mori": un fragile rinvio prima di un nuovo e più violento conflitto, laddove ogni violazione potrebbe far collassare l'intera impalcatura diplomatica. 

"Gli Stati Uniti e l'Iran hanno firmato (a distanza)  un memorandum d'intesa per avviare trattative dirette per  porre fine alla guerra", scrive Axios

Axios sta per "ansia". Poiché da questo momento in poi il mondo resta con il fiato sospeso. Qualcuno pensa che l'Iran si sia fatto fregare dallo zio Sam e dal rabbino Sion e che questi si prendano 60 giorni per preparare il prossimo attacco improvviso. Altri, più speranzosi, già vedono volare colombe bianche sopra le macerie del Medio Oriente, Libano e Palestina comprese. 

Intanto le scarne notizie sul memorandum (non accordo, ma semplice pro-memoria)   tra  Iran e Stati Uniti riportate da  Press TV, dicono: 

Disposizioni chiave

I due Paesi si impegnano a rispettare la sovranità e l'integrità territoriale dell'altro e ad astenersi dall'interferire negli affari interni dell'altro.

Gli Stati Uniti e i loro alleati in Medio Oriente dovranno predisporre un programma di ricostruzione dell'Iran del valore di almeno 300 miliardi di dollari.

Washington si impegna a revocare le sanzioni contro Teheran entro i termini concordati dalle parti nell'accordo finale.

L'Iran non produrrà né acquisirà armi nucleari.

Le parti risolveranno la questione del materiale nucleare iraniano sotto la supervisione dell'AIEA.

L'Iran si impegna a non imporre tariffe di transito alle navi attraverso lo Stretto di Hormuz per 60 giorni.

...ma mi ma mi ma mi sessanta dì sessanta not



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegato: 

Richard Wolff. Sconfitta degli USA in Iran e fine dell’Impero americano: https://www.youtube.com/watch?v=F0-JnPO2BMw



mercoledì 17 giugno 2026

Si chiude il G7 di Evian... ora possiamo ridere!?

 


Di dubbi non ve ne erano in merito alle dichiarazioni dei 7 "grandi" globali: "Difesa strenua dell'indipendenza di Taiwan contro la Cina", "Preoccupazioni per il programma nucleare nordcoreano (che non siè riusciti ad impedire 20 anni prima, perchè bombardarlo avrebbe provocato la Cina)", "Piena intesa per l'accordo con l'IRAN (ossia averlo forzato a rinunciare al nucleare, dopo bombardamenti ad oltranza ed assassinio dell'intero governo)".
Come fiore all'occhiello non poteva mancare il..."MASSIMO SUPPORTO alla causa di Kiev: armi a volontà e pressione su Mosca".

Le linee guida dell'occidente industrializzato (e paesi assimilati ad esso) emergono estremamente definite: i propositi di pace che affiorano dalle dichiarazioni (non solo per il caso russo/ucraino, ma su praticamente tutto), sono chiarissimi.

Per quanto concerne Mosca, nessuna soluzione verrà da qui: a questo punto aspettare qualcosa è più che inutile: fa soltanto il loro gioco (prolungare all'inverosimile senza concedere pressoché nulla nell'eterna attesa che "la Russia crolli in qualche modo").

La guerra di attrito non serve più a nulla: occorre lo SFONDAMENTO (6 mesi di orrore e distruzione al fine di evitare altri 6 anni di danze e giochi a nascondino, nell'attesa - folle ormai - di una "luce verde" da parte di UE/USA che mai arriverà. L'asse Bruxelles/Washington non tratterà mai con Mosca... perché si sente troppo superiore per doverlo fare (non si tratta con un avversario che si considera di rango più basso): non concederà nulla se non un congelamento coreano del conflitto sulle linee attuali - ovvero senza concedere un cm di più - in attesa di tempi migliori per riprendere le danze (sperando in un momento di debolezza di Mosca o un secondo Eltsin, cose del genere).

Stando così le cose... allora tanto vale lasciare le trincee del Donbass e far coincidere quella linea del fronte da congelare con la stessa KIEV (quindi il 60% dell'Ucraina e non il 20%).  Passo e chiudo.

Daniele Lanza








Video collegati:


Larry Johnson. Il sabotaggio di Israele si ritorce contro: https://www.youtube.com/watch?v=5ZgeaB9ucwk


L’Iran con il “dito sul grilletto” dopo l’accordo di Trump. Con Stanislav Krapivnik: https://www.youtube.com/watch?v=Sk4_tprp9DE


G7, dietro gli inchini europei a Trump il nulla. Con Umberto Pascali, Giacomo Maria Prati: https://www.youtube.com/watch?v=FaoT23dqpsI