sabato 4 luglio 2026

Nota a margine su: Nippon, da "Sol Levante" a "Sol Calante"...

 


Noticina amichevole a integrazione di:   https://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2026/07/giappone-da-sol-levante-sol-calante.html

Ciao caro Paolo, 

...Il Principe inviò la lettera alla Cina dal Giappone cui stava e sta a Oriente, da dove per la Cina sorge il sole, e altro ad Est non c'è niente più (non c'era, maledetto Cristoforo), solo il Nulla se non il Pacifico, ché la Nave Terra finiva là, nessuno sapeva ancora nulla delle Grandi Pianure Fiume di Fango Montagne Nere Sahiela Cheyenne Sioux Piedi Neri sul Send Creek (da leggere Hanta Jo di Ruth Beebe Hill) o del Klondike di Zio Paperone e Zanna Bianca dell'artificiale terrorista epopea yankee costruita a Disney e a Hollyfood McGiverDonaldDuck siano maledetti lunghicoltelli nei secoli dei secoli amen ahugh (ché il primo Oreshnick ben condito lo tirerei non su White House ma su Mount Rushmore e Hollywood, altro che...) 

Nessun intento da grandeur quindi dal Principe nippon, ma solo noticina geografico-astronomica. I suppose... Erano tempi in cui il Cielo ancor si guardava e studiava e rispettava prima di relegarvi impropri Dei onnipotenti cui dar colpa e merito delle miserie umane, oggi abbiamo luce 24 su 24 e le notifiche dalla scatolina plasticosa sempre collegata che bello haha... ciao stelle e pianeti.. ciao riposo e riflessione, ciao meditazione.. Citare il Cielo era allora prima culturale che politico, la Luna governava l'Agricoltura e i ritmi di vita degli umani e delle bestie, oggi è solo un pezzo di camembert da "conquistare" con miseri mezzi e peggiori scopi. 

D'altronde pure noi cantiamo (spero lo si faccia ancora) "Ecco s'avanza uno strano soldato, vien dall'Oriente lo monta un destrier"... altrimenti alla Fontana di Trevi e a Lisbona come cavolo ci arriviamo? Ma qui sono andato fuori tema.. forse.. Eppure c'è ancora qualche matto che accenna al Sol dell'Avvenir, guarda un po' 'sto spettro che non smette mai d'aggirarsi, 'sto sorcino che scava scava mai domo nonostante.. Credo che troverò il suo spiritello nei dintorni di Pisa, a Putin-gnano, non questo ma il prossimo fine settimana, dal 9 al 12 luglio. 

Intanto, buona fine settimana a te e agli altri compagni in ascolto, e grazie per avermi dato una scusa per scriverti e salutarti)

 
Jurcek



Italiani stufi del conflitto e del costo dell'assistenza all'Ucraina...



I sondaggi e l'opinione pubblica in Italia evidenziano una crescente stanchezza verso il conflitto in Ucraina e il peso economico del supporto a Kiev.  Una larga fetta di cittadini si oppone all'invio di nuove armi e truppe.


Gli elementi chiave che alimentano questo sentimento includono:

I costi del conflitto: L'Italia ha stanziato circa 3 miliardi di euro in aiuti militari e ulteriori 3 miliardi in assistenza civile bilaterale. A livello europeo, il sostegno complessivo ammonta a oltre 200 miliardi di euro.

La pressione sul bilancio interno: C'è una forte preoccupazione per come queste spese, unite all'aumento generale dei budget per la difesa, possano sottrarre risorse cruciali al welfare nazionale, come sanità, istruzione e lotta alla povertà.

Contrarietà all'escalation: Sondaggi e analisi mostrano come la maggioranza degli italiani sia nettamente contraria all'invio di truppe sul campo e preferisca una spinta diplomatica piuttosto che un coinvolgimento militare diretto o un riarmo aggressivo.

Al Paese non interessano più ragioni e torti: il 60 per cento ha abbandonato il sostegno a Zelensky. Gli italiani  non stanno  con l'Ucraina e non seguono nemmeno le linee dei loro partiti, tra cui PD e FDI sono i più filoucraini. La maggioranza assoluta degli italiani abbandona entrambe le parti e si rifugia in una neutralità che non è ideologica: è pura stanchezza.

Gli alleati della NATO non riescono in alcun modo a rilasciare una dichiarazione congiunta, perché vengono ostacolati dall'Italia, che chiede di attenuare le formulazioni riguardanti gli obblighi nei confronti dell'Ucraina. In poche parole, sta cercando di eludere l'argomento dell'assistenza economica e militare a Kiev, sostenendo pubblicamente che se si specificassero tutti gli obblighi di fornitura in una volta, ciò renderebbe più difficile una soluzione diplomatica del conflitto.

In realtà, gli italiani sono i primi a uscire da questo percorso, essendo già usciti in precedenza dal PURL Perché non hanno né le risorse né i soldi, e la maggior parte degli italiani non vuole uccidere i russi ma vuole invece essere amica, e l'appoggio all'Ucraina ed i suoi costi fa scendere gli  indici di popolarità del governo Meloni e allontana anche l'adesione al PD, troppo europeista e filo-occidentale.

Famolo strano


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

venerdì 3 luglio 2026

"C'era una volta..." - La favola del giorno di Francesco Dall'Aglio


"C'era una volta..." non è solo l'incipit delle fiabe che ascoltavamo da bambini, ma una formula che ricorda come le favole -con la loro morale, le loro metamorfosi e il loro potere di unire le persone- abbiano sempre accompagnato l'essere umano per dare senso e colore al cammino... 

Giappone da "Sol Levante" a "Sol Calante"...



giovedì 2 luglio 2026

Si parte da Cipro colonia israeliana... e si arriva a TAMAR e LEVIATHAN...

 



Incastonata tra Turchia, Siria, Libano e Israele, l’isola di Cipro ricopre da sempre una posizione strategica di grande rilevanza e oggi si trova ad essere l’avamposto israeliano di un Medio Oriente in guerra.

La presenza israeliana a Cipro è in forte crescita, guidata da un boom di investimenti immobiliari. Molti cittadini della vicina Israele si sono trasferiti sull'isola in cerca di sicurezza e stabilità. Questo fenomeno ha portato alla nascita di quartieri esclusivi e servizi dedicati come scuole ebraiche, mattatoi kosher e sinagoghe.  La vicinanza geografica e i solidi legami diplomatici rendono Cipro una destinazione strategica e logistica fondamentale per Israele.

Le principali dinamiche che legano Israele a Cipro includono:
Mercato Immobiliare. Diverse migliaia di proprietà sono state acquistate a partire dal 2021, con la comunità israeliana che è arrivata a contare  migliaia e migliaia di residenti (fissi e saltuari).
 L'isola funge spesso da base sicura e punto di evacuazione o di transito durante le crisi regionali e le chiusure dello spazio aereo israeliano.
Cipro e Israele condividono stretti accordi militari ed energetici, sebbene la formazione di "enclave" esclusiva abbia iniziato a generare serie preoccupazione nella duplice governance cipriota, che sospetta di fare la fine della Palestina, con  un'occupazione permanente, non solo economica ma anche politica e militare.  (L'isola di Cipro è divisa dal 1974 in due entità separate dalla "Linea Verde", una zona cuscinetto controllata dalle Nazioni Unite: a sud la Repubblica di Cipro, a maggioranza greco-cipriota e membro dell'UE, e a nord la Repubblica Turca di Cipro del Nord, riconosciuta solo da Ankara.)

L'allarme è iniziato da una denuncia di   Gilad Atzmon, un ebreo antisionista che ha abbandonato Israele per ragioni umanitarie e ideologiche.

"Sempre più frequenti le esercitazioni militari congiunte israeliane-cipriote.  Che cosa è successo? Com’è che i ciprioti – conosciuti per sostenere la causa palestinese – sono diventati una provincia dell’impero israeliano?

La risposta è: Un accordo sul gasdotto Israele-Europa.

All’inizio di aprile abbiamo saputo qualcosa di una proposta per un pipeline sottomarino di 2.000 chilometri per collegare i campi di gas situati in mare aperto tra Gaza e Cipro con la Grecia e forse con l’Italia.

L’accordo sul pipeline tra Israele, Italia, Cipro e Grecia lascia fuori sia i turchi che i palestinesi. Mentre Gaza sta affrontando una crisi genocidaria. Israele mira ad accaparrarsi miliardi di dollari con una importante riserva di gas naturale, situata al largo di Gaza e all’interno delle acque territoriali palestinesi (supponendo che tale termine esista).

A suo tempo Yuval Steinitz, ministro per l’energia di Israele, aveva salutato il progetto del pipeline dicendo che  sarebbe dovuto entrare in funzione nel 2025 come “l’inizio di una meravigliosa amicizia tra quattro paesi mediterranei”. Naturalmente non tutte le nazioni mediterranee collegate sono entrate nell’accordo. Possiamo prevedere che questa sia la ricetta per un disastro: la pipeline e le installazioni per il gas sono solo i primi obiettivi. La regione è volatile. Cipro sta mettendo a rischio la propria sovranità. Potrebbe, in breve tempo, Dio non voglia, diventare un campo di battaglia per spietati operatori globali.

La leadership di Cipro si rende conto di dover diventare una provincia di Israele se vuole disporre di un gasdotto che spedisca il gas naturale palestinese. E  Cipro ora gode della "protezione" del suo fratello maggiore israelita. Le esercitazioni militari congiunte israeliano-cipriote sono  effettuate per mandare un messaggio alla Turchia e ad altri giocatori della regione: qualsiasi tentativo di interferire con il loro progetto di rubarsi il gas, dovrà prima confrontarsi  con la brutalità militare israeliana".

 Gilad Atzmon




Mia integrazione:

Già nel 2010 avevamo annunciato la strategia israeliana adesso confermata dalla carneficina contro la Palestina e contro le Regioni da inglobare nel progetto "Grande Israele",  con il recondito scopo di togliere di mezzo ogni concorrente ed appropriarsi del gas e del petrolio scoperti nelle acque del Mediterraneo orientale (dal Sinai a Gaza passando per Libano e Siria e bypassando la Turchia)

Facciamo un passo indietro…

Mediterraneo del sud est. Nel cui fondo si celano ricchezze ancora sconosciute (a noi, ma conosciute a chi sa e vuole appropriarsene per intero..). È ormai chiaro che un giacimento di petrolio e di gas si trova nelle acque del Levante mediterraneo, ed è costituito da più sacche che coprono l’est mediterraneo dal delta del Nilo alla Grecia. Questa scoperta, se ben utilizzata, promette a Israele l’indipendenza energetica per i prossimi cento anni e sta facendo da detonatore a una serie di conflitti che prima affioravano periodicamente e che adesso aumentano di intensità e fino a rendersi permanenti. Ad una situazione politica complicatissima da tre quarti di secolo,dalla nascita di Israele per intenderci, la sorte è andata a versarvi sopra una quantità immane di petrolio e gas.

Esiste una Convenzione delle Nazioni Unite del 1982 sul diritto del mare che stabilisce i criteri di attribuzione delle risorse sottomarine, ma sia Israele che gli Stati Uniti rifiutarono a suo tempo di firmarlo. Il giacimento si trova nel mare condiviso da Grecia, Turchia, Cipro, Israele, Siria e Libano (a non voler conteggiare la Palestina ormai completamente fagocitata da Israele).

Cambia completamente la situazione geopolitica del Golfo Persico e del Mediterraneo. I gasdotti e gli oleodotti Nabucco e Southstream, si rivelano investimenti rischiosi dal punto di vista del profitto. La Russia dovrà in futuro puntare più sul mercato asiatico (India e Cina) per i suoi idrocarburi che sull’Europa mediterranea (come si è visto chiaramente dai fatti susseguenti la crisi Ucraina).

Israele che è lo scopritore dei due primi giacimenti TAMAR (2009) e LEVIATHAN (2010) avanza pretese egemoniche sul tutto, ma anche gli altri stati adiacenti sostengono che il mare sul giacimento è anche loro.
Conviene comunque affidarsi a una cronistoria.

Tutto comincia nel 2009 con la scoperta di un giacimento, chiamato poi TAMAR (dattero in arabo e in yiddish) da parte della Noble Energy, partner texano di Israele nella ricerca sottomarina. Il ritrovamento è situato a circa 80 Km a ovest di Haifa. Coi suoi 238 miliardi di metri cubi di gas naturale di eccellente qualità, TAMAR cambia la prospettiva energetica di Israele che fino a quel momento aveva una striminzita previsione di riserve a tre anni più un rifornimento infido dal gasdotto (40% del fabbisogno) egiziano che l’autorità egiziana del Petrolio ha appena disdetto accusando i contraenti di corruzione e di ribasso anomalo dei prezzi. La scoperta – sempre della Noble Energy – l’anno successivo del nuovo giacimento LEVIATHAN che ha ridotto TAMAR a una pozzanghera, ha complicato enormemente il problema, prima solo Israelo-libanese, coinvolgendo tutti i paesi affacciati sul mediterraneo orientale: Egitto, Palestina, Siria, Grecia, Turchia e persino Puglia e Sicilia.

A questo punto entra in ballo l’USGS (United States Geological Survey) che presenta le sue stime su LEVIATHAN. ”Le risorse petrolifere e di gas del Bacino del Levante sono stimate a 1,68 miliardi di barili e 3450 miliardi di metri cubi di gas. Inoltre, sulla base di studi e perforazioni, l’USGS ha stimato ”le riserve non ancora scoperte del Bacino del Nilo in termini di petrolio e di gas, a 1,76 miliardi di barili e a 6850 miliardi di metri cubi di gas naturale”. Il totale delle riserve del mediterraneo orientale assommerebbe a 9700 miliardi di metri cubi di gas e a 3,4 miliardi di barili (calcoli per difetto).

Ora, in chiave geopolitica, si potrebbe cercare di “supporre” come mai certe cose stanno avvenendo nelle nazioni prospicienti il mediterraneo orientale… Altro detto famoso di un latinista dei tempi recenti è “..a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”. 

Allora vediamo che l’Egitto è sotto giunta militare a controllo USA, la Palestina è praticamente cancellata, il Libano diviso e minacciato, la Siria occupata da bande terroristiche, Cipro messa a tacere per i debiti, La Grecia svenduta ed in ginocchio, l’Italia commissariata e sotto ricatto… Dei Paesi che si affacciano sul giacimento di gas resterebbe in piedi la Turchia,  ora messa nel mirino sionista.

Ovviamente su tutti impera l’accaparratore supremo: il Grande Israele!

Paolo D’Arpini 

europeanconsumers.tuscia@gmail.com


La NATO si prepara alla guerra contro la Russia...?

 


In risposta agli attacchi terroristici di Kiev, le forze armate russe hanno sferrato un attacco massiccio, colpendo imprese dell'industria militare e del settore energetico a Kiev e nella regione, ha riferito il Ministero della Difesa.


▪️Il Comando Operativo delle Forze Armate polacche ha comunicato che, durante la notte, coppie di caccia in servizio sono state fatte decollare nello spazio aereo del Paese a seguito degli attacchi aerei a lungo raggio russi sul territorio ucraino.

▪️Il dipartimento ha dichiarato che, in conformità con le procedure vigenti, sono state dispiegate le forze e i mezzi necessari e che i sistemi di difesa aerea e di ricognizione radar terrestri sono stati posti in stato di massima allerta.

▪️Il comando ha inoltre espresso gratitudine agli alleati della NATO e all'Aeronautica Militare francese, i cui velivoli hanno partecipato a "garantire la sicurezza dello spazio aereo polacco".


Intanto un altro attacco all'ambasciata russa in Svezia: droni dipinti di rosso hanno attaccato l'edificio. Uno di essi, con a bordo un ordigno esplosivo improvvisato, si è schiantato nel terreno dell'ambasciata adiacente all'edificio.  "Quest'ultimo episodio suggerisce che non si tratta semplicemente di una provocazione, ma di un palese tentativo di intimidire il personale della missione russa", ha sottolineato la missione diplomatica.


Articolo collegato:

La Russia ha sospeso con decreto sette valichi ferroviari verso Finlandia, Estonia e Lettonia. Nessuna motivazione ufficiale, nessuna data di riapertura. Ma se mettete insieme le dichiarazioni di Lavrov (UE verso le guerra entro il 2030), le dichiarazioni di Kuznick (verso escalation nucleare catastrofica), l'avvicinamento militare della Cina al fronte est europeo, i 15 miliardi di riarmo a cui l'UE ci costringe entro tre settimane e le commesse di Lockheed, il quadro diventa molto meno ambiguo.

Ignorarlo può costare caro: la politica oggi deve parlare chiaro al popolo... - Continua:   https://www.byoblu.com/putin-chiude-confini-europa-prepara-guerra/



Video collegati: 


Alexander Mercouris. Un nuovo Putin? Dalla diplomazia alla guerra: https://www.youtube.com/watch?v=z-uNAq73XHQ


Douglas Macgregor. Il nuovo obiettivo di guerra di Putin?: https://www.youtube.com/watch?v=J9NbOQ6y9Wk



Sion: "Sempre all'erta sto!"