martedì 4 agosto 2026

Proposta bioregionale per un unico stato "Israele/Palestina"...

 

Repetita Iuvant


La proposta bioregionale per la nascita di un unico Stato in Israele e Palestina, formulata dall'attivista bioregionale italiano Paolo D'Arpini, prevede il superamento della logica delle divisioni nazionali e religiose attraverso la creazione di un'unica entità statale laica e federale, fondata sulla condivisione del territorio e sulla parità assoluta dei diritti per tutti i suoi abitanti. 
I capisaldi della proposta bioregionale:
Secondo la visione ecologista e bioregionale espressa dal D'Arpini, la tradizionale "soluzione a due Stati" è ormai impraticabile e storicamente superata. La sua proposta si articola su precisi elementi: 
  • Stato unico e condiviso: Fusione dell'intero territorio di Israele e Palestina sotto una sola bandiera. 
  • Pari diritti di cittadinanza: Riconoscimento dello status di cittadini con uguali diritti politici, civili e sociali per ebrei, musulmani, cristiani e qualsiasi altra minoranza, a prescindere dall'etnia. 
  • Integrazione ecologica: Sostituzione dei confini politici artificiali con una gestione integrata delle risorse naturali della regione, considerata un'unica "bioregione" indivisibile (acqua, energia, agricoltura).
  • Superamento del sionismo e del nazionalismo: Trasformazione delle identità identitarie in senso laico ed inclusivo, eliminando i privilegi su base confessionale o etnica. 
Riferimenti culturali della proposta:
Nel descrivere il progetto di "un unico Stato per due popoli", D'Arpini si riallaccia sia alla sua personale militanza nella Rete Bioregionale Italiana, sia a storiche figure della politica e della cultura mediorientale che hanno sostenuto la soluzione binazionale, tra i quali: 
  • Mustafa Barghouti, politico e attivista palestinese tra i primi a promuovere l'idea di uno Stato unico con pari dignità democratica. 
  • Edward Said, intellettuale che ha a lungo teorizzato la convivenza paritaria in una sola terra come unica reale via d'uscita dal conflitto.
  • Avraham Burg, politico israeliano ed ex presidente della Knesset noto per le sue posizioni critiche verso l'impianto rigidamente sionista dello Stato. 
  • Video collegato:  Proposta bioregionale per un unico stato “Israele&Palestina”: https://www.facebook.com/reel/1166634278822352

 

Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

lunedì 3 agosto 2026

Sembra che Trump voglia sganciarsi dalla guerra in Medio Oriente, all'insaputa di Israele...

 


L'ex direttore del Centro americano per la lotta al terrorismo, Joe Kent, ha dichiarato: "Il presidente Trump ha nuovamente annullato l'attacco all'Iran, ed è stata la decisione giusta. È evidente che desidera uscire da questa guerra, e ci sono tutte le ragioni note per questo. È anche chiaro che l'Iran non riporterà la situazione nello stretto di Hormuz a quello stato che esisteva prima della guerra"

Netanyahu e i membri del governo israeliano hanno appreso della cancellazione degli attacchi all'Iran da un post di Trump sui social media. (Canale 12)

Inoltre, le indiscrezioni su un presunto allontanamento o espulsione delle truppe americane da Kuwait e Bahrein sono al centro del dibattito geopolitico attuale, ma non c'è una conferma ufficiale di un ritiro definitivo.

Le speculazioni si sono intensificate a causa del grave deterioramento della sicurezza nel Golfo Persico e dei continui raid di missili e droni condotti dall'Iran contro le installazioni statunitensi nella regione.

Alla domanda diretta su un possibile ricollocamento dei soldati, il presidente Donald Trump ha preferito non commentare:  
- Giornalista: Sono emerse informazioni secondo cui le truppe americane stanno lasciando Kuwait e Bahrein.
- Trump: Non voglio commentare questo.  

La situazione nell'area è estremamente fluida. I Pasdaran iraniani hanno ripetutamente preso di mira basi chiave, tra cui la sede della Quinta Flotta in Bahrein e le basi aeree di Arifjan e Ali Al Salem in Kuwait...


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


ULTIME NOTIZIE. TRUMP ANNULLA I COLPI SULL’IRAN, L’UCRAINA MINACCIA L’IRAN:  https://www.youtube.com/watch?v=49Htu9fvYkU

domenica 2 agosto 2026

La crisi di Ceuta è il risultato di un passato coloniale...

 


"L'exclave spagnola di Ceuta è al centro di una gravissima crisi migratoria e diplomatica, innescata dall'ingresso illegale e repentino di circa 50.000 migranti provenienti dal Marocco in pochissimi giorni. Decine di migliaia di persone hanno forzato il confine via terra o attraversato a nuoto le acque di Tarajal per raggiungere il territorio spagnolo. Si registrano decine di morti accertati per annegamento nelle ultime ore, rendendolo uno degli episodi più tragici degli ultimi anni nell'area.  La situazione, che ha raggiunto il picco il 31 luglio 2026, sta lentamente tornando alla normalità grazie ai respingimenti assistiti e al dispiegamento delle forze armate". (Notizie d'Agenzia)


Per capire quello che sta succedendo a Ceuta bisogna guardare molto più a sud, a una crisi dimenticata che rappresenta un nodo irrisolto del Mediterraneo.

Il Sahara Occidentale è un'ex colonia spagnola, abbandonata da Madrid nel 1975. Da allora la maggior parte del territorio è stata occupata dal Marocco, mentre il Fronte Polisario, sostenuto dall'Algeria, continua a rivendicare il diritto all'autodeterminazione del popolo sahrawi. Sebbene ci sia un cessate il fuoco dal 1991, il conflitto non è mai stato risolto.

Nel 2022 Pedro Sánchez ha rotto con la tradizionale prudenza della diplomazia spagnola, appoggiando il piano di autonomia proposto dal Marocco per il Sahara Occidentale, che certificherebbe di fatto l'annessione del territorio al Marocco. Una scelta che ha irritato l'Algeria, storico alleato del Polisario, e ha cambiato gli equilibri della regione.

Nelle ultime settimane, però, è successo qualcosa. Sánchez è andato ad Algeri per rilanciare i rapporti con il principale fornitore di gas della Spagna. Nel frattempo, il Congresso spagnolo ha approvato una proposta di legge che concederebbe la cittadinanza spagnola ai sahrawi nati nel Sahara Occidentale durante il periodo coloniale e ai loro discendenti. Il provvedimento non è ancora definitivo, ma a Rabat non l'ha presa bene.

E’ in questo contesto che va inquadrata la nuova crisi di Ceuta.

Tra l'altro, non è una novità. Nel 2021, dopo il ricovero in Spagna del leader del Polisario Brahim Ghali, il Marocco allentò i controlli alla frontiera e in poche ore migliaia di persone entrarono nell'exclave spagnola. Anche allora la crisi migratoria fu utilizzata ad hoc come strumento di pressione diplomatica.

Il governo marocchino nega questo legame. Ma la coincidenza tra il riavvicinamento di Madrid all'Algeria, il nuovo scontro sul Sahara Occidentale e l'improvvisa pressione su Ceuta è più che sospetta.

Sánchez è stretto tra due fuochi: il Marocco, decisivo per il controllo dei flussi migratori, e l'Algeria, principale fornitore di gas della Spagna. Ogni scelta che fa rischia di incrinare il rapporto con l'altro.

Dietro le immagini di Ceuta, non c'è quindi solo una crisi migratoria. C'è anche e soprattutto uno dei dossier geopolitici più intricati del Mediterraneo.

Stefano Liberti





sabato 1 agosto 2026

L'Italia è in guerra in Medio Oriente... e noi non lo sapevamo!



 Scrive M.P.: “700 militari italiani contro lo Yemen, contro l'Iran, contro l'Iraq, ecc... Siamo in una guerra e neanche lo sapevamo... Il Manifesto ci informa con tre colonne a pag. 9... 

Integrazione di J.E.: “Solite trumpate dagli altoparlanti ANSA. Usa e Isra hanno le faretre vuote, dove cavolo vanno? Solo teatrino. Domani cambiano titolo, e lunedì qualcuno incassa i titoli. E paghiamo noi. Dei 700 mercenari ordinati dallo straniero ho detto: ”Erano settecento, giovani e forti. A far da palo ad US-Izra nell'assalto all'Iran...”. Nessun stupore della non-notizia sui media di regime. Nessuno che scriva chi sono, dove sono, che fanno là, su che mandato ricevuto da chi, e agli ordini di chi lavorano in nero. Mi preoccupa piuttosto il silenzio parlamentare dei pochi pocoschifosi che ci stanno lì dentro. Altro che tre colonne a pagina nove... improvvisamente tutti ne parlano, magari a vanvera!”


P.S. - Insomma l'Italia conferma di essere ufficialmente in guerra contro l'Iran assieme ad USA, Izra e complici vari. Perché se rapinano una banca e fai da palo, sei pure tu rapinatore, non so se mi spiego. Giorno dopo giorno tutti cominciano a sussurrare, piano-piano, di supporto militare italiano ai Saudi e compagni dopo accordi con Trump  e altre cosucce...





Gli USA in previsione del crollo ucraino si preparano al confronto diretto contro Russia e Cina...



Gli Stati Uniti stanno per intraprendere la più grande espansione della loro flotta sottomarina degli ultimi decenni.  Il Pentagono ha approvato un accordo da 76,6 miliardi di dollari per la costruzione di 14 moderni sottomarini nucleari: - 9 sottomarini d'attacco classe Virginia  - 5 sottomarini lanciamissili balistici classe Columbia.

Significato: Washington sta investendo massicciamente nel mantenimento della sua superiorità sottomarina, mentre la rivalità con Cina e Russia entra in una nuova fase.

Intanto Trump mette le mani avanti sul saccheggio delle risorse ucraine: "Abbiamo un accordo con l'Ucraina. Possiamo andarci in qualsiasi momento e prendere quasi tutto ciò che vogliamo - ha detto Trump-  L'Ucraina ha terreni molto ricchi e fertili in termini di elementi delle terre rare. 

Ricordiamo che gli Stati Uniti e l'Ucraina hanno firmato un accordo sui metalli delle terre rare il 30 aprile 2025. Alcuni degli allegati sono ancora tenuti segreti. Ma al termine del conflitto, con la prevedibile vittoria della Russia, non si sa  quanti territori ucraini saranno ancora nelle mani di Zelensky o  del suo successore e quindi a disposizione di Donald Trump...
 
Maria Zakharova  mette in guardia l'Ucraina sulle conseguenze della sua politica dinamitarda rivolta contro obiettivi  civili russi:  "Il regime di Kiev ha intensificato gli attacchi contro i civili nelle regioni russe. Sono state rinvenute oltre 100 mine antiuomo Lepestok aggiornate, sganciate da droni delle Forze Armate ucraine, in diverse aree del Donbass e della Novorossiya. Il terrorismo perpetrato dalle Forze Armate ucraine si svolge con la piena approvazione dell'Occidente, che fornisce a Kiev armi per gli attacchi contro i civili russi. La Russia continuerà a impegnarsi con vigore per proteggere i propri cittadini e la sicurezza dello Stato con tutti i mezzi disponibili.
L'Occidente deve comprendere che il suo "giocare con il fuoco" sta esacerbando la situazione e allontanando le prospettive di pace. Il contributo distruttivo dell'Occidente agli attacchi contro le regioni russe non passa inosservato e viene attentamente documentato. Coloro che sono coinvolti negli attacchi contro la Russia si assumeranno la propria parte di responsabilità dopo l'inevitabile crollo dei loro protetti ucraini."

Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo.



venerdì 31 luglio 2026

Colpo al porto egiziano di Damietta... attentato di "falsa bandiera?"

 


Il Presidente egiziano El-Sisi ha dichiarato dopo il misterioso attacco a Damietta: "Abbiamo avviato un'indagine approfondita per accertare l'origine del drone che ha attaccato una piattaforma di gnl al porto di Damietta".

Il misterioso attacco a Damietta si riferisce a un raid che ha colpito una piattaforma metaniera all'interno del porto, sulla costa mediterranea dell'Egitto. L'azione rappresenta il primo attacco di questo tipo sul suolo egiziano dall'inizio delle tensioni in Medio Oriente.

Un drone ha colpito  una cisterna di proprietà statunitense, provocando un incendio che si è poi esteso a una nave gasiera affiancata.  Nonostante i danni materiali e i roghi, le autorità egiziane hanno comunicato che lo scalo di Damietta Port è rimasto pienamente operativo.

 Il Primo Ministro egiziano Mostafa Madbouly ha dichiarato che i servizi di sicurezza hanno recuperato i rottami del drone. Sono in corso analisi tecniche per stabilirne la provenienza esatta prima di rilasciare dichiarazioni  ufficiali.

L'ipotesi statunitense: Secondo fonti d'intelligence rilanciate dal New York Times, l'attacco sarebbe un'opera dell'Iran.
 
La smentita di Teheran: Il governo iraniano ha respinto ogni responsabilità, ipotizzando invece un'operazione false-flag orchestrata da Israele o dall'Ucraina per trascinare la regione in un conflitto ancora più ampio. Abbas Araghchi, Ministro degli esteri dell'Iran, ha avvertito riguardo a possibili operazioni sioniste "sotto falsa bandiera" nella regione egiziana:  "L'Egitto è un amico e un partner importante nella regione, e la sua sicurezza è di primaria importanza per noi. Dobbiamo essere tutti vigili di fronte alle cospirazioni e alle operazioni sioniste "sotto falsa bandiera", progettate per minare la pace regionale. Questa minaccia è evidente, riguarda tutti noi ed è causata dalla paura dell'unità e della solidarietà dei musulmani".



La posizione degli Houthi: Anche i ribelli yemeniti Houthi, storicamente attivi nel Mar Rosso e alleati di Teheran, hanno negato categoricamente il proprio coinvolgimento.

Il misterioso episodio ha destato forte preoccupazione per la sicurezza delle rotte commerciali del Mediterraneo e dell'export di energia legato al Canale di Suez. Paesi della regione come l'Arabia Saudita e il Sudan hanno immediatamente espresso condanna per l'atto e solidarietà nei confronti dell'Egitto, definendo l'accaduto una minaccia diretta alla sicurezza nazionale e regionale.



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
  

giovedì 30 luglio 2026

Presidio permanente allo Spin Time dell'Esquilino...


La notte del 29 luglio 2026, intorno alle 22, si è sviluppato un principio d’incendio nel palazzo di Spin Time  circoscritto a un locale tecnico affacciato sul cortile interno.

La comunità residente ha reagito con tempestività spegnendo l’incendio: l’edificio è stato evacuato autonomamente e in piena sicurezza nel giro di pochi minuti, consentendo ai Vigili del Fuoco, intervenuti prontamente, di accedere senza ostacoli e svolgere tutte le verifiche necessarie. Al momento non si registrano danni alle persone né all’edificio.

Nonostante questo, gli abitanti sono ancora in strada e non è loro consentito rientrare nelle proprie case, se non uno alla volta e scortati dalle forze dell’ordine, esclusivamente per recuperare medicinali e beni di prima necessità. Le porte degli appartamenti sono state forzate e gli alloggi messi sottosopra, nonostante avessimo messo a disposizione tutte le chiavi necessarie, per ragioni di sicurezza che però nessuno ci ha ancora chiarito.

A quest'ora non ci è stato ancora comunicato in quale condizione si trovi lo stabile: restiamo in attesa di risposte ufficiali. Apprendiamo da Ansa che i Vigili del Fuoco hanno dichiarato una presunta inagibilità del palazzo della quale non ci sono evidenze.

Di fatto, centinaia di persone sono in strada dalla notte scorsa. Molte sono uscite di casa scalze o in pigiama e si stanno alternando sulle brandine messe a disposizione dalla Protezione Civile a partire dalle 6 di stamattina. Nonostante per oggi siano previste temperature da bollino rosso.

Ora è il momento di stringersi attorno a Spin Time con la stessa solidarietà che abbiamo conosciuto in passato: dal distacco della corrente nel 2019 all’agorà dello scorso gennaio.

Il 30 luglio 2026,  alle ore 17, è stata convocata un’assemblea pubblica cittadina.

Nel frattempo, siamo qui in presidio permanente e abbiamo bisogno  della solidarietà di tutti.
 
Marco Palombo



Articolo collegato: 

Fiamme allo Spin Time dell'Esquilino: evacuato il palazzo di dieci piani. Scoppia la bufera politica https://share.google/LVFRR2OdKQTrWpPeo