giovedì 21 maggio 2026

21 maggio 2026. La faccenda si fa seria...

 


I risultati della visita di Trump a Xi Jinping, al di là dei comunicati ufficiali, si stanno definendo già questa mattina e non sono tranquillizzanti.

1) La Repubblica Popolare cinese ha stoppato la visita della delegazione del Pentagono a Pechino già prevista per coordinare la sicurezza militare Cina - Stati Uniti.

2) Il Presidente cinese Xi Jinping si recherà in visita ufficiale a Pyongyang. La visita precedente nella Repubblica Popolare Democratica di Corea avvenne 14 anni fa.

Fatti che, assieme all'incontro a Pechino tra Xi Jingping e Putin, sembrano stringere le maglie dell'Eurasia per fronteggiare la bizzaria bellica statunitense.

Questo sulle sponde del Pacifico.

Su quelle del Mediterraneo orientale le cose marciano peggio.

Il sedicente "Stato Ebraico", in realtà un grumo coloniale capeggiato da fanatici religiosi criminali seguaci di un dio prefabbricato, è una trottola impazzita verso la guerra totale.

La telefonata, definita "drammatica", fatta da Trump a Netanyahu lo conferma.

L'Europa, ma soprattutto l'Italia dei meloni, sta nel mezzo. E dopo l'insulto pesantissimo riservato dallo "Stato Ebraico pirata" a cittadini italiani, non sa più come stare nel mezzo.

Chi si è interessato alla storia del proprio Paese sa che l'Italia dal 1937 sino al 1941 ha fatto lo stesso: alleata al più forte fino a diventarne schiava, ha portato il Paese alla rovina.

Giorgio Stern



Note aggiunte da fonti estere: 

Secondo Junge Welt, il ritiro delle truppe statunitensi dall'Europa mina la strategia della NATO contro Russia e Cina. "In Germania, la follia russofoba ha ripetutamente spinto la classe dirigente sull'orlo dell'autodistruzione", osserva la pubblicazione, aggiungendo: La notizia del ritiro di 5.000 soldati americani dalla Germania e della cancellazione del dispiegamento di 4.000 in Polonia ha suscitato sconcerto negli Stati baltici".  Junge Welt   conclude: "se la riduzione delle truppe americane continua, la strategia di guerra contro Russia e Cina va in fumo".

Pertanto i Paesi della NATO stanno elaborando un piano di emergenza segreto in caso di ritiro degli Stati Uniti dall'alleanza. L'Europa non ha più fiducia nelle garanzie americane.  Trump ha già annullato il dispiegamento di 4.000 soldati in Polonia e sta ritirando 5.000 soldati dalla Germania.  Il Segretario Generale della NATO, Rutte, ha vietato qualsiasi discussione, temendo l'ira di Washington.

Sconvolti dalle minacce di Trump di sottrarre la Groenlandia alla Danimarca, gli europei ora temono non solo l'inazione americana, ma anche la sua attiva opposizione.  "La crisi della Groenlandia è stata un campanello d'allarme per noi. Ci siamo resi conto della necessità di elaborare un Piano B", afferma un funzionario 
europeo  che non vuole essere nominato:


"Il "piano B" della NATO è una strategia di emergenza elaborata dai partner europei per garantire l'autodifesa e la deterrenza – in particolare contro la Russia – senza il supporto o l'infrastruttura di comando degli Stati Uniti. Tale scenario è diventato urgente a causa delle tensioni con l'amministrazione Trump, inclusa la minaccia di ritirare le forze americane e i contrasti operativi in aree calde come l'Iran."

"Diversi eserciti europei stanno già creando strutture clandestine per condurre operazioni di combattimento senza l'assistenza americana e persino senza l'infrastruttura di comando della NATO".


NATO, il piano europeo di riserva



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.) 

mercoledì 20 maggio 2026

Le dichiarazioni di Vladimir Putin e Xi Jinping, durante l'incontro in Cina del 19 e 20 maggio 2026

 


Il 20 maggio 2026 si sta concludendo la visita di Vladimir Putin in Cina, iniziata il 19 maggio, le sue prime parole pronunciate al suo arrivo sono state: "Cari amici cinesi, vi do il benvenuto. Sono lieto di visitare nuovamente Pechino su invito del mio caro amico di lunga data, il presidente cinese Xi Jinping".

Il Presidente russo ha successivamente sottolineato l'importanza delle regolari visite reciproche tra i rappresentanti dei due Paesi e ha inoltre ricordato il 25° anniversario della firma del Trattato di buon vicinato, amicizia e cooperazione tra Mosca e Pechino.
"Apprezzo sinceramente l'impegno del presidente Xi Jinping per una cooperazione a lungo termine con la Russia. Credo che i nostri buoni e amichevoli rapporti ci aiutino a elaborare i nostri piani più ambiziosi per il futuro e a realizzarli. Sinora gli scambi commerciali tra Russia e Cina hanno superato i 200 miliardi di dollari, e quasi tutti i pagamenti reciproci avvengono in rubli e yuan. Lo stretto legame strategico tra Russia e Cina svolge un ruolo importante e stabilizzante sulla scena mondiale. Noi non siamo alleati contro nessuno, ma lavoriamo per la causa della Pace e della prosperità universale. Lavoriamo in amicizia con la Cina - non contro qualcuno - ma per il bene della pace e del benessere di tutto il mondo", ha detto Vladimir Putin.

Alcune dichiarazioni  del Presidente cinese  Xi Jinping:
"Russia e Cina devono sviluppare motori di crescita nell'economia digitale, nell'intelligenza artificiale e nell'innovazione tecnologica;
Cina e Russia si opporranno a ogni forma di egemonia;
Russia e Cina, in quanto membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, si opporranno alla distorsione della storia e alla rinascita del fascismo;
Le relazioni sino-russe sono giustamente considerate un modello di un nuovo tipo di rapporto tra grandi potenze;
Cina e Russia dovrebbero sostenersi a vicenda sulle questioni che riguardano i loro interessi fondamentali;
È necessario allineare i programmi di sviluppo nazionale di Russia e Cina;
L'amicizia russo-cinese sta guadagnando sempre più consensi tra i giovani e i due popoli si stanno sempre più avvicinando".


Punti chiave delle dichiarazioni congiunte di Russia e Cina:

▪️In una dichiarazione congiunta, i leader di Russia e Cina hanno sottolineato il pericolo di un ritorno alla "legge della giungla" negli affari globali;

▪️Non esistono paesi o popoli "di prima classe" al mondo; l'egemonia in qualsiasi forma è inaccettabile;

▪️Costringere i paesi sovrani ad abbandonare la propria neutralità è inaccettabile;

▪️Tutti gli stati sovrani hanno pari diritto alla sicurezza;

▪️Russia e Cina si oppongono all'uso dei diritti umani come pretesto per interferire negli affari interni degli stati;

▪️Russia e Cina sono preoccupate per la militarizzazione degli Stati Uniti e dei loro alleati;

▪️Russia e Cina si oppongono alle azioni che violano la Carta delle Nazioni Unite in America Latina e nei Caraibi;

▪️Russia e Cina sostengono l'indipendenza e lo sviluppo autonomo dell'Africa;

▪️ Russia e Cina sostengono la sovranità e l'integrità territoriale della Siria, esortando il nuovo governo a contrastare il terrorismo;

▪️ Gli attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran sono illegali e minano la stabilità in Medio Oriente;

▪️ La Russia apprezza la posizione obiettiva e imparziale della Cina sull'Ucraina;

▪️ Russia e Cina si oppongono alle pressioni sulla Corea del Nord;

▪️ Russia e Cina garantiranno la complementarietà dei sistemi di navigazione GLONASS e Beidou;

▪️ Russia e Cina considerano la rapida rimilitarizzazione del Giappone una minaccia alla pace;

▪️ La presenza della NATO nella regione Asia-Pacifico è incompatibile con il rafforzamento della pace;

▪️ Russia e Cina sono preoccupate per la retorica conflittuale di alcuni Paesi e chiedono la fine delle interferenze nei loro affari interni;

▪️ Russia e Cina si oppongono al ritorno a un ordine mondiale in cui regna solo la forza e difendono l'autorità delle Nazioni Unite negli affari internazionali;

▪️ Russia e Cina intensificheranno la cooperazione nei settori della fusione termonucleare e dei reattori a neutroni veloci;

▪️ Russia e Cina considerano le azioni di "singoli Stati" volte a limitare la navigazione una minaccia per il commercio globale;

▪️ Russia e Cina si oppongono all'uso di sanzioni unilaterali e dazi doganali discriminatori;

▪️ Russia e Cina considerano l'immunità penale per i capi di Stato una garanzia di relazioni internazionali stabili;

▪️ Russia e Cina si oppongono a qualsiasi sanzione unilaterale non coordinata con il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite;

▪️ Russia e Cina condannano le iniziative relative al blocco, al sequestro o alla confisca di beni e proprietà di Stati esteri. 
▪️ Russia e Cina sostengono la diversità culturale e civile e il rispetto per lo sviluppo sovrano degli Stati.

I leader hanno firmato una dichiarazione congiunta tra la Federazione Russa e la Repubblica Popolare Cinese sul rafforzamento del partenariato globale e dell'interazione strategica, nonché sull'approfondimento delle relazioni di buon vicinato, amicizia e cooperazione.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Una considerazione aggiunta:

"Questa è la chiave fondamentale per capire la relazione tra la Russia e la Cina -ha commentato l'analista Marinella Mondaini- un messaggio importantissimo, ma che probabilmente non sarà recepito, né apprezzato dalla cricca dei guerrafondai. Solo in Russia e Cina va riposta la fiducia e la speranza per la salvezza del mondo, e non certo nella sovrastruttura fattasi criminale e terrorista europea che si è fusa nel regime nazista terrorista ucraino. Insieme hanno già messo in pericolo tutto il mondo e alimentano la terza guerra mondiale nel loro odio patologico contro la Russia".



Video collegato con Giacomo Gabellini:
https://www.youtube.com/watch?v=au6ziIy-4rI 

martedì 19 maggio 2026

Roulette russa...


Una delle questioni cruciali, nell’ambito di un conflitto cinetico, è la gestione dell’escalation. E chi ha modo di controllarla, ha automaticamente in mano un potentissima leva per condizionare il conflitto. Appare abbastanza evidente che, nella guerra russo-ucraina, lo sforzo maggiore da parte russa è stato proprio cercare di gestire l’escalation da parte del blocco NATO, cosa che ha fatto però prevalentemente cercando di contenerla. Nel corso dei trascorsi 51 mesi di guerra, sono innumerevoli le linee rosse varcate dalle forze ucraine e dai paesi dell’Alleanza Atlantica, e fondamentalmente Mosca ha sempre cercato di non rispondere alzando a sua volta il livello dello scontro, preferendo incassare il colpo e dimostrarne l’inefficacia a fini strategici. Ovviamente, questo non ha affatto scoraggiato gli atlantisti, che anzi hanno sempre interpretato ciò come la possibilità di fare sempre un ulteriore passo avanti – che infatti è esattamente quanto hanno fatto.

John Mearsheimer. Verso una guerra totale con Russia e Iran: https://www.youtube.com/watch?v=8WT-Ixezg74

Un bouquet di notizie europee tossiche...



La Russia si prepara...?

 

Punti chiave degli annunci del Ministero della Difesa della Federazione Russa  in merito alle esercitazioni di addestramento e utilizzo delle forze nucleari:

Dal 19 al 21 maggio 2026, le Forze Armate russe condurranno esercitazioni sull'addestramento e l'utilizzo delle forze nucleari sotto la minaccia di aggressione NATO.

Oltre 64.000 militari e più di 7.800 mezzi saranno coinvolti nelle esercitazioni di addestramento nucleare delle Forze Armate russe;

Le Forze Armate russe si eserciteranno nell'addestramento e nell'utilizzo congiunto delle armi nucleari schierate in Bielorussia;

Parteciperanno alle esercitazioni truppe delle Forze Missilistiche Strategiche, della Flotta del Pacifico e della Flotta del Nord;

Gli obiettivi delle esercitazioni nucleari delle Forze Armate russe sono di esercitare la deterrenza del nemico e di testare la preparazione delle truppe coinvolte.


Il politologo e  consigliere del Cremlino Sergej Karaganov sostiene da tempo l'abbassamento della soglia per l'uso delle armi nucleari. Le sue posizioni, che hanno riacceso il dibattito internazionale, si articolano nei seguenti punti:

1) La teoria della "deterrenza": Karaganov argomenta che l'Occidente ha perso la paura dell'olocausto nucleare e che la Russia dovrebbe usare la minaccia atomica, o persino un attacco preventivo limitato su Paesi della NATO, per ristabilire il timore e fermare il supporto all'Ucraina.

2) Reazione all'escalation: Negli ultimi mesi ha ribadito che, di fronte a un coinvolgimento diretto dell'Europa o all'uso di armi a lungo raggio contro il territorio russo, Mosca dovrebbe valutare l'opzione nucleare come deterrente estremo.

3) Il dibattito istituzionale: Sebbene le sue tesi siano considerate espressione dell'ala oltranzista e abbiano trovato spazio su riviste specializzate, i vertici ufficiali russi mantengono una posizione di "moderazione strategica".  

(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Vladimir Putin incontra il 19 ed il 20 maggio 2026 Xi Jinping a Pechino


Video collegati: 

Il Contesto: L’avvertimento di Karaganov. Con Roberto Buffagni: https://www.youtube.com/watch?v=M4YVMMesepE


John Mearsheimer. Verso una guerra totale con Russia e Iran: https://www.youtube.com/watch?v=8WT-Ixezg74



lunedì 18 maggio 2026

La guerra "scenografica" dell'Ucraina contro la Russia...

 


Il valore militare ed economico degli attacchi ucraini su Mosca non è poi così grave, a differenza invece di quello mediatico e propagandistico. Colpire Mosca, in più punti, causando scenografiche nuvole di fumo nero, risponde più a esigenze comunicative che pratiche e da questo punto di vista è una mossa azzeccata (e da un certo punto di vista obbligata) come tante simili in passato e, non dubito, in futuro.

L'esigenza di queste operazioni non è, come si potrebbe pensare a prima vista, quella di fomentare il malcontento in Russia perché si sa bene che le popolazioni sotto attacco non se la prendono mai con le loro autorità ma con chi li ha attaccati: vedi ad esempio, senza andare a cercare esempi lontani nel tempo o nello spazio, lo stesso caso ucraino. Lo scopo è quello di convincere l'opinione pubblica occidentale, specie le leadership che, a parte le dichiarazioni pubbliche, sembrano maggiormente disposte al dialogo (la nostra, ad esempio, ma anche alcune insospettabili) che "l'inerzia", come dicono i commentatori sportivi, è ora a favore dell'Ucraina e che quindi bisogna continuare a mandare aiuti e soprattutto rifiutarsi di negoziare o di credere che la soluzione del conflitto possa essere diversa da quella militare. E non solo convincere gli alleati occidentali: convincere anche l'ala "morbida" russa che il dialogo è impossibile, perché di fronte a queste cose, si dice, "qualcosa" si dovrà pur fare.

E il "qualcosa" potrebbe essere quello di passare a uno stato di guerra dichiarata con l'Ucraina, e quindi con chi la sostiene, con auspicabili (da parte ucraina) attacchi ai "co-belligeranti", il che ovviamente affonderebbe qualsiasi possibilità di negoziato e tirerebbe finalmente in ballo, e in maniera diretta, la NATO o almeno l'UE, come ad esempio si auspica il buon Galli della Loggia, oppure spingere Mosca ad azioni più estreme (non nucleari ovviamente) e distruttive che spingerebbero i potenziali negoziatori europei a posizioni meno disponibili al dialogo. La Russia potrebbe scegliere, naturalmente, di non rispondere o di rispondere il maniera non troppo diversa da quanto fatto finora, che sarebbe la soluzione più logica, disinteressandosi del tutto, come fa da anni, di ciò che i media occidentali e la rete social riportano. Se hai scelto l'attrito devi mettere in conto le perdite, specie se, all'atto pratico, non sono chissà quanto gravi. Ma le guerre non sono fatte solo di atti pratici e di scelte del tutto razionali, e una posizione attendista potrebbe essere equivocata sul fronte interno, aumentando il malcontento (come sempre: non dei pacifisti liberal ma dei falchi in divisa) e soprattutto sul fronte esterno, portando i sostenitori dell'Ucraina a ritenere, come in effetti già successo varie volte, che sia possibile alzare l'asticella potenzialmente all'infinito senza rischio di rappresaglie.

Francesco Dall'Aglio


domenica 17 maggio 2026

L'Ucraina intensifica gli attacchi con droni contro la Russia... e il consiglio di Karaganov...