mercoledì 26 agosto 2026

Ucraina, USA e UE chiedono la resa incondizionata della Russia...


Dunque. Mi si faccia capire per bene...

L'ultimo piano di pace presentato da Zelensky e diffuso il 24 agosto 2026 in occasione delle celebrazioni per l' "indipendenza ucraina", alla presenza dei "volenterosi", consiste in questi 3 punti:

A - tregua generale, incondizionata.
B - Le forze di Kiev si ritirano dal Donbas non ancora occupato (1), le forze russe si ritirano da quello che occupano (2) = sul corpo di tale territorio nascerebbe la "FREE TRADE ECONOMIC ZONE", demilitarizzata e amministrata da una terza forza (Stati Uniti).
C - Tutto questo in cambio di garanzie di sicurezza: queste non sono specificate, ma stando alle indiscrezioni emerse dalla fine del 2025 sino a giugno 2026, si tratterebbe di una forza multinazionale sul suolo ucraino (si intende Francia e GB essenzialmente, con supporto logistico dalla Polonia: al comando un britannico).


RICAPITOLANDO in pillole =
Mosca dovrebbe fermare incondizionatamente la propria avanzata (mentre sta vincendo) su richiesta del perdente.

Subito dopo si crea una zona cuscinetto alla quale ognuna delle due parti contribuisce, cedendo ciò che ha: Kiev "generosamente" cede cosa possiede (cioè un francobollo di territorio che perderebbe comunque), mentre il vincitore (Mosca) consegna TUTTO ciò che conquistato sul campo e che sta espandendo (oltre l'80% del Donbas). Tale zona cuscinetto appena creata, la si affida all'amministrazione statunitense (ossia la forza "neutrale" e "super partes" nel conflitto ucro-russo di questi anni). A garanzia del tutto una NATO "de facto" (non de jure) franco-britannica alle spalle, dispiegata su tutta l'Ucraina.

Non viene menzionato alcun riconoscimento legale di Crimea e regioni confinanti a favore di Mosca (continuerebbe ad essere considerata occupazione illegale: base sufficiente per mantenere il regime di sanzioni globale a tempo indefinito).
La guerra russo/ucraina del 2022-27 (?) si conclude dunque con un Donbas a diretta amministrazione economica statunitense, un'Ucraina a protezione militare atlantica (de facto), e una Crimea+zone circostanti, zona grigia in eterno, giustificante il regime sanzionatorio contro Mosca.

Ad occhio croce sembra di vedere il piano di vittoria alleato contro la Germania hitleriana nel 1945 suddivisa in zone di amministrazione (con la vistosa differenza che Washington in questo caso ottiene la sua area di influenza al prezzo del sangue di 1 milione di militari non americani....ma del proprio satellite ucraino: come a dire, ottenere il massimo al minimo).

E' un piano di pace ALTAMENTE brillante se visto dal punto di vista ucro-euro/americano. L'unico handicap è che difetta dell'elemento chiave alla base della sua stessa esistenza: una vittoria militare netta contro Mosca. In altre parole si tratta di un piano di "pace" assolutamente razionale... posta e premessa una disfatta totale del Cremlino sul campo, fattore presente nei sogni, nell'elaborazione fantastica/immaginifica dei salotti politici occidentali (i quali oscurano forse anche a sé stessi come la situazione sul campo sia quasi diametralmente divergente rispetto al desiderio: siamo ad un particolarissimo impasse logico-razionale, una specie di lapsus collettivo di rigetto della realtà).

CONCLUSIONE
Abbiate pazienza, non vogliatene a chi scrive da questa bacheca come al portavoce del Cremlino PESKOV che che ha rigettato seduta stante la "proposta".

Piuttosto leggete come è impostata la locandina in basso dove hanno avuto il coraggio di scrivere "l'Ucraina potrebbe dover cedere l'intera regione del Donbas alla fine del conflitto": la cederebbero ai propri alleati di Washington in realtà (e considerando poi che massima parte del Donbas di cui si parla è già stato conquistato dalle forze russe. Kiev quindi cosa cederebbe esattamente ? Cederebbe - ai suoi amici di Washington - ciò che Mosca ha già preso sul campo? Cervellotico forte, ci vogliono il gatto e la volpe per escogitare tutto questo: Trump e Zelensky).

Gente di tutte le provenienze, mi rivolgo qui direttamente ai detrattori di Mosca: avete piena facoltà di pensare tutto il male che volete della leadership del Cremlino, ma oggettivamente solo pazienti disabili di un istituto psichiatrico firmerebbero una pace come quella descritta.
Se i termini continuano ad essere quelli analizzati, allora non so cosa possano concludere il capo della CIA e il rappresentante del Vaticano Gallagher (entrambi in visita al Cremlino in questi giorni)
Continuate pure a spedire armamenti a Kiev (prego), ma per favore, non andate ancora a sbraitare che "Putin rifiuta la pace"...

Daniele Lanza



Post Scriptum:

Nel mentre che da Kiev si formulano piani di pace oggettivamente IRRICEVIBILI (cioè, fatti apposta per ottenere un rifiuto dall'altra parte), mentre i media mainstream - in agguato come faine - saltano fuori a sottolineare al lettore come Mosca respinga ottusamente ogni offerta (...).
Il governo di Kiev gode di questo immenso vantaggio nella comunicazione da sempre: assai prolifico nel produrre "piani di pace" - dove non concede presso che NULLA alla controparte - si avvale poi dell'appoggio dei media globali i quali ipso facto capovolgono l'ordine delle cose, attribuendo tale schema truffaldino al Cremlino invece (l'imperativo è di far apparire Mosca irragionevole e Kiev ragionevolissima e aperta al dialogo).




Kaliningrad è accerchiata...

 



Kaliningrad è un'exclave russa geograficamente circondata da Stati membri dell'Unione Europea e della NATO. Si trova sul Mar Baltico ed è separata dal resto del territorio russo. In seguito alle tensioni e alle sanzioni per la guerra in Ucraina, lo spazio aereo europeo è chiuso ai voli russi e i collegamenti di transito terrestre attraverso la Lituania sono soggetti a rigidi controlli e limitazioni commerciali. L'area ospita la flotta russa del Baltico ed è un punto di forte tensione strategica e militare al confine con la NATO.

In generale, è importante sottolineare che l'attività dell'aviazione militare della NATO si è intensificata notevolmente nelle vicinanze di Kaliningrad.

In sole 24 ore, sopra i Paesi Baltici, hanno operato: l'aereo americano ARTEMIS II, e lungo il fianco orientale ha volato lo S102B Korpen svedese, una piattaforma specializzata per la raccolta di informazioni radioelettroniche (SIGINT/ELINT).

Contemporaneamente, erano in volo due aerei NATO MMF A330MRTT e un aereo cisterna americano KC-135. Tuttavia, le loro rotte, per il momento, si discostano notevolmente da quelle della settimana scorsa.

Successivamente, è entrato in azione il NATO01, un aereo di allerta rapida e controllo (E-3A AWACS). Dopo aver operato localmente nella zona di Gailenkirken, ha iniziato a spostarsi verso est e ha preso la rotta verso la Polonia.

Inoltre, secondo i dati disponibili pubblicamente, un aereo spagnolo A330 MRTT è arrivato a Żeșów. È importante notare che l'MRTT è una piattaforma multifunzionale, quindi questo volo potrebbe essere legato sia al rifornimento di carburante che a un normale compito di trasporto e logistica.

Al momento, sembra trattarsi di una combinazione di attività di ricognizione, addestramento, logistica e operazioni di rifornimento, parallelamente ai voli programmati verso Żeșów (in Ucraina). Tuttavia, ciò che conta non sono questi eventi, ma ciò che seguirà...



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

martedì 25 agosto 2026

Trieste. Sionismo e NATO tra Trimarium e IMEC...

 


Israele dentro fino al collo, dalla Porta del Mediterraneo nell'Albania dei Fenicotteri, in Grecia, e in Adriatico su fino a Trieste. 

Il porto franco internazionale di Trieste è nel mirino degli Stati Uniti e di Israele, in quanto snodo cruciale: vertice dell'iniziativa Trimarium e del corridoio IMEC. 

La Three Seas Iniciative mira a collegare tre mari (Baltico, Nero e Adriatico) in funzione antirussa, con lo scopo specifico di creare le infrastrutture necessarie alla logistica in una futura guerra contro Mosca. 

Il corridoio IMEC mira a costruire la via del Cotone, rotta alternativa alla via della Seta, che mira a contenere la Cina e a scardinare i BRICS inasprendo i rapporti tra Pechino e Nuova Delhi. 

Il porto di Trieste sarebbe la porta all'Europa centrale dell'India e dei Paesi Arabi e sarebbe collegato direttamente al porto di Haifa, anche in funzione anti-Turca. 

Poiché queste iniziative innescherebbero dinamiche di guerra e di militarizzazione che snaturerebbero lo status di porto franco internazionale demilitarizzato, a Trieste si è creato un comitato cittadino contro la guerra, che da mesi conduce attività di sensibilizzazione. 

Assieme a Tito Detoni del comitato IMEC di Trieste e a Lorenzo Maria Pacini abbiamo analizzato le modifiche che sta subendo lo status del porto franco di Trieste a causa della guerra e della progressiva militarizzazione, nell'attuale contesto geopolitico

Comitato No IMEC: comitatonoimec@yahoo.com 


Video collegato: https://www.youtube.com/watch?v=5O2t7uzm85o  - su segnalazione di J.E.


Iniziativa in sintonia: 

Il 26 agosto 2026, ore 18-20, presidio piazza Capranica/Montecitorio a Roma.  Un breve braccio di mare ci separa dalla Palestina.  Con il memorandum d'Intesa Italia-Israele, con l'invio di armi, con le collaborazioni commerciali, tecnologiche, accademiche, sportive, con l'ospitalità ai soldati dell'esercito israeliano  è come se i missili che ammazzano i bambini palestinesi perché osano attraversare con degli aquiloni il confine loro imposto partissero da qui.  Presidiamo gli spazi pubblici, opponiamoci al ruolo di alleati dei carnefici!   Continuiamo a dire NO, pretendiamo sanzioni e cessazione immediata dell'invio di armi a Israele!

Info: palombo.marco57@gmail.com

lunedì 24 agosto 2026

Russia e India consolidano il loro rapporto di amicizia e collaborazione...

 


Durante il recente incontro a Mosca con il ministro degli Esteri indiano, Subrahmanyam Jaishankar, il presidente russo Vladimir Putin ha confermato il trend positivo dei rapporti bilaterali. I rapporti tra Russia e India restano stretti e pragmatici, trainati da forti interessi energetici e commerciali.

Russia e India mantengono ottimi rapporti fondati su una partnership strategica privilegiata di lunga data. Nonostante le pressioni internazionali, Nuova Delhi continua a importare grandi quantità di petrolio russo a prezzo scontato e Mosca resta il principale fornitore di armamenti e attrezzature militari per l'India.

 L'India acquista ingenti volumi di greggio russo, consolidando un interscambio commerciale in forte crescita con l'obiettivo di raggiungere i 100 miliardi di dollari entro il 2030.  Entrambi i Paesi promuovono un ordine globale multipolare e collaborano attivamente all'interno dei BRICS.

La Russia e l'India continuano a collaborare praticamente in tutti i settori: la Russia è pronta ad aumentare le forniture di fertilizzanti per soddisfare il fabbisogno agricolo del Paese. Lo ha annunciato Vladimir Putin.  Il leader russo ha inoltre sottolineato l'intenzione di incrementare gli scambi commerciali tra i due Paesi nel 2026.

Putin ha anche chiesto  al ministro degli Esteri dell'India, Subrahmanyam Jaishankar, in visita a Mosca,   che i suoi migliori auguri vengano trasmessi a Modi: "Vorrei chiederle di trasmettere i miei migliori auguri al signor Modi. Spero di incontrarlo presto, come previsto, nell'ambito dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai", ha dichiarato il capo di Stato russo.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegato:  Come India e Russia Mantengono la Loro Storica Alleanza:    https://www.youtube.com/watch?v=gSZkZpvzGDY

domenica 23 agosto 2026

Nuovi passetti del regime ucraino verso l'estinzione della stirpe ucraina...

 


Secondo Roman Kostenko, segretario della Commissione per la Sicurezza Nazionale della Rada ucraina, il Ministero della Difesa sta preparando delle modifiche all'età per la leva obbligatoria. "Saranno introdotte alcune misure radicali",  ha detto.

In Ucraina  si discute se rendere la coscrizione obbligatoria anche per le donne mentre  si abbassa l'età per la leva maschile, da 22 anni addirittura a 18 (avvicinandosi così al livello dell'arruolamento coatto della Germania nazista nel 1945).  Ma tutto ciò non darebbe all'esercito di zelensky la possibilità di recuperare le perdite, dato che questa categoria di uomini è la più sparuta (i giovani scarseggiano). D'altra parte, la tensione sociale tra gli ucraini, se questa decisione venisse attuata, potrebbe facilmente portare a rivolte sparse e a un aumento delle vittime tra i dipendenti del TCC.

Il culto di Zelensky esige sangue, mentre tutti gli amici del giaguaro (gli europei) si godono lo spettacolo terribile, ma pur sempre uno spettacolo. Baal esige sacrifici, e l'umile esercito ucraino deve placarlo.

Intanto continua la pubblicazione online di video che mostrano cittadini ucraini, fermati per strada e  scortati verso unità militari ammanettati e sotto scorta e celermente inviati al fronte (per il sacrificio finale).

Il druido Macron offre il suo obolo alla continuazione della carneficina ed  ha annunciato un aumento del sostegno militare all'Ucraina. Dopo un colloquio con Zelensky, Parigi invierà a Kiev ulteriori missili  e continuerà la collaborazione nel settore dell'antiaerea.  Macron ha inoltre invitato altri Paesi europei a unirsi agli sforzi di fornitura.



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)



Video collegato: Nicolai Lilin. L’ORRORE UCRAINO: https://www.youtube.com/watch?v=ZKp_omU6NuM






sabato 22 agosto 2026

Recenti dichiarazioni di Vladimir Putin sul conflitto in Ucraina...

 



* Non poteva e non si è verificato alcun cambiamento significativo a seguito degli attacchi ucraini contro la Russia. Il risultato finale per il nemico si è rivelato esattamente l'opposto di quanto previsto;

* Kiev stessa ha "aperto la scatola di Pandora" iniziando gli attacchi contro gli obiettivi economici;

* La risposta  degli attacchi russi all'Ucraina è la conseguenza di un'ennesima avventura di Kiev e dei suoi sponsor occidentali;

* Le proposte di "armistizio" che ci vengono presentate sono  di natura esotica e inaccettabili;

* Conseguentemente le forze armate russe stanno risolvendo con sicurezza i compiti dell'operazione militare speciale;

* La Russia è pronta a un dialogo sulla pace con l'Ucraina solo sulla base delle realtà sul campo;

 * L'economia ucraina è in una situazione precaria, così come l'agricoltura ucraina. Comunque non ci sarà una carenza di prodotti alimentari sul mercato mondiale a causa degli attacchi russi ai porti dell'Ucraina;

* Non permetteremo al nemico di sabotare le elezioni della Duma di settembre in Russia.


L'integrazione di  Sergej  Lavrov  nella sessione plenaria del secondo giorno del XXIII congresso di "Russia Unita":  "Non ci sono interlocutori con cui negoziare nell'attuale Europa. I tentativi dell'Occidente di sabotare le elezioni statali della Duma di settembre si intensificheranno, ma la possibilità di successo di tali azioni è pari a zero. La Russia riceve tempestivamente informazioni sui tentativi di sabotare il voto alla Duma all'estero, e tali tentativi saranno fermati fin dalle loro radici..."




Video di Nicolai Lilin collegato:  L’ORRORE UCRAINO: https://www.youtube.com/watch?v=ZKp_omU6NuM





La profezia di Dostoevskij si sta avverando...?

 


Recenti inchieste parallele condotte dal «Sunday Times» e dalla «Bbc» documentano l’impiego di droni di fabbricazione britannica negli attacchi ucraini che hanno colpito obiettivi nelle profondità della Russia, tra cui le raffinerie di Volgograd e Yaroslavl’ e i magazzini di Wildberries. 

Pochi giorni prima, il «Financial Times» aveva esaltato l’apporto fondamentale fornito da Stati Uniti e Francia allo sforzo ucraino finalizzato a mappare i dispiegamenti dei sistemi di difesa aerea russi, nel contesto di una profonda revisione della campagna militare basata sull’impiego dei droni e intesa a disarticolare l’industria energetica russa, «passando da attacchi indiscriminati alle raffinerie a raid più mirati su componenti critiche e difficilmente rimpiazzabili» individuate direttamente dai servizi di intelligence di Washington e Parigi. 

Il ruolo degli ucraini si limiterebbe de facto all’esecuzione tecnica delle operazioni, che approdano alla fase esecutiva grazie anche al contributo fondamentale garantito da aziende statunitensi formalmente private come Space-X e Palantir.

Segno che i Paesi occidentali si sono spinti ben oltre la mera “assistenza” allo sforzo bellico sostenuto dall’Ucraina, collocandosi in una posizione pericolosamente ambigua che rasenta la partecipazione diretta.

Oltre che dell’ingentissima fornitura di armi, munizioni e finanziamenti a beneficio di Kiev, tracciata con dovizia di particolari dal Kiel Institut, le nazioni cardine della Nato si occupano di pianificazione, targeting e Intelligence, Surveillance and Reconnaissance (Isr) nell’ambito di un sistema operativo fortemente integrato che costituisce de facto una componente imprescindibile dell’architettura militare ucraina.

Il discorso si applica soprattutto agli Stati Uniti, che secondo un’analisi condotta dal Center for Strategic and International Studies (Csis) «sono stati integrati nella kill chain ucraina, ovvero il processo di identificazione, tracciamento ed eliminazione degli obiettivi basato sull’impiego di una combinazione di sensori e piattaforme».

Stesso discorso vale per la Gran Bretagna, chiamata apertamente in causa dal ministro degli Esteri Lavrov che ha rivendicato «il diritto della Russia di qualificarne il coinvolgimento negli attacchi contro in nostro territorio come partecipazione a una guerra, con tutte le conseguenze che ne deriveranno».

Giacomo Gabellini



Video collegato, con Roberto Buffagni:     https://www.youtube.com/watch?v=7g1ZWq4ATvc