sabato 28 marzo 2026

Medio Oriente. Uffah, che strazio...!

 


Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato un terzo attacco contro la centrale nucleare iraniana di Bushehr.  Secondo i dati disponibili, la centrale non ha subito gravi danni, stando a quanto riportato dall'Organizzazione per l'Energia Atomica (AEOI).

Gli Houthi hanno annunciato ufficialmente che entreranno direttamente in guerra se si verificherà una delle tre seguenti condizioni:
1. Se l'aggressione contro l'Iran e l'Asse della Resistenza dovesse continuare.
2. Se un qualsiasi altro Paese si unisse direttamente agli Stati Uniti e a Israele nell'attaccare l'Iran.
3. Se il Mar Rosso venisse utilizzato per attaccare l'Iran.
In questo caso, gli Houthi riprenderanno la loro consolidata pratica di bombardare Israele e attaccare navi e imbarcazioni nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab el-Mandeb. Bombarderanno anche qualsiasi Paese del Golfo Persico che si unisca all'attacco contro l'Iran.

L'Iran, in segno di buona volontà,  ha annunciato che consentirà il transito attraverso lo Stretto di Hormuz alle navi che trasportano aiuti umanitari. L'Iran continua a dimostrare la sua intenzione di punire chi lo ha attaccato ma si impegna a risolvere pragmaticamente la questione del transito sicuro attraverso lo stretto con paesi neutrali e amici.


Donald Trump, comunque, si aspetta che l'Iran risponda al suo ultimatum, ovvero: resa senza condizioni, come indicato dagli inviati Witkoff e
Kushner. Gli iraniani hanno già espresso in passato le loro richieste agli Stati Uniti, indicando -tra l'altro- che preferirebbero trattare con il vice-presidente Vance, poiché gli altri due non hanno cariche istituzionali (ed inoltre sono "di parte").  

L'Iran ha poi avvertito che, in caso di invasione di terra da parte USA, chiuderà completamente lo Stretto di Hormuz e si riserva il diritto di rappresaglia, il che  implica il dispiegamento di truppe iraniane negli stati confinanti utilizzati dagli Stati Uniti.

In Siria, intanto,  bande armate di islamisti radicali hanno attaccato la città cristiana di Skalbiya nella parte occidentale della provincia di Hama. Queste bande si sono infiltrate nella città e stanno sparando a caso (
"ndo cojo cojo"). L'attacco è stato lanciato dai villaggi sunniti vicini a Skalbiya.



Ultime dichiarazione di Donald Trump:
"Siamo più vicini che mai all'ascesa del Medio Oriente, finalmente si libererà dall'aggressione iraniana.
Abbiamo armi di cui nessuno conosce nemmeno l'esistenza, tranne pochi di noi.
Ci rimangono ancora 3.554 obiettivi (in Iran), e li distruggeremo a breve. Abbiamo messo fuori uso il 97% delle piattaforme di lancio.
Cuba è la prossima da sitemare. Ma fingete per favore che non l'abbia detto"...

Malgrado le minacce da Capitan Fracassa  di Trump,  la Russia cerca di mediare per trovare una soluzione diplomatica. Secondo quanto riportato dal Ministero degli Esteri russo, Lavrov e Araghchi hanno discusso telefonicamente delle prospettive di una soluzione politica e diplomatica del conflitto con l'Iran.



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

venerdì 27 marzo 2026

Mosse e mossette per incrementare la guerra in Iran...

 


Trump e Netanyahu  stanno  valutando un'escalation del conflitto contro l'Iran ma tutte le opzioni  comportano seri rischi.

I piani militari prevedono l'invio di truppe per conquistare obiettivi chiave, come impianti nucleari o infrastrutture petrolifere, ma queste operazioni potrebbero causare pesanti perdite e non porre fine alla guerra.

Molti funzionari ritengono che un'ulteriore escalation richiederebbe l'impiego di forze di terra, ma ciò potrebbe innescare un conflitto più ampio, con attacchi a infrastrutture energetiche e rotte marittime.  

L'Ucraina si prepara ad intervenire (a pagamento) contro l'Iran per conto dell'Arabia Saudita. Zelensky ha dichiarato che Kiev è pronta a condividere esperienze e sistemi anti droni:  "Prima del nostro incontro con il Principe ereditario dell'Arabia Saudita, Mohammed bin Salman Al Saud, è stato firmato un documento appropriato. Questo getta le basi per ulteriori contratti di cooperazione tecnologica e investimenti e rafforza il ruolo internazionale dell'Ucraina come donatore di sicurezza (a pagamento s'intende)"

Intanto anche in  Israele cresce il bisogno di aiuto, per la grave carenza di soldati, soprattutto nel contesto della guerra in corso.  Alcuni membri del partito Yesh Atid hanno inviato una lettera al Presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa della Knesset, Boaz Bismuth, chiedendo una riunione d'emergenza per discutere le modalità di ampliamento delle file dell'IDF.  


Comunque Israele può sempre ricorrere all'aiuto gratuito americano e non solo per armi e bagagli.  L'ex ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant sostiene che gli Stati Uniti debbano intervenire con truppe di terra.  Riconosce che l'operazione sarà su vasta scala, richiede l'impiego di numerosi soldati, un costante supporto aereo e navale e comporterà  sicuramente perdite umane, ma crede  che il rischio valga la pena di essere corso. D'altronde il peso di questo rischio ricadrà sui soldati americani.




(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

Un po' di politica "di casa nostra"...

 

Eh mo'...?

Vedendo una rassegna stampa mi è apparso chiaro come il cambio di Gasparri con Craxi abbia come primo effetto evidente una posizione di FI Italia molto più critica con Trump e tutto il finto "sovranismo". 

Stefania Craxi si interessa di politica estera, la Berlusconi era già stata molto critica con Trump sui dazi, "distrugge l'occidente", Tajani in FI è stato ridimensionato.

Visto che siamo in tempi di guerra assai poco prevedibili, con conseguenze economiche peggiori di quello che viene detto e questo giudizio è anche di Lagarde e Confindustria,  non sono escluse maggioranze tecniche nel medio periodo ed è  sicuro che sarà subito più evidente la convergenza di opinioni filo atlantiche tra Riformisti PD, Renzi, Azione, e la nuova FI.

Insomma il cambio di capogruppo al Senato è più importante di quanto sembra e riguarda anche il centrosinistra e quindi il suo "pacifismo"(Arci, AVS, M5S, e centri sociali contigui). 

Pacifismo che deve essere indipendente, radicale e non subalterno alla politica, ma sappiamo che non è così...

Marco Palombo





Notizie dal Mainstream: 

"Dopo le dimissioni del sottosegretario Delmastro, del capo di Gabinetto di Nordio, Giusi Bartolozzi, e quelle, sofferte, della ministra del Turismo Daniela Santanchè, arriva anche un avvicendamento dentro FI. Dopo la lettera di 14 senatori su 20 che ne chiedevano le dimissioni,  ha lasciato il posto di capogruppo al Senato Maurizio Gasparri.  Al suo posto Stefania Craxi, una scelta benedetta da Marina Berlusconi. Da parte di Marina Berlusconi restano però "immutati" la stima e il sostegno nei confronti del segretario Antonio Tajani..." (Sky News)

"L’economia non aiuterà Meloni a ricostruire un’immagine da leader vincente che lei stessa ha distrutto con la sconfitta al referendum sulla giustizia. Anzi, minaccia di metterla sulla graticola nel prossimo anno.   Una vipera ha iniettato il veleno nel corpo di un’economia già in stagnazione. Ora, si parla di recessione..." (Il Manifesto)

"Come in uno specchio deformato, il volto di Giorgia Meloni trasfigura. Da premier inossidabile e quasi invincibile, ad anatra zoppa, guida insicura e affannosa di un governo che giace immobile perché tutto ciò che è stato costruito sta cadendo a pezzi. La politica estera tutta da ribaltare e riscrivere dopo il conto salato del fidanzamento con Donald Trump..." (Il Fatto Quotidiano)


Inciucio fatidico



giovedì 26 marzo 2026

La vittoria dell’Iran, l’exit strategy e la Cina...

 



Trump sta perdendo la guerra e vorrebbe disperatamente trattare con l’Iran per salvare deretano ed impero del dollaroSi è rimangiato l’ultimatum e annuncia trattative ad cazzum ma non sta delirando, sta facendo speculare la sua cricca in borsa col petrolio e tentando di seminare zizzania politica a Teheran. Vorrebbe un varco per uscire dall’angolo
Negli Stati Uniti la benzina corre verso la soglia psicologica dei 10 dollari al litro mentre i supermercati rialzano i prezzi sugli scaffali ogni mezzora e alle casse i consumatori bestemmiano invece di salutare. E siamo solo all’inizio.
Dallo Stretto non passano le petroliere americane e sioniste e dei loro alleati mentre alle altre basta che paghino in yuan, è la fine dei petrodollari che può portare a quella del dollaro anche come mezzo di ricatto politico e l’inizio dell’era cinese.

Mutamenti storici e buone notizie da scovare aggirando la censura della cricca mainstream.
Se a livello politico Trump è un uomo morto che cammina e parla pure, militarmente è messo ancora peggio.
I soldati americani rumoreggiano di non voler morire per Israele mentre quelli iraniani scalpitano.
Gli analisti militari americani definiscono l’invasione dell’Iran infattibile coi mezzi a disposizione oggi, servirebbero uomini e risorse e anche tempo che non hanno anche perché la catastrofe economica è dietro l’angolo.L’Iran ha poi prodotto in casa missili e droni più avanzati di quelli occidentali e che rendono i vecchi eserciti obsoleti, ha due milioni di soldati pronti e altri novanta a casa a fare il tifo, si spreme poi le meningi da decenni per questo scontro specifico e la morfologia del territorio complica dannatamente il tutto.
Altro che Vietnam, gli americani rischiano di venire impallinati prima ancora di appoggiare gli anfibi in Persia. Poi c’è Israele che ogni giorno assomiglia sempre più alla Palestina, sia per le macerie che per il morale popolare coi politicanti sionisti che dai bunker vaneggiano di attacchi e invasioni e vittorie bibliche mentre dal cielo piomba di tutto e il loro progetto coloniale non è mai stato così a rischio.
Anche a loro converrebbe trattare, il problemino è che non sanno cosa significhi e solo di recente hanno pugnalato gli iraniani alle spalle per ben due volte a trattative in corso. Se la parola di Trump vale zero al quoto, la loro ancora meno.
E poi all’Iran non conviene una tregua ma sradicare le ragioni del conflitto. Pretendere la fine della persecuzione occidentale, che gli americani smammino dal Golfo, che gli sceicchi ritrovino un minimo di dignità e ridurre i sionisti come i palestinesi in modo che possano finalmente provare un pochino di empatia e ricominciare tutto da capo.
Del resto la guerra l’ha scatenata Israele per conquistare l’egemonia regionale e se la perde l’egemonia passa all’Iran che pretenderà legittimamente di imporre le sue condizioni. Anche tatticamente all’Iran non conviene la tregua.
 
Trump è un coniglio che si crede un leone e un demente che si crede un genioUn presidente ormai screditato anche all’estero e detestato dai suoi cittadini mai così contrari ad una guerra ed economicamente vulnerabili e quindi carpe diem.
Quanto ad Israele è reduce da anni di guerra totale col paese anche socialmente allo stremo vittima di una fanatismo che persiste a trascinarlo nell’autolesionistico vicolo cieco dei bombardamenti a tappeto e della vile decapitazione dei nemici.
All’Iran conviene combattere tenendo Trump e sionisti all’angolo fino a farli cedere anche perché non hanno nulla da perdere visto che i loro aggressori puntano alla distruzione della loro Repubblica islamica.
Già, la migliore exit strategy per Trump sarebbe la resa vantandosi sui social della grande vittoria, il problemino è che l’Iran pretende condizioni che significherebbero la fine dell’impero del dollaro, un rospo davvero duro da ingoiare per Washington. 
Poi c’è la grana sionista, quei fanatici pur di non arrendersi potrebbero ricorrere all’atomica oppure finite le bombe mettersi a lanciare sassi per completare la metamorfosi palestinese e magari impallinare il presidente per evitare lo smarcamento degli utili idioti a stelle e strisce. Che le due parti in conflitto scendano a patti è quindi per il momento difficile, al massimo potrebbe provare l’impresa un mediatore ma autorevole ai livelli della Russia o meglio ancora della Cina promuovendo una conferenza internazionale per svoltare l’angolo ma non appena sono chiari i nuovi rapporti di forza.

Se prevalgono americani e sionisti l’intero Medioriente diventerà una Palestina, se invece prevarrà l’Iran si libererà dalla persecuzione occidentale, gli sceicchi degli emirati si libereranno dalla depravazione turbocapitalista e libanesi e palestinesi si libereranno dalle angherie sioniste.
Mutamenti storici e buone notizie da scovare aggirando la censura della cricca mainstream.
Una nuova era per l’intera Asia Occidentale che rifletterà un nuovo mondo multipolare con la Cina unica vera grande potenza sulla scena".
Tommaso Merlo


Nello spazio la Russia è più "vicina"...?

 


Le guerre, lo sappiamo, sono un formidabile acceleratore tecnologico e decisionale. E così il 23 marzo Bjuro 1440, una compagnia privata russa, ha messo in orbita con un razzo Soyuz 2.1b lanciato dal cosmodromo di Plesetsk i primi 16 satelliti del sistema Rassvet-3, prontamente ribattezzato lo "Starlink russo", che vanno ad aggiungersi ai 3 Rassvet-1 e ai 3 Rassvet-2 di prova messi in orbita precedentemente.

È prevista la messa in orbita bassa di più di 250 satelliti entro il 2027 per creare una rete internet satellitare a banda larga che nel 2035 dovrebbe contarne circa 900. Bjuro 1440 si avvia quindi a soppiantare (o integrare?) il progetto governativo "Sfera", la costellazione satellitare che prevede entro il 2030 la messa in orbita di 640 satelliti di vario tipo, destinati non solo alle telecomunicazioni.
La cosa importante, e sgradevole, dell'intera faccenda non è però tecnologica (si tratta in fin dei conti di colmare un ritardo, non di produrre qualcosa di nuovo) ma politica. Vuol dire che la leadership russa ha preso atto che il conflitto con l'Occidente continuerà sul medio-lungo periodo, al di là della questione ucraina, e che non è più possibile farsi illusioni di mantenere in piedi comunicazioni e social all'interno del paese e addirittura per scopi militari utilizzando prodotti statunitensi o comunque non russi. In questo senso vanno considerate le strette sui sistemi tipo Telegram e Whatsapp, che nelle intenzioni governative devono sparire per essere sostituiti da Max, la piattaforma di messaggistica ed e-commerce del social VKontakte.

Anche la Russia si avvia dunque sulla strada della rete internet autarchica su modello cinese, a testimonianza di uno strappo culturale che non sembra risolvibile in breve tempo e che farà male a noi e a loro. Ma questo, pare, è il mondo in cui ci toccherà di vivere.

Francesco Dall'Aglio




Commenti a latere:

L'ex presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker si è espresso a favore della normalizzazione delle relazioni con la Russia.  "Ho sempre creduto che non possiamo cambiare la geografia dell'Europa. La Russia è nostra vicina...", ha dichiarato in un'intervista al quotidiano Handelsblatt.

Il direttore del FSB russo, Alexander Bortnikov:  "I britannici coordinano i servizi segreti ucraini, influenzando le loro azioni e trasmettendo indicazioni di obiettivi". Praticamente sono parte attiva contro la Russia. 

Lorenzo Gianoli scrive: "C'è anche un altro tema importante, secondo me, dare "capacità satellitari" (connettività e intelligence) a paesi privi di satelliti, eventualmente in maniera ufficiosa, con una società privata (che tanto privata non è). Cosa mostrano le guerre recenti? Che ponendo insieme "capacità satellitari", droni e missili, un paese si può difendere in maniera efficace. Se poi dispone pure di armi nucleari è inespugnabile. Quello che è successo in Venezuela (oscuramento, niente droni e niente missili attivi) è stata una grande lezione. Come Cina e Russia, che non sono in grado di proiettare forza ovunque, possono proteggere chiunque? E qui interviene la grande lezione iraniana. Al netto del fatto che ormai non ci si può più fidare di piattaforme condivise ma controllate dall'occidente, vedasi Swift o Euroclear."

mercoledì 25 marzo 2026

Medio Oriente. E' possibile una risoluzione del conflitto...?

 

 Forse la Turchia ha capito da che parte stare in Medio Oriente

martedì 24 marzo 2026

Medio Oriente. Trattative o guerra?