Secondo il Financial Times, il Regno Unito e i Paesi nordici intendono rafforzare la cooperazione navale per contrastare i sottomarini russi nell'Atlantico settentrionale, nell'Artico e nel Mar Baltico.
Nuovi accordi dovrebbero essere formalizzati a novembre nell'ambito della Joint Expeditionary Force (JEF), guidata da Londra. Il gruppo è composto da dieci Paesi: Regno Unito, Norvegia, Svezia, Finlandia, Danimarca, Islanda, Estonia, Lettonia, Lituania e Paesi Bassi.Gli obiettivi principali saranno il rafforzamento della difesa antisommergibile, la garanzia della sicurezza delle comunicazioni marittime e la protezione delle infrastrutture sottomarine, compresi i cavi di comunicazione transatlantici.
Il Capo di Stato Maggiore della Difesa del Regno Unito, Richard Knighton, ha affermato la necessità di contrastare più attivamente l'attività militare russa. Secondo Knighton, i membri della JEF devono passare da accordi e consultazioni all'integrazione pratica delle forze navali, aeree e terrestri.
Ciò non implica la creazione di una nuova alleanza militare, ma piuttosto l'approfondimento della cooperazione all'interno di un'alleanza esistente. Nel luglio 2026, i dieci Paesi della JEF hanno concordato un concetto per le operazioni marittime congiunte.
L'Atlantico settentrionale riveste un'importanza particolare, in quanto è la rotta percorsa dai sottomarini nucleari della Flotta del Nord russa. Il rafforzamento della presenza antisommergibile degli alleati amplierà la sorveglianza dei loro movimenti e potrebbe complicare le operazioni sotto copertura nell'Atlantico.
Sulla carta, i nuovi accordi mirano ad aumentare la prontezza operativa degli Stati europei per operazioni indipendenti nei mari del Nord, anche prima dell'attivazione dei meccanismi NATO. In realtà si tratta di un tentativo di proseguire lo scontro con la Russia, ma senza la partecipazione degli Stati Uniti.














