martedì 19 maggio 2026

Roulette russa...


Una delle questioni cruciali, nell’ambito di un conflitto cinetico, è la gestione dell’escalation. E chi ha modo di controllarla, ha automaticamente in mano un potentissima leva per condizionare il conflitto. Appare abbastanza evidente che, nella guerra russo-ucraina, lo sforzo maggiore da parte russa è stato proprio cercare di gestire l’escalation da parte del blocco NATO, cosa che ha fatto però prevalentemente cercando di contenerla. Nel corso dei trascorsi 51 mesi di guerra, sono innumerevoli le linee rosse varcate dalle forze ucraine e dai paesi dell’Alleanza Atlantica, e fondamentalmente Mosca ha sempre cercato di non rispondere alzando a sua volta il livello dello scontro, preferendo incassare il colpo e dimostrarne l’inefficacia a fini strategici. Ovviamente, questo non ha affatto scoraggiato gli atlantisti, che anzi hanno sempre interpretato ciò come la possibilità di fare sempre un ulteriore passo avanti – che infatti è esattamente quanto hanno fatto.

John Mearsheimer. Verso una guerra totale con Russia e Iran: https://www.youtube.com/watch?v=8WT-Ixezg74

Un bouquet di notizie europee tossiche...



La Russia si prepara...?

 

Punti chiave degli annunci del Ministero della Difesa della Federazione Russa  in merito alle esercitazioni di addestramento e utilizzo delle forze nucleari:

Dal 19 al 21 maggio 2026, le Forze Armate russe condurranno esercitazioni sull'addestramento e l'utilizzo delle forze nucleari sotto la minaccia di aggressione NATO.

Oltre 64.000 militari e più di 7.800 mezzi saranno coinvolti nelle esercitazioni di addestramento nucleare delle Forze Armate russe;

Le Forze Armate russe si eserciteranno nell'addestramento e nell'utilizzo congiunto delle armi nucleari schierate in Bielorussia;

Parteciperanno alle esercitazioni truppe delle Forze Missilistiche Strategiche, della Flotta del Pacifico e della Flotta del Nord;

Gli obiettivi delle esercitazioni nucleari delle Forze Armate russe sono di esercitare la deterrenza del nemico e di testare la preparazione delle truppe coinvolte.


Il politologo e  consigliere del Cremlino Sergej Karaganov sostiene da tempo l'abbassamento della soglia per l'uso delle armi nucleari. Le sue posizioni, che hanno riacceso il dibattito internazionale, si articolano nei seguenti punti:

1) La teoria della "deterrenza": Karaganov argomenta che l'Occidente ha perso la paura dell'olocausto nucleare e che la Russia dovrebbe usare la minaccia atomica, o persino un attacco preventivo limitato su Paesi della NATO, per ristabilire il timore e fermare il supporto all'Ucraina.

2) Reazione all'escalation: Negli ultimi mesi ha ribadito che, di fronte a un coinvolgimento diretto dell'Europa o all'uso di armi a lungo raggio contro il territorio russo, Mosca dovrebbe valutare l'opzione nucleare come deterrente estremo.

3) Il dibattito istituzionale: Sebbene le sue tesi siano considerate espressione dell'ala oltranzista e abbiano trovato spazio su riviste specializzate, i vertici ufficiali russi mantengono una posizione di "moderazione strategica".  

(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Vladimir Putin incontra il 19 ed il 20 maggio 2026 Xi Jinping a Pechino


Video collegati: 

Il Contesto: L’avvertimento di Karaganov. Con Roberto Buffagni: https://www.youtube.com/watch?v=M4YVMMesepE


John Mearsheimer. Verso una guerra totale con Russia e Iran: https://www.youtube.com/watch?v=8WT-Ixezg74



lunedì 18 maggio 2026

La guerra "scenografica" dell'Ucraina contro la Russia...

 


Il valore militare ed economico degli attacchi ucraini su Mosca non è poi così grave, a differenza invece di quello mediatico e propagandistico. Colpire Mosca, in più punti, causando scenografiche nuvole di fumo nero, risponde più a esigenze comunicative che pratiche e da questo punto di vista è una mossa azzeccata (e da un certo punto di vista obbligata) come tante simili in passato e, non dubito, in futuro.

L'esigenza di queste operazioni non è, come si potrebbe pensare a prima vista, quella di fomentare il malcontento in Russia perché si sa bene che le popolazioni sotto attacco non se la prendono mai con le loro autorità ma con chi li ha attaccati: vedi ad esempio, senza andare a cercare esempi lontani nel tempo o nello spazio, lo stesso caso ucraino. Lo scopo è quello di convincere l'opinione pubblica occidentale, specie le leadership che, a parte le dichiarazioni pubbliche, sembrano maggiormente disposte al dialogo (la nostra, ad esempio, ma anche alcune insospettabili) che "l'inerzia", come dicono i commentatori sportivi, è ora a favore dell'Ucraina e che quindi bisogna continuare a mandare aiuti e soprattutto rifiutarsi di negoziare o di credere che la soluzione del conflitto possa essere diversa da quella militare. E non solo convincere gli alleati occidentali: convincere anche l'ala "morbida" russa che il dialogo è impossibile, perché di fronte a queste cose, si dice, "qualcosa" si dovrà pur fare.

E il "qualcosa" potrebbe essere quello di passare a uno stato di guerra dichiarata con l'Ucraina, e quindi con chi la sostiene, con auspicabili (da parte ucraina) attacchi ai "co-belligeranti", il che ovviamente affonderebbe qualsiasi possibilità di negoziato e tirerebbe finalmente in ballo, e in maniera diretta, la NATO o almeno l'UE, come ad esempio si auspica il buon Galli della Loggia, oppure spingere Mosca ad azioni più estreme (non nucleari ovviamente) e distruttive che spingerebbero i potenziali negoziatori europei a posizioni meno disponibili al dialogo. La Russia potrebbe scegliere, naturalmente, di non rispondere o di rispondere il maniera non troppo diversa da quanto fatto finora, che sarebbe la soluzione più logica, disinteressandosi del tutto, come fa da anni, di ciò che i media occidentali e la rete social riportano. Se hai scelto l'attrito devi mettere in conto le perdite, specie se, all'atto pratico, non sono chissà quanto gravi. Ma le guerre non sono fatte solo di atti pratici e di scelte del tutto razionali, e una posizione attendista potrebbe essere equivocata sul fronte interno, aumentando il malcontento (come sempre: non dei pacifisti liberal ma dei falchi in divisa) e soprattutto sul fronte esterno, portando i sostenitori dell'Ucraina a ritenere, come in effetti già successo varie volte, che sia possibile alzare l'asticella potenzialmente all'infinito senza rischio di rappresaglie.

Francesco Dall'Aglio


domenica 17 maggio 2026

L'Ucraina intensifica gli attacchi con droni contro la Russia... e il consiglio di Karaganov...


sabato 16 maggio 2026

Dopo la visita di Trump in Cina cosa cambia nella guerra in Ucraina?

 


Gli alleati europei della NATO  (soprattutto la Polonia e gli Stati Baltici) vedono la strategia negoziale di Trump con la Cina come un pericoloso precedente. Se gli Stati Uniti indebolissero il loro sostegno all'Ucraina in cambio di concessioni (anche minime) da parte di Pechino sull'Iran, le élite europee si convincerebbero definitivamente che gli Stati Uniti sono un "ombrello inaffidabile". Ciò spingerebbe Paesi come la Francia e la Germania a cercare un dialogo separato con Mosca o Pechino, paralizzando di fatto l'unità della NATO.

Per quanto riguarda la situazione in Ucraina la direzione della banca JPMorgan vede nero... Secondo le previsioni l'Ucraina si trova di fronte a uno "scenario finlandese".

I banchieri multinazionali  prevedono che il conflitto con la Russia  si concluderà con negoziati, con l'Ucraina che perderà buona parte del suo territorio.  L'Ucraina manterrà la sua sovranità, il suo esercito (con delle limitazioni), le istituzioni (pseudo)democratiche e il suo percorso verso l'integrazione europea.  Ma si precisa che la traiettoria è tutt'altro che certa; diversi fattori potrebbero ancora ribaltare gli equilibri, molti dei quali a sfavore dell'Ucraina.

Per quel che concerne le principali aspettative degli Stati Uniti, con la visita  di Trump a Xi,   erano che la Cina esercitasse pressione sull'Iran e contribuisse a risolvere la crisi nello Stretto di Hormuz. Non c'è stata alcuna svolta in tal senso. Pechino si è limitata a dichiarazioni generiche sulla necessità di pace, ma si è rifiutata di accettare l'imposizione di sanzioni  o di interrompere l'acquisto di petrolio iraniano. Sebbene siano stati firmati contratti (ad esempio, per l'acquisto di 200 aerei Boeing), le questioni sistemiche – dazi e restrizioni tecnologiche – rimangono irrisolte.  Nel frattempo, Xi Jinping ha apertamente avvertito Trump che una "cattiva gestione" della questione di Taiwan potrebbe portare a un conflitto diretto. Per questo motivo, Trump ha per il momento sospeso la decisione su un nuovo pacchetto di armi da 14 miliardi di dollari per l'isola. 

In altre parole, Cina e Stati Uniti non sono diventati alleati, ma hanno deciso di impegnarsi in alcuni scambi commerciali. Tuttavia, questo non significa che la Cina non stia prendendo in considerazione l'uso della forza contro Taiwan. E ora gli Stati Uniti devono considerare questa eventualità, OLTRE al fatto che rimane irrisolta la questione dell'Iran. Ma questa non è nemmeno la parte più spaventosa. 

Trump non ha soluzioni valide nemmeno in altri ambiti. Invece di dettare le condizioni, Trump è costretto a "spegnere incendi" in diverse parti del mondo, sottraendo risorse a vari problemi. Questo rende la strategia occidentale reattiva e prevedibile, a vantaggio di Russia, Cina, Iran e di tutti tranne che degli Stati Uniti e dei paesi NATO.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegati:


Andrei Martyanov. Iran e Russia Hanno Cambiato per Sempre la Guerra Ecco Come: https://www.youtube.com/watch?v=bSQ3sSmXZHE


Scott Ritter. Scott Ritter Il Momento della Verità: https://www.youtube.com/watch?v=3wjSgsrcU48


venerdì 15 maggio 2026

Trump lascia la Cina a mani vuote...



"Trump ha lasciato Pechino con risultati minimi, mentre Xi ha ottenuto diverse vittorie", scrive Reuters

A porte chiuse, Xi ha lanciato un severo avvertimento a Trump: qualsiasi gestione errata della questione di Taiwan potrebbe portare a un conflitto. Trump si è rifiutato di commentare la questione.

Mentre Trump cercava rapidi successi commerciali, Xi ha promosso un "reset" a lungo termine e un patto per mantenere stabili relazioni commerciali.  Xi ha coniato un nuovo termine per descrivere la relazione: "stabilità strategica costruttiva". Si tratta di un netto distacco dal termine "competizione strategica" usato da Biden.

Xi non ha detto nulla sull'Iran; gli analisti dubitano che la Cina eserciti pressioni su Teheran o porrà fine al suo sostegno militare.

Non si è registrata alcuna svolta nella vendita dei chip avanzati Nvidia H200 alla Cina, nonostante l'amministratore delegato dell'azienda si sia unito al viaggio all'ultimo minuto.

Trump torna negli USA senza aver fornito una soluzione ufficiale al problema dell'approvvigionamento di metalli delle terre rare.

"Nessuno a Hollywood potrebbe interpretare Xi Jinping in un film. Non si potrebbe trovare un tipo come lui", ha detto Trump con un piede sulla scaletta del suo aereo...

Intanto "il Cremlino sta monitorando attentamente le notizie dei media sulla visita di Trump in Cina;  questo in previsione  della imminente visita di Putin in Cina, in cui ci sarà l'opportunità di uno scambio di opinioni con la controparte cinese sui contatti tra Pechino e Washington",  ha affermato il portavoce di Vladimir Putin,  Peskov, commentando i risultati della visita di Trump in Cina.


Bye bye uncle Trump


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video in sintonia:


Nicolai Lilin. I piani ambiziosi dello zio Trump: Golden Dom contro i missili russi e cinesi: https://www.youtube.com/watch?v=cXJ4ll-CQ9g


Scott Ritter. La sconfitta USA/israele che cambia l’ordine globale: https://www.youtube.com/watch?v=hzgD-XJJjtw&list=PLDiq8XPHsd61nghaJxnF3ra5hVHw39F78