giovedì 26 febbraio 2026

La Casa Bianca fa trapelare ai media mainstream il desiderio che Israele attacchi per primo l'Iran!



"Secondo alcune fonti non identificate, ma a conoscenza delle discussioni in corso, i consiglieri principali di Donald Trump preferirebbero che Israele lanciasse un attacco all'Iran prima che gli Stati Uniti inizino l'offensiva. In tal caso,  l'attacco israeliano provocherebbe una reazione iraniana, che aiuterebbe a ottenere il sostegno degli elettori americani per una risposta statunitense", riferisce  Politico.

Oltre a Politico, un messaggio simile viene diffuso anche da Tucker Carlson, che recentemente è stato alla Casa Bianca (e, a quanto pare, ha ristabilito i rapporti con Trump).

Pertanto, queste indiscrezioni sembrano essere un desiderio di Trump di trasferire la pressione su Netanyahu, il quale a sua volta vorrebbe che la responsabilità dell'attacco ricadesse su Trump. Ma la vicinanza delle elezioni di Midterm negli USA e l'onere dello scatenamento di una guerra dai risultati rovinosi per gli USA (soprattutto dopo gli aiuti militari forniti all'Iran da Cina e Russia) darebbe il colpo di grazia alla presidenza Trump. Purtroppo uno dei due, Netanyahu o Trump, deve cedere. Ma chi sarà? Trump sotto ricatto sessuale  per l'affaire Epstein o Netanyahu sotto processo per  corruzione e frode?

Ma nel complesso, sullo sfondo dei negoziati in corso, il 26 febbraio 2026,   tra Stati Uniti e Iran a Ginevra, la situazione appare molto comica.

Due ebrei sionisti discutono di "pace" con uno sciita


"Trump è un aggressore indeciso". È davvero questo l'epiteto che vuole per la sua biografia postuma, a cui sta attualmente lavorando?


P.S. La definizione di Donald Trump come un "aggressore indeciso" (o spesso descritto come imprevedibile/impulsivo) è un’analisi che rispecchia la dualità osservata nel suo stile politico e nella sua politica estera durante le sue amministrazioni.




(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)



Articolo collegato: USA Sion e UE si muovono in un unico fronte:    https://paolodarpini.blogspot.com/2026/02/usa-sion-e-ue-si-muovano-su-un-unico.html


Video collegato: l’Iran schiera armi pesanti, gli USA corrono nella regione: https://www.youtube.com/watch?v=CPpOf9ZohYk

Il Foreign Affairs consiglia Kiev di firmare la pace con la Russia...


Sulla prestigiosa rivista statunitense Foreign Affairs sono apparsi diversi articoli di analisi che, di fronte alla difficile situazione sul campo di battaglia, hanno discusso la possibilità di concessioni territoriali da parte di Kiev, come opzione realistica per terminare la guerra.  

Alcuni analisti hanno argomentato che, poiché l'Ucraina potrebbe non avere la capacità militare di recuperare i territori occupati e il sostegno occidentale potrebbe non durare a lungo, una "pace" basata su un compromesso territoriale  potrebbe essere l'unica alternativa a un distruttivo conflitto di logoramento o alla sconfitta.

"Gli obiettivi della Russia sembrano essere pienamente in linea con le sue capacità e le tendenze sul campo di battaglia. Gli obiettivi dell'Ucraina, al contrario, sembrano irraggiungibili, e rischia di cedere ulteriori territori, il che sarebbe doloroso per Kiev. Ma questo non significa necessariamente la fine dell'Ucraina come stato indipendente. L'Ucraina, privata delle regioni orientali, potrebbe continuare il progetto orientato all'Occidente. L'accettazione di un accordo di pace ora svantaggioso, almeno, darebbe a Kiev la possibilità di un futuro migliore. Rifiutarlo  non farebbe che prolungare una guerra costosa e perdente", 
scrive il  Foreign Affairs


Povero zelensky sfortunato...


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

mercoledì 25 febbraio 2026

Donald Trump: "Età dell'oro o età del ferro?" - Americani più poveri per i dazi e meno sicuri per l'ICE...

 


"L'America che non c'è più..." 

martedì 24 febbraio 2026

Londra e Parigi meditano di fornire all’Ucraina la "Wunderwaffe" per la fine del mondo...

 


Secondo informazioni diffuse il 24 febbraio 2026, il Servizio di intelligence estero russo (SVR) ha accusato il Regno Unito e la Francia di pianificare segretamente la fornitura di armi nucleari all'Ucraina.   L'SVR sostiene che Londra e Parigi vogliano mascherare il trasferimento di ordigni atomici a Kiev facendoli passare come un ipotetico sviluppo autonomo da parte dell'Ucraina.
 
L’ufficio stampa del Servizio di Intelligence della Federazione Russa  riferisce che – stando alle informazioni di cui dispone – Gran Bretagna e Francia stanno prendendo atto che gli sviluppi della situazione in Ucraina non lasciano alcuna possibilità di ottenere la tanto auspicata vittoria sulla Russia per mano delle Forze Armate ucraine.

Tuttavia, le élite britannica e francese non sono disposte a rassegnarsi alla sconfitta. Ritengono di dover dotare l’Ucraina di una Wunderwaffe.

Qualora Kiev possedesse la bomba atomica o almeno un’arma “sporca”, radiologica, potrebbe ottenere condizioni più favorevoli per la risoluzione del conflitto. Berlino ha prudentemente rifiutato di partecipare alla pericolosa avventura.

Attualmente, secondo i dati del Servizio di Intelligence Estera della Federazione Russa, Londra e Parigi lavorano attivamente a risolvere i problemi di trasporto e consegna a Kiev dell’arma. Si parla di fornire segretamente all’Ucraina componenti di provenienza europea, attrezzature e tecnologie. Come variante,si considera di lanciare da un sottomarino, con missile balistico M51.1, la testata francese di piccole dimensioni TN75.

Britannici e francesi sono consapevoli che siffatti progetti prevedono una grave violazione del diritto internazionale, in primis, del Trattato di Non Proliferazione Nucleare, e che rischiano d’innescare a livello globale il fallimento del sistema di non proliferazione. Pertanto, i principali sforzi occidentali sono vòlti a far sembrare la comparsa a Kiev di armi nuclearil’esito di elaborazioni interne dell’Ucraina.

Questi propositi, estremamente pericolosi, testimoniano che Londra e Parigi hanno smarrito il senso di realtà. Sbagliano, se pensano di nascondere la propria responsabilità, tanto più che sempre, prima o poi, quel che si nasconde viene alla luce. Nelle cerchie militari, politiche e diplomatiche di Gran Bretagna e Francia, non sono pochi gli uomini sani di mente che comprendono il rischio, per il mondo intero, delle azioni dissennate dei propri leader.





Le considerazioni di Medvedev sui piani di Starmer e Macron  di trasferire armi nucleari all'Ucraina:

"Le informazioni del Servizio di intelligence sull'intenzione di Francia e Gran Bretagna di trasferire tecnologie nucleari al regime nazista di Kiev cambiano radicalmente la situazione. E non si tratta di violare il Trattato di non proliferazione nucleare o qualcos'altro nel diritto internazionale. Questa è un trasferimento diretto di armi nucleari a un Paese in guerra.  Non c'è alcun dubbio che, in caso di un tale sviluppo degli eventi, la Russia dovrà usare qualsiasi arma nucleare, anche non strategica, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro Paese. E, se necessario, anche contro i Paesi fornitori, che diventeranno complici di un conflitto nucleare con la Russia.  Questa è la risposta simmetrica a cui la Federazione Russa ha diritto".


Il capataz Zelensky mostra il suo bunker da cui dirigere la guerra atomica:  https://www.conquistedellavoro.it/video-server/media/video/13733.mp4

lunedì 23 febbraio 2026

Chi comanda a Washington...?

 


La   macchina sionista manovra Washington, ma anche Londra, Bruxelles e altri Paesi occidentali. Non solo per il controllo esercitato sulle competizioni elettorali ma anche per il controllo finanziario e monetario per mezzo del signoraggio bancario delle banche centrali   nella  quasi totalità dei Paesi del mondo. Ma qui non voglio affrontare questo tema "globale", per altro da me toccato in diversi altri articoli, vorrei fermarmi all'analisi relativa al controllo esercitato da parte della lobby sionista ed israeliana nei confronti della geopolitica statunitense.

Che la lobby sionista avesse il pieno controllo sugli USA è una verità conosciuta da tutti gli analisti indipendenti. Gli USA in verità sono una colonia di Israele.  La lobby israeliana,  l'AIPAC (American Israel Public Affairs Committee), è la forza di pressione più influente a Washington, capace di orientare significativamente le decisioni USA in politica estera, specialmente in Medio Oriente,  attraverso il finanziamento elettorale. L'AIPAC non dorme mai e finanzia attivamente candidati pro-Israele), influenzando le decisioni della Casa Bianca. Ad ogni viaggio di Netanyahu negli USA seguono azioni che dimostrano chi detiene  il potere reale negli Stati Uniti.

Ed oggi ne abbiamo avuto la conferma simbolica con un gesto di "sottomissione formale" da parte di Donald Trump.

Donald Trump ha consegnato al Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu la chiave d'oro della Casa Bianca.  "Questo è un regalo da parte mia e della First Lady al Primo Ministro e alla First Lady di Israele. E questa è la chiave. La chiamiamo la chiave della Casa Bianca, ed è la chiave del nostro Paese e dei nostri cuori".


Paolo D'Arpini - Rete Bioregionale Italiana 



Video collegato:
La VERA STORIA del legame tra ISRAELE e STATI UNITI: sono più che ALLEATI: https://www.youtube.com/watch?v=QxXZgw14EDY&t=67s


Articolo collegato: 

"Is it a manifestation of anti-Semitism to denounce the undeniable power exercised by Israel and the AIPAC lobby over US governments? It seems to me to be only a manifestation of Anti-Zionism (without quotation marks please!)..." - Continue:  https://bioregionalismo.blogspot.com/2025/06/the-difference-between-zionism-and.html

domenica 22 febbraio 2026

"Chi sei tu?"... e giunse il momento di T'ai, la Pace....




Poiché nel Libro dei Mutamenti sono riprodotte le leggi di Cielo e Terra esso fornisce gli strumenti per coltivare la propria natura intrinseca, cosicché le più intime qualità buone possano dispiegarsi. In particolare due cose vengono prese in considerazione: la saggezza e l'operare, l'intelletto e la volontà. Quando intelletto e volontà sono centrati nel modo giusto anche la vita emotiva giunge alla giusta armonia. 

Di tutti i segni uno dei più significativi per rappresentare questa armonia è l'esagramma T'ai - La Pace. L'esagramma, relativo a questo periodo mensile, si riferisce ad un momento in cui la  "Pace", di cui tutti abbiamo bisogno,   è attuabile... 
 
Qualcuno dei miei amici ha espresso un certo interesse per il metodo di autoconoscenza attraverso il Libro dei Mutamenti e lo Zodiaco cinese, con integrazione del sistema elementale indiano. Volentieri metto a disposizione le mie conoscenze su questo tema, acquisite attraverso anni di studio e meditazione. A dire il vero sarei molto contento se queste conoscenze potessero essere condivise perché ho potuto sperimentare nel corso di tutti questi anni la validità inestimabile di questa “via” che consente di poter vivere nel mondo con maggiore consapevolezza sugli eventi e sul loro significato e delle caratteristiche psichiche da ognuno di noi incarnate.

Per parlare di questo metodo di analisi archetipale vi do appuntamento il 1° marzo 2026,  presso la biblioteca R. Giorgi  di Montecassiano (Mc) alle ore 16.00, dove presenterò il mio libro "Chi sei tu?" - Ingresso libero!



Esagramma collegato al momento presente: 


Con l'aiuto dei principi fondamentali del Libro dei Mutamenti è possibile realizzare nella maniera più completa le facoltà interiori dell'uomo. Questa possibilità è fondata sul fatto che l'uomo ha in sé facoltà simili al Cielo e alla Terra, in quanto egli è un microcosmo.

Poiché nel Libro dei Mutamenti sono riprodotte le leggi di Cielo e Terra esso fornisce gli strumenti per coltivate la propria natura intrinseca, cosicché le più intime qualità buone possano dispiegarsi. In particolare due cose vengono prese in considerazione: la saggezza e l'operare, l'intelletto e la volontà. Quando intelletto e volontà sono centrati nel modo giusto anche la vita emotiva giunge alla giusta armonia.

Di tutti i segni o esagrammi uno dei più significativi per rappresentare questa armonia è l'esagramma T'ai - La pace. Il segno si riferisce ad una stagione in cui, per così dire, il Cielo è in Terra. Corrisponde all'inizio della Primavera (mese della Lepre o Coniglio o Gatto: dal 20 febbraio al 20 marzo). 



Nel mondo degli uomini questo esagramma simboleggia un tempo di concordia sociale. I superiori si chinano verso gli inferiori, i quali sono ben disposti verso i superiori; così che cessa ogni ostilità. Così il Luminoso esercita un'azione vigorosa e l'Oscuro è remissivo. In tal modo ambo le parti hanno ciò che a loro compete, infatti, quando i buoni si trovano in posizione dominante anche i cattivi subiscono il loro influsso e si emendano.

Quando nell'Uomo regna lo spirito che viene dal Cielo, anche la sua natura animale ne è regolata e trova il posto che le compete.


Nel commento al nove al secondo posto nell'esagramma è detto: é importante possedere la grandezza interiore per sopportare anche le persone imperfette. Un vero Maestro non conosce materiale sterile, da tutto riesce a ricavare qualcosa. Questa magnanimità non è affatto trascuratezza o debolezza, occorre però guardarsi dalla costituzione di fazioni e combriccole, infatti anche se coloro che hanno idee affini sono uniti nello Spirito, essi non devono formare un partito, anzi, ognuno deve fare singolarmente il proprio dovere.

A proposito delle giuste regole nella società, nel commento al sei al quinto posto è detto: il sovrano I T'ang aveva stabilito che le principesse imperiali, nonostante fossero di rango superiore a quello dei loro mariti, dovessero seguire il marito come qualsiasi altra moglie. Qui c'è il richiamo all'unione veramente modesta tra alto e basso che reca fortuna e prosperità.

In questo periodo siamo nel mese della Lepre per cui le qualità descritte dall'esagramma La pace rispecchiano il momento. La serie consiglia buona condotta e contentezza, allora regna tranquillità. Pace significa unione e concordia.

Il movimento dell'esagramma nel suo insieme produce una vittoriosa ascesa dei principi del nobile e la ritirata dei principi degli ignobili. Qui si rappresenta un tempo di "primavera" nell'anno e nella storia dell'uomo. 

Il sei al quarto posto afferma: "Egli scende volteggiando, senza vantarsi della ricchezza insieme al suo prossimo, schietto e sincero". Ciò significa che il nobile ha rinunciato al vantaggio materiale che gli arriderebbe ove si unisse egoisticamente all'ignobile.

Confucio disse commentando la Verità interiore: "La vita guida l'uomo ponderato per sentieri tortuosi. Spesso è impedito il saldo incedere, poi la Via ritorna dritta. Allorché gli uomini sono uniti nell'intimo del cuore infrangono i vincoli di bronzo e di ferro. E quando due , nell'intimo del cuore, si intendono appieno, le loro parole sono soavi e forti, come profumo di orchidee".

Paolo D'Arpini - 22 febbraio 2026


sabato 21 febbraio 2026

Analisi di Francesco Dall'Aglio sulle trattative di Ginevra tra Russia, Ucraina ed USA...

 

Ginevra. Non fiori ma opere di bene...

Come al solito, cosa si siano dette le due delegazioni (tre contando anche quella statunitense) a Ginevra non lo sappiamo; i rispettivi governi hanno detto che hanno lavorato bene e che si sono registrati dei passi in avanti anche se sui punti fondamentali non c’è ancora accordo eccetera, insomma nulla di diverso dal solito. Quello che invece è insolito è il gran numero di indiscrezioni sulla situazione interna ucraina che i media ucraini e dell’anglosfera hanno fatto venir fuori con un tempismo, e in una quantità, decisamente sospette.
Quando ancora era in corso la prima giornata di negoziati, infatti, l’Economist ha fatto uscire un pezzo di Oliver Carroll, il suo corrispondente degli esteri, nel quale si parla di una divisione all’interno della stessa squadra ucraina (link 1, visto che l’articolo dell’Economist è dietro paywall condivido quello di Ukrainska Pravda che lo cita quasi per intero). Secondo Carroll si sono formate due fazioni, una guidata da Budanov e apparentemente più disposta a fare qualche concessione pur di arrivare in breve tempo a un accordo, e un’altra ancora sotto l’influsso di Yermak, nonostante sia stato giubilato, che invece si dimostra più intransigente. Quali siano le concessioni a cui è disposto Budanov, però, Carroll non lo dice, e non dice nemmeno quale sia la posizione di Zelensky. Potremmo, ma il condizionale è d’obbligo, mettere questa notizia in relazione con quella riportata qualche giorno prima, il 12, da The Atlantic, stando alla quale ‟alcuni consiglieri” di Zelensky si sarebbero detti, ovviamente in anonimato, a concessioni territoriali che riguarderebbero l’annosa questione del ritiro delle truppe ucraine dalla parte di Donbas che ancora controllano (link 2). Su questo, però, Zelensky non sarebbe d’accordo e nei giorni scorsi lo ha ribadito più volte, ad esempio in una lunga intervista rilasciata ad Axios (link 3) nella quale ha detto che il popolo ucraino non gli consentirebbe di cedere parti del territorio nazionale: ‟Emotivamente, la gente non lo perdonerebbe mai. Mai. Non perdonerebbero me, non perdonerebbero gli USA”. Ha poi aggiunto che ogni decisione e ogni concessione dovrà passare per un referendum, anche la questione territoriale: se il conflitto terminasse con gli eserciti nelle posizioni in cui si trovano ora, senza altre concessioni territoriali, la gente potrebbe accettarlo, o almeno così lui crede.
Si tratta di una posizione ben diversa dalle precedenti, non solo da quella francamente irrealistica del ritorno ai confini del 1991 ma anche delle proposte di qualche me se fa. Il problema vero è capire cosa esattamente si intende per ‟accettare”: accettare la fine del conflitto ma considerare le terre conquistate dai russi come occupate, quindi legalmente ucraine, o accettare che facciano parte legalmente della Federazione Russa? Non è una differenza da poco, tutt’altro. È, anzi (almeno secondo me, e posso ovviamente sbagliarmi) il problema sul quale non si riesce a trovare un accordo: non la quantità di territorio da cedere, ma il suo status giuridico. Perché se l’Ucraina semplicemente prende atto della situazione, ossia della sua incapacità a riconquistare le regioni occupate, ma le considera giuridicamente come sempre appartenenti all’Ucraina (e ha ovviamente tutti i diritti di farlo) questo significherebbe che la Russia le occupa illegalmente: l’Ucraina avrebbe quindi il diritto di provare in futuro a recuperarle, anche con la forza, e tutte le sanzioni inflitte alla Russia resterebbero in piedi (mentre se accettasse che quelle terre non sono più Ucraina ma Russia cadrebbe la ragione principale delle sanzioni stesse). Di conseguenza il conflitto non finirebbe mai, proprio come la ‟soluzione coreana” di cui tanto si parlava tempo fa, la Russia sarebbe obbligata a continuare a spendere cifre enormi e a mantenere in piedi un’apparato militare numerosissimo, sempre assoggettata alle sanzioni, e se tra qualche anno l’Ucraina e suoi alleati decidessero di riconquistare i territori perduti non potrebbe sostenere di essere stata attaccata. Nell’articolo non si accenna alla questione giuridica, si parla solo di una proposta statunitense che prevederebbe il ritiro delle truppe ucraine dal resto del Donbas e l’istituzione di una ‟zona economica libera” e smilitarizzata, ma da Washington, fa sapere Axios, non hanno indicato a chi, secondo loro, quel territorio dovrebbe appartenere formalmente (ne parla anche il New York Times, link 4). Ovvio quindi che questa sia la concessione che l’Ucraina è disposta a fare ma che la Russia non accetterà mai, per cui si torna sempre al punto di partenza.
Altre questioni, in ordine sparso. Ungheria e Slovacchia hanno bloccato le esportazioni di gasolio in Ucraina (sono tra i primi fornitori) finché l’Ucraina non permetterà nuovamente il transito del greggio russo nell’oleodotto Družba. L’Ungheria, fanno sapere da Budapest, ha riserve per più o meno 90 giorni e siccome la Croazia non intende permettere il transito del greggio russo nel suo oleodotto Adria, non ha altre alternative al Družba. Per andare sul sicuro, diciamo, hanno anche bloccato il ‟prestito” europeo di 90 miliardi in favore dell’Ucraina. Faccenda spinosa, soprattutto perché, a quanto pare, anche l’Unione Europea starebbe cercando di convincere l’Ucraina a riaprire i rubinetti (link 5). Contemporaneamente, Associated Press pubblicava un lungo articolo su Zaluzhny (link 6) nel quale si ripetono alcune cose già note, o almeno sospettate, da un paio d’anni (tanto che distrattamente ho pensato fosse un articolo di allora) ma che nel nostro spazio mediatico non hanno avuto il minimo risalto: la controffensiva del 2023 è stata un disastro perché la leadership politica (ovvero Zelensky) ha deciso per un piano di più attacchi in contemporanea mentre Zaluzhny voleva concentrare tutto il potenziale in un’unica direzione, e nel 2022 i servizi di sicurezza ucraini hanno condotto un’ispezione nel suo ufficio mentre era presente una delegazione britannica, durante il quale Zaluzhny ha chiamato Yermak dicendogli che se non li avesse fatti andare via avrebbe chiamato l’esercito per cacciarli a fucilate. Nulla di nuovo, ripeto (almeno per chi segue la stampa ucraina e non i tweet dei vari Visegrad24 e JayinKiyv riportati pari pari dai nostri competenti), ma la coincidenza temporale è sicuramente interessante.
Altra intervista che da noi è passata sotto silenzio è quella di Unian a Roman Pohorili, il fondatore di Deepstate (penso sappiate tutti di che si tratta), nella quale si è fatto il punto della controffensiva ucraina di cui molto si parla di questi giorni. Il parere di Pohorili è abbastanza raggelante: ‟smettete di parlare di offensive. Oggi non possiamo lanciare offensive. Anche se lo facessimo non riusciremmo a tenere le posizioni, come a Kursk. Non abbiamo abbastanza uomini nemmeno per tenere in piedi la linea di difesa” (link 7). A rimorchio è arrivata l’immancabile Mariana Bezuhla (link 8 ) che se l'è presa, anche qui come al solito, con Syrs'kyj e con Zelensky (che ha parlato di 300, non più 200, chilometri di avanzata), accusandoli senza mezzi termini di mentire.
Questa è la situazione. Tutti si preparano al dopoguerra che, come spesso accade, sarà molto più rognoso della guerra.

Francesco Dall'Aglio