domenica 11 ottobre 2026

Unione Europea: "Qualcuno volò sul nido del cuculo...!"

 

(continua ad libitum)


Ritengo che -vada come vada- una generosa serie di copertine, titoli di quotidiani e riviste del tempo in cui viviamo vada conservato e catalogato, analizzato: classificato per utilizzo in scienze della comunicazione.

Per spiegare l'illusione in cui si vive: una civiltà come quella della comunità europea, fondata apparentemente su pacifismo e valori progressisti/liberali che ha preteso di cacciare in gola ai propri cittadini per una generazione, passa all'isteria collettiva nel giro di una manciata di anni. Per dirla in altre parole: tollerante e benevola fintanto che non aveva veri rivali (non ne ha avuti per decenni), ma nel momento in cui questi si manifestano, allora inizia il delirio.

Come la classe BENESTANTE la quale - ormai ebbra del proprio benessere che la separa dalla durezza del mondo reale - spande per anni consigli di saggezza a tutti, predicando le migliori qualità umane, di come occorre essere tolleranti col prossimo: tutto questo finché non arriva il giorno della difficoltà, quando si ritrovano messi con le spalle al muro da un nemico che attenta ai loro privilegi sociali... allora a quel punto, il mostro salta fuori, ovvero tutti bravi borghesi si armano fino ai denti contro l'apocalisse (anzi in realtà cercandola: poiché buona regola delle persona istruite e intelligenti è quella di non aspettare un ipotetico attacco nemico... ma precederlo).

Daniele Lanza




sabato 10 ottobre 2026

"Gasolio a iosa dalla Russia?" Il parere di Francesco Dall'Aglio...

 


Dopo l’ondata di meme qualche riflessione sull’accordo del gasolio...
In primo luogo, non segnala né la fine dell’impegno statunitense nel conflitto a favore dell’Ucraina né la fine delle sanzioni statunitensi alla Russia, solo di quelle sulle esportazioni di diesel e solo per la quantità prevista dall’accordo, non in generale. La quantità prevista dall’accordo, poi, cioè 4.800.000 tonnellate, non è particolarmente alta (anche se a leggere il tweet notturno di Pina Picierno pare che lei, oltre ad aver capito che l’accordo è per 300.000 tonnellate quando invece si tratta solo della prima tranche, le consideri una quantità astronomica, che è il guaio di mettere in posizioni di vertice gente che, letteralmente, non sa quanto costa il pane): coprono più o meno il fabbisogno dell’Italia per due mesi e mezzo, e per gli USA sono meno di nove giorni di consumo. Come incasso per la Russia siamo intorno ai 4.5 miliardi di dollari considerando i prezzi correnti, che potrebbero scendere proprio a seguito dell’aumento di diesel disponibile. Per cui questo accordo non risolve sicuramente il problema del prezzo mondiale né riempie la Russia di soldi, come dicono invece liberali del Twitter che stanotte sono impazziti, né può essere considerato il preludio a un attacco statunitense contro l’Iran visti appunto i volumi che verranno mossi, che non risolvono di certo la situazione mondiale né pregiudicano le posizioni iraniane. Ma, sia per quanto riguarda il diesel che i miliardi di dollari, averne di più è certamente meglio che averne di meno, quindi un senso economico questo accordo ce l’ha sicuramente.
La dimensione diplomatica, ovviamente, è quella più importante. La telefonata tra Trump e Putin è stata piuttosto lunga, e se le dichiarazioni statunitensi si concentrano sulla questione del diesel, apparentemente l’unica cosa importante per Trump, quelle russe invece sottolineano che si è parlato di moltissime cose. Secondo Ušakov (link 1) la telefonata è stata organizzata il 7, quando è stato contattato da Witkoff che lo ha pregato di portare a Putin gli auguri di Trump per il suo compleanno e gli ha detto che Trump avrebbe voluto farglieli di persona: confrontando i rispettivi impegni si è deciso per il 9. Per cui la telefonata, che Ushakov ha definito ‟intensa e, direi, amichevole”, si è aperta con gli auguri e con complimenti reciproci; si è passati poi, da parte russa, a ringraziare Melania Trump per il suo impegno umanitario, in particolare per riunire i bambini alle famiglie dalle quali sono stati separati a causa della guerra. Poi sì, si è parlato di carburanti, argomento sul quale Ushakov ha glissato perché tanto era già stato comunicato dai presidenti, e naturalmente si è parlato di Ucraina. E se nella telefonata precedente si era parlato di riprendere i negoziato trilaterali dopo le elezioni russe, ora la posizione russa è cambiata a causa degli attacchi ucraini nei giorni delle elezioni, per cui bisognerà valutare come riprendere i negoziati, posizione che, a detta di Ushakov, Trump ha compreso e ha promesso di comunicare alla parte ucraina.
In conclusione si è parlato di Iran, dato che Putin aveva incontrato Pezeshkian il giorno prima, incassando l’apprezzamento di Trump per il coinvolgimento russo nei tentativi di risoluzione del conflitto, e di Aleksander Ovečkin e del suo contributo all’hockey mondiale (Ovečkin, per chi non lo sapesse, è l’ala sinistra dei Washington Capitals che detiene il record di reti segnate nella NHL e recentemente si è trovato esposto a critiche pesanti negli USA e non solo, per uno spot elettorale girato a favore di Putin che, nonostante le richieste ucraine, non ha avuto alcuna ripercussione sul suo contratto). Da qui in poi ho la netta sensazione che Ušakov abbia iniziato a prendere in giro i giornalisti, dicendo che i due non volevano chiudere la telefonata né agganciare il telefono per primi, e alla fine hanno chiuso insieme, nello stesso momento. Alla domanda più importante, però, ovvero se gli USA avessero fatto concessioni alla Russia in cambio del gasolio, Ušakov non ha risposto.
Ha commentato anche Peskov, molto più sinteticamente, prima enfatizzando il ruolo di Putin come portavoce delle posizioni iraniane, specificando che ha comunicato a Trump la posizione iraniana per una risoluzione pacifica del conflitto in accordo con quanto deciso insieme a Pezeshkian (link 2) e poi riferendo che la maggior parte della conversazione è stata dedicata all’Ucraina e che Putin ‟ha accolto con favore alcune proposte americane riguardanti misure volte alla de-escalation”, senza ovviamente specificare quali (link 3).
Insomma, le uniche due cose che avremmo voluto sapere Ušakov e Peskov non ce le hanno volute dire. Ma che l’accordo sul diesel non sia una cosa che è stata improvvisata ieri è ovvio, così come è ovvio che conviene ad entrambi, per motivi diversi. Che un ‟oil deal” fosse in discussione tra le parti era noto da tempo, ma non era chiaro se e come si sarebbe concretizzato. E perché si concretizzasse gli USA avevano fatto alcune pressioni sull’Ucraina perché smettesse di attaccare le raffinerie russe, cosa che non è avvenuta. Secondo la ricostruzione di Barak Ravid per Axios (link 4), l’Ucraina ha ignorato per sei volte le richieste statunitensi, e proprio questo ha portato all’accordo USA-Russia sul diesel. Witkoff e Kushner hanno così comunicato alla delegazione ucraina arrivata a Miami per un nuovo round di colloqui che Trump avrebbe di lì a poco sentito Putin e avrebbe tolto le sanzioni sul diesel, perché gli attacchi alle raffinerie ‟fanno male alla Russia, ma fanno male anche agli USA”. Secondo un anonimo diplomatico ucraino citato da Ravis, gli USA avrebbero anche minacciato di sospendere la condivisione di intelligence con l’Ucraina se gli attacchi non fossero cessati, cosa che è invece negata da un’altra fonte anonima, stavolta statunitense.
I colloqui, apparentemente, erano iniziati bene, con la discussione di una serie di misure per la ricostruzione dell’Ucraina e di garanzie di sicurezza reciproche per Ucraina, Russia e paesi europei, prima che la situazione precipitasse per la decisione di Trump. La delegazione ucraina ha lasciato quasi subito Miami, anche se era previsto un altro giorno di colloqui, per fare ritorno a Kiev e discutere con Zelensky i nuovi, inaspettati e sgraditissimi sviluppi. Lo stesso Ravid ha intervistato telefonicamente Zelensky (link 5), che ovviamente ha reagito con molta durezza: l’accordo ‟non è giusto e non è onesto”, perché non porta con sé, come voleva l’Ucraina, una tregua per gli attacchi alle infrastrutture energetiche. Esprime debolezza da parte statunitense, ha continuato, e gli sembra una ‟Alaska numero due” che non aiuterà l’Ucraina e non aiuterà nemmeno gli USA. La preoccupazione a Kiev è palpabile, e non potrebbe essere altrimenti. Nonostante tutto, però, anche stanotte due raffinerie russe sono state attaccate, a Rostov e a Samara: segno abbastanza evidente che, ormai, l’Ucraina non ha più niente da perdere.

Francesco Dall'Aglio


Donald Trump: "Gasolio russo? Piatto ricco mi ci ficco!"

 


News da prima pagina che ti piove sui notiziari letteralmente a sorpresa, costringendo per i capelli ora l'intera "brigata" degli analisti del web e a fare i salti mortali per spiegare l'inciucio a mezzo mondo di lettori (...). Il fatto è presto detto, chiunque sappia leggere a quest'ora lo conosce: Washington firma una sospensione delle sanzioni sul petrolio russo fino all'aprile prossimo per favorire un afflusso di milioni di tonnellate di diesel per il proprio fabbisogno.
INTERPRETARE correttamente la mossa è un altro paio di maniche, chiaramente.
Dunque: a monte di ogni altra considerazione occorre tener oggettivamente presente la prospettiva statunitense delle cose, o meglio la posizione del suo leader di fronte al proprio paese. Il buon vecchio Donald a quasi a metà del suo mandato (il tempo vola), dopo un pittoresco teatrino biennale di dichiarazioni roboanti, gesti clamorosi e colpi di scena... si ritrova in realtà con ben poco in mano: il conflitto russo/ucraino non è affatto risolto e rischia di evolversi da un momento a un altro in una guerra come il suolo europeo non ne ha viste dal 1945 all'alba di oggi. A questo anzi, si aggiunge una seconda grande guerra alle porte nel medio-oriente contro un nemico (l'IRAN) che a differenza di altri non è possibile l'invasione, prospettandosi quindi uno stato di ostilità prolungato con spesa militare proibitiva. I rapporti con l'Europa infine, compromessi in una spirale di incomprensione ed imbarazzi come non è esistita mai dalla nascita dell'Alleanza Atlantica (dichiarazioni sulla Groenlandia, rapimento di Maduro, doppio standard con Israele, etc.). Tutto questo di fronte ad una Cina inarrestabile (...).

Ecco, la cultura americana è capace certo di eleggere un giocoliere come Trump, ma è anche la stessa cultura che in fondo guarda ai fatti in modo inesorabile: il primo biennio trumpiano è quanto descritto nella manciata di righe sopra, a conti fatti e l'opinine pubblica non è tanto rimbecillita da non vedere i fatti basilari. Insomma il leader della Casa Bianca deve ASSOLUTAMENTE fare qualcosa e subito (il test intermedio delle elezioni mid-term lo impone) e si fa quindi cosa si può fare... si porta a casa un successo rapido dal risultato concreto (abbassamento dei prezzi).

Rivolgersi a Vladimir con cui è in "ottimi rapporti" è la mossa ideale: i milioni di tonnellate di petrolio li ottiene subito e intanto fa felice il Cremlino il cui sistema di raffinerie è oggettivamente sotto pressione da molti mesi ormai.

Trump a ben vedere da svariate settimane rompeva le scatole con la storia dei prezzi del petrolio, arrivando anche ad avvertimenti diretti a Kiev (sistematicamente ignorati): ebbene ora ha risolto il caso, a modo proprio come al solito.

MORALE?
Beh... semplificare (non semplicisticamente!) un groviglio del genere: D. Trump con la sua mossa fulminea si para il sedere alle elezioni mid-term, puntellando quindi la situazione INTERNA al paese che è quanto gli premeva assolutamente sul momento. L'impetuoso sovrano della Casa bianca trovandosi alle strette ha pensato prevalentemente a questo, senza dedicare altrettanta attenzione alle ripercussioni ESTERE di una mossa come questa poteva suscitare (d'altro canto è un presupposto tutto europeo che gli debba interessare: Trump appartiene ad una corrente dichiaratamente isolazionista e da tale prospettiva le reazioni estere - fossero pure degli "alleati" - sono una preoccupazione secondaria, cosa che gli zelanti leader europei sono tardi a comprendere ).

Perché in sostanza le prime pagine dei notiziari di stamane lasciano di stucco mezzo mondo occidentale: Zelensky completamente attonito (di merda, diciamo) che non sa che pesci pigliare, dal momento che questo annuncio OBBLIGA de facto la sua aviazione a mollare le raffinerie russe (e questa era l'unica iniziativa bellica che fosse ancora in grado di mettere in atto con quanto l'occidente gli regala), altrimenti si rischia lo scontro direttissimo con Trump. Fa quasi pena la posizione di Kiev (...).

L'UE per l'ennesima volta sorvolata, bypassata......umiliata dall'iniziativa americana che si attiva a sorpresa come se gli "alleati" nemmeno ci fossero: Washington ordina per anni di sostenere Kiev e ridurre la dipendenza energetica dalla Russia a costo di rimetterci....ma quando sono gli USA in difficoltà allora loro hanno la facoltà di rivolgersi a Mosca e commerciare liberamente con loro (insomma siamo di fronte ad una ammissione scritta della sudditanza totale dell'Europa politica di Bruxelles, siamo alla nullità morale di fronte ai propri cittadini).

Conclusione:
La guerra in ucraina non è terminata, ma l'episodio chiaramente non depone bene in merito all'attitudine statunitense in corso: la mossa è chiaramente determinata da necessità di politica interna, ma può tornare utile anche come avvertimento alla giunta di Kiev, facendo loro capire che l'interesse americano se ne sbatte di quello ucraino, per dirla bruscamente. Il messaggio indiretto è chiarissimo "Possiamo riprendere i rapporti economici con Mosca, abbiamo facoltà di annullare le sanzioni in ogni momento lo vogliamo. Se Kiev non si muove con la pace, allora tali iniziative potrebbero replicarsi e divenire sempre più frequenti". Washington vista la propria posizione non può togliere il sostegno a Kiev di colpo, direttamente... ma può progressivamente ricorrere a colpi di mano come quello di oggi (e in effetti non è escluso che ce ne siano altri in futuro).

I mediatori ucraini del resto sono a MIAMI in questi giorni e occorre far capire loro coi fatti che esiste un limite (nella giunta di Kiev è infatti un dogma di fede quello secondo cui gli aiuti occidentali e le sanzioni contro Mosca non termineranno mai: forse da oltreoceano si è deciso che è tempo sfidare tale presupposto).
In breve... per l'inverno in arrivo, gasolio per gli USA e respiro per Mosca e rovina colossale per Kiev (dato che lo stato maggiore russo non concederà tregua: l'accordo con gli americani non annulla l'imperativo militare di non dare un filo di respiro alle forze ucraine le quali in assenza di trattato di pace utilizzerebbero una qualsiasi tregua solo per prendere tempo. Il momento di trattare è adesso prima che sia tardi.

Daniele Lanza

Gasolio russo libero (fino al 7 aprile 2027)...


Gasolio russo libera tutti!

Il Dipartimento del Tesoro statunitense ha rilasciato immediatamente una licenza temporanea per la fornitura di gasolio russo, ha annunciato il dipartimento stesso. "Il 9 ottobre 2026, su indicazione del Presidente Trump, l'Ufficio per il controllo dei beni esteri rilascia immediatamente una licenza generale temporanea che consente la fornitura di gasolio russo al mercato globale", ha dichiarato l'agenzia in un comunicato.

La licenza del Dipartimento del Tesoro statunitense afferma esplicitamente che Washington autorizza tutte le operazioni "relative alla vendita, alla consegna, allo scarico o all'importazione di gasolio di origine russa, comprese le importazioni negli Stati Uniti". Il permesso è valido fino al 7 aprile 2027, secondo quanto riportato da RIA Novosti.

Come riportato dal quotidiano Vzglyad, del 9 ottobre u.s.,  Donald Trump ha annunciato un accordo con il presidente russo Vladimir Putin sulla fornitura di gasolio agli Stati Uniti e al mercato globale.

Recentemente Trump ha accusato le autorità ucraine dell'aumento dei prezzi della benzina negli Stati Uniti.

Anton Antonov




















Commento/integrazione di Annikki Laine:

Il presidente Donald Trump ha concordato telefonicamente con il presidente russo Vladimir Putin la fornitura immediata di carburante.

Quantità previste: La Russia fornirà nell'immediato oltre 300.000 tonnellate di gasolio (e ulteriori 500.000 tonnellate previste nel corso del mese) destinate ai mercati statunitense e globale.

Obiettivo: La misura mira a contrastare l'elevato costo del carburante negli Stati Uniti — dove il prezzo medio del gasolio ha toccato i 6,28 dollari al gallone — e a stabilizzare le forniture energetiche internazionali.
 
Personalmente questo favore all'omino arancione (Trump) non glielo avrei fatto, vediamo se ora per gratitudine consegnerà un altro carico di armi ai nazisti ucraini...

Annikki Laine



Commento di Francesco Dall'Aglio:

"Quindi Trump ha deciso di togliere le sanzioni sul diesel russo (ricordo che il mese scorso voleva tassare al 500% chi lo comprava). La reazione ucraina, isterica, è immaginabile (ovvero l'Ucraina deve smettere di attaccare le raffinerie), quella, di sollievo, dei mercati pure...



Commento di Giorgio Stern:

"Ritengo sia giusto lasciar fare alle contraddizioni in cui l'avversario si mette. Mao tse Dong insegna: alzano un grande sasso e se lo fanno cadere sui piedi. E a ben vedere in ciò rientra anche la bella notizia  dell'assegnazione dell'ultimo Premio Nobel per la Pace. Buon lavoro a tutti!"

venerdì 9 ottobre 2026

Roma, 24 ottobre 2026: "Fuori l'Italia dalla guerra!"...

 


In molti ci avete posto domande in merito allo svolgimento della manifestazione, di seguito le risposte.

Il luogo e l’ora dell’inizio della manifestazione

La manifestazione inizierà alle ore 14:00 in P.zza della Repubblica, Metro Repubblica, nei pressi della Stazione Termini.

State organizzando la partenza di autobus dalle diverse regioni?

Il trasporto con autobus è in capo ai gruppi territoriali. Per avere informazioni telefonare a Leonardo: 347 781 5904

Come raggiungere la manifestazione?

Per chi viene in treno scendere a Roma Termini. Per chi giunge con gli autobus, onde evitare la salatissima tassa per farli accedere al centro, raggiungere il capolinea della Metro A, ovvero Anagnina, dove gli autobus possono parcheggiare. Da Anagnina prendere quindi la metro per Termini (20m). Chi arriva in auto propria fare riferimento ai parcheggi nei pressi di Termini-Repubblica e zone limitrofe, oppure nei pressi delle fermate delle linee Metro. Per chi viene in camper, si può sostare dalla sera del 23, presso il Mercatino Resistente (Via Casale di San Nicola, 150. Roma La Storta). Presso il Mercatino Resistente anche la possibilità di montare la tenda. Parcheggio e accampamenti sono gratis (per ulteriori dettagli info@arcapacis.it).

Ci sarà un corteo?

Sì, ci sarà un corteo che passando accanto alla Stazione Termini, percorrerà Via Cavour, per poi concludersi in zona Colosseo - Via dei Fori Imperiali, dove si svolgeranno brevi interventi finali

A che ora è prevista la fine della manifestazione?

La manifestazione si concluderà entro le ore 18:00, così da consentire un agevole ritorno alle delegazioni che vengono da lontano. Si può usare l’adiacente fermata della metro COLOSSEO per raggiungere facilmente Termini.

Quali bandiere saranno ammesse alla manifestazione?

Quelle della pace, dei movimenti e dei paesi che resistono all’imperialismo e alla NATO, come pure quella delle Repubblica italiana e dei movimenti aderenti.

Hanno aderito associazioni e movimenti politici?

SI, hanno aderito diversi movimenti politici e molte associazioni locali. In corteo, dietro allo striscione d’apertura FUORI L’ITALIA DALLA GUERRA, sfileranno in ordine comuni cittadini, le associazioni, quindi i movimenti politici.

 Fuori l'Italia dalla guerra! <adesione @fuorilitaliadallaguerra.org>


P.S. Nel sito www.fuorilitaliadallaguerra.org trovate QUESTO PULSANTE per effettuare delle donazioni. Anche la più modesta sottoscrizione è di grande aiuto.

Il giorno dopo

Domenica 25 ottobre, consigliamo di fare visita al celebre Mercatino Resistente Arcapacis (ore 11:00-17:30). Uno spazio per discutere, confrontarsi e fare rete per la pace. Pranzo, degustazione sfizi. Per prenotare: info@arcapacis.it

 




8 e 9 ottobre 2026. Scambio di colpi tra Russia e Ucraina...

 


 La situazione a Kiev:

▪️I quartieri di Kiev situati sulla sponda destra del fiume Dnepr e l'oblast di Kiev sono rimasti senza elettricità. Sono stati introdotti orari di interruzione programmata, ha comunicato il gruppo energetico ucraino "DTEK";

▪️L'approvvigionamento idrico è stato interrotto in diverse zone di Kiev, ha riferito l'agenzia UNIAN. Non sono stati forniti ulteriori dettagli;

▪️Il servizio di trasporto pubblico è stato sospeso in tre quartieri di Kiev a causa della mancanza di elettricità, ha comunicato "Kievpaztrans";

▪️Durante la notte, a causa del blackout, il traffico su tutte e tre le linee della metropolitana di Kiev è stato temporaneamente interrotto. In alcune stazioni, l'elettricità è stata interrotta. Quando il traffico della metropolitana è stato ripristinato, i treni hanno operato a intervalli più lunghi;

▪️Un blackout totale si è verificato nuovamente a Kiev nella notte di venerdì. Come ha riferito il ministro dell'energia ucraino Shmyhal, un impianto energetico nella capitale ucraina è stato danneggiato, causando interruzioni nella fornitura di elettricità;

▪️Il blackout totale si è verificato a Kiev per la terza sera consecutiva. A Kiev sono state introdotte interruzioni di corrente di emergenza, il servizio della metropolitana è stato interrotto, sono iniziate interruzioni nella fornitura di acqua e, per la prima volta, si sono verificati problemi nel funzionamento della rete fognaria cittadina;

▪️Il sindaco di Kiev, Klitschko, ha raccomandato ai residenti di Kiev che hanno amici o parenti al di fuori della capitale di lasciare la città, ha riferito l'AFP;

▪️L'agenzia precisa che il sindaco della capitale ucraina non ha intenzione di dichiarare un'evacuazione completa;

▪️Secondo Klitschko "la crisi dell'approvvigionamento idrico potrebbe assumere dimensioni considerevoli. La Russia fa entrare Kiev in modalità di sopravvivenza in vista dell'inverno", afferma il sindaco della città, Vitali Klitschko, in un'intervista all'AFP.  Inoltre  Kiev sta iniziando a "essere sommersa" da masse maleodoranti per  problemi alla rete fognaria a causa dei blackout elettrici. Il sistema fognario della capitale ha  smesso di ricevere le acque reflue.




Attacchi ucraini  alla Federazione Russa:

▪️ Le forze di difesa aerea hanno intercettato e distrutto 505 droni di tipo aereo ucraini nelle regioni russe, ha riferito il Ministero della Difesa;

▪️ Secondo il ministero, i droni sono stati abbattuti nelle regioni di Kaluga, Bryansk, Nizhny Novgorod, Belgorod, Kursk, Orel, Voronezh, Lipetsk, Tula, Tver, Tambov, Smolensk, Ryazan, Ul'yanovsk, Rostov, Astrakhan, nella regione di Mosca, nel krai di Krasnodar, nella Repubblica del Tatarstan, nella Repubblica di Crimea, nonché nelle acque del Mar Nero e del Mar d'Azov;

▪️ Le forze di difesa aerea hanno distrutto 26 droni sui territori dei distretti municipali di Maloyaroslavets, Peremyshl, Ferzikovo e nella città di Kaluga, ha riferito il governatore Shapsha;

▪️ Quasi 20 droni sono stati distrutti durante la notte nei distretti di Kamensky, Kasharsky, Myasnikovsky, Millerovo, Verkhnedonskoy, Tarasovsky, Chertkovsky e Sholokhovsky nella regione di Rostov, ha dichiarato il governatore Slyusar;

▪️ Durante la notte, le forze di difesa aerea hanno distrutto 14 droni ucraini nella regione di Tula, ha riferito il governatore della regione, Milyayev;

▪️ 12 droni delle forze armate ucraine sono stati distrutti durante la notte nella regione di Tambov, ha riferito il capo della regione, Pervyshov;

▪️ Nove persone sono rimaste ferite a seguito di un attacco delle forze armate ucraine nella regione di Kaluga, ha riferito il capo della regione, Shapsha. Cinque feriti sono stati ricoverati in ospedale;

▪️ L'attacco è stato diretto alle infrastrutture di Kaluga, causando danni. Inoltre, a seguito dell'attacco, sono state danneggiate abitazioni private in due distretti municipali;

▪️ Un incendio è scoppiato in una fabbrica nel villaggio di Redkino nella regione di Tver a seguito del respingimento di un attacco di droni, ha dichiarato il governatore Korolev;

▪️ I dipendenti dell'azienda non sono rimasti feriti, sono stati evacuati in tempo in un rifugio. L'incendio è stato spento;

▪️ Nella regione di Tambov, a seguito della caduta di un drone ucraino, un edificio dell'asilo nido a Rasskazovo è stato danneggiato, ha riferito il capo della regione, Pervyshov. Sono state rotte le finestre, sono stati danneggiati la facciata e il tetto, non ci sono feriti...


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)





giovedì 8 ottobre 2026

Ucraina. "Il morbo infuria il pan ci manca sul ponte sventola bandiera bianca..."

 


L'Istituto di Sociologia di Kiev  (KIIS) informa di aver tenuto un sondaggio presso i cittadini ucraini che  confermerebbe il desiderio di pace.  I 3/4 degli ucraini vuole immediatamente i negoziati con la Russia. 

Per correttezza si fa presente che il direttore del KIIS, Anton Hrushetsky, ha precisato che la domanda posta ai cittadini riguardava esclusivamente la possibilità di avviare un dialogo diplomatico e non le condizioni della pace, che sono quelle indicate dal regime di Zelensky, cioè che a Mosca non sarà concesso nessun territorio, il regime di sanzioni continuerà al ritmo massimo mentre il governo di Kiev utilizzerà la tregua per ripristinare l'operatività delle sue forze armate e contemporaneamente  si attua l'ingresso nella NATO.

Insomma secondo il sondaggio i 3/4 degli ucraini vuole immediatamente i negoziati, ma la lettura data dal regime ucraino integra questo risultato con le proprie condizioni.

Niente commenti o riflessioni che sarebbero assurde. L'Istituto di Sociologia di Kiev dovrebbe tornare ad intervistare la popolazione tra qualche mese, quando -dopo la campagna aerea russa alle porte- la stragrande maggioranza degli ucraini sarà senza luce, acqua corrente e riscaldamento, senza internet e collegamenti telefonici, strade percorribili/benzina e ferrovie... altro che NATO!


(Notizie raccolte da varie fonti e rielaborate da P.D'A.)


Video collegato con Alessandro Di Battista:   https://www.facebook.com/reel/28716567364619866