TRUMP: "COMPLETE AND TOTAL RESOLUTION OF OUR HOSTILITIES IN THE MIDDLE EAST" "I HAVE INSTRUCTED THE DEPARTMENT OF WAR TO POSTPONE ANY AND ALL MILITARY STRIKES AGAINST IRANIAN POWER PLANTS AND ENERGY INFRASTRUCTURE FOR A FIVE DAY PERIOD". (Fonte: https://truthsocial.com/@realDonaldTrump/posts/116278232362967212)
In merito alle dichiarazioni di Trump sulla sospensione degli attacchi per 5 giorni i media iraniani riportano che "non si sono svolte trattative con Trump e che il presidente americano ha fatto marcia indietro per timore di ritorsioni iraniane".
Il Ministero degli Esteri iraniano ha inoltre aggiunto che l'Iran non sta negoziando con gli Stati Uniti né direttamente né tramite intermediari (in precedenza, preferiva negoziare attraverso Qatar e Oman). L'Iran considera le menzogne di Trump, tra le altre cose, un tentativo di abbassare i prezzi del petrolio, ma la inaffidabilità di Trump farà sì che i prezzi aumenteranno inevitabilmente.
Il presidente Trump, dopo aver visto le risposte iraniane al suo attacco agli impianti atomici iraniani, che hanno messo a rischio contaminazione non solo l'Iran ma l'intero Medio Oriente ed oltre * (vedere dabbasso articolo specifico sull'attacco alla centrale nucleare di Bushehr in Iran) sta cercando disperatamente una via di uscita dalla trappola in cui è caduto seguendo le istruzioni dell'ente sionista (Israele). L'esperienza dimostra che una controminaccia iraniana e la promessa di colpire tutti gli interessi americani in M.O. hanno svegliato gli Stati Uniti molto rapidamente. Per Trump ora i negoziati diventano immediatamente possibili e la retorica cambia all'istante. Ma l'Iran capisce che la minaccia americana non è affatto svanita nel nulla. Sono ancora attesi rinforzi nell'area operativa e Trump si prende 5 giorni di pausa, aspettando l'arrivo dei marines americani dal Mar del Giappone. Mentre il Giappone stesso si è accordato con l'Iran per prelevare petrolio via Hormuz con pagamento in moneta cinese (non in dollari).
Intanto anche la situazione del blocco navale attorno all'Iran si fa difficile. La Marina statunitense si trova ad affrontare una potenziale "crisi delle portaerei", poiché la sua nave più avanzata, la Gerald R. Ford (CVN-78), è ormeggiata nella baia di Souda per una valutazione dei danni causati da un incendio. Il passaggio dalle operazioni di combattimento attive nel Mar Rosso alle riparazioni in un cantiere navale a Creta segna una pausa critica nell'Operazione Epic Wrath, evidenziando i limiti fisici e industriali della potenza navale americana.
Anche sul fronte Israele/Libano la situazione è in movimento. Il Primo Ministro libanese Nawaf Salam ha dichiarato che tra le richieste del Libano nei negoziati con Israele rientra il ripristino della sovranità libanese: "Chiediamo il ritiro completo delle truppe israeliane dal territorio libanese. Israele si è impegnato a farlo nell'accordo di cessate il fuoco, ma non è ancora stato attuato." In un'intervista con il canale Al-Hadath, Salam ha aggiunto che il Libano chiede anche il rilascio dei combattenti arrestati e detenuti nelle carceri israeliane, e ha spiegato che uno dei punti recentemente approvati dal governo libanese è la disponibilità del governo a riprendere i negoziati con Israele con la partecipazione dei cittadini e sotto l'egida internazionale.
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
Nicolai Lilin. Trump e Netanyahu in trappola in Iran. Gli USA cercano vie di uscite dall'empasse: https://www.youtube.com/watch?v=hFXqVfu0Rl8&t=7s
Seyed Marandi. Guerra Totale – Attacchi a Centrali Nucleari, Desalinizzazione e Infrastrutture: https://www.youtube.com/watch?v=nFFReRsRGoY
Yakov M. Rabkin: l’Iran resta la principale roccaforte di resistenza contro Israele: https://www.youtube.com/watch?v=UCvIfwd78T4
In condizioni desertiche, dove non vi sono precipitazioni naturali a "lavare" il suolo né fiumi a trasportare via il materiale in sospensione, il cesio-137 si depositerà per sempre nelle paludi salmastre e nella zona costiera. Per gli Emirati Arabi Uniti, questo significa non solo declino economico, ma il collasso fisico dello Stato.
Le radiazioni si propagheranno poi verso l'Oman, raggiungeranno l'India meridionale attraverso l'oceano, potrebbero colpire lo Sri Lanka e potrebbero benissimo raggiungere l'Indonesia, la Malesia e la Thailandia meridionale.