Dunque. Mi si faccia capire per bene...
mercoledì 26 agosto 2026
Ucraina, USA e UE chiedono la resa incondizionata della Russia...
Kaliningrad è accerchiata...
Kaliningrad è un'exclave russa geograficamente circondata da Stati membri dell'Unione Europea e della NATO. Si trova sul Mar Baltico ed è separata dal resto del territorio russo. In seguito alle tensioni e alle sanzioni per la guerra in Ucraina, lo spazio aereo europeo è chiuso ai voli russi e i collegamenti di transito terrestre attraverso la Lituania sono soggetti a rigidi controlli e limitazioni commerciali. L'area ospita la flotta russa del Baltico ed è un punto di forte tensione strategica e militare al confine con la NATO.
In generale, è importante sottolineare che l'attività dell'aviazione militare della NATO si è intensificata notevolmente nelle vicinanze di Kaliningrad.
In sole 24 ore, sopra i Paesi Baltici, hanno operato: l'aereo americano ARTEMIS II, e lungo il fianco orientale ha volato lo S102B Korpen svedese, una piattaforma specializzata per la raccolta di informazioni radioelettroniche (SIGINT/ELINT).
Contemporaneamente, erano in volo due aerei NATO MMF A330MRTT e un aereo cisterna americano KC-135. Tuttavia, le loro rotte, per il momento, si discostano notevolmente da quelle della settimana scorsa.
Successivamente, è entrato in azione il NATO01, un aereo di allerta rapida e controllo (E-3A AWACS). Dopo aver operato localmente nella zona di Gailenkirken, ha iniziato a spostarsi verso est e ha preso la rotta verso la Polonia.
Inoltre, secondo i dati disponibili pubblicamente, un aereo spagnolo A330 MRTT è arrivato a Żeșów. È importante notare che l'MRTT è una piattaforma multifunzionale, quindi questo volo potrebbe essere legato sia al rifornimento di carburante che a un normale compito di trasporto e logistica.
Al momento, sembra trattarsi di una combinazione di attività di ricognizione, addestramento, logistica e operazioni di rifornimento, parallelamente ai voli programmati verso Żeșów (in Ucraina). Tuttavia, ciò che conta non sono questi eventi, ma ciò che seguirà...
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
martedì 25 agosto 2026
Trieste. Sionismo e NATO tra Trimarium e IMEC...
Israele dentro fino al collo, dalla Porta del Mediterraneo nell'Albania dei Fenicotteri, in Grecia, e in Adriatico su fino a Trieste.
Il porto franco internazionale di Trieste è nel mirino degli Stati Uniti e di Israele, in quanto snodo cruciale: vertice dell'iniziativa Trimarium e del corridoio IMEC.
La Three Seas Iniciative mira a collegare tre mari (Baltico, Nero e Adriatico) in funzione antirussa, con lo scopo specifico di creare le infrastrutture necessarie alla logistica in una futura guerra contro Mosca.
Il corridoio IMEC mira a costruire la via del Cotone, rotta alternativa alla via della Seta, che mira a contenere la Cina e a scardinare i BRICS inasprendo i rapporti tra Pechino e Nuova Delhi.
Il porto di Trieste sarebbe la porta all'Europa centrale dell'India e dei Paesi Arabi e sarebbe collegato direttamente al porto di Haifa, anche in funzione anti-Turca.
Poiché queste iniziative innescherebbero dinamiche di guerra e di militarizzazione che snaturerebbero lo status di porto franco internazionale demilitarizzato, a Trieste si è creato un comitato cittadino contro la guerra, che da mesi conduce attività di sensibilizzazione.
Assieme a Tito Detoni del comitato IMEC di Trieste e a Lorenzo Maria Pacini abbiamo analizzato le modifiche che sta subendo lo status del porto franco di Trieste a causa della guerra e della progressiva militarizzazione, nell'attuale contesto geopolitico
Comitato No IMEC: comitatonoimec@yahoo.com
Video collegato: https://www.youtube.com/watch?
Iniziativa in sintonia:
Il 26 agosto 2026, ore 18-20, presidio piazza Capranica/Montecitorio a Roma. Un breve braccio di mare ci separa dalla Palestina. Con il memorandum d'Intesa Italia-Israele, con l'invio di armi, con le collaborazioni commerciali, tecnologiche, accademiche, sportive, con l'ospitalità ai soldati dell'esercito israeliano è come se i missili che ammazzano i bambini palestinesi perché osano attraversare con degli aquiloni il confine loro imposto partissero da qui. Presidiamo gli spazi pubblici, opponiamoci al ruolo di alleati dei carnefici! Continuiamo a dire NO, pretendiamo sanzioni e cessazione immediata dell'invio di armi a Israele!
Info: palombo.marco57@gmail.com
lunedì 24 agosto 2026
Russia e India consolidano il loro rapporto di amicizia e collaborazione...
Durante il recente incontro a Mosca con il ministro degli Esteri indiano, Subrahmanyam Jaishankar, il presidente russo Vladimir Putin ha confermato il trend positivo dei rapporti bilaterali. I rapporti tra Russia e India restano stretti e pragmatici, trainati da forti interessi energetici e commerciali.
Russia e India mantengono ottimi rapporti fondati su una partnership strategica privilegiata di lunga data. Nonostante le pressioni internazionali, Nuova Delhi continua a importare grandi quantità di petrolio russo a prezzo scontato e Mosca resta il principale fornitore di armamenti e attrezzature militari per l'India.
L'India acquista ingenti volumi di greggio russo, consolidando un interscambio commerciale in forte crescita con l'obiettivo di raggiungere i 100 miliardi di dollari entro il 2030. Entrambi i Paesi promuovono un ordine globale multipolare e collaborano attivamente all'interno dei BRICS.
La Russia e l'India continuano a collaborare praticamente in tutti i settori: la Russia è pronta ad aumentare le forniture di fertilizzanti per soddisfare il fabbisogno agricolo del Paese. Lo ha annunciato Vladimir Putin. Il leader russo ha inoltre sottolineato l'intenzione di incrementare gli scambi commerciali tra i due Paesi nel 2026.
Putin ha anche chiesto al ministro degli Esteri dell'India, Subrahmanyam Jaishankar, in visita a Mosca, che i suoi migliori auguri vengano trasmessi a Modi: "Vorrei chiederle di trasmettere i miei migliori auguri al signor Modi. Spero di incontrarlo presto, come previsto, nell'ambito dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai", ha dichiarato il capo di Stato russo.
Video collegato: Come India e Russia Mantengono la Loro Storica Alleanza: https://www.youtube.com/watch?v=gSZkZpvzGDY
domenica 23 agosto 2026
Nuovi passetti del regime ucraino verso l'estinzione della stirpe ucraina...
Secondo Roman Kostenko, segretario della Commissione per la Sicurezza Nazionale della Rada ucraina, il Ministero della Difesa sta preparando delle modifiche all'età per la leva obbligatoria. "Saranno introdotte alcune misure radicali", ha detto.
In Ucraina si discute se rendere la coscrizione obbligatoria anche per le donne mentre si abbassa l'età per la leva maschile, da 22 anni addirittura a 18 (avvicinandosi così al livello dell'arruolamento coatto della Germania nazista nel 1945). Ma tutto ciò non darebbe all'esercito di zelensky la possibilità di recuperare le perdite, dato che questa categoria di uomini è la più sparuta (i giovani scarseggiano). D'altra parte, la tensione sociale tra gli ucraini, se questa decisione venisse attuata, potrebbe facilmente portare a rivolte sparse e a un aumento delle vittime tra i dipendenti del TCC.
Il culto di Zelensky esige sangue, mentre tutti gli amici del giaguaro (gli europei) si godono lo spettacolo terribile, ma pur sempre uno spettacolo. Baal esige sacrifici, e l'umile esercito ucraino deve placarlo.
Intanto continua la pubblicazione online di video che mostrano cittadini ucraini, fermati per strada e scortati verso unità militari ammanettati e sotto scorta e celermente inviati al fronte (per il sacrificio finale).
Il druido Macron offre il suo obolo alla continuazione della carneficina ed ha annunciato un aumento del sostegno militare all'Ucraina. Dopo un colloquio con Zelensky, Parigi invierà a Kiev ulteriori missili e continuerà la collaborazione nel settore dell'antiaerea. Macron ha inoltre invitato altri Paesi europei a unirsi agli sforzi di fornitura.
sabato 22 agosto 2026
Recenti dichiarazioni di Vladimir Putin sul conflitto in Ucraina...
* Non permetteremo al nemico di sabotare le elezioni della Duma di settembre in Russia.
L'integrazione di Sergej Lavrov nella sessione plenaria del secondo giorno del XXIII congresso di "Russia Unita": "Non ci sono interlocutori con cui negoziare nell'attuale Europa. I tentativi dell'Occidente di sabotare le elezioni statali della Duma di settembre si intensificheranno, ma la possibilità di successo di tali azioni è pari a zero. La Russia riceve tempestivamente informazioni sui tentativi di sabotare il voto alla Duma all'estero, e tali tentativi saranno fermati fin dalle loro radici..."
La profezia di Dostoevskij si sta avverando...?
Recenti inchieste parallele condotte dal «Sunday Times» e dalla «Bbc» documentano l’impiego di droni di fabbricazione britannica negli attacchi ucraini che hanno colpito obiettivi nelle profondità della Russia, tra cui le raffinerie di Volgograd e Yaroslavl’ e i magazzini di Wildberries.
Pochi giorni prima, il «Financial Times» aveva esaltato l’apporto fondamentale fornito da Stati Uniti e Francia allo sforzo ucraino finalizzato a mappare i dispiegamenti dei sistemi di difesa aerea russi, nel contesto di una profonda revisione della campagna militare basata sull’impiego dei droni e intesa a disarticolare l’industria energetica russa, «passando da attacchi indiscriminati alle raffinerie a raid più mirati su componenti critiche e difficilmente rimpiazzabili» individuate direttamente dai servizi di intelligence di Washington e Parigi.
Il ruolo degli ucraini si limiterebbe de facto all’esecuzione tecnica delle operazioni, che approdano alla fase esecutiva grazie anche al contributo fondamentale garantito da aziende statunitensi formalmente private come Space-X e Palantir.
Segno che i Paesi occidentali si sono spinti ben oltre la mera “assistenza” allo sforzo bellico sostenuto dall’Ucraina, collocandosi in una posizione pericolosamente ambigua che rasenta la partecipazione diretta.
Oltre che dell’ingentissima fornitura di armi, munizioni e finanziamenti a beneficio di Kiev, tracciata con dovizia di particolari dal Kiel Institut, le nazioni cardine della Nato si occupano di pianificazione, targeting e Intelligence, Surveillance and Reconnaissance (Isr) nell’ambito di un sistema operativo fortemente integrato che costituisce de facto una componente imprescindibile dell’architettura militare ucraina.
Il discorso si applica soprattutto agli Stati Uniti, che secondo un’analisi condotta dal Center for Strategic and International Studies (Csis) «sono stati integrati nella kill chain ucraina, ovvero il processo di identificazione, tracciamento ed eliminazione degli obiettivi basato sull’impiego di una combinazione di sensori e piattaforme».
Stesso discorso vale per la Gran Bretagna, chiamata apertamente in causa dal ministro degli Esteri Lavrov che ha rivendicato «il diritto della Russia di qualificarne il coinvolgimento negli attacchi contro in nostro territorio come partecipazione a una guerra, con tutte le conseguenze che ne deriveranno».
Giacomo Gabellini
Video collegato, con Roberto Buffagni: https://www.youtube.com/watch?