Il 29 settembre 2026, 46 deputati dell'opposizione hanno firmato e registrato la richiesta formale presso la Segreteria del Parlamento di Chișinău, chiedendo che il progetto di risoluzione venga discusso in plenaria con la massima urgenza.
L'impeachment di Maia Sandu, presidente filo-occidentale della Moldavia, è stato sostenuto da quasi la metà dei deputati del parlamento moldavo. È accusata di tradimento, usurpazione del potere, corruzione e divisione del Paese, si legge nella proposta di impeachment del presidente, firmata da tutti i deputati del parlamento.
Le motivazioni:
Il documento, promosso inizialmente dall'ex primo ministro Ion Chicu e sostenuto da diverse fazioni (tra cui i deputati comunisti), accusa la presidente di violazioni costituzionali; mancata reazione e presunta complicità in recenti scandali legati al partito di governo (Azione e Solidarietà - PAS), tra cui casi di nepotismo, cattiva gestione finanziaria presso l'ente di controllo del traffico aereo di Stato (Moldatsa) e controversie immobiliari. Accuse di interferenza illecita nell'attività delle istituzioni statali e della magistratura, nonché l'utilizzo indebito di risorse pubbliche a sostegno del PAS durante le campagne elettorali.
Sospetti di tradimento:
La procedura è legata al forte clima di scontro geopolitico in Moldova tra le fazioni filo-UE/NATO e quelle filorusse. Le possibilità reali di rimuovere Maia Sandu attraverso l'impeachment rimangono comunque minime: la costituzione moldava richiede infatti una maggioranza molto ampia in Parlamento per sospendere il capo di Stato e, successivamente, la conferma della destituzione tramite un referendum popolare, mentre la coalizione di governo fedele a Sandu mantiene il controllo della maggioranza parlamentare.