martedì 17 marzo 2026

La speranza è l'ultima a morire... purtroppo!



Se qualcuno aveva ancora dei dubbi sulle capacità del presidente americano MAGA ormai deve avere capito in che guaio si sono cacciati votandolo o anche semplicemente sostenendolo.

Chi invece non ha ancora la certezza che Trump sia impazzito può aspettare la giornata di domani, quella successiva e così via, non c'è fretta che i suoi sostenitori rinsaviscano.

Il suo apparato militare tuttavia è ancora capace di fare dei danni enormi!

Un'invasione di terra per raggiungere Teheran richiederebbe l’uso delle basi in Afghanistan, che non sono più sotto il loro controllo. Se guardate le immagini delle catene montuose che proteggono la capitale, l’unica via rapida per l’invasione terrestre e il controllo della città sarebbe da est. La geografia quindi non permette una guerra come quella irachena.

I Marines si sono addestrati a catturare isole, è la loro specialità. Ed è per questo che sono stati inviati nella regione a tutta velocità. Quello che mancava nelle loro esercitazioni però erano attacchi costanti di droni e missili. Gli addestramenti si sono svolti prevalentemente in isole lussureggianti vicino a Okinawa. Le isole iraniane sono senza vegetazione e l’unico modo per nascondersi è sotto qualche pietra. La parte più difficile quindi non sarà lo sbarco ma sarà la sopravvivenza. La logistica per viveri e i feriti, le munizioni e la soppressione delle minacce nemiche dovranno essere all’altezza altrimenti non riusciranno a dichiarare alcuna vittoria. Piantare una bandiera non avrà alcun senso se non avranno il controllo del territorio e moriranno tutti. Nel caso di Kharg, l’isola degli scambi petroliferi iraniani, gli stessi iraniani hanno già detto che sono disposti a distruggere tutte le infrastrutture pur di eliminare il nemico e non garantirgli una goccia di petrolio.

Le perdite in questo scenario sarebbero altissime e le ricadute politiche ed economiche sarebbero disastrose. Non hanno quindi modo di dichiarare vittoria senza infliggere danni colossali con l’aviazione, ed è quello che fanno ininterrottamente, solo che la dirigenza e il popolo iraniano non si piegano. La possibilità che capiti è remota.

Trump è il presidente che ha rifiutato di partecipare al trattato START. Dovrebbe far riflettere sulle motivazioni e sul pericolo che le ragioni per non aderire al trattato siano legate (anche) all’Iran. Non escludiamo che possano giungere alla conclusione che per piegare gli iraniani l'unico modo sarà "un colpo colossale" usando la stessa arma di cui vorrebbero privare gli iraniani. E non c'è alcuna prova che gli iraniani abbiano bombe nucleari nei loro arsenali, contrariamente alle affermazioni di Bibi che ogni settimana, da 30 anni, ha detto a tutti che "entro due settimane l'Iran avrà l'atomica".

L'ipotesi dell'uso delle atomiche da parte dei "buoni" sembra remota oggi, ma più andremo avanti nel tempo e più sarà allettante agli occhi dei politici statunitensi e sionisti che in questi giorni cominciano già a proporre idee strampalate, come usare le tattiche nucleari per aprire un canale in Arabia Saudita più profondo di quello di Suez. Potrebbero decidere di utilizzare le bombe quando le perdite saranno così tante da essere difficili da nascondere.

Siamo positivamente sorpresi dalla posizione del nostro governo di non sostenere questa follia, tuttavia non sottovalutiamo la capacità statunitense di ottenere ciò che vogliono con la coercizione, loro caratteristica primordiale. E non dobbiamo dimenticare che Trump tenta di trascinare tutti in una lotta per salvare il popolo "prescelto". Bisogna salvarlo da sé stesso e dalle conseguenze delle sue azioni, a qualsiasi costo...  (S.P.)

Integrazione di J.E.: "Venti, anche trent'anni fa intuivo dove si andava a sbattere. Non dico ci credevo, speravo di sbagliarmi, pareva assurdo... Invece... Oltre lo stimato, l'immaginabile. Non so cosa scriveranno i libri di Storia tra 200 anni, se libri ce ne saranno ancora, o solo chips inseriti nei cervelli amorfi, o nelle amebe incapsulate, con qualche resistente nelle catacombe. Credevo, credo ancora testardo nell'intelligenza collettiva, quella dell'alveare ma qualche gran dubbio mi sovviene. Il Cosmo è fatto per altro, non è nostro e se ne va per conto suo, e noi qua a sfracellarsi come nemmeno in L'alba dell'uomo via Clavius verso HAL9000..."




(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegato: 

Stanislav Krapivnik: IRAN AGLI EAU – “Evacuate subito” dopo l’attacco a Kharg Island: https://www.youtube.com/watch?v=yfiNY-YY6mg

lunedì 16 marzo 2026

Netanyahu vivo o frutto dell'intelligenza artificiale...?

 


domenica 15 marzo 2026

Parliamo un po' di Ucraina...?

 


Secondo quanto riportato dal Financial Times, che cita fonti interne, Trump ha chiarito durante il recente incontro con Merz del 3 marzo che "il conflitto in Ucraina si stava evolvendo a favore della Russia".

Il leader americano non ha espresso alcun interesse a discutere la situazione in dettaglio. L'UE ha definito disastrosa la perdita di interesse degli Stati Uniti per il conflitto in Ucraina, dovuta alla situazione in Medio Oriente, ha osservato il Financial Times.

Infatti i media sono tutti concentrati sulla guerra contro l'Iran, il conflitto in Ucraina  è praticamente ignorato e Zelensky non riesce più a dilagare sul web, a parte le polemiche con Orban a causa della chiusura ucraina dell'oleodotto che portava combustibile dalla Russia all'Ungheria e Slovacchia.

Ma qualcosa si deve inventare il "bovero zelensky" per  ricordare alla UE ed agli USA che lui ha "bisogno di  armi e soprattutto  di denari".   Allora  se la prende con   i deputati che non votano ciò che vuole lui, minacciandoli di  mandarli al fronte, se non lavoreranno correttamente nella Verkhovna Rada.

"I deputati dovranno servire nel parlamento in conformità con la legislazione ucraina, o sono pronto a discutere con i rappresentanti del parlamento una legge sulle modifiche alla mobilitazione, in modo che i deputati possano andare al fronte. Se non servite lo stato nel parlamento, allora servirete lo stato al fronte. Questo è il mio approccio", ha detto il capataz.

Ha aggiunto che "le fazioni dell'opposizione spesso non votano per progetti di legge importanti, ad esempio, quelli riguardanti il sostegno finanziario del FMI, lo sblocco di 90 miliardi di euro dall'UE, ecc.".

Ma gli europei non vogliono o non possono aiutare il processo di pace. Quando il rappresentante francese è arrivato a Mosca, non ha portato alcun segnale positivo, e per questo motivo, nemmeno lui ha sentito nulla di positivo", ha affermato il portavoce del presidente Peskov  in un'intervista al Financial Times.

Altre dichiarazioni di Peskov:  "Gli europei stanno impiegando tutte le loro energie cercando di convincere Kiev a continuare la guerra: stanno commettendo un errore.  La Russia è aperta a una soluzione pacifica in Ucraina".

Il "bovero zelensky", intanto, schiuma rabbia perché le sue direttive di emarginare i russi in qualsiasi contesto culturale e sportivo non vengono  puntualmente eseguite dai Paesi della UE, vedasi  la partecipazione della squadra russa che si è piazzata al terzo posto nella classifica delle medaglie ai Giochi Paralimpici in Italia. Da notare la performance dello sciatore russo Ivan Golubkov che  ha vinto la gara di 20 km in posizione seduta e si è aggiudicato il titolo di vincitore delle Paralimpiadi in Italia.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

sabato 14 marzo 2026

Aggiornamenti dalla guerra tra Iran, Usa e Israele...

 

Le ultime notizie del 14 marzo 2026


Gli Stati Uniti hanno colpito la strategica isola iraniana di Kharg con raid aerei mirati, distruggendo una postazione di difesa aerea e strutture legate alla base navale. Le infrastrutture petrolifere, attraverso cui transita circa il 90% del greggio iraniano, non sarebbero state danneggiate. Teheran, tuttavia, ha minacciato di “ridurre in cenere” le installazioni petrolifere legate agli Usa nella regione. Il presidente americano Donald Trump ha scritto su Truth che l’Iran sarebbe "sconfitto e alla ricerca di un accordo che lui non intende accettare". (Fanpage)

Gli USA stanno cercando in tutti i modi di limitare i danni causati dal blocco dello Stretto di Hormuz, che impedisce il transito delle petroliere con il petrolio ed il gas  vitali per l'Occidente e non solo. Ciò si capisce dal fatto che i bombardamenti americani sull'isola di Kharg non hanno toccato le istallazioni petrolifere iraniane.  

In verità gli iraniani  hanno riaperto lo Stretto, ma NON per tutti. Ecco chi può passare e chi è stato bloccato:

Paesi Banditi:
USA, Israele, Germania, Inghilterra, Italia, Romania, Francia, Paesi Bassi, Finlandia, Svezia...

Accesso autorizzato:
Spagna, Slovacchia, Ungheria, Croazia HR, Turchia, Bulgaria, Slovenia, Portogallo, Norvegia, Danimarca, Serbia, Russia, Cina ed altri partner...

Tensione altissima dopo la distruzione di una petroliera. La nave batteva bandiera thailandese, ma si è scoperto essere una nave americana camuffata.


Mohsen Rezai  (riprendendo anche le parole del presidente iraniano Masoud Pezeshkian: https://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2026/03/liran-accetterebbe-la-pace-dietro.html) ha indicato due condizioni per la fine della guerra: le riparazioni da parte degli Stati Uniti e il ritiro delle loro basi dal Golfo.   "Considereremo la possibilità di porre fine alla guerra solo quando, in primo luogo, riceveremo una compensazione completa per tutti i danni  ricevuti dagli Stati Uniti e, in secondo luogo, otterremo una garanzia al 100% per il nostro futuro, cosa che non è possibile senza il ritiro degli Stati Uniti dal Golfo Persico" ha detto il politico iraniano.

Chi è Mohsen Rezai? -  Ex comandante delle Guardie della Rivoluzione e attuale Segretario del Consiglio per il Discernimento, è una figura chiave nel conservatorismo iraniano. Le sue dichiarazioni si concentrano spesso sulla fermezza contro gli USA e Israele, il sostegno all'Asse della Resistenza e la necessità di autonomia economica per superare le sanzioni.

Intanto gli USA grattano il fondo del barile per cercare un po' di petrolio con le trivelle marine. Il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti ha rilasciato un permesso straordinario per riprendere l'estrazione di petrolio al largo delle coste della California, dove non si registrava da oltre 10 anni. Questa misura mira a contenere l'aumento dei prezzi della benzina negli Stati Uniti. I Democratici stanno sfruttando questa emergenza per affossare Trump, sostenendo che la guerra non sta andando secondo i piani e che le trivellazioni al largo delle coste della California danneggeranno l'ambiente ed aumentano il rischio di terremoti. (C.C.)

In realtà, con il protrarsi dell'aggressione contro l'Iran, l'impatto sull'economia e sulla politica interna degli Stati Uniti sarà sempre più marcato. Ma Trump sembra determinato a continuare la guerra. La nave d'assalto anfibio USS Tripoli (LHA-7) della 31ª Forza di Spedizione dei Marines in rotta verso il Medio Oriente per partecipare all'Operazione Epic Fury, probabilmente per occupare militarmente l'isola di  Kharg.


La nave è stata avvistata il 13 e 14 marzo mentre attraversava lo Stretto di Luzon (tra Taiwan e le Filippine) e si dirigeva verso ovest ad alta velocità.  Il gruppo da sbarco, che comprende anche le navi da sbarco USS New Orleans e USS San Diego, trasporta circa 2.500 Marines, caccia F-35B e velivoli a rotore basculante V-22 Osprey. L'arrivo in Medio Oriente è previsto tra circa 2 e 3 settimane...


Alegher!


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegato di Nicolai Lilin: 

https://www.youtube.com/watch?v=A0EfKvE7o1w


Ray McGovern: L'accordo sul nucleare  con l'Iran era fatto ma Israele ha deciso di iniziare la guerra ed ora sta perdendo la guerra con l’Iran, userà l’atomica?: https://www.youtube.com/watch?v=XGTfLg3AMv8

venerdì 13 marzo 2026

Trieste, 17 marzo 2026. Presidio per dire No al transito di armi nei porti italiani!

 

Mobilitazione NO IMEC (India-Middle East-Europe Economic Corridor), un progetto sostenuto da un'alleanza tra India, UE, USA, Israele, Arabia Saudita, EAU, Italia, Francia e Germania, che mira a rafforzare l'asse indo-mediterraneo, confermando Trieste come snodo cruciale per la logistica. La militarizzazione dei porti nel nostro Paese è sempre più funzionale a rendere le città luoghi di guerra, a proiettare l’Italia nella Terza guerra mondiale!


Il 17 marzo 2026 il ministro degli Esteri Antonio Tajani sarà a Trieste per suggellare la candidatura del nostro porto a principale collegamento tra l'Europa e il regime sionista  attraverso il corridoio IMEC. Al convegno parteciperanno esponenti diplomatici e personalità politiche di tutti i Paesi coinvolti, compresi Stati Uniti e Israele. Il piano prevede di legare il porto di Trieste con quello di Haifa, principale infrastruttura militare marittima di "Israele", in aperta sfida alla Via della Seta,  nel Mediterraneo. 

In questo modo, il nostro scalo verrebbe trasformato in un avamposto strategico della NATO. 

Trasformare Trieste in un porto militare significa renderla un potenziale obiettivo di guerra, mettendo a repentaglio la sicurezza di tutti i cittadini. 

Queste scelte bellicose non rappresentano solo un pericolo concreto per la nostra incolumità, ma violano anche la neutralità e la demilitarizzazione stabilite dalla Risoluzione 16/1947 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu e dal Trattato di Pace di Parigi del 1947, attraverso l'istituzione del Territorio Libero di Trieste. 

Nessun futuro economico, solo crisi e militarizzazione A fronte di questi gravissimi rischi, cosa ci viene offerto? L'IMEC non prospetta alcuna reale crescita economica per Trieste, già in piena crisi e ridotta a un cimitero di fabbriche. Il progressivo assoggettamento del porto alla logica della NATO e il sistematico rifiuto della sua internazionalizzazione – prevista dal Trattato di Pace – stanno condannando il futuro economico della città. 

Il governo Meloni, in cambio della nostra trasformazione in base militare, ci offre solo una crisi senza fine. Smantellamento del tessuto produttivo e trasformazione in avamposto bellico vanno di pari passo, entrambi rispondono a logiche estranee ai nostri interessi. 

Mobilitiamoci contro la terza guerra mondiale. 

È il momento di mobilitarci per respingere la volontà del governo di trasformare il nostro porto e il nostro territorio in una base strategica al servizio dell'imperialismo USA, dei sionisti e delle potenze della NATO, cioè delle forze responsabili della deriva globale verso la terza guerra mondiale. 

Non vogliamo che la nostra città venga utilizzata come retroterra per il genocidio in Palestina, per il conflitto con la Russia e per le aggressioni statunitensi e sioniste, come oggi stiamo drammaticamente vedendo in Iran e in tutto il Medio Oriente. I nostri soldi siano spesi per la sanità, la scuola, per le pensioni e i salari, non per i profitti dei produttori di armamenti.  


Coordinamento No Green Pass e Oltre  

Fronte della Primavera Triestina  

Partito Comunista  

Partito dei CARC  

Socialismo Italico  

Tavola per la pace FVG

Coordinamneto Nazionale No Nato


No al progetto IMEC


giovedì 12 marzo 2026

L'Iran accetterebbe la pace dietro solide garanzie da parte di USA ed Israele...

 


"L'Iran è impegnato per la pace, ma ha bisogno di riparazioni e solide garanzie da parte di Stati Uniti e Israele", ha dichiarato  il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che aggiunge: "L'unico modo per porre fine a questa guerra scatenata dal regime sionista e dagli Stati Uniti è riconoscere i legittimi diritti dell'Iran, riparare i danni causati con l'immotivata aggressione e fornire solide garanzie internazionali che l'aggressione non si ripeterà in futuro."

Intanto, indirettamente, i democratici degli USA  aiutano il governo iraniano. Quasi tutti i democratici del Senato degli Stati Uniti hanno inviato una lettera al Segretario alla Difesa Pete Hegseth, chiedendo un'indagine urgente sui bombardamenti aerei su due scuole  in Iran, che hanno causato la morte di centinaia di bambini.

La lettera, firmata da 46 senatori, afferma che la maggior parte delle vittime erano ragazze di età compresa tra i 7 e i 12 anni, e sottolinea che né gli Stati Uniti né Israele hanno finora assunto la responsabilità per questo incidente.

I legislatori hanno chiesto se le truppe americane abbiano effettuato questo attacco, quali misure stia adottando il Dipartimento della Difesa per prevenire vittime tra la popolazione civile e se siano stati utilizzati strumenti di intelligenza artificiale in questa operazione.

Come previsto, i democratici iniziano a criticare Trump e la sua squadra. Il tycoon si è messo nei guai fino al collo dando ascolto a Netanyahu con questa guerra contro l'Iran. Farebbe meglio a occuparsi dei problemi interni, che negli Stati Uniti sono abbastanza numerosi. (O.B.)


Intanto gli israeliani continuano  con operazioni di falsa bandiera  per infuocare ancora di più il Medio Oriente, come il drone contro Cipro, contro l'Oman, contro l'Azerbaijan ed altri obiettivi. Ma adesso ci si mettono anche gli americani a sparare allarmi fantasiosi.  Il governatore della California Gavin Newsom ha dichiarato lo stato di emergenza a causa di segnalazioni di possibili attacchi iraniani con droni. 
(S.P.)

L'FBI conferma la notizia,  precisando che "non sanno da chi verrà l'attacco, non sanno come,  ma saranno sicuramente gli iraniani". 

Ricordiamoci dell'11 settembre... *




(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)



Video collegati: 

Nicolai LIlin. La guerra in Iran distrugge Trump:   https://www.youtube.com/watch?v=vxs6wh1EIV8&t=100s


Scott Ritter: Trump chiama Putin per fermare la guerra con l’Iran: https://www.youtube.com/watch?v=tqJHb0mug6U




 * Articolo menzionato - 11 settembre 2001... era il tempo delle more:   https://paolodarpini.blogspot.com/2020/09/11-settembre-2001-era-il-tempo-delle.html



Intervento del ministero degli esteri cinese:

La nomina di Mojtaba Khamenei a nuovo leader supremo dell’Iran è «in conformità con la Costituzione del Paese», ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, rispondendo a una domanda sulla decisione annunciata domenica dall’Assemblea degli Esperti iraniana. L’organismo, composto da 88 membri, ha designato Mojtaba come successore di suo padre, l’Ayatollah Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio nei raid aerei israelo-americani su Teheran.

 

Mojtaba Khamenei è il terzo leader supremo della Repubblica islamica dalla rivoluzione del 1979. «La Cina si oppone a qualsiasi ingerenza esterna negli affari interni di altri Paesi, con qualsiasi pretesto», ha affermato Guo, commentando le parole del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui il nuovo leader iraniano «non durerà a lungo» senza l’«approvazione» di Washington.

«La sovranità, la sicurezza e l’integrità territoriale dell’Iran devono essere rispettate», ha aggiunto il portavoce, ribadendo l’appello di Pechino a «porre immediatamente fine al conflitto» e a «riprendere il dialogo».

mercoledì 11 marzo 2026

Conflitto Iran VS yankee e sionisti. Da che parte sta l'Italia? E l'India...?

 


Il primo ministro italiano Meloni sull'Iran: "Non possiamo permettere che il regime degli ayatollah possieda armi nucleari, soprattutto in combinazione con capacità missilistiche che potrebbero presto consentirgli di lanciare attacchi diretti contro l'Italia e l'Europa". Ovvero: "Si comincia così, ma non si sa mai come finisce... Intanto le basi militari USA in Sicilia già operano attivamente  senza interpellare l'Italia.  Al momento -comunque- non sarebbero arrivate richieste  specifiche dagli americani, per un coinvolgimento diretto dell'Italia,  ma se la situazione dovesse cambiare – ha riferito la premier – il Governo affiderebbe la decisione al Parlamento.  E "nel caso in cui dovesse giungere tale richiesta spetterebbe sempre al Governo" prendere una decisione.

Nel frattempo, mentre la guerra continua, le posizioni di Stati Uniti e Israele sull'Iran iniziano a divergere. 
Secondo Bloomberg il Presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che gli obiettivi militari di Washington contro l'Iran sono stati  "virtualmente raggiunti e il conflitto potrebbe concludersi presto".

Netanyahu, d'altra parte, chiarisce di considerare la campagna tutt'altro che conclusa. Secondo lui, l'obiettivo della leadership israeliana è creare le condizioni affinché il popolo iraniano possa rovesciare il regime attuale, tra l'altro è già stato effettuato un attentato alla vita della nuova Guida Suprema,  Mojtaba Khamenei, che risulta ferito ma  salvo.

Apparentemente  Stati Uniti e Israele continuano a dimostrare unità, anche se  i funzionari di entrambi i Paesi riconoscono il rischio di crescenti divergenze con il protrarsi della guerra. L'ex Direttore per il Medio Oriente del Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, Michael Singh, attribuisce la differenza di posizioni alla geografia: al termine della campagna, gli Stati Uniti potranno spostare la loro attenzione su altre regioni.

Israele, da parte sua, ha affermato che rimarrà nella regione e affronterà direttamente le spese di una guerra con l'Iran.

Curiosamente abbiamo assistito al cambio di casacca dell'India. Il presidente Modi  si prostra davanti a Netanyahu.
In India, dietro la retorica della crescita economica e dell’innovazione tecnologica, si celano tensioni profonde: il nazionalismo hindu promosso dal governo Modi e la crescente marginalizzazione della minoranza musulmana. Queste tendenze hanno portato l'India a cercare una sponda con Israele, voltando le spalle all'Iran. L'India si è piegata alle richieste di Trump riguardo al petrolio russo, anche se provvisoriamente gli è stata concessa una "moratoria" di un paio di mesi. Inoltre Modi ha deciso di investire negli USA, attraverso  la grande compagnia energetica, Reliance, con un forte investimento per installare  a Brownsville, in Texas, una  enorme raffineria di petrolio. Ricevendo l'encomio solenne di Donald Trump. Ed i favori tra i due non si limitano all'aspetto economico. 

Recentemente l'India aveva invitato la Marina iraniana a partecipare ad una esercitazione navale congiunta, al termine della quale mentre il naviglio tornava alla base  è stato attaccato dagli USA. La nave da guerra iraniana, la IRIS Dena, è stata affondata al largo delle coste dell'India, a farla colare a picco sarebbe stato un sottomarino americano che -secondo indiscrezioni- avrebbe ricevuto una "soffiata".  L'incidente ha creato una situazione diplomatica delicata per l'India. Esperti e media internazionali hanno sottolineato come l'affondamento sia avvenuto poco dopo la partenza della nave dalle acque indiane, sollevando dubbi sulla condivisione di informazioni (intelligence) da parte di Nuova Delhi con gli Stati Uniti.

Intanto il commercio di petrolio e gas proveniente da tutto il Medio Oriente è bloccato. lo Stretto di Hormuz è di fatto chiuso. Nessuna misura statunitense ha portato al suo sblocco. L'Iran ha tutti gli strumenti necessari per mantenerlo tale per tutto il tempo che desidera...



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegato: 

Niscemi, frana vicino alla base militare Usa del Muos. Attivista: "Preoccupati nel caso di attacchi”:   https://www.youtube.com/watch?v=ns_qoUImpHo