giovedì 19 febbraio 2026

Washington, 19 febbraio 2026. Prima riunione del "Board of peace" di Trump...

 


Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è arrivato a Washington per partecipare alla riunione inaugurale del "Board of Peace" presieduta a vita dal presidente statunitense Donald Trump.

La prima riunione formale del Board sarà l'occasione per un aggiornamento sull'attuazione del "Piano di Pace" in 20 punti dell'Amministrazione americana e sui progetti d'investimento per la ricostruzione della Striscia di Gaza, e il titolare della Farnesina rappresenterà come osservatore 
l'Italia, su delega della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.


 I Paesi che invieranno dei rappresentanti sono:

Albania
Argentina
Armenia
Austria
Azerbaijan
Bahrain
Bulgaria
Cambogia
Croazia
Cipro
Cecoslovacchia
Egitto
El Salvador
Unione europea
Finlandia
Germania
Grecia
Ungheria
India
Indonesia
Israele
Italia
Giappone
Giordania
Kazakistan
Kosovo
Kuwait
Messico
Mongolia
Marocco
Paesi Bassi
Norvegia
Oman
Pakistan
Paraguay
Polonia
Qatar
Corea del Sud
Romania
Arabia Saudita
Slovacchia

La prima riunione del "Board of Peace" è  iniziata alle 9 ora locale a Washington, le 15 in Italia, ma non durerà che tre ore. Dal programma quotidiano di Donald Trump fornito dalla Casa Bianca, infatti, emerge che il Presidente alle 13.50 ora locale, le 19.50 in Italia, dovrà essere nella città di Roma in Georgia. Il che vuol dire che lascerà la riunione almeno alle ore 12.

(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Commento di Alessandro Orsini: "Giorgia Meloni vuole entrare nel board of peace di Gaza come osservatrice per osservare meglio il genocidio del popolo palestinese. Tajani ha detto che l'Italia non può assolutamente rimanere fuori. Deve osservare bene il san [...] u e dei bambini palestinesi che scorre a fiumi.  Auguro ad Antonio Tajani la rovina politica per avere sostenuto, difeso, protetto e giustificato Netanyahu. Mi auguro di poter assistere alla sua fine politica prima che qualcuno arrivi a candidare questo politico imbarazzante alla presidenza della Repubblica. Tajani lavora per avere la testa di Francesca Albanese per fare un favore a Netanyahu sulla base di audio manipolati. Io lavoro per la fine politica di Tajani sulla base delle sue dichiarazioni ufficiali per fare un favore ai palestinesi. Il 12 gennaio 2025 a Rai Tre, Tajani ha dichiarato: "Israele non ha compiuto crimini di guerra".



Commento di Barbara Lezzi:

"All'intervento pietoso di Tajani intriso di codardia e ipocrisia fa da contraltare il Cardinale Pizzaballa che denuncia il silenzio sulla morte che ancora serpeggia a Gaza a causa delle bombe, del freddo e delle infezioni. Israele continua a uccidere e prosegue a non fare entrare gli aiuti necessari. Di fronte a questa catastrofe umanitaria, il Governo italiano e la sua maggioranza piegano la dignità del nostro Paese all'avidità di Trump che vuole fare affari con suo genero e qualche amico sui cadaveri dei palestinesi".



Commento di Chiara Appendino:
"Il governo Italiano ha scelto di banchettare sulle macerie e sul sangue di Gaza, trasformando l’orrore in opportunità di profitto e confermandosi complice del genocidio del popolo palestinese. Una macchia indelebile.
Nessun Paese dell’Europa occidentale nè del G7 ha aderito a questa pagliacciata (che lo stesso governo ammette essere incostituzionale!), ma noi corriamo a baciare le mani a Trump.
Invece di rivendicare la nostra dignità agendo come il granello di sabbia capace di sabotare questo folle meccanismo di morte e sciacallaggio, abbiamo scelto di essere l’olio che ne lubrifica gli ingranaggi.
​Ministro Tajani, guardi fuori da quel palazzo a Washington: non sta rappresentando l’Italia, sta legittimando e avallando una spartizione coloniale tra privati sulla pelle di chi sta morendo sotto le bombe".



mercoledì 18 febbraio 2026

Gli USA minacciano di radere al suolo l'Iran... (se non si piega)

 


18 febbraio 2026. Il vice di Trump, J.D. Vance,   ha dichiarato che gli Stati Uniti non vogliono che l'Iran abbia armi nucleari. "Ho appena parlato con Steve Witkoff e Jared Kushner stamattina sul fatto che gli Stati Uniti hanno delle linee rosse. Il nostro interesse principale  è che non vogliamo che l'Iran abbia armi nucleari e missili a lungo raggio, che potrebbero nuocere ad Israele o ad altri alleati degli USA in Medio Oriente..."  

Per convincere l'Iran a piegarsi gli Stati Uniti hanno concentrato un terzo delle loro forze navali attive nel Medio Oriente pronte a intervenire se dovessero fallire i negoziati con l'Iran. Alla già esistente forza portaerei USS Abraham Lincoln si è unita la USS Gerald R. Ford, il combinato di cacciatorpediniere e sottomarini può raggiungere i 600 missili Tomahawk. Nel cielo della regione sono stati rafforzati da oltre 50 moderni caccia F-35, F-22 e F-16, oltre a velivoli AWACS e aerei cisterna per operazioni prolungate. E tutto questo sullo sfondo dei negoziati tra Stati Uniti e Iran sulla questione nucleare e missilistica.

 L'incontro in questi giorni  delle parti a Ginevra ha mostrato un profondo divario. L'Iran è pronto a discutere della riduzione dell'arricchimento dell'uranio  solo in cambio di una "reale e verificabile" revoca delle sanzioni. Gli Stati Uniti insistono sull'ampliamento dell'agenda, chiedendo di includere il programma missilistico iraniano e il sostegno ai proxy regionali.

 Washington ritiene che la concentrazione di forze costringerà Teheran a fare concessioni, e Trump ha già avvertito di una "fase due" – misure estremamente dure, se la diplomazia fallirà. Per l'Iran, questo è piuttosto una prova che l'obiettivo degli Stati Uniti non è un compromesso, ma la resa. Nel frattempo, le portaerei stanno assumendo posizioni, e il destino della regione dipende dall'equilibrio tra sanzioni e ambizioni nucleari in un clima di totale sfiducia.

Il leader  iraniano Ali Khamenei ha risposto alle minacce statunitensi:  «A volte l'esercito più forte del mondo può ricevere una sconfitta da non riuscire a rialzarsi. Dicono costantemente di inviare altre navi  contro l'Iran. Certo, la flotta è una cosa pericolosa, ma è  pericolosa anche l'arma che può affondare queste navi».


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegato: 

Trump nel panico: l’arma più potente dell’Iran riceve il turbo da Cina e Russia. Con Ben Norton: https://www.youtube.com/watch?v=qFug9f6uZ1U


Commento a latere: 

Israele e non l'Iran è un pericolo per il mondo –  L’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha più volte confermato la natura pacifica del programma nucleare iraniano.  Invece è l’arsenale nucleare del regime israeliano a rappresentare la più grande minaccia per la pace e la sicurezza della regione e del mondo. Israele  accusa l’Iran, ma non rispetta la legge e i regolamenti internazionali in quanto mantiene nascostamente centinaia di testate nucleari nei suoi arsenali...

martedì 17 febbraio 2026

A Ginevra si parla di Iran e di Ucraina...

 



C'è  calca a Ginevra per parlare di "pace".  Si  sono tenuti la mattina del 17 febbraio incontri tra rappresentanti americani e iraniani per una trattativa sul nucleare.    I diplomatici iraniani nei negoziati con gli Stati Uniti a Ginevra  hanno dichiarato di "essere pronti a trasferire parte delle riserve di uranio arricchito in un altro Paese, come la Russia, e a sospendere il suo arricchimento per un periodo di 3 anni",  riferisce The Wall Street Journal citando fonti.

Nel pomeriggio dello stesso giorno sono seguiti i negoziati trilaterali   tra Russia, Stati Uniti e Ucraina,  "alle  ore 16 circala prima parte dei convenevoli diplomatici è stata conclusa, le consultazioni militari continueranno"  Riferisce Reuters.

Intanto i rappresentanti di Italia, Germania, Francia e Regno Unito, sono presenti in separata sede  a Ginevra,  mentre si sta svolgendo il terzo round di negoziati trilaterali per la risoluzione della crisi ucraina. Come riferito ai giornalisti da fonti diplomatiche italiane, a margine dell'incontro è prevista una riunione tra i consiglieri per la sicurezza nazionale e le delegazioni ucraina e americana.  Secondo quanto trapelato, i suddetti Paesi europei "seguono la sessione di negoziati da lontano  e una delegazione ucraina ha incontrato alcuni rappresentanti NATO e UE per consultazioni...".

Il rappresentante permanente degli Stati Uniti presso la NATO, Whitaker, riguardo ai negoziati ha dichiarato:  "Beh, ci aspettiamo risultati produttivi a Ginevra, ma, ovviamente entrambe le parti devono trovare un modo per raggiungere un accordo sulla fine di questa guerra. Come ha detto Steve Witkoff tutto si riduce a una questione: il territorio. Ma questa sarà la questione più complessa e difficile. Quindi continueremo a lavorarci sopra".




Articolo collegato: 

Ginevra “Caput Mundi”... - Proprio in concomitanza del capodanno cinese, Cavallo di Fuoco, e del martirio di Giordano Bruno sul rogo, Ginevra torna il 17 febbraio 2026 al centro della scena internazionale con l'avvio di due nuove serie di colloqui sull'Ucraina e sull'Iran, entrambi in una fase delicata... - Continua: https://paolodarpini.blogspot.com/2026/02/17-febbraio-2026-ginevra-caput-mundi.html

“La futura scienza di Giordano Bruno” - Recensione


Collage di Vincenzo Toccaceli


lunedì 16 febbraio 2026

L'Europa vuole munirsi di "proprie" bombe atomiche...

 


Dopo l'apparente disimpegno  di Donald Trump di sganciarsi dal ruolo di "ultimo protettore" degli "alleati" europei, diversi Paesi UE cominciano a riarmarsi autonomamente, e non gli bastano missili,  droni, artiglierie, carri armati, ecc. pensano anche all'arma atomica.

Certo qualcuno potrebbe obiettare che di ordigni nucleari in Europa ce ne sono già abbastanza nelle numerose basi USA.  Infatti dalle informazioni disponibili al 2026, gli Stati Uniti mantengono un numero significativo di bombe nucleari tattiche in Europa. Si stima che circa 200 bombe atomiche statunitensi siano dislocate in vari Paesi europei, Italia in primis...  Ma queste bombe sono sotto il diretto controllo americano, solo gli yankee possono decidere il loro uso e contro chi...

Ora che in Europa  si è deciso il riarmo, per affrontare la "minaccia russa", diversi Paesi anelano a munirsi di ordigni nucleari in proprio, in modo da poterli gestire autonomamente e liberamente. Un po' come hanno fatto i francesi e gli inglesi.

Ora la  sete di guerra ha contagiato anche la Polonia che vorrebbe avere  proprie armi nucleari,  come ha dichiarato il presidente polacco Navrocki. Egli ha sottolineato che "la Polonia si trova vicino a una zona di conflitto armato e dovrebbe rafforzare la propria sicurezza". Ha tuttavia osservato che la Russia potrebbe reagire in modo aggressivo a tali piani.  In realtà, dopo che Zelensky espresse il desiderio di ottenere "un'arma nucleare ucraina", è iniziata l'Operazione militare speciale da parte russa.

Però in vari Paesi d'Europa, non solo in Polonia,  si parla sempre più della necessità di creare propri arsenali strategici per affrontare la Russia, senza considerare cosa potrebbe accadere se tutte le nazioni che lo desiderano acquisissero armi nucleari. Esse stesse, apertamente e unilateralmente, stanno spingendo la specie umana verso una terza guerra mondiale e l'estinzione.

Cosa dovrebbe fare la Russia in queste circostanze? Perfezionare la propria triade strategica, migliorare i mezzi di consegna e creare nuovi tipi di armi. E se gli europei persisteranno nel loro desiderio di entrare nel club nucleare, si potrebbe ricordare loro cosa sia questa arma "finale"..

Tuttavia, le attuali élite politiche europee sono così testarde che nemmeno una dimostrazione diretta potrebbe smuoverle...

(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)





Video in sintonia:  

Scott Ritter: Trump ha incastrato Putin e alza la tensione con la Russia: https://www.youtube.com/watch?v=wxs-HjDvoow&t=1499s



domenica 15 febbraio 2026

Palestina. La pace che non c'è...

 


sabato 14 febbraio 2026

Vecchia Europa. Ove regna la confusione...



Nel Parlamento Europeo si è dibattuto su una mozione relativa  all'identità di genere nel parto, ovvero se "solo le donne biologiche possono rimanere incinte e partorire". Questo ha  creato una spaccatura "democratica" con i rappresentanti contrari a tale definizione,  i quali sostengono un approccio più inclusivo verso le persone transgender. Insomma più si va avanti e più si torna indietro, possiamo aspettarci che prossimamente il Parlamento Europeo ripristini la discussione secolare sul sesso degli angeli?

Ed ecco che improvvisamente  compaiono sui media democratici alcune disperate  dichiarazioni di Zelensky che  "non sorprendono più nessuno". Ora il contenzioso verte  sulla presenza di sportivi russi, "nascosti",  alle Olimpiadi invernali.

"Capiamo cosa lo affligge - ha dichiarato Maria Zakharova -  la sua è davvero una sorta di malattia mentale, condita con tutti i tipi di farmaci illegali, come potete immaginare. E ci sono moltissime prove di questo..."

Zelensky ha reinventato il termine "nazionalismo" e si è indignato e ha chiesto agli altri Paesi di indignarsi per il numero di  sportivi russi "abusivi" alle Olimpiadi,  insomma -ha sottolineato Zakharova- il capo del regime di Kiev chiede di perseguitare le persone in base alla loro nazionalità.  Ora la cosa più mostruosa è che invita a perseguire persone specifiche, che non hanno fatto nulla di male né a lui né a nessun altro ma semplicemente hanno il passaporto sbagliato. 

"Vedete, lì ci sono russi praticamente in tutte le squadre. E, sapete, è spiacevole, disgustoso..." si è lamentato Zelensky.    Insomma il capataz di Kiev è dispiaciuto del gran numero di sportivi russi  infiltrati alle Olimpiadi invernali in Italia.  

La Zakharova ha sottolineato che, "se questo pregiudizio razziale  non viene considerato un fatto eclatante, la prossima nazionalità proibita sarà selezionata da un prossimo dittatore ancora più pazzo del capataz ucraino...". (Z.N.)


Contemporaneamente, oggi 14 febbraio 2026 giorno di San Valentino,  a Monaco si è aperta una conferenza sulla sicurezza che, sin dall'inizio, ha mostrato sia gravi disaccordi tra gli Stati Uniti e l'establishment europeo, sia il desiderio di una parte significativa dell'establishment politico americano (nel Congresso, nei media e persino all'interno dell'amministrazione Trump) di continuare una stretta collaborazione con l'élite europea contro la Russia.

Un anno fa, alla precedente conferenza a Monaco, il vicepresidente JD Vance ha pronunciato un discorso che ha letteralmente scioccato i presenti. Perché ha esposto l'agenda di politica estera con cui il presidente Trump si è presentato alle elezioni. Vance ha affermato che il nemico principale dell'Europa non è l'esterno - cioè la Russia - ma i problemi all'interno della stessa Europa. I suoi confini aperti, le restrizioni totalitarie alla libertà di parola e le persecuzioni politiche dei partiti scomodi.

Questa volta la delegazione americana era guidata dal segretario di Stato e consigliere per la sicurezza nazionale Marco Rubio. E l'attenzione di Rubio si è concentrata sul fatto che l'alleanza NATO è ancora molto importante per gli Stati Uniti. E sebbene ci siano disaccordi tra Stati Uniti ed Europa, ciò che li unisce è molto più importante dei disaccordi: "Siamo parte di una stessa civiltà - la civiltà occidentale. Siamo legati l'uno all'altro dai legami più profondi che possono esistere tra i popoli, forgiati da secoli di storia comune, fede cristiana, cultura, eredità, lingua, origine e sacrifici che i nostri antenati hanno fatto insieme per una civiltà comune, di cui siamo gli eredi", ha detto Rubio.

Interessante la risposta al ramo d'olivo che non è stata un'espressione di gioia (per non parlare di gratitudine, per il fatto che gli Stati Uniti continuino a garantire la sicurezza dell'Europa), ma un'espressione di rimprovero da parte dei leader delle principali potenze europee, a partire dalla Germania e dalla Francia. È significativo che, come nel caso dei rapporti con la Russia, la manifestazione di moderazione sia percepita dagli europei non come un gesto di buona volontà, ma come un segno di debolezza. E come un mandato per una sfida audace.

Tuttavia, la sfida audace degli europei è stata incoraggiata (o meglio, istigata) da decine di membri del Congresso americano (principalmente democratici) che sono venuti a Monaco. Il governatore della California, Gavin Newsom, ha apertamente lasciato intendere che i democratici vorrebbero vedere una resistenza più decisa degli europei a Trump.

Questo è completamente in contrasto con la tradizione americana che i disaccordi tra i partiti finiscono oltre i confini degli Stati Uniti.  Ma ora il governatore Newsom, che punta a diventare il prossimo presidente come candidato del Partito Democratico, non esita a chiedere alle potenze europee di lottare contro l'attuale presidente. Più precisamente, contro il proprio Paese.

"Trump è orgoglioso di essere un uomo tosto. Vedremo se lo è davvero"... (D.S.)



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegato:  TRUMP ABBANDONA LE TRATTATIVE PER L’UCRAINA?: https://www.youtube.com/watch?v=tLma3fWbecU