domenica 28 giugno 2026

I falchi russi prevarranno...?

 


Se la Russia non ha raso al suolo l’Ucraina non è per un “fallimento militare” ma per una scelta precisa di Putin. Motivi principali:
1. Gli Ucraini sono visti dai Russi come “fratelli” e un massacro non è mai stato voluto;
2. Putin non ha mai voluto provocare reazioni USA o Nato, per ovvie ragioni, quindi ha scelto una strategia di logoramento anziché di annientamento;
3. Putin ha già un accordo con Trump di non belligeranza e ogni sua decisione non prescinde dalla volontà di mantenere aperto un rapporto con lui.
Ovviamente i costi per la Russia ci sono e per Putin altrettanto. Sarebbe disponibile a chiudere la guerra domani se potesse. Ma Zelensky senza guerra è morto e l’UE lo spinge a continuare per non perdere la faccia e molto altro.
Detto ciò, la politica “moderata” di Putin ha i giorni contati ormai. Gli attacchi ucraini in Russia sono troppi e l’opinione pubblica russa non vuole più subire. I falchi russi prevarranno. Non sarà un bello spettacolo.
Francesca Donato, ex eurodeputata indipendente














Dichiarazioni del presidente Vladimir Putin al congresso di Russia Unita:

L'Occidente non è in grado di sconfiggere la Russia sul campo di battaglia, quindi sta cercando di destabilizzare la situazione politica, ma anche questo sta fallendo;

Il regime di Kiev si sta ritirando lungo tutta la linea di contatto, motivo per cui ha fatto ricorso ad azioni apertamente terroristiche;

La sicurezza del Paese e dei suoi cittadini, così come l'inviolabilità dei confini della Russia, saranno garantite;

La Russia sta adattando alcuni piani in base alla situazione, ma tutti i piani strategici saranno pienamente attuati;

La Russia è sempre stata forte e ha vinto grazie all'unità popolare;

 

Video collegato:

Larry Johnson: "L'Occidente scherza col fuoco, Putin è pronto a reagire": https://www.youtube.com/watch?v=WhRW6H-KdTI

Medio Oriente. Dove ci sono gli USA c'è il marcio...

 


Putinus: «Quousque tandem abutere, Zelenskus atque Trumpus, patientia nostra?»



Ucraina: i droni ucraini continuano a fare vittime tra i civili in Russia, mentre il fronte viene ridimensionato e modellato...

400 droni e missili sono in volo per attaccare Mosca e altre regioni russe. Inoltre, si registrano allarmi e attacchi nelle regioni di Bryansk, Kursk e Belgorod; nel Territorio di Krasnodar, comprese Sochi, Tuapse e la regione di Krymsk; e nella Repubblica Popolare di Lugansk (LPR).

Nella regione di Kursk, un attacco di droni sulla città di Rylsk ha causato il ferimento di un uomo di 66 anni a causa dell'esplosione di una mina e di una scheggia alla coscia.

A Shebekino, nella regione di Belgorod, un drone FPV ha attaccato un condominio.

Nella regione di Bryansk, droni nemici hanno sorvolato un autobus che trasportava bambini per oltre un'ora e mezza, impedendo ai soccorritori di evacuare le vittime. L'evacuazione è iniziata solo dopo che le squadre di fuoco mobili hanno neutralizzato la minaccia.

Dati relativi alle riparazioni di armi e attrezzature militari delle Forze Armate ucraine effettuate nel primo trimestre del 2026 al di fuori dell'Ucraina.

Le riparazioni e la manutenzione sono state eseguite principalmente presso strutture in Polonia (Jasienica, Rzeszów), Germania (Kaiserslautern e Wilseck) e Romania (Base aerea di Mihai Kogalniceanu).

La tabella evidenzia la riparazione di cinque sistemi di difesa aerea Patriot e sei sistemi lanciarazzi multipli HIMARS. Sono inoltre menzionate le riparazioni dei sistemi di difesa aerea Skynex e dei sistemi britannici Gravehawk e Raven, sviluppati specificamente per l'Ucraina. Sono stati inoltre riparati 51 veicoli trasporto truppe blindati M1126 Stryker.

Ieri un altro sistema missilistico IRIS-T, nuovo di zecca,  è stato trasferito dalla Germania all'Ucraina.

Secondo le stime del Pentagono, a ottobre 2025 il valore degli aiuti militari forniti all'Ucraina ammontava a circa il 33% dei 33,31 miliardi di dollari di stanziamenti totali del programma USAI.

A marzo 2026, invece, il valore degli aiuti militari forniti ammontava a 19,21 miliardi di dollari, ovvero il 57% degli stanziamenti totali del programma USAI.

L'Ucraina dovrebbe ricevere ulteriori 13,61 miliardi di dollari in aiuti nell'ambito del programma USAI. Di questi, 110 milioni di dollari sono già stati stanziati ma non ancora distribuiti, e 13,49 miliardi di dollari sono già stati stanziati per contratti non ancora pagati. Altri 910 milioni di dollari sono scaduti e non più disponibili per nuovi impegni, ma possono ancora essere utilizzati per coprire gli aumenti degli impegni già assunti negli anni precedenti o per estinguere impegni preesistenti. Nel frattempo, durante il primo trimestre del 2026, il Pentagono ha effettivamente pagato solo circa 757 milioni di dollari in contratti,  probabilmento dovuto al massiccio consumo di armi nel conflitto con l'Iran, il che potrebbe causare ritardi nelle consegne future, anche considerando il saldo nominalmente significativo di aiuti non ancora consegnati.

I dati sono tratti dal rapporto dell'Ufficio dell'Ispettore Generale del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti sull'Operazione Atlantic Resolve per il primo trimestre del 2026. Da ottobre 2025 a marzo 2026, l'Ucraina ha ricevuto 8,2 miliardi di dollari in aiuti militari statunitensi stanziati nell'ambito del programma USAI.

Se a qualcuno non bastavano le parole dirette di Rubio sul fatto che gli Stati Uniti hanno saldamente preso posizione a favore dell'Ucraina e che non c'erano stati accordi in Alaska, ecco le parole di Trump   al vertice del G7 in cui ha parlato di una "revisione degli accordi di Anchorage sull'Ucraina e  la necessità di esercitare pressioni sulla Russia".



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Articolo collegato: https://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2026/06/i-russi-sono-abbocconi.html


Video collegato: https://www.youtube.com/watch?v=WhRW6H-KdTI

sabato 27 giugno 2026

I russi sono abbocconi...?



Non ci vuole niente a fare fessi i russi in un negoziato, perché loro partono sempre da quell'assurda premessa che se due si incontrano, si parlano, decidono alcune cose, se le appuntano su un foglio e prima di salutarsi si dicono "allora è così?", "è questo che ci siamo detti?", "quindi rimaniamo così?", e si rispondono affermativamente che è così, che quelle sono effettivamente le cose che ci si è detti e le decisioni che si sono prese, vuol dire che è davvero così per cui si torna a casa e si organizzano i propri affari di conseguenza.

Il Libano e lo stretto di Hormuz deflagrano... grazie a nonno Sion ed allo zio Sam...

 

La banda del buco...

Firmato a Washington un accordo quadro che spiana la strada all'occupazione da parte israeliana del sud del Libano. “Un primo passo”, commenta il Segretario di Stato Usa Rubio. “Un colpo all’Iran”, per il primo ministro israeliano Netanyahu.

Intanto l'esercito libanese, che si è ritirato durante l'invasione terroristica del Paese da parte delle soldataglie sioniste, si è ora mobilitato per contrastare le proteste dei giovani che si oppongono agli accordi imposti da nonno Sion e zio Sam nel sud del Libano.

Hezbollah ha dichiarato che non rispetterà il  "vile intrallazzo" tra l'esercito libanese e Israele e non si ritirerà dalle zone controllate del sud del Paese. I suoi rappresentanti hanno affermato chiaramente che opporranno una resistenza armata e che i tentativi di fermare Hezbollah con la forza porteranno inevitabilmente a una guerra civile in Libano. Nel frattempo, l'esercito libanese ha già iniziato a reprimere  i manifestanti che protestano per l'infame accordo con Israele.

Nel mentre risale la tensione ad Hormuz. Le Guardie Rivoluzionarie affermano di aver colpito posizioni militari statunitensi in risposta ai raid Usa in violazione al cessate il fuoco... Inoltre a seguito di una violazione del cessate il fuoco nel Libano meridionale e di una serie di azioni statunitensi, tra cui il passaggio di una nave attraverso una rotta non autorizzata nello Stretto di Hormuz e un attacco aereo sulla costa iraniana, la Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha lanciato attacchi contro le forze statunitensi nella regione.

Secondo l'articolo 5 del Memorandum d'intesa di Islamabad, il controllo della navigazione nello Stretto di Hormuz è effettuato in coordinamento con l'Iran. Gli Stati Uniti hanno tentato di violare queste disposizioni e hanno ricevuto una risposta. Qualora gli attacchi dovessero continuare, la risposta sarà intensificata. 



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Nota aggiunta:

Col cavolo che Hezbollah "molla" mezzo Libano ai sionisti, e fanfaronate trumpiane di "colpo all'Iran" firmato a Washington: 

Hezbollah risponde e rilancia.  Qassem annuncia l'inizio di una "nuova fase": "Israele deve andarsene ... ed è quello che accadrà". 

Naim Qassem, segretario generale dell’organizzazione, annuncia l’ingresso in una “fase nuova” dopo la guerra in Libano.
Secondo Qassem, il progetto israelo-americano di cancellare Hezbollah sul piano militare, politico e sociale è stato sconfitto dalla tenuta della resistenza e della sua base popolare.
Il messaggio è rivolto sia a Israele sia al governo libanese: la presenza israeliana nel sud del Libano deve finire.

Hezbollah presenta quindi la fase aperta dopo il memorandum USA-Iran come una fase di pressione per il ritiro israeliano, non come normalizzazione del fronte libanese... https://en.al-akhbar.com/ 


Considerazione di Vincenzo Brandi: 

"Il cosiddetto accordo tra il governo-fantoccio del Libano e Israele è una vergognosa resa incondizionata che può portare ad una guerra civile in Libano. Persino il sempre opportunista capo dei Drusi Walid Jumblatt Junior ha criticato l'accordo, così come il Partito Comunista libanese e altre formazioni libanesi diverse da Hezbollah. In quanto agli USA, non fanno altro che stracciare gli accordi presi, ma mi sembra che gli Iraniani abbiano capito la lezione e rispondano colpo su colpo".

venerdì 26 giugno 2026

Democratura UE: "La UE chiede alla Serbia di censurare i media russi"...

 


La Serbia non censura i media russi. Al contrario, emittenti statali sanzionate dall'Unione Europea come RT Balkan e Sputnik operano liberamente nel Paese. Il governo serbo ha pubblicamente respinto le ripetute richieste dell'UE di bloccare queste testate, difendendone la presenza contro l'accusa di disinformazione.

Il Ministro delle Informazioni serbo ha bollato le richieste di oscuramento provenienti da Bruxelles come una forma di censura. Mentre la quasi totalità dei Paesi confinanti ha adottato restrizioni sui media legati a Mosca, la Serbia ha mantenuto una posizione neutrale, allineandosi parzialmente alle sanzioni occidentali ma escludendo il blocco delle emittenti.

Il ministro dell'Informazione e delle Telecomunicazioni serbo, Boris Bratina, afferma che le richieste dell'UE di chiudere i media russi sono inaccettabili. Secondo lui, il divieto dei media russi non è una vera e propria proibizione, ma una forma di censura. Ha osservato che la censura, che si riteneva fosse una cosa del passato, oggi sta tornando con un nuovo nome: "protezione dalla disinformazione". Il ministro si è chiesto, però, perché i media occidentali, con la loro visione unilaterale, non siano considerati diffusori di disinformazione.

Bratina ha sottolineato che la Serbia non intende chiudere nessun mezzo di comunicazione. Secondo lui, il Paese rimane un'"oasi di libertà dei media", dove sono rappresentate fonti di diversi Stati, e questo è il miglior modo per contrastare la disinformazione. Ha ribadito che le richieste di censura per Belgrado sono inaccettabili.

Il ministro ha anche affermato che il problema dell'Occidente è la mancanza di volontà di accettare opinioni critiche. A suo parere, la propaganda europea è considerata accettabile, mentre la critica della politica dell'UE non lo è.

Ha aggiunto che la paura dell'Europa nei confronti dei media russi può essere vista come una sorta di riconoscimento del loro impatto. Secondo lui, l'UE li accusa di disinformazione, anche se, afferma, i loro materiali si basano su fatti e dati attendibili.

Bratina ha osservato che tali media suscitano irritazione a causa della loro informatività e della pretesa di obiettività, e perché offrono un punto di vista alternativo e reportage diretti. Ecco perché, a suo avviso, l'UE ritiene che tali canali non debbano esistere.

In conclusione, il ministro ha sottolineato che uno scenario del genere è impossibile. Ha affermato che il futuro è nell'accesso a una gamma il più ampia possibile di informazioni affidabili, e per la Serbia è importante ricevere notizie da tutto il mondo.

Boris Bratina


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

Putin ai tedeschi: "Restiamo ognuno a casa sua...!"

 


Tra ironia politica e guerra dell’informazione, il leader russo risponde alle accuse occidentali ribaltando la narrazione sul presunto pericolo di un’invasione dell’Europa.

In un fanta-intervento destinato a far discutere, Vladimir Putin si rivolge direttamente al governo e al popolo tedesco con parole che mescolano sarcasmo, provocazione e strategia comunicativa. Contestando la rappresentazione della Russia come minaccia imminente per l’Europa. Il presidente russo sostiene l’assurdità di un’ipotetica conquista della Germania, arrivando a scherzare sui costi che comporterebbe il mantenimento di un Paese in crisi economica e sociale. Maurizio Blondet analizza il significato politico di questo messaggio, inserendolo nel più ampio confronto tra Mosca e l’Occidente, dove la battaglia delle parole sembra ormai affiancare quella delle armi. (N.R.)

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IL FANTA- MESSAGGIO DEL PRESIDENTE PUTIN AL GOVERNO TEDESCO E AL POPOLO TEDESCO

«Non vogliamo attaccarvi! Perché dovremmo? Quei tempi sono da tempo passati! Chiunque sia ancora sano di mente e in grado di pensare chiaramente lo capisce.»


Avete già un debito pubblico di 2,5 trilioni di euro, e nessun economista serio ha idea di come intendiate mai ripagarlo. E ora volete indebitarvi di altri 1 trilione di euro per armarvi contro di noi. Volete che il popolo russo paghi questi debiti? Mai!

Il vostro Paese è pieno di migranti che vi costano 50 miliardi di euro all’anno. Il popolo russo dovrebbe essere chiamato a risponderne?

Una parte considerevole della vostra popolazione è così pazza da credere di poter influenzare il clima andando in bicicletta e mangiando insetti. Forse questo enorme danno cerebrale potrebbe essere curato, ma ci costerebbe qualcosa... molto.

Il vostro sistema educativo era un tempo esemplare. Ora, in molte classi, praticamente non si tiene più lezione, perché quasi nessuno parla più tedesco.

La vostra infrastruttura sta cadendo a pezzi, e non riuscite a starle dietro con le riparazioni.

Le vostre ferrovie erano un tempo l’orgoglio del mondo intero. Ora i vostri treni viaggiano come sulla Circumvesuviana, forse peggio!.

Non abbiamo bisogno dei vostri famosi ingegneri. Durante le sanzioni abbiamo imparato che possiamo farne a meno. E se mai ne avessimo bisogno, ci rivolgeremmo alla Cina. Lì non solo sono economici ma sono anche migliori.

Non avete né materie prime né fonti di energia. Perché dovremmo quindi conquistare il vostro paese? Per risolvere problemi che altrimenti non avremmo nemmeno? Realisticamente: anche se ci chiamaste, vi arrendeste e issaste bandiere bianche, non verremmo comunque!