martedì 17 febbraio 2026

A Ginevra si parla di Iran e di Ucraina...

 



C'è  calca a Ginevra per parlare di "pace".  Si  sono tenuti la mattina del 17 febbraio incontri tra rappresentanti americani e iraniani per una trattativa sul nucleare.    I diplomatici iraniani nei negoziati con gli Stati Uniti a Ginevra  hanno dichiarato di "essere pronti a trasferire parte delle riserve di uranio arricchito in un altro Paese, come la Russia, e a sospendere il suo arricchimento per un periodo di 3 anni",  riferisce The Wall Street Journal citando fonti.

Nel pomeriggio dello stesso giorno sono seguiti i negoziati trilaterali   tra Russia, Stati Uniti e Ucraina,  "alle  ore 16 circala prima parte dei convenevoli diplomatici è stata conclusa, le consultazioni militari continueranno"  Riferisce Reuters.

Intanto i rappresentanti di Italia, Germania, Francia e Regno Unito, sono presenti in separata sede  a Ginevra,  mentre si sta svolgendo il terzo round di negoziati trilaterali per la risoluzione della crisi ucraina. Come riferito ai giornalisti da fonti diplomatiche italiane, a margine dell'incontro è prevista una riunione tra i consiglieri per la sicurezza nazionale e le delegazioni ucraina e americana.  Secondo quanto trapelato, i suddetti Paesi europei "seguono la sessione di negoziati da lontano  e una delegazione ucraina ha incontrato alcuni rappresentanti NATO e UE per consultazioni...".

Il rappresentante permanente degli Stati Uniti presso la NATO, Whitaker, riguardo ai negoziati ha dichiarato:  "Beh, ci aspettiamo risultati produttivi a Ginevra, ma, ovviamente entrambe le parti devono trovare un modo per raggiungere un accordo sulla fine di questa guerra. Come ha detto Steve Witkoff tutto si riduce a una questione: il territorio. Ma questa sarà la questione più complessa e difficile. Quindi continueremo a lavorarci sopra".




Articolo collegato: 

Ginevra “Caput Mundi”... - Proprio in concomitanza del capodanno cinese, Cavallo di Fuoco, e del martirio di Giordano Bruno sul rogo, Ginevra torna il 17 febbraio 2026 al centro della scena internazionale con l'avvio di due nuove serie di colloqui sull'Ucraina e sull'Iran, entrambi in una fase delicata... - Continua: https://paolodarpini.blogspot.com/2026/02/17-febbraio-2026-ginevra-caput-mundi.html

“La futura scienza di Giordano Bruno” - Recensione


Collage di Vincenzo Toccaceli


lunedì 16 febbraio 2026

L'Europa vuole munirsi di "proprie" bombe atomiche...

 


Dopo l'apparente disimpegno  di Donald Trump di sganciarsi dal ruolo di "ultimo protettore" degli "alleati" europei, diversi Paesi UE cominciano a riarmarsi autonomamente, e non gli bastano missili,  droni, artiglierie, carri armati, ecc. pensano anche all'arma atomica.

Certo qualcuno potrebbe obiettare che di ordigni nucleari in Europa ce ne sono già abbastanza nelle numerose basi USA.  Infatti dalle informazioni disponibili al 2026, gli Stati Uniti mantengono un numero significativo di bombe nucleari tattiche in Europa. Si stima che circa 200 bombe atomiche statunitensi siano dislocate in vari Paesi europei, Italia in primis...  Ma queste bombe sono sotto il diretto controllo americano, solo gli yankee possono decidere il loro uso e contro chi...

Ora che in Europa  si è deciso il riarmo, per affrontare la "minaccia russa", diversi Paesi anelano a munirsi di ordigni nucleari in proprio, in modo da poterli gestire autonomamente e liberamente. Un po' come hanno fatto i francesi e gli inglesi.

Ora la  sete di guerra ha contagiato anche la Polonia che vorrebbe avere  proprie armi nucleari,  come ha dichiarato il presidente polacco Navrocki. Egli ha sottolineato che "la Polonia si trova vicino a una zona di conflitto armato e dovrebbe rafforzare la propria sicurezza". Ha tuttavia osservato che la Russia potrebbe reagire in modo aggressivo a tali piani.  In realtà, dopo che Zelensky espresse il desiderio di ottenere "un'arma nucleare ucraina", è iniziata l'Operazione militare speciale da parte russa.

Però in vari Paesi d'Europa, non solo in Polonia,  si parla sempre più della necessità di creare propri arsenali strategici per affrontare la Russia, senza considerare cosa potrebbe accadere se tutte le nazioni che lo desiderano acquisissero armi nucleari. Esse stesse, apertamente e unilateralmente, stanno spingendo la specie umana verso una terza guerra mondiale e l'estinzione.

Cosa dovrebbe fare la Russia in queste circostanze? Perfezionare la propria triade strategica, migliorare i mezzi di consegna e creare nuovi tipi di armi. E se gli europei persisteranno nel loro desiderio di entrare nel club nucleare, si potrebbe ricordare loro cosa sia questa arma "finale"..

Tuttavia, le attuali élite politiche europee sono così testarde che nemmeno una dimostrazione diretta potrebbe smuoverle...

(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)





Video in sintonia:  

Scott Ritter: Trump ha incastrato Putin e alza la tensione con la Russia: https://www.youtube.com/watch?v=wxs-HjDvoow&t=1499s



domenica 15 febbraio 2026

Palestina. La pace che non c'è...

 


sabato 14 febbraio 2026

Vecchia Europa. Ove regna la confusione...



Nel Parlamento Europeo si è dibattuto su una mozione relativa  all'identità di genere nel parto, ovvero se "solo le donne biologiche possono rimanere incinte e partorire". Questo ha  creato una spaccatura "democratica" con i rappresentanti contrari a tale definizione,  i quali sostengono un approccio più inclusivo verso le persone transgender. Insomma più si va avanti e più si torna indietro, possiamo aspettarci che prossimamente il Parlamento Europeo ripristini la discussione secolare sul sesso degli angeli?

Ed ecco che improvvisamente  compaiono sui media democratici alcune disperate  dichiarazioni di Zelensky che  "non sorprendono più nessuno". Ora il contenzioso verte  sulla presenza di sportivi russi, "nascosti",  alle Olimpiadi invernali.

"Capiamo cosa lo affligge - ha dichiarato Maria Zakharova -  la sua è davvero una sorta di malattia mentale, condita con tutti i tipi di farmaci illegali, come potete immaginare. E ci sono moltissime prove di questo..."

Zelensky ha reinventato il termine "nazionalismo" e si è indignato e ha chiesto agli altri Paesi di indignarsi per il numero di  sportivi russi "abusivi" alle Olimpiadi,  insomma -ha sottolineato Zakharova- il capo del regime di Kiev chiede di perseguitare le persone in base alla loro nazionalità.  Ora la cosa più mostruosa è che invita a perseguire persone specifiche, che non hanno fatto nulla di male né a lui né a nessun altro ma semplicemente hanno il passaporto sbagliato. 

"Vedete, lì ci sono russi praticamente in tutte le squadre. E, sapete, è spiacevole, disgustoso..." si è lamentato Zelensky.    Insomma il capataz di Kiev è dispiaciuto del gran numero di sportivi russi  infiltrati alle Olimpiadi invernali in Italia.  

La Zakharova ha sottolineato che, "se questo pregiudizio razziale  non viene considerato un fatto eclatante, la prossima nazionalità proibita sarà selezionata da un prossimo dittatore ancora più pazzo del capataz ucraino...". (Z.N.)


Contemporaneamente, oggi 14 febbraio 2026 giorno di San Valentino,  a Monaco si è aperta una conferenza sulla sicurezza che, sin dall'inizio, ha mostrato sia gravi disaccordi tra gli Stati Uniti e l'establishment europeo, sia il desiderio di una parte significativa dell'establishment politico americano (nel Congresso, nei media e persino all'interno dell'amministrazione Trump) di continuare una stretta collaborazione con l'élite europea contro la Russia.

Un anno fa, alla precedente conferenza a Monaco, il vicepresidente JD Vance ha pronunciato un discorso che ha letteralmente scioccato i presenti. Perché ha esposto l'agenda di politica estera con cui il presidente Trump si è presentato alle elezioni. Vance ha affermato che il nemico principale dell'Europa non è l'esterno - cioè la Russia - ma i problemi all'interno della stessa Europa. I suoi confini aperti, le restrizioni totalitarie alla libertà di parola e le persecuzioni politiche dei partiti scomodi.

Questa volta la delegazione americana era guidata dal segretario di Stato e consigliere per la sicurezza nazionale Marco Rubio. E l'attenzione di Rubio si è concentrata sul fatto che l'alleanza NATO è ancora molto importante per gli Stati Uniti. E sebbene ci siano disaccordi tra Stati Uniti ed Europa, ciò che li unisce è molto più importante dei disaccordi: "Siamo parte di una stessa civiltà - la civiltà occidentale. Siamo legati l'uno all'altro dai legami più profondi che possono esistere tra i popoli, forgiati da secoli di storia comune, fede cristiana, cultura, eredità, lingua, origine e sacrifici che i nostri antenati hanno fatto insieme per una civiltà comune, di cui siamo gli eredi", ha detto Rubio.

Interessante la risposta al ramo d'olivo che non è stata un'espressione di gioia (per non parlare di gratitudine, per il fatto che gli Stati Uniti continuino a garantire la sicurezza dell'Europa), ma un'espressione di rimprovero da parte dei leader delle principali potenze europee, a partire dalla Germania e dalla Francia. È significativo che, come nel caso dei rapporti con la Russia, la manifestazione di moderazione sia percepita dagli europei non come un gesto di buona volontà, ma come un segno di debolezza. E come un mandato per una sfida audace.

Tuttavia, la sfida audace degli europei è stata incoraggiata (o meglio, istigata) da decine di membri del Congresso americano (principalmente democratici) che sono venuti a Monaco. Il governatore della California, Gavin Newsom, ha apertamente lasciato intendere che i democratici vorrebbero vedere una resistenza più decisa degli europei a Trump.

Questo è completamente in contrasto con la tradizione americana che i disaccordi tra i partiti finiscono oltre i confini degli Stati Uniti.  Ma ora il governatore Newsom, che punta a diventare il prossimo presidente come candidato del Partito Democratico, non esita a chiedere alle potenze europee di lottare contro l'attuale presidente. Più precisamente, contro il proprio Paese.

"Trump è orgoglioso di essere un uomo tosto. Vedremo se lo è davvero"... (D.S.)



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegato:  TRUMP ABBANDONA LE TRATTATIVE PER L’UCRAINA?: https://www.youtube.com/watch?v=tLma3fWbecU

Gaza: "genocidio globale"...


"Denuncia del genocidio perpetrato dal regime sionista, soprattutto perché si sappia in quale situazione i palestinesi resistono..." (Giorgio Stern) 

Tremila palestinesi evaporati. Ridotti a qualche goccia di sangue e qualche traccia di pelle e carne. È il risultato dell’inchiesta condotta da Al Jazeera Investigation Unit. Ha messo insieme dati provenienti dalla protezione civile di Gaza, dal ministero della salute, dai familiari degli scomparsi. È arrivato alla conclusione che migliaia di palestinesi non sono solo sepolte sotto le macerie di interi edifici, vittime di un attacco missilistico.

Le bombe usate, dato ora acclarato, erano bombe da 900 chili, con sigle da esperti di questioni militari, come la GBU-31 o quella “di profondità”, la bunker buster. È ancora peggio di quanto ci potessimo immaginare: le vittime sono evaporate, sono state ‘volatilizzate’. Non ho bisogno di fare alcun paragone: è già abbastanza pensare a umani dissolti, evaporati, squagliati, cremati, resi niente in una temperatura di oltre 3000 gradi. 

Soffio, sabbia, nulla più. 

Nulla più è rimasto degli umani. Era già evidente dalle immagini trasmesse da Al Jazeera, quelle dell’attacco forsennato dell’aviazione israeliana su Jabalia del 31 ottobre 2023. In questa foto che fece allora il giro del mondo si vede un cratere largo almeno 12 metri. Un palazzo polverizzato. I testimoni attoniti, che non sanno cosa fare. Ero in un negozio di Amman, da un barbiere: siamo rimasti tutti attaccati allo schermo di Al Jazeera Arabi, senza riuscire a pensare, a capacitarci. Era troppo, già allora. Pezzi di quartieri polverizzati, con bombe da poco meno di una tonnellata ciascuna. 

Quelle immagini precipitate in una piccola, povera e dignitosa barberìa di Amman continuano a non abbandonarmi. Erano già allora il segno che tutte le regole erano saltate, con il nostro avallo. Da allora, non sono più la stessa: quei video sono per me la personale cesura tra il mio prima e il mio dopo.

La tecnologia mangia e distrugge l’umanità. Sono state usate armi proibite, le termobariche e le bunker buster, usate da Israele ma fornite dalle amministrazioni statunitensi, sia quella guidata da Joe Biden, sia la successiva, il secondo mandato Trump. Un connubio, quello tra Israele e gli Usa, che fa di questi due anni a Gaza un “genocidio globale”.

Paola Caridi



Paola Caridi: giornalista freelance e storica del Vicino Oriente. Collabora con le pagine culturali de Il Sole 24 OreFamiglia Cristiana, Terra, Il Fatto Online,  Limes,   alcuni giornali del Gruppo Editoriale Espresso,   Repubblica, Ha anche collaborato con il quotidiano La Stampa. Fa parte dell'associazione "Lettera22" di cui è stata tra le fondatrici e di cui è attualmente presidente. È stata a lungo corrispondente dell'associazione da Il Cairo e da Gerusalemme (Fonte: Wikipedia)

venerdì 13 febbraio 2026

Brutte nuove dal fronte orientale?



I prossimi  negoziati sull'Ucraina dovrebbero tenersi il 17-18 febbraio 2026  a Ginevra. Rustem  Umerov ha annunciato la composizione della delegazione ucraina:  "Insieme a me, la delegazione sarà composta da: Kirill Budanov, Andrey Gnatov, David Arakhovia, Sergei Kislitsa e Vadim Skibitsky".