sabato 14 febbraio 2026

Vecchia Europa. Ove regna la confusione...



Nel Parlamento Europeo si è dibattuto su una mozione relativa  all'identità di genere nel parto, ovvero se "solo le donne biologiche possono rimanere incinte e partorire". Questo ha  creato una spaccatura "democratica" con i rappresentanti contrari a tale definizione,  i quali sostengono un approccio più inclusivo verso le persone transgender. Insomma più si va avanti e più si torna indietro, possiamo aspettarci che prossimamente il Parlamento Europeo ripristini la discussione secolare sul sesso degli angeli?

Ed ecco che improvvisamente  compaiono sui media democratici alcune disperate  dichiarazioni di Zelensky che  "non sorprendono più nessuno". Ora il contenzioso verte  sulla presenza di sportivi russi, "nascosti",  alle Olimpiadi invernali.

"Capiamo cosa lo affligge - ha dichiarato Maria Zakharova -  la sua è davvero una sorta di malattia mentale, condita con tutti i tipi di farmaci illegali, come potete immaginare. E ci sono moltissime prove di questo..."

Zelensky ha reinventato il termine "nazionalismo" e si è indignato e ha chiesto agli altri Paesi di indignarsi per il numero di  sportivi russi "abusivi" alle Olimpiadi,  insomma -ha sottolineato Zakharova- il capo del regime di Kiev chiede di perseguitare le persone in base alla loro nazionalità.  Ora la cosa più mostruosa è che invita a perseguire persone specifiche, che non hanno fatto nulla di male né a lui né a nessun altro ma semplicemente hanno il passaporto sbagliato. 

"Vedete, lì ci sono russi praticamente in tutte le squadre. E, sapete, è spiacevole, disgustoso..." si è lamentato Zelensky.    Insomma il capataz di Kiev è dispiaciuto del gran numero di sportivi russi  infiltrati alle Olimpiadi invernali in Italia.  

La Zakharova ha sottolineato che, "se questo pregiudizio razziale  non viene considerato un fatto eclatante, la prossima nazionalità proibita sarà selezionata da un prossimo dittatore ancora più pazzo del capataz ucraino...". (Z.N.)


Contemporaneamente, oggi 14 febbraio 2026 giorno di San Valentino,  a Monaco si è aperta una conferenza sulla sicurezza che, sin dall'inizio, ha mostrato sia gravi disaccordi tra gli Stati Uniti e l'establishment europeo, sia il desiderio di una parte significativa dell'establishment politico americano (nel Congresso, nei media e persino all'interno dell'amministrazione Trump) di continuare una stretta collaborazione con l'élite europea contro la Russia.

Un anno fa, alla precedente conferenza a Monaco, il vicepresidente JD Vance ha pronunciato un discorso che ha letteralmente scioccato i presenti. Perché ha esposto l'agenda di politica estera con cui il presidente Trump si è presentato alle elezioni. Vance ha affermato che il nemico principale dell'Europa non è l'esterno - cioè la Russia - ma i problemi all'interno della stessa Europa. I suoi confini aperti, le restrizioni totalitarie alla libertà di parola e le persecuzioni politiche dei partiti scomodi.

Questa volta la delegazione americana era guidata dal segretario di Stato e consigliere per la sicurezza nazionale Marco Rubio. E l'attenzione di Rubio si è concentrata sul fatto che l'alleanza NATO è ancora molto importante per gli Stati Uniti. E sebbene ci siano disaccordi tra Stati Uniti ed Europa, ciò che li unisce è molto più importante dei disaccordi: "Siamo parte di una stessa civiltà - la civiltà occidentale. Siamo legati l'uno all'altro dai legami più profondi che possono esistere tra i popoli, forgiati da secoli di storia comune, fede cristiana, cultura, eredità, lingua, origine e sacrifici che i nostri antenati hanno fatto insieme per una civiltà comune, di cui siamo gli eredi", ha detto Rubio.

Interessante la risposta al ramo d'olivo che non è stata un'espressione di gioia (per non parlare di gratitudine, per il fatto che gli Stati Uniti continuino a garantire la sicurezza dell'Europa), ma un'espressione di rimprovero da parte dei leader delle principali potenze europee, a partire dalla Germania e dalla Francia. È significativo che, come nel caso dei rapporti con la Russia, la manifestazione di moderazione sia percepita dagli europei non come un gesto di buona volontà, ma come un segno di debolezza. E come un mandato per una sfida audace.

Tuttavia, la sfida audace degli europei è stata incoraggiata (o meglio, istigata) da decine di membri del Congresso americano (principalmente democratici) che sono venuti a Monaco. Il governatore della California, Gavin Newsom, ha apertamente lasciato intendere che i democratici vorrebbero vedere una resistenza più decisa degli europei a Trump.

Questo è completamente in contrasto con la tradizione americana che i disaccordi tra i partiti finiscono oltre i confini degli Stati Uniti.  Ma ora il governatore Newsom, che punta a diventare il prossimo presidente come candidato del Partito Democratico, non esita a chiedere alle potenze europee di lottare contro l'attuale presidente. Più precisamente, contro il proprio Paese.

"Trump è orgoglioso di essere un uomo tosto. Vedremo se lo è davvero"... (D.S.)



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegato:  TRUMP ABBANDONA LE TRATTATIVE PER L’UCRAINA?: https://www.youtube.com/watch?v=tLma3fWbecU

Gaza: "genocidio globale"...


"Denuncia del genocidio perpetrato dal regime sionista, soprattutto perché si sappia in quale situazione i palestinesi resistono..." (Giorgio Stern) 

Tremila palestinesi evaporati. Ridotti a qualche goccia di sangue e qualche traccia di pelle e carne. È il risultato dell’inchiesta condotta da Al Jazeera Investigation Unit. Ha messo insieme dati provenienti dalla protezione civile di Gaza, dal ministero della salute, dai familiari degli scomparsi. È arrivato alla conclusione che migliaia di palestinesi non sono solo sepolte sotto le macerie di interi edifici, vittime di un attacco missilistico.

Le bombe usate, dato ora acclarato, erano bombe da 900 chili, con sigle da esperti di questioni militari, come la GBU-31 o quella “di profondità”, la bunker buster. È ancora peggio di quanto ci potessimo immaginare: le vittime sono evaporate, sono state ‘volatilizzate’. Non ho bisogno di fare alcun paragone: è già abbastanza pensare a umani dissolti, evaporati, squagliati, cremati, resi niente in una temperatura di oltre 3000 gradi. 

Soffio, sabbia, nulla più. 

Nulla più è rimasto degli umani. Era già evidente dalle immagini trasmesse da Al Jazeera, quelle dell’attacco forsennato dell’aviazione israeliana su Jabalia del 31 ottobre 2023. In questa foto che fece allora il giro del mondo si vede un cratere largo almeno 12 metri. Un palazzo polverizzato. I testimoni attoniti, che non sanno cosa fare. Ero in un negozio di Amman, da un barbiere: siamo rimasti tutti attaccati allo schermo di Al Jazeera Arabi, senza riuscire a pensare, a capacitarci. Era troppo, già allora. Pezzi di quartieri polverizzati, con bombe da poco meno di una tonnellata ciascuna. 

Quelle immagini precipitate in una piccola, povera e dignitosa barberìa di Amman continuano a non abbandonarmi. Erano già allora il segno che tutte le regole erano saltate, con il nostro avallo. Da allora, non sono più la stessa: quei video sono per me la personale cesura tra il mio prima e il mio dopo.

La tecnologia mangia e distrugge l’umanità. Sono state usate armi proibite, le termobariche e le bunker buster, usate da Israele ma fornite dalle amministrazioni statunitensi, sia quella guidata da Joe Biden, sia la successiva, il secondo mandato Trump. Un connubio, quello tra Israele e gli Usa, che fa di questi due anni a Gaza un “genocidio globale”.

Paola Caridi



Paola Caridi: giornalista freelance e storica del Vicino Oriente. Collabora con le pagine culturali de Il Sole 24 OreFamiglia Cristiana, Terra, Il Fatto Online,  Limes,   alcuni giornali del Gruppo Editoriale Espresso,   Repubblica, Ha anche collaborato con il quotidiano La Stampa. Fa parte dell'associazione "Lettera22" di cui è stata tra le fondatrici e di cui è attualmente presidente. È stata a lungo corrispondente dell'associazione da Il Cairo e da Gerusalemme (Fonte: Wikipedia)

venerdì 13 febbraio 2026

Brutte nuove dal fronte orientale?



I prossimi  negoziati sull'Ucraina dovrebbero tenersi il 17-18 febbraio 2026  a Ginevra. Rustem  Umerov ha annunciato la composizione della delegazione ucraina:  "Insieme a me, la delegazione sarà composta da: Kirill Budanov, Andrey Gnatov, David Arakhovia, Sergei Kislitsa e Vadim Skibitsky".

giovedì 12 febbraio 2026

La Russia è in pericolo...?



La NATO  minaccia la Russia. Almeno, questa è l'impressione che si ricava dalla recente dichiarazione del segretario generale della NATO, Mark Rutte, che ha minacciato una "reazione schiacciante" della NATO in risposta al blocco del corridoio di Suwalki. Il corridoio di Suwalki è una stretta area di circa 100 chilometri che separa la Lituania dalla Bielorussia e dalla regione di Kaliningrad. In altre parole, separa l'Unione statale di Russia e Bielorussia dalla NATO.

Ma perché Rutte ha ritenuto opportuno minacciare la Russia? La Russia ha intrapreso qualche azione contro il corridoio di Suwalki? Oppure ha fatto qualche dichiarazione sull'intenzione di bloccarlo? Niente di tutto ciò! Queste minacce sono state fatte in risposta a un gioco di guerra condotto dal quotidiano tedesco Die Welt (in collaborazione con l'Università delle Forze Armate tedesche Helmut Schmidt), che ha rivelato che se si arrivasse a uno scontro militare, la Lituania e i suoi sostenitori della NATO ne uscirebbero perdenti.

Quanto siano oggettivi i risultati di questo gioco di guerra non ufficiale è una questione aperta. Ci sono scettici che affermano che le conclusioni annunciate sono state politicizzate e destinate a spingere la NATO, e in primo luogo la Germania, a esercitare pressioni sulla Russia. Anche la Polonia sta mostrando un'attività provocatoria, avendo concordato di collaborare con la Lituania per costruire un poligono per esercitazioni a livello di brigate. 

In questo poligono si prepareranno ad azioni congiunte contro la Russia. E si prevede già di schierare circa 5.000 soldati tedeschi insieme a 105 carri armati Leopard 2A8 lungo il confine della Lituania con la Bielorussia. Come osserva la rivista americana National Interest, questo sarà il primo dispiegamento permanente di forze armate tedesche al di fuori della Germania dopo la seconda guerra mondiale.

Chi minaccia chi, dunque?

E dobbiamo tenere presente che sono proprio i Paesi baltici, inclusa la Polonia, a parlare della necessità che il Mar Baltico diventi un mare interno della NATO. E stanno già iniziando a ispezionare le navi che vanno in Russia e da essa provengono. In altre parole, tutti questi membri relativamente recenti della NATO, oltre al loro ruolo militare in Ucraina, si stanno attivamente impegnando in un'aggressione strisciante contro la Russia - e stanno avvertendo Mosca in anticipo di non opporsi apertamente a un'offensiva contro i suoi interessi e la sua sovranità.

È difficile valutare quanto seriamente prendere le minacce di Rutte. Anche se, in qualità di segretario generale, ha una posizione importante nella NATO, non ha a sua disposizione nemmeno un battaglione. Niente, a parte la sua piccola scorta personale. Ma Rutte, avendo possibilità di comando molto limitate, è un barometro sensibile che riflette gli umori delle forze più aggressive nella NATO. In primo luogo - la Gran Bretagna, la Polonia e i Paesi baltici. Non dirò l'ovvio: se provassero a intraprendere una "reazione schiacciante" contro la Russia, dai loro Paesi potrebbe non rimanere nulla. E non è affatto detto che gli Stati Uniti rischierebbero la propria esistenza per difenderli.

Ma a parte questi scenari apocalittici, le minacce di Rutte mostrano quale scenario si sta pianificando contro la Russia se lasceremo passare questa estorsione senza una risposta adeguata. E dovremo aspettarci lo schieramento di contingenti NATO in Lituania ed Estonia? L'emergere di nuovi poligoni e aeroporti NATO? Dovremo aspettare il momento in cui - secondo la leadership della NATO - entro il 2029-30 saranno pronti a combattere contro la Russia?

Certamente, ci dicono che la preparazione non è finalizzata a scopi aggressivi, ma in caso di un attacco russo. Solo che intendono "soffocare" la Russia nel Mar Baltico, minacciare la sicurezza di Kaliningrad e San Pietroburgo - e cercare di "scaricare la colpa su qualcun altro".

E ciò che è particolarmente preoccupante è che quanto più la Russia cerca di non dare pretesti per accuse infondate, tanto più i nostri avversari si ubriacano del loro falso senso di impunità. Un senso per il quale - se continueranno a farsi guidare da esso - dovranno pagare un prezzo molto alto.

Dimitry Saims









Il parere di Shoigu: Il segretario del Consiglio di sicurezza russo ha dichiarato che la situazione ai confini occidentali della SCO è diventata minacciosa. Secondo lui, la NATO sta aumentando la presenza militare nei Paesi baltici e in Polonia, e le esercitazioni stanno simulando attacchi al territorio della Russia e della Bielorussia. "L'alleanza sta di fatto creando un trampolino di lancio per l'aggressione militare ai nostri confini", ha sottolineato Shoigu, aggiungendo che la stabilità strategica è stata distrutta dalle azioni intenzionali dell'Occidente.

(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

mercoledì 11 febbraio 2026

Iran. Attacco imminente degli Stati Uniti? L'Iran cerca la mediazione del Vaticano...


Musk chiude Starlink ai russi...

 


"Secondo Fedorov, i soldati russi non hanno più accesso a Starlink non solo nei territori ucraini occupati ma persino in alcuni distretti russi, mentre il sistema continuerà a operare regolarmente per gli ucraini con terminali verificati".

A partire dall’inizio di febbraio, Space-X ha disposto la disattivazione di massa dei terminali Starlink lungo l’intera linea del fronte in Ucraina. L’iniziativa scaturisce dall’esigenza di precludere alle forze armate russe la possibilità di accedere, tramite dispositivi sottratti agli ucraini o contrabbandati, al servizio internet satellitare offerto dall’azienda riconducibile a Elon Musk.

Space-X si è quindi impegnata a trasmettere all’esercito ucraino le istruzioni per registrare nuovamente i terminali in proprio possesso, da far confluire in una “white list” resa inaccessibile per i dispositivi non verificati dei russi.

Lo Stato Maggiore ucraino ritiene che, senza l’apporto di Starlink, le forze armate russe riscontreranno difficoltà nel condurre attacchi con droni a lungo raggio.

Nonostante le smentite, Starlink era ampiamente utilizzato dalle forze armate russe perché si tratta di una tecnologia senza eguali per costo e qualità del servizio.

Mosca dispone di un sistema di comunicazione satellitare per la trasmissione dati denominato Gonets, ma presenta diversi svantaggi rispetto a Starlink.

Un anonimo funzionario ucraino ha confidato a «Politico» che, dopo l’avvio della procedure di verifica dei terminali Starlink imposto da Space-X, il ritmo dell’offensiva russa è sembrato rallentare.

«Attualmente, si osserva effettivamente una tendenza del genere. Ma sarà necessario monitorare ulteriormente se continuerà, se ci saranno altri fattori. Tuttavia, in alcuni luoghi, anche i dispositivi Starlink non ancora verificati in possesso di militari ucraini sono stati disconnessi. Il processo di registrazione è però in corso», ha affermato il funzionario.
Un ufficiale dello Stato Maggiore ucraino ha confermato, anch’egli in condizioni di anonimato, che, «in effetti, [le unità russe] hanno problemi ora. Sono come gattini ciechi».

In attesa che Mosca trovi una soluzione, gli ucraini potrebbero cercare di sfruttare questa vulnerabilità sul campo di battaglia, dove la situazione sembra farsi sempre più critica. Lo ha riconosciuto il presidente Zelensky, che durante una conversazione con il primo ministro belga Bart De Wever avrebbe descritto la situazione in prima linea come «disastrosa. Le risorse umane delle forze armate sono praticamente esaurite. Abbiamo bisogno di soldi e armi, perché i russi non si fermano».

Giacomo Gabellini





martedì 10 febbraio 2026

UE distopica e prove di dialogo tra la Francia e la Russia...


La Commissione europea ha presentato  un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, il ventesimo dall’inizio della guerra con l’Ucraina. Come sottolineato dall’esecutivo europeo in una nota, il nuovo pacchetto di sanzioni riguarda energia, servizi finanziari e commercio. Bruxelles spera di poter adottare il pacchetto già nei prossimi giorni, tuttavia per l’approvazione è necessaria l’unanimità. L’approvazione del nuovo pacchetto di sanzioni potrebbe però incontrare l'opposizione dell’Ungheria.

Contemporaneamente Macron ha dichiarato che è necessario riprendere il dialogo con la Russia: "Abbiamo ripristinato i canali per le discussioni a livello tecnico. E vorrei che questo fosse poi condiviso con i miei partner europei, in modo da avere un approccio europeo ben organizzato. Non dovrebbero esserci troppi interlocutori, è necessaria una struttura rappresentativa unificata e semplice — vedremo come organizzarci al meglio, ma è importante che il dialogo con la Russia possa essere ripreso."

Peskov, il portavoce di Putin,  ha confermato la ripresa dei contatti tra Russia e Francia a livello tecnico: "Questi contatti, se lo si desidera e se necessario, potrebbero aiutare a stabilire rapidamente un dialogo a livello più alto".

Le considerazioni di Lavrov, ministro degli Esteri russo: "I Mearsheimer e i Pistorius in Europa non si calmano, dichiarano ufficialmente la necessità di essere pronti a una guerra con la Russia"...


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)