venerdì 13 marzo 2026

Trieste, 17 marzo 2026. Presidio per dire No al transito di armi nei porti italiani!

 

Mobilitazione NO IMEC (India-Middle East-Europe Economic Corridor), un progetto sostenuto da un'alleanza tra India, UE, USA, Israele, Arabia Saudita, EAU, Italia, Francia e Germania, che mira a rafforzare l'asse indo-mediterraneo, confermando Trieste come snodo cruciale per la logistica. La militarizzazione dei porti nel nostro Paese è sempre più funzionale a rendere le città luoghi di guerra, a proiettare l’Italia nella Terza guerra mondiale!


Il 17 marzo 2026 il ministro degli Esteri Antonio Tajani sarà a Trieste per suggellare la candidatura del nostro porto a principale collegamento tra l'Europa e il regime sionista  attraverso il corridoio IMEC. Al convegno parteciperanno esponenti diplomatici e personalità politiche di tutti i Paesi coinvolti, compresi Stati Uniti e Israele. Il piano prevede di legare il porto di Trieste con quello di Haifa, principale infrastruttura militare marittima di "Israele", in aperta sfida alla Via della Seta,  nel Mediterraneo. 

In questo modo, il nostro scalo verrebbe trasformato in un avamposto strategico della NATO. 

Trasformare Trieste in un porto militare significa renderla un potenziale obiettivo di guerra, mettendo a repentaglio la sicurezza di tutti i cittadini. 

Queste scelte bellicose non rappresentano solo un pericolo concreto per la nostra incolumità, ma violano anche la neutralità e la demilitarizzazione stabilite dalla Risoluzione 16/1947 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu e dal Trattato di Pace di Parigi del 1947, attraverso l'istituzione del Territorio Libero di Trieste. 

Nessun futuro economico, solo crisi e militarizzazione A fronte di questi gravissimi rischi, cosa ci viene offerto? L'IMEC non prospetta alcuna reale crescita economica per Trieste, già in piena crisi e ridotta a un cimitero di fabbriche. Il progressivo assoggettamento del porto alla logica della NATO e il sistematico rifiuto della sua internazionalizzazione – prevista dal Trattato di Pace – stanno condannando il futuro economico della città. 

Il governo Meloni, in cambio della nostra trasformazione in base militare, ci offre solo una crisi senza fine. Smantellamento del tessuto produttivo e trasformazione in avamposto bellico vanno di pari passo, entrambi rispondono a logiche estranee ai nostri interessi. 

Mobilitiamoci contro la terza guerra mondiale. 

È il momento di mobilitarci per respingere la volontà del governo di trasformare il nostro porto e il nostro territorio in una base strategica al servizio dell'imperialismo USA, dei sionisti e delle potenze della NATO, cioè delle forze responsabili della deriva globale verso la terza guerra mondiale. 

Non vogliamo che la nostra città venga utilizzata come retroterra per il genocidio in Palestina, per il conflitto con la Russia e per le aggressioni statunitensi e sioniste, come oggi stiamo drammaticamente vedendo in Iran e in tutto il Medio Oriente. I nostri soldi siano spesi per la sanità, la scuola, per le pensioni e i salari, non per i profitti dei produttori di armamenti.  

PRESIDIO IL 17 MARZO 2026,  ALLE ORE 17:30,  IN PIAZZA GRANDE/UNITA - TRIESTE!  

 

Coordinamento No Green Pass e Oltre  

Fronte della Primavera Triestina  

Partito Comunista  

Partito dei CARC  

Socialismo Italico  

Tavola per la pace FVG

Coordinamneto Nazionale No Nato


No al progetto IMEC


giovedì 12 marzo 2026

L'Iran accetterebbe la pace dietro solide garanzie da parte di USA ed Israele...

 


"L'Iran è impegnato per la pace, ma ha bisogno di riparazioni e solide garanzie da parte di Stati Uniti e Israele", ha dichiarato  il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che aggiunge: "L'unico modo per porre fine a questa guerra scatenata dal regime sionista e dagli Stati Uniti è riconoscere i legittimi diritti dell'Iran, riparare i danni causati con l'immotivata aggressione e fornire solide garanzie internazionali che l'aggressione non si ripeterà in futuro."

Intanto, indirettamente, i democratici degli USA  aiutano il governo iraniano. Quasi tutti i democratici del Senato degli Stati Uniti hanno inviato una lettera al Segretario alla Difesa Pete Hegseth, chiedendo un'indagine urgente sui bombardamenti aerei su due scuole  in Iran, che hanno causato la morte di centinaia di bambini.

La lettera, firmata da 46 senatori, afferma che la maggior parte delle vittime erano ragazze di età compresa tra i 7 e i 12 anni, e sottolinea che né gli Stati Uniti né Israele hanno finora assunto la responsabilità per questo incidente.

I legislatori hanno chiesto se le truppe americane abbiano effettuato questo attacco, quali misure stia adottando il Dipartimento della Difesa per prevenire vittime tra la popolazione civile e se siano stati utilizzati strumenti di intelligenza artificiale in questa operazione.

Come previsto, i democratici iniziano a criticare Trump e la sua squadra. Il tycoon si è messo nei guai fino al collo dando ascolto a Netanyahu con questa guerra contro l'Iran. Farebbe meglio a occuparsi dei problemi interni, che negli Stati Uniti sono abbastanza numerosi. (O.B.)


Intanto gli israeliani continuano  con operazioni di falsa bandiera  per infuocare ancora di più il Medio Oriente, come il drone contro Cipro, contro l'Oman, contro l'Azerbaijan ed altri obiettivi. Ma adesso ci si mettono anche gli americani a sparare allarmi fantasiosi.  Il governatore della California Gavin Newsom ha dichiarato lo stato di emergenza a causa di segnalazioni di possibili attacchi iraniani con droni. 
(S.P.)

L'FBI conferma la notizia,  precisando che "non sanno da chi verrà l'attacco, non sanno come,  ma saranno sicuramente gli iraniani". 

Ricordiamoci dell'11 settembre... *




(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)



Video collegati: 

Nicolai LIlin. La guerra in Iran distrugge Trump:   https://www.youtube.com/watch?v=vxs6wh1EIV8&t=100s


Scott Ritter: Trump chiama Putin per fermare la guerra con l’Iran: https://www.youtube.com/watch?v=tqJHb0mug6U




 * Articolo menzionato - 11 settembre 2001... era il tempo delle more:   https://paolodarpini.blogspot.com/2020/09/11-settembre-2001-era-il-tempo-delle.html



Intervento del ministero degli esteri cinese:

La nomina di Mojtaba Khamenei a nuovo leader supremo dell’Iran è «in conformità con la Costituzione del Paese», ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, rispondendo a una domanda sulla decisione annunciata domenica dall’Assemblea degli Esperti iraniana. L’organismo, composto da 88 membri, ha designato Mojtaba come successore di suo padre, l’Ayatollah Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio nei raid aerei israelo-americani su Teheran.

 

Mojtaba Khamenei è il terzo leader supremo della Repubblica islamica dalla rivoluzione del 1979. «La Cina si oppone a qualsiasi ingerenza esterna negli affari interni di altri Paesi, con qualsiasi pretesto», ha affermato Guo, commentando le parole del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui il nuovo leader iraniano «non durerà a lungo» senza l’«approvazione» di Washington.

«La sovranità, la sicurezza e l’integrità territoriale dell’Iran devono essere rispettate», ha aggiunto il portavoce, ribadendo l’appello di Pechino a «porre immediatamente fine al conflitto» e a «riprendere il dialogo».

mercoledì 11 marzo 2026

Conflitto Iran VS yankee e sionisti. Da che parte sta l'Italia? E l'India...?

 


Il primo ministro italiano Meloni sull'Iran: "Non possiamo permettere che il regime degli ayatollah possieda armi nucleari, soprattutto in combinazione con capacità missilistiche che potrebbero presto consentirgli di lanciare attacchi diretti contro l'Italia e l'Europa". Ovvero: "Si comincia così, ma non si sa mai come finisce... Intanto le basi militari USA in Sicilia già operano attivamente  senza interpellare l'Italia.  Al momento -comunque- non sarebbero arrivate richieste  specifiche dagli americani, per un coinvolgimento diretto dell'Italia,  ma se la situazione dovesse cambiare – ha riferito la premier – il Governo affiderebbe la decisione al Parlamento.  E "nel caso in cui dovesse giungere tale richiesta spetterebbe sempre al Governo" prendere una decisione.

Nel frattempo, mentre la guerra continua, le posizioni di Stati Uniti e Israele sull'Iran iniziano a divergere. 
Secondo Bloomberg il Presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che gli obiettivi militari di Washington contro l'Iran sono stati  "virtualmente raggiunti e il conflitto potrebbe concludersi presto".

Netanyahu, d'altra parte, chiarisce di considerare la campagna tutt'altro che conclusa. Secondo lui, l'obiettivo della leadership israeliana è creare le condizioni affinché il popolo iraniano possa rovesciare il regime attuale, tra l'altro è già stato effettuato un attentato alla vita della nuova Guida Suprema,  Mojtaba Khamenei, che risulta ferito ma  salvo.

Apparentemente  Stati Uniti e Israele continuano a dimostrare unità, anche se  i funzionari di entrambi i Paesi riconoscono il rischio di crescenti divergenze con il protrarsi della guerra. L'ex Direttore per il Medio Oriente del Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, Michael Singh, attribuisce la differenza di posizioni alla geografia: al termine della campagna, gli Stati Uniti potranno spostare la loro attenzione su altre regioni.

Israele, da parte sua, ha affermato che rimarrà nella regione e affronterà direttamente le spese di una guerra con l'Iran.

Curiosamente abbiamo assistito al cambio di casacca dell'India. Il presidente Modi  si prostra davanti a Netanyahu.
In India, dietro la retorica della crescita economica e dell’innovazione tecnologica, si celano tensioni profonde: il nazionalismo hindu promosso dal governo Modi e la crescente marginalizzazione della minoranza musulmana. Queste tendenze hanno portato l'India a cercare una sponda con Israele, voltando le spalle all'Iran. L'India si è piegata alle richieste di Trump riguardo al petrolio russo, anche se provvisoriamente gli è stata concessa una "moratoria" di un paio di mesi. Inoltre Modi ha deciso di investire negli USA, attraverso  la grande compagnia energetica, Reliance, con un forte investimento per installare  a Brownsville, in Texas, una  enorme raffineria di petrolio. Ricevendo l'encomio solenne di Donald Trump. Ed i favori tra i due non si limitano all'aspetto economico. 

Recentemente l'India aveva invitato la Marina iraniana a partecipare ad una esercitazione navale congiunta, al termine della quale mentre il naviglio tornava alla base  è stato attaccato dagli USA. La nave da guerra iraniana, la IRIS Dena, è stata affondata al largo delle coste dell'India, a farla colare a picco sarebbe stato un sottomarino americano che -secondo indiscrezioni- avrebbe ricevuto una "soffiata".  L'incidente ha creato una situazione diplomatica delicata per l'India. Esperti e media internazionali hanno sottolineato come l'affondamento sia avvenuto poco dopo la partenza della nave dalle acque indiane, sollevando dubbi sulla condivisione di informazioni (intelligence) da parte di Nuova Delhi con gli Stati Uniti.

Intanto il commercio di petrolio e gas proveniente da tutto il Medio Oriente è bloccato. lo Stretto di Hormuz è di fatto chiuso. Nessuna misura statunitense ha portato al suo sblocco. L'Iran ha tutti gli strumenti necessari per mantenerlo tale per tutto il tempo che desidera...



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegato: 

Niscemi, frana vicino alla base militare Usa del Muos. Attivista: "Preoccupati nel caso di attacchi”:   https://www.youtube.com/watch?v=ns_qoUImpHo





martedì 10 marzo 2026

Certi yankee e ueisti si riconoscono da lontano... puzzano!


lunedì 9 marzo 2026

Regno Unito e UE... alla canna del gas!

 



domenica 8 marzo 2026

Gli ebrei di Neturei Karta sulla politica d'Israele...

 


Con questa ennesima e coraggiosa presa di posizione, i rabbini di Neturei Karta si allineano a tutte le voci per la pace contro le guerre e si alzano in piedi come ebrei, contro il sionismo fascista. Essi sono la voce degli ebrei religiosi nel mondo, che si oppongono allo Stato di Israele e sono al fianco, da sempre al popolo palestinese.
“Gli Ebrei anti-Sionisti sono profondamente addolorati e provano grande dolore per il Sionismo e per la sua provocazione che ha portato alla tragica nuova guerra con l’Iran.
Questa guerra non è stata inaspettata, per anni i leader Sionisti hanno fatto campagne per un'azione militare contro l’Iran.
Il criminale di guerra Benjamin Netanyahu è andato varie volte dal Presidente Trump, per spingere verso un’azione militare contro l’Iran. Nello stesso tempo, gli Ebrei anti-Sionisti e il loro leader hanno rilasciato numerose dichiarazioni pubbliche chiedendo urgentemente al presidente Trump di riconoscere che Israele, non l’Iran, è il pericolo per il mondo.

A nome degli ebrei religiosi di tutto il mondo, dagli Stati Uniti alla Palestina, riteniamo Israele responsabile della morte e della distruzione a cui abbiamo assistito per decenni, ora intensificate dall’assassinio del supremo leader Ali Khamenei, insieme a molti militari, politici, e vittime civili.

Ciò costituisce un altro anello della lunga catena della violenza Sionista in corso in Palestina e altrove.
Poiché ora circola una grande quantità di disinformazione, noi vogliamo chiarire alcuni punti:
Primo: l’Iran non è un nemico del popolo ebreo. Gli ufficiali iraniani hanno ripetutamente dichiarato che la loro opposizione è diretta alla occupazione Sionista, non all’Ebraismo o agli Ebrei viventi in Palestina o ovunque. Questo è evidente anche dal fatto che la comunità ebraica continua a vivere e praticare la propria religione con lo status di minoranza riconosciuto e la protezione dello Stato.
Secondo: poiché Israele afferma di agire per conto di tutti gli Ebrei (e in nome dell'Ebraismo) e poiché alcuni coloni estremisti abusano di concetti religiosi come “Amalek”, dobbiamo chiarire l'autentica posizione religiosa ebraica.
Come Ebrei religiosi affermiamo che lo stato di Israele e le azioni sioniste costituiscono una grave violazione dell'Ebraismo. Assassinare, rubare, occupare la terra di un altro popolo, e scatenare guerre contro qualsiasi nazione è proibito nella legge Ebraica.
L'ideologia di stabilire la sovranità Ebraica attraverso la forza è antitetica alle credenze Ebraiche fondamentali, che insegnano che l'esilio Ebraico è un decreto divino e non deve essere interrotto dalla coercizione umana.
Violare questo principio è considerato ribellione contro il volere divino.
L’Ebraismo richiede che gli Ebrei vivano come cittadini leali e vicini pacifici nei paesi in cui risiedono, non di scatenare guerre o dominare altri popoli, perciò masse di Ebrei in tutto il mondo si oppongono allo Stato di Israele e alle sue azioni criminali.
Lo stato di Israele non rappresenta l’Ebraismo nel mondo o la religione Ebraica.
Terzo: mentre la paura e il panico si diffondono tra le comunità Ebraiche per generare simpatia per le politiche Sioniste, dobbiamo affermare chiaramente: condanniamo il movimento Sionista per la sua estesa propaganda che induce gli Ebrei a credere che siano in pericolo universale e che la Palestina o l'Iran siano nemici del popolo Ebraico. 
Questa disinformazione ha portato molti Ebrei a sostenere politiche e conflitti che sono antitetici agli insegnamenti Ebraici, mettono in pericolo sia gli Ebrei che gli altri e perpetuano la violenza piuttosto che la sicurezza.
Quarto: Israele afferma di agire per legittima difesa presentando le sue azioni come protezione al popolo Ebreo. Questa affermazione deve essere contestata.
Israele non garantisce la sicurezza agli Ebrei.
Al contrario ha minato e distrutto la coesistenza che esisteva in Palestina prima dell’ascesa del Sionismo. 
Né la Palestina né l’Iran sono intrinsecamente anti-Ebrei, gli Ebrei vivono in queste società da secoli.
L’occupazione della Palestina e la creazione dello stato di Israele frantumò questa storica coesistenza e le attuali politiche Sioniste continuano ad alimentare cicli di violenza e spargimento di sangue. 
Molte vite sono state prese dal regime Sionista, come abbiamo assistito all'inimmaginabile genocidio di Gaza, quando Israele ha massacrato uomini, donne e bambini.
Come risultato del mantenimento di questo progetto politico, molti Ebrei hanno perso la vita in più di 77 anni di conflitto legato all'occupazione. Bisogna anche sottolineare che gli Ebrei antisionisti che vivono in Palestina e Israele affrontano il pericolo a causa di queste politiche e azioni, molti continuano a fare appello ai leader mondiali affinché riconoscano le loro voci e affermino che gli Ebrei in Terra Santa cercano la pace e rifiutano totalmente la continua occupazione e aggressione.
Possa Dio aiutare a portare la pace in tutta la regione senza più sofferenza umana e infine rivelare la sua gloria al mondo intero per un tempo in cui tutta l'umanità lo servirà insieme in pace e armonia”.
Traduzione di Cristina G. per civg.it                                                                                                                         

 “…i primi sionisti in realtà hanno scritto che sarebbe redditizio per il popolo ebraico avere l'antisemitismo. Hanno scritto che dovremmo effettivamente cercare di incoraggiare l'antisemitismo per costringere gli ebrei a optare per il sionismo…”. (Rabbino Moshe Dov Beck Leader Spirituale,    Neturei Karta International)

Al centro


7 marzo 2026 -  Notizia di cronaca collegata. A Tel Aviv diversi manifestanti sono scesi in piazza contro la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran mentre il conflitto entra nella seconda settimana. La protesta, organizzata nel centro della città, ha visto i dimostranti chiedere l’interruzione delle operazioni contro Teheran. Le forze di polizia sono intervenute per disperdere il gruppo, allontanando i manifestanti e procedendo ad alcuni arresti.


Video collegato: 

Scott Ritter. Tradimento della verità: il conflitto iraniano: https://www.youtube.com/watch?v=1QDlQvj1A0w

“Jawè lo vuole”...

 

Presto su questi schermi

L'esercito, la marina e l'aviazione degli Stati Uniti, comandati dal capataz Donald Trump, stanno bombardando l’Iran, su istigazione di Israele che ha iniziato l'operazione, con la scusa che -secondo loro- la Repubblica Islamica vorrebbe costruire una bomba nucleare. Una menzogna contraddetta sia dall'AIEA che dalla capa del controspionaggio americano, Tulsi Gabbard. 

Ma il presidente americano, che deve la sua nomina alla lobby sionista, preferisce dare ascolto al suo padrino Netanyahu e manda a fuoco l'intero Medio Oriente per compiacerlo.

Ma tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino ed ora tutti i Paesi mediorientali, ex alleati degli USA, gli si rivoltano contro. La loro economia sta andando a rotoli e con il loro tracollo giunge anche quello dell'economia mondiale (gas e petrolio a picco).

Di conseguenza, Israele, bersagliato dai missili iraniani, sta ora pensando di risolvere la questione con il suo solito sistema “muoia Sansone con tutti i Filistei", e loro -i sionisti- sì che ce l'hanno l'arma nucleare, almeno 200, ma perché fare brutta figura dimostrando la loro nefandezza al mondo intero? Soprattutto dopo l'annunciazione fatta da Mike Huckabee, Ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, che l'avvento del Grande Israele è voluto da dio stesso (inteso come Jawè). Ma ecco pronta la soluzione: il novello accecato sulla via di Teheran, Donald Trump, si offre di allegerire Israele da questa terribile incombenza, sarà lui -se necessario- a lanciare un attacco atomico, un nuovo e fantasmagorico “Purim”. 

Così un coro di angeli (o demoni) attorniano il “bovero Trump” per sorreggerlo nella triste decisione di ordinare l' “Operazione Armageddon”: al grido di “Jawè lo vuole”...



Paolo D'Arpini, l'eretico...






Video collegati: 

Trump, il mistico toccato da sion, minaccia di lanciare lui la bomba atomica (per alleggerire dalla responsabilità il suo padrone Israele): https://www.youtube.com/watch?v=1mm-hk_XtWI


Scott Ritter. Tradimento della verità: il conflitto iraniano: https://www.youtube.com/watch?v=1QDlQvj1A0w