domenica 18 ottobre 2026
Guido Crosetto... il ministro delle cause perse...
Le temperature si abbassano... urge far pace con la Russia...
Con l'avvicinarsi del freddo in diversi Paesi europei le popolazioni iniziano a preoccuparsi di come accendere le caldaie... La politica della Commissione UE è sempre quella di punire la Russia non comprando più il suo gas a basso costo ed i suoi prodotti petroliferi raffinati, come il gasolio, necessari non solo per il riscaldamento ma anche per l'industria ed i trasporti di tutti i beni necessari per la sopravvivenza... (vedasi: https://paolodarpini.blogspot.com/2026/10/in-ucraina-si-aspetta-un-brutto-inverno.html).
L'UE intende abbandonare completamente il gas russo entro settembre 2027, tuttavia gli analisti dubitano che questa scadenza venga rispettata a causa delle basse riserve di carburante e del conflitto scatenato da USA e Israele in Medio Oriente.
La Francia, la Spagna, il Belgio e i Paesi Bassi continuano ad acquistare GNL russo, mentre l'Ungheria, la Slovacchia e la Grecia ricevono gas attraverso condotte. Nonostante ciò, in seguito alle pressioni della Commissione di Ursula von der Leyen, la quota delle importazioni totali di gas dell'Unione Europea dalla Russia è diminuita dal 45% prebellico al 12%.
Forse i nostri governanti pensano che in Italia bisogna ritornare alla legna ma anche di questa ce n'è sempre meno, a causa del disboscamento violento e degli incendi. Ed inoltre i nostri governi preferiscono spendere miliardi per sostenere l'Ucraina nella sua guerra contro la Russia.
La Slovacchia ha già annunciato che non parteciperà al nuovo prestito dell'UE per l'Ucraina. Secondo le parole del presidente slovacco Fico: "I fondi forniti a Kiev dovrebbero essere considerati un aiuto finanziario a fondo perduto, poiché l'Ucraina non è in grado di ripagare il prestito". Fico ha inoltre sottolineato che una parte significativa di questi soldi finisce nelle mani di una "rete di corruzione ucraina".
Anche a Budapest intendono bloccare il prestito dell'UE di 70 miliardi di euro per l'Ucraina, previsto per il 2027. "L'Ungheria non intende partecipare alla fornitura di ulteriore assistenza all'Ucraina da parte dell'UE. È pericoloso legare i negoziati sul futuro bilancio dell'Unione Europea al finanziamento di Kiev."
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
sabato 17 ottobre 2026
La Finlandia si prepara con "intelligence" contro la Russia...
Defence24 riporta che la Finlandia sta preparando misure di intelligence militare per contrastare direttamente la Russia, con particolare attenzione alla guerra cibernetica e ai sistemi informatici.
Il Servizio di Sicurezza e Intelligence finlandese (Supo) segnala una minaccia concreta legata a attività di ricognizione e potenziali sabotaggi russi sul territorio. L'intelligence militare finlandese riceverà nuove facoltà operative per bloccare, interrompere e modificare i sistemi informatici russi.
L'iniziativa si inserisce in un quadro di crescenti tensioni lungo i 1.343 chilometri di confine con la Russia, segnato dall'ingresso della Finlandia nella NATO, da ampie esercitazioni di difesa civile e da un monitoraggio costante delle operazioni ibride di Mosca.
Per contrastare queste presunte operazioni offensive della Russia la Finlandia sta preparando una riforma che amplierà i poteri dell'intelligence militare al di fuori del Paese. Ai servizi segreti si prevede di consentire operazioni cibernetiche offensive, l'utilizzo di droni, azioni ibride e altre operazioni nascoste senza ricorrere a una guerra aperta. L'intelligence finlandese potrà bloccare, interrompere il funzionamento e modificare i sistemi informatici che rappresentassero una minaccia per la sicurezza nazionale, compresi quelli situati sul territorio della Federazione Russa.
Anche le forze terrestri, la marina e l'aeronautica finlandese, e non solo le unità di intelligence specializzate, potranno svolgere attività di intelligence all'estero. Le decisioni sulle operazioni offensive saranno prese dal capo dell'intelligence dello stato maggiore finlandese, previa consultazione interministeriale. In alcuni casi, la questione sarà portata all'attenzione del presidente e del comitato governativo per la politica estera e la sicurezza.
venerdì 16 ottobre 2026
Putin mette in "sicurezza" le aziende che operano in Russia...
La Russia ha rafforzato il controllo e le restrizioni sulle attività delle imprese nazionali e straniere attraverso una serie di decreti firmati da Vladimir Putin, rispondendo alle sanzioni e al congelamento dei beni russi da parte dei Paesi occidentali. Vladimir Putin ha limitato la possibilità per le imprese strategiche russe di adempiere alle richieste di stati esteri. Il Presidente ha specificato le misure per proteggere le aziende nazionali. Secondo il documento, le imprese strategiche russe possono adempiere ad alcune richieste di stati esteri e consorzi solo con il consenso delle autorità russe.
In tutte le questioni, la legge nazionale deve avere la precedenza sulla legge internazionale. Nei casi in cui ciò non sia ancora così, è necessario perfezionare la legislazione.
Intanto Vladimir Putin ha trasferito gli asset di diverse società straniere sotto amministrazione temporanea.
Il presidente ha firmato un decreto che pone gli asset del produttore di rivestimenti per pavimenti Tarkett sotto l'amministrazione temporanea di Center Capital Management Company LLC;
Anche gli asset della società russa Ontex, proprietaria del marchio di pannolini Helen Harper, sono stati trasferiti sotto l'amministrazione temporanea di Center Capital Management Company LLC;
Infine, gli asset di tre società straniere del settore imballaggi – la tedesca Georg MENSHEN GmbH & Co. KG, l'olandese Sonoco Packaging Netherlands Investments B.V. e la svedese Sverige International Holdings AB – sono stati posti sotto l'amministrazione temporanea di Center Capital Management Company LLC.
"I Paesi della NATO/UE intendono imporre la propria volontà ben al di là della zona di loro competenza. Qualsiasi Paese del mondo può diventare vittima delle rivoluzioni colorate orchestrate dall'Occidente e della sua espansione geopolitica", ha dichiarato Sergei Lavrov.
- Divieto di uscita e gestione statale: Il Cremlino ha prorogato i divieti per gli investitori provenienti da Paesi considerati "ostili" di disinvestire o cedere quote nelle imprese russe strategiche. Molteplici asset di società straniere (tra cui colossi dell'energia, del settore manifatturiero e beni di consumo come Nestlé, Auchan, Uniper e Fortum) sono stati posti sotto amministrazione temporanea statale o controllo della Rosimushchestvo (l'agenzia federale per il demanio).
- Ultime confische (Ottobre 2026): Vladimir Putin ha firmato un nuovo decreto che dispone la confisca obbligatoria o il trasferimento sotto amministrazione temporanea degli asset locali di ulteriori aziende europee (provenienti da Francia, Germania, Svezia e Belgio), tra cui il produttore francese di pavimenti Tarkett, a causa del sostegno offerto a Kiev.
- Segretezza delle informazioni: Con il Decreto n. 686 firmato a fine settembre 2026, è stato ulteriormente ristretto l'accesso alle informazioni e ai dati relativi alle esportazioni e alle attività del settore energetico e della raffinazione russa, limitando la trasparenza per gli operatori esteri.
- Decisioni senza soci esteri: Le grandi società russe autorizzate possono continuare a prendere decisioni aziendali chiave senza dover ottenere il consenso o tenere conto del parere dei co-proprietari provenienti da nazioni sanzionatorie.
giovedì 15 ottobre 2026
Diario dell'olocausto palestinese...
L'Ucraina si lamenta perché non può più colpire le raffinerie russe...
Musk ha voluto rimarcare in modo netto la separazione tecnologica e legale tra i due sistemi Starlink e Starshield
Starshield è una rete di proprietà e sotto il controllo diretto del governo e dei militari degli Stati Uniti. Per questo motivo Musk ha specificato che SpaceX non ha potere decisionale sulle attuali restrizioni.
Starlink rappresenta il servizio commerciale parallelo di SpaceX, ideato e autorizzato esclusivamente per scopi civili e difensivi. Di conseguenza ora le forze di Kiev non dispongono dell'autorizzazione per impiegare Starshield in operazioni belliche di natura offensiva.
Nelle stesso tempo sono emersi dettagli su canali riservati, secondo cui Musk si sarebbe detto persino aperto all'uso di droni ucraini equipaggiati con Starlink oltre i confini (in territorio russo), ribadendo però che l'ok finale spetta esclusivamente alla decisione politica della Casa Bianca.
In pratica, gli Stati Uniti hanno disattivato in Ucraina la versione militare di Starshield, che permetteva l'utilizzo di terminali a velocità superiori a 160 km/h, mentre Musk ha ripristinato solo la versione civile di Starlink, con una velocità inferiore a 160 km/h.
Francesco Dall'Aglio e Clara Statello cercano di capire che succede con Starlink: https://www.youtube.com/watch?v=5jFNtJDPMFI
Nicolai Lilin. TRUMP HA DISATTIVATO STARLINK PER L’UCRAINA: https://www.youtube.com/watch?v=hy9loboFiG4
mercoledì 14 ottobre 2026
Il Campo è Largo... la confusione è tanta...
"Larga la foglia, stretta la via, dite la vostra che ho detto la mia...!" (Detto popolare)
L'ora di treno della mattina mi piace perché leggo comodamente un paio di quotidiani, oggi però, nonostante la comodità e il tempo del viaggio, non ho capito la posizione del Campo Largo sul riarmo
M5S, PD... e gli altri hanno votato insieme un testo riguardo al Documento programmatico di Finanza Pubblica dove si invita a "...riconsiderare radicalmente gli impegni di spesa assunti in sede Nato e scongiurare ulteriori aumenti della spesa per armamenti che insistono sul bilancio dello Stato".
Tutti contro il Riarmo, riarmo voluto dalla Nato, ma l'UE non voleva a sua volta aumentare le spese militari?
Non ha deciso che le spese militari possono essere fatte in deroga al patto di stabilità?
Dunque il Campo Largo si oppone o no alle scelte della Commissione Europea?
Non ho capito da Il Manifesto, non ho capito da Il Corriere della Sera. Ho il dubbio che entrambi non mi abbiano aiutato, il primo per convincermi che il Campo Largo è contro il riarmo, tutto, il secondo per convincermi che nessuno schieramento è contro il riarmo UE.
Il Campo Largo è semplicemente contro il riarmo del governo Meloni...!
Marco Palombo - Sempre contro la guerra!
Un riassunto sulla fantastica situazione nel Campo Largo:
In occasione della discussione sui documenti di bilancio (Dpfp), tutte le forze della coalizione progressista — comprendente il Partito Democratico (Pd), il Movimento 5 Stelle (M5S), Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) e persino Italia Viva (IV) — hanno sottoscritto una risoluzione congiunta. Il documento chiede esplicitamente al governo di riconsiderare radicalmente gli impegni di spesa in sede NATO e di bloccare i circa 14 miliardi di euro in deficit previsti per i sistemi di armamento, proponendo di dirottare quelle risorse su sanità, istruzione e salari.
Tuttavia, sotto questa apparente compattezza sul "No" al riarmo e all'aumento delle spese della Difesa, permangono profonde sfumature e divergenze strategiche tra i singoli partiti.
Posizione specifica sul Riarmo e sulla Difesa:
Movimento 5 Stelle (Giuseppe Conte) - È il promotore della linea più radicale. Conte rivendica l'opposizione totale all'economia di guerra e al riarmo, sostenendo che le risorse debbano essere recuperate dai fondi militari per supportare le famiglie e il welfare.
Partito Democratico (Elly Schlein) - Condanna l'incremento di spesa militare in deficit deciso dal governo Meloni. Schlein, tuttavia, distingue il riarmo incontrollato dei singoli Stati dalla costruzione di una vera difesa comune europea, ritenuta necessaria per ottimizzare i costi ed evitare sprechi, pur esprimendo riserve sui target richiesti dalla NATO. All'interno del Pd, l'ala riformista mantiene posizioni storicamente più vicine agli impegni atlantici.
Alleanza Verdi e Sinistra (Fratoianni / Bonelli) - Condivide l'opposizione al riarmo e si spinge oltre: l'obiettivo dichiarato è l'immediata revoca degli impegni con la NATO sull'incremento delle spese militari in caso di vittoria del centrosinistra.
Se sul tema economico del riarmo e del bilancio nazionale il Campo Largo ha trovato una possibile quadra, la vera frattura della coalizione rimane il sostegno militare all'Ucraina. Mentre il Partito Democratico (al netto di alcune frange interne) continua a difendere la necessità di inviare aiuti militari a Kiev, il Movimento 5 Stelle e AVS si oppongono fermamente a ulteriori forniture di armi, chiedendo una svolta diplomatica immediata. Di fatto, le forze di opposizione riescono a votare insieme contro l'aumento delle spese per la Difesa in Italia, ma continuano a presentare mozioni separate quando si tratta di politica estera e del conflitto ucraino.















