lunedì 26 ottobre 2026

Serbia post elettorale... "Ride ben chi ride ultimo!"

 


Ora io non voglio fare il guastafeste perché è bello essere felici, anche per cose immaginarie, e i nostri amici europeisti sono molto, molto felici per il risultato elettorale di ieri in Serbia e non voglio davvero rovinargli questa gioia visto che sono tutti già partiti a dare il benvenuto in Europa agli "studenti". Ma al di là di questa oscenità colonialista dell’accogliere i popoli nella civiltà di cui siamo esclusivi depositari e, soprattutto, di cui diamo sempre gran prova in ogni circostanza, c’è ben poco da accogliere e temo che per i nostri amici si prepari una grossa delusione, forse anche peggiore di quella che ha riservato loro Péter Magyar che ha scacciato il malvagio Orbán ma si è rivelato non essere esattamente il Mandela ungherese che i nostri rintronati immaginavano.
Chiariamo subito un punto: di "studenti", nella lista, ce ne sono ben pochi (di professori invece ce ne sono un bel po', come il capolista ad esempio. C'è anche l'ex governatore della banca centrale, per dire. Ma continuiamo a chiamarli "studenti", che fa molta simpatia). Si tratta di una Große Koalition, per dirla alla tedesca, che ha radunato una gran quantità di oppositori di Vučić che in 12 anni di potere si è fatto, mi verrebbe da dire giustamente, un bel po' di nemici. Questi nemici, però, non necessariamente la pensano allo stesso modo e non necessariamente si conformano all'idea che dalle nostre parti si ha di quella che è una "buona" opposizione. Semplificando molto (e sottolineo: molto) potremmo dire che "Studentska lista – Studenti pobeđuju" ha un'anima almeno triplice. Ci sono, certamente, i liberali europeisti che desiderano un avvicinamento all'Unione Europea e un abbandono delle posizioni, che qui definiremmo "filorusse", che la Serbia mantiene tuttora. Loro vanno bene, sono la copertina del movimento e sono quelli che godono del sostegno incondizionato dei nostri media e di Bruxelles. Ci sono le associazioni civiche il cui obiettivo è combattere la corruzione, senza fare troppa ideologia. Loro vanno già un po' meno bene, ma certo combattere la corruzione è una cosa molto europea, quindi passi.

E poi ci sono i nazionalisti che si oppongono a Vučić perché considerano che abbia venduto la Serbia all'Europa e a Israele in cambio di quattro spiccioli, e che abbia accettato, un po' alla Pashinyan, di dar via il Kosovo. Ecco, loro non vanno bene per niente. Si può far finta che non ci siano e liquidare l'onnipresente "3" fatto con pollice, indice e medio come un innocente riferimento al fatto che sulla scheda elettorale Studentska lista aveva, appunto, il numero 3, ma ci sono. Eccome se ci sono.
E siccome ci sono, e pesano non poco (anche questo possiamo far finta che non sia, ma è) la lista è stata, più o meno da sempre, molto ambigua sulle questioni di politica estera ma molto chiara su due cose. La prima, che non è loro intenzione aderire alle sanzioni contro la Russia. La seconda, che il Kosovo è territorio serbo "temporaneamente occupato", che gli accordi firmati dal precedente governo con le autorità kosovare vanno respinti, e che la regione va riunita alla madrepatria, naturalmente in maniera pacifica, con la diplomazia e col dialogo, ma comunque riunita.
E non è l'unico problema. Per quanto riguarda il progetto di estrazione del litio nella valle dello Jadar, affidato al gruppo anglo-australiano Rio Tinto, la loro posizione è di assoluta contrarietà: niente litio "europeo", insomma, bisogna continuare a comprarlo in Cina. A proposito di Cina, la cooperazione con Pechino ovviamente deve continuare, perché si tratta di un partenariato strategico che non può essere cancellato.
E per chiudere in gloria, c'è un problemino anche con "l'unica democrazia del Medio Oriente", con la quale Vučić ha concluso numerosi accordi di cooperazione in materia di difesa, inclusa una fabbrica a Makiš, inaugurata poco più di un mese fa e che assembla droni per la Elbit Systems. Questa cosa agli studenti non va proprio giù, perché nel loro programma è scritto esplicitamente che Israele sta commettendo un genocidio contro il popolo palestinese, e gli accordi firmati da Vučić vanno abbandonati (questa opposizione a Israele pare sia l'unica cosa sulla quale le tre anime sono tutte d'accordo, anche se potete facilmente immaginare che i motivi siano ben diversi a seconda dello schieramento).
Però per carità, viva la Serbia in Europa, ormai è fatta, il Paese ha votato contro Putin.

Francesco Dall'Aglio



Francia. Force de frappe... allargata ai Paesi Europei...

 


Ed ora si vota in Israele...

 


Le elezioni parlamentari in Israele si tengono il 27 ottobre 2026, per il rinnovo della XXVI legislatura della Knesset (il Parlamento da 120 seggi). Si tratta di una consultazione elettorale cruciale.
La competizione elettorale vede contrapporsi principalmente due blocchi politici.
  • Il blocco di governo, guidato dal partito Likud di Netanyahu, sostenuto dai partiti ultraortodossi (come Shas e United Torah Judaism) e dalle formazioni dell'estrema destra nazionalista (Otzma Yehudit e il Religious Zionist Party). 
  • L'opposizione, una coalizione variegata che punta a un cambio di leadership. La principale novità e sfidante diretto di questa tornata è l'ex capo di Stato maggiore Gadi Eisenkot, affiancato da altre figure dell'opposizione centrista, democratica e dai partiti arabo-israeliani.
I sondaggi e le analisi giornalistiche evidenziano i seguenti scenari:
  • Testa a testa: Secondo un'analisi pubblicata da Il Messaggero in data 26 ottobre 2026, si profila un serrato testa a testa tra la coalizione di Netanyahu e lo schieramento guidato da Eisenkot.
  • Frammentazione e ingovernabilità: Come riportato da RaiNews il 25 ottobre 2026, vi sono oltre 30 partiti in lizza (tra i 33 e i 37 registrati). I sondaggi indicano che nessuno dei due blocchi principali potrebbe raggiungere agevolmente la maggioranza assoluta di 61 seggi, sollevando lo spettro di un nuovo stallo istituzionale. 
Il sistema politico israeliano adotta una formula fortemente proporzionale: 
  • Collegio unico: L'intero Paese costituisce un unico collegio elettorale su base nazionale. 
  • Soglia di sbarramento: I partiti devono superare la soglia del 3,25% dei voti validi per poter accedere alla ripartizione dei seggi alla Knesset.
  • Nomina del Premier: Dopo il voto e la proclamazione degli eletti, il Presidente dello Stato assegnerà l'incarico di formare il governo al candidato che riterrà avere le maggiori probabilità di raccogliere una maggioranza parlamentare. 
I dati ufficiali sull'affluenza e lo spoglio delle schede saranno gestiti dal Central Elections Committee (CEC), con i primi risultati attesi a partire dalla tarda serata di martedì 27 ottobre 2026. 



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

domenica 25 ottobre 2026

Paesi Bassi (anzi bassissimi) - Sport o discriminazione...? - il caso di Angelina Melnikova e le altre russe...

 


Angelina Melnikova, Viktoria Listunova e Anna Kalmykova sono le tre ginnaste di punta della nazionale russa al centro di un acceso caso geopolitico e sportivo ai Campionati Mondiali di ginnastica artistica 2026 di Rotterdam. Il governo dei Paesi Bassi ha infatti negato il visto d'ingresso alle tre atlete, impedendo loro di partecipare alla rassegna iridata. La decisione ha sollevato enormi polemiche poiché i Mondiali di Rotterdam costituiscono la prima tappa fondamentale per la qualificazione ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.


La risposta di Maria Zakharova: 
"La ministra della Difesa olandese ha dichiarato che la Russia è il nemico. Il premier Rob Jetten conferma. E spiega che bisogna anche far comprendere ai cittadini perché sia necessario spendere miliardi in più per la difesa.
Insomma, prima si presenta il nemico. Poi si presenta il conto.
Ma il capolavoro arriva con i Mondiali di ginnastica di Rotterdam.
Tre atlete russe, tra cui la campionessa mondiale Angelina Melnikova, si vedono negare il visto. Una straordinaria innovazione dello sport europeo!
Una volta, per battere una campionessa, bisognava essere più bravi di lei. Oggi può bastare impedirle di partecipare. Come può un Paese ospitare competizioni internazionali garantendo parità di trattamento quando decide chi può entrare e chi no?
La domanda merita una risposta. Perché se persino una ginnasta diventa un problema geopolitico, forse abbiamo smarrito qualcosa di più importante di una medaglia.
E mentre i governi parlano di valori, sono ancora gli atleti a pagare il prezzo delle decisioni politiche."
Maria Zakharova



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

sabato 24 ottobre 2026

USA e Israele: "Finché c'è guerra c'è speranza"...


Il gatto e la volpe a fine corsa

L'autunno del 2026 segna un momento di straordinaria importanza geopolitica, con scadenze elettorali cruciali sia in Medio Oriente sia oltreoceano. Le elezioni politiche in Israele si terranno martedì 27 ottobre 2026, seguite a pochissimi giorni di distanza dalle elezioni di midterm negli Stati Uniti, fissate per il 3 novembre 2026.

Ma Donald Trump "se ne frega!" ed  annuncia la sua prossima avventura bellica: "Quando avremo finito con l'Iran le nostre magnifiche navi da guerra  passeranno vicino a Cuba. Ne fermeremo una a circa 50 metri dalla costa.  Cuba si arrenderà, e invieremo Marco Rubio per negoziare un accordo", ha dichiarato il tycoon...

Intanto Stati Uniti e Israele stanno elaborando piani per nuovi attacchi risolutivi contro l'Iran. L'ambasciatore americano in Turchia, Tom Barrack, ha dichiarato ai giornalisti che nuovi attacchi all'Iran inizieranno quanto prima. I diplomatici americani vengono evacuati dall'Arabia Saudita. Nel frattempo, truppe e aerei vengono trasferiti dagli Stati Uniti verso il Medio Oriente.

Contemporaneamente, funzionari iraniani hanno comunicato a Reuters che, in caso di ripresa delle ostilità, le forze speciali danneggerebbero i cavi sottomarini nel Golfo Persico. Parallelamente, continuerebbero gli attacchi ai centri di elaborazione dati in Paesi ostili, situati all'interno della portata dei droni e dei missili iraniani. Poiché il Golfo Persico si trova in un punto di snodo di molte linee di comunicazione internet, ciò avrebbe ripercussioni sulla rete a livello mondiale.

Il ministro degli Esteri della Turchia, Hakan Fidan, ha avvertito che "un nuovo attacco contro l'Iran porterebbe a una ulteriore escalation della guerra in tutta la regione. Un intervento militare in Iran non è assolutamente una soluzione. Al momento, nessuno lo sostiene", ha dichiarato Hacan  Fidan ai giornalisti dopo l'incontro R4+E3, che si è tenuto per la prima volta in questo formato a Istanbul.




(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegato:   Trita Parsi. Israele ha teso una trappola per una guerra totale nella regione: https://www.youtube.com/watch?v=5BFOdhFykq8



venerdì 23 ottobre 2026

Il prossimo vertice trilaterale a Shenzhen sarà una "nuova Yalta"...?

 


La Cina potrebbe avere voce in capitolo nella decisione del futuro dell'Ucraina durante i colloqui tra Trump, Putin e Xi Jinping, secondo quanto riporta The Telegraph.

▪️Il prossimo vertice trilaterale a Shenzhen è già stato definito in Russia come una "nuova Yalta", richiamando la conferenza del 1945, durante la quale le grandi potenze concordarono l'assetto del mondo post-bellico.


▪️Per Pechino, la partecipazione alla discussione sul futuro dell'Ucraina rappresenta un'opportunità per consolidare lo status di superpotenza mondiale e dimostrare influenza diplomatica con un minimo di impegni.

▪️Questo formato suscita preoccupazioni a Kiev e tra gli alleati europei, poiché crea il rischio di accordi tra le grandi potenze alle loro spalle.





Dietro le quinte:

L'incontro è stato proposto inizialmente da Putin per discutere di equilibri geopolitici e della risoluzione della guerra in Ucraina, strutturando un formato che escluderebbe l'Ucraina stessa e l'Europa dai negoziati diretti.

 Il trilaterale verrebbe organizzato a margine del summit ufficiale della Cooperazione Economica Asia-Pacifico (APEC) che si svolgerà proprio a Shenzhen. Secondo quanto riferito dal consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, nessuna delle tre potenze (Pechino, Washington o Mosca) ha respinto l'iniziativa. Donald Trump si è detto disponibile al confronto, mentre Xi Jinping sta valutando l'opportunità strategica dell'evento.
 
Oltre alla questione ucraina, i colloqui dovrebbero ridefinire le rispettive sfere d'influenza globale, toccando anche dossier tecnologici caldi come gli accordi bilaterali sull'intelligenza artificiale. Sebbene l'apertura diplomatica sia concreta, non è ancora stata stabilita una conferma formale definitiva o un'agenda ufficiale per l'incontro a tre.

Shenzhen. La città del futuro...


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

giovedì 22 ottobre 2026

“La guerra in Ucraina si avvia alla sua conclusione”...?


San Pietroburgo. Dopo l'incontro tra Witkoff e Putin

La frase “La guerra in Ucraina si avvia alla sua conclusione” è una dichiarazione ufficiale rilasciata il 21 ottobre 2026 da Yury Ushakov, consigliere per la politica estera del Cremlino.

La presidenza della Federazione Russa ha espresso questo orientamento a seguito di un cruciale e lungo colloquio tra il presidente russo Vladimir Putin e l'inviato speciale statunitense Steven Witkoff. Quest'ultimo era reduce da un precedente incontro a Oslo con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Pur affermando che il conflitto si sta avviando verso la fine, Ushakov ha precisato di non poter quantificare l'esatta vicinanza del traguardo, sottolineando tuttavia che "le cose stanno andando in quella direzione".

Nonostante l'avvertimento sul fatto che resti ancora molto lavoro da fare, la Russia si è detta pronta a riaprire a breve i colloqui. Fonti diplomatiche indicano come possibile sede un incontro trilaterale a Dubai per la metà di novembre 2026.

Le trattative stanno subendo una  accelerazione a causa del pressing diplomatico degli Stati Uniti, volto a raggiungere una risoluzione negoziale del conflitto.

(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)



Integrazioni:

"Noto un fatto che taciuto non può rimanere: mentre da questa ed altre bacheche le voci SPERANO e PREGANO nel miracolo... molte altre urlano l'opposto. Istituzioni UE che stimano il bilancio di guerra russo dichiarando che è a lungo termine e che quindi occorre prepararsi ad altri anni di conflitto, che occorre fare pressing su Canada e UK per maggiori finanziamenti a Kiev. Ed il portavoce del governo tedesco che dice lo stesso sottolineando che "l'esercito tedesco si sente minacciato dalla Russia". Tutti costoro sembrano mossi da un inesprimibile desiderio che i negoziati non inizino e non finiscano mai, che si arenino, e si ritorni alle trincee ai droni e ai missili: i "buoni e democratici" della libera UE sperano questo".
Daniele Lanza

Video di Francesco Dall'Aglio:  Insomma, finisce sta guerra?:   https://www.youtube.com/watch?v=Hv5JawPDDlA






Articolo collegato: Witkoff fa avanti e indré da Zelensky a Putin, mentre Zelensky gira l'Europa per la questua... - Il 21 ottobre 2026, durante l'incontro a San Pietroburgo, l'inviato speciale statunitense Steve Witkoff ha elogiato Vladimir Putin definendolo "un umanitario". I colloqui si sono inoltre concentrati sulla guerra in Ucraina e sulla potenziale ripresa dei negoziati trilaterali. Il 20 ottobre 2026 Volodymyr Zelensky aveva incontrato a Oslo Steve Witkoff, Kushner il genero di Trump non c'era perchè influenzato... - Continua: https://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2026/10/witkoff-fa-avanti-e-indre-da-zelensky.html