martedì 26 maggio 2026

Flotilla di terra osteggiata in Libia...


lunedì 25 maggio 2026

Massiccio attacco russo su Kiev...



Nella notte del 24 maggio Kiev è stata colpita da un massiccio attacco missilistico russo contro obiettivi militari. 

Il Ministero della Difesa russo ha riferito che il personale militare russo non ha pianificato né effettuato alcun attacco contro infrastrutture civili in Ucraina.

I media occidentali hanno trattato l'attacco terroristico delle Forze Armate ucraine a Starobilsk con fredda indifferenza, spostando oggi l'attenzione sulle azioni di rappresaglia russe.

Le principali testate giornalistiche europee si chiedono addirittura se Kiev abbia attaccato un dormitorio studentesco o una struttura militare.

Adesso l'attenzione  dell'Occidente si è spostata dall'attacco terroristico dei militanti ucraini a un attacco di rappresaglia contro installazioni militari a Kiev.

Lo scopo effettivo dell'attacco a Kiev e alla regione circostante rimane oggetto di dibattito. Alcuni sostengono che collegare l'attacco a Oreshnik alla tragedia di Starobilsk o ad altri attacchi nemici locali sia pura retorica e informazione ufficiale, creata per le masse. Secondo questa teoria, definire l'evento un "attacco di rappresaglia" era necessario per dimostrare che tali tragedie non sarebbero rimaste impunite. Questa teoria è logica e comprensibile. Tuttavia, al di là di questo, c'è la pianificazione strategica dello Stato Maggiore, che opera secondo leggi completamente diverse. Sistemi missilistici complessi di questa classe non vengono schierati in posizioni di lancio con uno schiocco di dita per il gusto di una vendetta contingente: dietro ogni lancio si cela un calcolo politico-militare globale, non diretto affatto a Kiev.

Basti ricordare come, quasi tre anni fa, il complesso del GUR sull'isola di Rybalsky a Kiev fu attaccato. Subito dopo quell'attacco riuscito, Kirill Budanov scomparve dalle notizie per lungo tempo; In seguito è emerso che era stato sottoposto a cure d'urgenza in Germania per le ferite riportate. Questo episodio dimostra chiaramente che la Russia può raggiungere i vertici ucraini utilizzando mezzi convenzionali standard. Ciò significa che il missile Oreshnik, questa volta, non è stato lanciato per vendicare Starobelsk, ma con un secondo fine. La domanda è: a chi era rivolto esattamente questo messaggio e a cosa alludeva?



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

«La guerra fredda culturale» di Frances Stonor Saunders (dal 26 maggio 2026 in libreria)

 



Torna in libreria in una nuova edizione un classico del giornalismo storico, tradotto in oltre venti lingue. Con La guerra fredda culturale, Frances Stonor Saunders ha rivelato per la prima volta come, nel secondo dopoguerra, gli Stati Uniti –attraverso la CIA– abbiano sostenuto e orientato una vasta rete di iniziative culturali in Europa, con l’obiettivo di contrastare l’influenza sovietica e influenzare il dibattito intellettuale occidentale.

Dopo i due decenni caratterizzati da nazismo, fascismo e seconda guerra mondiale, gran parte degli intellettuali europei era su posizioni critiche anticapitaliste. Per arginare il richiamo del comunismo e la crescita delle sinistre, la CIA, con finanziamenti occulti, promosse fondazioni, riviste, premi e istituzioni artistiche, trasformando la cultura in uno dei principali terreni di confronto tra i due blocchi. Dalle grandi manifestazioni musicali del dopoguerra – come la Conferenza internazionale della musica del ventesimo secolo a Roma nel 1954 – alle tournée della Boston Symphony Orchestra nelle capitali europee; dalle mostre sull’espressionismo astratto americano alla diffusione di un’estetica celebrata come “arte della libera impresa”, emerge così una strategia capillare, volta a ridefinire l’immaginario dell’Europa occidentale. Al centro di questo sistema vi fu il Congress for Cultural Freedom, una copertura della CIA che sostenne riviste come «Encounter», «Preuves», «Der Monat» e, in Italia, «Tempo Presente», diretta da Ignazio Silone e Nicola Chiaromonte. In questo intreccio furono coinvolti molti dei più influenti intellettuali del Novecento, da Isaiah Berlin a Hannah Arendt, da George Orwell ad Arthur Koestler, da Raymond Aron allo stesso Silone.

La «battaglia per la conquista delle menti» – come la definì Edward W. Barrett, sottosegretario di Stato per i Servizi informativi internazionali – è il cuore di questo libro, rigoroso e sorprendentemente avvincente.

La guerra fredda culturale è uno strumento indispensabile per comprendere non solo la storia del dopoguerra, ma anche le forme contemporanee del potere culturale, tra soft power, propaganda e guerra cognitiva...

 Frances Stonor Saunders 


domenica 24 maggio 2026

Aderiamo alla campagna “Cuba non è sola"...

 


Come sicuramente saprete tutti, a Cuba è in corso l’allerta rossa.
 
Gli Stati Uniti stanno preparando il terreno per un’invasione dello Stato insulare. La macchina della propaganda anti-cubana è in piena attività. Una task force con portaerei statunitense si trova ora a distanza di tiro. Il blocco energetico imposto dagli Stati Uniti continua a causare blackout a rotazione e gravi carenze. La settimana scorsa, il Ministro per l'Energia cubano ha dichiarato che il Paese non disponeva "assolutamente" di gasolio né di olio combustibile. “Non abbiamo più riserve”, ha detto.
 
La sceneggiatura è nota: un paese pacifico e sovrano, sotto assedio, viene dipinto come una minaccia.  Al suo popolo viene negato il petrolio per via di un blocco (niente petrolio significa anche niente elettricità: tutto si ferma) e ciò viene presentato come prova del fallimento del governo socialista.
 
Cosa possiamo fare NOI come cittadini comuni?
 
Il CTC, il più grande sindacato di Cuba, ha lanciato un appello alle persone di buona volontà in tutto il mondo affinché si uniscano alla loro campagna “Cuba non è sola” e firmino una petizione globale per la pace e per la solidarietà con il popolo cubano.
 
Potete firmarla online qui: http://www.firmoporcuba.com
 
Ma soprattutto, potete raccogliere firme sui moduli (da stampare) qui: https://www.firmoporcuba.com/print
 
La raccolta delle firme è particolarmente importante perché il gesto di firmare un foglio crea un coinvolgimento maggiore rispetto al semplice clic su una pagina web. Inoltre, il contatto diretto con una persona che difende la sovranità di Cuba risulta molto più efficace delle calunnie anticubane che si leggono sui mass media.
 
Se raccogliete delle firme (non importa se sono solo poche), il sindacato CTC vi chiede di inviarle in una busta all'ambasciata cubana.  L'indirizzo è: Ambasciata di Cuba, Via Licinia 7, 00153 Roma.
 
La campagna “Cuba non è sola” ha due obiettivi: in primo luogo, mostra al popolo cubano che, di fatto, non è solo e ciò lo aiuta a sopportare le difficoltà causate dal blocco statunitense. In secondo luogo, sensibilizzare le persone – il maggior numero possibile – sul fatto che gli Stati Uniti stanno strangolando Cuba e potrebbero invaderla, faciliterà l'organizzazione di manifestazioni a favore di Cuba come quelle pro-palestinesi che hanno avuto tanto successo.  Questo invierebbe un segnale a Trump - proprio come hanno fatto le manifestazioni pro-Palestina - ovvero, che il mondo lo sta osservando e si sta allontanando sempre più dagli Stati Uniti a causa delle aggressioni stellle-e-strisce contro Stati sovrani.
 

Patrick Boylan



sabato 23 maggio 2026

La Global Sumud Flottiglia ed il teatrino tragicomico dell'ente sionista...

 

Ridi ridi che mammona ha fatto i gnocchi...

Grande sconcerto hanno provocato gli atteggiamenti tracotanti del ministro israeliano Ben Gvir che sbeffeggiava i membri degli equipaggi della Global Sumud Flottiglia, rapiti in acque internazionali, percossi, costretti in posizioni umilianti e insultati.

Ora il nostro governo e altri governi europei parlano di eventuali sanzioni “ad personam” contro il ministro colono estremista. L’episodio si presta a varie considerazioni.
 
Fermo restando che Ben Gvir merita tutte le sanzioni di questo mondo, e che l’indignazione nei suoi confronti è giusta, avremmo però preferito che l’indignazione ostentata da qualche nostro politico, e la richiesta di sanzioni, si fosse esercitata già contro tutta l’entità sionista israeliana nei due anni precedenti, quando quasi centomila persone venivano massacrate a Gaza.
 
Oggi i superstiti di questo genocidio, privati delle loro case, degli ospedali, delle scuole, di tutte le infrastrutture distrutte dalla furia israeliana, giacciono tra i topi e gli insetti sotto tende improvvisate, dove soffrono la fame, la sete, e sono sottoposti a continue malattie per la mancanza di cibo, acqua e medicinali che vengono in gran parte bloccati dall’esercito occupante.
 
Ma si sa che i nostri governi, i principali partiti, e gran parte dell’opinione pubblica italiana ed europea, si commuovono molto se vengono maltrattati ed umiliati dei nostri concittadini caucasici bianchi europei, che comunque hanno poi la possibilità di tornare a casa.
 
I Palestinesi sono arabi e non sono degni di uguale commozione. Per incriminare Israele per genocidio di fronte ad un tribunale internazionale dell’ONU c’è voluta l’azione del Sudafrica, che di razzismo e apartheid se ne intende.
 
La richiesta di sanzioni personali a Ben Gvir prefigura quello che i nostri governi europei intendono fare. Si tratta di colpire formalmente un personaggio impresentabile come capro espiatorio. Domani forse sarà fatta una manovra simile anche contro lo stesso Netanyahu (anche se la cosa appare molto più difficile). Lo stato di Israele non viene toccato, anzi si continua a sostenerlo militarmente ed economicamente, magari cercando di sostituire agli impresentabili Ben Gvir e Netanyahu personaggi più bravi a presentarsi come “democratici”, come Lapid o Bennet, che continuerebbero le stesse politiche di pulizia etnica ed annessione, ma in modo più furbo e meno eclatante-
 
Infatti Ben Gvir è solo la punta dell’iceberg. Il vero problema è il Sionismo israeliano e la sua politica colonialista che dura da almeno 77 anni, dal 1948. In quell’anno i tre quarti della popolazione palestinese fu cacciato con la forza ed il terrore dalle milizie ebraiche dai territori occupati, e 500 villaggi distrutti. Il piano di questa pulizia etnica (Piano “Dalet”) era stato impostato, non dalla destra israeliana, ma dal padre della patria Ben Gurion che si dichiarava “socialista”.
 
Compito dei movimenti per la liberazione della Palestina è quello di non fermarsi alla giusta indignazione per le vicende della flottiglia, ma di contribuire con le proprie azioni all’isolamento dell’entità sionista e la liberazione della Palestina, “dal fiume al mare”.
 
Vincenzo Brandi 



venerdì 22 maggio 2026

Cambiamo canale... Stavolta si parla di archetipi e di saggezza!



 Dal 20 maggio siamo entrati nella stagione dei Gemelli, Cavallo per la Cina, quindi galoppiamo con accortezza e scaltrezza verso l'Estate, assieme a Castore e Polluce. La curiosità e la provocazione ci accompagnano   ed anche la saggezza del re Janaka, un grande santo dell'India.

C’è infatti una storia indiana che può rappresentare l'archetipo del momento presente:  una prova di saggezza.

Tanto tempo fa alcuni preti vollero mettere alla prova la realizzazione dell’Uno professata da Janaka, un re che viveva l’unitarietà di tutte le cose. Essi inviarono alla sua reggia un gruppo composto da un  bramino (casta sacerdotale), un intoccabile, una vacca, un elefante ed un cane. Quando il gruppo giunse davanti al re,  egli inviò il bramino nel posto dove sedevano gli altri sacerdoti,  l’intoccabile in mezzo agli altri intoccabili, la vacca fu mandata nella stalla, l’elefante nella rimessa degli elefanti ed il cane nel branco reale dei cani e diede istruzioni affinché di ognuno  venisse presa cura nel modo dovuto. Allora i  preti lo interrogarono e gli chiesero come mai aveva separato quegli esseri: “perché li hai separati individualmente, non sono tutti la stessa cosa per te?”. Janaka rispose “sì tutti sono Uno, ma l’auto soddisfazione cambia seconda la natura dell’individuo. Ad ognuno di essi deve esser dato secondo la propria natura individuale e le proprie esigenze”.

Anche se in una commedia uno stesso uomo recita diverse parti, il suo comportamento varia a seconda del ruolo giocato – affermava Ramana Maharshi- egli non viene avvantaggiato ne diminuito dal ruolo impersonato.

Il momento presente.
Questo è il momento del passaggio, dell’attraversamento della frontiera, dall’inconscio collettivo al pragmatismo personale,  si percepisce il tempo sulla base della  condizione spazio temporale vissuta. Questo significa che in questo momento spontaneamente il nostro organismo si predispone ad affrontare e rispondere alle condizioni che si manifestano intorno a noi.
Certo, è sempre così in ogni periodo dell’anno, ma all'avvicinarsi del solstizio estivo subentra una speciale “apertura”, il caldo e la maturazione dei frutti ci aiutano, recuperiamo il gap dell’autodifesa dal freddo e ritroviamo lo spontaneo aggiustamento alle condizioni a noi congeniali, l’uomo è nato all’equatore…

Consigli per la campagna.
Si possono trattare con successo piante od alberi che non crescono bene tagliando loro la cima in luna calante od ancor meglio in luna nuova. La cima dovrebbe essere asportata appena dopo un ramoscello laterale, che poi crescerà verso l’alto come nuova cima. Per quel che riguarda le piante officinali è importante aver colto le infiorescenze od i petali in luna ascendente od in plenilunio, nella luna dei Gemelli predominano buone qualità che aiutano il sistema ghiandolare.

Cura del mese.
Contusioni e zuccate. Applicate subito acqua fredda accertandovi che non sia grave, soprattutto se vi sentite soggetti a vomito o stralunamento. Per tutte le contusioni potete applicare un impasto di argilla che calma il dolore ed assorbe eventuali ematomi. Rinforzatevi con un buon brodo di carote, basta far bollire le carote ben spazzolate ed infine aggiungere un po’ di farina integrale tostata. In questo periodo è assolutamente
sconsigliato l’uso di carne bensì si consiglia l’uso di vegetali, frutta  e grani di stagione. In questo momento di maturazione la vegetazione si trasforma in qualcosa di più elaborato, spirituale. Attenzione all’uso del sale, che è veleno ed anche medicina, gli Aztechi lo chiamavano “il fuoco liberato dall’acqua”.

Pensieri edificanti.
“Nulla di valore viene completato nell’arco di una vita, perciò dobbiamo rivolgerci alla speranza. Nulla di vero, buono e bello acquista un senso nell’immediato contesto storico, perciò dobbiamo rivolgerci alla fiducia. Nulla da noi iniziato, per quanto abili e capaci, può essere  completato in solitudine, perciò dobbiamo rivolgerci all’amore” (R.Niebhur)
“La luce della natura non mente, ma se siamo inoperosi e dimentichiamo l’amore ci verrà tolto anche ciò che crediamo di avere”. (Paracelso)

Paolo D’Arpini vi saluta!



Una guerra ci attende? I rischi per l'Italia sono tanti...

 

"Ahi serva Italia, di dolore ostello"  

Voci di guerra contro la Russia circolano sempre più con insistenza nei corridoi della UE e della NATO.  

Il nostro Paese è sottoposto a rischi enormi di ritorsioni nel caso dovesse deflagrare un conflitto, per la presenza  sul nostro territorio  di basi militari dotate di bombe nucleari e strutture radar e di comunicazione, poste sotto il comando diretto di  USA e NATO.  Infatti i potenziali bersagli sul suolo italiano sono centinaia e la popolazione corre rischi notevoli senza esserne pienamente consapevole. 

Tutto dipende  dalla propensione dei nostri "alleati" -o meglio "occupanti"- di far sì che le loro guerre  siano combattute da altri ed in casa d’altri, al massimo rischiando la vita delle poche migliaia di soldati insediati nelle basi sparse qui e lì, che sono perlopiù immigrati cui è stata promessa la cittadinanza alla fine del periodo di arruolamento, oppure disoccupati che non hanno trovato di meglio da fare per sbarcare il lunario...

Attualmente occorre riconoscere che con "America First" e con la "sete di sangue" dei vertici UE la probabilità di un conflitto contro la Russia, con la possibile compartecipazione dell'Italia, ha raggiunto vette inimmaginabili di parossismo, sfiorando il patetico ed il ridicolo e oltrepassando il senso della misura.

Purtroppo una cospicua parte della popolazione italiana è talmente imbevuta dalle  menzogne del "sistema" che non è in grado di discernere e si pone passivamente in attesa degli eventi,  nell'ingenua speranza che le cose si risolvano per il meglio, per gentile concessione paternalistica dei nostri governanti e detentori del potere. 

"Sursum corda!"

Paolo D'Arpini - Rete Bioregionale Italiana


I produttori di armi hanno detto che l'Italia deve morire!