venerdì 4 settembre 2026

Svelato il mistero dei civili morti in Iran sotto i missili statunitensi...

 


I missili statunitensi hanno colpito più volte la città di Kuhestak, nel sud dell’Iran, e alcuni di questi sono finiti su una festa di matrimonio. Secondo il rapporto della Mezzaluna Rossa iraniana, 68 persone sono rimaste ferite, alcune in modo molto grave, e finora 5 sono morte, tra cui due bambini.

Ma il punto più ridicolo viene dopo.

Le testate giornalistiche statunitensi prendono le foto delle agenzie di stampa iraniane, come Mehr, che hanno documentato la tragedia. E pensate un po’ come le vanno a intitolare?
“Iran apre il fuoco sui suoi vicini nel Golfo!”
Cioè: gli statunitensi bombardano e uccidono civili in Iran, poi prendono le foto dei bambini iraniani vittime del LORO attacco per suscitare orrore nei lettori e, nello stesso tempo, piazzano un titolo che accusa l’Iran. Così, chi vede soltanto il titolo e la foto — cioè esattamente le prime cose che tutti notiamo quando leggiamo una notizia — può tranquillamente pensare che quei civili siano vittime di un attacco iraniano.
Un capolavoro di giornalismo: bombardi, prendi le foto delle vittime e poi usi quelle stesse vittime per condannare il Paese che hai colpito.
Come descrivereste la faccia che hanno gli statunitensi?



A chiarire il metodo delle "Fake News" statunitensi ci pensa JD Vance, alla conferenza stampa della Casa Bianca, è stato categorico: gli Stati Uniti non hanno MAI preso di mira i civili. MAI. E non lo faranno MAI.
Poi aggiunge: “Ma, a volte, le cose capitano.”
Infatti. Muoiono dei civili e, guarda caso, nei pressi dell'evento si trovano pure dei missili Tomahawk. Booo… cose strane!
Quando un missile americano finisce su un matrimonio, su una scuola o su una palestra e “muoiono” dei civili, non è che gli Stati Uniti abbiano ucciso dei civili. È semplicemente che… è successo.
Il missile parte, il matrimonio è lì.
La scuola è lì.
La palestra è lì.
I bambini e le donne sono lì.
E le cose capitano.
Una specie di fenomeno meteorologico. Mica puoi dare la colpa a qualcuno se piove.
I civili muoiono perché si trovano nei momenti sbagliati, e luoghi sbagliati a fare cose sbagliate.
Vanno troppo a scuola.
Fanno troppi matrimoni.
Si allenano troppo in palestra.
Giocano troppo a pallavolo.
E, cosa ancora più grave, continuano imperterriti a stare dove cadono i missili americani.





Armi all'Ucraina... (paga Pantalone)



Io davvero non penso che la Russia invaderà l'Europa, intesa come paesi UE/NATO. Credo che non abbia intenzione di farlo e soprattutto che non ne abbia alcuna necessità, vista l'epidemia di cretinaggine che dilaga nelle nostre classi dirigenti. L'ultimo caso in ordine di tempo è quello di Hanno Pevkur, il giovanottone nella foto, ministro della difesa dell'Estonia (sì, hanno un ministro della difesa. È un paese surreale) che si è dimesso dopo essersi fatto fregare da un'azienda italiana, Datasel srl, di proprietà della società indiana Neco Defence Systems Private Limited, che a giudicare dal sito web (link 1) produce ogni sorta di ben di Dio per ciò che riguarda le armi.

E così nell'agosto 2024 il RKIK, ovvero il centro estone per gli investimenti nella difesa, smanioso di acquistare materiale bellico da inviare in Ucraina ha concluso un contratto con Datasel per l'acquisto di munizioni d'artiglieria per 15 milioni di €. Non contenti, a ottobre 2024 gliene hanno dati altri 10, perché il contratto prevedeva l'inizio delle consegne a novembre. Però, ha fatto sapere Datasel, ci sono stati dei problemi, quindi i proiettili non sono arrivati a tempo debito: il RKIK ha dunque ben pensato di concludere, sempre a fine 2024, altri due contratti, che hanno portato la cifra totale a 70 milioni di €. Le munizioni alla fine sono arrivate, o meglio ne è arrivata qualcuna, ma a quel punto sono stati gli estoni a ravvisare "problemi" nella qualità; Datasel sostiene invece di avere onorato gli accordi, e che sono gli estoni a non avere rispettato i contratti.
La faccenda è finita in tribunale e alla fine il povero Pevkur ha deciso di dimettersi. Ad ogni modo, se siete preoccupati per i poveri contribuenti estoni, state tranquilli: i soldi mica ce li hanno messi loro, ce li ha messi il Fondo Europeo per la Pace (altro nome surreale, visto che serve a comprare armi) dell'Unione Europea. Cioè, come al solito, noi. Champagne.

Francesco Dall'Aglio




giovedì 3 settembre 2026

La ciurma della gloriosa USS Abraham Lincoln... finisce a puttane!


  

"La USS Abraham Lincoln ha passato nove mesi in mare a bombardare l’Iran e arriva oggi in Thailandia arrugginita come un relitto, senza rifornimenti, con i cessi che traboccano e mezzo equipaggio che ha provato a farsi fuori. E dove li mandano? A Pattaya, la città che gli americani stessi hanno contribuito a trasformare, ai tempi del Vietnam, nel gigantesco bordello dei Marines.
Cinquemila marinai, quattro giorni di libertà, polizia mobilitata e autorità sanitarie già preoccupate per quello che potrebbe succedere. Un finale perfetto per i nove mesi di schiaffi che si sono presi in Iran." 

 La gloriosa Abraham Lincoln: un ammasso di ruggine, alghe e merda. 

  
 

  

Ed eccola anche qui, attraccare ALLA CHETICHELLA, ma che dico, alla chetichellissima, in Tailandia: 
le foto https://t.me/anna_news/94491 e il filmato dell'approdo qui https://t.me/condottieros/20744 
visibilmente malconcia dopo 286 giorni di navigazione, razzi e gerani iraniani che l'hanno mezza affondata e mesi a mettersi pezze in cantieri amici qua e là, fra Mediterraneo e Oceano Indiano, cercando di dare il meno possibile nell'occhio. Invencible armada... certo... 

(post da J.E.  rubato a Paolo Selmi) 


Il video di Ottolina TV: 
 https://www.youtube.com/watch?v=3qbmdG1FhW8 

"HISTORICO ACUERDO" - Pure l'ENI partecipa all'estrazione del petrolio venezuelano...

 


"El Secretario de Energía de EEUU, Chris Wright, acompañó la firma de importantes acuerdos con gigantes energéticos como Chevron y ENI para impulsar nuestra industria petrolera, y con General Electric para fortalecer nuestro Sistema Eléctrico Nacional." 
Delcy Pecorina Machado Rodriguez - presidente in pectore del Venezuela https://t.me/DrodriguezVen/13766 

Quindi c'è anche l'ENI ad estrarre petrolio in Venezuela, con l'autorizzazione del Ministro dell'Energia degli Estados Unitos de America. Lo dichiara la Presidenta del Venezuela (chissà cosa ne pensa Enrico Mattei).

Lo ha confermato il GR3 RAI. Dicendo pure che "Trump ha deciso che le elezioni in Venezuela non sono ora necessarie, il Paese non è ancora stabilizzato". Stabilizzato dagli USA, dalla Chevron, dalla General Electric e dall'ENI.
Dal giornalista di Radio3Mondo nessun commento, sul fatto che gli USA stabiliscano e decidano sul corso politico di un altro Paese formalmente indipendente secondo Diritto internazionale, visto che siede all'ONU. 

Ciliegina sulla torta: Hormuz ha da cambiare nome, si chiamerà "Stretto Trump". Pure questa a Radio3Rai senza commento. 

Jure Eler


La fonte: 

MADURO IMPARA! (E ANCHE MATTEI)

La storia la scrivono i vincitori, che nel caso della capitolazione venezuelana sono
- Trump, il cui post del 29/08 sul controllo della maggioranza di 65 milioni di barili, tali da raddoppiare le riserve statunitensi (riprodotto qui),
https://t.me/DDGeopolitics/192067 
rincarato il giorno dopo
https://t.me/ZeRada1/32037 
da un altro in cui le definisce "un regalo al popolo degli USA"...
non ha ricevuto alcuna smentita e anzi, più che eloquenti silenzi come quello del presidente cubano e dei suoi organi di stampa,

- Rodriguez, il cui asservimento definisce "un histórico acuerdo"
https://t.me/DrodriguezVen/13757 
che, annuncio successivo, "sigue nuestro camino para convertir a Venezuela, de un país con grandes reservas, en una potencia productora de petróleo, en beneficio y felicidad del pueblo venezolano."
https://t.me/DrodriguezVen/13760 
Se non mettono tutti in mezzo i rispettivi "popoli" non sono contenti...

Ma è nell'ultimo annuncio che si supera. Dopo il proclama, carta canta e gli amerregani mettono tutto nero su bianco, con firma in calce del Ministro dell'energia a stelle e strisce Chris Wright.

E chi compare, in questo "histórico" (ancora!) giorno fra le pagine chiare e le pagine scure, oltre l'immancabile Chevron e General Electric anch'essa ansiosa di passare all'incasso?

"El Secretario de Energía de EEUU, Chris Wright, acompañó la firma de importantes acuerdos con gigantes energéticos como Chevron y ENI para impulsar nuestra industria petrolera, y con General Electric para fortalecer nuestro Sistema Eléctrico Nacional."
https://t.me/DrodriguezVen/13766 

Pure l'ENI. Che zitta zitta, tomo tomo, cacchio cacchio, si infila negli accordi padronali a ciucciare la sua parte di petrolio venezuelano. In cambio di qualche innegabile favore, o di una tangente ai padroni, o di entrambe. "Preghiamo per la pace"... hai voglia a pregare. Fosse solo far cadere un fulmine su qualcuno, folgorarlo sulla via di Damasco... il pesce puzza dalla testa. Anche dove meno te lo aspetti.

Impara Maduro... e anche tu, Mattei. Avete, abbiamo sbagliato tutto. Peccato che fra russi, cinesi, iraniani e compagnia bella siano troppi, questi "popoli", per apprezzare questi "benefici"...

 Paolo Selmi



 

mercoledì 2 settembre 2026

"La Russia pagherà salatamente"... parola di von der Leyen e Rutte dopo i "fatti" di Lipsia!

 


Il ministro dell’Interno tedesco, Alexander Dobrindt, in conferenza stampa da detto: “La Russia è responsabile del drone carico di esplosivo all’aeroporto di Lipsia”. L’accusa non ammette repliche e accusa ufficialmente la Russia del tentato attacco con droni all’aeroporto di Lipsia. Nello specifico, Dobrindt ha denunciato: “I mezzi utilizzati per compiere l’atto di sabotaggio a Lipsia ci sono noti da altre operazioni ibride condotte dalla Russia e dalla sua guerra contro l’Ucraina”.

"L’Ue e la Nato manterranno la propria pressione sulla Russia. Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in un punto stampa con il segretario generale della Nato Mark Rutte prima del loro incontro a Bruxelles. “Non ci fermeremo finché la Russia non smetterà di uccidere e bombardare uomini, donne e bambini innocenti in Ucraina”, ha detto von der Leyen. “Abbiamo visto una nuova escalation sul suolo dell’Unione europea che è direttamente attribuita alla Russia e fa parte di un modello più ampio, che è una maggiore incidenza, incursioni ripetute sui nostri spazi aerei, tentativi di paralizzare i nostri aeroporti con dei droni, attaccare le nostre infrastrutture critiche. Gli europei si trovano di fronte ad una verità dura, ovvero che questa è la nuova norma”, ha detto. “Allora dobbiamo intervenire maggiormente, e questo vuol dire essere pronti a rispondere alla crudeltà della Russia in modo migliore e in modo più rapido. Dobbiamo trattare le nostre infrastrutture quotidiane come degli obiettivi in prima linea e dobbiamo di conseguenza proteggerle in maniera adeguata e sostenere qualunque Stato membro che venga attaccato dalla Russia. L’Europa ha già un team di risposta rapida che può rispondere a questo tipo di attacchi, sia che accadano all’interno o all’esterno della nostra Unione. Quindi la nostra forza, la nostra preparazione, la nostra determinazione è la nostra forma di deterrenza”, ha concluso von der Leyen".   (ITALPRESS ed Economy Magazine).

Considerazioni aggiunte:

Alla fine gratta gratta, scava scava, l'unica cosa che conta è trovare il modo di mettere le mani su quei benedetti 200 miliardi di fondi russi "congelati" a Bruxelles e girarli all'Ucraina. Non perché all'Ucraina non vogliamo dare i soldi nostri, per carità (qualcuno non vuole ma molti sì, o dicono di volerlo) ma perché non ce li abbiamo. E senza quei soldi la guerra non va avanti e sarebbe per noi una disgrazia terribile, quindi ben venga anche la storia del drone che per fortuna non è scoppiato signora mia, che poteva fare una strage, meno male che sti russi sono delle pippe, tipo col Novichok che ne basta una goccia per ammazzare mezza città ma niente, manco con quello ci riescono.

Mi chiedo quale sarà il prossimo passo (dei russi, sia chiaro! Non voglio mai pensare che i nostri governi possano metter su una "false flag", sono cose che non abbiamo mai fatto) e soprattutto mi chiedo quando qualcuno farà qualcosa di veramente stupido, qualcun altro si farà male sul serio, da queste scemenze si passerà ai fatti e non ci sarà modo di tornare indietro...

Francesco Dall'Aglio



Commentino:
Von der Leyen e Rutte sono pericolosi disposti a qualunque cosa. Sono parte di una classe dirigente cosmopolita e, nei fatti se non nella forma, praticamente apolide, se sequestrano i 200 miliardi russi potremo dire addio a tanti investitori che abbandoneranno l'Europa nel timore di risultare domani antipatici a Rutte, Von der Leyen e alla Kallas.  


L'affaire di Lipsia tiene banco...

"L'episodio di Lipsia segna una nuova escalation sul territorio dell'Unione europea, direttamente attribuita alla Russia [...] ripetute incursioni nel nostro spazio aereo, droni che paralizzano i nostri aeroporti, interferenze con le nostre infrastrutture critiche [...] Gli europei devono fare i conti con la dura verità che questa è la nuova normalità". (Ursula von der Leyen - 02/09/2026 - Ansa)

Certamente. Nessuna menzione delle interferenze che Germania & soci attuano: delle decine di fabbriche ucraine cui è stato consentito il trasferimento in territorio UE per sottrarsi alla distruzione garantita dalla supremazia aerea russa (utilizzando quindi il territorio europeo a fini bellici indiretti come zona blindata per continuare a produrre armi senza le quali le ostilità sarebbero già concluse: armi tra l'altro prodotte ed importate con gli stessi prestiti illimitati che Bruxelles concede da 4 anni).
Nessuna menzione del fatto che gli aeroporti nazionali vengono concessi dal governo tedesco per permettere all'aviazione ucraina di caricare materiali da inviare al fronte (i droni russi sono gli aerei ucraini che cercano, non quelli tedeschi).
Nessuna menzione insomma che Germania e UE hanno irresponsabilmente trasformato il territorio eurocomunitario in un "buco nero" dove l'apparato industriale ucraino può impunemente produrre armi a ritmo continuo, o sfruttare il corridoio aereo baltico per colpire San Pietroburgo, compromettendone la neutralità e trasformandolo giocoforza in territorio belligerante agli occhi di Mosca.
Vedi un ciclista da lontano: appena ti passa vicino gli infili un ramo tra i raggi delle ruote facendolo cascare e rotolare sull'asfalto per 3 metri. Quindi scappi dal luogo e ti vai a sedere con fare tranquillo in un bar vicino... laddove nel momento in cui il ciclista ti raggiunge per prenderti a sberle ti metti a urlare a tutti i testimoni presenti di essere oggetto di aggressione da parte di un pazzo. I presenti sono quindi tenuti a venire in soccorso e legnare il ciclista.
(come a dire che "gli europei devono guardare in faccia la realtà e prepararsi allo scontro: devono perché sono "sotto attacco" da parte di un pazzo e devono reagire).

Daniele Lanza


Articolo collegato: 

Dopo Lipsia e Augusta. Ultime notizie dalla vecchia Germania... - Il quotidiano La Repubblica riporta che "i tedeschi accusano i russi per la vicenda di un drone trovato sull'aeroporto di Lipsia". Inoltre un'esplosione di un oggetto non identificato si è verificata nella principale stazione ferroviaria di Augusta, in Germania... - Continua: https://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2026/09/dopo-lipsia-ultime-notizie-dalla.html

Commento di Francesco Toscano: "Una storia che ricorda molto da vicino il famoso "incendio del Reichstag" che permise a Hitler di regolare i conti con gli avversari  interni".


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Dopo Lipsia. Ultime notizie dalla vecchia Germania di periferia...

 


martedì 1 settembre 2026

Cos'è lo "stato ebraico sionista"...? Ce lo spiega L'Espresso!

 

Ben-Gvir, ebreo di origine irachena, ministro  dello "stato ebraico sionista".


Per comprendere cosa sia lo "stato ebraico sionista" è necessario sapere cos'é il "sionismo".

Su L'Espresso,  dal 7 al 10 settembre 2026 in quattro puntate: "Il sionismo in breve".

Una forca al centro di un reparto carcerario e, tutt’attorno, cabine da cui i parenti delle vittime potranno guardare. È il cantiere che il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir ha voluto mostrare il 18 agosto u.s: un’area per le esecuzioni per impiccagione dei palestinesi condannati per terrorismo, in allestimento dentro il braccio della morte di una prigione del centro di Israele.


“Avevo promesso di peggiorare le condizioni dei terroristi nelle carceri e abbiamo mantenuto la promessa - ha dichiarato Ben-Gvir su Telegram -. Avevo promesso di approvare la legge sulla pena di morte per i terroristi e l’abbiamo fatto. E ora anche il braccio della morte e l’area per le esecuzioni stanno prendendo forma”.


Le “cabine di osservazione” saranno riservate alle vittime del terrorismo e ai loro familiari, che potranno assistere alle impiccagioni “come avviene in molti Paesi”, con permessi di ingresso dedicati. L’ubicazione esatta del sito non è stata resa nota: nel reparto verranno trasferiti i condannati in attesa dell’esecuzione e la forca sarà collocata al centro dell’ala. “Stiamo facendo la storia”, ha sottolineato il ministro. “I nostri terroristi meritano una sola cosa: la morte per impiccagione”. Il messaggio è arrivato in un video girato davanti al cantiere, a poco più di due mesi dalle elezioni politiche fissate per il 27 ottobre.


È l’ultimo capitolo di una battaglia che Ben-Gvir conduce da quando è entrato al governo. Il leader di Otzma Yehudit ha spinto per la legge sin dall’inizio del suo mandato, indicandone l’approvazione come condizione dell’accordo di coalizione con Benjamin Netanyahu, e ha poi legato a essa anche il sostegno del partito alla legge di bilancio. Quando il testo superò la prima lettura, nel novembre 2025, festeggiò distribuendo dolci ai parlamentari - l’immagine diventata simbolo di quella campagna. Fino a quel momento il provvedimento era stato frenato dai vertici politici e di sicurezza, che temevano ripercussioni sui negoziati per la liberazione degli ostaggi israeliani a Gaza.


La foto soprastante  e l'articolo sono ripresi da l'Espresso su segnalazione di Giorgio Stern

 


La nuova ostia