giovedì 17 settembre 2026
UE. La scalata di Ursula per la "dittatura"...
Varese: "NO ALL’INDUSTRIA DELLA GUERRA"...
No all’ennesimo tentativo di dare un volto presentabile alla produzione e al commercio di armi.
La Fondazione Leonardo nasce nel 2018 come interfaccia “buona” della principale industria italiana della Difesa, Leonardo S.p.A. Ufficialmente si occupa di divulgazione scientifica e culturale e, dal 2024, è persino registrata come Ente del Terzo Settore.
Qual è l’oggetto del contendere?
Si tratta della delibera comunale del 23 dicembre 2025 con cui è stato approvato il protocollo d’intesa tra l’Amministrazione comunale di Varese e Fondazione Leonardo per la ristrutturazione dell’area dell’ex Aermacchi di via Sanvito, a Varese.
Una parte importante della cittadinanza e numerose associazioni contestano che la riqualificazione dell’ex fabbrica Aermacchi venga legata a Leonardo, colosso dell’industria bellica che intrattiene rapporti e affari con altre industrie militari, comprese quelle israeliane.
Il progetto prevede la trasformazione dell’ex fabbrica in uno spazio di utilità pubblica. Proprio per questo numerose associazioni hanno inviato al sindaco di Varese una lettera aperta, chiedendo che un progetto destinato alla collettività non venga realizzato attraverso accordi con l’industria delle armi.
Da anni si cerca di imporre la vulgata secondo cui la collaborazione con l’industria militare sarebbe necessaria perché produce innovazione, sviluppo e occupazione qualificata. Ma le risorse destinate al riarmo sono risorse sottratte ad altri settori fondamentali della società: sanità, scuola, ricerca civile, servizi pubblici, tutela del territorio e pubblica amministrazione. Settori che producono occupazione, sicurezza sociale e condizioni di vita migliori e che pongono fondamenta ben più solide per il futuro del Paese.
Investire nella guerra significa costruire un’economia sempre più dipendente dalla guerra.
La pace non è una parola astratta. Raccontare la pace, educare alla pace e soprattutto costruire materialmente condizioni di pace è un processo politico e sociale. Allo stesso modo, presentare la guerra come inevitabile, trasformare il riarmo in “difesa” e abituare la popolazione alla presenza sempre maggiore dell’industria militare nella società significa preparare un futuro nel quale la guerra diventa normale.
Non è un film e non è propaganda: è la realtà che abbiamo davanti.
A Varese cittadini e associazioni hanno scelto di dire NO al sistema di guerra, NO alla normalizzazione dell’industria bellica e NO a chi trae profitto dalla corsa al riarmo.
Sostenere chi si mobilita contro la guerra e per la pace significa anche dare attuazione concreta all’articolo 11 della Costituzione, secondo cui l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.
Il Coordinamento Nazionale No NATO sostiene e appoggia la mobilitazione dei cittadini e delle associazioni di Varese.
Fuori l’industria della guerra dagli spazi destinati alla collettività.
No al riarmo. No al sistema di guerra.
Per una politica di pace e di cooperazione tra i popoli.
Coordinamento Nazionale No Natocoordinamentonazionalenonato@proton.me
mercoledì 16 settembre 2026
4 ottobre 2026: Bicentenario di San Francesco e presentazione del libro "Dal Treja a Treia" di Paolo D'Arpini
In occasione dell' VIII centenario della morte di San Francesco (1226–2026) viene presentato il nuovo libro di memorie "Dal Treja a Treia" di Paolo D'Arpini in cui l'autore racconta le sue avventure vissute dal 1976 a Calcata, il famoso borgo della Tuscia, e successivamente proseguite a Treia a partire dal 2010 ad oggi.
...e con l'inverno viene voglia di fare la "pace"...
Jonathan Powell, consigliere per la sicurezza nazionale del Regno Unito, in seguito al drammatico raffreddamento del clima in Europa, previsto con l'arrivo del Niño *, ha lanciato un serio allarme per la carenza di combustibili dovuta alla continuazione del conflitto in Medio Oriente. Ma lancia un appello alla comunità europea di non cedere alla tentazione di rifornirsi di gas dal perfido Putin. Come vorrebbero fare il premier della Bulgaria e quello della Slovacchia che hanno già chiesto di "far pace con la Russia e riprendere ad approvvigionarsi del meraviglioso gas della tundra".
Anche in Italia, in ambiti governativi, si levano voci di riprendere i rapporti commerciali con la Russia. Ma c'è chi sta peggio di noi, ad esempio in Ucraina dove l'inverno è micidiale e "gli ucraini non si salveranno da un blackout e dal freddo, nemmeno nei villaggi - lo afferma il capo dell'Ufficio per le politiche migratorie dell'Ucraina- trasferirsi dalle grandi città ai villaggi per l'inverno non cambierà nulla, se la Russia dovesse avere come obiettivo quello di lasciare l'Ucraina senza energia e risorse" ha dichiarato Vasily Voskoboinik.
Le trascorse stagioni invernali, quando la Russia era stata più misericordiosa, Klitschko aveva invitato parte dei residenti a lasciare temporaneamente Kiev. Ora ha cambiato idea e sembra inneggiare alla pace con i "cugini" russi.
Da parte sua la Russia ha ripetutamente sottolineato di essere disposta a chiudere il conflitto ucraino, avendo già esposto le sue condizioni, e comunque di non avere intenzione di attaccare i Paesi occidentali e di non avere alcun interesse a farlo. Tuttavia, se l'Europa, che regolarmente parla di prepararsi a una guerra contro la Russia, attaccasse la Russia, "si tratterebbe di una guerra completamente diversa, e sarebbe molto breve";
Secondo il ministro degli esteri russo, Lavrov, il conflitto ucraino è una diretta conseguenza della politica espansionistica dell'Occidente. "La risoluzione del conflitto in Ucraina prevede il raggiungimento degli obiettivi iniziali dell'operazione militare speciale. Il raggiungimento di tali obiettivi contribuirà a migliorare la situazione in tutta l'Eurasia e rappresenterà un contributo a un nuovo ordine mondiale. Mentre Zelensky e il regime da lui creato in Ucraina, con una tenacia degna di un impiego migliore, stanno boicottando ogni serio tentativo di accordo", ha concluso il ministro Sergej Lavrov.
Commento di Enrico Vigna: “La strategia dell'Occidente di mettere in ginocchio la Russia attraverso la crisi Ucraina sta fallendo. La Slovacchia intende bloccare il piano dell'UE di estendere le sanzioni contro la Russia per 12 mesi”.
martedì 15 settembre 2026
L'Italia alla canna del gas... si prepara al voto nel 2027...
In Italia la data delle prossime elezioni nazionali non è stata ancora fissata ufficialmente, ma il dibattito politico si sta concentrando sulla primavera del 2027.
Le prossime consultazioni principali riguarderanno le elezioni politiche per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, la cui scadenza naturale della legislatura è prevista per l'autunno del 2027.
Secondo notizie di corridoio, rivelate da alcuni quotidiani nazionali il 14 settembre 2026, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, starebbe valutando di anticipare il voto in primavera (tra aprile e giugno) sia per mettere in difficoltà le opposizioni sul fronte delle primarie, sia per evitare di sovrapporre la campagna elettorale con la complessa sessione autunnale dedicata alla manovra di bilancio dello Stato.
Commento pervenuto via email:
lunedì 14 settembre 2026
Isolando la Russia l'Europa ha emarginato se stessa...
domenica 13 settembre 2026
Nuova Delhi. Assemblea BRICS 2026 - Le dichiarazione di Xi Jinping, Vladimir Putin e Narendra Modi...
| 12 e 13 settembre 2026 |
- Già nella giornata di sabato 12 settembre, i leader hanno adottato all'unanimità una dichiarazione congiunta. Il primo ministro Modi ha sottolineato l'importanza di questo accordo unanime, che è riuscito a superare le forti divisioni interne (in particolare tra Iran ed Emirati Arabi Uniti) per esprimere una "profonda preoccupazione" comune per il conflitto in Medio Oriente.
- Dalle sessioni del vertice e dal parallelo Business Forum 2026 è emersa una forte apprensione per le crescenti misure protezionistiche e i dazi commerciali su scala globale. I leader hanno rilanciato un appello unito per la via diplomatica e contro le sanzioni unilaterali.
- Il tema ufficiale scelto per la presidenza indiana è "Building for Resilience, Innovation, Cooperation, and Sustainability" (Costruire per la resilienza, l'innovazione, la cooperazione e la sostenibilità), guidato dal principio cardine di mettere l'umanità al primo posto (Humanity First).
Durante il suo intervento al 18° vertice dei BRICS a Nuova Delhi il presidente russo Vladimir Putin ha incentrato il suo discorso sulla fine del sistema unipolare, promuovendo con forza la transizione verso un ordine mondiale multipolare ed equo. Putin ha sottolineato che la transizione verso la multipolarità sta incontrando una forte resistenza "da parte di coloro che, in Occidente, ragionano ancora in termini coloniali". Secondo il presidente russo, l'intero sistema globale sta fallendo a causa delle azioni unilaterali di alcuni Paesi, accusati di provocare conflitti e alimentare nuove zone di tensione geopolitica nel mondo. Ha evidenziato come lo scenario globale stia attraversando radicali trasformazioni di stampo geoeconomico, tecnologico e sociale, capaci di ridefinire lo stile di vita, la salute e la qualità ambientale sul pianeta. Ha infine invocato un maggiore coinvolgimento dei Paesi membri dei BRICS per ripristinare la stabilità e garantire una pace duratura sulla scena globale.
Prima dell'apertura formale del summit, Putin ha inoltre preso parte a un incontro bilaterale di benvenuto con il primo ministro indiano Narendra Modi.
Il Primo Ministro indiano Narendra Modi ha annunciato ufficialmente l'adozione all'unanimità della "Dichiarazione di Nuova Delhi 2026". Durante il suo intervento e i colloqui a margine del summit, i punti centrali toccati dal leader indiano sono stati: Modi ha sottolineato la centralità del documento congiunto firmato dagli 11 Paesi membri, dichiarando: "È ora nostra responsabilità trasformare questi impegni in risultati concreti". Nel corso dei colloqui bilaterali a margine del vertice, Modi — insieme al presidente cinese Xi Jinping — ha offerto attivamente i propri "buoni uffici" al presidente russo Vladimir Putin per contribuire a trovare una soluzione diplomatica alla guerra in Ucraina, ponendo domande dettagliate sul conflitto. Il premier indiano ha promosso il rilancio del dialogo intrablocco incentrato su commercio e investimenti, in un contesto in cui il gruppo BRICS (allargato a Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, Egitto, Etiopia, Iran, Emirati Arabi Uniti, Indonesia e Arabia Saudita) si è espresso contro le sanzioni, i dazi unilaterali e il protezionismo.
