domenica 2 agosto 2026
La crisi di Ceuta è il risultato di un passato coloniale...
sabato 1 agosto 2026
L'Italia è in guerra in Medio Oriente... e noi non lo sapevamo!
Scrive M.P.: “700 militari italiani contro lo Yemen, contro l'Iran, contro l'Iraq, ecc... Siamo in una guerra e neanche lo sapevamo... Il Manifesto ci informa con tre colonne a pag. 9...
Integrazione di J.E.: “Solite trumpate dagli altoparlanti ANSA. Usa e Isra hanno le faretre vuote, dove cavolo vanno? Solo teatrino. Domani cambiano titolo, e lunedì qualcuno incassa i titoli. E paghiamo noi. Dei 700 mercenari ordinati dallo straniero ho detto: ”Erano settecento, giovani e forti. A far da palo ad US-Izra nell'assalto all'Iran...”. Nessun stupore della non-notizia sui media di regime. Nessuno che scriva chi sono, dove sono, che fanno là, su che mandato ricevuto da chi, e agli ordini di chi lavorano in nero. Mi preoccupa piuttosto il silenzio parlamentare dei pochi pocoschifosi che ci stanno lì dentro. Altro che tre colonne a pagina nove... improvvisamente tutti ne parlano, magari a vanvera!”
P.S. - Insomma l'Italia conferma di essere ufficialmente in guerra contro l'Iran assieme ad USA, Izra e complici vari. Perché se rapinano una banca e fai da palo, sei pure tu rapinatore, non so se mi spiego. Giorno dopo giorno tutti cominciano a sussurrare, piano-piano, di supporto militare italiano ai Saudi e compagni dopo accordi con Trump e altre cosucce...
Gli USA in previsione del crollo ucraino si preparano al confronto diretto contro Russia e Cina...
Gli Stati Uniti stanno per intraprendere la più grande espansione della loro flotta sottomarina degli ultimi decenni. Il Pentagono ha approvato un accordo da 76,6 miliardi di dollari per la costruzione di 14 moderni sottomarini nucleari: - 9 sottomarini d'attacco classe Virginia - 5 sottomarini lanciamissili balistici classe Columbia.
Significato: Washington sta investendo massicciamente nel mantenimento della sua superiorità sottomarina, mentre la rivalità con Cina e Russia entra in una nuova fase.Intanto Trump mette le mani avanti sul saccheggio delle risorse ucraine: "Abbiamo un accordo con l'Ucraina. Possiamo andarci in qualsiasi momento e prendere quasi tutto ciò che vogliamo - ha detto Trump- L'Ucraina ha terreni molto ricchi e fertili in termini di elementi delle terre rare.
Ricordiamo che gli Stati Uniti e l'Ucraina hanno firmato un accordo sui metalli delle terre rare il 30 aprile 2025. Alcuni degli allegati sono ancora tenuti segreti. Ma al termine del conflitto, con la prevedibile vittoria della Russia, non si sa quanti territori ucraini saranno ancora nelle mani di Zelensky o del suo successore e quindi a disposizione di Donald Trump...
Maria Zakharova mette in guardia l'Ucraina sulle conseguenze della sua politica dinamitarda rivolta contro obiettivi civili russi: "Il regime di Kiev ha intensificato gli attacchi contro i civili nelle regioni russe. Sono state rinvenute oltre 100 mine antiuomo Lepestok aggiornate, sganciate da droni delle Forze Armate ucraine, in diverse aree del Donbass e della Novorossiya. Il terrorismo perpetrato dalle Forze Armate ucraine si svolge con la piena approvazione dell'Occidente, che fornisce a Kiev armi per gli attacchi contro i civili russi. La Russia continuerà a impegnarsi con vigore per proteggere i propri cittadini e la sicurezza dello Stato con tutti i mezzi disponibili.
L'Occidente deve comprendere che il suo "giocare con il fuoco" sta esacerbando la situazione e allontanando le prospettive di pace. Il contributo distruttivo dell'Occidente agli attacchi contro le regioni russe non passa inosservato e viene attentamente documentato. Coloro che sono coinvolti negli attacchi contro la Russia si assumeranno la propria parte di responsabilità dopo l'inevitabile crollo dei loro protetti ucraini."
venerdì 31 luglio 2026
Colpo al porto egiziano di Damietta... attentato di "falsa bandiera?"
Il Presidente egiziano El-Sisi ha dichiarato dopo il misterioso attacco a Damietta: "Abbiamo avviato un'indagine approfondita per accertare l'origine del drone che ha attaccato una piattaforma di gnl al porto di Damietta".
Il misterioso attacco a Damietta si riferisce a un raid che ha colpito una piattaforma metaniera all'interno del porto, sulla costa mediterranea dell'Egitto. L'azione rappresenta il primo attacco di questo tipo sul suolo egiziano dall'inizio delle tensioni in Medio Oriente.
Il Primo Ministro egiziano Mostafa Madbouly ha dichiarato che i servizi di sicurezza hanno recuperato i rottami del drone. Sono in corso analisi tecniche per stabilirne la provenienza esatta prima di rilasciare dichiarazioni ufficiali.
L'ipotesi statunitense: Secondo fonti d'intelligence rilanciate dal New York Times, l'attacco sarebbe un'opera dell'Iran.
La smentita di Teheran: Il governo iraniano ha respinto ogni responsabilità, ipotizzando invece un'operazione false-flag orchestrata da Israele o dall'Ucraina per trascinare la regione in un conflitto ancora più ampio. Abbas Araghchi, Ministro degli esteri dell'Iran, ha avvertito riguardo a possibili operazioni sioniste "sotto falsa bandiera" nella regione egiziana: "L'Egitto è un amico e un partner importante nella regione, e la sua sicurezza è di primaria importanza per noi. Dobbiamo essere tutti vigili di fronte alle cospirazioni e alle operazioni sioniste "sotto falsa bandiera", progettate per minare la pace regionale. Questa minaccia è evidente, riguarda tutti noi ed è causata dalla paura dell'unità e della solidarietà dei musulmani".
Il misterioso episodio ha destato forte preoccupazione per la sicurezza delle rotte commerciali del Mediterraneo e dell'export di energia legato al Canale di Suez. Paesi della regione come l'Arabia Saudita e il Sudan hanno immediatamente espresso condanna per l'atto e solidarietà nei confronti dell'Egitto, definendo l'accaduto una minaccia diretta alla sicurezza nazionale e regionale.
giovedì 30 luglio 2026
Presidio permanente allo Spin Time dell'Esquilino...
Marco Palombo
Articolo collegato:
Fiamme allo Spin Time dell'Esquilino: evacuato il palazzo di dieci piani. Scoppia la bufera politica https://share.google/LVFRR2OdKQTrWpPeo
Le alternative che ha la Russia per concludere il conflitto in Ucraina...
Scott Ritter, è un ex ufficiale dei Marines, specialista in armi di distruzione di massa e probabilmente ex dei servizi segreti americani: analista "alternativo", messo ai margini con ogni mezzo, criticato da molti ma voce libera e interessante. Recentemente si è espresso sulla questione della mobilitazione tra le opzioni militari del Cremlino: a sua stima, la misura potrebbe concretizzarsi per l'autunno (dopo le elezioni di settembre), sebbene Vladimir Putin abbia in realtà già ottenuto un parziale via libera dal parlamento stesso. Il presidente si sarebbe infatti rivolto direttamente alla Duma, per domandare un parere preventivo: premettendo che finora si è trattenuto nel liberare la massima forza in Ucraina, alla domanda se si fosse favorevoli ad una "accelerazione" della campagna militare in Ucraina (e sottolineando che questo avrebbe rappresentato un costo in termini economici e di consenso) la risposta unanime è stata a FAVORE, malgrado tutto. Possiamo considerarlo un prodromo concreto della misura di cui si parla.
Premesso quanto esternato da Ritter, si può abbozzare una riflessione a grandi linee. Le domande sono 2 essenzialmente:
2 - Che impatto avrà la cosa sul piano interno (opinione pubblica, etc.).
Al 2° interrogativo = L'impatto sull'opinione pubblica russa di una mobilitazione (ancora non totale)? In un certo senso è proprio quanto si cerca e si spera in occidente: che Putin si tiri la zappa sul piede ordinando una misura impopolare che inneschi una rivoluzione d'ottobre (...).
Quanto è certo è che il peso di una coscrizione da mezzo milione di persone vincolerebbe il Cremlino ad una tempistica di altro genere rispetto a quella cui ci si è abituati. Vladimir Putin nel chiedere tale mandato si assume l'onere politico di una mezza promessa di fronte al proprio parlamento, cioè di far terminare il tutto nel minore tempo possibile (del resto anche per prevenire proteste della base sociale, occorre chiudere in un certo tempo). Domandare 500'000 uomini in più è come domandare una somma in prestito (che si deve rendere assolutamente entro un certo tempo): per tale ragione la filosofia della guerra di attrito non potrà più reggere oltre. Non potrà più essere di "attrito": si innesca una specie di conto alla rovescia, più si va per le lunghe più il rischio di disordini interni si fa concreto. Questo il problema per il Cremlino.
Quanto alla dinamica possibile -concludiamo- potrebbe essere la seguente: dopo aver coscritto 500'000 reclute occorre un periodo di addestramento che va dai 3 ai 6 mesi, considerando gli obiettivi prefissati. Questo significa che il "secondo esercito" inizierebbe ad essere impiegato per i primi mesi del 2027; un impiego di questo genere, visto che il momento peggiore sul Donbass sarebbe passato (la cintura di fortezza cade dopo l'estate al 99%) si utilizzerebbero molti dei nuovi reparti appena formati per sostituire tanti reparti in prima linea nel Donbass da anni, liberando quindi unità di veterani che potrebbero far pesare la propria esperienza su altri fronti (forse il secondo fronte che si vuole aprire).
Ebbene è la volta che il concetto del "senza limiti" verrà messo alla prova suprema: perché Zelensky ai primi del 2027 - dopo la caduta della cintura fortificata in Donbass (dalla quale vieterà ogni ritirata, al costo della perdita di tutti i militari a difesa) - si ritrova con 100'000 uomini validi in meno e la controparte russa con 500'000 in più.
Se le leggi della matematica non sono un'opinione, questo significa che l'UE deve entrare in campo direttamente sul suolo ucraino, oppure la guerra è finita e diventa oggetto dei manuali di storia contemporanea: 2022-2027.
A Bruxelles, la scelta.
- Trattativa con gli USA: Mosca punta a bypassare l'Unione Europea per negoziare direttamente con l'amministrazione di Donald Trump, sperando in nuove proposte di compromesso americano.
- Accordi di Istanbul come base: Il Cremlino continua a proporre una ridefinizione dei vecchi accordi del 2022, pretendendo la neutralità dell'Ucraina (niente NATO) e la cessione formale di Crimea e Donbas.
- Consolidamento territoriale: La Russia punta a completare la conquista dell'intero oblast di Donetsk entro la fine del 2026 prima di stabilizzare definitivamente i colloqui.
- Asfissia economica: Continuare la pressione psicologica e la distruzione delle infrastrutture energetiche ucraine.
- Sfruttamento delle risorse: Contare sulla propria superiorità numerica a lungo termine, pur dovendo affrontare un calo di hardware militare pesante rispetto all'inizio del conflitto.
- Sostegno esterno: Compensare le carenze interne affidandosi ad accordi di cooperazione militare con paesi terzi, come l'impiego di forze o munizioni dalla Corea del Nord.
- Nuova ondata di mobilitazione: Poiché la Russia non sta raggiungendo i target di reclutamento volontario previsti per il 2026, il Cremlino sta già studiando opzioni legali e strutturali per una futura mobilitazione.
- Rischio di dissenso: Questa opzione viene ritardata il più possibile da Vladimir Putin, poiché le autorità temono che una coscrizione forzata possa innescare disordini civili ed economici interni.
mercoledì 29 luglio 2026
I nemici della Russia fanno affari con il nemico...
L'ex consigliere, Sergei Beskrestnov, licenziato insieme al suo capo Fedorov, scrive che il numero di sistemi di guerra elettronica satellitare russi, destinati a contrastare i sistemi Starlink, è in forte aumento. E sempre più di questi sistemi vengono impiegati sia nelle retrovie che al fronte.
I media ucraini legati al "capataz dello sniffo" affermano che l'ex ministro della Difesa ucraino, Fedorov, definito "innovativo", continua a fare affari in Russia. Una delle sue società, che avrebbe cessato le attività nel 2022, sarebbe ancora operativa in Russia tramite prestanome.
Questo è esattamente il modello della famiglia Kallas. La società in questione è la Ajax Systems. La cosa è stata confermata da fonti ufficiali e riguarda le attività economiche legate alla famiglia di Kaja Kallas (ex Prima Ministra dell'Estonia e Alta Rappresentante dell'UE per gli affari esteri) sono state al centro di un duro scandalo politico a causa di legami commerciali con la Russia. La vicenda non riguarda direttamente la politica o lo Stato estone, ma le attività imprenditoriali del marito.
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)