martedì 2 giugno 2026
Il viaggio di un drone "peregrino": dalla Russia, via Ucraina, alla Romania...
Israele offre al Libano un finto "cessate il fuoco"...
Quando mercanti sionisti offrono un "accordo vantaggioso" occorre guardare bene le clausole sul contratto. Ed Hezbollah -accortamente- ha scoperto la fregatura scritta a caratteri piccoli piccoli. "Israele promette di non bombardare Beirut in cambio di un cessate il fuoco, (ma si riserva di continuare la campagna contro il sud del Libano per occupare nuovi territori)".
Secondo una dichiarazione dell'ambasciata libanese a Washington, Hezbollah avrebbe potuto accettare la proposta, che prevede un cessate il fuoco reciproco, però c'è una precisazione da fare sulla proposta sionista che afferma: "Israele non attaccherà Beirut in cambio della cessazione degli attacchi a Israele". L'ambiguità dell'offerta non è sfuggita al deputato di Hezbollah, Fadlallah, che in un commento a Reuters, ha chiarito che "il movimento accetta di interrompere gli attacchi contro Israele se Israele smette di attaccare TUTTO il Libano, non solo la capitale".
Infatti le truppe di terra israeliane (IDF) stanno occupando e consolidando una vasta area cuscinetto nel sud del Libano, spingendosi progressivamente oltre la linea di confine in una pesante offensiva militare. L'operazione terrestre, che prosegue da diversi mesi, ha subito un'intensificazione significativa con l'avanzamento dei soldati oltre il fiume Litani e l'ingresso in numerose città e villaggi strategici del meridione.
Anche l'Iran ha voluto precisare da che parte sta e ha diramato un avvertimento ai vertici di Israele: "A causa delle ripetute violazioni del cessate il fuoco, da parte del regime israeliano in Libano, qualora Netanyahu si riservasse di continuare gli attacchi contro il sud del Libano avvertiamo le truppe occupanti di abbandonare la zona, per il loro bene...".
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
Larry Johnson: l'Iran abbandona i colloqui e minaccia ritorsioni contro Israele: https://www.youtube.com/watch?v=e03waQsmDkY
lunedì 1 giugno 2026
L'Iran ha sospeso i negoziati con gli Stati Uniti...
Secondo Ghalibaf, il blocco dei porti iraniani e la continuazione della guerra in Libano costituiscono una violazione dell'accordo di cessate il fuoco.
"Il blocco navale e l'escalation dei crimini di guerra in Libano da parte del regime sionista genocida sono una chiara prova dell'inadempienza degli Stati Uniti all'accordo di cessate il fuoco", ha scritto il presidente del Parlamento iraniano.
"Ogni scelta ha il suo prezzo, e il conto arriverà. Tutto sarà risolto", ha aggiunto.
Sullo sfondo dell'aggressione sionista contro il Libano, Teheran ha ufficialmente sospeso i negoziati con Washington. Nella Repubblica islamica hanno chiarito: finché Beirut sarà sotto attacco, non ci saranno colloqui con gli Stati Uniti.
Lo Stato maggiore di "Khatam al-Anbia" ha dichiarato che l'Iran non tollererà attacchi al fraterno Libano e si riserva il diritto di una risposta decisiva.
Il portavoce del parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha avvertito che il regime sionista dovrà rispondere dei suoi crimini e degli attacchi brutali a Beirut.
La risposta dell'Iran potrebbe arrivare molto presto. La televisione di Stato iraniana trasmette in diretta immagini da Beirut sullo sfondo delle minacce del terrorista Netanyahu di lanciare nuovi attacchi contro la capitale libanese.
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
Video collegati:
Nicolai Lilin. Notiziario del 1 giugno: https://www.youtube.com/watch?v=jOv-QaQCpII
Trump nel PANICO mentre la fine di Israele diventa nucleare: https://www.youtube.com/watch?v=SEzZYeiXHHc
domenica 31 maggio 2026
E se Karaganov avesse ragione?...
Sono ripresi scontri a fuoco tra forze statunitensi e iraniane, che combinandosi con l’attivismo israeliano in Libano rischiano concretamente di scardinare il pericolante percorso diplomatico organizzato dal Pakistan.
L’emittente nazionale iraniana, nel frattempo, ha presentato una lista di condizioni che Teheran avrebbe sottoposto all’amministrazione Trump per il raggiungimento di un accordo.
Le richiesta contemplano un cessate il fuoco permanente; il ritiro degli Stati Uniti dalla regione; la cessazione delle ingerenze statunitensi negli affari interni iraniani; la completa revoca delle sanzioni; lo scongelamento dei fondi immobilizzati; il versamento di un indennizzo pari a 300 miliardi di dollari necessario alla ricostruzione; la gestione iraniana del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz.
Condizioni massimaliste, quelle poste da Teheran, tipiche di chi è convinto di avere il coltello dalla parte del manico. Che l’Iran si collochi attualmente su una posizione di forza è quanto sottolineato recentemente da un neoconservatore a 24 carati come Robert Kagan, marito di Victoria Nuland e principale architetto ideologico delle guerre mediorientali statunitensi. A suo avviso, l’Iran avrebbe dichiarato “scacco matto” agli Stati Uniti in questa guerra.
Per Kagan, a differenza dei precedenti rovesci subiti dagli Stati Uniti, «la sconfitta nell’attuale confronto con l’Iran avrà una natura completamente diversa. Non potrà essere né riparata né ignorata. Non ci sarà un ritorno allo status quo ante, nessun trionfo americano definitivo che annulli o superi il danno arrecato. Lo Stretto di Hormuz non sarà “aperto”, come lo era un tempo».
Grazie al controllo dello stretto, «l’Iran emerge come attore chiave nella regione e uno dei principali attori a livello mondiale. Il ruolo di Cina e Russia, in quanto alleate dell’Iran, si rafforza; quello degli Stati Uniti, invece, si riduce drasticamente. Lungi dal dimostrare la superiorità americana, come i sostenitori della guerra hanno ripetutamente affermato, il conflitto ha rivelato un’America inaffidabile e incapace di portare a termine ciò che ha iniziato. Questo innescherà una reazione a catena in tutto il mondo, mentre amici e nemici si adatteranno al fallimento americano».
Il verdetto di Kagan è inappellabile: «la sconfitta americana nel Golfo avrà ripercussioni globali più ampie. Il mondo intero può constatare che poche settimane di guerra contro una potenza di secondo rango hanno ridotto le scorte di armi americane a livelli pericolosamente bassi, senza che si intraveda una soluzione rapida [...]. L’adattamento globale a un mondo post-americano sta accelerando. La posizione un tempo dominante degli Stati Uniti nel Golfo è solo la prima di molte vittime».
Giacomo Gabellini
FONTI https://apnews.com/article/iran-us-wa... https://www.nbcnews.com/world/iran/us... https://www.aljazeera.com/news/2026/5...
La follia bellicista dell'Europa...
Vladimir Putin e Maria Zacharova parlano...
Analizzando lo scenario geopolitico attuale, la diplomatica definisce l'asse strategico tra Mosca e Pechino come una forza stabilizzatrice fondamentale per il rispetto del diritto internazionale e della Carta ONU. Al contempo, condanna fermamente l'aggressione militare di USA e Israele contro l'Iran, evidenziandone i catastrofici impatti logistici ed economici globali, come il blocco di centinaia di navi nello Stretto di Hormuz.
Spostando il focus sul contesto europeo, Zakharova accusa direttamente Berlino di essere diventata parte attiva del conflitto in Ucraina attraverso il coordinamento e la fornitura di armi. Sostiene inoltre che la deindustrializzazione e la crisi economica che colpiscono la Germania non siano affatto causate da Mosca, ma rappresentino il risultato autodistruttivo delle politiche di leader come Friedrich Merz.
Infine, la portavoce ribadisce che la Russia non ha mai chiuso i canali diplomatici, confermando la totale apertura del Cremlino a trattative bilaterali e alla ripresa delle forniture energetiche per ristabilire la pace.
sabato 30 maggio 2026
L'Iran passa alle vie terrestri... via Pakistan!
Gli USA, inaspettatamente, hanno dichiarato di voler interrompere il loro "blocco navale" davanti allo Stretto di Hormuz ma l'Iran e i Paesi confinanti stanno comunque riorganizzando il commercio regionale scommettendo sulle vie di transito terrestre. Questo cambiamento logistico sta accelerando lo sviluppo di nuove arterie e altri corridoi alternativi. Il passaggio a reti stradali e ferroviarie comporta nuove sfide geopolitiche, legamenti alle milizie territoriali e accordi doganali complessi.
Il corridoio recentemente inaugurato tra Teheran e Islamabad, basato su un accordo di trasporto stradale tra i due Paesi, collega ora sei vie di terra dai principali porti pakistani (Gwadar, Karachi e Port Qasim) ai valichi di frontiera iraniani di Teftan e Gabdeh.
Tuttavia, la caratteristica principale di questo progetto è il suo collegamento con il Corridoio Economico Cina-Pakistan (CPEC). L'Iran, attraverso il suo confine sud-orientale, può collegarsi alla rete di 3.000 chilometri che unisce la Cina occidentale all'Oceano Indiano.
Allo stesso tempo, l'Iran sta portando avanti il progetto ferroviario Chabahar-Zahedan, che ha già raggiunto oltre il 90% del completamento. Questa linea ferroviaria, la cui entrata in funzione è prevista per il 2026, fa parte del Corridoio Nord-Sud ed è progettata per collegare i porti meridionali dell'Iran con la Russia e l'Asia centrale.
La risposta isterica di Donald Trump frustrato dall'inutile blocco navale contro l'Iran: "Non abbiamo bisogno del petrolio. Non abbiamo bisogno dello stretto. Non abbiamo bisogno del blocco navale. Non abbiamo bisogno di niente."
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
Video collegato:
Nicolai Lilin. TRUMP TOGLIE IL BLOCCO NAVALE, LA CINA RAFFORZA IL PROGRAMMA NUCLEARE: https://www.youtube.com/watch?v=p98MbSPE0hw