lunedì 9 marzo 2026

Regno Unito e UE... alla canna del gas!

 



domenica 8 marzo 2026

Gli ebrei di Neturei Karta sulla politica d'Israele...

 


Con questa ennesima e coraggiosa presa di posizione, i rabbini di Neturei Karta si allineano a tutte le voci per la pace contro le guerre e si alzano in piedi come ebrei, contro il sionismo fascista. Essi sono la voce degli ebrei religiosi nel mondo, che si oppongono allo Stato di Israele e sono al fianco, da sempre al popolo palestinese.
“Gli Ebrei anti-Sionisti sono profondamente addolorati e provano grande dolore per il Sionismo e per la sua provocazione che ha portato alla tragica nuova guerra con l’Iran.
Questa guerra non è stata inaspettata, per anni i leader Sionisti hanno fatto campagne per un'azione militare contro l’Iran.
Il criminale di guerra Benjamin Netanyahu è andato varie volte dal Presidente Trump, per spingere verso un’azione militare contro l’Iran. Nello stesso tempo, gli Ebrei anti-Sionisti e il loro leader hanno rilasciato numerose dichiarazioni pubbliche chiedendo urgentemente al presidente Trump di riconoscere che Israele, non l’Iran, è il pericolo per il mondo.

A nome degli ebrei religiosi di tutto il mondo, dagli Stati Uniti alla Palestina, riteniamo Israele responsabile della morte e della distruzione a cui abbiamo assistito per decenni, ora intensificate dall’assassinio del supremo leader Ali Khamenei, insieme a molti militari, politici, e vittime civili.

Ciò costituisce un altro anello della lunga catena della violenza Sionista in corso in Palestina e altrove.
Poiché ora circola una grande quantità di disinformazione, noi vogliamo chiarire alcuni punti:
Primo: l’Iran non è un nemico del popolo ebreo. Gli ufficiali iraniani hanno ripetutamente dichiarato che la loro opposizione è diretta alla occupazione Sionista, non all’Ebraismo o agli Ebrei viventi in Palestina o ovunque. Questo è evidente anche dal fatto che la comunità ebraica continua a vivere e praticare la propria religione con lo status di minoranza riconosciuto e la protezione dello Stato.
Secondo: poiché Israele afferma di agire per conto di tutti gli Ebrei (e in nome dell'Ebraismo) e poiché alcuni coloni estremisti abusano di concetti religiosi come “Amalek”, dobbiamo chiarire l'autentica posizione religiosa ebraica.
Come Ebrei religiosi affermiamo che lo stato di Israele e le azioni sioniste costituiscono una grave violazione dell'Ebraismo. Assassinare, rubare, occupare la terra di un altro popolo, e scatenare guerre contro qualsiasi nazione è proibito nella legge Ebraica.
L'ideologia di stabilire la sovranità Ebraica attraverso la forza è antitetica alle credenze Ebraiche fondamentali, che insegnano che l'esilio Ebraico è un decreto divino e non deve essere interrotto dalla coercizione umana.
Violare questo principio è considerato ribellione contro il volere divino.
L’Ebraismo richiede che gli Ebrei vivano come cittadini leali e vicini pacifici nei paesi in cui risiedono, non di scatenare guerre o dominare altri popoli, perciò masse di Ebrei in tutto il mondo si oppongono allo Stato di Israele e alle sue azioni criminali.
Lo stato di Israele non rappresenta l’Ebraismo nel mondo o la religione Ebraica.
Terzo: mentre la paura e il panico si diffondono tra le comunità Ebraiche per generare simpatia per le politiche Sioniste, dobbiamo affermare chiaramente: condanniamo il movimento Sionista per la sua estesa propaganda che induce gli Ebrei a credere che siano in pericolo universale e che la Palestina o l'Iran siano nemici del popolo Ebraico. 
Questa disinformazione ha portato molti Ebrei a sostenere politiche e conflitti che sono antitetici agli insegnamenti Ebraici, mettono in pericolo sia gli Ebrei che gli altri e perpetuano la violenza piuttosto che la sicurezza.
Quarto: Israele afferma di agire per legittima difesa presentando le sue azioni come protezione al popolo Ebreo. Questa affermazione deve essere contestata.
Israele non garantisce la sicurezza agli Ebrei.
Al contrario ha minato e distrutto la coesistenza che esisteva in Palestina prima dell’ascesa del Sionismo. 
Né la Palestina né l’Iran sono intrinsecamente anti-Ebrei, gli Ebrei vivono in queste società da secoli.
L’occupazione della Palestina e la creazione dello stato di Israele frantumò questa storica coesistenza e le attuali politiche Sioniste continuano ad alimentare cicli di violenza e spargimento di sangue. 
Molte vite sono state prese dal regime Sionista, come abbiamo assistito all'inimmaginabile genocidio di Gaza, quando Israele ha massacrato uomini, donne e bambini.
Come risultato del mantenimento di questo progetto politico, molti Ebrei hanno perso la vita in più di 77 anni di conflitto legato all'occupazione. Bisogna anche sottolineare che gli Ebrei antisionisti che vivono in Palestina e Israele affrontano il pericolo a causa di queste politiche e azioni, molti continuano a fare appello ai leader mondiali affinché riconoscano le loro voci e affermino che gli Ebrei in Terra Santa cercano la pace e rifiutano totalmente la continua occupazione e aggressione.
Possa Dio aiutare a portare la pace in tutta la regione senza più sofferenza umana e infine rivelare la sua gloria al mondo intero per un tempo in cui tutta l'umanità lo servirà insieme in pace e armonia”.
Traduzione di Cristina G. per civg.it                                                                                                                         

 “…i primi sionisti in realtà hanno scritto che sarebbe redditizio per il popolo ebraico avere l'antisemitismo. Hanno scritto che dovremmo effettivamente cercare di incoraggiare l'antisemitismo per costringere gli ebrei a optare per il sionismo…”. (Rabbino Moshe Dov Beck Leader Spirituale,    Neturei Karta International)

Al centro


7 marzo 2026 -  Notizia di cronaca collegata. A Tel Aviv diversi manifestanti sono scesi in piazza contro la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran mentre il conflitto entra nella seconda settimana. La protesta, organizzata nel centro della città, ha visto i dimostranti chiedere l’interruzione delle operazioni contro Teheran. Le forze di polizia sono intervenute per disperdere il gruppo, allontanando i manifestanti e procedendo ad alcuni arresti.


Video collegato: 

Scott Ritter. Tradimento della verità: il conflitto iraniano: https://www.youtube.com/watch?v=1QDlQvj1A0w

“Jawè lo vuole”...

 

Presto su questi schermi

L'esercito, la marina e l'aviazione degli Stati Uniti, comandati dal capataz Donald Trump, stanno bombardando l’Iran, su istigazione di Israele che ha iniziato l'operazione, con la scusa che -secondo loro- la Repubblica Islamica vorrebbe costruire una bomba nucleare. Una menzogna contraddetta sia dall'AIEA che dalla capa del controspionaggio americano, Tulsi Gabbard. 

Ma il presidente americano, che deve la sua nomina alla lobby sionista, preferisce dare ascolto al suo padrino Netanyahu e manda a fuoco l'intero Medio Oriente per compiacerlo.

Ma tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino ed ora tutti i Paesi mediorientali, ex alleati degli USA, gli si rivoltano contro. La loro economia sta andando a rotoli e con il loro tracollo giunge anche quello dell'economia mondiale (gas e petrolio a picco).

Di conseguenza, Israele, bersagliato dai missili iraniani, sta ora pensando di risolvere la questione con il suo solito sistema “muoia Sansone con tutti i Filistei", e loro -i sionisti- sì che ce l'hanno l'arma nucleare, almeno 200, ma perché fare brutta figura dimostrando la loro nefandezza al mondo intero? Soprattutto dopo l'annunciazione fatta da Mike Huckabee, Ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, che l'avvento del Grande Israele è voluto da dio stesso (inteso come Jawè). Ma ecco pronta la soluzione: il novello accecato sulla via di Teheran, Donald Trump, si offre di allegerire Israele da questa terribile incombenza, sarà lui -se necessario- a lanciare un attacco atomico, un nuovo e fantasmagorico “Purim”. 

Così un coro di angeli (o demoni) attorniano il “bovero Trump” per sorreggerlo nella triste decisione di ordinare l' “Operazione Armageddon”: al grido di “Jawè lo vuole”...



Paolo D'Arpini, l'eretico...






Video collegati: 

Trump, il mistico toccato da sion, minaccia di lanciare lui la bomba atomica (per alleggerire dalla responsabilità il suo padrone Israele): https://www.youtube.com/watch?v=1mm-hk_XtWI


Scott Ritter. Tradimento della verità: il conflitto iraniano: https://www.youtube.com/watch?v=1QDlQvj1A0w



sabato 7 marzo 2026

Sviluppi del conflitto in Medio Oriente...

 


Pakistan e Arabia Saudita affermano che potrebbero adottare "misure per fermare" gli attacchi iraniani contro il Regno dell'Arabia Saudita. Il capo di stato maggiore pakistano ha incontrato oggi il Ministro della Difesa saudita. Vale anche la pena notare che Pakistan e Cina sono destinazioni chiave per i proventi petroliferi sauditi. Questo incontro potrebbe essere visto in questa luce, soprattutto alla luce della chiusura dello Stretto di Hormuz.

Intanto il presidente iraniano ha annunciato oggi che Teheran non attaccherà più i Paesi vicini a meno che gli attacchi non provengano dal loro territorio. Nel contempo, l'assemblea per eleggere la nuova Guida Suprema dell'Iran si terrà nelle prossime  ore, ha annunciato l'Ayatollah Mozaffari.

Le proteste contro gli Stati Uniti e Israele continuano in Iran. Le manifestazioni si stanno svolgendo anche fuori dall'Iran. Il regime degli ayatollah è impopolare presso la maggior parte degli iraniani in Europa e negli Stati Uniti, ma questi ultimi si oppongono comunque all'intervento militare nel loro Paese e condannano gli attacchi di Gerusalemme e Washington contro i civili.

Gli americani preparano uno sbarco in Medio Oriente? Il Washington Post scrive che  un'unità di 4-5.000 soldati, che gli Stati Uniti usano di solito come "gruppo di reazione rapida", è pronta a partire entro 18 ore.  I loro compiti possono includere la cattura di aeroporti e infrastrutture strategiche, nonché il rafforzamento della sicurezza delle ambasciate statunitensi e l'esecuzione di evacuazioni di emergenza.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegato: 

Larry Johnson: Truppe di terra, false flag e carenza di armi:  https://www.youtube.com/watch?v=gvcXVH3OwcA

venerdì 6 marzo 2026

Perché la Cina non interviene per aiutare l'Iran?...


In qualche modo questa è una domanda che la gente si pone ancora, quindi ve la spiegherò.
1. L'esercito cinese è stato concepito per difendere la Cina all'interno e lungo i suoi confini da un massiccio e crescente rafforzamento militare statunitense lungo le sue periferie, in atto da decenni.
Le sue forze sono organizzate attorno a un hardware progettato specificamente per questo scopo, non per proiettare potenza militare in tutto il mondo come fanno gli Stati Uniti, e gli Stati Uniti hanno queste capacità perché sono un aggressore, non per la difesa nazionale.
La Cina non ha letteralmente la capacità di proiettare la potenza militare necessaria per affrontare e fermare con successo una guerra di aggressione su vasta scala degli Stati Uniti dall'altra parte del pianeta con le capacità di difesa nazionale di cui dispone;
2. Per scatenare questa guerra contro l'Iran, gli Stati Uniti hanno impiegato decenni a costruire una rete di basi globali e regionali, reti logistiche, depositi di munizioni, depositi di carburante, capacità di difesa aerea integrate regionali ecc. per prima cosa circondare l'Iran e poi attaccarlo.
Per fermare tutto questo, la Cina dovrebbe creare una rete uguale o più grande in tutta la regione, ma questo semplicemente non è possibile;
3. Gli Stati Uniti hanno costruito la loro rete sia conquistando politicamente nazioni nella regione (Arabia Saudita, Giordania, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait) sia invadendole/occupandole (Iraq e Siria).
La Cina semplicemente non conduce la sua politica estera in questo modo, perché se lo facesse sarebbe pessima tanto quanto gli stessi Stati Uniti;
4. Se si pensa che la Cina possa semplicemente proiettare la propria potenza militare oltre l'orizzonte, la cosa è ancora più difficile e irrealistica. Ciò richiede enormi quantità di velivoli a lungo raggio, immense capacità di rifornimento aereo e munizioni a lungo raggio, nonché basi avanzate almeno nelle vicinanze della regione.
L'invio di navi militari li metterebbe semplicemente in balia di posizioni militari meglio preparate e più estese che gli Stati Uniti hanno creato nel corso di decenni, come spiegato sopra;
5. Ciò che la Cina ha probabilmente fatto è stato tutto ciò che poteva fare - fornire supporto economico contro le sanzioni illegali degli Stati Uniti, fornire supporto tecnico/materiale alla produzione industriale militare dell'Iran, fornire supporto militare attraverso il trasferimento di armi ed equipaggiamento, fornire supporto ISR e comunicazioni.
Tutti questi hanno i loro limiti, soprattutto in termini di trasferimento di equipaggiamento militare all'Iran, che richiede ANNI per addestrare in modo EFFICACE il personale iraniano, nonché per integrarlo attraverso l'addestramento nelle moderne operazioni con armi combinate.
Quest'ultimo punto, riguardante la quantità di tempo necessaria per integrare efficacemente il nuovo equipaggiamento militare in un esercito, è esattamente il motivo per cui l'Ucraina non è riuscita ad assorbire e utilizzare appieno l'ondata di armi e equipaggiamenti occidentali nella guerra per procura degli Stati Uniti contro la Russia che si sta combattendo lì.
CONCLUSIONE
Esistono limiti reali a ciò che nazioni come la Russia e la Cina possono fare contro le guerre di aggressione degli Stati Uniti altrove, soprattutto considerando il fatto che gli Stati Uniti stanno conducendo una guerra per procura sia contro la Russia che contro la Cina, mentre contemporaneamente conducono una guerra diretta contro l'Iran.
Russia e Cina stanno facendo ciò che è realistico e rientra nelle loro capacità, e stanno costantemente ampliando le proprie capacità per fare di più quando possibile.
Non bisogna confondere i limiti reali con la mancanza di preoccupazione o di volontà, e bisogna rendersi conto che incolpare la Russia o la Cina per una GUERRA DI AGGRESSIONE degli Stati Uniti serve semplicemente l'agenda di Washington, non quella dell'Iran o di uno qualsiasi dei suoi alleati.
Brian Berletic


Video collegato: "America First" vuol dire guerra a Russia, Cina e Iran:   https://www.youtube.com/watch?v=y7gKOHZRPiY


Gli Stati Uniti potrebbero perdere la guerra contro l’Iran...?


Il professor Jiang Xueqin, storico e teorico geopolitico canadese di origine cinese, aveva fatto tre grandi previsioni nel 2024.
La prima era che Donald Trump avrebbe vinto le elezioni e sarebbe tornato presidente degli Stati Uniti. La seconda era che Donald Trump avrebbe iniziato una guerra con l’Iran. Entrambe queste previsioni si sono avverate, il che rende particolarmente preoccupante la terza: il professore aveva infatti previsto che gli Stati Uniti avrebbero perso la guerra contro l’Iran.
Questa settimana Jiang è intervenuto nel programma “Breaking Points” per spiegare come teme che la situazione possa evolvere.
«In base alla mia analisi di come sta procedendo la guerra, credo che l’Iran abbia molti più vantaggi rispetto agli Stati Uniti», ha dichiarato Jiang. «La realtà è che, in questo momento, si tratta di una guerra di logoramento tra Stati Uniti e Iran, e gli iraniani si preparano a questo conflitto da vent’anni.
Nella loro visione religiosa, questa è una guerra contro il “grande Satana”. Hanno avuto molte occasioni di prova. Lo scorso giugno c’è stata una guerra di 12 giorni, durante la quale gli iraniani hanno potuto esaminare e analizzare le capacità di attacco sia degli israeliani sia degli americani. E poi hanno avuto otto mesi di tempo per prepararsi completamente a questo nuovo attacco».
Secondo Jiang, questo ha permesso all’Iran di consolidare una strategia che ritiene in grado di sconfiggere gli Stati Uniti.
«I loro alleati e gruppi affiliati – gli Houthi, Hezbollah, Hamas e varie milizie – sono riusciti a comprendere molto bene la mentalità americana», ha proseguito Jiang. «E ora hanno una strategia piuttosto chiara su come indebolire e, alla fine, distruggere l’impero americano».
Il professore ha inoltre affermato che gli iraniani stanno «conducendo una guerra contro l’intera economia globale».
«I paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) sono coinvolti, e l’Iran non sta colpendo solo le basi americane presenti in quei paesi, ma anche le infrastrutture energetiche critiche collegate a tali basi», ha spiegato Jiang. «E alla fine potrebbero prendere di mira anche gli impianti di desalinizzazione dell’acqua, che sono la linfa vitale di questi paesi, perché non dispongono di acqua dolce naturale. In effetti gli impianti di desalinizzazione forniscono il 60% dell’approvvigionamento idrico del GCC. Se un drone – che costa circa 50.000 dollari – distruggesse l’impianto di desalinizzazione di Riyadh, una città di dieci milioni di abitanti resterebbe senza acqua nel giro di due settimane».
Jiang ha poi affermato che l’Iran ha anche bloccato lo Stretto di Hormuz.
«I paesi del GCC importano il 90% del loro cibo attraverso lo Stretto di Hormuz», ha spiegato. «Molti parlano delle conseguenze sull’economia globale, ma in questo momento gli iraniani stanno minacciando l’esistenza stessa di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrain e Qatar. E questo è importante perché gli Stati del Golfo sono un perno fondamentale dell’economia americana».
Jiang ha aggiunto che, a suo avviso, l’intera economia degli Stati Uniti è oggi «sostenuta dagli investimenti nell’intelligenza artificiale e dai data center».
«Gran parte di questi investimenti proviene proprio dagli Stati del Golfo», ha affermato. «Se questi paesi non saranno più in grado di vendere petrolio e di finanziare la bolla dell’intelligenza artificiale negli Stati Uniti, quella bolla esploderà. E con essa potrebbe esplodere l’intera economia americana, che è in gran parte uno schema finanziario di tipo Ponzi. È una situazione molto grave per gli Stati Uniti».
Jiang è stato inoltre interrogato sulla possibile carenza di munizioni – in particolare missili intercettori – per Stati Uniti e Israele.
«L’esercito statunitense non è progettato per combattere una guerra del XXI secolo», ha affermato. «Il complesso militare-industriale è nato dopo la Seconda guerra mondiale. Era pensato per combattere la Guerra fredda, che era essenzialmente una dimostrazione di forza».
Secondo Jiang, «l’intera strategia militare americana si basa su tecnologie sofisticate che costano enormi quantità di denaro». Ha poi citato l’esempio di missili da milioni di dollari utilizzati per abbattere droni che costano circa 50.000 dollari.
«Non è sostenibile», ha detto. «Quello che stiamo vedendo è la rottura dell’aura di invincibilità che ha sostenuto l’egemonia americana negli ultimi vent’anni, soprattutto dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Questo non significa solo un riassetto dell’economia globale, legato anche al possibile crollo del petrodollaro e del sistema del dollaro come valuta di riserva, ma anche la fine dell’egemonia globale degli Stati Uniti».
Jiang ha inoltre sottolineato che un cambio di regime non è mai stato ottenuto solo attraverso bombardamenti aerei.
«Servono truppe di terra», ha spiegato. «E purtroppo nei prossimi mesi crescerà la pressione sugli Stati Uniti affinché inviino truppe di terra, soprattutto perché i paesi del GCC e Israele stanno subendo pesanti attacchi iraniani. Se i paesi del Golfo – Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar – dovessero crollare, con loro crollerebbe anche il petrodollaro. Per questo gli Stati Uniti devono proteggerli. E questi paesi chiederanno agli americani di scegliere: o pagare l’Iran per fermarsi oppure inviare truppe di terra per eliminare definitivamente la minaccia iraniana».
Infine Jiang ha posto quella che definisce una «domanda chiave»: «Perché hanno fatto questo? Perché hanno attaccato l’Iran? Credo che ci siano tre possibili spiegazioni, e tutte potrebbero essere valide.
La prima è l’arroganza. Se guardiamo alla storia, è così che si comportano gli imperi. Il rapimento di Maduro è stato considerato un successo e ha dato a Trump una sorta di scarica di adrenalina, che lo ha reso eccessivamente fiducioso nelle capacità dell’esercito. L’arroganza è stata quindi un fattore. Nella storia lo abbiamo visto molte volte: perché Hitler invase l’Unione Sovietica? Perché aveva conquistato l’Europa con grande facilità e si sentiva invincibile. Questo portò alla distruzione dell’esercito tedesco in Russia».
«Poi c’è il calcolo politico interno», ha continuato Jiang. «Anche se gli Stati Uniti non traggono beneficio da questa guerra contro l’Iran, Trump personalmente sì. Perché? Perché sauditi e israeliani lo stanno di fatto incentivando ad attaccare l’Iran. Ricordiamo che l’Arabia Saudita ha investito 2 miliardi di dollari nella società di private equity di Jared Kushner, genero di Donald Trump. E che gli israeliani, attraverso Miriam Adelson, hanno finanziato la carriera politica di Trump».
Secondo Jiang, Adelson avrebbe promesso fino a 250 milioni di dollari se Trump decidesse di candidarsi per un terzo mandato, cosa che la Costituzione non consente.
«Inoltre», ha aggiunto, «se la guerra dovesse prendere una brutta piega e Trump fosse costretto a inviare truppe di terra, probabilmente otterrebbe l’approvazione del Congresso e poteri di emergenza in tempo di guerra. Questo gli permetterebbe di influenzare le elezioni di metà mandato.
Trump sta pensando a un terzo mandato. Alle urne probabilmente non riuscirebbe a ottenerlo. Ma se c’è una guerra in corso, se le elezioni vengono rinviate e se dispone di poteri straordinari, con l’opinione pubblica che si stringe attorno alla bandiera, allora potrebbe riuscire a ottenere un terzo mandato».
Brian Linder



giovedì 5 marzo 2026

Gira e rigira... La guerra in M.O. porta danni e vantaggi?