"Larga la foglia, stretta la via, dite la vostra che ho detto la mia...!" (Detto popolare)
L'ora di treno della mattina mi piace perché leggo comodamente un paio di quotidiani, oggi però, nonostante la comodità e il tempo del viaggio, non ho capito la posizione del Campo Largo sul riarmo
M5S, PD... e gli altri hanno votato insieme un testo riguardo al Documento programmatico di Finanza Pubblica dove si invita a "...riconsiderare radicalmente gli impegni di spesa assunti in sede Nato e scongiurare ulteriori aumenti della spesa per armamenti che insistono sul bilancio dello Stato".
Tutti contro il Riarmo, riarmo voluto dalla Nato, ma l'UE non voleva a sua volta aumentare le spese militari?
Non ha deciso che le spese militari possono essere fatte in deroga al patto di stabilità?
Dunque il Campo Largo si oppone o no alle scelte della Commissione Europea?
Non ho capito da Il Manifesto, non ho capito da Il Corriere della Sera. Ho il dubbio che entrambi non mi abbiano aiutato, il primo per convincermi che il Campo Largo è contro il riarmo, tutto, il secondo per convincermi che nessuno schieramento è contro il riarmo UE.
Il Campo Largo è semplicemente contro il riarmo del governo Meloni...!
Marco Palombo - Sempre contro la guerra!
Un riassunto sulla fantastica situazione nel Campo Largo:
In occasione della discussione sui documenti di bilancio (Dpfp), tutte le forze della coalizione progressista — comprendente il Partito Democratico (Pd), il Movimento 5 Stelle (M5S), Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) e persino Italia Viva (IV) — hanno sottoscritto una risoluzione congiunta. Il documento chiede esplicitamente al governo di riconsiderare radicalmente gli impegni di spesa in sede NATO e di bloccare i circa 14 miliardi di euro in deficit previsti per i sistemi di armamento, proponendo di dirottare quelle risorse su sanità, istruzione e salari.
Tuttavia, sotto questa apparente compattezza sul "No" al riarmo e all'aumento delle spese della Difesa, permangono profonde sfumature e divergenze strategiche tra i singoli partiti.
Posizione specifica sul Riarmo e sulla Difesa:
Movimento 5 Stelle (Giuseppe Conte) - È il promotore della linea più radicale. Conte rivendica l'opposizione totale all'economia di guerra e al riarmo, sostenendo che le risorse debbano essere recuperate dai fondi militari per supportare le famiglie e il welfare.
Partito Democratico (Elly Schlein) - Condanna l'incremento di spesa militare in deficit deciso dal governo Meloni. Schlein, tuttavia, distingue il riarmo incontrollato dei singoli Stati dalla costruzione di una vera difesa comune europea, ritenuta necessaria per ottimizzare i costi ed evitare sprechi, pur esprimendo riserve sui target richiesti dalla NATO. All'interno del Pd, l'ala riformista mantiene posizioni storicamente più vicine agli impegni atlantici.
Alleanza Verdi e Sinistra (Fratoianni / Bonelli) - Condivide l'opposizione al riarmo e si spinge oltre: l'obiettivo dichiarato è l'immediata revoca degli impegni con la NATO sull'incremento delle spese militari in caso di vittoria del centrosinistra.
Se sul tema economico del riarmo e del bilancio nazionale il Campo Largo ha trovato una possibile quadra, la vera frattura della coalizione rimane il sostegno militare all'Ucraina. Mentre il Partito Democratico (al netto di alcune frange interne) continua a difendere la necessità di inviare aiuti militari a Kiev, il Movimento 5 Stelle e AVS si oppongono fermamente a ulteriori forniture di armi, chiedendo una svolta diplomatica immediata. Di fatto, le forze di opposizione riescono a votare insieme contro l'aumento delle spese per la Difesa in Italia, ma continuano a presentare mozioni separate quando si tratta di politica estera e del conflitto ucraino.




















