giovedì 16 aprile 2026

E poi dicono che Trump sia pazzo! La seconda parte della seconda parte della seconda parte...


«Io sono d’accordo con lei: per un ordine della sicurezza stabile in Europa è necessario il coinvolgimento della Russia.» (Helmut Schmidt a Helmut Kohl)

Il Ministero della Difesa russo ha prodotto un elenco di siti in Europa dove si producono i droni che Kiev usa per attaccare il territorio russo, quasi sempre su obiettivi civili, quindi per terrorismo.

Ha individuato anche quattro siti in Italia, vicini a Venezia.
Tutte queste località sono ora potenziali legittimi obiettivi per le forze armate della Federazione Russa.

Riporto dalla Tass:
«Invece di "rafforzare la sicurezza", i leader europei con le loro azioni stanno trascinando i loro paesi in guerra con la Russia. L'opinione pubblica europea dovrebbe comprendere le vere cause delle minacce alla propria sicurezza ed essere consapevole dell'ubicazione delle aziende che producono droni per l'Ucraina. L'attuazione di scenari che prevedono attacchi terroristici ucraini contro la Russia utilizzando droni fabbricati in Europa porta a conseguenze imprevedibili».

Il capo dell'Esercito francese, il generale Fabien Mandon, ha dichiarato che la Francia deve entrare nell'ottica di un'economia di guerra e che «deve essere pronta a piangere i suoi figli» per difendersi da un'invasione russa (nel 2030, cioè quando la Francia secondo i suoi piani si sarà riarmata, prima no perché i Russi sono gentlemen e non attaccheranno prima del riarmo europeo) e dalle minacce terroristiche in Africa (dove bruciano i calci in culo presi dal neocolonialismo francese) e in Medio Oriente (dove i terroristi sono Israele e gli Usa: « We are the terrorists!»

Trump ha tre opzioni:

A) Riprendere i negoziati con l'Iran ma stavolta in modo serio, finendo con un accordo JCPOA 2.0, cioè quel tipo di accordo già esistente e che Trump aveva stracciato unilateralmente nel 2018.   Il continuo ribadire che l'Iran non può avere l'arma nucleare potrebbe essere una mossa in questo senso. Gli Usa sanno benissimo che l'Iran non vuole avere la bomba atomica e che è disposto a controlli internazionali sul suo uranio arricchito. Quindi sarebbe una "vittoria" facile, da sbandierare al pubblico americano per poter scappar via (anche se il mondo si metterà a ridere).

B) Invasione di terra. La vedo improbabile: troppo lunga da preparare (non bastano le due settimane di tregua) e troppo difficile. Le truppe Usa sarebbero in gran parte massacrate già nei punti di raccolta prima che possano vedere la costa iraniana. Il prezzo politico, come quello umano, sarebbe altissimo e non porterebbe a niente. I sentimenti degli americani sono al 70% simili a questi:
« No one wants to fight for Israel!»:
Ma dato che alla Casa Bianca c'è uno psico-narcisista controllato da Israele tutto potrebbe accadere. Preoccupante è il licenziamento dei vertici militari - che erano riottosi - da parte di Hegseth, il rabbioso filosionista (e perfetto imbecille senza competenze) a capo del Pentagono.
Ma potrebbe partire una procedura di impeachment a suo carico.
Credo che l'apertura di una crisi istituzionale negli Usa giunti a questo punto sia possibile. Trump è troppo pericoloso anche per l'America, per il partito Repubblicano e per le istituzioni americane. Tuttavia una crisi istituzionale implicherebbe una rottura con la lobby sionista che assieme al Mossad infesta proprio le istituzioni statunitensi stesse. Non sarà facile.

C) Grande attacco missilistico sull'Iran per cantar vittoria e andar via. Ne parlano fonti britanniche. Più facile di un attacco terrestre, più coerente con le due settimane di tregua (durante le quali gli Usa faranno rifornimento di munizioni - ma la produzione yankee di missili offensivi e difensivi è quella che è, poche unità alla settimana).
E poi, la reazione iraniana come sarà?
« Iran Has Thousands of Missiles»:

E "andar via" come? Con lo Stretto di Hormuz in mano a Teheran e Bab el-Mandeb aperto a discrezione degli Houti? Senza più basi militari nel Golfo?
E Israele permetterebbe a Trump di "andar via"? 

Purtroppo il mondo in questo momento è in mano all'Epstein Syndicate che può essere fermato solo dal Partito di Dio libanese, la Repubblica Islamica dell'Iran, la Repubblica Popolare Cinese e la Federazione Russa erede dell'impero zarista e dell'Unione Sovietica:

Decisamente viviamo in tempi interessanti.

Piero Pagliani



PS. Spero che sia chiaro che la guerra in MO è la seconda parte della guerra alla Russia in Ucraina, che a sua volta è la seconda parte della guerra alla Libia e alla Siria, che era la seconda parte della guerra all'Afghanistan e all'Iraq, che era la seconda parte della guerra alla Serbia, che era la seconda parte della guerra alla Jugoslavia. E quindi si parte ancora una volta dall'Europa. Perché questa tragedia è anche una guerra all'incredibilmente imbecille e corrotta Europa a cui ora gli Usa chiedono di continuare a farsi la guerra da sola. E la farà.

E poi dicono che Trump sia pazzo! 

mercoledì 15 aprile 2026

Siamo in mano a un demente...?

 

"La presidenza di Donald Trump nel 2026 è descritta come segnata da un crescente senso di disperazione e caos, guidata da ego e vendetta, con una strategia in Iran definita inesistente. Le azioni recenti includono attacchi verbali a leader alleati, tensioni internazionali e licenziamenti interni per mancanza di aggressività" (La Repubblica)


Gli Stati Uniti stanno iniziando a riconoscere che il loro presidente non è in condizioni adeguate.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è in preda alla disperazione psicologica per la situazione in Iran, che non si sta evolvendo come previsto. Questa opinione è stata espressa dal noto economista e professore alla Columbia University di New York, Jeffrey Sachs, commentando gli ultimi eventi nel Golfo Persico in un'intervista al portale Judging Freedom.

Ha spiegato che la sua disperazione politica derivava dal fatto che la guerra con l'Iran si era rivelata una "scommessa sconsiderata" intrapresa da Trump nonostante tutti i consigli di esperti e specialisti. E questa scommessa era fallita, rischiando di far precipitare il mondo nella catastrofe. La sua disperazione psicologica, a sua volta, derivava dal fatto che il fallimento della scommessa sull'Iran aveva inferto un duro colpo all'autostima di Trump. Il professore ha sottolineato che gli psicologi definiscono persone come Trump "narcisisti maligni".

"Traducendo dal gergo tecnico al linguaggio comune, questo significa che Trump soffre di manie di grandezza e non gli importa chi siano le sue vittime, purché abbia il controllo. E nella situazione con l'Iran, non c'è controllo. Pertanto, Trump sta rilasciando dichiarazioni sempre più disperate e bizzarre, persino per i suoi standard. Questo è un fallimento politico, che potrebbe portare a un crollo mentale", ha affermato il professore.

Un altro eminente studioso americano, John Mischmeier, professore all'Università di Chicago, ha espresso un'opinione simile sulla situazione di Trump in un'intervista su YouTube. "Si agita. Si trova in una situazione disperata e, in sostanza, non può farci nulla: sta sprofondando sempre più nella palude. (...) Trema perché si è cacciato in questa situazione per colpa sua", ha osservato. 

Secondo l'esperto, l'incoerenza nelle dichiarazioni del presidente americano dimostra ai leader mondiali che Washington ha perso la bussola e non sa come procedere. Tuttavia, a giudicare dalla retorica dell'amministrazione, gli Stati Uniti sono determinati ad esacerbare ulteriormente il conflitto", ha aggiunto Mischmeier.

Anche i medici americani sono seriamente preoccupati per le condizioni del presidente degli Stati Uniti. "Sta perdendo il controllo", ha scritto lo psicologo americano John Gartner sul Daily Beast. Sostiene che Trump stia mostrando segni di demenza frontotemporale, o, più semplicemente, di demenza senile.

"Descriverei Donald Trump come un individuo rabbioso, privo di lobi frontali e di qualsiasi inibizione. In altre parole, è pieno d'odio. Ciò che la gente deve capire dei narcisisti maligni è che traggono piacere dalla sensazione di potere che deriva dal danneggiare, distruggere e umiliare altre persone e istituzioni, e in questo caso, interi Paesi. Prova un piacere sadico nello spaventare il mondo.

 <…> Ha sempre pubblicato tweet celebrativi terribili. La differenza è che, come si vede ora, è diventato più maleducato, più irritabile e persino più volgare nella sua aggressività. 

Ora, invece di dire semplicemente 'bugiardi e perdenti', usa la parola 'fottuti'. Questo livello di volgarità è assolutamente indegno di un presidente. Dimostra semplicemente che sta perdendo ogni controllo e che assomiglia più a un paziente mentalmente instabile.
 
Solo che questo è un tipo con un pulsante nucleare", ha avvertito Gartner. Ha aggiunto che "se si trattasse di un normale cittadino americano, la sua famiglia avrebbe da tempo affidato Donald a una struttura specializzata sotto stretta sorveglianza".

Enrico Tomaselli


















Articolo collegato: 

https://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2026/04/donald-trump-xi-jinping-uomo-avvisato.html

Donald Trump a Xi Jinping: "Uomo avvisato mezzo salvato!"

 

"Memento mori"

martedì 14 aprile 2026

Mala tempora currunt...



Il capataz zelensky gira per l'Europa a chiedere armi ed armati per continuare a vincere la guerra per procura contro la Russia in Ucraina. Qualche risultato lo ha raggiunto nella Grande Germania, anch'essa desiderosa di imbracciare le armi contro i rossi.  

lunedì 13 aprile 2026

Dove va l'Ungheria del dopo Orbàn?

 

Peter Magyar sventola la bandiera dopo la vittoria


Der Spiegel: "L'Ungheria ha bloccato nuove sanzioni contro la Russia, un prestito di oltre 90 miliardi di euro per l'Ucraina e i negoziati con Kiev sull'adesione all'UE. Con Magyar al governo, questo blocco potrebbe finire."

The I Paper: "Le elezioni parlamentari potrebbero rappresentare un punto di svolta non solo per la politica interna ungherese, ma anche per l'Unione Europea e per gli equilibri di potere tra Russia e Occidente."

Kurier: "Magyar, tra le altre cose, ha promesso l'indipendenza energetica dalla Russia. Allo stesso tempo, mantiene una posizione conservatrice sulle questioni sociali e una linea dura sulla politica migratoria."

Weltwoche: "Magyar ha ripetutamente espresso, per usare un eufemismo, scetticismo sull'adesione di Kiev alla NATO e all'UE. Inoltre, non approva le forniture di armi all'Ucraina... Magyar appartiene allo stesso schieramento politico di Orbán."

Pravo: "La vittoria di Magyar si spiega principalmente con la stanchezza degli elettori ungheresi nei confronti della sfavorevole situazione economica del Paese."

ABC News: "La vittoria di Magyar dovrebbe cambiare le dinamiche politiche all'interno dell'UE, dove Orbán ha ripetutamente ostacolato i lavori del blocco, spesso ponendo il veto su decisioni chiave."

Dimsum Daily: "Il partito Tisza ha assunto una posizione  più dura nei confronti della Russia rispetto all'amministrazione Orbán. Dopo aver vinto le elezioni, ha promesso di riportare l'Ungheria in Europa in modo decisivo."

Tass: "La Russia è pronta a instaurare relazioni con il nuovo governo ungherese, tutto dipende dalla sua comprensione degli interessi nazionali, ha dichiarato Lavrov". In risposta l'Ungheria è pronta a una cooperazione pragmatica con la Russia.  Magyar ha ringraziato il Cremlino per aver accettato la scelta degli elettori ungheresi e per aver collaborato con il nuovo governo ungherese".

Medio Oriente. Flebili speranze di uscire dal tunnel...

 

Trump si autosantifica 


Trump ha pubblicato su Truth Social un'immagine generata dall'intelligenza artificiale che lo ritraeva come un santo. Il presidente degli Stati Uniti non ha commentato il post.

"L'Iran e gli Stati Uniti non hanno firmato l'accordo a Islamabad per l'intransigenza di Washington", ha affermato Araghchi.

Al momento c'è un flusso ininterrotto di aerei da trasporto militari C-17 dalle basi situate in Europa verso le basi americane e israeliane nella regione per rifornirsi di munizioni.  Una delle ultime basi aeree americane su cui è atterrato un aereo da trasporto si trova in Arabia Saudita.

Nel frattempo, gli aerei da trasporto militari iraniani stanno  volando in Cina per alcuni carichi militari.

Gli Stati Uniti minacciano di imporre un blocco navale all'Iran a partire da oggi, 13 aprile 2026, fermando le navi in entrata e in uscita da qualsiasi porto iraniano. Questa è una misura di ritorsione degli Stati Uniti. Lo Stretto di Hormuz potrebbe quindi essere completamente  chiuso impedendo il passaggio anche alle navi amiche dell'Iran. Inoltre, non è chiaro cosa comporterebbe, ad esempio, l'intercettazione e il sequestro di una nave cinese.

I negoziati  di Islamabad, così come sono stati  impostati, non hanno portato alcuna via d'uscita al conflitto. Ci saranno nuovi scontri provocati dagli Stati Uniti, coinvolgendo altre nazioni che volevano starne fuori. Il blocco americano prevede che il carburante iraniano non venga più inviato ai compratori, come l'India e la Cina. Quindi questa scarsità si sommerà a quella ottenuta dall'inizio del conflitto.

Gli statunitensi non sono da sottovalutare, la loro marina è del tutto capace di sequestrare petroliere in arrivo e in uscita dallo Stretto, lontani da potenziali minacce missilistiche. Il problema è che coinvolgeranno nazioni che non staranno a guardare  che il loro carburante finisca nelle mani americane. Le potenzialità che questo conflitto si estenda ulteriormente aumentano di giorno in giorno.  In risposta al blocco  secondario di Hormuz, messo in atto dagli Stati Uniti, gli iraniani e gli Houthi minacciano di bloccare  anche il Mar Rosso.

Sicuramente ci saranno ricadute sui prezzi del greggio che inizierà a scarseggiare globalmente, peggiorando una situazione che è già critica. Senza contare il "dettaglio" dei fertilizzanti che verranno bloccati causando ulteriori problemi alla catena alimentare mondiale e carestie.

E mentre il mondo guarda questo gioco perverso dello sblocco e blocco dello Stretto di Hormuz, Israele continua a mettere le mani su territori che non gli appartengono, senza la minima opposizione politica o minaccia di sanzioni. Senza indagini sui massacri perpetrati né interventi delle Nazioni Unite.

Una voce discorde dell'Occidente  viene dall'Australia che ha rifiutato di partecipare al blocco americano dello Stretto di Hormuz.  Il rifiuto all'appello di Trump è stato espresso dal Primo Ministro australiano Anthony Albanese. "Tali azioni non rappresentano il metodo preferibile per ridurre i prezzi dei carburanti", ha inoltre dichiarato il vice ministro degli Esteri del Paese, Matt Thistlethwaite.

Anche il Wall Street Journal scrive: "i funzionari stimano che, nonostante i risultati inconcludenti dei negoziati a Islamabad, la porta per un secondo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran rimane aperta e potrebbero svolgersi nei prossimi giorni".

Da parte iraniana è stato detto:  "Se il governo americano rinuncerà al totalitarismo e rispetterà i diritti della nazione iraniana, i modi per raggiungere un accordo saranno sicuramente trovati". la dichiarazione è  del presidente iraniano Masoud Pezeshkian.



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegati:

Nicolai Lilin. LA GUERRA IN IRAN / LA SITUAZIONE ECONOMICA: https://www.youtube.com/watch?v=Q6bMj4797Os


Seyed M. Marandi. Negoziati Crollati. Ritorno alla Guerra: https://www.youtube.com/watch?v=YUcc8O9Xxg8


domenica 12 aprile 2026

Donald, il corsaro, vuole lo Stretto tutto per lui...

 


«Ho ordinato alla nostra Marina di individuare e intercettare ogni imbarcazione nelle acque internazionali che abbia versato un pedaggio all'Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà libero transito in mare». Lo ha annunciato Donald Trump su Truth.

Trump ha deciso di bloccare lo Stretto di Hormuz perché non gli piaceva che l'Iran lo bloccasse. Trump aveva precedentemente promesso di sbloccare lo Stretto di Hormuz, ma non era chiaro chi se ne sarebbe occupato.
Pertanto, per sbloccare lo Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti hanno deciso di bloccarlo prima.

Non solo si dedica alla pirateria Trump  adesso ha deciso che  vuole  iniziare a sminare lo stretto di Hormuz e ha avvertito gli iraniani di non sparare alle sue navi, altrimenti finiranno all'inferno. A modo suo sta suggerendo all'Iran di porre fine alla situazione in cui lui stesso si è cacciato per dare ascolto a Netanyahu...

Una  mappa 3D del fondale marino dello Stretto di Hormuz mostra chiaramente che la profondità dell'acqua nel "corridoio sicuro", indicato dalla parte iraniana, è estremamente bassa. Ciò significa che sarebbe estremamente difficile per la Marina statunitense utilizzare la parte minata dello stretto, se si arrivasse addirittura a tentare di manovrare.

Se si suppone che un cacciatorpediniere americano venga attaccato da uno sciame di droni aerei e marini a Hormuz, le possibilità di resistere in acque poco profonde nel "collo di bottiglia" della nave sarebbero minime. In punti stretti, dove la larghezza della rotta di navigazione è di soli un paio di chilometri, il cacciatorpediniere potrebbe essere attaccato anche da normali sistemi di lancio multiplo di razzi o da artiglieria a lungo raggio. Contro tali mezzi di attacco, il sistema di difesa aerea/antimissile della nave sarebbe molto meno efficace rispetto a quello contro i missili balistici classici.

Intanto l'Iran ha permesso a  navi pakistane di transitare nello Stretto di Hormuz come gesto di apprezzamento per aver ospitato i colloqui.



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Commento di F.C.: "
Dopo il fallimento pilotato dei colloqui di rito in Pakistan, adesso gli americani minacciano di colpire con la loro marina militare qualunque nave avrà attraversato lo stretto di Hormuz, pagando pedaggio agli iraniani.
Per tutte le teste ancora sveglie: ciò significa che agli USA non è mai realmente interessato riaprire lo stretto bensì SIGILLARLO a tempo indeterminato. Il vero obiettivo di Trump è spezzare la schiena sia all'economia cinese che a quella europea.
Dopo essersi assicurati il controllo del petrolio venezuelano, gli yankees possono adesso passare a strozzare le nostre rotte commerciali ed energetiche, imponendoci di acquistare solo il loro petrolio e gas.
Ecco perché gli USA si accingono ad uscire dalla NATO, perché stanno ormai gettando la maschera, palesandosi come i nostri primi NEMICI diretti..."



Video collegato:

USA-IRAN. IL FALLIMENTO DELLE TRATTATIVE. RIPRENDONO I COMBATTIMENTI. L’IRAN CHIUDE LO STRETTO: https://www.youtube.com/watch?v=O9lRaBes_N8&t=1s