giovedì 26 marzo 2026
La vittoria dell’Iran, l’exit strategy e la Cina...
Negli Stati Uniti la benzina corre verso la soglia psicologica dei 10 dollari al litro mentre i supermercati rialzano i prezzi sugli scaffali ogni mezzora e alle casse i consumatori bestemmiano invece di salutare. E siamo solo all’inizio.
Mutamenti storici e buone notizie da scovare aggirando la censura della cricca mainstream.
E poi all’Iran non conviene una tregua ma sradicare le ragioni del conflitto. Pretendere la fine della persecuzione occidentale, che gli americani smammino dal Golfo, che gli sceicchi ritrovino un minimo di dignità e ridurre i sionisti come i palestinesi in modo che possano finalmente provare un pochino di empatia e ricominciare tutto da capo.
Quanto ad Israele è reduce da anni di guerra totale col paese anche socialmente allo stremo vittima di una fanatismo che persiste a trascinarlo nell’autolesionistico vicolo cieco dei bombardamenti a tappeto e della vile decapitazione dei nemici.
All’Iran conviene combattere tenendo Trump e sionisti all’angolo fino a farli cedere anche perché non hanno nulla da perdere visto che i loro aggressori puntano alla distruzione della loro Repubblica islamica.
Se prevalgono americani e sionisti l’intero Medioriente diventerà una Palestina, se invece prevarrà l’Iran si libererà dalla persecuzione occidentale, gli sceicchi degli emirati si libereranno dalla depravazione turbocapitalista e libanesi e palestinesi si libereranno dalle angherie sioniste.
Nello spazio la Russia è più "vicina"...?
mercoledì 25 marzo 2026
Medio Oriente. E' possibile una risoluzione del conflitto...?
In effetti l'Iran ha sempre fatto presente che se ha colpito le monarchie del Golfo era in risposta ad attacchi americani compiuti con la complicità di quelle monarchie, che ospitano basi USA o consentono il sorvolo dei loro cieli od il rifornimento di aerei israelo-americani inviati ad attaccare l'Iran.
Ora il regno Saudita e gli Emirati Arabi dicono che "stanno perdendo la pazienza" a causa degli interventi iraniani contro porti, aeroporti, ecc, ma dichiarano che "entreranno in guerra solo se l'Iran darà seguito alle sue minacce di attaccare infrastrutture vitali nel Golfo Persico". L'Iran ribatte che "è semplice evitare questa escalation, basta che essi smettano di dare ospitalità ed offrire collaborazione agli aggressori americani".
Inoltre il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato: "Abbiamo avuto un'esperienza davvero disastrosa con gli Stati Uniti. Siamo stati attaccati due volte in nove mesi, mentre eravamo nel pieno dei negoziati per risolvere la questione nucleare, in cui era già trapelato un accordo. È stato un tradimento conclamato perché è successo non una, ma ben due volte. Quindi nessuno può fidarsi della diplomazia statunitense".
Per questa ragione, per eventuali futuri incontri, l'Iran vuole negoziare direttamente col Vicepresidente Vance, e non negozierà più con Witkoff e Kushner, due cittadini privati che non hanno alcuna credibilità ed equanimità e la cui parola vale qualcosa.
Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, l'Iran sta avanzando alcune precise richieste agli Stati Uniti:
Un "nuovo ordine" per la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz;
La revoca di tutte le sanzioni contro l'Iran;
La garanzia da parte di Washington che non riprenderanno le azioni militari;
La rinuncia da parte di Israele agli attacchi contro Hezbollah in Libano.
Trump e Israele ATTACCANO la rete elettrica iraniana, Teheran RISPONDE colpo su colpo: https://www.youtube.com/watch?v=flHZ-BGG-9A
martedì 24 marzo 2026
Medio Oriente. Trattative o guerra?
"Devono rendersi conto che il tempo per salvare gli Stati Uniti si sta accorciando e che le persone di buon senso non hanno molto tempo a disposizione per tirare fuori l'America da questo pantano", ha detto il consigliere della Guida Suprema.
Rezaei ha sottolineato che la guerra non finirà finché non saranno revocate tutte le sanzioni, non saranno pagati i risarcimenti per i danni e non saranno fornite garanzie legali internazionali che l'aggressione contro l'Iran non si ripeterà. Secondo lui, non ci sarà alcun cessate il fuoco finché queste condizioni non saranno soddisfatte.
In Libano la situazione si fa complicata. Israele fa pressione sul governo di Beirut di sganciarsi da Hezbollah, un'alleata dell'Iran, che è stata catalogata come organizzazione terroristica dagli Stati Uniti e da Israele, e contro la quale è in corso un'azione militare da parte dell'esercito sionista nel sud del Libano. Per compiacere Israele il governo di Beirut ha dichiarato l'ambasciatore designato iraniano persona non grata, concedendogli tempo fino a domenica per lasciare il Paese. Anche l'ambasciatore libanese a Teheran è stato richiamato per consultazioni. A quanto pare, questa decisione è seguita alle dichiarazioni dell'Iran, secondo cui continuerà a sostenere Hezbollah e non cesserà le ostilità finché Israele attaccherà il Libano.
Anche in Iraq la situazione è incandescente, il governo a maggioranza sciita di Baghdad ha ripetutamente ingiunto alle truppe di occupazione statunitensi di lasciare il Paese. Dopo anni di avanti e indietro gli USA hanno infine quasi completato l'evacuazione dalle loro basi, continuamente bersagliate dai partigiani sciiti. Restano al nord dell'Iraq bande di curdi, alleati "traditi" ed abbandonati a se stessi dagli americani e che molto probabilmente saranno sconfitti.
Parallelamente alla graduale escalation della guerra in Medio Oriente, sono emerse diverse voci secondo cui almeno 17 aerei russi An-124 Ruslan sarebbero atterrati in Iran negli ultimi giorni. Sebbene ciò non sia ancora stato verificato, questi velivoli potrebbero aver consegnato a Teheran almeno quattro batterie di sistemi di difesa aerea/missilistica S-400. Se ciò fosse vero (o anche solo parzialmente vero), rappresenterebbe un significativo incremento delle capacità di difesa delle Guardie Rivoluzionarie iraniane.
Intanto mentre continuano i bombardamenti ed il lancio di missili su tutti i fronti, sia gli americani che gli israeliani insistono a lanciare notizie su un abbocco preliminare diplomatico con l'Iran. I media occidentali aiutano la sceneggiata. In precedenza Trump ripeteva costantemente che l'Iran stava conducendo negoziati segreti, ora si sono uniti al teatrino i media israeliani: "Il leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei ha accettato di negoziare con gli Stati Uniti. Il capo del Ministero degli Esteri iraniano Araghchi lo ha comunicato a Witkoff. Ciò è avvenuto in segreto, nonostante le dichiarazioni pubbliche di Teheran sull'assenza di dialogo."
Oh, queste dichiarazioni "segrete". E nel frattempo l'Iran continua a lanciare attacchi contro le basi statunitensi e israeliane.
Video collegati:
Nicolai Lilin. USA-IRAN: TRATTATIVE O GUERRA?: https://www.youtube.com/watch?v=aGc_qLIQ04s
Stefano Orsi: "Trump parla di tregua per manipolare i mercati": https://www.youtube.com/watch?v=vRrUTETgvXM
Articolo collegato:
Iran. Trump propone nuove trattative fasulle... - Scrive P.D'A.: “Pare che sottobanco gli Stati Uniti stiano cercando di trovare un accordo con l'Iran, perché la situazione sta portando molta incertezza all'economia mondiale. Ma gli iraniani non vogliono farsi fregare per l'ennesima volta, con promesse non mantenute...” - Continua: https://paolodarpini.blogspot.com/2026/03/iran-la-guerra-continua-mentre-trump.html
Nota - Le probabilità di una soluzione rapida sono distanti, soprattutto perché dietro questo paravento Israele continua a bombardare, espandersi e reclamare territori...
Iran. La guerra continua... mentre Trump propone nuove trattative fasulle...
Pare che sottobanco gli Stati Uniti stiano cercando di trovare un accordo con l'Iran, perché la situazione sta portando molta incertezza all'economia mondiale, anche se l'aumento dei prezzi di gas e petrolio agevola le compagnie americane, la cui estrazione "fracking" ha costi molto alti, una crisi mondiale porterebbe danni globali e comunque colpirebbe anche gli USA. Ma gli iraniani non vogliono farsi fregare per l'ennesima volta, con promesse non mantenute e con abbandono delle trattative appena USA e Israele si sentono pronti a riprendere il conflitto.
L'Iran ha ingoiato troppi rospi e stavolta detta le sue condizioni: ritiro di tutte le basi americane in Medio Oriente, rimborso dei danni causati dall'aggressione, annullamento definitivo delle sanzioni, ecc. Intanto il popolo iraniano non piega il capo: «Siamo la nazione di Hussein, non accettiamo compromessi».
Le strade delle principali città iraniane sono gremite di persone che esprimono sostegno all'esercito iraniano e alle Guardie Rivoluzionarie, chiedendo la continua resistenza militare all'aggressione statunitense e israeliana. Hussein, nipote del profeta Maometto, morto nella battaglia di Karbala, occupa un posto centrale nell'Islam sciita, e la sua sofferenza e la sua morte sono diventate un simbolo di sacrificio nella lotta per il bene contro il male, per la giustizia e la verità contro l'ingiustizia e la menzogna.
Comunque girano voci che i funzionari americani e iraniani si potrebbero incontrare in Pakistan, a Islamabad. L'Iran non ha affatto confermato che l'incontro sia stato programmato. Trump avrà serie difficoltà a negoziare una via d'uscita "vittoriosa". Nel frattempo il suo ultimatum di 48 ore è stato aumentato a 5 giorni. Il tempo che serve per l'arrivo dei Marines e dei paracadutisti americani. Le probabilità di una soluzione rapida sono distanti, soprattutto perché dietro questo paravento Israele continua a bombardare, espandersi e reclamare territori che non gli appartengono, soprattutto in Libano e Siria.
Intanto le bombe si sprecano: Israele e gli Stati Uniti stanotte hanno lanciato attacchi contro un gasdotto e una stazione di distribuzione in Iran. Il Pentagono riferisce che gli Stati Uniti sinora hanno colpito più di 9.000 obiettivi dall'inizio dell'operazione contro l'Iran. Secondo l'UNICEF, più di 2.100 bambini sono stati uccisi o feriti dall'inizio dell'operazione militare israelo-americana contro l'Iran.
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
Video collegati:
L’Iran colpisce Dimona, il piano di Trump e Israele è fallito: https://www.youtube.com/watch?v=gqA8QLwO63Q
Nicolai Lilin. La grande speculazione di Donald Trump vale 3 trilioni di dollari: https://www.youtube.com/watch?v=vgvua8Fwwjw
Il Controcanto. L'idiota americano conclude un accordo con sè stesso: https://www.youtube.com/watch?v=ddQpYodbEkU
lunedì 23 marzo 2026
L'impero americano è alla frutta...
TRUMP: "COMPLETE AND TOTAL RESOLUTION OF OUR HOSTILITIES IN THE MIDDLE EAST" "I HAVE INSTRUCTED THE DEPARTMENT OF WAR TO POSTPONE ANY AND ALL MILITARY STRIKES AGAINST IRANIAN POWER PLANTS AND ENERGY INFRASTRUCTURE FOR A FIVE DAY PERIOD". (Fonte: https://truthsocial.com/@realDonaldTrump/posts/116278232362967212)
In merito alle dichiarazioni di Trump sulla sospensione degli attacchi per 5 giorni i media iraniani riportano che "non si sono svolte trattative con Trump e che il presidente americano ha fatto marcia indietro per timore di ritorsioni iraniane".
Il Ministero degli Esteri iraniano ha inoltre aggiunto che l'Iran non sta negoziando con gli Stati Uniti né direttamente né tramite intermediari (in precedenza, preferiva negoziare attraverso Qatar e Oman). L'Iran considera le menzogne di Trump, tra le altre cose, un tentativo di abbassare i prezzi del petrolio, ma la inaffidabilità di Trump farà sì che i prezzi aumenteranno inevitabilmente.
Il presidente Trump, dopo aver visto le risposte iraniane al suo attacco agli impianti atomici iraniani, che hanno messo a rischio contaminazione non solo l'Iran ma l'intero Medio Oriente ed oltre * (vedere dabbasso articolo specifico sull'attacco alla centrale nucleare di Bushehr in Iran) sta cercando disperatamente una via di uscita dalla trappola in cui è caduto seguendo le istruzioni dell'ente sionista (Israele). L'esperienza dimostra che una controminaccia iraniana e la promessa di colpire tutti gli interessi americani in M.O. hanno svegliato gli Stati Uniti molto rapidamente. Per Trump ora i negoziati diventano immediatamente possibili e la retorica cambia all'istante. Ma l'Iran capisce che la minaccia americana non è affatto svanita nel nulla. Sono ancora attesi rinforzi nell'area operativa e Trump si prende 5 giorni di pausa, aspettando l'arrivo dei marines americani dal Mar del Giappone. Mentre il Giappone stesso si è accordato con l'Iran per prelevare petrolio via Hormuz con pagamento in moneta cinese (non in dollari).
Intanto anche la situazione del blocco navale attorno all'Iran si fa difficile. La Marina statunitense si trova ad affrontare una potenziale "crisi delle portaerei", poiché la sua nave più avanzata, la Gerald R. Ford (CVN-78), è ormeggiata nella baia di Souda per una valutazione dei danni causati da un incendio. Il passaggio dalle operazioni di combattimento attive nel Mar Rosso alle riparazioni in un cantiere navale a Creta segna una pausa critica nell'Operazione Epic Wrath, evidenziando i limiti fisici e industriali della potenza navale americana.
Anche sul fronte Israele/Libano la situazione è in movimento. Il Primo Ministro libanese Nawaf Salam ha dichiarato che tra le richieste del Libano nei negoziati con Israele rientra il ripristino della sovranità libanese: "Chiediamo il ritiro completo delle truppe israeliane dal territorio libanese. Israele si è impegnato a farlo nell'accordo di cessate il fuoco, ma non è ancora stato attuato." In un'intervista con il canale Al-Hadath, Salam ha aggiunto che il Libano chiede anche il rilascio dei combattenti arrestati e detenuti nelle carceri israeliane, e ha spiegato che uno dei punti recentemente approvati dal governo libanese è la disponibilità del governo a riprendere i negoziati con Israele con la partecipazione dei cittadini e sotto l'egida internazionale.
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
Nicolai Lilin. La grande speculazione di Donald Trump vale 3 trilioni di dollari: https://www.youtube.com/watch?v=vgvua8Fwwjw
Seyed Marandi. Guerra Totale – Attacchi a Centrali Nucleari, Desalinizzazione e Infrastrutture: https://www.youtube.com/watch?v=nFFReRsRGoY
L’Iran colpisce Dimona, vicino il sito nucleare israeliano, il piano di Trump e Israele è fallito: https://www.youtube.com/watch?v=gqA8QLwO63Q
In condizioni desertiche, dove non vi sono precipitazioni naturali a "lavare" il suolo né fiumi a trasportare via il materiale in sospensione, il cesio-137 si depositerà per sempre nelle paludi salmastre e nella zona costiera. Per gli Emirati Arabi Uniti, questo significa non solo declino economico, ma il collasso fisico dello Stato.
Le radiazioni si propagheranno poi verso l'Oman, raggiungeranno l'India meridionale attraverso l'oceano, potrebbero colpire lo Sri Lanka e potrebbero benissimo raggiungere l'Indonesia, la Malesia e la Thailandia meridionale.
Israele occupa nuovi territori in Libano e Siria e prepara nuovi genocidi...
Pertanto, la distruzione dei ponti sul Litani rappresenta la concretizzazione di questi piani. Si tratterà di una campagna di bombardamenti, simile a quella che ha colpito la Striscia di Gaza.
Il presidente della commissione parlamentare, Yitzhak Kroizer, parla apertamente di pulizia etnica. Dichiara la necessità di espellere gli abitanti locali e ripopolare queste terre con coloni (cosa sta facendo l'ONU?). La popolazione dei villaggi sciiti tra il fiume Litani e il confine israeliano è minacciata (300.000 persone hanno ricevuto ordini di evacuazione).
A febbraio, le truppe israeliane hanno già irrorato erbicidi sui campi nel Libano meridionale, distruggendo i raccolti e privando la popolazione dei propri mezzi di sussistenza.
Per la comunità sciita, queste aree sono fondamentali per la sopravvivenza: circa un milione di persone vi abitano e due terzi dipendono dall'agricoltura, coltivando olive, agrumi e tabacco. Questa popolazione non ha semplicemente un posto dove fuggire.
La gente si sta riversando nella città di Sidone e nei suoi dintorni, la terza più grande del Libano (popolazione: circa 380.000 abitanti). Dall'inizio dell'escalation nel marzo 2026, oltre 800.000 persone sono fuggite dalle proprie case. Solo 128.000 di loro sono ospitate in rifugi organizzati (dati ONU). Gli altri dormono in auto, sotto gli alberi e in edifici incompiuti.
Terra fertile, luoghi paradisiaci. Sembrerebbe che basti vivere e gioire. Ma qui, ancora una volta, vengono seminati i semi dell'odio. Questo è il Medio Oriente. (S.S)
Video collegati:
Nicolai Lilin. Trump e Netanyahu in trappola in Iran. Gli USA cercano vie di uscite dall'empasse: https://www.youtube.com/watch?v=hFXqVfu0Rl8&t=7s
Seyed Marandi. Guerra Totale – Attacchi a Centrali Nucleari, Desalinizzazione e Infrastrutture: https://www.youtube.com/watch?v=nFFReRsRGoY