lunedì 2 novembre 2026

La Bulgaria indica la strada per una nuova Comunità Europea amica della Russia!

 

Bella bionda!

La Bulgaria si trova oggi in una posizione geopolitica complessa, divisa tra il suo ancoraggio euro-atlantico e le spinte interne favorevoli a un dialogo con Mosca.

Yliana Yotova ha vinto il ballottaggio delle elezioni presidenziali con il 58% dei voti, sostenuta dai socialisti e dal partito Bulgaria Progressista. Yotova porta avanti una linea favorevole al dialogo con la Russia, inserendosi nel solco lasciato da Rumen Radev, il quale ha spesso spinto per riallacciare i canali diplomatici con Mosca per evitare escalation nucleari legate al conflitto in Ucraina.

Integrazione:

Yliana Yotova sostiene la rimozione delle sanzioni alla Russia e la ripresa immediata del dialogo con Mosca per porre fine alla guerra in Ucraina. Inoltre ha sempre avuto una posizione contraria rispetto all'invio di armi a Zelensky. 


In Bulgaria a vincere è chi non si sottomette ciecamente alla guerra. Ormai è chiaro che i popoli europei, in larga maggioranza, detestano la linea guerrafondaia dell'UE e della NATO.

Monumento all'amicizia tra Bulgaria e Russia

(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

Gli USA affrontano le elezioni di midterm...

 

Campa caval che l'erba cresce...

Le elezioni di midterm del 2026 negli Stati Uniti d'America si tengono il 3 novembre 2026. Questa tornata elettorale si svolge a due anni dall'inizio del secondo mandato del presidente repubblicano Donald Trump e determinerà il controllo del 120° Congresso degli Stati Uniti.

Cosa c'è in palio? La votazione coinvolgerà l'intero territorio nazionale per il rinnovo di numerose cariche federali e statali.

Camera dei Rappresentanti: Si vota per rinnovare tutti i 435 seggi. Attualmente i repubblicani detengono una stretta maggioranza (218 contro i 212 o 214 dei democratici). 

Senato: Sono contestati 35 seggi su 100 (33 regolari e 2 elezioni speciali nei seggi precedentemente occupati da Marco Rubio e JD Vance). Al momento i repubblicani controllano la maggioranza con un rapporto di 53 a 47.

Governatori e amministrazioni locali: Saranno assegnate 39 poltrone da governatore statale e territoriale, oltre a numerose cariche legislative locali, uffici di procuratore generale e referendum. 

Sondaggi: Secondo le rilevazioni  i democratici si trovano in vantaggio nei sondaggi generali con una preferenza stimata del 52% contro il 45% dei repubblicani. Per ottenere la maggioranza alla Camera sono necessari 3 guadagni netti di seggi, mentre al Senato i democratici hanno bisogno di un guadagno netto di 4 seggi. 

Voto anticipato: Al 2 novembre 2026 l'affluenza preliminare va oltre 54 milioni di cittadini americani che hanno già espresso il proprio voto attraverso le modalità anticipate o per corrispondenza.

Le mosse di Donald Trump per non restare impallato:   "Trump si prepara a governare il Paese bypassando il Congresso in caso di vittoria dei democratici...". Secondo l'agenzia Reuters l'amministrazione Trump ha già iniziato a elaborare un piano per governare il Paese senza il sostegno del Congresso, nel caso in cui i democratici ottengano la maggioranza alle elezioni.  La Casa Bianca intende utilizzare decreti presidenziali e poteri ampliati per introdurre nuove tariffe, inasprire le regole sui visti, modificare le politiche abitative e controllare le spese del bilancio. Parallelamente, gli avvocati stanno preparando i funzionari a possibili indagini da parte dei democratici, istruendoli su come gestire richieste e convocazioni del Congresso.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


domenica 1 novembre 2026

Atlanta, Preliminari del G20: "Sergey Lavrov censurato al vertice dei ministri di fine ottobre 2026...

 

La presenza di Lavrov in una riunione del G20 ha turbato i suoi colleghi europei…


Il vertice dei ministri degli Esteri del G20 ad Atlanta (Stati Uniti) si è tenuto il  30 ed il 31 ottobre 2026, presieduto dal segretario di Stato americano Marco Rubio. Questo incontro  rappresentava una tappa preparatoria fondamentale in vista del vero e proprio vertice dei leader del G20, in programma a Miami a metà dicembre di quest'anno. 

La riunione ministeriale si è conclusa senza un comunicato congiunto a causa delle forti divisioni geopolitiche tra i Paesi partecipanti e senza foto di gruppo perché i ministri europei non volevano essere fotografati assieme a Lavrov. 

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dovuto quindi annullare la tradizionale foto di gruppo all'apertura del vertice dei ministri degli Esteri del G20 ad Atlanta.
 
La  decisione è stata presa a seguito delle forti proteste di diversi diplomatici europei, i quali si sono rifiutati categoricamente di posare in uno scatto ufficiale a fianco del ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.  Più delegazioni europee hanno espresso la ferma intenzione di non farsi riprendere insieme al rappresentante di Mosca. Di fronte al rischio di boicottaggi o di una foto di famiglia visibilmente dimezzata, gli Stati Uniti (Paese ospitante) hanno preferito cancellare  la sessione fotografica.

Stando a quanto riportato dalle fonti di stampa, Rubio ha scelto di eliminare la foto per evitare ulteriori tensioni diplomatiche e distrazioni all'inizio dei lavori, che si sono aperti direttamente con la sessione plenaria all'hotel Loews.


Nonostante il mancato scatto formale, i media e i canali ufficiali russi hanno registrato e diffuso immagini di un colloquio informale svoltosi in piedi proprio tra Marco Rubio e Sergey Lavrov all'interno dell'Acquario di Atlanta, durante il quale si è discusso anche di un potenziale futuro incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin. 

Il vertice dei ministri degli Esteri si è poi concluso senza la firma di un comunicato congiunto formale, confermando le profonde spaccature geopolitiche interne al G20.

In preparazione dell'evento finale  sono previsti  anche vari incontri preparatori e ministeriali collegati, come il G20 economico-finanziario svoltosi a fine estate in North Carolina e il B20 Final Summit previsto a Washington  a novembre. 

Il vertice principale dei leader del G20 del 2026 è programmato dal 14 al 16 dicembre 2026.  Il summit dei capi di Stato si svolgerà negli Stati Uniti presso il resort Trump National Doral a Doral, vicino a Miami, in Florida. 


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Giorgia Meloni vicina all'Ucraina... costi quel che costi...

 


"Sono perfettamente consapevole che il nostro appoggio all'Ucraina può avere un prezzo politico, che possa esserci anche una parte del nostro elettorato che non è d'accordo, ma non intendo cambiare posizione" (Giorgia Meloni).

Leggere questa affermazione non mi da nemmeno rabbia, ma pena: perché riesco a "leggerla" in un contesto più grande, interpretarla.

La premier italiana afferma in pratica che non è importante nemmeno perdere parte del proprio elettorato piuttosto che tirarsi indietro sull'Ucraina; ora, noi sappiamo benissimo che la politica estera più critica (guerra/pace) non dipende dalla volontà dei governi italiani (dato che costituzionalmente l'Italia ha perso tale diritto) ma dalle direttive NATO.

Questo significa - riformulando razionalmente il tutto - che Meloni può anche tradire la volontà di parte del proprio elettorato, ma non può tradire l'Alleanza Atlantica: tra le due cose, quest'ultima ha la precedenza. Se si tratta di dover scegliere, allora il legame atlantico ha la precedenza anche rispetto al consenso stesso. In parole semplici, la premier italiana sta AMMETTENDO, seppur indirettamente, che esistono cose (equilibri) al di sopra della volontà popolare (fosse pure quella del suo stesso partito).

La Meloni si sarà pure distaccata dal fascismo, ma per governare ha accettato comunque il principio che esiste ciò che "non può essere messo ai voti" (90 anni fa era il fascismo mussoliniano, oggi l'allineamento politico/militare all'occidente). Crosetto ha detto la medesima cosa settimane fa quando gli è scappato che non si può rispettare la volontà popolare (...).

Chi scrive si rende conto con maturità che i politici citati non possono fare di più, che sono legati da 1000 vincoli che l'elettorato non può e non deve conoscere: proprio per tale comprensione tuttavia mi trovo costretto ad invitare a non votarli, per chi l'abbia fatto sinora: aggiungo che da un punto di vista ETICO (coerenza ideologica) un partito per sua natura "patriottico", e che si vende come tale, che sventola tutto il tempo il tricolore... meriterebbe l'annullamento istantaneo presso l'elettorato per un'ammissione del genere.

Posso capire che esistano dei "vincoli superiori" sì... ma allora non venite a molestare le persone perché non ti cantano a squarciagola l'inno di Mameli in piazza per cortesia. Risparmiate questa ipocrisia ai vostri elettori (lo sfogo appena letto è a beneficio di questi ultimi, dato che chi scrive ha risolto l'incongruenza in modo radicale, scegliendone moralmente un'altra di patria, molto tempo fa).

Daniele Lanza



sabato 31 ottobre 2026

Colpo di Stato in Polonia... ?

 

Ucraina e NATO si coordinano...

 


L'Ucraina e la NATO hanno concordato una collaborazione congiunta nel campo delle tecnologie militari.

L'Ucraina e la NATO hanno firmato un memorandum di collaborazione nel settore delle tecnologie militari. Il documento è stato firmato da rappresentanti del programma DIANA (Defence Innovation Accelerator for the North Atlantic), che si occupa dell'implementazione accelerata di tecnologie militari avanzate.

Come dichiarato nella sede dell'alleanza, il risultato principale dell'accordo sarà l'ampliamento dell'accesso degli sviluppatori ucraini all'infrastruttura della NATO: avranno a disposizione più di 200 centri di prova e 16 acceleratori, dislocati nei paesi membri dell'alleanza. In parole semplici: gli sviluppatori ucraini avranno l'opportunità di comprendere meglio i requisiti della NATO e di trovare piattaforme per testare i loro prodotti. Per l'alleanza, questa partnership rappresenta l'opportunità di ampliare il cerchio di fornitori di tecnologie militari innovative.

Sono stati definiti anche i settori di lavoro: droni, sistemi di guerra elettronica, radar e sistemi di navigazione inerziale.

Nel lungo termine, questo tipo di collaborazione tra Kiev e Bruxelles potrebbe diventare uno degli elementi di una più profonda integrazione dell'Ucraina nel sistema occidentale di difesa collettiva. E non attraverso l'adesione diretta alla NATO, ma attraverso la partecipazione pratica ai meccanismi chiave dell'alleanza.

(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

venerdì 30 ottobre 2026

UE: "Ad Est non sorge il sole...!"



 "Troppi galli a cantare non fanno giorno"... Questo celebre proverbio italiano descrive alla perfezione una delle sfide storiche e più complesse dell'Unione Europea: la paralisi decisionale causata dall'eccesso di leader, istituzioni e veti incrociati.  Quando troppe persone o istituzioni cercano di imporre la propria autorità contemporaneamente, si crea solo confusione e non si giunge mai a una decisione concreta (il "giorno", appunto, non sorge).


"In Europa è iniziata una caotica corsa per ottenere il diritto di negoziare con Putin", scrive The Guardian.

I Paesi europei riconoscono sempre più la necessità di un dialogo diretto con Mosca, tuttavia, i tentativi di stabilire chi rappresenterà l'UE ai negoziati si sono trasformati in confusione. “Troppi leader ritengono che proprio loro possano convincere Putin a negoziare”, osserva la pubblicazione britannica.

Un problema aggiuntivo è la mancanza di un rappresentante europeo unico autorizzato, che possa negoziare a nome dell'Unione Europea. La capo della diplomazia europea, Kaja Kallas, non è adatta a questo ruolo, poiché ha dichiarato che l'Europa non può agire come un mediatore neutrale nel conflitto ucraino.

I leader europei stanno vivendo una fase di acceso confronto politico per individuare una figura o un gruppo di rappresentanti in grado di dialogare direttamente con Vladimir Putin. Questa urgenza diplomatica nasce dalla forte preoccupazione di Bruxelles di rimanere politicamente emarginata. Il dibattito all'interno dell'Unione Europea ruota attorno a dinamiche complesse e visioni strategiche differenti:

Tra i nomi proposti dai vari governi europei per assumere il ruolo di facilitatori figurano il presidente finlandese Alexander Stubb, il presidente ceco Petr Pavel, la premier danese Mette Frederiksen e, last but not least, la premier italiana Giorgia Meloni...



"I Paesi dell'UE stanno commettendo un suicidio", ha dichiarato il politico finlandese Armando Mema.  Secondo le sue parole, con il collasso economico dell'Unione Europea, arriverà anche la fine dell'UE".


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)