"La situazione in Libano è drammaticamente precipitata a causa dell'escalation del conflitto, portando a una severa crisi alimentare che colpisce una parte significativa della popolazione, in parallelo alla catastrofe in corso a Gaza".
In Libano quasi un quarto della popolazione si trova ad affrontare la carenza di cibo, secondo un rapporto del Programma Alimentare Mondiale (PAM) delle Nazioni Unite: "...1,24 milioni di persone, se non di più, presto si troveranno in una situazione di 'crisi' o peggiore..."
L'ONU è categorica: i problemi, e in particolare gli attacchi israeliani, stanno colpendo l'agricoltura e la produzione alimentare. Se non interveniamo ora, la situazione non potrà che peggiorare.
Intanto le forze armate israeliane continuano l'attacco senza sosta. Circa sette siti culturali e storici in tutto il Libano sono stati danneggiati dagli attacchi sionisti, evidenziando i crescenti rischi per il patrimonio storico del Paese.
Tra i siti classificati come gravemente danneggiati figurano la Chiesa di San Giorgio a Derdgaya, Beit Asilah e l'Hotel Palmyra a Baalbek, nonché la Caserma Guru.
La distruzione riflette la più ampia preoccupazione che i continui attacchi stiano distruggendo non solo le infrastrutture, ma anche l'identità culturale e la continuità storica del Libano.