lunedì 7 settembre 2026

AFD. Un'altra Germania bussa alla porta...

 


Rimbalza ai 4 angoli dell’etere la notizia che viene dal Lander di SASSONIA (Sassonia-Anhalt): per la prima volta nella storia della democrazia tedesca post-guerra mondiale, una singola formazione politica – lo AFD, ovvero “Alternativa per la Germania” – raccoglie alle consultazioni elettorali una percentuale di voto che equivale quasi a metà dei votanti: il fatto è che nella cultura politica della Germania contemporanea nemmeno la CDU (centro cristiano-democratico equivalente della Dc italiana) ha raccolto tale risultato, su scala nazionale, ad una generazione dalla riunificazione. Ma a pensarci – questo è ancor più eclatante – nemmeno il NSDP nazista ha mai raccolto tale proporzione di voti, persino alle ultime elezioni (svoltesi non in un clima ordinario) del 1933. Un grattacapo vero e proprio: proviamo ad esporre alcune considerazioni lucide al netto di panico ed isterie (...).

A monte di tutto, ripetiamo che di un’elezione regionale si parla e il Lander in questione è demograficamente piccolo: un paio di milioni di abitanti appena, come a dire il 2,5% della popolazione della Repubblica federale. Regione dell’ex Germania orientale, storicamente feudo di correnti antitetiche al liberalismo occidentale (vetero-comunisti ed ultraconservatori). Detto questo, è altrettanto vero che il consenso elettorale all’AFD – già molto consistente nella precedente consultazione (oltre il 20% ossia il secondo partito) – si è di fatto RADDOPPIATO diventando una specie di “balena” tra i partiti, il che non è del tutto ordinario.

Considerando il tutto, si può concludere che è assai improbabile che si replichi un risultato del genere su scala nazionale (impossibile dire), quanto d’altra parte si deve riconoscere che si è di fronte ad un segnale e di quelli importanti: un messaggio che l’intera società sta esprimendo traverso i canali della democrazia consultiva (perché a giudicare dai risultati raggiunti è un partito di massa che tocca i gangli nevralgici di ogni strato sociale: anche la fascia istruita della pop., usualmente orientata in senso progressista, ha concesso circa il 30% del proprio voto, stando alle rilevazioni più specifiche, elemento che amplia il punto interrogativo). Se proprio si vuole una valutazione, l’AFD probabilmente raggiungerà alle prossime consultazioni di livello NAZIONALE un qualcosa che sta nella forbice 30-35%, che significa grossomodo 1/3 dei suffragi di tutta la Germania. STOP.

Fatte salve le considerazioni “tecniche” di flusso elettorale esposte sopra, ce n’è una assai più rilevante che concerne il principio: mi riferisco al principio democratico e dico questo... a favore dell’AFD (mi spiego). In queste ore la notizia del risultato elettorale sassone si è propagata come un piccolo sisma lungo la rete e altri mezzi di informazione per mezzo di titoli sensazionalistici ed articoli di fuoco, finalizzati ad esasperare le perplessità già presenti nell’opinione pubblica tedesca: questo rende da subito DIFFICILE affrontare la questione da parte dell’opinionista il quale si ritrova intrappolato tra due muri di fuoco, in un campo di opinioni polarizzato alle stelle che non permette ri ragionare. Responsabile di questo il sistema medesimo (complici i media) che sembra non puntare ad un confronto responsabile bensì fomentare l’isteria collettiva, la divisione. Ecco, la verità – pensa chi scrive – è che l’elemento più eclatante di queste elezioni regionali in Sassonia Anhalt, al di là del risultato che vediamo sugli schermi, è la REAZIONE ad esso: una reazione ai limiti del senso di responsabilità che vede la parte “moderata” evocare ed invocare faglie di divisione da guerra civile. Scenari apocalittici, frasario estremo, esternazioni senza più logica se non quella del panico: in breve le forze che si dicono “democratiche” vistesi sconfitte sul campo (per la prima volta), hanno cessato di essere democratiche, riversando un mare di ostilità tale da intaccare l’ordine costituito. Un capovolgimento bizzarro: vediamo una forza considerata estremista conquistare LEGALMENTE il governo di una regione, mentre le parti democratiche reagire ai limiti del lecito (invocare in primo luogo la messa al bando di AFD come formazione non conforme alla costituzione tedesca).

Su quest’ultimo punto verte il cuore della riflessione (leggere con attenzione da questo punto in avanti*).

Si deve rimanere delusi della reazione della democrazia di fronte al successo di AFD: rispondere con cieca intolleranza nei confronti dell’avversario vincente mostra purtroppo i limiti del sistema democratico tedesco (la facciata insomma) il quale incapace di fornire risposte ai problemi che affliggono la propria società allora non riesce a fare altro che replicare con l’intolleranza con il non accettare il risultato delle urne. Signori (in ascolto tutti, prego) : quando un partito – considerato estremista – raccoglie da solo quasi la metà dei consensi come accaduto in Sassonia è un chiaro messaggio che le cose non vanno, che vi sono profondi problemi in seno alla società di riferimento (e non si può bollare tutto come istigazione di una minoranza estremistica quando i suffragi sono pari al 44%, piaccia o meno). Non è possibile infischiarsene di un messaggio così potente, chiudendo occhi e orecchie, strillando che “è estremista ! E’ fascista “ : no, in questi casi occorre farsi un esame di coscienza molto serio, partendo dalla RIDEFINIZIONE degli stessi termini che si utilizzano. Mi riferisco in primissimo luogo agli appellativi che in modo scontato vengono attribuiti ad AFD (come se fosse una premessa data per certa): lo si definisce “estremista”, lo si definisce “nazista”...ma chi ha deciso tali definizioni ?

Il sistema post-bellico/europeista 1945-2025 ?! Se è così è solo una prospettiva delle cose che si impone come verità: AFD è “nazista” da un punto vista europeista/arcobaleno (se per questo lo sono anche io allora) se fosse vero dovremmo quindi concludere che il 44% degli elettori di Sassonia è estremista e nazista ? (irresponsabile crederlo e comoda via di fuga per giustificare la sconfitta elettorale). La verità è che quando una formazione politica raggiunge tali risultati non è più una cricca di estremisti, ma rappresenta il nerbo della società che piaccia o meno......un nerbo della società che soffre che ha bisogno di una sponda cui aggrapparsi e se nessuno gliela concede, allora la trova in AFD (oppure altro). Cosa occorre veramente è un DIALOGO con questo elettorato, che costituisce da solo quasi la metà della società ed il rifiuto porterà a peggiorare sensibilmente la situazione: (mi rivolgo qui da questo punto in avanti a tutti i miei lettori e conoscenti di fede progressista e/o comunista) una reazione intollerante nei confronti delle ansie di questo elettorato può mettere in moto una dinamica di scontro che non farà altro che facilitare quello che voi chiamate “ultradestra”.

Oggi vi lamentate del 44% di Afd in Sassonia ? Un domani... vi ritrovate un 40% su scala NAZIONALE, andando avanti così, con la logica del rifiuto totale: se volete realmente limitare Afd e partiti simili, allora cercate di capire anche i valori “conservatori” per una volta, rispettateli (perché come vedete il loro elettorato potenziale è enorme): il corteo antifascista e gli insulti non servono e si rifletteranno in altri risultati elettorali come quello visto.

Daniele Lanza



...era l'8 settembre del 1943...

 

 

L’8 settembre, l’Italia dei lupercali, l’arte del mugugno e l’arte del fischio… Il dramma dell’Esercito Italiano scoppia alle 19.45 dell’8 settembre 1943, quando la radio divulga il messaggio del Maresciallo Badoglio in cui si annuncia che è stato firmato l’Armistizio a Cassibile.

Da ciò lo sbandamento di centinaia di migliaia di soldati e l’occupazione degli uffici istituzionali e delle caserme da parte delle truppe tedesche, che in verità già stazionavano sul suolo italico (in veste di Alleati).

Da quel momento iniziava il “tutti a casa”, che finì per molti con la prigionia ed il lavoro forzato e per altri con l’imboscamento e la guerra civile, mentre il Re firmatario si rifugiava al sud sotto la protezione degli ex nemici.

Forse l’Armistizio dell’8 settembre 1943 fu cosa buona, poiché gli Italiani non avevano mai voluto la guerra dichiarata da Mussolini, ma il modo in cui le cose vennero gestite, senza alcuna considerazione per i danni morali e materiali alla popolazione, lasciò una traccia indelebile nel nostro DNA politico.
Ecco da quel momento in Italia iniziò un processo quasi irreversibile di “non credibilità politica” che si manifesta anche nella politica nazionale ed internazionale di questi giorni.

“Il guaio dell’umanità è l’Amore senza Giustizia. L’amore dato senza giustizia. Giustizia vuol dire dare a ciascuno ciò che gli è dovuto. Il rispetto, la dedizione, la stima, l’amore, vanno dati non per fini estetici: perché è bello (corpo), perché ha i soldi (materia), perché è agiato ecc. ma per fini interiori (spirituali): perché è nobile, perché è stimabile, perché è rispettabile, ecc…” (Paolo Pennacchi)

“Da qualche tempo le discussioni su internet rendono verosimile un sospetto che ultimamente alligna nelle menti di alcuni analisti socio psicopatologici: le ondate di migranti islamici potrebbero essere provocate dalla scoperta che nove italiani su dieci assomigliano molto a tanti ayatollah, per cui i maomettani immaginano di potersi trovare benissimo in mezzo ad una popolazione di fanatici fideisti integralisti.” (Vincenzo Zamboni)

 “…la scarsa fiducia nella politica degli Italiani forse è cominciata con quell’8 settembre 1943? Io dico invece che quello che è accaduto da quel giorno era già nel nostro DNA e quindi i politici di allora, come ben si può vedere anche ai giorni nostri, fecero quello che fecero..." (Marco Bracci)

“In Discesa all’Ade e resurrezione: “Senza l’Essere l’ente non sussiste: infatti ne promana e ne fa parte. Ma l’essere non si restringe a spazio e tempo. Senza lo spazio non spaziale del luogo efficiente, suscitatore, dove si figura il punto, non nasce la geometria del mondo in divenire. Come designare questa fonte eterna? Le potenze generatrici «non avvennero mai, ma sono sempre: l’intelligenza le vede tutte insieme in un istante, la parola le percorre e le espone in successione» diceva l’osservatore platonico alla conclusione del mondo antico” (Elemire Zolla)

Dal passato il futuro…? Fischia che ti passa…


Paolo D'Arpini - Circolo Vegetariano VV.TT. 

Discorso  al Circolo VV.TT.  tra Paolo D'Arpini (a destra) Mariagrazia Pelaia (al centro) e Jim Koller (a sinistra)





Le considerazioni  di A.I.

L'8 settembre è un articolo o un intervento di riflessione scritto dal Circolo Vegetariano VV.TT. a firma di Paolo D'Arpini, in cui l'autore riflette sul significato storico e culturale della ricorrenza dell'8 settembre 1943 in Italia.
I punti principali della riflessione
  • La memoria storica: Un'analisi critica del trauma dell'armistizio e delle sue ripercussioni sulla coscienza collettiva nazionale.
  • L'identità e il carattere: Una riflessione ironica e amara sui comportamenti sociali italiani tradizionali di fronte alle crisi, definiti dall'autore attraverso espressioni popolari e metafore culturali come il "mugugno" e il "fischio".

domenica 6 settembre 2026

Trump adesso se la prende con il Canada...

 


"Trump spara su tutto quel che si muove, specie le sue ombre..." (J.E.)

Nei giorni scorsi, il primo ministro canadese Carney ha annunciato la sospensione delle trattative commerciali con gli Stati Uniti, accusando i negoziatori dell’amministrazione Trump di aver introdotto all’ultimo minuto condizioni «ingiuste, che mettono in discussione l’affidabilità di qualsiasi accordo». 

Ne è scaturita una vera e propria guerra tariffaria, con Washington che ha imposto dazi al 50% su circa 28 miliardi di dollari di merci canadesi con effetto immediato e Ottawa che ha risposto simmetricamente rivalendosi in misura variabile (con tariffe che vanno dal 15 al 50%) su 700 prodotti statunitensi, per un controvalore prossimo ai 20 miliardi di dollari. 

Il botta a risposta è stato accompagnato da dichiarazioni al vetriolo da parte del presidente Trump, che ha ribattezzato l’Ontario “Lake America” e proclamato il raddoppio dei dazi su automobili e acciaio canadesi con decorrenza all’1 gennaio 2027.

Carney, dal canto suo, ha fatto notare che «il Canada alimenta la crescita americana: fornisce il 99% delle importazioni di gas naturale, l’85% di quelle di elettricità e il 60% di quelle di petrolio greggio. Non credo che sia nel loro interesse uno stop alle forniture canadesi di petrolio e gas».

Giorni prima, di fronte alla crescita inarrestabile dei rendimenti sui titoli statunitensi a dieci, venti e trent’anni, il segretario al Tesoro Bessent aveva varato un’operazione di buyback del debito, consistente nel riacquisto di titoli a lunga scadenza.

L’iniziativa, finalizzata ad abbattere i rendimenti, si è tuttavia rivelata efficace soltanto in un’ottica di brevissimo periodo perché lascia rigorosamente irrisolti i problemi strutturali costituiti da debito, deficit e inflazione.

Di fronte al rapido “rimbalzo” dei rendimenti, Bessent ha dichiarato pubblicamente che il tetto di 4 miliardi di dollari per operazione fissato originariamente rappresentava in realtà un pavimento.

Secondo quanto rivelato in un secondo momento da due alti funzionari del Dipartimento del Tesoro a «Cnbc», Bessent potrebbe in caso di necessità impiegare fino a un trilione di dollari del Treasury General Account (Tga) per finanziare i piani di buyback annunciati.
Il programma di buyback fa seguito a un intervento emergenziale a sostegno dello yen giapponese varato dal Dipartimento del Tesoro, e anticipa di qualche giorno l’Operazione Economic Outcast, intesa a strangolare economicamente l’Iran.

Giacomo Gabellini












Video collegato: https://www.youtube.com/watch?v=5S5j0JMnCCY 

Il drone trovato a Lipsia... definito "russo". Per la Germania è casus belli!

 

Il minuscolo drone abbattuto con un calcio

"Le accuse da parte dell'Occidente nei confronti della Russia a causa del drone a Lipsia segnano l'inizio di una vera e propria guerra", ha dichiarato il capo del Ministero degli Esteri russo. Lavrov ha sottolineato che le accuse infondate rivolte a Mosca sono un segnale estremamente preoccupante.

"Hanno trovato un piccolo drone. Hanno detto che era un drone russo, nessuno si è preso la briga di indagare ed appurare la provenienza. In sostanza, questo viene dichiarato dalla Germania un "casus belli".  Per ritorsione hanno espulso il consolato generale da Bonn e hanno rotto le relazioni. Stanno chiudendo il centro russo a Berlino. Ricordo che, prima dell'inizio della Seconda Guerra Mondiale, i nazisti  chiusero anch'essi le loro missioni diplomatiche.", ha detto. "Non credo sia necessario spiegare a lungo. Vogliono di nuovo la guerra", ha aggiunto il ministro.

I retroscena, i sospetti ed i fatti:

Tra il 4 e il 14 agosto 2026, all'interno dell'aeroporto di Lipsia, sono stati scoperti in totale tre piccoli droni.
Il primo ordigno è stato intercettato il 4 agosto a terra, nei pressi delle piste. Secondo le ricostruzioni, un autista di autobus dello scalo che passava di là ha notato il piccolo velivolo che volava a bassissima quota e lo ha abbattuto con un calcio, permettendo alle autorità di scoprire che trasportava un detonatore.
L'obiettivo probabile  erano i cargo ucraini (Antonov) parcheggiati nello scalo, che viene regolarmente utilizzato anche dalla NATO per l'invio degli aiuti militari a Kiev. Uno dei piccoli droni si sarebbe persino schiantato contro uno di questi aerei, ma senza provocare alcun danno.

Le indagini condotte dalla procura di Dresda, supportate dai rilievi del DNA e dai tracciamenti dei servizi di sicurezza, hanno portato all'arresto di due sospettati: un cittadino russo e uno bielorusso. Il cittadino bielorusso sarebbe riuscito a entrare in Germania sfruttando un visto turistico per l'Italia rilasciato dall'ambasciata italiana a Minsk. I media tedeschi (tra cui il quotidiano Bild) hanno  subito puntato il dito contro una rete orchestrata dall'intelligence russa.

Secondo l'intelligence russa tutta la vicenda è alquanto goffa, puzza di fake-news, e  le accuse orchestrate dalla Germania ricordano le vicende  che precedettero e giustificarono  il proditorio attacco   del Terzo Reich all'Unione Sovietica.

(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)



La caccia al drone continua


Integrazione di Jure Eler:  Il cosiddetto "cittadino russo" con passaporto lettone individuato via DNA (pare sputacchiasse ovunque, pure nel suo barattolino del semtex, esplosivo NATO per definizione, vedi Italicus o Bologna o Capaci) non è russo, ma è un lettone (Paese UE e NATO) casomai di etnia russa, come un italiano sudtirolese è un italiano di lingua tedesca, o uno sloveno del carso triestino, come me con cittadinanza italiana (per disgrazia bellica e Yalta, qui eravamo per la Settima Federativa). Ed è probabile che come in Trentino e a Trieste, di neonazisti, russi o meno, non ne manchino neppure a Riga, anzi. E poi vorrei vedere, ai giorni d'oggi che viviamo, le autorità lettoni NATO a fornire un passaporto lettone ad un cittadino russo... se non con strane mansioni.. siamo alle comiche, tentate comiche (tipo Osama bin Laden a spasso a Langley con passaporto bosniaco rilasciato dall'ambasciata USA in Bahrein).
L'altro pollo sarebbe invece un bielorusso, quindi nemmeno questo russo, per definizione. Scomparso come dove non si sa. Nemmeno ha perso i documenti sul posto, il disgraziato, nemmeno una foto del nonno, un pelo di f.., niente, non si fa così... 
E ammesso che i due c'entrino qualcosa: lo dicono i tedeschi, senza presentare alcuna prova a sostegno, se non la foto di un giocattolino di plastica da 200 euro sfasciato a terra, due grammi di semtex e due minerva cascati di tasca, nessuna esplosione, nessun danno, grande operazione bellica, grande casus belli...
Fake news, balle, "Secondo l'intelligence russa"?.. bah, basta un minimo di cervello mi pare, per capire, non serve il KGB. Smontiamo e denunciamo i tromboni della propaganda UE-NATO, in primo luogo, invece di inseguire le loro tracce. 
Ciao Paolo, buon lavoro.  Jure Eler

Sionismo/Israele/ebrei... - Conoscere per poter partecipare...

 

https://www.liberecomunita.org/spiritualita/63-neturei-karta-ebraismo-ortodosso-antisionista.html


Nello scorso gennaio davano per imminente una legge che, equiparando sionismo/Israele/ebrei, avrebbe perseguito per reato di “antisemitismo” chiunque avesse rivolto critica politica o critica etica a sionismo e Israele, considerati tutt’uno con gli ebrei in quanto tali.


Questa sorta di sillogismo antistorico era il risultato:

a) della propaganda tesa a far dimenticare che Israele è uno Stato genocida e i suoi gerarchi ricercati per crimini di guerra e contro l’umanità;

b) di una diffusa assenza di cognizioni storiche sul sionismo, le origini e le mutazioni.

Da lunedì 7 a giovedì 10 settembre 2026, terrò -in quattro sintetiche puntate- una riflessione sul fenomeno ideologico politico detto sionismo.


Giorgio Stern







Per Info: stern.giorgio@gmail.com





sabato 5 settembre 2026

Ucraina. La vera democrazia si misura a palate (di merda)...

 

Quando in Ucraina succede qualcosa che non dovrebbe succedere, la risposta automatica dei media è trasformare la vicenda in un indicatore di ‟vera democrazia”. E così il NABU mette sotto accusa per corruzione il braccio destro di Zelensky, oltre a un bel po’ di altri pezzi grossi, e questa è una prova di vera democrazia; qualcuno stocca, e non per la prima volta, quintali di munizioni in mezzo ad abitazioni civili e l’esplosione provoca quasi quaranta morti, ma il presidente ha ammesso che è stato un errore e ha promesso provvedimenti e questa è una prova di vera democrazia, eccetera. Il presidente ha promesso provvedimenti (vedi foto) anche in occasione dell’ultima cosa che non sarebbe dovuta succedere, ma stavolta è un po’ difficile far passare come prova di vera democrazia il fatto che uomini del GUR (l’intelligence militare) e dell’SBU (il controspionaggio) si siano presi a fucilate nel centro di Kiev e da tre giorni stiano spalando sterco l’una sull’altra accusandosi delle peggiori nefandezze, la peggiore delle quali è ovviamente di collaborare con i russi.


La vicenda è ancora piuttosto confusa. Nelle sue linee essenziali, pare che intorno al 23 agosto Sergey Kaplunov, il vicecomandante dell’RDK, il corpo di volontari russi che ‟combatte”, diciamo così, nelle file ucraine e che è protetto dal GUR, sia sparito, sequestrato da sconosciuti. Gli sconosciuti in questione sono uomini dell’SBU che gli fanno confessare, immagino con metodi democratici, di essere in contatto con i servizi russi e di stare organizzando una serie di omicidi in Ucraina dietro compenso russo.

Nella notte tra l’1 e il 2 settembre gli uomini dell’SBU ‟riaccompagnano” Kaplunov a casa sua, per perquisire l’edificio, e si scontrano con il reparto ‟Timur” del GUR che vuole riprendersi il suo uomo. Ne nasce una sparatoria nel corso della quale tre uomini del GUR restano feriti, però riescono a recuperare Kaplunov che, ovviamente, dichiara di essere stato torturato per costringerlo ad ammettere legami inesistenti con i servizi russi. Da allora i due rami dell’intelligence ucraina hanno interrotto la cooperazione e hanno iniziato ad accusarsi a vicenda delle peggio cose, Zelensky ha licenziato vari dirigenti dell’SBU e Budanov pretende indagini ‟imparziali” (ricordiamo che Budanov è stato a capo del GUR dal 2020 all’inizio del 2026 finché non è stato messo a capo dell’ufficio presidenziale, ma qualcuno dice, e non senza ragioni, che il GUR continua ad essere cosa sua). La cosa che non è chiara, ad ogni modo, è il motivo reale dello scontro, oltre che la posizione di Kaplunov e dell’RDK, e qui ognuno dice la sua, in certi casi anche con parecchia fantasia. Per non farci mancare niente, intorno alle 15.30 ora locale un drone ha colpito la sede dell'SBU facendo un bel po' di danni. Un tempismo, come dire, sospetto.
Ad ogni modo non ce ne importa niente, noi siamo qui solo per i meme che stanno fiorendo come i ciliegi a fine marzo.

Francesco Dall'Aglio














Articolo collegato:

Ucraina Vs Ucraina. La guerra che non avrebbe dovuto esserci ed invece c'è... - "Kiev, guerra tra servizi: SBU e GUR si sparano in strada.Una sparatoria nel cuore della capitale, uomini dell’intelligence contro uomini dell’intelligence, il caso oscuro di un comandante dell’RDK e un sospetto ancora più pesante...” - Continua: https://paolodarpini.blogspot.com/2026/09/ucraina-vs-ucraina-la-guerra-che-non.html


Commenti a latere:


"Ho chiesto in giro se le ragioni degli scontri potessero essere trovate nel classico "follow the money":
Sì, “follow the money” è quasi sempre la chiave di lettura più solida in queste storie di servizi che si sparano tra loro. E in questo caso le tracce pubbliche puntano in una direzione piuttosto precisa.
La versione più concreta e ripetuta (Strana, ripresa da vari canali e anche da testate italiane) è che dietro lo scontro Kaplunov/RDK non ci sia solo la rivalità istituzionale Budanov–Poklad, ma una lotta per la *kryša* – la protezione – dei call center fraudolenti.
Quei centri, secondo stime di GI-TOC e di inchieste ucraine recenti, generano cifre enormi (fino a un miliardo di dollari al mese a livello di intero settore). Operano in modo semi-aperto, pagano “coperture” mensili a pezzi di apparato (10-15 mila dollari a ufficio secondo alcune testimonianze), e da anni sono terreno di contesa tra diversi rami delle forze dell’ordine e dei servizi. L’SBU e la polizia hanno appena fatto una retata enorme (94 centri chiusi a metà agosto, migliaia di postazioni, milioni in contanti e auto di lusso sequestrati). Quando qualcuno inizia a toccare seriamente quei flussi, le tensioni esplodono.
Kaplunov e l’unità Timur del GUR sono stati accusati (dall’SBU) di legami con l’FSB e di omicidi a pagamento. Loro ribattono che era un tentativo di costruire un dossier per colpire Budanov e i suoi. Entrambe le versioni possono essere vere contemporaneamente: si costruisce un’accusa di tradimento proprio per eliminare un rivale che controlla o protegge pezzi di quel business grigio.
Aggiungi il contesto più ampio: Budanov, da quando è passato all’Ufficio presidenziale, è finito in registrazioni legate a riciclaggio e controllo di flussi bancari (caso Midas / Sense Bank). Poklad, dal lato SBU, sta facendo pulizie di personale e stringe alleanze con il nuovo capo del GUR (Ivashchenko), che a sua volta sta smontando l’influenza residua di Budanov all’interno dell’intelligence militare.
Soldi + potere + dossier reciproci. Classico.
Non abbiamo ancora documenti o confische che dimostrino *direttamente* che Kaplunov o il Timur gestissero call center. Ma quando due servizi di intelligence arrivano a spararsi in pieno centro di Kiev, e le uniche spiegazioni ufficiali sono “attentato FSB” contro “sequestro illegale per screditare”, il “follow the money” resta l’ipotesi più parsimoniosa. Le guerre di servizio pure raramente restano pure.
Se emergono nuovi pezzi (sequestri, nomi di intermediari, conti), si vedrà quanto era preciso il sospetto. Per ora, la pista dei call center è quella che tiene meglio insieme i pezzi pubblici". (A.R.)

"Su tutto il mainstream, Manifesto compreso, non solo non si accenna minimamente allo scontro tra le intelligence ucraine, ma, come di routine, si afferma che la sede SBU è stata colpita da un drone russo.  E vabbè..." (C.S.)


Video collegato: 

LA GUERRA TRA I SERVIZI SEGRETI UCRAINI:  https://www.youtube.com/watch?v=66VfrDrkP8Y

Commenti al video: "Gli ucraini non ebrei si son accorti che c'è la guerra contro di loro da parte degli ebrei sionisti per poi fare uno Stato sionista di quel che resta dell'Ucraina".

"Questo è l' inizio di una guerra civile"

"Alla fine di tutte le idiozie che ci propinano vale la regola del nostro Giudice Falcone: segui la pista dei soldi. È evidente che il popolo ucraino può essere sacrificato, come del resto anche i popoli europei, per gli introiti affaristici di pochi criminali"

"Quando i soldi incominciano ad essere pochi si amazzeranno come cani"