lunedì 26 ottobre 2026
Serbia post elettorale... "Ride ben chi ride ultimo!"
Francia. Force de frappe... allargata ai Paesi Europei...
Sinora diversi Paesi europei hanno detto sì alla force de frappe di Macron. Tra questi, il Regno Unito, la Germania, la Polonia e altri Paesi del Nord Europa. Tuttavia, i Paesi Baltici, tra i più scatenati russofobi nella UE, non hanno aderito all'iniziativa, mentre l'Italia ha rifiutato di partecipare per non offendere l'occupante yankee, che ha dislocato sul territorio della Penisola numerose basi e truppe e depositi di bombe atomiche.
L'iniziativa francese tradotta in soldoni:
La Francia ha avviato ufficialmente una strategia per estendere la propria influenza militare e deterrenza nucleare in Europa, definita dal Presidente Emmanuel Macron come "deterrenza avanzata" o "diffusa". L'iniziativa di estendere il cappello nucleare francese sull'Europa, annunciata nei primi mesi del 2026 e consolidata attraverso i primi colloqui ufficiali con i partner europei, punta a rispondere all'instabilità globale e alla percepita minore affidabilità dell'ombrello protettivo degli Stati Uniti.
Ecco i punti chiave del piano geopolitico e militare francese:
Ampliamento dell'arsenale: La Francia ha deciso di superare lo storico tetto di circa 290-300 testate nucleari, avviando un incremento della propria produzione bellica per adattarsi al mutato contesto di sicurezza internazionale.
Dislocazione e basi: Il piano prevede che i caccia delle Forze aeree strategiche francesi (FAS), equipaggiati con missili a testata nucleare, possano essere ospitati e rischierati in profondità all'interno di basi militari situate nei territori dei Paesi alleati.
Diverse nazioni europee hanno manifestato un interesse concreto o hanno già avviato i colloqui formali per aderire a questa nuova architettura di difesa/offesa, tra cui: Regno Unito, Germania, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Grecia, Svezia, Danimarca...
L'adesione non comporta nessuna cessione di sovranità, nonostante la cooperazione includa esercitazioni congiunte, lo sviluppo di capacità ausiliarie e la condivisione di informazioni. La Francia manterrà l'esclusivo controllo finale e il potere decisionale d'impiego sulle proprie testate nucleari. La discrezionalità d'uso resta saldamente nelle mani del Presidente della Repubblica francese, chiunque egli sia...
Ed ora si vota in Israele...
- Il blocco di governo, guidato dal partito Likud di Netanyahu, sostenuto dai partiti ultraortodossi (come Shas e United Torah Judaism) e dalle formazioni dell'estrema destra nazionalista (Otzma Yehudit e il Religious Zionist Party).
- L'opposizione, una coalizione variegata che punta a un cambio di leadership. La principale novità e sfidante diretto di questa tornata è l'ex capo di Stato maggiore Gadi Eisenkot, affiancato da altre figure dell'opposizione centrista, democratica e dai partiti arabo-israeliani.
- Testa a testa: Secondo un'analisi pubblicata da Il Messaggero in data 26 ottobre 2026, si profila un serrato testa a testa tra la coalizione di Netanyahu e lo schieramento guidato da Eisenkot.
- Frammentazione e ingovernabilità: Come riportato da RaiNews il 25 ottobre 2026, vi sono oltre 30 partiti in lizza (tra i 33 e i 37 registrati). I sondaggi indicano che nessuno dei due blocchi principali potrebbe raggiungere agevolmente la maggioranza assoluta di 61 seggi, sollevando lo spettro di un nuovo stallo istituzionale.
- Collegio unico: L'intero Paese costituisce un unico collegio elettorale su base nazionale.
- Soglia di sbarramento: I partiti devono superare la soglia del 3,25% dei voti validi per poter accedere alla ripartizione dei seggi alla Knesset.
- Nomina del Premier: Dopo il voto e la proclamazione degli eletti, il Presidente dello Stato assegnerà l'incarico di formare il governo al candidato che riterrà avere le maggiori probabilità di raccogliere una maggioranza parlamentare.
domenica 25 ottobre 2026
Paesi Bassi (anzi bassissimi) - Sport o discriminazione...? - il caso di Angelina Melnikova e le altre russe...
Angelina Melnikova, Viktoria Listunova e Anna Kalmykova sono le tre ginnaste di punta della nazionale russa al centro di un acceso caso geopolitico e sportivo ai Campionati Mondiali di ginnastica artistica 2026 di Rotterdam. Il governo dei Paesi Bassi ha infatti negato il visto d'ingresso alle tre atlete, impedendo loro di partecipare alla rassegna iridata. La decisione ha sollevato enormi polemiche poiché i Mondiali di Rotterdam costituiscono la prima tappa fondamentale per la qualificazione ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.
"La ministra della Difesa olandese ha dichiarato che la Russia è il nemico. Il premier Rob Jetten conferma. E spiega che bisogna anche far comprendere ai cittadini perché sia necessario spendere miliardi in più per la difesa.
Insomma, prima si presenta il nemico. Poi si presenta il conto.
Ma il capolavoro arriva con i Mondiali di ginnastica di Rotterdam.
Tre atlete russe, tra cui la campionessa mondiale Angelina Melnikova, si vedono negare il visto. Una straordinaria innovazione dello sport europeo!
Una volta, per battere una campionessa, bisognava essere più bravi di lei. Oggi può bastare impedirle di partecipare. Come può un Paese ospitare competizioni internazionali garantendo parità di trattamento quando decide chi può entrare e chi no?
La domanda merita una risposta. Perché se persino una ginnasta diventa un problema geopolitico, forse abbiamo smarrito qualcosa di più importante di una medaglia.
E mentre i governi parlano di valori, sono ancora gli atleti a pagare il prezzo delle decisioni politiche."
Maria Zakharova
sabato 24 ottobre 2026
USA e Israele: "Finché c'è guerra c'è speranza"...
L'autunno del 2026 segna un momento di straordinaria importanza geopolitica, con scadenze elettorali cruciali sia in Medio Oriente sia oltreoceano. Le elezioni politiche in Israele si terranno martedì 27 ottobre 2026, seguite a pochissimi giorni di distanza dalle elezioni di midterm negli Stati Uniti, fissate per il 3 novembre 2026.
Ma Donald Trump "se ne frega!" ed annuncia la sua prossima avventura bellica: "Quando avremo finito con l'Iran le nostre magnifiche navi da guerra passeranno vicino a Cuba. Ne fermeremo una a circa 50 metri dalla costa. Cuba si arrenderà, e invieremo Marco Rubio per negoziare un accordo", ha dichiarato il tycoon...
Intanto Stati Uniti e Israele stanno elaborando piani per nuovi attacchi risolutivi contro l'Iran. L'ambasciatore americano in Turchia, Tom Barrack, ha dichiarato ai giornalisti che nuovi attacchi all'Iran inizieranno quanto prima. I diplomatici americani vengono evacuati dall'Arabia Saudita. Nel frattempo, truppe e aerei vengono trasferiti dagli Stati Uniti verso il Medio Oriente.
Contemporaneamente, funzionari iraniani hanno comunicato a Reuters che, in caso di ripresa delle ostilità, le forze speciali danneggerebbero i cavi sottomarini nel Golfo Persico. Parallelamente, continuerebbero gli attacchi ai centri di elaborazione dati in Paesi ostili, situati all'interno della portata dei droni e dei missili iraniani. Poiché il Golfo Persico si trova in un punto di snodo di molte linee di comunicazione internet, ciò avrebbe ripercussioni sulla rete a livello mondiale.
Il ministro degli Esteri della Turchia, Hakan Fidan, ha avvertito che "un nuovo attacco contro l'Iran porterebbe a una ulteriore escalation della guerra in tutta la regione. Un intervento militare in Iran non è assolutamente una soluzione. Al momento, nessuno lo sostiene", ha dichiarato Hacan Fidan ai giornalisti dopo l'incontro R4+E3, che si è tenuto per la prima volta in questo formato a Istanbul.
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
venerdì 23 ottobre 2026
Il prossimo vertice trilaterale a Shenzhen sarà una "nuova Yalta"...?
La Cina potrebbe avere voce in capitolo nella decisione del futuro dell'Ucraina durante i colloqui tra Trump, Putin e Xi Jinping, secondo quanto riporta The Telegraph.
Il prossimo vertice trilaterale a Shenzhen è già stato definito in Russia come una "nuova Yalta", richiamando la conferenza del 1945, durante la quale le grandi potenze concordarono l'assetto del mondo post-bellico.
Per Pechino, la partecipazione alla discussione sul futuro dell'Ucraina rappresenta un'opportunità per consolidare lo status di superpotenza mondiale e dimostrare influenza diplomatica con un minimo di impegni.
Questo formato suscita preoccupazioni a Kiev e tra gli alleati europei, poiché crea il rischio di accordi tra le grandi potenze alle loro spalle.Il trilaterale verrebbe organizzato a margine del summit ufficiale della Cooperazione Economica Asia-Pacifico (APEC) che si svolgerà proprio a Shenzhen. Secondo quanto riferito dal consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, nessuna delle tre potenze (Pechino, Washington o Mosca) ha respinto l'iniziativa. Donald Trump si è detto disponibile al confronto, mentre Xi Jinping sta valutando l'opportunità strategica dell'evento.
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
giovedì 22 ottobre 2026
“La guerra in Ucraina si avvia alla sua conclusione”...?
La presidenza della Federazione Russa ha espresso questo orientamento a seguito di un cruciale e lungo colloquio tra il presidente russo Vladimir Putin e l'inviato speciale statunitense Steven Witkoff. Quest'ultimo era reduce da un precedente incontro a Oslo con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Pur affermando che il conflitto si sta avviando verso la fine, Ushakov ha precisato di non poter quantificare l'esatta vicinanza del traguardo, sottolineando tuttavia che "le cose stanno andando in quella direzione".
Le trattative stanno subendo una accelerazione a causa del pressing diplomatico degli Stati Uniti, volto a raggiungere una risoluzione negoziale del conflitto.
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
Integrazioni:
Daniele Lanza














