Angelina Melnikova, Viktoria Listunova e Anna Kalmykova sono le tre ginnaste di punta della nazionale russa al centro di un acceso caso geopolitico e sportivo ai Campionati Mondiali di ginnastica artistica 2026 di Rotterdam. Il governo dei Paesi Bassi ha infatti negato il visto d'ingresso alle tre atlete, impedendo loro di partecipare alla rassegna iridata. La decisione ha sollevato enormi polemiche poiché i Mondiali di Rotterdam costituiscono la prima tappa fondamentale per la qualificazione ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.
"La ministra della Difesa olandese ha dichiarato che la Russia è il nemico. Il premier Rob Jetten conferma. E spiega che bisogna anche far comprendere ai cittadini perché sia necessario spendere miliardi in più per la difesa.
Insomma, prima si presenta il nemico. Poi si presenta il conto.
Ma il capolavoro arriva con i Mondiali di ginnastica di Rotterdam.
Tre atlete russe, tra cui la campionessa mondiale Angelina Melnikova, si vedono negare il visto. Una straordinaria innovazione dello sport europeo!
Una volta, per battere una campionessa, bisognava essere più bravi di lei. Oggi può bastare impedirle di partecipare. Come può un Paese ospitare competizioni internazionali garantendo parità di trattamento quando decide chi può entrare e chi no?
La domanda merita una risposta. Perché se persino una ginnasta diventa un problema geopolitico, forse abbiamo smarrito qualcosa di più importante di una medaglia.
E mentre i governi parlano di valori, sono ancora gli atleti a pagare il prezzo delle decisioni politiche."
Maria Zakharova





Il prossimo vertice trilaterale a Shenzhen è già stato definito in Russia come una "nuova Yalta", richiamando la conferenza del 1945, durante la quale le grandi potenze concordarono l'assetto del mondo post-bellico.








