sabato 22 gennaio 2011

Federalismo fiscale... con buona pace dell'ortolano


Qualcuno si sarà chiesto come mai il vaticano ha tardato così tanto a prendere posizione nei confronti delle malefatte sessuali berlusconiche. Ed ora che
finalmente il cardinal Bertone si è risolto a dire due parole... lo ha fatto
coprendosi dietro Napolitano e non nominando il “peccatore”.

Beh, riflettendo sull'evidente cinismo del non vedo non sento non parlo
d'oltretevere mi balenano due sospetti o ipotesi.
La prima è che il Cavaliere utilizza lo IOR per i suoi depositi segreti e
quindi è di famiglia (vaticana);
la seconda è che le leggi varate dal Berlusconi sempre tengono conto degli
“interessi” della famiglia (vaticana).

Ultimo esempio? Ecco cosa ha scoperto l'amico Roberto Falvella di
Econews: Alberghi vaticani esentasse. Un generoso e gradito regalo del governo
Berlusconi alla Chiesa Cattolica …….. ovviamente a spese dei Contribuenti.

Infatti è questa la clamorosa novità nel Decreto IMU (Imposta Municipale
Unica, federalismo fiscale,): la Chiesa Cattolica non pagherà le tasse
(esattamente come per l’Ici del 1992, contro cui pende ancora un
procedimento dell’Unione Europea).

È ovvia la conseguenza: tutto il peso fiscale di questo regalo cadrà sui
Cittadini Contribuenti.

Con buona pace dell'ortolano (quello del cetriolo...)

Paolo D'Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica
spirito.laico@libero.it

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Altri articoli sul vaticano:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=vaticano

Etichetta d'origine, ecco la legge... Ma l'Europa potrebbe bocciarla



Approvata dalla Commissione Agricoltura della Camera la legge che prevede l'indicazione della provenienza dei prodotti alimentari. Il rischio, però, è che Bruxelles blocchi l'iniziativa italiana considerandola in aperto contrasto con le norme comunitarie di MONICA RUBINO

Niente più pubblicità con le immagini della Sicilia per il succo d'arancia se la materia prima arriva dal Brasile o con il Golfo di Napoli se le mozzarelle arrivano dalla Germania. Invocata in occasione del recente scandalo del maiale alla diossina 1, l'etichetta che indica l'origine di tutti i cibi adesso è legge. La Commissione Agricoltura della Camera, infatti, ha approvato definitivamente all'unanimità in sede legislativa le "Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari", a conclusione di una battaglia durata oltre dieci anni condotta dalla maggior parte delle confederazioni agricole, Coldiretti in testa. Che oggi festeggia l'approvazione della legge con la preparazione di una salsiccia lunga 100 metri in piazza Montecitorio da offrire a rappresentanti istituzionali e parlamentari di maggioranza e opposizione.

Il rischio, però, è che l'Europa bocci l'iniziativa italiana, in contrasto con la "direttiva etichettatura 2000/13/CE che prevede l'indicazione dell'origine solo a titolo volontario per la generalità dei prodotti, mentre per altri - tra cui orto-frutta, carni bovine e di pollo, uova, miele, prodotti ittici freschi (qui la lista completa 2) - tale indicazione è già obbligatoria. "Potrebbe ripetersi - spiega Dario Dongo, responsabile politiche regolative di Federalimentare ed esperto del blog IlFattoAlimentare.it - un vecchio copione già messo in scena con la legge 204/2004, quando il legislatore italiano provò a introdurre l'obbligo di citare l'origine delle materie prime sulle etichette di tutti i prodotti alimentari. Già in quel caso la Commissione europea, rilevata l'incompatibilità della norma con quella comunitaria, diffidò l'Italia dall'applicarla".

Stesso timore sollevato da Paolo De Castro, europarlamentare del Pd e presidente della commissione Agricoltura al Parlamento europeo, che porta a sostegno dell'armonizzazione della normativa comunitaria un esempio attuale e molto significativo . "L'approvazione della legge sull'etichetta di origine obbligatoria per i prodotti alimentari è certamente un fatto positivo - premette De Castro -, ma ora bisogna impegnarsi in Europa. Per capire di cosa parliamo basta porsi una domanda. Prendiamo l'esempio della diossina: con questa legge l'Italia potrebbe bloccare la carne tedesca e obbligare i produttori a mettere l'etichetta made in Germany? La risposta è no, perché ci vuole una legge europea. Il governo adesso lavori perché il Consiglio Salute dia il suo ok alla norma approvata dall'europarlamento su proposta della commissione Agricoltura, in tutto e per tutto analoga alla legge passata oggi in Italia".

Cosa dice la nuova legge. L'articolo centrale della legge è il 4. La norma prevede che, per prevenire le frodi alimentari e per assicurare ai consumatori una completa e corretta informazione sulle caratteristiche dei prodotti commercializzati trasformati e non, è obbligatorio riportare nell'etichettatura l'indicazione del luogo di origine o di provenienza, e dell'eventuale utilizzo di ingredienti in cui siano presenti organismi geneticamente modificati in qualunque fase della catena alimentare.

Per i prodotti non trasformati il luogo d'origine riguarda il paese di produzione. Per quelli trasformati dovranno essere indicati il luogo dove è avvenuta l'ultima trasformazione sostanziale e il luogo di coltivazione o allevamento della materia prima agricola prevalente utilizzata. Entro sessanta giorni dall’approvazione della legge dovranno essere emanati decreti interministeriali da parte del ministero dello Sviluppo economico e di quello delle Politiche Agricole per definire le disposizioni relative alla tracciabilità dei prodotti agricoli di origine o di provenienza del territorio nazionale. Con gli stessi decreti saranno definiti, relativamente a ciascuna filiera, i prodotti alimentari soggetti all’obbligo dell’indicazione nonché il requisito della prevalenza della materia prima agricola utilizzata nella preparazione o produzione dei prodotti. Infine, chi immette in commercio prodotti privi dell’indicazione d’origine rischia una sanzione fino a 9.500 euro. All'articolo 2 si introduce anche il divieto di inserire il nome di formaggi Dop nell’etichetta delle miscele. Il nome potrà comparire solo tra gli ingredienti e a patto che la presenza di formaggio Dop non sia inferiore al 20 per cento della miscela. La legge contiene anche altri provvedimenti che vanno dalla promozione di contratti di filiera e di distretto a livello nazionale all’istituzione di un Sistema di qualità nazionale di produzione integrata, fino all'introduzione dell’obbligo per gli allevatori di bufala di rilevare il latte prodotto giornalmente per assicurare la piena trasparenza ai consumatori.

Autarchia alimentare? All'articolo 5 la legge sottolinea anche che le informazioni relative al luogo di origine o di provenienza delle materie prime sono necessarie al fine di non indurre in errore il consumatore medio e l’omissione di tali indicazioni costituisce pratica commerciale ingannevole. "In questo modo - assicura Coldiretti - si assicura lo stop alle pratiche commerciali sleali nella presentazione degli alimenti per quanto riguarda la reale origine geografica degli ingredienti utilizzati. Niente più pubblicità del succo di arancia con le immagini della Sicilia se viene utilizzato quello proveniente dal Brasile o delle mozzarelle con le immagini del Golfo di Napoli se provengono dalla Germania, come è successo per quella diventata blu". Ma l'autarchia alimentare, oggi, è possibile? "Vincolare il concetto di made in Italy all'origine autoctona delle materie prime è piuttosto limitativo oltre che irreale - spiega ancora Dongo -. Prendiamo il caffè: l'Espresso italiano è rinomato nel mondo grazie a un'eccellente industria di torrefazione. Eppure in Italia non esiste traccia di coltivazioni di caffè. Oppure la pasta: da diversi secoli i pastai italiani hanno imparato a mescolare grandi duri di diversa origine. A Gragnano, una delle patrie storiche della pasta, si possono ammirare le stampe del '700 che raffigurano navi cariche di grano della Crimea (ora Ucraina) sbarcare nel porto di Napoli per rifornire i produttori campani. E allora, vogliamo per questo dubitare della tradizione italiana della pasta di Gragnano?".

Cosa succede in Europa. Intanto, il 22 ottobre scorso i rappresentanti dei governi dei 27 Stati membri Ue hanno trovato un accordo circa l'indicazione d'origine in etichetta dei prodotti alimentari. Il compromesso ha stabilito che:

-è obbligatorio indicare in etichetta il paese d’origine o il luogo di provenienza se la mancanza di questa indicazione possa confondere il consumatore circa l’effettiva provenienza dell’alimento;

- si introduce l'obbligo di indicare l'origine delle carni suine e ovine (affidando alla Commissione europea il compito di definire le modalità di tali comunicazioni nei 2 anni successivi all'entrata in vigore del regolamento);

- quando si indica il paese di origine o luogo di provenienza di un alimento, e questo non coincide con quello dell’ingrediente primario, è obbligatorio dichiarare che l’ingrediente primario ha un’origine diversa da quella dell’alimento. Questo obbligo vale nei casi di una materia prima generalmente non coltivata nel paese di origine o di trasformazione dell’alimento. Per esempio, non sarà obbligatorio indicare l’origine del cacao, né precisare che la sua provenienza è diversa da quella della barretta di cioccolato italiana perché prodotta in Italia;

- entro 5 anni, la Commissione dovrà presentare al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'opportunità di estendere l'indicazione obbligatoria d'origine alle etichette di altri alimenti (latte, prodotti alimentari non trasformati, prodotti mono-ingrediente) e ad alcuni ingredienti dei prodotti alimentari. In particolare si valuteranno i pro e i contro dell'obbligo di indicare le origini del latte utilizzato nei prodotti lattiero-caseari, della carne usata nella preparazione di altri cibi (es. pasta ripiena) e in generale degli ingredienti che rappresentino più del 50 per cento dell’alimento (es. farina nel pane).

La Commissione dovrebbe perciò stimare, caso per caso, se l'indicazione dell’origine è possibile, quanto costa agli operatori della filiera e quali vantaggi potrebbe comportare. L’accordo degli Stati membri andrà ora al Parlamento europeo che, nei prossimi mesi, tornerà a esaminare il progetto di regolamento “informazione al consumatore”, in seconda lettura. Vedremo tra l'Italia e l'Europa chi la spunterà.

(Fonte: Notiziario Sanitario Emilia Romagna)

venerdì 21 gennaio 2011

Nord Africa e la ribellione che cova.. Il mondo islamico si prepara alla riscossa, mentre Erdogan (il "nuovo Ataturk") attua la strategia dell'acqua!


"Erdogan ha capito che l'acqua vale più del petrolio..." (Saul Arpino)

.....(...)... La sensazione che si trae da una analisi anche superficiale della situazione in Nord Africa è che siamo alla vigilia di una grande rivoluzione di cui è ancora difficile intravvedere forme e calendario. Sappiamo solo che l’innesco è stato dato in Tunisia da Ben Alì e consorte, mentre l’esplosivo è stato portato a pressione, dall’avidità congiunta delle lobby dell’agroindustria americana e delle classi dirigenti corrotte , scelte e protette dall’occidente.
Questi momenti ribellistici non sarebbero diversi dalle periodiche rivolte contro l’impero britannico nell ’800 se non ci fossero due fatti nuovi: uno politico a nome Ben Laden (nell’800 c’era il Mahdi che però durò e costò poco) e uno geostrategico a nome Turchia di Erdogan.

Turchia, Tunisia e Pakistan erano considerati tra i più fedeli e laicizzati alleati dell’occidente. Il Pakistan dispone già dell’armamento nucleare e la Turchia ( snobbata da qualche intelligentone della U.E.) ha un esercito di due milioni di uomini alle porte dell’Europa.

La Turchia, che da quindici anni ha tassi di sviluppo del 6-7% ha elaborato una strategia semplice come tutte le strategie.

Ha iniziato ad agglomerare attorno a se i paesi turcofoni ( Turkmenistan, Kirghisistan, ecc)che hanno fornito un mercato alle sue merci, quasi invendibili altrove, ed ha trovato convenienti forme di solidarietà politica con un altro paria della comunità occidentale, l’Iran.

Con l’impostazione di questo mini blocco, storicamente non sprovvisto di ambizioni egemoniche, la Turchia ha elaborato la strategia dell’acqua, che è “a monte” di quella del petrolio.

Senza petrolio si crolla dopo un periodo di tempo variante dai 30 ai 60 giorni – a seconda delle scorte - mentre senza acqua il periodo di resistenza si accorcia a due/tre gioni. E’ l’arma assoluta ed ha anche il vantaggio di poter essere presentata come parte di una riforma agraria ed un serbatoio di energia elettrica per lo sviluppo.

Tutta l’area del vicino oriente basa la propria ricchezza sul petrolio, ma la vita fisica di Siria, Irak e Giordania e Israele dipende da fiumi che nascono in Turchia.

Nell’ultimo decennio la Turchia ha creato un complesso di 32 dighe che regolano il flusso delle acque che scendono in Mesopotamia. Approfittando dell’indebolimento politico militare dell’Irak, l’Eufrate è stato “razionato” in maniera particolare. Gli esperti valutano che il flusso si sia ridotto del 40% negli ultimi due anni con danni enormi per l’Irak e minaccie concrete per la Siria.

L’Iran con la forza dell’influenza religiosa sciita e la Turchia con il dominio dell’acqua sono già oggi in grado di costituire una minaccia per l’area politicamente ed economicamente più sensibile del mondo.

L’armamento nucleare Pakistano oggi e Iraniano domani integreranno la forza militare turca che è già egemone nella regione.

A questo rebus geopolitico si aggiunge l’influenza della predicazione di Ben Laden che sta dimostrando nei fatti di essere capace di colpire e di non essere colpita; il suo discorso irredentista fa sempre più proseliti, ma inizia ad essere accettato anche da elementi moderati che vedono ormai con interesse la rinascita di un ideale e di un mercato pan arabo.

Adesso la scelta è tra due scelte “buone” e una “cattiva” . Le due “buone”:correre il rischio di vedere il vicino oriente condizionato dalla Turchia – a sua volta “coperta” dall’Iran che si “copre” con la crisi Afgano-Pakistana, oppure cambiare rotta e ammettere la Turchia nella U.E. incaricandola di controllare l’area per nostro conto. Per questo obbiettivo, il prezzo è salato: comporre il dissidio Afgano, recuperare l’Iran e ridimensionare le ambizioni dell’alleato israeliano.

La scelta “cattiva” è una sola: lasciare che il degrado sia crescente e accettare che Ben Laden e i suoi seguaci si impadroniscano dei paesi arabi ad uno ad uno in un gioco di domino che durerà un ventennio.

L’unico che per ora è corso ai ripari, è lo Sceicco del Kowait che ha già avuto delle disavventure con Saddam e teme il bis dall’interno: ha stanziato un “dividendo di cittadinanza” per tutti i Koweitiani (un milione e duecentomila persone circa), pari a 1000 dinari (2700 euro) e stabilito che per un periodo di 14 mesi siano distribuiti gatuitamente alla popolazione razioni di “viveri indispensabili alla sopravvivenza”.

Troppo poco e troppo tardi?

By antoniochedice

(Il Giornale della Collera)

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Commento di Giorgio Vitali:

"CONCORDO IN PIENO CON L’ANALISI DI ANTONIO. GIA’ DA TEMPO SI SAPEVA DEL GRANDE ATTIVISMO DEL GOVERNO TURCO, IL QUALE, GIUSTAMENTE, SFRUTTA UNA REALTà GEOPOLITICA. O MEGLIO: QUANDO SE NE HANNO I MEZZI E LE POSSIBILITA’ SI SCOPRE CHE LA MADRE DI TUTTE LE MADRI DELLA POLITICA è LA GEOPOLITICA. ED ALLORA LA TURCHIA giustamente RITORNA AL SUO PASSATO, CHE NON è ROBA DA POCO. AL SUO PASSATO ANTE 1918, che sta lì a dimostrare come geopoliticamente il ruolo di quel paese è rilevantissimo. Come aveva capito anche quel genio che si chiamava Costantino. Dipoi, la pressione dell ‘unipolarismo statunitense, in un momento del tutto inopportuno (come, inascoltato, ha sempre sostenuto Luttvak), associata alla lotta mediatica impostata su un mito del tutto idiota come quello dello “scontro di civiltà” (idiozia pari se non superiore a quella contenuta nel Mito della “fine della storia”) stanno facendo il resto. GIUSTAMENTE, ma NOI non possiamo far nulla e ci crogioliamo nella nostra impotenza beninteso solo di carettere operativo, Antonio accusa l’UE di non avere il coraggio di muoversi con decisione. Secondo il sottoscritto l’UE non è silente. L’UE è zoppa perchè deve fare i conti con una GB che continua a pensare il mondo come se fosse ancora ai vertici del suo impero marino ed a vedere l’UE secondo il criterio che ha determinato la sua geopolitica per qualche secolo. (Quella di allearsi con questo e con quello per frenare sul nascere qualsiasi tentativo di egemonia nel Continente).
Quando la GB capirà che il suo destino definitivo è DENTRO l’EUROPA UNITA, forse sarà troppo tardi..."

giovedì 20 gennaio 2011

Luigi Miggiani, barbone a Roma, per amore o per forza...?

>"SOS dal clochard in cravatta, in protesta a Roma da circa un anno e... Tutto tace... Ma non è tutto.."

Ti ringrazio infinitamente per l'attenzione,

e se puoi ti prego di farmi conoscere altri contesti, oppure personaggi seriamente interessati a questa gravissima piaga anticostituzionale che miete morti all'ordine della quotidianità, e nessuno muove un dito.

Io dal canto mio sono uno dei tanti, che se non verrò ascoltato da nessuno come purtroppo accade quando qualcuno porta alla luce un fatto molto toccante, e che implica tutta una serie di vere e proprie "violenze" al diritto, nel senso che esiste lo stato di abbandono totale di un essere "vivente" e tutto sembra che sia normale, mentre una vita umana si stà spegnendo nella assoluta solitudine e disperazione, come quel quell'altro clochard che è morto pochi giorni fa a Roma" farò la stessa fine.

Qualche giornalino grazie a Dio ha riportato la notizia che è morto un altro "clochard" senza dati anagrafici... Nessuno... Ma questo oramai è divenuta consuetudine purtroppo... E nessuno ci fa più caso, mentre avrei potuto essere io oppure qualcun altro, che mai si sarebbe aspettato in vita sua di finire uno senza dati anagrafici...

Ed io sto dicendo e diramando da un anno circa, che questa è la più atroce delle condanne a morte per una persona che crede di vivere in un paese definito... Civile... Che è quella di "vivere quotidianamente la morte" spirituale... Sinchè non sopravvenga quella fisica!..

E questa è condanna a morte quella che è stata sentenziata sia per me che per tanti altri professionisti e non... Come me... Ed in tutto questo esiste un proposito, esiste una ragione la quale stò ancora una volta portando alla luce prendendo spunto dal mio personale caso, quindi sto scrivendo un libro memoriale verità, dove racconto analiticamente tutti i passaggi obbligati che ho dovuto, e mi hanno fatto per forza di cose percorrere, sino a farmi giungere ai bordi di un marciapiede, dove vivo da circa un anno nella mia ultima dimora rimastami, che è la mia vecchia ma fortunatamente "protetta" dalle intemperie "Alfa 164" di circa vent'anni, la quale rischio che mi venga anche portata via, mentre sto gridando che vengano riconosciuti tutti i miei sacrosanti diritti sanciti dalla Carta Costituzionale totalmente ignorata da tutti.

Quindi; questa è la prassi per tutti sin quando privo di forze anche tu; non ce la fai più e bevi un goccio di vino, e cadi a terra come è capitato a quest'ultimo clochard di Roma, come dire che è stata "colpa sua" in quanto aveva il "vizio..." di bere, ma ti assicuro che se non fosse perchè debbo portare avanti questa mia battaglia quotidiana; tutte le sere... Per non pensare a come si possa ridurre un essere umano, lo farei volentieri anch'io!...

Cosa voglio dire? Soltanto questo, e cioè che in uno stato, in un paese definito civile come il nostro e come tanti altri definiti allo stesso modo; non può essere ammesso che un uomo chiunque esso sia e chiunque esso fosse o fosse stato, anche il peggiore dei delinquenti, ladro, assassino o capo di una cosca malavitosa;

può essere lasciato morire solo abbandonato da tutti, semmai ammalato e bisognoso di cure come la maggior parte di queste persone in totale stato di abbandono ed in balìa di se stesso, buttato fuori da tutti i contesti tutelativi allo sbaraglio sinchè morte nonb sopraggiunga.

Un mio lavoro di scrittura sarà mirato a scoprire e portare alla luce il tutto, ho scritto già oltre duemila pagine scritte a mano purtroppo, in quanto non posseggo un computer che ho dovuto per forza di cose vendere per venire qui a Roma, e stò cominciando il terzo dove spero Il Signore che qualcuno... Me lo faccia pubblicare...

Forse sto chiedendo troppo ma ci provo, non ho altri mezzi purtroppo ed oltretutto, stano accadendo delle cose sul mio face book, sulla mia e-mail e quant'altro che non mi risulta normale...

Quindi cerco sostegni da ogni fronte.

Questo; e non soltanto questo è l'isolamento sociale, c'è ben altro purtroppo "altrocchè una scelta personale" come sempre e da sempre hanno tentato e tentano tutt'ora di lasciar passare per buono, per mascherare la realtà dei fatti... E' come mettere il dito davanti agli occhi per coprire il sole; e poi sostenere che...Il sole ...Non c'è...

Ma Luigi Miggiani è venuto a Roma con il chiaro e netto proposito che venga tutto alla luce ed andrà via vivo o morto soltanto quando lo avrà detto ad alta voce in nome suo e di tutti coloro i quali semmai volevano dirlo; e sono finiti "triturati" in qualche cassonetto doi raccolta dei rifiuti per ripararsi dalle intemperie della notte, facendo una morte orrenda...

Bene; griderò per questi e per tutti coloro che avrebbero voluto gridarlo, che vorrebbero farlo e non hanno purtroppo ne i mezzi ne la forza per poterlo fare..
Dirama se puoi anche questa mail, te ne sarò infinitamente grato in quanto la mia protesta deve essere diramata ad ampio raggio e portata alla luce del sole.

Questa è la mia logica e questa è e rimane la mia intenzione... L'ultimo mio progetto... In ragione della tutela della vita umana... In un paese definito civile come l'Italia dove tutto dovrebbe essere garantito dalla nostra Carta costituzionale profodamente violata se non "Profanata!.. Comincianedo proprio dai "Princìpi Fondamentali..." Che coloro i quali ci hanno lasciato "Le penne" molto probabilmente nemmeno sapevano che questa esistesse da 64 anni...la mia età...Da quando sono nato, e che imparavo a scuola alle elementari...
Oggi forse è stata cancellata?

Denuncia pubblica e Lettera Aperta

da Luigi Miggiani - isolamentosociale_clochard@hotmail.it

L'ultimo dei clochard... In tutti i sensi...

mercoledì 19 gennaio 2011

Commenti al Giardino della memoria di Roberto Falvella di Pozzuoli



Il giardino della memoria - (Pozzuoli via Sangennaroagnano 84)
Molti hanno telefonato.
Alcuni hanno scritto.
Grazie a tutti

Ecco quanto hanno scritto:


Complimenti, hai fatto un'opera bellissima!

Franco Carbonara


E’ un'opera di gran pregio quella che hai realizzato, con la quale hai reso onore a Ida che ha molto amato questo posto in cui ha trascorso la sua vita.
Bravo! 

Silvia Zolli


Se muoio sopravvivimi con tanta forza pura
da svegliare la furia del pallido e del freddo,
da sud a sud solleva i tuoi occhi indelebili,
da sole a sole suoni la tua bocca di chitarra.
Non voglio che vacillino il tuo riso o i tuoi passi,
non voglio che muoia la mia eredità di gioia,
non chiamare il mio petto, sono assente.
Vivi nella mia assenza come in una casa.
E’ una casa tanto grande l’assenza
che c’entrerai attraverso le pareti
e appenderai i quadri là nell’aria.
E’ una casa tanto trasparente l’assenza
che senza vita io ti vedrò vivere
e se tu soffri, amore, morirò anch’io.
Pablo Neruda

Nicola Sguera


Caro Bobby, ti ringrazio per il bellissimo allegato sul Giardino della Memoria che, anche se piuttosto lentamente, potrebbe un domani convincere qualcun altro a proseguire in tal senso. A mio parere vi è un certo rischio che qualche malintenzionato ignorante possa danneggiarlo cercando valori o altro.

Albino Albini



Mi sembra un'ottima idea. Comunque le foto rendono bene l'idea del luogo ed il tratteggio del passato  impreziosisce il documento.
Grazie. Un cordiale saluti a voi tutti e baci ai piccoli.

Antonio Lubrano e famiglia.



Caro Roberto... Ho visto il "luogo" e l'ho sentito molto affine al mio "luogo". Tu sai che anni addietro inviammo una petizione al Parlamento (Paolo D’Arpini, e numerosi altri cittadini, da Calcata) per la libertà di sepoltura e cremazione ecologica … sin dal 5 dicembre 1995. La dispersione delle ceneri nel propio terreno in Campania è possibile... Qualcosa di buono Bassolino l'ha fatta! Sono spiritualmente a te vicino....
Ti abbraccio

Paolo D'Arpini



Carissimo Bobby, quello che hai realizzato tocca aspetti seri del vivere e del  sentire, mi limiterò agli essenziali. La morte è cosa seria, che i vivi (nella superficialità della vita moderna), affrontano in modo maldestro e buffonesco, fino a quando non ci sbattono il naso !
“…   sti ppagliacciate è ffanno sulo 'e vive, nuje simmo seri ... appartenimmo a’ morte !” (‘A Livella di Totò)
Tu invece hai creato qualcosa di bello e di profondo, che ti fa onore, ma manca qualcosa di essenziale, almeno per me.
La morte non distrugge, ma trasforma, “Tutto ciò che è, non può non essere” (Parmenide, Aristotele), anche la nostra coscienza  che, nei viventi, percepisce le cose “luminose” e “calde” e, nei morti, quelle “oscure” e “fredde” (ho scelto Parmenide per una certa affinità con il sito e la storia del luogo: nacque nell’odierna Ascea).  D’altra parte “Lo stesso è il pensare e l’essere”: non si può nemmeno pensare a una cosa che “non è”, perché basta il pensiero a renderla esistente.
La memoria è una forma profonda del “pensare”, ma a patto che sia la memoria profonda, la “Mnemosine”: un pensare profondo, luce e fuoco, conoscenza (ed amore) di coloro che ricordiamo (cui non permette cadere nell’oblio).
Quindi nel sito, come lo vedo io, manca una lampada, un fuoco !
L’anima è eterna, perché è Dio a pensarci: dio è Verità e, quindi, immune dall’oblio (A-leteia). Egli ci penserà in eterno ed è nel suo pensiero eterno che noi eternamente saremo.
In definitiva , nel sito che hai creato,  mancaDio (il divino,  il Theion greco), l’occhio nel quale, contemplando noi, scorgiamo noi stessi e ritroviamo gli altri apparentemente perduti.
Cito Platone:
“Se un occhio ne contempla un altro e guarda dentro la sua parte migliore, con cui anche vede, può osservare se stesso ?”, chiede Socrate ad Alcibiade
“Mi sembra di si “ risponde il giovane
“Se invece, l’occhio osserva un’altra parte dell’uomo o degli esseri, non vedrà se stesso. Se, dunque, l’occhio vuole vedere se stesso, deve guardare nell’occhio e in quella parte in cui nasce la forza visiva, che è la vista ?”, dice ancora Socrate,
"È così”, risponde convinto Alcibiade”
Lo stesso vale anche per l’anima, la quale, per conoscere se stessa, deve guardare dentro ….. l’anima, e questa è la vera Memoria (to theion, il divino dell’uomo): la parte di noi da cui scaturisce la conoscenza, in primo luogo la conoscenza di noi stessi.
Infatti (ancora Socrate): “Questa parte è simile al dio, e chi la contempla e conosce tutto ciò che è divino, dio e il pensiero, giunge a conoscere anche se stesso [e gli altri, aggiungo io] il più possibile”.
Il divino emerge , dalle parole di Socrate, come lo specchio più puro, l’unico che mi consente di specchiarmi perfettamente e, dunque, di conoscermi: il divino è lo specchio del tanto agognato “Se stesso”


Luca Zolli




Io non ho il culto dei luoghi, per cui entro poco nel merito… ma il giardino della memoria è intimo e sentito … Caio.


Rosaria Matarese


Altre note da

Giovanni Barricelli

Andrea Buono

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Grazie! Bobby, Vittoria, Pasquale, Giovanni, Camilla
Tel. 081 081 621214, 3356249512, mail: riciclo idrico@alice.it

martedì 18 gennaio 2011

Vito De Russis: "Dignità-numeri-dignità n. 2" - Referendum Fiat e "risultati"



Caro Paolo D'Arpini. Mi sembra "normale" informarti del riscontro, ricevuto via e-mail, sul tema che che conosci, pubblicato su:http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/01/15/vito-de-russis-%e2%80%9crisultati-del-referendum-fiat-e-commento-la-dignita-umana-e-laccordo-fra-le-parti/

Egli sostiene che:

"""Come al solito da sinistra sempre dati inventati. I dati reali di approvazione sono i seguenti:
L'accordo tra Fiat e sindacati per il rilancio dello stabilimento di Mirafiori è stato approvato con il 54% dei sì. Lo rivela l'Ansa citando fonti sindacali. L'accordo era stato firmato da Fim, Uilm, Fismic e Ugl mentre non hanno firmato l'intesa la Fiom e i Cobas. I voti favorevoli all'accordo - riferiscono fonti sindacali - sono stati 2.736 (il 54,05%) mentre i voti contrari all'intesa sono stati 2.326 (il 45,95%), e non il 50,36 come asserito. (sito IlSole24ore).
Se i dati sono sbagliati, mi immagino il contenuto... """



Caro xxxxxxxx,
lasciamo da parte (anche se importantissimo ai fini di assunzione di responsabilità con la propria faccia) il Valore e il significato civile, sociale e morale della parola "firmato" qui usata in sostituzione della più aderente e reale parola "siglato", per entrare nel merito dell'Oggetto: "dignità-numeri-dignità". Vi è contenuta la parola "numeri" e, quindi, il tema dei "numeri" è pertinente. Sostengo che, per proseguire il nostro confronto, i numeri reali sono importanti e, quelli che ci interessano, sono due: quello del totale delle persone-dipendenti Fiat "aventi diritto" al voto, (che, diverse fonti, sostengono di essere 5.431, uguale al mio 5.431); e quello finale del numero delle persone-dipendenti Fiat che hanno votato "SI" (che, diverse fonti, nelle primissime ore del 15 gennaio, sostenevano di essere 2.735, come sostengo io, a fronte dell'odierno 2.736 che riporti). Sul primo numero, 5.431, da quanto arguisco, c'è concordanza. Sul secondo numero, invece, c'è una discordanza, 2.735 e 2.736, che, secondo me, è assolutamente insignificante (per il nostro confronto).
Alla luce di quanto fin qui specificato, appare chiaro ed inequivocabile che abbiamo riportato i "NUMERI REALI" ovvero, nessuno di noi ha inventato niente; e, nemmeno le rispettive nostre fonti hanno inventato niente.
Questa è la pura Verita'.
Punto.
Normalmente (cioè nella società in cui viviamo), siamo abituati a "costruire" (derivare; manipolare; interpretare; proiettare; ecc.) sui numeri reali altri numeri secondo le nostre convinzioni, i nostri interessi, le nostre esigenze, le nostre aspirazioni.


Caro xxxxxxxx,
nel nostro caso, sono proprio questi "numeri costruiti" che differiscono e sostengono la tua e-mail: la percentuale dei SI è del 54,05% (che, credo, riportino tutte le fonti).
Nella mia e-mail, la percentuale dei SI risulta essere del 50,36%. E' il risultato di questa operazione aritmetica: 2.735 diviso 5.431 e moltiplicato 100% (diventerebbe del 50,38% nel caso fossero 2.736 SI).
Operazione aritmetica "diversa" ma legittima e naturale (se effettuata e sostenuta dalle nostre consolidate convinzioni, interessi, esigenze ed aspirazioni tese a realizzare le condizioni di libertà, eguaglianza e fraternità per i membri della futura famiglia).
Già leggendo l'Oggetto (quella parola "numeri" riportata/legata, a destra ed a sinistra, alla parola "dignità") e la informazione in apertura, messa lì come "premessa", si capisce che il Valore della dignità della persona umana occupa il posto centrale ed è ben sostenuto nella sua determinazione universale (Dichiarazione universale dei diritti della persona umana), in quella nazionale (Costituzione italiana) e nella forma assunta durante la rivoluzione francese.
Infine, in chiusura di quella mia e-mail, c'è il doveroso ringraziamento alle 5.431 persone che, con le loro autonome decisioni (assolutamente "non libere"), hanno dato la risposta a coloro che aveva posto (loro) la domanda. Sono quelle 5.431 persone costrette a prendere in mano il loro destino per una svolta (storica?!?!?) abbozzata-imposta in un documento molto sbilanciato (i cui attori-autori non sono identificabili) che hanno assunto la tormentata e gigantesca responsabile decisione.
5.431 membri della famiglia umana che lavorano a Mirafiori e lasciati soli.
A tutti loro, nessuno escluso, va l'unico, sincero ed immenso: Grazie.
Questo assunto non è soggetto a contestazione. Naturalmente, da parte di coloro i quali condividono il sopracitato Valore della Dignità della persona umana (che esclude lo sfruttamento della persona sulle altre persone, esclude il ricatto, non è di sinistra o di destra o di sopra o di sotto, ecc. perchè è universale).
Cordialmente.

Vito De Russis

Giuseppe Turrisi: “E' giunta l'ora dell'improcrastinabile sovranità monetaria!”

>"E' arrivato il momento di voler bene all'Italia..." (Saul Arpino)

Ritorno al nucleare? Avidità di banchieri e petrolieri? Ignoranza del popolo? Dipendenza della magistratura?

Il sistema economico in un pianeta immaginario dovrebbe essere solo per il benessere dell’intera umanità invece in questo nostro pianeta reale è fatto solo per fare stare bene circa il 5 % dell’umanità e fare stare sempre peggio tutti gli altri.
Oggi ci troviamo in un contesto, dove non esistono più regole, dove si può speculare su tutto, sulle armi, sul petrolio, sulla salute e sulla vita umana, sul vaccino, sul cibo, ecc.. dove la corsa all’accaparramento di ricchezze oltre ogni misura diventa peggio del fanatismo religioso, praticamente da cura psichiatrica, se non da manicomio; certi sono talmente ricchi che non riuscirebbero a spendere le loro ricchezze neanche in  venti vite messe in fila, quando poi di vita ne hanno una sola.

Ora volendoci capire qualcosa, come al solito ci riduciamo sempre all’ultimo a decidere le cose sempre e solo in emergenza! Da un lato abbiamo l’egemonia dei padroni del petrolio; tutto il mondo deve sottostare alle scelte sia di prezzo sia di tipologia di fonte energetica, dall’altra la “economia turbo capitalistica” spinta dal meccanismo della “moneta debito” per il consumo sfrenato che induce, indirettamente e direttamente ad essere sempre più energivori sia in ambito famigliare sia in ambito industriale. Ora se non si comprendono seriamente le intensioni dei padroni che hanno messo in piedi  questi due meccanismi di potentato e che ci incastrano e schiavizzano continuamente e impunemente non si riuscirà  mai a risolvere molti problemi (gli altri potentati, come politica, comunicazione sindacati ecc, sono di ordine inferiore ed obbediscono solo a questi).

I petrolieri dal lato loro non hanno nessuna intensione di mollare la loro egemonia sulle nazioni tra cui l’Italia, quindi mai e poi mai vorranno che diventino energeticamente indipendenti, (il caso Mattei basta e avanza per spiegare tutto) significherebbe rinunciare a quantità di fatturati incalcolabili, quindi le compagnie petrolifere (ricchissime) finanzieranno di tutto (anche cose poco legali) in modo che nessuno possa intaccare il potere del petrolio. Lo stesso fotovoltaico, in un primo momento osteggiato, è stato lasciato fatto passare, solo quando in primo luogo i petrolieri (o chi per loro) si sono comprati le fabbriche delle celle (guarda caso che stanno in America e Germania)  e poi quando la tecnologia (monocristallino e policristallino) ormai era (ed è) quasi obsoleta.

Il sistema di vita europeo, poi è talmente energivoro, che la richiesta di energia elettrica, continua a salire, nonostante le continue  (finte) campagne di risparmio energetico (la BCE vuole interessi sull'euro e il parlamento vuole risparmio energetico!!! che ridere!!!).

La Germania che è la “Ccermania” (“questi sono teteschi”) non è arrivata neanche al 10% del fabbisogno energetico elettrico prodotto con il fotovoltaico, e solo questo la dice lunga, su questa tecnologia, e perché ad un certo punto è stata “concessa”.
La nazione l’Italia (perché  noi siamo sempre i più bravi, e qui che  si vede l'italianità delle cose, ci sono gli opposti che si respingono, si va dal pollo al genio), che oltre tutto abbiamo inventato il nucleare con il nostro grande Fermi, l' abbiamo prima fatto formato fior di ingegneri e poi con una campagna mediatica di disinformazione massiccia, ma pianificata dai petrolbanchieri (fatta  fare a politici e ragionieri nel migliore dei casi) e dopo il disastro di Cernobyl, lo abbiamo abbandonato cosi perdendo konw How, soldi, perdendo competitività, posti di lavoro di tutto (pazienza e adesso ne piangiamo le conseguenze).

Fare una scelta del genere (all’epoca) ci ha praticamente messo sotto la gogna dei petrolieri che si sono sfregati le mani (ecco un altro stato pollo che avrà bisogno di noi). Se la scelta antinucleare fosse stata fatta in maniera sistemica ossia da tutta l’Europa (almeno) e accompagnata ad una campagna seria e massiccia di "riduzione dei consumi" allora avrebbe avuto un senso invece ci siamo trovati e ci troviamo nella condizione peggiore che si potesse avere, ( ricordo sempre come ho già scritto fino alla noia: che l'unica energia pulita è quella che non si consuma e che quindi non viene trasportata e non viene prodotta).

Il rischio nucleare (ammesso che quello percepito dal popolo sia quello reale) ce l’abbiamo comunque, perché sia la Francia sia la Svizzera sia l’Austria (e mi fermo) hanno centrali nucleari da cui NOI compriamo energia elettrica, come se non bastasse, noi produciamo la differenza dell’energia elettrica  con centrali a motore endotermico (diesel) ossia motori che giorno e notte buttano nell'aria polveri sottili e che i venti diffondono per tutta l’Italia, mari compresi, oltre a non aver comunque eliminato per niente il rischio nucleare (residuo).

Quindi se fossimo coerenti (ma nel vocabolario degli italiani purtroppo questa parola non esiste) significherebbe che:  se si rifiuta il nucleare dobbiamo anche rifiutare di consumare il 50% di energia elettrica ossia: decrescita, riduzione dei consumi, risparmio energetico, ma poiché anche la "moneta debito"  con il meccanismo dell’interesse prevede solo e sempre più PIL (tradotto significa: Industrie producete e vendete sempre di più), ogni discorso su nucleare si o nucleare non no ha senso (se non per i polli).

Il nostro maggior debito pubblico dipende anche da questo poiché abbiamo dovuto comprare più energia elettrica e più petrolio con soldi presi in prestito da banchieri Privati (chi ci ha guadagnato? Petrolieri e banchieri).

Se chi parla di nucleare, è un ragioniere o un ex magistrato, il nucleare sarà sempre percepito come il grande male. Spesso però bisogna ragionare per mali minori. Sulla percezione del rischio la comunicazione ci ha fatto i soldi; per fare un esempio su come abbiamo la percezione sballata, è statisticamente provato che ne  muoiono sempre di meno in aereo che con l’automobile, eppure la natura umana percepisce più il pericolo nell’aereo. Quanti anni sono che non cade un aereo in Italia? (parecchi)  quanti ne muoiono con l'automobile ( circa 3500  l’anno).

Comprare il petrolio per fare energia elettrica significa spendere soldi che potrebbero essere invece spesi per ricerca  e altre strutture in Italia. Ma vediamo l’altro versante, l’interesse applicato alla moneta debito (tasso di sconto) come sappiamo tutti è proporzionale se l’Italia spende 100,00€ l’anno la BCE incassa solo 2,00€ di interessi (poverina solo per averci prestato cento euro con contro valore niente di niente se no la nostra fiducia stessa che ridere!!!!??)  se l’Italia spende 1000,00€ la BCE incassa  20,00€, ora è chiaro che la BCE non ha nessun interesse affinché ci sia riduzione di consumo di denaro, ne tanto meno riduzione di consumo energetico (ossia altro denaro per comprare petrolio).
 
Mi viene da pensare a quegli imbecilli che ancora in qualche articolo sostengono che la BCE sia una emanazione della comunità europea quando è esattamente il contrario, ma questa è un’altra storia. L’Italia quindi si trova sotto schiaffo da tutti i lati: dalla BCE, dalle compagnie petrolifere, da un governo che prende ordini dai primi due, da una politica sovvenzionata sempre dai primi due, ecc e i cittadini italiani sono ormai spogliati di qualsiasi potere e sovranità ed una magistratura  che ha dimenticato da anni la costituzione nel cassetto altro che stare dalla parte del popolo!!.

In tutto questo contesto la scelta del nucleare, anche se ecologicamente può sembrare la più sbagliata, è l’unica strada percorribile, per ritornare ad essere energeticamente (in parte) autonomi  (tanto aspettare la maturità del popolo europeo alla riduzione del consumo energetico è assolutamente utopistico) ciò per non dipendere dai petrolieri e dai banchieri. Stanno facendo di tutto per far cade Berlusconi (contestabilissimo quanto si vuole) ma che ha fatto delle scelte che andavano verso questa direzione, ossia liberare l’Italia almeno dal cappio petrolifero americano sotto il profilo della produzione della energia elettrica.

Per la libertà dal cappio della moneta debito dovremmo aspettare  (purtroppo) la rivolta popolare e non manca molto (massimo due anni), il dispiacere sarà quello che comunque il popolo  non capirà mai  chi sono i veri colpevoli di questo scempio di stile imperialistico Goldmann Sachs.

L’energia è il potere della "moneta debito" sono i due pilastri con cui si controlla il mondo, se il popolo non entra  con pieno diritto a potere scegliere e dire la sua su questi dei grandi sistemi ogni discorso è inutile. La giustizia dovrebbe riportare le cose nella giusta dimensione che è quella della difesa della dignità umana ma al momento è quasi una utopia.

La magistratura, che dovrebbe rimettere le cose a posto, ispirandosi alla carta costituzionale, orma utilizzata solo per citazioni aleatorie, non  è assolutamente libera (altro che certezza del diritto), poiché sa (almeno alcuni) come stanno veramente le cose, si è piegata al potere dominate bancario.

Il potere di somministrare la giustizia, purtroppo dipende anche dai soldi che la magistratura ha a disposizione e poiché questi non sono più nella disponibilità dello stato (perduta sovranità monetaria) ma lo stato li prende in prestito dalle banche e li centellina al suo apparato.... quale giustizia indipendente possiamo pensare di avere ? (la giustizia è uguale per tutti, escluso banchieri petrolieri e multinazionali che la esercitano attraverso il loro poteri)  !!!! 

Ora come ho detto migliaia di volte continuare a pensare che: Berlusconi, Bersani, Fini, Vendola, (chi volete!) destra,  sinistra, partitini neo comunisti, neo fascisti o giustizialisti possano risolvere qualcosa è solo il film che ci proiettano ogni giorno per darci l’illusione che qualcuno di questi attori (di un teatro di periferia di provincia che ci hanno portato a questo punto) possano risolvere qualcosa.

I problemi non possono essere risolti dal livello di intelligenza che li ha generati (Einstein). È necessario pulire l’aria da questi inutili gerontodinosauri in estinzione che continuano a obbedire all’impero neoliberista petrol-bancario.

Popolo!!! l’ora è giunta, non è più tempo di dormire, è necessario ritornare alla dignità umana e alla sua sovranità.   Cercherò di essere ancora più chiaro e in maniera disarmante: "Qualunque partito non metta come primo punto del programma e come emergenza assoluta, il ritorno alla “sovranità monetaria di stato”  vi sta solo fregando (per non dire altro), oltre ad essere d’accordo con l’impero "neoliberista petrol-bancario".

Buona Dignità a tutti.
 
 
Giuseppe Turrisi

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