domenica 6 settembre 2026

Trump adesso se la prende con il Canada...

 


"Trump spara su tutto quel che si muove, specie le sue ombre..." (J.E.)

Nei giorni scorsi, il primo ministro canadese Carney ha annunciato la sospensione delle trattative commerciali con gli Stati Uniti, accusando i negoziatori dell’amministrazione Trump di aver introdotto all’ultimo minuto condizioni «ingiuste, che mettono in discussione l’affidabilità di qualsiasi accordo». 

Ne è scaturita una vera e propria guerra tariffaria, con Washington che ha imposto dazi al 50% su circa 28 miliardi di dollari di merci canadesi con effetto immediato e Ottawa che ha risposto simmetricamente rivalendosi in misura variabile (con tariffe che vanno dal 15 al 50%) su 700 prodotti statunitensi, per un controvalore prossimo ai 20 miliardi di dollari. 

Il botta a risposta è stato accompagnato da dichiarazioni al vetriolo da parte del presidente Trump, che ha ribattezzato l’Ontario “Lake America” e proclamato il raddoppio dei dazi su automobili e acciaio canadesi con decorrenza all’1 gennaio 2027.

Carney, dal canto suo, ha fatto notare che «il Canada alimenta la crescita americana: fornisce il 99% delle importazioni di gas naturale, l’85% di quelle di elettricità e il 60% di quelle di petrolio greggio. Non credo che sia nel loro interesse uno stop alle forniture canadesi di petrolio e gas».

Giorni prima, di fronte alla crescita inarrestabile dei rendimenti sui titoli statunitensi a dieci, venti e trent’anni, il segretario al Tesoro Bessent aveva varato un’operazione di buyback del debito, consistente nel riacquisto di titoli a lunga scadenza.

L’iniziativa, finalizzata ad abbattere i rendimenti, si è tuttavia rivelata efficace soltanto in un’ottica di brevissimo periodo perché lascia rigorosamente irrisolti i problemi strutturali costituiti da debito, deficit e inflazione.

Di fronte al rapido “rimbalzo” dei rendimenti, Bessent ha dichiarato pubblicamente che il tetto di 4 miliardi di dollari per operazione fissato originariamente rappresentava in realtà un pavimento.

Secondo quanto rivelato in un secondo momento da due alti funzionari del Dipartimento del Tesoro a «Cnbc», Bessent potrebbe in caso di necessità impiegare fino a un trilione di dollari del Treasury General Account (Tga) per finanziare i piani di buyback annunciati.
Il programma di buyback fa seguito a un intervento emergenziale a sostegno dello yen giapponese varato dal Dipartimento del Tesoro, e anticipa di qualche giorno l’Operazione Economic Outcast, intesa a strangolare economicamente l’Iran.

Giacomo Gabellini












Video collegato: https://www.youtube.com/watch?v=5S5j0JMnCCY 

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