La Russia avrebbe potuto essere parte dell'occidente a ben vedere... ma fu respinta bruscamente all'ingresso, malgrado al termine della parabola storica dell'URSS fosse disponibile ad essere integrata nell'Europa unita (e persino nella stessa Nato), in espansione negli anni 90.
Eltsin e un'intera generazione post-sovietica pensarono ingenuamente che l'espansione europea verso est fosse destinata a includere nel club anche Mosca (e forse per questo la si permise): non si immaginavano che l'avanzata europea oltre la cortina di ferro non era finalizzata ad abbracciare benevolmente la Russia, bensì ridurla ai minimi termini e metterla all'angolo (per l'appunto approfittando del momento di debolezza post 1991).
Lo scopo di Bruxelles - e dei suoi alleati d'oltreoceano - era di inglobare la Russia sì... ma NON come stato alleato: piuttosto inglobandone il territorio e risorse dopo averne fatto collassare lo stato (previa scissione interna in una dozzina di staterelli diversi), trasformata in serbatoio materiale e umano a basso costo.
Quello cui si è assistito dal 2001 al 2021 si può chiamare BARBAROSSA 2.0, spalmato su un ventennio (...).
L'occidente non apprezza la Russia "sovrana": apprezzerebbe invece una Russia "succube", trasformata in mega giacimento di materie prime a 1/4 del valore reale, servitù della gleba sul piano della produzione quanto di reclutamento militare e infine bordello che dal Baltico arriva fino alla Siberia (il razzismo neo-coloniale occidentale è dispostissimo a far affluire manodopera colorata, ma in fatto di donne preferisce ora e sempre la carnagione bianca).
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