Per comprendere cosa sia lo "stato ebraico sionista" è necessario sapere cos'é il "sionismo".
Su L'Espresso, dal 7 al 10 settembre 2026 in quattro puntate: "Il sionismo in breve".
Una forca al centro di un reparto carcerario e, tutt’attorno, cabine da cui i parenti delle vittime potranno guardare. È il cantiere che il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir ha voluto mostrare il 18 agosto u.s: un’area per le esecuzioni per impiccagione dei palestinesi condannati per terrorismo, in allestimento dentro il braccio della morte di una prigione del centro di Israele.
“Avevo promesso di peggiorare le condizioni dei terroristi nelle carceri e abbiamo mantenuto la promessa - ha dichiarato Ben-Gvir su Telegram -. Avevo promesso di approvare la legge sulla pena di morte per i terroristi e l’abbiamo fatto. E ora anche il braccio della morte e l’area per le esecuzioni stanno prendendo forma”.
Le “cabine di osservazione” saranno riservate alle vittime del terrorismo e ai loro familiari, che potranno assistere alle impiccagioni “come avviene in molti Paesi”, con permessi di ingresso dedicati. L’ubicazione esatta del sito non è stata resa nota: nel reparto verranno trasferiti i condannati in attesa dell’esecuzione e la forca sarà collocata al centro dell’ala. “Stiamo facendo la storia”, ha sottolineato il ministro. “I nostri terroristi meritano una sola cosa: la morte per impiccagione”. Il messaggio è arrivato in un video girato davanti al cantiere, a poco più di due mesi dalle elezioni politiche fissate per il 27 ottobre.
È l’ultimo capitolo di una battaglia che Ben-Gvir conduce da quando è entrato al governo. Il leader di Otzma Yehudit ha spinto per la legge sin dall’inizio del suo mandato, indicandone l’approvazione come condizione dell’accordo di coalizione con Benjamin Netanyahu, e ha poi legato a essa anche il sostegno del partito alla legge di bilancio. Quando il testo superò la prima lettura, nel novembre 2025, festeggiò distribuendo dolci ai parlamentari - l’immagine diventata simbolo di quella campagna. Fino a quel momento il provvedimento era stato frenato dai vertici politici e di sicurezza, che temevano ripercussioni sui negoziati per la liberazione degli ostaggi israeliani a Gaza.
La foto soprastante e l'articolo sono ripresi da l'Espresso su segnalazione di Giorgio Stern
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