Il minuscolo drone abbattuto con un calcio
"Le accuse da parte dell'Occidente nei confronti della Russia a causa del drone a Lipsia segnano l'inizio di una vera e propria guerra", ha dichiarato il capo del Ministero degli Esteri russo. Lavrov ha sottolineato che le accuse infondate rivolte a Mosca sono un segnale estremamente preoccupante.
"Hanno trovato un piccolo drone. Hanno detto che era un drone russo, nessuno si è preso la briga di indagare ed appurare la provenienza. In sostanza, questo viene dichiarato dalla Germania un "casus belli". Per ritorsione hanno espulso il consolato generale da Bonn e hanno rotto le relazioni. Stanno chiudendo il centro russo a Berlino. Ricordo che, prima dell'inizio della Seconda Guerra Mondiale, i nazisti chiusero anch'essi le loro missioni diplomatiche.", ha detto. "Non credo sia necessario spiegare a lungo. Vogliono di nuovo la guerra", ha aggiunto il ministro.
I retroscena, i sospetti ed i fatti:
I retroscena, i sospetti ed i fatti:
Tra il 4 e il 14 agosto 2026, all'interno dell'aeroporto di Lipsia, sono stati scoperti in totale tre piccoli droni.
Il primo ordigno è stato intercettato il 4 agosto a terra, nei pressi delle piste. Secondo le ricostruzioni, un autista di autobus dello scalo che passava di là ha notato il piccolo velivolo che volava a bassissima quota e lo ha abbattuto con un calcio, permettendo alle autorità di scoprire che trasportava un detonatore.
L'obiettivo probabile erano i cargo ucraini (Antonov) parcheggiati nello scalo, che viene regolarmente utilizzato anche dalla NATO per l'invio degli aiuti militari a Kiev. Uno dei piccoli droni si sarebbe persino schiantato contro uno di questi aerei, ma senza provocare alcun danno.
Le indagini condotte dalla procura di Dresda, supportate dai rilievi del DNA e dai tracciamenti dei servizi di sicurezza, hanno portato all'arresto di due sospettati: un cittadino russo e uno bielorusso. Il cittadino bielorusso sarebbe riuscito a entrare in Germania sfruttando un visto turistico per l'Italia rilasciato dall'ambasciata italiana a Minsk. I media tedeschi (tra cui il quotidiano Bild) hanno subito puntato il dito contro una rete orchestrata dall'intelligence russa.
Secondo l'intelligence russa tutta la vicenda è alquanto goffa, puzza di fake-news, e le accuse orchestrate dalla Germania ricordano le vicende che precedettero e giustificarono il proditorio attacco del Terzo Reich all'Unione Sovietica.
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
Lipsia. Poliziotti cercano tracce...
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La caccia al drone continua
Integrazione di Jure Eler: Il cosiddetto "cittadino russo" con passaporto lettone individuato via DNA (pare sputacchiasse ovunque, pure nel suo barattolino del semtex, esplosivo NATO per definizione, vedi Italicus o Bologna o Capaci) non è russo, ma è un lettone (Paese UE e NATO) casomai di etnia russa, come un italiano sudtirolese è un italiano di lingua tedesca, o uno sloveno del carso triestino, come me con cittadinanza italiana (per disgrazia bellica e Yalta, qui eravamo per la Settima Federativa). Ed è probabile che come in Trentino e a Trieste, di neonazisti, russi o meno, non ne manchino neppure a Riga, anzi. E poi vorrei vedere, ai giorni d'oggi che viviamo, le autorità lettoni NATO a fornire un passaporto lettone ad un cittadino russo... se non con strane mansioni.. siamo alle comiche, tentate comiche (tipo Osama bin Laden a spasso a Langley con passaporto bosniaco rilasciato dall'ambasciata USA in Bahrein).
E ammesso che i due c'entrino qualcosa: lo dicono i tedeschi, senza presentare alcuna prova a sostegno, se non la foto di un giocattolino di plastica da 200 euro sfasciato a terra, due grammi di semtex e due minerva cascati di tasca, nessuna esplosione, nessun danno, grande operazione bellica, grande casus belli...
Fake news, balle, "Secondo l'intelligence russa"?.. bah, basta un minimo di cervello mi pare, per capire, non serve il KGB. Smontiamo e denunciamo i tromboni della propaganda UE-NATO, in primo luogo, invece di inseguire le loro tracce.
Ciao Paolo, buon lavoro. Jure Eler
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