Per le liste e i movimenti politici non rappresentati alle Camere, le norme in discussione al Senato prevedono una stretta con l'aumento delle richieste di firme (inizialmente ipotizzate a livelli molto alti).
I partiti e i gruppi politici che dispongono già di componenti insediate alla Camera o al Senato restano esonerati dalla raccolta delle sottoscrizioni.
Le forze alternative, che non sono presenti alla Camera od al Senato, denunciano le norme "discriminatorie" come un "attentato alla democrazia" mirato a ostacolare le nuove formazioni e tenere i piccoli partiti alternativi fuori dal Parlamento. Al contrario la maggioranza dei parlamentari eletti (sia del governo che della pseudo opposizione) sostiene la misura come un intervento di stabilità per limitare l'eccessiva frammentazione politica.
La "grande ammucchiata sistemica" trionferà?
Le forze alternative, che non sono presenti alla Camera od al Senato, denunciano le norme "discriminatorie" come un "attentato alla democrazia" mirato a ostacolare le nuove formazioni e tenere i piccoli partiti alternativi fuori dal Parlamento. Al contrario la maggioranza dei parlamentari eletti (sia del governo che della pseudo opposizione) sostiene la misura come un intervento di stabilità per limitare l'eccessiva frammentazione politica.
La "grande ammucchiata sistemica" trionferà?
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
Il parere di un pacifista:
"L'elevato numero di firme fissato dal governo per presentare nuove liste elettorali avrebbe come conseguenza insormontabili difficoltà per liste elettorali pacifiste. Queste possibili liste al momento rappresentano un bacino elettorale complessivo superiore al 5%, ma sono penalizzate da una frammentazione. In realtà le persone che si dichiarano contrarie ad un intervento diretto in guerra rappresenterebbero la maggioranza degli italiani. Certamente rappresentano uno spazio grande dell'elettorato e creerebbero problemi sia al governo che alla finta opposizione. Aumentare le firme necessarie per presentare liste alternative, non è solo un atto antidemocratico, è un atto ostile contro tutti coloro che si oppongono al riarmo, alle guerre in corso e a quelle che verranno".
Marco Palombo
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