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sabato 28 aprile 2012

La banda del bucone, inviata da Goldamus Saccus imperator monetario mondiale, e la resistenza di Asterisco Valsusino




Ante Scriptum

Alpi's Wars - La banda del "bucone" inviata dall'imperator mondialista Goldamus Saccus, per mettere al sacco ed a ferro e fuoco la colonia Ausonia, ha incontrato un'inattesa resistenza in un villaggetto sperduto, dove abita un certo "Asterisco"... alcuni dicono sia un'Altra Calcata, posizionata in Valsusa... i cui valligiani combattono contro la perforazione delle loro sacre montagne. Riusciranno ad opporsi alla Quadrilateral della Forza Nera Monetaria? (Paolo D'Arpini)


Anche in Italia c’è un villaggio di Asterix e di galli irriducibili. Non saranno proprio galli, magari sono celti, magari sono qualcos’altro o non sono niente, ma irriducibili sembrano esserlo di sicuro. Li dove le Alpi si inchinano alla pianura c’è la Val di Susa. Lì finora si sono scornate le legioni di Pompeo (Prodi), quelle di Cesare (Berlusconi) e neanche quelle del regista della grande pax augustea (Monti) sembrano destinate a miglior sorte.

L’oggetto della disputa è arcinoto. I danti causa delle legioni vogliono scavare sotto casa degli irriducibili un buco colossale, la cui escavazione si protrarrà nel tempo per chissà quanto. Gli irriducibili valligiani non ne vogliono sapere. Gli escavatori dichiarano che il buco è assolutamente necessario, che di lì passerà l’avvenire del mondo che governano, quello delle generazioni future, il progresso, la modernità, lo sviluppo, l’occupazione e quant’altro. La replica degli irriducibili è che in questo non c’è nulla di vero, che il buco è superfluo, che costerà somme enormi agli escavatori, ma pure a coloro in nome di quali essi promettono progresso, modernità, sviluppo, occupazione, e che, smentendo le promesse, provocherà inquinamento aggravato, devastazioni ambientali irreversibili, oltre a non meno irreversibili devastazioni sociali.

Dall’una e dall’altra parte sono state mobilitate competenze di altissimo pregio. Si esibiscono studi d’impatto ambientale e di costi/benefici, valutazioni dei flussi di traffico attuali e potenziali. Le competenze esibite dagli uni, ad esser equanimi, non appaiono meno autorevoli di quelle esibite dagli altri. Perché se da un lato gli escavatori hanno dalla loro il potenziale di know-how che possono mobilitare i governi nazionali, cui si somma quello mobilitabile da quella parvenza di governo – in realtà molto efficace – che sono le istituzioni europee, dal canto opposto a fianco degli irriducibili si è mobilitato l’altrettanto imponente know how di coloro, che non sono pochi, né sono tanto meno culturalmente sprovveduti – che mettono severamente in discussione la qualità degli argomenti tecnici degli escavatori e le loro parole d’ordine.

Progresso, modernità e sviluppo stanno da un’altra parte, o vanno conseguiti in altro modo. Non scavando altri buchi, ma semmai proteggendo quel poco di territorio che non è stato violentato, in micidiale e geometrica progressione, dalla rivoluzione industriali in avanti. Anzi cominciando a rimediare a tali violenze, laddove si voglia davvero, ammesso che lo meriti, salvaguardare il destino della specie.

Alfio Mastropaolo





(Fonte: Sinistra in Rete)

martedì 27 marzo 2012

Alfonso Navarra: "Turi Cordaro Vaccaro.. il guru povero dei NO TAV"

Turi Vaccaro, scaramantico, allontanato dal cantiere TAV

Turi Cordaro Vaccaro, che sta digiunando a Torino per i NO-TAV insieme agli aderenti dell'appello: "ASCOLTATELI!", ripasserà presto da Milano a farci visita, tra LOC di via Pichi e Spazio Kronos di via Borsieri.

Come forse sapete (e se non lo sapete è l'occasione per comunicarvelo), io lo utilizzo come personaggio-pretesto nei dialoghi contenuti nei miei libri sul nucleare. Ho cominciato a farlo con "La guerra nucleare spiegata a Greta", del 2007.
L'avventura attira, specialmente i giovani, e non si può negare che Turi sia un uomo, di stile di vita decisamente "nonviolento" (ovviamente con tutti i suoi limiti ed anche con picole contraddizioni), dalla vicenda interessante e coinvolgente.

Ecco quindi che è uscito nel luglio 2011 "La follia del nucleare - dialoghi con Greta", autoprodotto con la Kronos, dedicato ai rapporti tra nucleare civile e militare che, secondo me, spiegano "perché ilreferendum non chiude la partita" (è il sottotitolo del libro). Se il caso e la salute mi aiuteranno, presto dovrei sfornare i dialoghi-3, stavolta incentrati sulla Fukushima economica che ci aspetta, sempre con Turi protagonista.

Turi ha ora in progetto di marciare a piedi, per la pace, fino in Afghanistan. Io cerco di dissuaderlo e gli suggerisco l'obiettivo alternativo di Teheran:
1) perché il probabile attacco di Israele è uno scenario da contrastare subito (in una logica di lotta comune della società civile euro-mediterranea);
2) perchè correrebbe meno rischi di finire sequestrato - se va bene - da combatenti jadhisti (e/o criminali loro complici) che hanno, ne sono convinto, meno spessore morale e politico dei guerriglieri vietcong.

Questi ultimi, i vietcong dico, e lo ricordo spesso, non erano mammolette, ma a Jane Fonda fecero fare il giro turistico del Mekong: il loro nemico era l'imperialismo americano, non il popolo americano.

Oggi invece Angelina Jolie finirebbe subito sgozzata da "antimperialisti" molto probabilmente persino peggiori dei "crociati cristiani" che stanno affrontando con una violenza tanto feroce quanto stupida. E non facciamo il solito discorso: "anche gli altri ammazzano, oltretutto in modo più tecnologico, quindi ..."

Anche il buon Turi, non ci giriamo intorno, in mano loro, dei jiadisti, rischierebbe la stessa fine orribile della VIP: ed è tutto dire!

Lo stesso Gino Strada lo ha ammonito: "Appena ti incrociano sulla strada ti sparano addosso. Se sei fortunato ti rapiscono". E non si sta riferendo ai cattivi militari USA e NATO!

Ai tempi dei bolscevichi qualcuno avrebbe commentato: la morte di un innocente sarebbe solo un effetto collaterale di un grande processo storico rivoluzionario.

Ma noi abbiamo visto come finiscono le rivoluzioni (sic) guidate da una simile mentalità: mi sembrerebbe il caso che non ci ricascassimo ancora, perché abbiamo già dato, tutti i popoli del mondo, in termini di speranze mal riposte e disastrosamente distrutte...

Alfonso Navarra


P.S Segnalo un articolo di ben 7 pagine, appena uscito, su "Turi Vaccaro, il guru buono (e povero) dei NO TAV" - questo il richiamo in copertina - che trovate sul Settimanale "OGGI", in edicola).

giovedì 22 marzo 2012

Siamo stati in Val di Susa.. ed abbiamo visto che...

treni superveloci e carriole

Siamostatiinvaldisusa - Impregilo NO tav, il cantiere è zona militare

Abbiamo scritto e diffuso il nostro testo per resistere all’impotenza. Lontano dalla gente che avevamo conosciuto, ascoltato, incontrato. Non riuscivamo a dormire, a stare fermi pensando a quello che stava accadendo. Manganelli, ossa rotte, vetrine spaccate. Abbiamo rapidamente messo insieme il blog per cercare di raccontare la nostra esperienza e restituire alcune informazioni che avevamo raccolto. Era un testo per gli amici, i conoscenti, i colleghi. Una testimonianza di solidarietà nei confronti di chi ci ha accolto e mostrato una storia straordinaria dove gioia, fatica e resistenza si mescolano quotidinamente. Non pensavamo di ricevere in pochi giorni 33.000 visite e più di mille commenti. Invitiamo gli amici della valle a leggerli tutti d’un fiato nei momenti difficili. Quando la stanchezza di giorni passati in assemblea, davanti a un ospedale, in carcere o su un autostrada, comincia a farsi sentire. Leggerli fa bene. Qualcuno l’ ha tradotto autonomamente anche in inglese. http://strugglesinitaly.wordpress.com/2012/03/05/en-translation-what-we-have-understood-by-visiting-the-susa-valley/]

Grazie a tutti. Per aver aderito, condiviso, commentato ed averci incoraggiato a proseguire.

E allora andiamo avanti. …..Venerdì scorso, eravamo di fronte la sede dell’ENEL per esprimere il nostro dissenso nei confronti della costruzione di una serie di dighe nella Patagonia Cilena, in Guatemala e in Colombia.

Storie lontane solo geograficamente, ma uguali nella sostanza, anche e soprattutto per quanto riguarda le mirabolanti imprese italiane. E’ infatti Impregilo la società alla quale è stato affidato il compito di costruire la diga di El Quimbo nel sud della Colombia. E’ curioso che Impregilo, invece di spiegare perché la polizia colombiana abbia utilizzato i suoi mezzi – e quelli di ENEL – per reprimere la resistenza contadina a colpi di candelotti ad altezza uomo [http://www.youtube.com/watch?v=BFv4HG8ALeA ], si preoccupi solamente di precisare, in una nota rilasciata all’adnkronos, che la società «non è coinvolta nei lavori di realizzazione della Tav Torino-Lione in Val di Susa» [1]

Curiosa coincidenza.
Il fatto che l’impresa, ritenuta da tutti la più ovvia assegnataria del contratto di costruzione della Torino-Lione, si affretti a prendere le distanze dal progetto, è una notizia da annotare e tenere presente per il futuro. Forse la popolarità della TAV è veramente giunta al tramonto e la linea dura del governo è necessaria solo ad evitare intralci negli affari futuri..

A proposito di Impregilo una precisazione è doverosa. Nel precedente post, complice la fretta, abbiamo utilizzato informazioni un pò datate. L’assetto societario è infatti recentemente cambiato. La sostanza delle cose purtroppo non molto. Ligresti e Benetton hanno ceduto a Gavio. Il primo è uscito dalla società in cambio di denaro, mentre Benetton ha scambiato le sue azioni con 188 Km di autostrade del Cile.
La new entry che oggi detiene il 20% della società (contro il 30 di Gavio) è la Salini Costruttori, celebre per le sue decennali imprese africane realizzate con i soldi pubblici della cooperazione allo sviluppo. La società è uscita rafforzata dalla recente fusione con la Todini. E’ importante ricordare che Simonpietro Salini risulta essere il socio n.531 della loggia massonica P2. Margherita Todini invece, è stata europarlamentare di Forza Italia e temporaneamente in lizza come possibile governatrice della regione Lazio, prima che la Polverini avesse la meglio.
Ma torniamo a quello che è successo nella valle. Abbiamo impiegato questa settimana a cercare di capire a chi appartenevano le ruspe, guidate dalle forze dell’ordine (non ricorda un pò la Colombia?) , che hanno sgombrato il presidio e devastato il sito archeologico neolitico della Maddalena di Chiomonte a giugno 2011. E qual’era l’impresa che, scortata da un esercito, ha eseguito l’ampliamento del cantiere il 27 febbraio 2012. Non è stato per niente facile. E non ne siamo venuti completamente a capo. Abbiamo capito che fino all’estate scorsa, le imprese incaricate della perimetrazione del cantiere erano Italcoge, proprietà della famiglia Lazzaro, e la società Martina. Entrambe di Susa.

Italcoge, ad agosto del 2011, è fallita a causa di un debito di 4-5 milioni di euro con l’erario. Ovvero evasione fiscale. Da allora non è chiaro chi esattamente abbia realizzato la recinzione. Martina è sicuramente ancora in campo ma si parla anche di Itinera che guarda caso fa parte del gruppo Gavio. E qui si chiuderebbe il cerchio, ma c’è ancora da scavare, ci siamo incaponiti e ci arriveremo.
Intanto c’è da chiedersi perchè il cantiere ha inglobato la baita Clarea, terreno acquistato legalmente in maniera collettiva dagli abitanti della Val di Susa e “temporaneamente occupato” ai sensi dell’art 19 del decreto di stabilità [http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/E3D420D5-A2E8-46E5-B3B9-DA059B889667/0/20111112_L_183.pdf ] che recita al comma 2 “Fatta salva l’ipotesi di più grave reato, chiunque si introduce abusivamente nelle aree di interesse strategico nazionale di cui al comma 1 ovvero impedisce o ostacola l’accesso autorizzato alle aree medesime è punito a norma dell’articolo 682 del codice penale”
E di cosa parla l’articolo 682 del codice penale?

“Ingresso arbitrario in luoghi, ove l’accesso è vietato nell’interesse militare dello Stato”
[http://www.testolegge.com/codice-penale/articolo-682]

Un cantiere ferroviario è un luogo di interesse militare. Il grido di allarme che arriva dalla val di susa non ha bisogno di esser dimostrato… è semplicemente legge dello stato.

La storia viene raccontata sinteticamente nel post del blog di LTF (società partecipata fifty-fifty tra le reti ferroviarie italiana e francese responsabile di tutto il progetto) lanciato il 13 febbraio[ http://blogtorinolione.ltf-sas.com/ampliamento-del-cantiere-de-la-maddalena/]. Leggetelo con attenzione e studiate l’ordine delle azioni, prima si espropria poi si informa i proprietari.

Il blog ha un titolo romantico “Appunti di viaggio Nuova Linea Torino Lione”, consente i commenti anche se con moderazione ed educazione, quindi invitiamo tutti voi sagaci commentatori ad inoltrare pacatamente domande e considerazioni. Staremo a vedere quanti ne verranno pubblicati.

La ricerca prosegue…

CONTINUIAMO A COSTRUIRE L’INFORMAZIONE DAL BASSO, INOLTRA,DIFFONDI, CONDIVIDI, COMMENTA

P.S: Gli autori del blog informano che Forza Nuova Milano ha pubblicato sul suo sito il post “Siamo stati in Val di Susa ed abbiamo capito” facendo proprio il testo omettendo i nomi dei primi firmatari. E’ la stessa storia del popolo valsusino a raccontarci il legame profondo che esiste tra la battaglia per la democrazia di oggi e la lotta antifascista di ieri.

[1] Il link è irreperibile in rete. Testo integrale del dispaccio
AMBIENTE: IMPREGILO, NESSUN COINVOLGIMENTO NELLA TAV IN VAL DI SUSA = LA PRECISAZIONE IN OCCASIONE DELLA MANIFESTAZIONE DAVANTI ALL ‘ ENEL Roma, 2 mar. (Adnkronos) – «Impregilo non è coinvolta nei lavori di realizzazione della Tav Torino-Lione in Val di Susa». Lo precisa un portavoce della società stessa, in una nota inviata all’Adnkronos, in merito al comunicato congiunto diffuso da alcune associazioni che manifestano oggi a Roma. Nel comunicato delle associazioni si legge infatti che «in Colombia, sul Rio Magdalena, la diga dell’ENEL viene costruita da Impregilo, nota impresa italiana specializzata in opere devastanti come la Tav in Val di Susa di cui è responsabile per il 75%». (Mst/Ct/Adnkronos) 02-MAR-12 15:43 NNN

http://pratichesostenibili.blogspot.com/

martedì 13 marzo 2012

Franco Borghi – Lettera Aperta a Susanna Camusso e Pier Luigi Bersani sulla Tav e su “grandi opere” inutili e dannose…



Lettera Aperta

Purtroppo anche PD e CGIL (ai quali io sono iscritto) subiscono condizionamenti pesanti . Dovremmo tutti reagire. Io dal mio piccolo cantuccio ho reagito scrivendo a Bersani e alla Camusso le lettere che vi incollo qui sotto e che fanno ruiferimento ad un’ altra mia al Prof. Monti dello stesso tenore.

01) Cara Susanna,

come tesserato della CGIL-SPI seguo sempre la sua attività per la difesa dei diritti dei lavoratori e concordo con le sue posizioni.
Ma ieri la sua dichiarazione in favore del TAV è stata per me come un pugno nello stomaco. Non mi sarei mai aspettato da lei una simile dichiarazione che sicuramente non deriva dalla sua esperienza e formazione. Anche lei è stata constretta ad adeguarsi alla linea Bersani.
Le invio quindi, qui sotto, la lettera che ho inviato a Bersani e che vale anche per lei.

La ragione che lei ha portato a suffragio della sua dichiarazione pro TAV non sta in piedi. E’ vero che il Progetto TAV darebbe lavoro a circa 6000 lavoratori ( così si dice, ma è da verificare la cifra). Ma è ancora più vero che:
01 – con la stessa somma si potrebbero attuare molti altri progetti di utilità nazionale con l’ impiego di altrettanti lavoratori e maestranze e forse ancora di più. Basti pensare ai lavori necessari per sistemare montagne, fiumi, zone terremotate, scuole, ospedali, musei, ricerca scientifica, ecc. ecc La lista è lunga e lei la conosce meglio di me.

02 – I lavoratori per il progetto TAV percepirebbero sì uno stipendio, ma contribuirebbero a realizzare un’ opera negativa e dannosa per la comunità della Valle e anche per tutti i cittadini italiani, perchè ad essi vengono sottratti soldi che dovrebbero servire per risolvere i problemi sopra citati di grande utilità economica e sociale.

Allora come può lei auspicare la realizzazione di un’ opera che danneggia tutta la nazione e rappresenta una rapina a danno degli italiani ? Non è questa una grossa e incomprensibile contraddizione rispetto a tutto quanto lei fa e dice e rispetto a tutta la storia di lotte della CGIL ?
Sono molto, ma molto amareggiato per il suo appoggio al TAV. Spero che lei si ravveda e si corregga.

Cordialmente, Franco Borghi



2) Egregio On. Bersani Pier Luigi,
in qualità di tesserato PD del Circolo di Cento, desidero inviarle copia conoscenza della lettera che ho scritto al Prof. Monti. Quanto in essa contenuto vale anche per lei.

Io NON condivido la sua presa di posizione a favore del TAV che è un’ opera sbagliata da un punto di vista tecnico e sociale.

Io ho l’impressione che lei non conosca a fondo il progetto del TAV altrimenti non direbbe menzogne e corbellerie in materia.

L’unica cosa che si può dire è che dietro il progetto TAV ci sono enormi interessi inconfessabili e lei probabilmente ne è al corrente fin da quando lanciò questo progetto 20 anni fa. Non lo penso solo io, ma tanti italiani, che non sono stupidi e capiscono le cose.

E’ scandaloso che mentre il governo cerca soldi e li spreme dai lavoratori per far fronte ai problemi dell’ Italia, lo stesso governo ne vuole spendere ben di più per il TAV, e per gli F-35, anche con il supporto del PD. E’ uno scandalo che io denuncio e che grido ai quattro venti.

Tutti gli studi fatti da eminenti studiosi italiani per lei non contano nulla ? Li conosce ? Non credo. Se vuole posso darle i link per ritrovare la documentazione che dimostra come il TAV sia un enorme errore e un enorme spreco di denaro pubblico, quando si sa che esiste una linea ferroviara Torino-Lione, sottoutilizzata. Basterebbe ammodernarla.

C’è anche ipocrisia nei suoi discorsi nei quali auspica soluzioni migliori per la scuola, per la sanità, per i pensionati, ecc. ecc. mentre approva un progetto che assorbe enormi fondi.

Che cosa va a raccontare agli operai che sono in cassa integrazione? E ai disoccupati ? E ai giovani in attesa di lavoro o precari ? Che tutto si risolverà con il TAV?

E’ vero cche il TAV assorbirebbe della mano d’ opera, ma la stessa quantità di mano d’ opera e forse ancora di più, la si potrebbe utilizzare con gli stessi fondi per altre opere necessarie e utili al Paese: messa in sicurezza delle montagne, dei fiumi, delle scuole, terminare gli ospedali interrotti a metà, lanciare un’ edilizia popolare, migliorare i trasporti locali che servono ai pendolari, ecc. ecc.
Se lei insiste nell’approvare il TAV, vuol dire che lei ha interesse a farlo.
Certamente non nell’interesse degli italiani.

Distitni saluti,
Franco BORGHI
Tessera PD- Cento

—————————————–

Franco BORGHI
Via Frescobaldi 13 – 44042 CENTO
Tel.051.6836715 -Fax 051.18895462
Cell.348.3802633
Reply to: xenos@iii.it – farabir@iii.it

sabato 3 marzo 2012

Imposimato: "La mia inchiesta sulla Tav, commissionata dal presidente della Commissione antimafia , non è mai stata discussa dalla commissione stessa"




Tav, Val di Susa, giudice Imposimato: "Falcone e Borsellino morti per inchieste appalti Tav

Lo leggo spesso il magistrato Imposimato, attraverso quel fiume poliedrico di Facebook, come leggo in questi giorni le notizie NO TAV, di cui ho costantemente scritto nel tempo, non potendo esserci davvero sul posto con loro. Girava stanotte una foto di Luca Abbà e le sue parole: “Per chi non mi conosce sappiate che io abito da 10 anni in una borgata dell’alta valle Susa, nella casa dove nacque mio padre e dove hanno vissuto fino alla morte i miei nonni, sono coltivatore diretto da anni e vivo del reddito che mi fornisce la Terra tramite i suoi prodotti, faccio anche saltuari servizi di giardinaggio e il tempo che dedico (volentieri) alla lotta No Tav lo ritaglio tra il lavoro e le mille faccende della vita di campagna. L’amore per la Terra e per questa valle mi spinge a difenderla fino in fondo dalle mani avide degli speculatori; invito Esposito (“uno del pd”) questa estate a farsi una giornata di lavoro con me al mio ritmo e con i miei orari, voglio vedere se riesce ad arrivare sano a fine serata! Chi mi ha visto lavorare sa cosa intendo”.

E tra le tante note e riporti di Facebook è ritornato anche il libro che scrisse Ferdinando Imposimato nel 1999, Corruzione ad Alta Velocità, coadiuvato da Giuseppe Pisauro e Sandro Provvisionato: “sono Ferdinando Imposimato, ex Senatore che ha fatto parte della Commissione parlamentare antimafia e fin dal 1992 mi sono occupato dall’alta velocità. Sono nettamente contrario all’alta velocità in Val di Susa, perché ritengo che in quella zona si riprodurrebbe se dovesse essere realizzata, la stessa situazione che io ho riscontrato insieme a diversi altri collaboratori nel centro e nel sud e nel nord dell’Italia, cioè arricchimento, tangenti, distruzione dell’ambiente e vantaggi minimi…”

Torna alla ribalta quel documento agghiacciante che nella scheda NO TAV Torino così presenta: “Ci vogliono una certa dose di coraggio ed uno stomaco robusto per leggere “Corruzione ad Alta Velocità – Viaggio nel Governo invisibile”. Ma è un’occasione per guardare in faccia la realtà.” Lo scandalo del TAV è l’emblema della degenerazione globale del sistema politico; esso ha coinvolto maggioranza ed opposizione in egual misura. Dopo Tangentopoli non è scaturita una Repubblica rinnovata, ma una riedizione peggiore del vecchio sistema di potere. Si è organicamente strutturata l’alleanza tra ceto politico e forze dominanti del potere economico delle grandi imprese sia private che pubbliche….”

É questo, in sostanza, l’approdo del viaggio costituito dal libro. É il risultato di una rigorosa inchiesta, condotta con grande professionalità dagli autori, una ricerca della verità che seguendo il filo delle vicende legate al TAV attraversa gli anni ’90 della storia italiana. É lo sviluppo di una specie di trama gialla in cui via via vengono scoperte tessere che restituiscono un mosaico di insieme sempre più inquietante: ad ogni capitolo crescono gli intrecci e le dimensioni del groviglio di interessi che si nasconde dietro la Grande Opera, ma solo alla fine si capisce pienamente la ragione per cui l’Alta Velocità abbia tanti sostenitori tra gli imprenditori ed i politici “di rango” di questi anni 2000.

Ferdinando Imposimato, ex giudice, è il tenace conduttore dell’indagine che nasce nel 1995 in seno alla Commissione Antimafia per scoprire le infiltrazioni della criminalità organizzata in Campania, ma che presto si allarga a livello nazionale coinvolgendo noti imprenditori pubblici e privati, politici con incarichi istituzionali ai massimi livelli, magistrati di grande fama che operano coperture e depistaggi compiacenti.”

E ancora, Il giudice Imposimato choc: “Falcone e Borsellino uccisi per le inchieste sugli appalti pubblici e la Tav” “La mia inchiesta sulla Tav, commissionata dal presidente della Commissione antimafia , non è mai stata discussa dalla commissione stessa”. E’ quanto afferma ai microfoni di “Ho scelto Manà” il giudice Ferdinando Imposimato, autore di ‘Corruzione ad alta velocità. Viaggio nel governo invisibile’ (ed. Koiné Nuove Edizioni; pp. 191; € 14,50), un libro inchiesta sulla grande opera dell’alta velocità.

“Quando nel 1992 stava prendendo avvio la Tav, – dice – mi accorsi che quest’opera pubblica era accompagnata da bombe e attentati contro le imprese che si trovavano lungo la tratta. Essendo allora membro della Commissione antimafia, decisi di fare un’inchiesta perché mi resi conto che nell’opera confluiva anche la malavita organizzata al fine di lucrare somme ingenti attraverso la moltiplicazione dei costi. E’ venuto fuori che nella Tav partecipavano politici corrotti e imprese della mafia”. Il costo dell’opera, come venne fuori nei vari processi di tangentopoli, che partiva da 29mila miliardi di lire, avrebbe dovuto raggiungere la somma di 300mila miliardi.

“La cifra – continua Imposimato – serviva per coprire le ‘mazzette’ alla mafia e ai politici. Inoltre, la linea Tav è strettamente connessa con la morte di Falcone e Borsellino, i quali, parallelamente a me, avevano riscontrato le stesse ‘anomalie’ nel progetto Tav”.

Tornando indietro cronologicamente, gli omicidi dei due giudici siciliani avvennero nel 1993, circa un anno dopo l’avvio del progetto della Tav.

“Nonostante vi siano documentazioni delle connessioni con le mafie e con la corruzione politica, – conclude – la mia relazione non è mai stata discussa nella Commissione antimafia perché dopo due anni venne sciolto il Parlamento, a mio avviso, proprio per la mia inchiesta. Non potendo votare a favore per un’alta velocità imperniata sulla corruzione, la mia relazione non è stata mai più discussa. Tutto questo è di una gravità inaudita in quanto un’inchiesta fatta da un relatore su incarico del presidente della Commissione antimafia, non è mai stata presa in considerazione dalla Commissione antimafia”.

Ci tenevo a far conoscere il più possibile anche questa voce, che certo non è anonima e forse molti avrebbero il gran desiderio di vedere spenta. Ma a noi piace piace il sole la luna e le stelle e la Terra da difendere, chi è Umano: Geografie …Sarà Orgoglio pennuto? Può darsi. Ah sarà dura.


Doriana Goracci
UnoNotizie.it

sabato 11 febbraio 2012

Leda Diano: "La Valsusa non è l'altro mondo.. e la TAV non è quel gioiello che dicono.... bensì la madre di tutte le opere inutili..."



Cara amica/o, vorrei dirti qualcosa circa la lotta che il popolo valsusino ha in corso sulla vicenda riguardante il TAV, ed in particolar modo sulla tratta Torino Lione. Io non so come la pensi tu e se hai avuto il modo e la voglia di informarti sulla vicenda, anche perché, purtroppo, i principali mezzi di informazione si limitano...... a dare notizie solamente quando queste sono relative a manifestazioni di protesta o a scontri con le forze dell’ordine, guardandosi bene dall’informare gli italiani dei motivi di questa protesta stessa.

Ad ogni modo sappi che la nostra non è una protesta localistica contro l’occupazione dei nostri territori; noi stiamo lottando per impedire uno sperpero enorme di denaro pubblico per costruir...e un’opera che non serve a nulla perché, stando agli attuali dati, sia il traffico merci che il traffico passeggeri su quella tratta sono in continua diminuzione e non vi sono segnali di controtendenza. Io non ti voglio parlare di problemi di salute o problemi ambientali (che si presenterebbero in modo gigantesco per noi), poichè magari non ti riguardano perché abiti altrove o perché pensi che essi siano risolvibili.

Io ti chiedo solamente di informarti bene, perché la vicenda TAV riguarda anche te da vicino, anche se abiti a centinaia di chilometri di distanza dalla nostra valle. Infatti, per costruire quest’opera, così come tante altre opere inutili disseminate per il nostro paese, si rinuncia a migliorare l’edilizia scolastica, a investire sulla sanità, sull’istruzione, sull’assistenza sociale e su tutte quelle iniziative che farebbero dell’Italia un paese al servizio degli Italiani, quindi anche al Tuo servizio.

LA TORINO-LIONE E’ LA "MADRE" DI TUTTE LE OPERE INUTILI Se vai su qualsiasi motore di ricerca trovi tutte le notizie che ti interessano, ma non soffermarti sulle notizie di cronaca, vai oltre; cerca, ad esempio “150 MOTIVI DEL DIRE NO AL TAV”. Quello che ti chiedo è uno sforzo, lo capisco, ma sappi che una corretta informazione è la base della conoscenza, quindi è una giusta presa di coscienza: è inutile indignarsi quando gli sprechi sono già stati compiuti e nessuno può più porvi rimedio e quando, inoltre, i politici affaristi e senza scrupoli hanno già messo le mani nelle nostre tasche.

DOBBIAMO PREVENIRE E IMPEDIRE DI CONSEGUENZA CHE CIO’ AVVENGA! Questo è ciò che stanno cercando di fare i Valsusini! Dacci una mano anche tu, non lasciarti influenzare da slogan su progresso, lavoro, rilancio economico, "opera strategica per l’Italia", discorsi sull'indispensabilità del'opera per non essere tagliati fuori dall’Europa, perché il TAV non rappresenta nulla di tutto ciò, fidati. Anzi, informati.

NON E’ NECESSARIO ESSERE VALSUSINI PER ESSERE NO TAV. BASTA ESSERE ONESTI E INFORMATI

Leda Diano

lunedì 4 luglio 2011

Eventi NO Tav in Valsusa - Lettera da una mamma del Presidio della Maddalena




Carissimi, grazie della preziosa adesione!

perché anche grazie al vostro messaggio, che ho appena letto, questa sera non mi va di abbattermi, anche se ho appena spento la televisione.

Come stiamo? Ammaccati. Piangenti (causa lacrimogeni, come se piovesse). E tanto incazzati (si può dire?)

Alla manifestazione di oggi (ieri per chi legge) eravamo oltre 60-70 mila persone pacifiche. Forse di più. Mamme, nonne, bambini. Ho fatto metà del percorso accanto ad un piccolino di tre mesi, ignaro e sorridente. Eppure i media nazionali questa sera ci hanno dipinti come violenti. Ci sono tanti ragazzi feriti e tutti i giornalisti parlano di agenti contusi (risibili codici verdi)! Stiamo difendendo gli interessi di tutti e ci descrivono come pericolosi, ridicoli e ottusi egoisti. Fanno vedere immagini di cantieri pescate chissà dove e dicono che il cantiere TAV in Valle di Susa si è aperto. Balle. E gli eroi sarebbero i polizziotti che lo difendono (che difendono il nulla o gli interessi non raccontabili di pochi) sparando lacrimogeni vietati e pure scaduti su gente normale, su anziani che fanno fatica a scappare nei boschi...

Credetemi, dire che sono indignata mi sembra fin banale.

La verità è che sono furibonda, che sono più di vent'anni che lotto pacificamente,

che ho cresciuto i miei figli insegnando loro a cercare la verità, a difendere la dignità, a rispettare la vita in tutte le sue forme, ad amare la propria terra.

La verità è che adesso sono stanca morta

ho ancora gli scarponi ai piedi

ho sentito tutti i tiggì che la tivu mi ha passato

schiumo di rabbia

vorrei farmi una doccia e andare a dormire dicendo che tanto non cambierà mai nulla

e invece mi sono appesa ad internet

e andrò avanti finché non mi schianterò di sonno sulla tastiera

ma bisogna raccontare la nostra storia a chi l'ha sentita solo mistificata

è (credo) un dovere morale. E al diavolo la fatica!

Vi chiedo con amicizia di fare la stessa cosa.

Fate girare il messaggio.

Cercate nella rete (benedetta essa sia!) le immagini di questa nostra giornata esaltante e terribile. E diventate con noi voce, insieme a noi.

Perché ce la faremo solo così.

Unendo le fatiche, le indignazioni, gli sconforti, ma anche i sogni, le passioni e gli ideali di tutti noi, gente per bene

un abbraccio grande e grazie

Barbara

Da una lettera appesa al presidio della Maddalena