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venerdì 27 aprile 2012

Notizie sulla ristrutturazione dello strumento militare... e delega al governo

Posticipata l'età pensionabile delle donne soldato

1) "... alla Camera dei Deputati sono in programma interrogazioni a risposta immediata, propongo di seguito il testo delle ultime due: la prima di due deputati del PdL sulla ristrutturazione dello strumento militare; la seconda dei deputati della lega Nord sulla missione in Afghanistan.
CICU e BALDELLI. —

Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che:
   è in corso un ampio dibattito sulle prospettive di riforma nel settore della difesa;
   su questi aspetti nel mese di febbraio 2012 il Ministro interrogato ha illustrato le linee di indirizzo di una profonda revisione dello strumento militare prima in Consiglio supremo di difesa, poi in Consiglio dei ministri e, quindi, ne ha dato comunicazione alle commissioni parlamentari;
   nella giornata del 31 marzo 2012 anche il Sottosegretario per la difesa, Gianluigi Magri, ha dichiarato alla stampa che il suo ministero sta approntando uno studio per la ristrutturazione dello strumento militare e che nelle prossime settimane è prevista la presentazione di un disegno di legge di delega che definisca obiettivi e modalità della suddetta ristrutturazione;
   in base alle dichiarazioni rese dal Ministro interrogato, il progetto di riforma sarà particolarmente articolato e dovrebbe condurre ad assicurare al settore nel tempo un livello stabile di risorse ed a ridurre l'organico di circa 33.000 militari e 10.000 civili, anche mediante procedure di mobilità e di collocamento in aspettativa –:
   se il Ministro interrogato ritenga di fornire informazioni sull’iter endogovernativo del disegno di legge, chiarendo, in particolare, se sia stato già raggiunto l'accordo, per quanto detto in premessa, con i Ministeri dell'economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali, e se si intenda coinvolgere le rappresentanze militari prima dell'adozione del suddetto disegno di legge in Consiglio dei ministri. (3-02229)
(Presentata il 24 aprile 2012)
   DOZZO, BOSSI, LUSSANA, FOGLIATO, MONTAGNOLI, FEDRIGA, FUGATTI, ALESSANDRI, ALLASIA, BITONCI, BONINO, BRAGANTINI, BUONANNO, CALLEGARI, CAPARINI, CAVALLOTTO, CHIAPPORI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, D'AMICO, DAL LAGO, DESIDERATI, DI VIZIA, DUSSIN, FABI, FAVA, FOLLEGOT, FORCOLIN, GIDONI, GIANCARLO GIORGETTI, GOISIS, GRIMOLDI, ISIDORI, LANZARIN, MAGGIONI, MARONI, MARTINI, MERONI, MOLGORA, LAURA MOLTENI, NICOLA MOLTENI, MUNERATO, NEGRO, PAOLINI, PASTORE, PINI, POLLEDRI, RAINIERI, REGUZZONI, RIVOLTA, RONDINI, SIMONETTI, STEFANI, STUCCHI, TOGNI, TORAZZI, VANALLI e VOLPI. —

Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che:
   la cosiddetta transition strategy adottata dalla Nato a Lisbona sta producendo apprezzabili risultati, come prova la prestazione resa dalle forze di sicurezza afgane in occasione degli assalti a Kabul del 15 aprile 2012;
   ciò nonostante, è evidente una tendenza degli Stati partecipanti alla missione Isaf ad assumere decisioni sul futuro del proprio impegno al di fuori di qualsiasi concertazione. Il Premier australiano, ad esempio, ha annunciato la scorsa settimana l'intenzione del proprio Governo di ritirare in anticipo le truppe, salvo poi correggersi in un successivo momento, mentre la Norvegia si accingerebbe a chiudere il proprio gruppo di ricostruzione provinciale (prt) nella regione settentrionale;
   tali argomenti – futuro della missione Isaf e transition strategy – sono stati oggetto di un recente vertice ministeriale Nato –:
   se stiano maturando i presupposti di una consistente riduzione del nostro contingente dispiegato in Afghanistan.
(3-02230)
(Presentata il 24 aprile 2012)" marco 25 aprile




2) "Napolitano ha firmato il Disegno di legge delega sulla riforma militare, alcune commissioni del Ministero hanno iniziato a lavorare ai decreti attuativi.
Il disegno di legge delega andra' ora al Senato.
Camera e Senato voteranno alcuni criteri a cui il governo dovra' attenersi nel varare la legge, che comunque NON PASSERA' PIU' DAL PARLAMENTO.
Quindi e' una vera e propria delega al Governo.
Il testo sui criteri e vincoli da rispettare che sara' votato nelle aule,
fissa un tetto minimo per gli stanziamenti al Ministero della Difesa fino al 2024, ma non un tetto massimo.
E' proprio cosi' !!! Almeno nel testo che ho letto io, non ancora ufficiale !!!
Inoltre prima del Consiglio dei ministri di venerdi' 27 aprile 2012, i ministri interessati (Interni, Difesa e probabilmente Finanze) discuteranno dell'eta' pensionabile per i militari che dovrebbe aumentare di almeno un paio di anni."

marco 25 aprile


(Fonte: dirittiglobali@peacelink.it)

mercoledì 28 marzo 2012

Viterbo, partenza verso la morte... per soddisfare interessi economici e di dominio




Pochi giorni or sono si e' svolta a Viterbo la cerimonia in vista della partenza di effettivi del primo reggimento dell'aviazione dell'esercito "Antares" per la guerra in Afghanistan.

Partono da Viterbo truppe italiane dirette in Afghanistan, verso la guerra assassina nella quale gia' cinquanta soldati italiani - come innumerevoli altri esseri umani, civili e militari, afgani e di altri paesi ancora - hanno perso la vita.

Partono da Viterbo per decisione di un governo che viola la Costituzione della Repubblica Italiana, Costituzione che all'articolo 11 proibisce esplicitamente ed inequivocabilmente la partecipazione del nostro paese a quella guerra terrorista e stragista.

Partono da Viterbo verso la morte.

In un'atmosfera di vile silenzio, di cinica indifferenza, quando non addirittura sotto l'urlo di una grottesca retorica sciovinista e bellicista, necrofila e insensata, ipocrita ed irresponsabile.

E come essere umano, come cittadino italiano, come abitante di Viterbo, almeno io voglio ribadire che la partecipazione italiana alla guerra e' una flagrante violazione della legalita'; voglio riaffermare che continuare a mandare degli essere umani in Afghanistan a prender parte alla guerra e' un crimine scellerato.

E voglio chiedere ancora una volta al governo e al parlamento del mio paese di recedere dalla guerra e tornare alla legalita'; voglio chiedere al governo e al parlamento del mio paese che questi miei concittadini e conterranei non siano criminalmente e follemente mandati in guerra, esposti al concreto estremo pericolo di uccidere ed essere uccisi.

*

Cessi immediatamente la partecipazione italiana alla guerra afgana.

Tornino immediatamente il governo, il parlamento e il presidente della Repubblica al rispetto della Costituzione su cui si fonda il nostro ordinamento giuridico democratico, il nostro stato di diritto; quella Costituzione cui hanno giurato fedelta' all'atto dell'assunzione del loro incarico.

E si adoperi piuttosto finalmente l'Italia per la cessazione della guerra e dell'occupazione militare in Afghanistan; si adoperi per la pace con mezzi di pace, la pace che salva le vite; si adoperi per il disarmo e la smilitarizzazione dei conflitti; si adoperi per interventi esclusivamente umanitari, disarmati, nonviolenti, di cooperazione civile, intesi a promuovere il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani.

Cessi immediatamente e definitivamente l'invio di militari italiani nella fornace assassina della guerra afgana.

Ogni vita umana e' un valore infinito.

La guerra e' nemica dell'umanita'.

Solo la pace salva le vite.


Peppe Sini - Azione Nonviolenta



DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO



Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

martedì 27 marzo 2012

Alfonso Navarra: "Turi Cordaro Vaccaro.. il guru povero dei NO TAV"

Turi Vaccaro, scaramantico, allontanato dal cantiere TAV

Turi Cordaro Vaccaro, che sta digiunando a Torino per i NO-TAV insieme agli aderenti dell'appello: "ASCOLTATELI!", ripasserà presto da Milano a farci visita, tra LOC di via Pichi e Spazio Kronos di via Borsieri.

Come forse sapete (e se non lo sapete è l'occasione per comunicarvelo), io lo utilizzo come personaggio-pretesto nei dialoghi contenuti nei miei libri sul nucleare. Ho cominciato a farlo con "La guerra nucleare spiegata a Greta", del 2007.
L'avventura attira, specialmente i giovani, e non si può negare che Turi sia un uomo, di stile di vita decisamente "nonviolento" (ovviamente con tutti i suoi limiti ed anche con picole contraddizioni), dalla vicenda interessante e coinvolgente.

Ecco quindi che è uscito nel luglio 2011 "La follia del nucleare - dialoghi con Greta", autoprodotto con la Kronos, dedicato ai rapporti tra nucleare civile e militare che, secondo me, spiegano "perché ilreferendum non chiude la partita" (è il sottotitolo del libro). Se il caso e la salute mi aiuteranno, presto dovrei sfornare i dialoghi-3, stavolta incentrati sulla Fukushima economica che ci aspetta, sempre con Turi protagonista.

Turi ha ora in progetto di marciare a piedi, per la pace, fino in Afghanistan. Io cerco di dissuaderlo e gli suggerisco l'obiettivo alternativo di Teheran:
1) perché il probabile attacco di Israele è uno scenario da contrastare subito (in una logica di lotta comune della società civile euro-mediterranea);
2) perchè correrebbe meno rischi di finire sequestrato - se va bene - da combatenti jadhisti (e/o criminali loro complici) che hanno, ne sono convinto, meno spessore morale e politico dei guerriglieri vietcong.

Questi ultimi, i vietcong dico, e lo ricordo spesso, non erano mammolette, ma a Jane Fonda fecero fare il giro turistico del Mekong: il loro nemico era l'imperialismo americano, non il popolo americano.

Oggi invece Angelina Jolie finirebbe subito sgozzata da "antimperialisti" molto probabilmente persino peggiori dei "crociati cristiani" che stanno affrontando con una violenza tanto feroce quanto stupida. E non facciamo il solito discorso: "anche gli altri ammazzano, oltretutto in modo più tecnologico, quindi ..."

Anche il buon Turi, non ci giriamo intorno, in mano loro, dei jiadisti, rischierebbe la stessa fine orribile della VIP: ed è tutto dire!

Lo stesso Gino Strada lo ha ammonito: "Appena ti incrociano sulla strada ti sparano addosso. Se sei fortunato ti rapiscono". E non si sta riferendo ai cattivi militari USA e NATO!

Ai tempi dei bolscevichi qualcuno avrebbe commentato: la morte di un innocente sarebbe solo un effetto collaterale di un grande processo storico rivoluzionario.

Ma noi abbiamo visto come finiscono le rivoluzioni (sic) guidate da una simile mentalità: mi sembrerebbe il caso che non ci ricascassimo ancora, perché abbiamo già dato, tutti i popoli del mondo, in termini di speranze mal riposte e disastrosamente distrutte...

Alfonso Navarra


P.S Segnalo un articolo di ben 7 pagine, appena uscito, su "Turi Vaccaro, il guru buono (e povero) dei NO TAV" - questo il richiamo in copertina - che trovate sul Settimanale "OGGI", in edicola).

lunedì 26 marzo 2012

PEPPE SINI: IL GOVERNO ITALIANO ASSASSINO DEI SOLDATI ITALIANI E DI COMBATTENTI E CIVILI AFGANI



In Afghanistan e' in corso una guerra. Che consiste di stragi, devastazioni ed orrori inauditi. A questa guerra da dieci anni partecipa anche l'Italia. Illegalmente, poiche' la Costituzione della Repubblica Italiana lo proibisce esplicitamente, inequivocabilmente.

L'illegale, criminale partecipazione italiana alla guerra e' responsabile della morte dei soldati italiani li' assassinati, ed e' responsabile della morte degli afgani assassinati dagli italiani.

E l'Italia e' corresponsabile altresi' di tutte le altre stragi, di tutti gli altri orrori, commessi dalle truppe d'occupazione della coalizione di cui fa parte.

I governanti italiani che continuano a mandare giovani italiani a morire e ad uccidere in Afghanistan sono dei criminali, sono degli assassini.

Sono direttamente responsabili di quelle uccisioni i governanti italiani di questi ultimi dieci anni e con essi i parlamentari che hanno votato a favore di questo crimine ed i presidenti della Repubblica che questo crimine hanno avallato tradendo il loro dovere di fedelta' alla Costituzione che la partecipazione alla guerra vieta.

Sono colpevoli della morte degli italiani uccisi dagli afgani e sono colpevoli della morte degli afgani uccisi dagli italiani. Poiche' se non avessero inviato i soldati italiani a partecipare alla guerra in Afghanistan gli uni e gli altri sarebbero ancora vivi.

Dieci anni di stragi. Dieci anni di criminale violazione della legge fondamentale del nostro ordinamento giuridico. Dieci anni di complicita' col male piu' abissale.

*

Cessi immediatamente la partecipazione italiana alla guerra terrorista e stragista.

Tornino immediatamente e definitivamente in Italia tutti i soldati italiani dispiegati in Afghanistan. Tornino vivi.

Cessi immediatamente la flagrante, insensata, scellerata violazione della Costituzione italiana e del diritto internazionale.

Cessi immediatamente questo abominevole crimine contro l'umanita'.

Si adoperi lo stato italiano per la pace, il disarmo e la smilitarizzazione dei conflitti.

Cessi lo stato italiano di far morire degli esseri umani e si impegni invece per salvare le vite, recare aiuti umanitari, promuovere i diritti di tutti gli esseri umani, con interventi di cooperazione internazionale e di umana solidarieta' rigorosamente civili, non armati, nonviolenti.

Vi e' una sola umanita'.

Solo la pace salva le vite.

La guerra - che sempre consiste di omicidi - sempre e' nemica dell'umanita'.



2. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO



Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

Beppe Sini
nbawac@tin.it