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giovedì 22 marzo 2012

Siamo stati in Val di Susa.. ed abbiamo visto che...

treni superveloci e carriole

Siamostatiinvaldisusa - Impregilo NO tav, il cantiere è zona militare

Abbiamo scritto e diffuso il nostro testo per resistere all’impotenza. Lontano dalla gente che avevamo conosciuto, ascoltato, incontrato. Non riuscivamo a dormire, a stare fermi pensando a quello che stava accadendo. Manganelli, ossa rotte, vetrine spaccate. Abbiamo rapidamente messo insieme il blog per cercare di raccontare la nostra esperienza e restituire alcune informazioni che avevamo raccolto. Era un testo per gli amici, i conoscenti, i colleghi. Una testimonianza di solidarietà nei confronti di chi ci ha accolto e mostrato una storia straordinaria dove gioia, fatica e resistenza si mescolano quotidinamente. Non pensavamo di ricevere in pochi giorni 33.000 visite e più di mille commenti. Invitiamo gli amici della valle a leggerli tutti d’un fiato nei momenti difficili. Quando la stanchezza di giorni passati in assemblea, davanti a un ospedale, in carcere o su un autostrada, comincia a farsi sentire. Leggerli fa bene. Qualcuno l’ ha tradotto autonomamente anche in inglese. http://strugglesinitaly.wordpress.com/2012/03/05/en-translation-what-we-have-understood-by-visiting-the-susa-valley/]

Grazie a tutti. Per aver aderito, condiviso, commentato ed averci incoraggiato a proseguire.

E allora andiamo avanti. …..Venerdì scorso, eravamo di fronte la sede dell’ENEL per esprimere il nostro dissenso nei confronti della costruzione di una serie di dighe nella Patagonia Cilena, in Guatemala e in Colombia.

Storie lontane solo geograficamente, ma uguali nella sostanza, anche e soprattutto per quanto riguarda le mirabolanti imprese italiane. E’ infatti Impregilo la società alla quale è stato affidato il compito di costruire la diga di El Quimbo nel sud della Colombia. E’ curioso che Impregilo, invece di spiegare perché la polizia colombiana abbia utilizzato i suoi mezzi – e quelli di ENEL – per reprimere la resistenza contadina a colpi di candelotti ad altezza uomo [http://www.youtube.com/watch?v=BFv4HG8ALeA ], si preoccupi solamente di precisare, in una nota rilasciata all’adnkronos, che la società «non è coinvolta nei lavori di realizzazione della Tav Torino-Lione in Val di Susa» [1]

Curiosa coincidenza.
Il fatto che l’impresa, ritenuta da tutti la più ovvia assegnataria del contratto di costruzione della Torino-Lione, si affretti a prendere le distanze dal progetto, è una notizia da annotare e tenere presente per il futuro. Forse la popolarità della TAV è veramente giunta al tramonto e la linea dura del governo è necessaria solo ad evitare intralci negli affari futuri..

A proposito di Impregilo una precisazione è doverosa. Nel precedente post, complice la fretta, abbiamo utilizzato informazioni un pò datate. L’assetto societario è infatti recentemente cambiato. La sostanza delle cose purtroppo non molto. Ligresti e Benetton hanno ceduto a Gavio. Il primo è uscito dalla società in cambio di denaro, mentre Benetton ha scambiato le sue azioni con 188 Km di autostrade del Cile.
La new entry che oggi detiene il 20% della società (contro il 30 di Gavio) è la Salini Costruttori, celebre per le sue decennali imprese africane realizzate con i soldi pubblici della cooperazione allo sviluppo. La società è uscita rafforzata dalla recente fusione con la Todini. E’ importante ricordare che Simonpietro Salini risulta essere il socio n.531 della loggia massonica P2. Margherita Todini invece, è stata europarlamentare di Forza Italia e temporaneamente in lizza come possibile governatrice della regione Lazio, prima che la Polverini avesse la meglio.
Ma torniamo a quello che è successo nella valle. Abbiamo impiegato questa settimana a cercare di capire a chi appartenevano le ruspe, guidate dalle forze dell’ordine (non ricorda un pò la Colombia?) , che hanno sgombrato il presidio e devastato il sito archeologico neolitico della Maddalena di Chiomonte a giugno 2011. E qual’era l’impresa che, scortata da un esercito, ha eseguito l’ampliamento del cantiere il 27 febbraio 2012. Non è stato per niente facile. E non ne siamo venuti completamente a capo. Abbiamo capito che fino all’estate scorsa, le imprese incaricate della perimetrazione del cantiere erano Italcoge, proprietà della famiglia Lazzaro, e la società Martina. Entrambe di Susa.

Italcoge, ad agosto del 2011, è fallita a causa di un debito di 4-5 milioni di euro con l’erario. Ovvero evasione fiscale. Da allora non è chiaro chi esattamente abbia realizzato la recinzione. Martina è sicuramente ancora in campo ma si parla anche di Itinera che guarda caso fa parte del gruppo Gavio. E qui si chiuderebbe il cerchio, ma c’è ancora da scavare, ci siamo incaponiti e ci arriveremo.
Intanto c’è da chiedersi perchè il cantiere ha inglobato la baita Clarea, terreno acquistato legalmente in maniera collettiva dagli abitanti della Val di Susa e “temporaneamente occupato” ai sensi dell’art 19 del decreto di stabilità [http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/E3D420D5-A2E8-46E5-B3B9-DA059B889667/0/20111112_L_183.pdf ] che recita al comma 2 “Fatta salva l’ipotesi di più grave reato, chiunque si introduce abusivamente nelle aree di interesse strategico nazionale di cui al comma 1 ovvero impedisce o ostacola l’accesso autorizzato alle aree medesime è punito a norma dell’articolo 682 del codice penale”
E di cosa parla l’articolo 682 del codice penale?

“Ingresso arbitrario in luoghi, ove l’accesso è vietato nell’interesse militare dello Stato”
[http://www.testolegge.com/codice-penale/articolo-682]

Un cantiere ferroviario è un luogo di interesse militare. Il grido di allarme che arriva dalla val di susa non ha bisogno di esser dimostrato… è semplicemente legge dello stato.

La storia viene raccontata sinteticamente nel post del blog di LTF (società partecipata fifty-fifty tra le reti ferroviarie italiana e francese responsabile di tutto il progetto) lanciato il 13 febbraio[ http://blogtorinolione.ltf-sas.com/ampliamento-del-cantiere-de-la-maddalena/]. Leggetelo con attenzione e studiate l’ordine delle azioni, prima si espropria poi si informa i proprietari.

Il blog ha un titolo romantico “Appunti di viaggio Nuova Linea Torino Lione”, consente i commenti anche se con moderazione ed educazione, quindi invitiamo tutti voi sagaci commentatori ad inoltrare pacatamente domande e considerazioni. Staremo a vedere quanti ne verranno pubblicati.

La ricerca prosegue…

CONTINUIAMO A COSTRUIRE L’INFORMAZIONE DAL BASSO, INOLTRA,DIFFONDI, CONDIVIDI, COMMENTA

P.S: Gli autori del blog informano che Forza Nuova Milano ha pubblicato sul suo sito il post “Siamo stati in Val di Susa ed abbiamo capito” facendo proprio il testo omettendo i nomi dei primi firmatari. E’ la stessa storia del popolo valsusino a raccontarci il legame profondo che esiste tra la battaglia per la democrazia di oggi e la lotta antifascista di ieri.

[1] Il link è irreperibile in rete. Testo integrale del dispaccio
AMBIENTE: IMPREGILO, NESSUN COINVOLGIMENTO NELLA TAV IN VAL DI SUSA = LA PRECISAZIONE IN OCCASIONE DELLA MANIFESTAZIONE DAVANTI ALL ‘ ENEL Roma, 2 mar. (Adnkronos) – «Impregilo non è coinvolta nei lavori di realizzazione della Tav Torino-Lione in Val di Susa». Lo precisa un portavoce della società stessa, in una nota inviata all’Adnkronos, in merito al comunicato congiunto diffuso da alcune associazioni che manifestano oggi a Roma. Nel comunicato delle associazioni si legge infatti che «in Colombia, sul Rio Magdalena, la diga dell’ENEL viene costruita da Impregilo, nota impresa italiana specializzata in opere devastanti come la Tav in Val di Susa di cui è responsabile per il 75%». (Mst/Ct/Adnkronos) 02-MAR-12 15:43 NNN

http://pratichesostenibili.blogspot.com/

lunedì 4 luglio 2011

Eventi NO Tav in Valsusa - Lettera da una mamma del Presidio della Maddalena




Carissimi, grazie della preziosa adesione!

perché anche grazie al vostro messaggio, che ho appena letto, questa sera non mi va di abbattermi, anche se ho appena spento la televisione.

Come stiamo? Ammaccati. Piangenti (causa lacrimogeni, come se piovesse). E tanto incazzati (si può dire?)

Alla manifestazione di oggi (ieri per chi legge) eravamo oltre 60-70 mila persone pacifiche. Forse di più. Mamme, nonne, bambini. Ho fatto metà del percorso accanto ad un piccolino di tre mesi, ignaro e sorridente. Eppure i media nazionali questa sera ci hanno dipinti come violenti. Ci sono tanti ragazzi feriti e tutti i giornalisti parlano di agenti contusi (risibili codici verdi)! Stiamo difendendo gli interessi di tutti e ci descrivono come pericolosi, ridicoli e ottusi egoisti. Fanno vedere immagini di cantieri pescate chissà dove e dicono che il cantiere TAV in Valle di Susa si è aperto. Balle. E gli eroi sarebbero i polizziotti che lo difendono (che difendono il nulla o gli interessi non raccontabili di pochi) sparando lacrimogeni vietati e pure scaduti su gente normale, su anziani che fanno fatica a scappare nei boschi...

Credetemi, dire che sono indignata mi sembra fin banale.

La verità è che sono furibonda, che sono più di vent'anni che lotto pacificamente,

che ho cresciuto i miei figli insegnando loro a cercare la verità, a difendere la dignità, a rispettare la vita in tutte le sue forme, ad amare la propria terra.

La verità è che adesso sono stanca morta

ho ancora gli scarponi ai piedi

ho sentito tutti i tiggì che la tivu mi ha passato

schiumo di rabbia

vorrei farmi una doccia e andare a dormire dicendo che tanto non cambierà mai nulla

e invece mi sono appesa ad internet

e andrò avanti finché non mi schianterò di sonno sulla tastiera

ma bisogna raccontare la nostra storia a chi l'ha sentita solo mistificata

è (credo) un dovere morale. E al diavolo la fatica!

Vi chiedo con amicizia di fare la stessa cosa.

Fate girare il messaggio.

Cercate nella rete (benedetta essa sia!) le immagini di questa nostra giornata esaltante e terribile. E diventate con noi voce, insieme a noi.

Perché ce la faremo solo così.

Unendo le fatiche, le indignazioni, gli sconforti, ma anche i sogni, le passioni e gli ideali di tutti noi, gente per bene

un abbraccio grande e grazie

Barbara

Da una lettera appesa al presidio della Maddalena

venerdì 10 giugno 2011

Ezio Bertok: "In Val di Susa continua la battaglia notav.. ma offriamo anche accoglienza e amicizia..."




A nome di tutto il movimento notav un grande GRAZIE a chi ha raccolto il nostro appello "per la democrazia e il rispetto della legalità in Val di Susa" e a chi si è attivato per diffonderlo alla ricerca di altre adesioni (e ci scusiamo se va a rilento la pubblicazione dei nomi sul sito www.notavtorino.org: siate comprensivi).
L'ottimo risultato ottenuto (in poco più di 48 ore oltre 1700 adesioni da tutto il paese) ci conferma quanto ampio sia l'interesse e quanto grande la solidarietà per la nostra resistenza.

Molti ci hanno espresso, nel loro messaggio di adesione, la disponibilità a sostenerci concretamente e ci hanno chiesto cosa possono fare. Il primo invito è a non farsi distrarre dalla campagna di disinformazione di massa che rovescia il senso di parole quali democrazia e sopraffazione: invitate conoscenti, colleghi, amici e parenti a fare altrettanto: anche chi non è oggi con noi ma non ha un interesse nel grande bussiness del TAV può capire e ricredersi.

Nell'immediato rivolgiamo tre inviti che forse qualcuno di voi potrà raccogliere.

1. Informazione
Dal fronte che vuole aprire i cantieri "a tutti i costi e con ogni mezzo" si moltiplicano i tentativi per creare una vera e propria strategia della tensione attraverso la criminalizzazione del movimento notav. E' un segnale molto preoccupante e va preso sul serio.
Il nostro appello ribalta l'accusa di violenza e di illegalità che ci viene rovesciata addosso, invitando a guardare da che parte stanno coloro che portano rispetto per la democrazia e dove regna invece l'illegalità e la violenza.
Su questi due temi è convocata per domani alle ore 11 una conferenza stampa davanti alla sede Rai di Torino, in via Verdi (in allegato il testo di convocazione della conferenza stampa).
Vorremo che non fosse una semplice conferenza stampa in cui tre giornalisti distratti ascoltano e se ne vanno: per questo saranno presenti i promotori dell'appello e vorremmo avere con noi quante più persone possibili tra coloro che lo hanno sottoscritto. Chi vive a Torino e dintorni cerchi di esserci .

2. Lavoro
La campagna di disinformazione e di criminalizzazione ha puntato in questi ultimi tempi a contrapporre la resistenza notav al lavoro e agli operai. Chi è in buona fede sa che esattamente il contrario. A questa campagna diffamatoria rispondiamo anche con una piccola ma significativa iniziativa: sta nascendo una rete di artigiani e imprenditori fermamente convinta che il lavoro si difende dicendo notav e non viceversa.

Tra chi ha dato l'adesione al nostro appello figurano artigiani, lavoratori in proprio, professionisti, imprenditori: a loro rivolgiamo l'invito ad aderire alla proposta "Imprenditori in difesa del territorio". Potete trovare la carta d'intenti della nuova associazione su http://www.notavtorino.org/documenti/intenti-impren-territ-7-6-11.pdf, e per aderire potete contattare direttamente questo indirizzo: perlanostravalle1@gmail.com

3. Non solo barricate
Tra un allarme e l'altro, tra una notte passata in bianco ed una con i cellulari sul comodino non ci facciamo distrarre da ciò che abbiamo sempre fatto: confrontarci con chi ci viene a trovare, organizzare conferenze, concerti, assemblee, spettacoli teatrali, visite guidate a siti archeologici nei luoghi interessati dal progetto TAV.... Così come non rinunciamo alle nostre cene condivise e alla convivialità.
La val di Susa è incorreggibile, a volte perfino incosciente: ma forse anche per questo la resistenza notav è vista come una sorta di bene comune da difendere, una ricchezza anche per molti che non vivono in valle.

A tutti questi rinnoviamo l'invito a venirci a trovare, a raggiungere in questi giorni il presidio della Maddalena di Chiomonte: non soltanto per aiutarci a difendere in nostro (e il loro) futuro dai blitz invocati a gran voce da maggioranza e minoranza in parlamento e a Torino, ma anche per condividere con noi tutto il resto. Stasera ad esempio è in programma un grande concerto con i Lou Dalfin, domani una conferenza sulle strade napoleoniche e poi una performance del gruppo teatrale "L'Interezza non è il mio forte", domenica... Beh, venite.

Se vi fermate a dormire non dimenticate tenda e sacco a pelo... per la cucina ci pensa la Val di Susa!

Ezio Bertok - eziobertok@tiscali.it
(Comitato NOTAV Torino)

P.S. nella fretta di venire a trovarci non dimenticate però di mettere qualche croce nelle schede per i referendum... siamo intesi, sì?

............

Appello già pubblicato al quale ha aderito il Circolo Vegetariano VV.TT. e la Rete Bioregionale Italiana:
altracalcata-altromondo.blogspot.com/.../tav-redde-rationem-in-val-di-susa.html

mercoledì 8 giugno 2011

TAV, redde rationem in Val di Susa - Appello di Ezio Bertok per la mobilitazione generale!




Carissime/i,
la situazione in Valsusa sta diventando veramente delicata: a questo punto è molto probabile nei prossimi giorni (o prossime notti) una prova di forza voluta dal governo, da partiti di maggioranza e di minoranza, dall'associazione degli industriali di Torino e chissà da quanti altri. Il nuovo sindaco di Torino, Fassino, incontrerà domani Maroni sul problema TAV e gli chiederà "di fare i passi necessari per l'avvio del cantiere". Quali siano questi passi è facile immaginare, viste le posizioni assunte dal PD torinese.

Vi proponiamo un appello urgente di solidarietà con la Valsusa: fatelo girare più che potete, in rete, sui giornali locali, tra i vostri contatti; dateci la vostra adesione e chiedete l'adesione di tanti singoli cittadini, associazioni, esponenti del mondo della cultura... insomma, fate voi.

Di seguito l'appello. Lo trovate anche su www.notavtorino.org con le informazioni per aderire: per il momento potete inviare un email a postmaster@notavtorino.org con oggetto"valsusa" e indicare il vostro nome (se l'adesione è a titolo personale) oppure l'associazione/comitato/movimento/ecc. per cui date l'adesione.

La Val di Susa è pronta a rispondere a questa ennesima provocazione come ha sempre fatto: con migliaia di persone, in modo pacifico ma assolutamente determinato. Impedire l'installazione di questo primo cantiere è oggi il nostro primo obiettivo, domani vedremo.
Ricevere molta solidarietà e tantissime adesioni al nostro appello ci può essere di grande aiuto.
E chi può venga al presidio della Maddalena di Chiomonte
Un abbraccio
Ezio (Comitato notav Torino)

--
Ezio Bertok
(011.702857 - 333.7640360)

**************


Appello per la democrazia e il rispetto della legalità in Val di Susa

Premessa
In questi giorni la Val di Susa sta vivendo momenti di tensione che ricordano quelli dell’autunno 2005 quando fu usata la forza per imporre l’apertura di un cantiere in vista della realizzazione del TAV Torino-Lione. Da allora nessun cantiere è stato aperto ma le promesse di governi di diverso colore di aprire un dialogo e un confronto con le istituzioni locali si sono dimostrate un inganno e le amministrazioni democraticamente elette, critiche sulla realizzazione della grande opera, non sono state riconosciute dal governo quali interlocutori affidabili e sono state estromesse dai tavoli di confronto.

Decine di migliaia di persone chiedono semplicemente di essere ascoltate, chiedono un confronto vero, pretendono che alle loro ragioni - scientificamente documentate -si risponda entrando nel merito. In cambio ricevono insulti e l’accusa di voler difendere il loro piccolo cortile, di volersi opporre al progresso, di non rispettare le regole: slogan e accuse infondate in risposta ad argomenti seri, a pratiche di protesta pacifica, all’utilizzo rigoroso di ogni spazio previsto da leggi e procedure.

L’opposizione al TAV Torino-Lione è diventata in questi anni un esempio di partecipazione democratica dal basso, di democrazia vera, di resistenza all’illegalità ed al sopruso in difesa dei beni comuni: un’opposizione popolare che può contare sul sostegno della comunità montana e di ben 24 consigli comunali.

Viceversa il governo e le potenti lobby che governano l’economia e la finanza, con l’appoggio di partiti di maggioranza e minoranza, non hanno esitato a stravolgere procedure, infrangere leggi e ingannare l’Unione Europea pur di assicurarsi un grande business da cui anche la grande criminalità organizzata e le mafie contano di trarre profitto. Hanno scatenato una grande campagna mediatica per nascondere le dimensioni e le ragioni dell’opposizione, per screditare il movimento notav presentandolo come covo di estremisti e sovversivi: la criminalizzazione del dissenso è un’arma micidiale a cui ricorre solo chi disprezza il confronto democratico e le regole condivise.

Il 7 giugno 2011 fallito ogni tentativo di comprare il consenso e la benevolenza di cittadini e sindaci, il governo sta preparando una nuova prova di forza: il Prefetto assicura che “sarà il Questore a decidere tempi e modi” per installare il primo cantiere. E mentre la campagna di disinformazione si intensifica rispuntano le intimidazioni mafiose e le provocazioni che si ripetono puntuali dal 2005 ad oggi, dagli incendi dolosi dei presidi notav alle buste con le pallottole. In nessun caso indagini serie hanno portato a individuare i responsabili, ogni volta il movimento notav ha denunciato la natura mafiosa di tali gesti, ha riaffermato e rivendicato con orgoglio il carattere pacifico della propria lotta, ha invitato a cercare esecutori e mandanti tra chi ha interesse ad avviare i cantieri.

Se questo è il quadro non possiamo rimanere indifferenti, non possiamo rimanere in silenzio e ci rivolgiamo a singoli cittadini, associazioni, sindacati, movimenti, esponenti del mondo della cultura affinché si uniscano a noi in questo appello.


Appello per la democrazia e il rispetto della legalità in Val di Susa

Come singoli cittadini, associazioni, sindacati, movimenti, esponenti del mondo della cultura:

x rifiutiamo l’idea che la realizzazione di una grande opera possa ridursi ad un problema di ordine pubblico

x condanniamo senza riserve l’invito ad usare la forza e a militarizzare il territorio lanciato nei giorni scorsi da rappresentanti del popolo eletti in Parlamento, da alcuni partiti e da alcune associazioni di imprenditori

x denunciamo il disprezzo delle più elementari regole della democrazia e pretendiamo dal governo il rispetto della legalità, il rispetto dei diritti dei cittadini, il rispetto nei confronti della amministrazioni locali democraticamente elette

x respingiamo il ricatto e le strumentalizzazioni secondo cui chi si oppone al TAV non difende il lavoro: al contrario la realizzazione di questa grande opera inutile penalizzerebbe pesantemente le economie locali in cambio di pochi posti di lavorio precario e privo di tutele e di diritti, mentre un diverso utilizzo delle risorse pubbliche creerebbe numerose opportunità di nuova occupazione

x le ragioni di chi si oppone a questa grande opera inutile, devastante, che sottrarrebbe enormi risorse economiche ai servizi pubblici di tutto il paese sono le nostra ragioni: non ci rassegniamo all’idea che il nostro futuro possa essere deciso da quell’intreccio perverso tra politica, affari e criminalità organizzata che governa ampie aree del nostro paese e inquina la nostra società.

Il nostro riferimento continua ad essere la Costituzione, quella Costituzione nata dalla Resistenza e oggi troppo spesso violentata. Per queste ragioni esprimiamo la nostra solidarietà alla resistenza notav e ci impegniamo a sostenerla concretamente.

Invitiamo a diffondere questo appello e a raccogliere nuove adesioni (per aderire: www.notavtorino.org)

Con l'adesione del Circolo vegetariano VV.TT.
e della Rete Bioregionale Italiana