domenica 2 ottobre 2022

Giorgia Meloni e il fattore Reddito di Cittadinanza

 


Come previsto, il centro-destra ha vinto sul centro-sinistra con larghissimo distacco. E  -come previsto– all’interno del centro-destra Fratelli d’Italia ha fatto la parte del leone: il 26%. 

Risultato che avrebbe potuto essere ancóra piú clamoroso  senza lo scivolone della Meloni sul reddito di cittadinanza; scivolone che ha penalizzato fortemente FdI al sud, offrendo – di converso – una insperata ciambella di salvataggio ad un Movimento Cinque Stelle che sembrava serenamente incamminato sul viale del tramonto.

Ora, in una Italia dove il 9,4% della popolazione é in stato di “povertá assoluta” e l’11,1% in stato di “povertá relativa” (dati ISTAT del 2021) avrebbe dovuto esser chiaro che non era (e non é) possibile teorizzare lo smantellamento del reddito di cittadinanza. Se ne puó certamente ipotizzare una revisione radicale, in modo da eliminare le tante storture che vi fanno corona e da evitare che diventi un comodo marchingegno per percepire un reddito senza lavorare. Certo, la Meloni ha ragione quando dice che lo Stato deve dare lavoro e non assistenza. Ma é anche vero che, fino a quando non riesce a dare il lavoro, lo Stato ha il dovere di dare almeno l’assistenza.

Certe ricette “conservatrici” vanno bene per i ricchi paesi anglosassoni, non per l’Italia, specie per l’Italia meridionale, dove di lavoro se ne trova davvero poco.  

Dall'altra "parte"’l'elettorato italiano di sinistra ha faticato non poco a capire che di sinistra nel PD c’é rimasto ben poco, ma alla fine qualcuno se ne é reso conto.

Adesso il PD é tutto Agenda Draghi, Spending review di Cottarelli e Ius Soli di George Soros. Ovvero, largo ai miliardari, alle banche americane e ai teorizzatori del rigorismo reazionario. Con tanti saluti al popolo, ai lavoratori e a tutte le parole d’ordine dei bei tempi andati

Letta, poverino, ha fatto quel che ha potuto per affossare un po’ di piú il povero PD.

A lutto, e lutto stretto,  anche la nomenklatura dell’Unione Europea, dalla donnetta di Bruxelles all’ultimo Gentiloni. La Meloni non avrá verso l’Unione Europea i riguardi che – purtroppo – riserverá alla NATO. Il fatto é che gli amici della Giorgia (in primo luogo i nordamericani e gli inglesi) non amano affatto questa UE paravento di una Germania che, oggi come ieri, fa paura agli anglosassoni. La guerra americana contro la Russia (travestita da guerra in Ukraina) é stata anche una guerra mossa contro la Germania e contro l’Europa a guida tedesca; anche se la Germania e l’Europa non l’hanno capito. Gli USA hanno voluto impedire che potesse nascere un monolite economico euroasiatico che faceva loro paura.

Stralcio di un articolo di Michele Rallo



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