mercoledì 12 maggio 2021

Guerra intestina tra magistrati e influencer col rolex



Magistrati che si sfracellano tra di loro, pur di togliere di mezzo colleghi che non nuotano nelle stesse paludi. Magistrati che, in quattro, si spartiscono la stessa inchiesta su alcuni incandescenti verbali che coinvolgerebbero vertici di ogni tipo, riuniti in una loggia tipo P2. Verbali prodotti da un pregiudicato massone, esperto all'italiana di cose false e vere (e su chi si concentrano alla fine gli strali dei supermagistrati? Su Davigo e Storari, proprio i colleghi che si erano adoperati per tirare fuori dalla naftalina la possibile bomba anti-establishment. Non era già successo a Di Matteo, De Magistris, Woodcock, Robledo (quello che indagava sui misfatti dell'Expo e fu bloccato dal capo, Bruti Liberati e spedito dal CSM a Torino)? I "porti delle nebbie si moltiplicano". E' il solito Zeitgeist della magistratura ai tempi del Covid e di Palamara.

Succede quando, da sempre, ma oggi come non mai, si mette il paese in mano a provati e callaudati soggetti pseudo-italiani e cripto-alieni, delegati alla distruzione del paese per conto terzi, concorrenti, pseudo-alleati e cripto-nemici. Si potrebbe parlare di stragi da "fuoco amico", però l'aggettivo non calza.

Chiudo con un pensierino affettuoso all'ex-rapper e ora sub-influencer al negativo, Fedez, del binomio transumano Ferragnez. Una vetrina del politicamente abietto, abitata da una venditrice, con pupo manichino, che su me ha il potere seduttivo di una bambola di gomma sgonfia, e dal sendwichman Amazon che, in Lamborghini, va a consolare i mendicanti milanesi, Per meritarsi il titolo di "Uomo dell'Anno" su Time, è andato alla Festa dei Lavoratori e li ha sostituiti con gay, lesbiche, trans, bi, queer e chi più la fa strano più rende Fedez progressista. Al passo con i tempi. Anche perchè non genera (semmai compra), rendendo felice Bill Gates. Per rendersi persuasivo è ricorso all'arma fine del mondo, il vittimismo. La RAI avrebbe censurato le sue intemerate a favore dell'orribile legge Zan, legge 'ndo' cojo, cojo. Per illuminarsi di vittimismo, il "comunista col rolex" la telefonata RAI, l'ha censurata lui.

Fulvio Grimaldi - https://fulviogrimaldi.blogspot.com/



lunedì 10 maggio 2021

Petizione per fermare la sorveglianza biometrica in Europa

 Non siamo codici a barre che camminano


In tutta Europa forze di polizia, autorità locali e aziende private stanno segretamente diffondendo tecnologie sperimentali e invasive che tracciano e analizzano i nostri dati biometrici, trasformando in oggetti i nostri volti e i nostri corpi mentre ci muoviamo negli spazi pubblici.

Stiamo parlando di dati sul nostro corpo e comportamento: riconoscimento facciale, dell’iride, della retina, del nostro modo di camminare e della voce, del DNA, del palmo e della geometria della mano, delle impronte digitali...

Si tratta di dati particolarmente sensibili perché collegati alle nostre identità personali. Possono essere utilizzati per ricavare informazioni protette e intime su chi siamo, sulla nostra salute e su molto altro ancora.

STOP SORVEGLIANZA BIOMETRICA


In Germania, la polizia ha sperimentato la sorveglianza biometrica di massa per controllare i manifestanti del G20 ad Amburgo. In Italia la città di Como aveva segretamente installato, sulle videocamere di sorveglianza esistenti, un sistema di riconoscimento facciale in tempo reale allo scopo di rilevare azioni di “vagabondaggio” e “sconfinamento” in aree private.

Diversi studi hanno dimostrato come queste tecnologie possano essere utilizzate per perseguire persone colpevoli di esercitare semplicemente i propri diritti.

Non solo: gli errori degli algoritmi che le governano possono portare alla discriminazione di alcune minoranze, acuendo quelle disparità che già dividono la nostra società. Gli algoritmi infatti riconoscono con precisione gli uomini di carnagione chiara (99% delle volte), mentre la percentuale scende fino al 35% con donne dalla pelle scura. E questo può impedire l’accesso a servizi fondamentali, come esami online o sistemi di pagamento, come già successo a diverse persone negli Stati Uniti, o addirittura portare a essere accusati ingiustamente di un reato.

In Italia, le forze dell’ordine hanno a disposizione il sistema di riconoscimento facciale “SARI Enterprise". Non esistono però informazioni precise su quanto venga usato SARI e nemmeno su quante volte si sia sbagliato. Sappiamo solo, a partire da alcuni documenti pubblici della società che lo produce datati 2016, che in alcune condizioni la sua precisione non supera l’80%: questo significa che su 10 persone, almeno 2 potrebbero essere identificate erroneamente ed essere perseguite per reati che non hanno commesso.

Assieme a molte altre organizzazioni della società civile chiediamo ai nostri Paesi e all’Unione Europea di rifiutare l’uso della sorveglianza biometrica, che potrebbe compromettere le nostre libertà fondamentali e i diritti delle persone, come il diritto alla riservatezza, a manifestare, così come quello a non essere discriminati.



FIRMA LA PETIZIONE:
https://reclaimyourface.eu/it/?utm_source=ciclo-benvenuto&utm_medium=email&utm_campaign=ryf

domenica 9 maggio 2021

Mobilitarsi è giusto!

 


Nel mese di giugno 2021 si verificheranno nel giro di pochi giorni eventi che dovrebbero essere sfruttati anche in Italia per iniziative No war- No Nato- a favore del Trattato di proibizione delle armi nucleari.

Il G-7 si svolge in una piccola città balneare della Cornovaglia, il vertice NATO a Bruxelles.

Non so se ci saranno iniziative in UK contro il G7, e in Belgio contro la Nato, sicuramente ci saranno iniziative in Italia per il decennale della vittoria referendaria su acqua pubblica e nucleare, con proposta di manifestazione nazionale a Roma, forse il 12 giugno.

In Italia le spese militari aumentano, le sole missioni militari  internazionali costeranno nel 2021 più di 1.450 milioni di euro contro i 1.300 del 2020, un 10% in più.

Mobilitarsi è giusto!

Marco Palombo










Commento/invito di Resistenza: “Chi riempie le piazze e le strade con le proteste e le mobilitazioni in corso e a venire, si trova circondato da bandiere di tutti i tipi: tricolori e multicolori, cricche di categoria variopinte, sigle nuove, sigle vecchie, sigle riciclate di una miriade di associazioni, corporazioni, fazioni… alcune delle quali diretta emanazione di questa o quella cricca padronale o comitato di affari. Vede bandiere di ogni genere, ma non quella rossa con la falce e il martello. Falce e martello sempre!





venerdì 7 maggio 2021

Politica domestica, pettegolezzi di corridoio e le scadenze che ci aspettano... - Grandi manovre per il Quirinale

 


Le scadenze sono note. La prima é una non-scadenza: la fine di luglio, quando scatterá il “semestre bianco” durante il quale le Camere non potranno essere sciolte. Poi, a ottobre, si voterá per i sindaci delle maggiori cittá italiane, tra cui ben 6 capoluoghi di regione: Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna e Trieste; turno di carattere amministrativo, ma con fortissime implicazioni politiche. Terza scadenza: febbraio 2022, quando giungerá al termine il settennato di Sergio Mattarella. E nella primavera del 2023, a conclusione, si dovrebbe finalmente votare – se ci sará concesso – per il rinnovo di un Parlamento che, da tempo ormai, non riflette piú la volontá del popolo (ex) sovrano.

Ció che in questo momento si muove nelle “segrete stanze” é tutto calibrato in vista di quelle date, specie della penultima. Preliminarmente, v’é da sciogliere il rebus Mattarella. Cosa fará il Presidente alla scadenza del settennato? Si ritirerá in buon ordine, dando cosí il via alla battaglia per la successione? O accetterá di rimanere al Quirinale fino al rinnovo delle Camere? Ció permetterebbe a Draghi di continuare a guidare il governo, rimandando di un anno eventuali ambizioni quirinalizie. Ma ció consentirebbe anche al centro-destra di eleggere un “suo” Presidente della Repubblica; prospettiva che forse non riempirebbe di gioia l’attuale inquilino del Quirinale. C’é anche una terza e pur remota ipotesi, e cioé che Mattarella possa infine accettare una rielezione, ma a tempo pieno, per sette anni e non per uno.

Soltanto la prima opzione, ovviamente. darebbe il via alla battaglia per la successione. In tal caso, il candidato in pole position appare certamente Mario Draghi, specie se – da qui al febbraio dell’anno venturo – avrá dato l’impressione di saper governare benino.

Ma, fin da ora, l’eventuale candidatura di Sir Drake deve fare i conti con avversari agguerritissimi. Primo fra tutti quel Romano Prodi che si sentiva giá sul Colle piú alto nel 2013, quando un centinaio di franchi tiratori lo impallinó nel segreto dell’urna, aprendo la strada al giro supplementare di Napolitano e poi all’elezione di Mattarella. In questi giorni – trapela dal palazzo – i prodiani piú fidati sarebbero in prima fila nel tessere le lodi di Draghi. L’ex governatore della BCE viene dipinto da alcuni come un nuovo “uomo della provvidenza", uno cosí "bravo" che sarebbe un peccato toglierlo dalla Presidenza del Consiglio. Meglio lasciarlo lí, e mandare al Quirinale il Mortadella. Peraltro, i due potrebbero benissimo lavorare in tandem, come negli anni ruggenti delle privatizzazioni.

Ma sbaglierebbe chi ritenesse che la partita del Quirinale possa esaurirsi in un gioco a tre Mattarella-Draghi-Prodi. Ci sono tanti altri pretendenti, piú o meno credibili. Stando alle voci di corridoio, ad agitarsi di piú in questo momento sarebbe il ministro Dario Franceschini, titolare del pacchetto di maggioranza – diciamo cosí – di quella specie di societá per azioni che é il PD. Anzi, stando sempre ai sussurri del palazzo, un certo attivismo “interno” di Franceschiniello – come lo hanno soprannominato i maligni – farebbe parte del lavorío preparatorio alla “campagna d’inverno”, quando si apriranno ufficialmente le ostilitá per la guerra del Quirinale. Per il momento, Franceschini sembra soprattutto marcare stretto Enrico Letta, il quale appare preoccupato soltanto di spingere la Lega fuori dalla maggioranza di governo.

Anche su Letta si sprecano le malignitá. Molti si chiedono il perché della sua ossessione anti-salviniana che, se dovesse per assurdo ottenere l’esito sperato, avrebbe come unico risultato quello di azzoppare il governissimo Draghi. Quale é – arzigogolano i complottisti – l’obiettivo reale di Enrico-stai-sereno? Ovvero – obietta qualcun altro – la sua crociata “anti” cela soltanto un desolante vuoto di idee, una incapacitá congenita a elaborare una linea politica propositiva? Possibile che l’ultima frontiera della sinistra sia quella di impedire che Salvini ottenga un’ora in piú di apertura per i ristoranti?

Certo, nessuno pensa che anche Letta aspiri al Quirinale. Qualcuno, invece, ritiene che la reprimenda di Franceschini (il quale ha invocato un atteggiamento costruttivo «da parte di tutti») miri ad acquisire simpatie a destra, in vista proprio delle elezioni presidenziali.

Senza contare che non é affatto detto che a determinare l’elezione del prossimo Presidente debba necessariamente essere il centro-sinistra. Calcolando anche i delegati regionali, allo stato il centro-sinistra avrebbe soltanto 82 voti in piú del centro-destra. Il che significa che basterebbero 41 parlamentari “ballerini” (grillini in fuga, moderati in crisi d’identitá, centristi peripatetici, peones in cerca di un nuovo tetto, o simili) per sovvertire le previsioni della vigilia.

Tutto ció si innesta in un clima generale di confusione e di incertezza. É tutto un subbuglio, a sinistra come a destra. Lo squagliamento dei Cinque Stelle, stretti fra il divorzio da Casaleggio e il video-shock di Grillo. Le affermazioni di Sgarbi, secondo cui il governo Conte-bis sarebbe nato per tutelare il figlio dell’Elevato dai suoi guai giudiziari. E, a destra, l’offensiva di Giorgetti per “moderatizzare” la Lega, esponendo cosí Salvini al rischio di sorpasso da parte della Meloni.

Ecco, il meno che si possa dire é che ci troviamo di fronte ad una gran confusione, con uno scenario politico in fibrillazione costante. Chissá quante dovremo ancóra vederne, da qui al febbraio del 2022.

Michele Rallo - ralmiche@gmail.com



martedì 4 maggio 2021

Legge zan/scalfarotto e l'Italietta ai piedi di un tatuato cantante e di tifosi di calcio miliardo...

 


Non si potrà più parlare. Rimane solo lo sganciamento?


Penso che sia inutile qualunque azione di sensibilizzazione in un paese che è ai piedi di

1) influencer miliardari tanto astuti quanto tatuati come il Fedez che in coppia con la moglie sfrutta la cecità di torme di italiani, loro seguaci - dunque seguaci del nulla; 

e 

2) tifosi del calcio-miliardo, vero oppio dei popoli, tifosi ai quali malgrado il clima di caccia alle streghe si consente d assembrarsi in massa per una stupida vittoria, mentre vengono bloccate (se ritenute antipatiche) manifestazioni con 50 persone e c'è chi non viene fatto entrare in metro a causa di una mascherina di stoffa autoprodotta ritenuta non regolamentare. 

Forse non rimane che lo sganciamento. Lo sganciamento che Samir Amin predicava per il Sud del mondo. Sganciamento collettivo, si spera. 

Inutile lottare contro i mulini a vento, si può solo fare come se la maggioranza lobotomizzata non esistesse. Possibile? Però: "Nell’isolamento non si sposteranno mai le montagne. Se nel corso della storia si sono realizzate grandi cose, è perché gli uomini si erano riuniti per lavorare insieme...” (Omraam Mikhaël Aïvanhov)


Marinella Correggia















Commento di Marcilene De Oliveira:   "In gioco c’è la mia e la tua libertà. Se la proposta di legge Zan-Scalfarotto venisse approvata, le mie e le tue opinioni personali sul tema dell’affettività, della sessualità, dell’educazione, della famiglia e persino della libertà religiosa sarebbero perseguibili per legge. Non possiamo rimanere in silenzio!"



domenica 2 maggio 2021

Il ddl Zan e la narrazione demagogica dei nuovi influencers della pseudo-sinistra



Sul DDL Zan, e sulla sua narrazione demagogica da parte di influenzer tipo Fedez, sponsor di Amazon, assunto a nuovo paladino dei diritti civili, che hanno monopolizzato anche la festa del Primo Maggio...

"Il DDL Zan è contro i principi di uguaglianza perché crea un gruppo di persone che gode di privilegi speciali. Ciò è equivalente a discriminante per sesso, razza, religione e sarebbe facilmente evitabile separando ''negli articoli di legge - quelli prospettati e quelli in vigore - due istanze differenti, che dovrebbero essere valutate separatamente.  

Scrive Andrea Zhok:

"La prima istanza è l'esigenza di difesa del più debole. In presenza di un'aggressione, fisica o morale ad un soggetto in condizione di inferiorità, lo Stato dovrebbe fornire una tutela addizionale, che disincentivi l'aggressione e questo si può fare in termini di un aggravante al reato di aggressione.

Tuttavia le condizioni di inferiorità sono numerosissime, e non possono mai essere elencate in modo esaustivo. Può essere un disabile, un anziano, un malato uscito dalla chemioterapia, un bambino, una donna fragile, e un'infinità di altri casi, che possono essere valutati soltanto da un giudice, valutando il contesto dell'aggressione.

La seconda istanza è l'esigenza di colpire ideologie o visioni che riteniamo inaccettabili (ad esempio perché incostituzionali). Così aggressioni fisiche o morali accompagnate da giudizi di tipo discriminante con riferimento a "sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali" (Art. 3 della Costituzione) devono comportare ACCANTO al reato di aggressione un reato supplementare di discriminazione.

Lo stesso può avvenire nel caso in cui non c'è alcuna aggressione, ma semplice propaganda rivolta a discriminare per sesso, razza, religione, ecc.

Dunque:
1) Se X aggredisce Y, che è un soggetto in condizioni di inferiorità (disabile, fragile, ecc.) scatta un'aggravante al reato di aggressione.
2) Se X, mentre aggredisce Y inveisce contro un gruppo sociale con intento discriminatorio (inveisce contro qualcuno in quanto di colore, cinese, musulmano, omosessuale, ecc.), le espressioni di accompagnamento rappresentano un secondo reato, da valutare separatamente e addizionalmente.
Va notato che questo secondo reato sussiste anche se l'aggredito alla fin dei conti non è affatto davvero di colore, cinese, musulmano, omosessuale, ecc. Il punto è che l'aggressore si è espresso come se lo fosse, ed è l'espressione di aggressività discriminante ad essere punita.

Separando le due fattispecie in due reati distinti si toglie di mezzo il problema del privilegio immotivato, della 'protezione speciale' senza ragioni. Si evitano cioè casi esemplificabili in termini di questo genere: due automobilisti si prendono a botte per un parcheggio, e in seconda battuta uno dei due, appartenente ad una 'categoria protetta' asserisce di essere stato aggredito in quanto membro di detta categoria.

In questa situazione, tutt'altro che impossibile, si creerebbero privilegi speciali, essi stessi palesemente anticostituzionali, per alcuni gruppi. E questo peraltro finirebbe per venire addebitato agli appartenenti a tali gruppi, visti come, appunto, privilegiati.

Invece tenendo separate le due fattispecie di reato, per cui si richiedono pezze d'appoggio specifiche, e non facendole collassare in termini di 'aggravanti' di un medesimo reato, si ottiene egualmente sia la desiderata protezione sociale dei più deboli, sia lo scoraggiamento di atti discriminatori.

Si evita però la condizione di ambiguità per cui l'identità 'percepita' o 'auto-dichiarata' di uno dei soggetti possa diventare di per sé una clausola legale preferenziale, una tutela speciale.

Naturalmente, siccome so che questi temi vengono agitati -pro e contro - dai più non per i motivi obiettivi che ho cercato di rappresentare, ma come parte di agende ideologiche più ampie, so anche che tutti i tentativi fatti per tenere il discorso sul piano della razionalità saranno inutili.

Ma mi pareva valesse comunque la pena tentare."



(Notizia diramata da Antonio Castronovi)


CREARE GRUPPI CHE GODONO DI PRIVILEGI SPECIALI È TANTO ANTICOSTITUZIONALE QUANTO DISCRIMINARE UN GRUPPO PER SESSO, RAZZA, RELIGIONE.




Commento integrazione di Antonio Francesco Perozzi:

"Programma per una complicazione cronica dell'esistente
Episodio 4 - Fedez alla linea. Dimostrazione attraverso la teoria della termosimbolica
Primo principio della termosimbolica.
Dal momento che la realtà è stata dismessa, dobbiamo immaginare che il luogo delle nostre vite sia l'incrocio di coordinate non geo-grafiche ma simbolo-grafiche. Prendiamo in considerazione un luogo che abbia le seguenti coordinate:
1) Latitudine: mercificazione del gesto
2) Longitudine: spettacolarizzazione del gesto
3) Altitudine: mercificazione della spettacolarizzazione
Il punto che risulta sulla mappa simbolografica dall'incrocio di queste coordinate lo chiameremo per comodità Primo Maggio Televisivo.
Il PMT riguarda il pensiero sul lavoro: dunque è politico. Il PMT ha tuttavia una telecamera: dunque è spettacolo.
Il PMT si dimostra sistema soddisfacente alla prima legge della termosimbolica: «la temperatura simbolica non si crea né si distrugge, ma si trasforma passando da una forma all'altra».
La forma in cui si trasforma stavolta è il PMT stesso, ovvero la messinscena della protesta politica.
Secondo principio della termosimbolica.
All'interno del sistema di riferimento PMT accade un evento. Questo evento si chiama Giusta Denuncia. Il soggetto di questo evento - che chiameremo l'Influente - è codificabile secondo le seguenti caratteristiche: fa della musica; ha molti follower; è compagno di una persona con molti follower; ha molti soldi; è più potente della TV italiana; vive in virtù della propria performance influenzante; obbedisce alla riproducibilità tecnica della propria immagine.
Ripensando alle coordinate simbolografiche, chiedersi ora: la Giusta Denuncia può santificare un Influente? Il messaggio può superare la recita senza la quale l'Influente non esisterebbe? Da quale angolazione è stata filmata la Giusta Denuncia? La Giusta Denuncia ha a che fare con il lavoro? La Giusta Denuncia deve per forza avere a che fare con il lavoro? La Giusta Denuncia è tale a prescindere dal soggetto? La Giusta Denuncia è più efficace se prodotta dall'Influente?
Sia possibile o no rispondere a queste domande, il PMT e la Giusta Denuncia rispondono al secondo principio della termosimbolica: «una volta accaduto dentro il sistema simbolografico, l'evento è irreversibile».
Terzo principio della termosimbolica.
Accaduta la Giusta Denuncia occorre misurare gli effetti. Li elenchiamo:
- Sensibilizzazione al DDL Zan
- Sensibilizzazione ai cappellini con visiera della Nike
- Sensibilizzazione alla politicità degli Influenti
- Sensibilizzazione all'affiliazione social all'Influente
- Sensibilizzazione al PMT come luogo di messinscena di protesta politica
- Sensibilizzazione al dominio del capitale sulle opinioni
- Sensibilizzazione allo sfruttamento dell'Influenza ai fini di una Giusta Denuncia
- Sensibilizzazione alla visibilità come legge etologica fondamentale
L'irreversibilità (secondo principio della termosimbolica) pone questi effetti come definitivi e coesistenti. La Giusta Denuncia guadagna visibilità dall'Influente che guadagna visibilità dalla Giusta Denuncia [prosegue ad libitum] come correttamente prevede il terzo principio della termosimbolica: «non è possibile raggiungere lo zero assoluto in un processo termosimbolico che coinvolga un numero finito di retweet».
Il Primo Maggio Televisivo si dimostra dunque definitivamente un sistema Fedez alla linea della termosimbolica."




sabato 1 maggio 2021

Speranza... ed il vaccino sperimentale inoculato per "forza"!



Vaccino sperimentale: UN TERRIBILE SEGRETO?

Le vere cause dietro l'ostinazione a NEGARE LE CURE FARMACOLOGICHE PER LA MALATTIA COVID. Secondo i regolamenti europei del farmaco, un vaccino in fase sperimentale può essere autorizzato alla commercializzazione UNICAMENTE SE NON ESISTONO ALTRE CURE FARMACOLOGICHE EFFICACI;

QUINDI: la reiterata ostinazione al protocollo ministeriale TACHIPIRINA E VIGILE ATTESA serve unicamente a permettere l'INOCULAZIONE DI FARMACI SPERIMENTALI SU CAVIE INERMI;

ora prospettando addirittura la gentile concessione dei DIRITTI COSTITUZIONALI NEGATI solo dopo la detta inoculazione OBBLIGATORIA DI FATTO.

E noi dovremmo continuare a credere che questi individui abbiano a cuore la nostra salute? Dopo aver tagliato per anni gli investimenti nella sanità, ridotto le terapie intensive ad un numero da TERZO MONDO, all'arrivo di questa malattia (a loro dire sconosciuta, benché se ne parlasse già durante l'estate di due anni fa) hanno fatto in modo che le persone disperate si riversassero negli ospedali creando il panico per poi avere la giustifazione ai vari CONFINAMENTI RAZZIALI ANTI ITALIANI propedeutici alla distruzione dell'economia, del tessuto sociale e di quei diritti costituzionali di cui si sono riempiti la bocca per anni.

Le implicazioni e le responsabilità sono GRAVISSIME e non le vede unicamente CHI NON LE VUOLE VEDERE e continua ciecamente ad ad obbedire a questi ordini INIQUI pretendendo che anche tutti gli altri si adeguino.

Guido   Montefeltro  - montefeltro28@gmail.com







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Commento-integrazione  di A.I.: "... mi sono a lungo chiesto perché Speranza abbia impugnato davanti al Consiglio di Stato la sentenza del Tar del Lazio sulle cure domiciliari pre ricovero (nota meglio come vicenda "tachipirina e vigile attesa"). Sembrava veramente strano. Poi ho capito e trovato il motivo e le fonti: il vaccino sperimentale (lo sono tutti fino al 2023, sappiatelo) può essere autorizzato solo se non esistono cure alternative. Se esistono valide cure il Comitato deve revocare l'autorizzazione ai sensi dell'articolo 4, comma 2 ultimo capoverso Regolamento CE 507/2006 del 29 marzo 2006* https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/...
E ciò vale anche oltreoceano: https://www.fda.gov/media/142749/download .
*QUINDI: se ci fosse stata la sentenza definitiva sul fatto che esiste un protocollo di cura, avrebbero dovuto IMMEDIATAMENTE sospendere le autorizzazioni ai vaccini. Capito?"