giovedì 18 novembre 2021

Giovanna, non vaccinata, va al supermercato e...



Giovanna, non vaccinata,  giorni addietro va al lavoro, fa la cassiera in un supermercato. Non avendo il green pass non viene ammessa in quanto potenzialmente infetta e saluta i suoi colleghi dalla vetrata.

Giovanna ritorna al suo supermercato per fare la spesa, non le chiedono il green pass in quanto potenzialmente sana. Si intrattiene a chiacchierare con i suoi ex colleghi dopo aver fatto un bel giro tra i banconi e le varie corsie, con la mascherina, come i suoi ex colleghi.

Giovanna da domani entrerà tutti i giorni in quel supermercato per fare la spesa. La stessa azienda la accoglie come cliente ma non come lavoratrice.

Cos'altro c'è da capire di questo mondo malato?


McPerro










Fonte: https://www.facciabuco.com/post/165256750n/giovanna-non-vaccinata-oggi-15-ottobre-va-al-lavoro-fa-la-cassiera-in-un-supermercato-non-avendo-il-green.html

lunedì 15 novembre 2021

Obiettore di coscienza o “novax”...?

"Obiezione di coscienza:  Rifiuto di sottostare a una norma dell'ordinamento giuridico, ritenuta ingiusta, perché in contrasto inconciliabile con un'altra legge fondamentale della vita umana, così come percepita dalla coscienza, che vieta di tenere il comportamento prescritto." (Enciclopedia Treccani)



Alcuni milioni di persone, in Italia, scelgono di non effettuare un trattamento farmacologico. Sono persone di cultura ed estrazione differenti, con storie diverse, obiettivi diversi, diversi linguaggi, diverse emozioni. Vite, diverse.


Eppure finiscono tutti rinchiusi in una piccolissima etichetta anglofona, buona per entrare facilmente nel titolo di un giornale o per essere masticata in fretta nel fast food della comunicazione: al supermercato come alla fermata dell'autobus, su un social come in un salotto televisivo.

Dunque il "novax" è laureato, ha la terza media, insegna all'università, lavora in nero, ha otto figli, purtroppo è sterile, è omosessuale, eterossessuale, magari fluido, ha molti soldi, vive ai margini, parla tre lingue, si esprime in dialetto, soffre d'insonnia, pratica yoga oppure free climbing, si schianta sul divano, alleva golden retriever, è volontario in canile, da la precedenza a destra, sgomma al semaforo e chissàcos'altro. Eppure è lì, rinchiuso in una parolina anglofona di cinque lettere in tutto.

Che guardacaso è poi una negazione: non evidenzia la scelta di un essere umano in una certa direzione, ma piuttosto il rifiuto di un'altra direzione, quella praticata dai più. Una scelta sin-tattica precisa: chi nega qualcosa che la maggioranza afferma è un ribelle, un diverso, un disadattato, un paria.

E qui arrivano i cronisti che s'improvvisano psicologi e gli psicologi che improvvisano diagnosi a beneficio del pubblico in sala. Cosi si tratteggia scientemente il disegno elementare di una figura umana altrimenti complessa: il novax è psicolabile, forse narcisista, sicuramente ignorante, privo di empatia, è borderline, delirante, perfino attraversato da forze maligne incontrollabili, oltre che da quintalate di virus di ogni genere, che ne fanno un pericolo per la società.

State accorti, dunque, 14 milioni e 334 mila psicopatici si aggirano liberamente nelle strade del paese. Li chiamano novax, per abbreviare, in realtà sono pericolosi individui sani che starnutiscono per dispetto. E se gli gira storto ti abbracciano pure.

Rossella Gioia Trabace



venerdì 12 novembre 2021

"Cosa succede nel 2023...?" - Le previsioni dell'eretico Michele Rallo

 


...sento di poter lanciare una previsione: "da qui al 2023 ne succederanno  tante di cose..."

E mi fermo al  2023. Perché Meloni e Salvini possono dimenticarsi di andare a votare prima. A meno che un repentino cambio di umore dell’elettorato non possa far presagire una loro sconfitta nelle urne. Cosa che oggi appare altamente improbabile. I pronostici potrebbero cambiare soltanto se, qualche mese prima del voto, non accadano cose turche, magari innescate da un generale sconquasso che possa seguire ad un esito a sorpresa delle elezioni presidenziali.

Se tutto dovesse andare secondo il copione giá scritto (Draghi Presidente della Repubblica e un qualsiasi governo per tirare a campare in qualche modo), il duo sovranista potrá scordarsi le elezioni anticipate. Anche nell’ipotesi di Draghi Presidente, soprattutto nell’ipotesi di Draghi Presidente. Perché Draghi é garante della conservazione degli equilibri europei ed atlantici, e non potrá quindi favorire – in alcun modo – l’arrivo al potere di una compagine sovranista...

Michele Rallo


Mio commentino: "Insomma, come  scrisse  Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo: «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi»..." 






giovedì 11 novembre 2021

Trieste - M5S revanscista: dal "Vaffa Day" allo "stop alle manifestazioni"


Le dichiarazioni del sottosegretario all'interno Carlo Sibilia (Movimento 5 Stelle, quelli del 'vaffa day', quelli che erano contro la casta...), che limitano nei fatti il diritto a manifestare, sono quanto ormai ci aspettavamo, e sono inquietanti. Stato di emergenza e manifestazioni limitate a "sit-in e fuori dai centri storici": non possiamo non esprimere la nostra indignazione. 

E' sempre più evidente il tentativo di sfruttare la fase di pandemia/sindemia per far passare altro. Non stupisce che il sindaco Dipiazza sia felice di questa stretta e che richiami addirittura gli anni del terrorismo (ma solo quello delle BR, non quello neofascista né quello dello Stato). «Farei leggi speciali come ai tempi delle Br», afferma Dipiazza. «Allora c'era l'emergenza terrorismo, oggi c'è la pandemia ma il periodo è sempre drammatico. A mali estremi, estremi rimedi». 

Siamo in piena deriva autoritaria, cui ogni democratico dovrebbe opporsi (e invece molti 'democratici' plaudono, dal PD e anche da altre sponde). 

Rifondazione Comunista esprime la sua forte opposizione a questo ennesimo attacco alla democrazia e alla intelligenza del nostro popolo. Proprio perché coscienti della fase in cui siamo, crediamo che sia necessario organizzarsi per esprimere il più fermo rifiuto a un disegno che sta sempre più velocemente realizzandosi.

Partito della Rifondazione Comunista - Federazione di Trieste (3347037783)



mercoledì 10 novembre 2021

Stop allo schedamento... o green pass...?

 

Fermata obbligatoria?

"L’apertura di un conflitto sociale inizia sempre con una scelta individuale: scioperare, andare in piazza, rifiutarsi, sono innanzitutto scelte – e responsabilità – personali, che solo dopo si trasformano in collettive. Chi lotta sa che l’impotenza e la frustrazione sono sentimenti diffusi, perché nella complessità politica ed economica di oggi è difficile che l’apertura di un conflitto con il potere porti a un cambiamento sociale nel breve termine. Ma il Green Pass, come prima la app Immuni, offriva questa possibilità. Quella di dire NO, di rifiutarsi di avallare con il proprio comportamento – scaricare e utilizzare il Pass – una pratica discriminatoria."  

(Cosa che dai più non è stato fatto  NDR).

Il Green Pass si basa su una tecnologia blockchain a crittografia asimmetrica, ossia a doppia chiave, pubblica e privata. Senza entrare in eccessivi tecnicismi, permette di collegare determinate ‘condizioni’ a un individuo, il quale, scaricando il Pass, apre la propria identità digitale sulla relativa piattaforma di rete europea (la DGCG, Digital Green Certificate Gateway, anche detta Gateway, gestita direttamente dalla Commissione Ue: permette l’interoperabilità delle reti nazionali Digital Green Certificate-DGC). Oggi la ‘condizione’ implementata è sanitaria: la vaccinazione o il tampone negativo o la guarigione dal Covid-19 abilitano il soggetto a entrare in determinati luoghi, ottenendo il via libera all’accesso dal software VerificaC19 che controlla il QR code del Pass. Le ‘condizioni’, lo abbiamo visto, sono state decise da governo e Parlamento italiani per via legislativa, e allo stesso modo possono mutare. L’eccezionalità del Green Pass è infatti la sua caratteristica tecnica che lo rende uno strumento dinamico, il cui utilizzo potrà estendersi e arricchirsi nelle forme più diverse: potrà abilitare il soggetto in base a condotte di comportamento (oggi la vaccinazione, domani pagamenti…) o a status (residenza, occupazione, dichiarazione dei redditi, fedina penale… qualsiasi cosa).

Non solo. La struttura a blockchain permette una raccolta dei dati (potenzialmente infinita) che non è aggregata: la blockchain individualizza i dati, legandoli all’identità digitale creata, e come tali li conserva. Il Green Pass quindi sta attuando una schedatura di massa. Nella migliore delle ipotesi sta testando la funzionalità dell’infrastruttura – che potrebbe essere la base del futuro euro digitale – nella peggiore sta già creando le identità digitali dei cittadini e implementando il database di una piattaforma che potrà essere utilizzata per gli usi più diversi. Al Green Pass si affianca infatti un cambiamento legislativo sull’utilizzo dei dati.

Con il decreto legge n. 139 dell’8 ottobre, il governo ha messo mano alla legge 196/2003 sulla privacy: con l’articolo 9, il nuovo decreto stabilisce che “il trattamento dei dati personali da parte di un’amministrazione pubblica […] nonché da parte di una società a controllo pubblico statale […] è sempre consentito se necessario per l’adempimento di un compito svolto nel pubblico interesse o per l’esercizio di pubblici poteri a essa attribuiti. La finalità del trattamento, se non espressamente prevista da una norma di legge o, nei casi previsti dalla legge, di regolamento, è indicata dall’amministrazione, dalla società a controllo pubblico in coerenza al compito svolto o al potere esercitato”. Viene inoltre abrogato l’articolo 2 quinquesdecies del codice della Privacy, che consentiva al Garante di intervenire preventivamente sull’attività della pubblica amministrazione imponendo “misure e accorgimenti a garanzia” dei dati dell’interessato se il trattamento dei dati presentava “rischi elevati”, anche se svolto “per l’esecuzione di un compito di interesse pubblico”. In altre parole, ora qualsiasi ente pubblico o società a controllo statale potrà decidere autonomamente (“la finalità del trattamento è indicata dall’amministrazione stessa”) di utilizzare tutti i dati personali del cittadino per qualsiasi obiettivo (la vaghezza della dicitura “pubblico interesse”); per di più eludendo il controllo preventivo del Garante della Privacy.

L’accoppiata Gateway/modifica legislativa mette le basi per una nuova realtà. L’incrocio dei dati è infatti sempre stato il principale problema dell’amministrazione pubblica: lo Stato già detiene molte informazioni personali del cittadino, ma su database separati. Il Digital Green Certificate nazionale è la piattaforma nella quale poter trasferire, e poi via via aggiornare, tutti i dati dei cittadini (catasto, motorizzazione, Agenzia Entrate, fascicolo sanitario, dati giudiziari… per non parlare delle informazioni in mano alle diverse società partecipate dallo Stato), collegandoli alle loro identità digitali; il Gateway europeo permetterà l’interoperabilità tra le reti nazionali; la blockchain consentirà l’emissione di Pass ‘condizionati’.

Anche la conservazione dei dati diventa potenzialmente infinita. A oggi, il Green Pass e i dati di contatto forniti (telefono e/o email), così come le informazioni che hanno generato il Pass (vaccino, tampone o guarigione) sono conservate fino alla scadenza del Pass stesso, dopodiché “vengono cancellate”; queste ultime, tuttavia, possono essere conservate nel caso “siano utilizzate per altri trattamenti, disciplinati da apposite disposizioni normative, che prevedono un tempo di conservazione più ampio”.

Si aggiunge infine la questione del tracciamento. Oggi la app VerificaC19 lavora offline: la legge raccomanda di connettersi al Gateway almeno una volta nell’arco di 24 ore e aggiornare, in locale, i codici dei Green Pass esistenti. Non potrebbe fare diversamente, la rete non reggerebbe. Ma è facile ipotizzare che quando sarà attivo il 5G il tracciamento diventerà possibile, accanto alla creazione di nuovi Pass, nuove ‘condizionalità’ e nuove app di verifica che lavoreranno online.

Il costante controllo della nostra vita operato da Google, Facebook, Microsoft ecc. a fini economici è divenuto ‘usuale’ e difficilmente aggirabile; anche l’utilizzo dei dati raccolti da Big Tech per obiettivi politici è qualcosa con cui abbiamo già fatto i conti (vedi Cambridge Analytica); ma il controllo da parte dello Stato è un’altra cosa. Non si tratta di scomodare il Grande Fratello di Orwell – anche perché sarebbe piuttosto il “mondo nuovo” di Huxley, vista la remissività con cui il Green Pass è stato accettato dalla popolazione – ma di essere consapevoli che il campo di potere politico è sempre, in potenza, quello dominante: perché detiene il monopolio della violenza e perché emette le leggi, ossia stabilisce cosa è legale e cosa non lo è; a quale condotta corrisponde un reato e quindi una pena, detentiva o meno. Con Gateway, blockchain e Green Pass lo Stato potrà operare un controllo capillare e individualizzato su ogni cittadino, preventivo o a posteriori, e attuare discriminazioni (come già ha fatto). Senza nemmeno la necessità dello smartphone, perché il QR code può essere verificato anche su carta.

Risultava curioso, infatti, il nome scelto per il lasciapassare: Green Pass. Certo oggi tutto si inscrive nella narrazione green perché ciò che è green è cool, ma ora è evidente che non si tratta solo di marketing: il Pass è qui per restare. Il suo nome non poteva richiamare un evento specifico, per di più drammatico, come una pandemia.

(…) Tirando le somme, il Green Pass ha corretto, normalizzato, diviso, sorvegliato e utilizzato i cittadini, disciplinandoli. È, a oggi, l’ultimo atto di una serie di pratiche politiche che hanno creato una popolazione docile perché impaurita, prima shockata e poi normalizzata in una nuova abitudine, che si affida al ‘sovrano’ per la sua salvezza, convinta che la propria vita dipenda da un trattamento sanitario a cui è disposta a sottoporsi annualmente, e da un lasciapassare politico che lo attesti e che le garantisca l’accesso a luoghi nei quali possa interagire solo con persone altrettanto verificate e controllate. Una popolazione che ora si sente corroborata dal calo del numero dei contagi e delle ospedalizzazioni (ma attendiamo la stagione fredda per vedere quel che accade, viste le caratteristiche degli attuali vaccini), e non si domanda se la stessa situazione sarebbe stata raggiunta anche vaccinando solo le categorie a rischio e lasciando la libera scelta: perché eliminando la malattia grave tra anziani e ‘fragili’ gli ospedali sarebbero comunque stati vuoti; perché dopo 19 mesi di pandemia, l’immunità naturale dei milioni di asintomatici avrebbe comunque rallentato la circolazione del virus, garantendo anche la diffusione di una immunità di durata. Non si chiede, insomma, se senza il ricatto e la discriminazione del Green Pass non si troverebbe ora nella stessa situazione di salute pubblica, ma in una società molto diversa: dove le persone, e non lo Stato, possono ancora decidere del rapporto rischi/benefici di un trattamento sanitario sul proprio corpo.

Non ci sono risposte. Come sopra già evidenziato, la situazione è nebulosa e illogica. Ma ciò che lascia sconcertati è che non ci siano – e non ci siano state – domande.

(…) L’apertura di un conflitto sociale inizia sempre con una scelta individuale: scioperare, andare in piazza, rifiutarsi, sono innanzitutto scelte – e responsabilità – personali, che solo dopo si trasformano in collettive. Chi lotta sa che l’impotenza e la frustrazione sono sentimenti diffusi, perché nella complessità politica ed economica di oggi è difficile che l’apertura di un conflitto con il potere porti a un cambiamento sociale nel breve termine. Ma il Green Pass, come prima la app Immuni, offriva questa possibilità. Quella di dire NO, di rifiutarsi di avallare con il proprio comportamento – scaricare e utilizzare il Pass – una pratica discriminatoria. Era una scelta politica che, ricordiamo, aveva nulla a che fare con l’insindacabile decisione di vaccinarsi, e non richiedeva certo un gran sacrificio: non andare al ristorante, a teatro, al cinema…

Molti cittadini, in numero maggiore rispetto a quelli che stanno riempiendo le piazze contro il Pass, ora si dichiarano contrari alla sua applicazione al lavoro; eppure, in una incoerenza che sembra non riguardarli, continuano ad avallare la discriminazione utilizzando il lasciapassare per riempire locali serali e ristoranti; non hanno modificato la loro condotta dopo il 16 settembre, quando il governo ha esteso l’obbligo al lavoro a partire dal 15 ottobre e l’asticella della discriminazione si è alzata. Lasciare vuoti ristoranti, cinema, teatri ecc. può diventare un’arma economica di pressione sul potere politico, oltre a rappresentare un atto di protesta collettiva e di coerenza personale.

Non si può né sperare né attendere una chiamata strutturata e organizzata, da sinistra, per questo conflitto: salvo poche realtà o singoli individui, la sinistra movimentista che si riempie continuamente la bocca della parola ‘discriminazione’, dichiarando di volerla combattere, si è appiattita sulle posizioni governative spedendo il cervello in vacanza. Sta, dunque, a ciascuno di noi. Scegliere.

 Giovanna Cracco






Fonte: Contro il Green Pass. La posta in gioco: disciplina e sorveglianza,

lunedì 8 novembre 2021

Quanti giorni mancano all’alba?


“Il sapere non è fatto per comprendere, è fatto per prendere posizione” (Michel Foucault)

Quanti giorni mancano all’alba? La canzone del Silenzio diceva “brutta burbetta va in branda, va a dormir, mentre l’anziano va fuori a divertir, a divertir…” La tromba suonava per tutti ma gli anziani uscivano in permesso e le reclute restavano consegnate in caserma a fare i servizi, tutti i servizi… Ecco per chi non ha vissuto quell’esperienza com’è possibile capire l’attesa dell’alba?

Questa naja, che è la cosa più stupida che ci sia, che ci obbliga a seguire gli ordini di chi sa cosa va fatto, perché gli ordini del potere non si discutono… Pulire i cessi tre volte? Benissimo e subito dopo vengono lordati da chi te li ha fatti pulire, non perché dovesse andare al cesso, no! Solo per farti vedere chi è che comanda, chiaro?

E chi è che comanda nella nostra vita?

Sapete che io sono un ecologista  e sono però anche laico, diciamo che mi inserisco nel filone laico spiritualista, in cui si “accetta” la legge dell’evoluzione e della liberazione dall’ignoranza, diciamo che è una “via” per uscire dalla naja di questa vita.

Nel buddismo tibetano, ad esempio, c’è una totale ammissione delle varie forme del potere, esiste la scuola sinistra e quella destra, esiste il misticismo e la stregoneria, entrambe le scuole sono riconosciute come valide, dal punto di vista della mente, solo che il misticismo ti fa intravedere l’alba e la stregoneria ti mostra la notte buia!

Perché dico questo? Ma è semplice ed ovvio, per noi occidentali la scienza e la ragione e l’economia speculativa, l’utile come lo definisce Bataille, sono la nuova stregoneria, la religione. In Tibet usano i mantra e le incantazioni mentre qui gli scienziati al servizio della finanza producono meraviglie attraverso le formule e gli esperimenti. Per guadagnare sul cibo, che è l’unica cosa veramente necessaria alla vita, si sono persino inventati gli OGM = Ordine Genere Migliore. E per guadagnare sulla salute si sono inventati il... (censura)!

Un proverbio di Calcata dice: “Il meglio è nemico del bene” (soprattutto se ha una matrice “migliorista”)

Ma quanto manca all’alba? Qui sembra proprio notte fonda, l’alba ha da venì (come baffone), ed intanto tutto si muove quando e come decide l’anziano, non secondo il naturale turn over del pianeta, no lo deciderà la finanza ed il mercato quali sono i meccanismi della vita utili al progresso (che fa comodo!). E se il cesso è pulito ci pensa l’anziano a risporcarlo subito, così possiamo rimetterci all’opera, noi burbette dobbiamo sempre avere qualcosa da fare, non possiamo stare a pensare con la nostra testa, ci pensa l’anziano, lo scienziato, il banchiere, lo stato, che son la stessa cosa. E se c’è qualche dubbio sulla morale del sistema… nessuna paura ecco qui il cappellano (o lo psicanalista) che  ti  confessa e ti perdona le tue seghe inutili e disperate.

Quanto manca all’alba? La gente studia sul computer e fa i conti: “ecco qui, lo dice Wikipedia” – “ecco qui sta scritto così e lì cosà”. Ma chi lo sente l’odore del giorno? La gente del mondo, davanti al piccolo schermo, aspetta il “miglioramento” e non ha capito il senso del proverbio. La scienza con nuove tecnologie inibitorie aiuta il popolo a trovare un “Ordine di Genere Migliore”, una nuova speranza: né maschio né femmina, né buono né cattivo, né giusto né sbagliato, né religioso né ateo, semplicemente “amorfo”.

Purtroppo la speranza è come l’ideale, più ti avvicini e più si allontana.

Essere od avere? Se hai non basterà mai. Se sei allora è fatta. Significa che è giunta l’alba. Non era poi così difficile e strano, succede per conto suo.

“Viene la primavera e l’erba cresce da sé..” (mica la devi spingere…..)

Ma ora, per finire in bruttezza,  una piccola  analisi politica: 

In politica non si vede l’alba in alcun luogo… Anche le speranze per un cambiamento riposte in nuove aggregazioni non politicizzate,  non danno garanzie efficaci di riuscita. Tutti i partiti e movimenti rappresentati a livello istituzionale sono finiti nel calderone del "Governissimo"

Insomma siamo entrati in una fase politica più che confusa,  turbolenta. Mentre gli esperti ed i filosofi continuano a dissertare sul sesso degli angeli e non capiscono che le risorse non sono affatto scarse ma vanno ben indirizzate, tantissime nuove realtà piene di speranze e di idee (ma anche prive, sovente, di sufficiente esperienza) si stanno dando da fare…. ma difficilmente riusciranno a prevalere. La dittatura mediatica ed il potete costituito e l’asservimento al mercato e gli interessi finanziari, la sudditanza economica alle banche ed alla grande finanza e soprattutto la paura del contagio… lo impediscono.

Forse una ribellione nel pensiero, una presa di coscienza, un'altra Calcata,  è possibile?


Paolo D’Arpini





domenica 7 novembre 2021

Israele. La "democrazia" sionista si distingue nel mondo...

 


Per Israele le organizzazioni di volontariato sono organizzazioni terroristiche

Ong palestinesi sotto attacco.

Il  ministro della guerra di Tel Aviv, il  sionista Benny Gantz, ha proclamato che sei ONG palestinesi che difendono i diritti umani sono «organizzazioni terroristiche» ed ha ordinato all’esercito di chiudere i loro uffici, sequestrare i loro beni e ad arrestare e incarcerarne il personale.

Le sei ONG sono:  Addameer, che assiste i prigionieri politici palestinesi, AlHaq, che coopera con le Nazioni Unite, Defense for Children International-Palestine, Union of Agricultural Wokers Committees, Bisan Center for Research and Development e Union of Palestinian Women Committees.

Nessuna obiezione da parte degli esportatori di democrazia!?

(Giorgio Stern)