sabato 22 ottobre 2011

Equivita: "Il broccolo è un bene della natura e non un brevetto commerciale..."

Foto di Gustavo Piccinini



Cancellata a sorpresa dall’EPO, Ufficio Europeo dei Brevetti, l’udienza del 26 ottobre per la sentenza finale sul ricorso contro il brevetto sul broccolo.

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Un breve antefatto:

Il brevetto EP 10698199, rilasciato nel 2002 dall’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) per un broccolo riprodotto con metodo convenzionale, viene impugnato nel 2008 sulla base della Convenzione Europea dei Brevetti e della direttiva europea 98/44 (la prima non consente brevetti sul vivente e la seconda li consente solo per prodotti “biotecnologici”).

L’Alta Corte dell’EPO decide, nel 2008, che il broccolo divenga il “caso giuridico” in base al quale la UE dovrà stabilire se siano o meno leciti i brevetti su piante e animali, anche se prodotti con metodi essenzialmente biologici (ovvero non geneticamente modificati).

Dopo ben tre anni d’attesa l’udienza per la sentenza finale di questo caso viene fissata per il il 26 ottobre del 2011. Durante questa lunga attesa altri brevetti su piante riprodotte con metodi convenzionali sono stati concessi dal’EPO. Le previsioni sono dunque che il ricorso contro il brevetto venga respinto dalla Corte.
Ma i cittadini sono stanchi di subire le decisioni tacitamente.
Il grande movimento europeo di opposizione alla brevettazione del vivente, attivo fin dai primi anni ’90, oggi raccoglie agricoltori, consumatori, attivisti intorno alla coalizione “No patents on seeds”, di cui fa parte il Comitato Scientifico EQUIVITA. Esso ha organizzato per il 26 ottobre una nuova manifestazione pacifica a Monaco, davanti all’EPO.

Ma evidentemente all’EPO non piace il confronto con la popolazione civile. A pochi giorni dalla data stabilita l’udienza per il brevetto sul broccolo viene repentinamente cancellata.

La coalizione “Save our seeds” tiene oggi a far sapere a tutti i cittadini europei che la manifestazione si svolgerà ugualmente. Noi tutti non rinunceremo ad essere a Monaco il 26 ottobre alle 9:00 e ad esprimere il nostro sdegno per una strategia segreta che, all’insaputa dei cittadini non solo dell’UE ma di tutto il mondo, privatizza la materia vivente, cancella la Sovranità alimentare degli Stati e con essa la loro sicurezza alimentare. Una strategia il cui fine è di mettere nelle mani di pochissime multinazionali il controllo della produzione di cibo del mondo intero.

Come ha dichiarato Kerstin Lanje di “Misereor”: “In tempi in cui quasi due miliardi di persone soffrono la fame, è semplicemente immorale far crescere i prezzi delle derrate alimentari creando il monopolio dei brevetti. Le compagnie biotech detentrici di questi brevetti approfittano delle nuove leggi brevettuali (da loro promosse, ndr) per trasformare i prodotti alimentari in speculazioni finanziarie. E’ giusto che soltanto i ricchi possano avere accesso al cibo?”


Per informazioni:

Comitato Scientifico EQUIVITA:
Via P.A. Micheli, 62 – 00197, ROMA
+ 39.06.3220720, + 39.335.8444949
Email: equivita@equivita.it

venerdì 21 ottobre 2011

...è nata la Libia delle macellazioni, dei carnefici, dei plaudenti e degli astenuti..




Libia. MACELLAZIONI FINALI, CARNEFICI (NATO-CNT), PLAUDENTI (BAN KI MOON, NAPOLITANO, UE…) E ASTENUTI

1. Ecco la nuova Libia di Napolitano, di Ban Ki Moon, di Barroso e di tutti gli altri che hanno espresso oggi soddisfazione. Eccola in questo video atroce: fra tante altre immagini che invece erano montaggi (http://www.youtube.com/watch?v=75YhFScM5sU&feature=share&skipcontrinter=1) riprende un essere umano gravemente ferito, strattonato, circondato dalle blasfeme urla “allah u akbar” che accompagnano le esecuzioni di Al Qaeda, in Iraq come in Libia (da mesi ormai), come altrove. Macellazione: il termine è appropriato, perché il sangue scorre, le urla di soddisfazione degli esecutori si levano come gli onnipresenti colpi di fucile, e l’indifferenza per le sofferenze dei viventi scannati è la stessa che c’è nei macelli per animali. Del resto, ricordate che in Iraq, i militari americani dicevano ridacchiando di aver fatto il tiro al piccione con i soldati iracheni? In Libia, Nato e i suoi alleati del Cnt hanno fatto tabula rasa di molti civili e di moltissimi lealisti; e dire che avrebbero dovuto limitarsi a far rispettare la no-fly zone e a proteggere i civili se minacciati. Chi minacciava in civili in genere (e tanto più nel caso delle città assediate da fine agosto)? Le truppe armate del Cnt. Alleate e protette dalla Nato come se fossero civili.

2. Allucinante, un assassinio ordinato o compiuto direttamente dalla Nato dai paesi “democratici”. Dai paesi consumisti e militaristi, anche durante la crisi. Allucinante ma non per Ban Ki Moon, per il quale questa giornata è “storica” per la Libia. Ban Ki Moon è il segretario generale delle Nazioni Unite!! Lo stesso che non ha speso un parola su questa guerra, nemmeno sui civili di Sirte assediati e uccisi (e immaginarsi se può provare pietà per i soldati libici sui quali la nato ha fatto il tiro al tacchino. E Napolitano? Anche lui contento. Napolitano è il presidente della Repubblica italiana: ci rappresenta davvero questo guerrafondaio capo (il più accanito di tutti, a parlare di “iniziativa umanitaria”)? E i capi dell’Unione Europea che si compiacciono della nuova era? Ci rappresentano? Forse sì. Questo è l’”orrore su cui si fonda il consumismo” (frase di un’amica); sì, anche in tempi di crisi.

3. Oggi 20 ottobre vicino a Bani Walid è stato assassinato anche Sheik Ali, ottant’anni, capo tribale della tribù Warfalla. Uomo di pace, non aveva in casa nemmeno un fucile da caccia.

4. Non si è risparmiato nulla ai perdenti, per ridicolizzarli meglio. Un pro-Cnt (di quelli che senza la Nato non avrebbero fatto un passo) mostra la “pistola d’oro” che avrebbero trovato nelle tasche di Gheddafi! E poi naturalmente, dove l’hanno trovato ferito (è poi “morto in custodia”)? Saddam lo pescarono, barbone, in una buca, per avviarlo subito alla forca. Gheddafi, dicono, si era rifugiato ferito in un tubo di cemento sporgente dalla sabbia. Così hanno cercato di annullare il fatto che sia rimasto fino all’ultimo nel luogo della Libia più pericoloso, Sirte.

5. E’ stata la Nato a colpirlo? Ecco cosa dice il colonnello Lavoie in una di quelle dichiarazioni che a leggerle rivelerebbero altrettanti crimini di guerra o violazioni della risoluzione 1973 (alla quale la Nato ha continuato ad aggrapparsi): “aerei della Nato hanno colpito due veicoli militari pro-Gheddafi che facevano parte di un gruppo di veicoli militari che manovravano vicino a Sirte”. Allora ho chiesto all’ufficio stampa della Nato (cjtfuppress@jfcnp.nato.int): come mai avete colpito quei veicoli?”. Loro, coda di paglia, si lanciano in una excusatio non petita: “La Nato li ha colpiti perché erano una minaccia per i civili. La Nato non prende di mira individui specifici”. Allora ho risposto: “Non vi ho chiesto quale obiettivo specifico fosse quello. Ma in che modo minacciavano i civili? Dov’erano i civili minacciati?”. Allora hanno fatto rispondere a Lavoie: “given the nature of their conduct these armed vehicles continued to represent a threat towards civilians”. “Data la natura del loro comportamento, erano una minaccia. I combattimenti sono continuati fino alla caduta di Sirte”. Il tirapiedi di Lavoie aggiunge che non può aggiungere altro. Ma è chiarissimo: visto che Lavoie si riferisce ai combattimenti, significa che gli unici civili che la Nato ha voluto proteggere sin fall’inizio del resto, erano gli armati del Cnt. Ma ciò è illegale.

6. Dunque quando si farà un processo alla Nato sarà sempre troppo tardi.

7. E qui, gli occidentali – anche i “movimenti” - che sanno tutto (ma anche là, gli arabi addormentati da Al Jazeera), che hanno fatto? Non ha indignato quasi nessuno, nemmeno gli indignati, il macello che dura dall’inizio delle bombe (già: prima, i famosi 10mila o seimila morti erano stati un’invenzione. Lo hanno dichiarato gli stessi che l’avevano denunciato all’Onu…). Forse perché qui è dal 1945che il cielo non ammazza di bombe e molti difettano di immaginazione. Adesso diranno: “Eh però era meglio processarlo…”. Siamo democratici e civili, noi gli altri li processiamo gli altri (noi stessi mai). Ammazziamo solo con le bombe e la rapina economica ed ecologica. Di cui le guerre come questa sono conseguenza e causa. Ma come mai non se ne rendono conto?

Marinella Correggia

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Commento ricevuto:

Schifato da quanto visto su tutte le televisioni italiane, scandalizzato, e non è la prima volta, del cinismo dei nostri "uomini di stato", vorrei solo dire a Marinella Correggia: quando alla fine, pone la domanda: " Ma come mai non se ne rendono conto"?
Cara Marinella, sono convintissimo che se ne rendono conto, ma il perlare come fanno loro, il nasconere la vergogna di ogni guerra dietro parole false e fumose, fa il loro sporco gioco e noi tutti, che denunciamo l'illegalità, di queste azioni militari, ne subiamo le conseguenze e, se ci ribelliamo, usano la tecnica del sottolineare episodi secondari che, sperano, mettano il silenziatore ai loro crimini. Di questi crimini contro l'umanità, infatti, i media non parlano e non li denunciano.

Paolo Bertagnolli


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Fonte Pace Peacelink

Grecia come la Russia di Eltsin - Il diktat della troika provoca il genocidio in Grecia

"Angelo triste - Dipinto di Franco Farina"


Claudio Martinotti Doria: "quello che i mass media non dicono sulla Grecia e che la Scuola Economica Austriaca contiene nella sua Teoria: Quando il denaro muore la gente muore".


Un articolo pubblicato dalla prestigiosa rivista medica The Lancet rivela che i greci «perdono la vita» a causa dei tagli al sistema sanitario imposti dall’infame troika (Commissione Europea, BCE, Fondo Monetario Internazionale). Ciò che è stato documentato per la Grecia, tuttavia, è in programma per tutti i Paesi UE, a partire da Portogallo e Irlanda.

Intitolato Gli effetti sanitari della crisi finanziaria: presagi di una tragedia greca, lo studio del The Lancet è opera dei dottori Alexander Kentikelenis e David Stuckler, della Cambridge University, del professor Martin McKee, della London School of Hygiene and Tropical Medicine e di numerosi altri medici. I loro dati provengono dal governo greco e dalle statistiche UE sul reddito e le condizioni di vita, e coprono il periodo dall’inizio della crisi nel 2007 alla prima metà del 2011.

In questo periodo, i bilanci degli ospedali pubblici sono stati tagliati almeno del 40%! Visto che sempre meno persone possono permettersi cure sanitaria private, il numero di accettazioni in ospedali pubblici è aumentato del 24% solo nel 2010, seguito da un altro 8% nella prima metà del 2011. Di contro, le accettazioni a ospedali privati sono diminuite del 25-30%. Molte persone non possono neanche permettersi i 5 Euro di ticket per la degenza in un ospedale pubblico, e molte ditte farmaceutiche, incluso il gruppo svizzero Roche, hanno interrotto le forniture agli ospedali greci perchè non pagavano i debiti.

Médecins du Monde riporta un aumento drammatico (dal 3-4% prima della crisi al 30% di adesso) di greci che cercano cure presso le cliniche volontarie di strada che sorgono come funghi nelle grandi città, principalmente per le migliaia di immigrati irregolari. «Ci sono segnali del fatto che la situazione sanitaria sia peggiorata, soprattutto nei gruppi vulnerabili», scrivono gli esperti. Il numero di greci che definiscono «cattiva» o «pessima» la loro condizione sanitaria è aumentato del 14% tra il 2007 ed il 2009. Molti disoccupati non possono più permettersi farmaci speciali, inclusa l’insulina in caso di diabete.

Lo studio rivela che i suicidi sono aumentati del 17% tra il 2007 ed il 2009, mentre dati non ufficiali del 2010 citati al Parlamento parlano di un aumento del 25% rispetto al 2009. Soltanto nella prima metà del 2011 c’è stato un aumento del 40% rispetto allo stesso periodo del 2010, come riferisce il ministro della Sanità. Le infezioni di HIV sono aumentate del 52% nel 2010, e la metà dei casi sono da attribuire all’uso di droga con siringhe. L’uso di eroina è aumentato del 20% nel 2009, secondo una stima del Centro Greco di Documentazione e Monitoraggio Droghe. Un terzo dei programmi sociali del Paese è stato tagliato, costringendo molti tossicodipendenti al ricovero negli ospedali pubblici sovraffollati.

Fugando ogni dubbio sul fatto che i burocrati della troika siano degli assassini a tavolino il principale quotidiano greco Kathimerini (12 ottobre) intervista il rappresentante della Commissione Europea Matthias Mors, che in risposta a una domanda sul fatto che la troika abbia dettato queste misure al governo, sostiene che essa abbia solo definito gli obiettivi di bilancio.

«Quali misure prendere è una scelta del governo», ha detto Mors. In altre parole «non diciamo chi uccidere, soltanto quanti». Nel corso dell’intervista Mors chiede altri tagli alla spesa sanitaria.

EIR Executive Intelligence Review
Strategic Alert, Edizione Italiana
anno 20 numero 42 del 20 ottobre 2011

giovedì 20 ottobre 2011

Yukari Saito e l'emergenza nucleare in Giappone e nel mondo....





Cari amici, sono passati 3 mesi da quando avete ricevuto una mia ultima mail di tono assai disperato inviatavi dal Giappone. E ora, vi scrivo di nuovo da Kyoto - questa volta solo di passaggio, quindi, perdonatemi se scrivo di corsa - purtroppo con lo stesso tono, ma più per indignazione che per disperazione.

Perché?

Perché, ora, il governo giapponese sta cercando di trovare una via d'uscita
dalla crisi nucleare non con l'abbandono dell'atomo bensì con l'esportazione
degli impianti e della tecnologia, visto che il suo popolo non lo vuole più
in casa.

Metto in calce alcuni link delle ultime notizie in inglese sulla
dichiarazione e le mosse del ministro dell'economia e dell'industria
giapponese a Parigi (forse lo sapete già?).

Queste riconfermano esattamente la vergognosa e ridicola apparizione del
primo ministro Noda (del mese scorso) all'Onu dove ha osato parlare della
"sicurezza della tecnologia nucleare giapponese da portare al massimo
livello" con l'intento di non rinunciare all'esportazione mentre il disastro
di Fukushima non vede(va) ancora l'uscita dal tunnel radioattivo.

Il ministro giapponese sta ora corteggiando soprattutto la Turchia (che non
dista cosi tanto dall'Italia).

Dopo avervi chiesto l'aiuto, all'inizio di agosto, con alcuni miei
connazionali residenti in Italia, abbiamo promosso una petizione tra i
cittadini giapponesi in Italia (e in Europa) per chiedere al nostro governo
di proseguire la politica di uscire dalla dipendenza "lanciata" da Naoto
Kan, il premier fino a fine agosto, raccogliendo 140 adesioni, presentate
poi al nuovo governo.

Ma, se desiderare l'uscita del Giappone dalla dipendenza nucleare significa
l'esportazione degli impianti all'estero, mi vacilla e crolla la certezza di
aver fatto una cosa giusta.

(Già negli ultimi decenni il Giappone ha esportato - soprattutto nei paesi
asiatici - cosi abbondanti veleni industriali che la prosperità economica e
la vita moderna confortevolissima comportano quando si cerca di contenere le
spese.)

Come fermarlo?

Un'idea che mi è venuta è questa.
Promuovere una specie di campagna di boicottaggio "costruttiva", massiccia e
transnazionale nei confronti dei maggiori produttori d’impianti nucleari
giapponesi, quali Mitsubishi Heavy Industries, Hitachi e la Toshiba.
Cioè studiare una serie di azioni per convincere queste compagnie che il
settore non ha alcun futuro (quindi è meglio abbandonarlo e convertire
completamente in altri settori).

Credo che un boicottaggio in queste circostanze funzioni meglio fuori dal
Giappone.
Perché, benché a boicottare di queste compagnie nel paese al livello
individuale ce ne sono, una campagna creerebbe più le lacerazioni
nell'opinione pubblica - i danni ai lavoratori ecc. - che non possiamo
assolutamente permetterci ora come movimenti antinucleari.

Che ne pensate?
Altre idee migliori?
Chi può muoversi?

Infine, sperando di "ricuperare" un po' il vostro umore, segnalo anche una
notizia buona:
nel prossimo gennaio (14-15 gennaio 2012) a Yokohama avrà luogo una
conferenza internazionale "Addio all'energia nucleare" organizzata da Peace
Boat, GreenPeace Japan, Citizens' Nuclear Information Center e altre 3
associazioni giapponesi.
Le prime informazioni organizzative (sempre in inglese) trovate qui:
http://npfree.jp/download/20111004_Concept_Paper_en.pdf

Come Centro di documentazione abbiamo già aderito e io mi metto a vostra
disposizione per eventuale partecipazione dall'Italia.

Grazie in anticipo per la diffusione, per un brain storming, per proposte
ecc.

Un caro saluto,

Yukari Saito


alcune notizie (in inglese)

http://www.interaksyon.com/article/15461/japan-still-considering-total-nuclear-power-pullout

http://mdn.mainichi.jp/mdnnews/national/news/20111019p2g00m0dm023000c.html

http://english.kyodonews.jp/photos/2011/10/121095.html

http://english.kyodonews.jp/news/2011/10/121093.html

Le gondole di Venezia e il brigantino dai mari del sud... di Franco Farina

Venezia sognata di Franco Farina

Nei canali di Venezia stavano le gondole attraccate ai loro ceppi e nella notte si annoiavano aspettando l’alba e quindi si raccontavano a vicenda di chi avevavo portato in giro quel giorno e di cosa era successo ed i posti che aveva visitato.
Una sera fu attracato vicino a loro un Brigantino aveva due bellissimi alberi e le sue vele erano avvolte a dovere e candide come la neve.

Aveva un bellissimo scafo di legno dipinto di bianco e davanti aveva una polena che raffigurava un Drago dorato. Era bellissimo e slanciato il suo ponte era di listelli di legno e nelle cabine sbirciando dagli oblò si intravedeva un bellissimo arredo e tessuti in broccato variopinto dai caldi colori . Le cabine erano finemente arredate con legno e ottoni.

Le gondole guardavano quel bellissimo scafo e una un po’ timorosa chiese: “Da dove vieni?” E lui rispose: “Vengo dai mari del Sud”.
E lei chiese: “Ma dove sono i mari del sud?”
Lui disse: “Sono verso il punto dove il sole sta a mezzogiorno. Sono luoghi incantevoli dove il mare è trasparente e spiagge ove vi sono sabbie finissime di coralli e sulle spiagge vi crescono palme di un verde brillante e vi sono piante lussureggianti con fiori varipinti, gialli, viola, rossi. Vi sono uccelli con il piumaggio dai mille colori chiamati pappagalli, vi sono gabbiani e Albatros con le loro immense ali.
Nell’acqua cristallina puoi vedere pesci varipinti di colori che cambiano in base alla luce che si riflette sulla loro livrea”.
“Oh!” dissero all’unisono le gondole.
Lui stupito disse: “ma non siete mai state nei mari del Sud?”
“No” risposero le gondole. La gondola vicino al Brigantino disse: “Noi navighiamo nella laguna non siamo mai uscite; deve essere un posto meraviglioso ai mari del Sud raccontaci ancora”.

E lui con fare pomposo un po’ inglese parlò dicendo: “Ricordo quando il mio Sultano mi portò con le sue mogli nel Mar dei caraibi nelle antille olandesi, vi è un mare blu profondo e poi man mano all’orizzonte vedi che appare l’isola dal nome di Aruba, costeggiando l’isola vediamo quelle bellissime case olandesi variopinte color pastello, le palme verdi e poi cespugli ed alberi dai fiori con bellissimi colori.”

Descrisse la bellezza delle isole caraibiche e quanto era cordiale la loro gente e dei colori dei frutti e dei tipi di pesci colorati di quei mari.
Le gondole erano incantate a sentire quelle storie.

L’indomani una gondola verso mezzogiorno era rimasta lì senza nulla da fare e pensò a ciò che aveva raccontato il Brigantino e quindi vedendo il sole alto a mezzodì pensò di andare nei mari del sud così inizio a moversi facendosi trasportare dall’acqua e dalla brezza e si diresse verso il mare aperto un altra gondola che era sfaccendata si unì a lei e poi un'altra ancora e insieme decisero di andare ai mari del sud, si diressero fuori dalla laguna ed iniziarono ad andare in mare aperto.
Oibò si resero conto che non era poi così facile questo mare le onde iniziarono ad alzarsi e a sbattachiarle di qui e di la e a sbatterle una contro le altre. Urlavano ad ogni grossa onda che le coglieva e maledirono il momento in cui avevan deciso di uscire dalla laguna. Disperate cercarono a più non posso di tornare nella laguna e per fortuna alcuni pescatori le videro e le riportarono nel loro canale e le attaccarono ai loro ceppi in modo saldo.

Erano tutte ammaccate.

Così nella notte mentre nessuno le ascoltava iniziarono a parlare alle loro compagne.
La prima che aveva avuto l’idea di uscire disse: “ Lo so io cosa c’è nei mari del Sud ci sono onde alte che ti fan venire il mal di mare e che ti sballottano qua e là noi abbiam visto i mari del sud e non c’era nulla di quello che ha raccontato il Brigantino, c’era solo paura e delle onde alte, e ci siamo ammaccate tutte come vedete. Altro che bei paesaggi e pesci ed uccelli variopinti e case dai vari colori. Sono tutte frottole. I mari del sud non esistono è solo una invenzione del brigantino. Per fortuna ci han riportate nel nostro canale e ci hanno legato ai nostri ceppi. Non auguro a nessuno di andare nei mari del sud potreste affondare”.

Un'altra gondola che era uscita disse: “E’ vero il Brigantino ci ha ingannato” era geloso di noi e voleva farci affondare”.

La terza disse: “Non andate fuori, c’è pericolo; non sapete cosa può succedervi”.
Le altre gondole ascoltarono ed erano indignate con il Brigantino perchè aveva portato le loro compagne a rischiare di affondare. Si proposero di non uscire mai dai loro canali e di seguire ubbidienti i loro barcaioli rimanendo aggrappate ai loro ceppi.

Mai le gondole videro i mari del Sud.

Franco Farina


Il brigantino che corre veloce verso i mari del sud...

mercoledì 19 ottobre 2011

Nuove religioni, il d'io internet - "Lasciate ogni speranza voi che nascete in Italia...

"Lasciate ogni speranza... voi che qui nascete, oh italiani""


Se non fosse che ogni tanto uno si taglia un dito e si accorge di essere dentro la realtà invece che in un film sarebbe da impazzire in mezzo a questa inesorabile ed indistruttibile normalità della schiavitù soporifera costruita scientemente dalla “imperocrazia finanziaria”. Chi emette moneta governa il mondo e la democrazia è la sua polizza assicurativa.

La Clinton va a trovare il neo governo libico è gli dice “il futuro ora è vostro” e la vostra sovranità e nelle vostre mani (non servono commenti per chi ci segue da tempo su queste parole, anzi una traduzione la faccio perchè è vermante troppo forte dentro di me: "il petrolio libico era vostro, ora che siete liberi ve lo vendiamo noi non siete felici?").

Maroni: “Le manifestazioni si faranno solo se chi li organizza fa una fideiussione bancaria”, anche l’aria si opponeva a trasmettere alle mie orecchie questa notizia tale era l’assurdità, ma per il gregge significa: “giusto cosi si pagano i danni”, per quelli un po’ più svezzati, le manifestazioni non sono cosa che riguarda i poveri e i disperati ma solo le organizzazioni (con i soldi) che vengono finanziate dal sistema (vedi triplice o abberazioni del genere), del resto anche le opposizioni (finte) vengono in qualche modo finanziate per far credere che ci sia una opposizione, perché scandalizzarsi.

Il sindaco Alemanno vieta le manifestazioni per trenta giorni a Roma (senza parole). Moodys declassa la Spagna e anche la Francia (ma dai?). La Marcegallia sostiene che: “il tempo ormai è scaduto”, per cosa? (per i compratori che devono comprare le svendite patrimoniali dello stato a causa di un debito finto ed indotto per la ceduta sovranità politica e i patrimoni messi all’asta per i fallimenti dei privati prima che la gente capisca?) .

Un Berlusconi, deluso, stanco, istituzionalizzato, in conflitto con tutti e sopratutto con se stesso tra populismo e imprenditoria che dice: “non ci sono soldi” per lo sviluppo (no ma dai?). Se prima paghiamo gli interessi ai parassiti (che non sono tra il popolo ma esattamente dall’altra parte, certamente (con il sistema debito che toglie più di quel che da), non ci saranno soldi per il resto, ansi tagli, svendite, e lacrime amare.

I Black Block che nonostante avrebbero (il condizionale è d’obbligo) migliaia di alternative tra: “tempi” “modi” e “obbiettivi” su cui porre l’attenzione per ottenere le loro aspettative, casualmente (ma è una pura coincidenza) scelgono sempre le manifestazioni dove si comincia a mettere in discussione il vero potere (G20, NO TAV, Banche Centrali). Troppe cose non tornano ad una lettura complessiva. ed oltre) , vecchia tecnica quella di fare disordine per spostare l’attenzione sui danni che non sull’argomento della manifestazione (proprietà della emissione monetaria), fa più rumore un albero che cade che una intera foresta che cresce. Tutti i medi, casualmente poi hanno paralato di tutto ma proprio di tutto eccetto della “proprietà della emissione monetaria”. E' chiaro che si condanna ogni violenza ma bisogna scriverlo per definizione sopratutto per i professionisti del fraintendimento.

Draghi, dice che: “i ragazzi hanno ragione a protestare”, qui qualcuno deve andare dallo psichiatra (lo psicologo è troppo poco) naturalmente non Draghi (ci mancherebbe) ma tutti gli altri che sicuramente hanno frainteso. Ma quella lettera che parti dalla BCE di indicazioni politiche ed economiche all’Italia chi ca.ca... cavolo l’aveva scritta che proprio non mi ricordo!?!?

Partiti e partitini allo sbando, che cercano di raccogliere il malcontento popolare, con manifestazioni o inviando pseudo capetti istruiti ed imbottiti ad arte (blindati intellettualmente con ideologia del passato sia a destra che a sinistra) inviasti dentro questi movimenti e comitati spontanei per strumentalizzare l’ennesima volta tutto e tutti e l’ingenuità popolare, ma purtroppo hanno un curriculum a dir poco impresentabile.

Che d'io internet ci aiuti!!! (finché sarà libero). Una televisione da voltastomaco che se si tiene spenta almeno si risparmia corrente, vista e salute fisica e mentale. Si potrebbe andare avanti per ore in questa Italia da spolpare, fatta ex sessantottini tutti sistemanti (che volevano cambiare il modno), la speranza è riposta nei giovani che dovranno mantenere la calma e lo spirito vigile, resistere ad oltranza per riprendersi la loro sovranità, la dignità, il loro futuro, e sopratutto il frutto del loro lavoro.

Questo può avvenire solo se si rispetta la "proprietà del valore" che è frutto del lavoro di ciascuno, per rispettare questo principio c’è solo una strada: ritorno alle "sovranità umana- popolare- monetaria".

Queste devono camminare di pari passo se solo una viene lasciata indietro non si otterrà nulla, anzi ci sarà un padre (simbolico) che portando sulla collina suo figlio e mostrando la ricca valle piena di aziende, strade, ponti, ville, treni, parchi, ecc gli dirà: vedi figlio mio ti chiedo scusa, perché tutto questo era tuo ma a causa della mia stupidità adesso è delle banche.

Giuseppe Turrisi albamediterranea

martedì 18 ottobre 2011

Inghilterra - Laurence Kemball-Cook ha inventato il marciapiede verde che converte l’energia dei passi in elettricità...

"Camminando produci energia elettrica... gratis" (Saul Arpino)


Ambiente e rinnovabili - A passo d'uomo!

Pavimento in lastre chiamato "PaveGen" convertono l'energia dei passi in energia elettrica. Un ingegnere inglese ha sviluppato il pavimento che trasforma l’energia dei passi in elettricità. Primo ordine commerciale previsto per alimentare metà dell’ illuminazione esterna del centro commerciale alimentare di Londra. Pavimento in lastre che converte energia dei passi della gente in elettricità sarà posato per aumentare la potenza elettrica del più grande centro urbano dell'Europa, presso il sito delle Olimpiadi di Londra 2012.

Il "PaveGen" composto da pavimento in lastre di gomma riciclata, raccoglie l'energia cinetica dell'impatto della gente che vi sale sopra trasferendo immediatamente minuscoli impulsi di energia elettrica ai vicini elettrodomestici. Secondo il suo inventore, le lastre possono anche immagazzinare energia in una batteria posizionata nelle vicinanze fino al massimo di tre giorni.Nella loro prima posa nel centro commerciale, 20 piastrelle saranno sparse lungo l'attraversamento centrale tra lo stadio Olimpico di Londra e il centro commerciale Westfield Stratford City aperto di recente che prevede un flusso di circa 30 milioni di clienti nel suo primo anno di apertura.

L’inventore è Laurence Kemball-Cook, un ingegnere di 25 anni che ha sviluppato il prototipo durante il suo ultimo anno di università nel 2009.Il pavimento “verde” è stato progettato per comprimere cinque millimetri di piastrella quando qualcuno passa su di loro, convertendo l'energia cinetica assorbita in energia elettrica.Un computer nella fase di sperimentazione ha mostrato come le piastrelle “PaveGen” installate su di una scala metropolitana producono abbastanza elettricità per mantenere un LED che alimenta un lampione che resta acceso per 30 secondi.Le piastrelle sono un'applicazione reale che sfruttano piccoli contributi da un gran numero di individui.Altro esperimento riuscito è stato realizzato durante una grande festa all'aperto dove è stato ottenuto il passaggio di oltre 250.000 passi - che sono stati sufficienti per caricare 10.000 cellulari.

Il giovane inventore prevede che il “PaveGen” sarà utilizzato per alimentare apparecchi off-grid come illuminazione pubblica, mappe stradali illuminate e pubblicità e sarà installato nelle zone di traffico urbano umano ad alta densità come centri abitati delle città, stazioni della metropolitana e corridoi delle scuole.Nella sua forma attuale, la lastra della pavimentazione “PaveGen” contiene un LED a basso consumo energetico che si illumina, dando l'idea per l'utente del trasferimento di energia ma consumando solamente circa il 5% dell'energia di ogni passo.Richard Miller, capo dell’ufficio sostenibilità del governo del Regno Unito Technology Strategy Board. che ha finanziato il progetto, ha dichiarato che il progetto ha già vinto diversi premi, tra cui il Big Idea Ethical Business Awards del Regno Unito e la Shell LiveWire Grand idee Award.

Il “PaveGen” ha anche recentemente ricevuto finanziamenti da un gruppo di investitori. Inoltre la pistrella dura nel tempo come è stato verificato nel corso di un esperimento durato un mese a cui è stata sottoposta tutti i giorni ad un martellamento continuo no stop con una macchina che replica i passi. Inoltre è veramente facile da installare sostituendola ai pavimenti esistenti; per ottenere le esatte dimensioni... basta sostituire una piastrella con un'altra già posizionata.

“A healthy eye with full visual capacities is of no use in a dead body,” he said.


Lecce, 18 ottobre 2011 - Giovanni D’AGATA
Componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”