News da prima pagina che ti piove sui notiziari letteralmente a sorpresa, costringendo per i capelli ora l'intera "brigata" degli analisti del web e a fare i salti mortali per spiegare l'inciucio a mezzo mondo di lettori (...). Il fatto è presto detto, chiunque sappia leggere a quest'ora lo conosce: Washington firma una sospensione delle sanzioni sul petrolio russo fino all'aprile prossimo per favorire un afflusso di milioni di tonnellate di diesel per il proprio fabbisogno.
INTERPRETARE correttamente la mossa è un altro paio di maniche, chiaramente.
Dunque: a monte di ogni altra considerazione occorre tener oggettivamente presente la prospettiva statunitense delle cose, o meglio la posizione del suo leader di fronte al proprio paese. Il buon vecchio Donald a quasi a metà del suo mandato (il tempo vola), dopo un pittoresco teatrino biennale di dichiarazioni roboanti, gesti clamorosi e colpi di scena... si ritrova in realtà con ben poco in mano: il conflitto russo/ucraino non è affatto risolto e rischia di evolversi da un momento a un altro in una guerra come il suolo europeo non ne ha viste dal 1945 all'alba di oggi. A questo anzi, si aggiunge una seconda grande guerra alle porte nel medio-oriente contro un nemico (l'IRAN) che a differenza di altri non è possibile l'invasione, prospettandosi quindi uno stato di ostilità prolungato con spesa militare proibitiva. I rapporti con l'Europa infine, compromessi in una spirale di incomprensione ed imbarazzi come non è esistita mai dalla nascita dell'Alleanza Atlantica (dichiarazioni sulla Groenlandia, rapimento di Maduro, doppio standard con Israele, etc.). Tutto questo di fronte ad una Cina inarrestabile (...).
Ecco, la cultura americana è capace certo di eleggere un giocoliere come Trump, ma è anche la stessa cultura che in fondo guarda ai fatti in modo inesorabile: il primo biennio trumpiano è quanto descritto nella manciata di righe sopra, a conti fatti e l'opinine pubblica non è tanto rimbecillita da non vedere i fatti basilari. Insomma il leader della Casa Bianca deve ASSOLUTAMENTE fare qualcosa e subito (il test intermedio delle elezioni mid-term lo impone) e si fa quindi cosa si può fare... si porta a casa un successo rapido dal risultato concreto (abbassamento dei prezzi).
Rivolgersi a Vladimir con cui è in "ottimi rapporti" è la mossa ideale: i milioni di tonnellate di petrolio li ottiene subito e intanto fa felice il Cremlino il cui sistema di raffinerie è oggettivamente sotto pressione da molti mesi ormai.
Trump a ben vedere da svariate settimane rompeva le scatole con la storia dei prezzi del petrolio, arrivando anche ad avvertimenti diretti a Kiev (sistematicamente ignorati): ebbene ora ha risolto il caso, a modo proprio come al solito.
MORALE?
Beh... semplificare (non semplicisticamente!) un groviglio del genere: D. Trump con la sua mossa fulminea si para il sedere alle elezioni mid-term, puntellando quindi la situazione INTERNA al paese che è quanto gli premeva assolutamente sul momento. L'impetuoso sovrano della Casa bianca trovandosi alle strette ha pensato prevalentemente a questo, senza dedicare altrettanta attenzione alle ripercussioni ESTERE di una mossa come questa poteva suscitare (d'altro canto è un presupposto tutto europeo che gli debba interessare: Trump appartiene ad una corrente dichiaratamente isolazionista e da tale prospettiva le reazioni estere - fossero pure degli "alleati" - sono una preoccupazione secondaria, cosa che gli zelanti leader europei sono tardi a comprendere ).
Perché in sostanza le prime pagine dei notiziari di stamane lasciano di stucco mezzo mondo occidentale: Zelensky completamente attonito (di merda, diciamo) che non sa che pesci pigliare, dal momento che questo annuncio OBBLIGA de facto la sua aviazione a mollare le raffinerie russe (e questa era l'unica iniziativa bellica che fosse ancora in grado di mettere in atto con quanto l'occidente gli regala), altrimenti si rischia lo scontro direttissimo con Trump. Fa quasi pena la posizione di Kiev (...).
L'UE per l'ennesima volta sorvolata, bypassata......umiliata dall'iniziativa americana che si attiva a sorpresa come se gli "alleati" nemmeno ci fossero: Washington ordina per anni di sostenere Kiev e ridurre la dipendenza energetica dalla Russia a costo di rimetterci....ma quando sono gli USA in difficoltà allora loro hanno la facoltà di rivolgersi a Mosca e commerciare liberamente con loro (insomma siamo di fronte ad una ammissione scritta della sudditanza totale dell'Europa politica di Bruxelles, siamo alla nullità morale di fronte ai propri cittadini).
Conclusione:
La guerra in ucraina non è terminata, ma l'episodio chiaramente non depone bene in merito all'attitudine statunitense in corso: la mossa è chiaramente determinata da necessità di politica interna, ma può tornare utile anche come avvertimento alla giunta di Kiev, facendo loro capire che l'interesse americano se ne sbatte di quello ucraino, per dirla bruscamente. Il messaggio indiretto è chiarissimo "Possiamo riprendere i rapporti economici con Mosca, abbiamo facoltà di annullare le sanzioni in ogni momento lo vogliamo. Se Kiev non si muove con la pace, allora tali iniziative potrebbero replicarsi e divenire sempre più frequenti". Washington vista la propria posizione non può togliere il sostegno a Kiev di colpo, direttamente... ma può progressivamente ricorrere a colpi di mano come quello di oggi (e in effetti non è escluso che ce ne siano altri in futuro).
I mediatori ucraini del resto sono a MIAMI in questi giorni e occorre far capire loro coi fatti che esiste un limite (nella giunta di Kiev è infatti un dogma di fede quello secondo cui gli aiuti occidentali e le sanzioni contro Mosca non termineranno mai: forse da oltreoceano si è deciso che è tempo sfidare tale presupposto).
In breve... per l'inverno in arrivo, gasolio per gli USA e respiro per Mosca e rovina colossale per Kiev (dato che lo stato maggiore russo non concederà tregua: l'accordo con gli americani non annulla l'imperativo militare di non dare un filo di respiro alle forze ucraine le quali in assenza di trattato di pace utilizzerebbero una qualsiasi tregua solo per prendere tempo. Il momento di trattare è adesso prima che sia tardi.
Daniele Lanza


Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.