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sabato 15 settembre 2012

Italo Romano: "Il semplice cibo dei nostri avi è oggi un mezzo per dominare il popolo"



"Chi controlla il petrolio controlla le nazioni, chi controlla il cibo controlla il popolo“, è questo il pensiero di Henry Kissinger, ex Segretario di Stato dell’era Nixon e Ford e membro portante del gruppo Bilderberg.

Forse la possente azione dell’Unione europea, imbastita per dare l’assalto alla sovranità alimentare dei singoli stati, ha avuto origine da questo spassionato consiglio del famoso politico statunitense.

Fin dal 1998 è in vigore una direttiva comunitaria che riserva la commercializzazione e lo scambio di sementi alle ditte sementiere (Monsanto e altre multinazionali) vietandolo agli agricoltori. Ciò che i contadini hanno fatto per millenni è diventato un reato. Per far fronte a questa imposizione sono nate varie associazioni di volontari impegnati nel recupero delle varietà antiche e tradizionali, con lo scopo di preservare e distribuire a chi le richiede, sementi fuori dal catalogo uffìciale affidato alle mani delle multinazionali.
Con sentenza del 12 luglio, la Corte di Giustizia della UE ha confermato il divieto di commercializzare le sementi delle varietà tradizionali e diversificate che non sono iscritte nel catalogo ufficiale europeo.

Con questa sentenza sono messe fuorilegge anche le suddette associazioni di volontari. Essi sono criminali delle sementi, sporchi tradizionalisti che mirano alla condivisione incontrollata del bene comune.
Ma non è finita qui.

Il nostro premier golpista Mario Monti ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale contro l’agricoltura a “chilometro zero”. In pratica il governo vuole bloccare alcuni atti normativi della Regione Calabria, rea di aver legiferato oltre la sue competenze stabilite in materia.

Secondo il governo oligarchico la legge regionale contiene delle disposizioni che, nel favorire la commercializzazione dei prodotti regionali, ostacolerebbero la libera circolazione delle merci in contrasto con i principi comunitari. In sostanza, la normativa regionale viene considerata alla stregua di un provvemento di natura quasi autarchica tale che i prodotti regionali avrebbero un vantaggio considerato contrario al principio di libera circolazione delle merci rispetto ai prodotti extraregionali.

E’ chiaro che il ricorso mira a liberare il campo alle multinazionali da qualsiasi tipo di concorrenza.

Distruggono le aziende locali, devastano il tessuto sociale e rendono il popolo completamente dipendente da strutture extraterritoriali e multinazionali senza scrupoli. Annientano la tradizione, distruggono l’identità e le coscienze per imporre il loro progetto di governo mondiale.

Il controllo delle sementi, quindi dell’agricolura, e di conseguenza degli alimenti è il chiaro segno che si aprono il varco per l’introduzione delle colture Ogm.
Attentano alla basi della coesione sociale. L’agricoltura, ricordiamolo, è un bene comune nato 10.000 anni fa. Da quando l’uomo ha fatta propria questa arte, sono nati i primi centri urbani, le prime aggregazioni civili, è stata la base dello sviluppo della società che oggi andiamo demolendo.

Il culto dell’ugualianza e dell’omologazione sta per convertire le diversità agro-alimentari.

Quando tutto il cibo apparterrà alle multinazionali come faremo? E’ questa l’anticamera della nuova schiavitù?

Italo Romano / Fonte: oltrelacoltre.com

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sabato 22 ottobre 2011

Equivita: "Il broccolo è un bene della natura e non un brevetto commerciale..."

Foto di Gustavo Piccinini



Cancellata a sorpresa dall’EPO, Ufficio Europeo dei Brevetti, l’udienza del 26 ottobre per la sentenza finale sul ricorso contro il brevetto sul broccolo.

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Un breve antefatto:

Il brevetto EP 10698199, rilasciato nel 2002 dall’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) per un broccolo riprodotto con metodo convenzionale, viene impugnato nel 2008 sulla base della Convenzione Europea dei Brevetti e della direttiva europea 98/44 (la prima non consente brevetti sul vivente e la seconda li consente solo per prodotti “biotecnologici”).

L’Alta Corte dell’EPO decide, nel 2008, che il broccolo divenga il “caso giuridico” in base al quale la UE dovrà stabilire se siano o meno leciti i brevetti su piante e animali, anche se prodotti con metodi essenzialmente biologici (ovvero non geneticamente modificati).

Dopo ben tre anni d’attesa l’udienza per la sentenza finale di questo caso viene fissata per il il 26 ottobre del 2011. Durante questa lunga attesa altri brevetti su piante riprodotte con metodi convenzionali sono stati concessi dal’EPO. Le previsioni sono dunque che il ricorso contro il brevetto venga respinto dalla Corte.
Ma i cittadini sono stanchi di subire le decisioni tacitamente.
Il grande movimento europeo di opposizione alla brevettazione del vivente, attivo fin dai primi anni ’90, oggi raccoglie agricoltori, consumatori, attivisti intorno alla coalizione “No patents on seeds”, di cui fa parte il Comitato Scientifico EQUIVITA. Esso ha organizzato per il 26 ottobre una nuova manifestazione pacifica a Monaco, davanti all’EPO.

Ma evidentemente all’EPO non piace il confronto con la popolazione civile. A pochi giorni dalla data stabilita l’udienza per il brevetto sul broccolo viene repentinamente cancellata.

La coalizione “Save our seeds” tiene oggi a far sapere a tutti i cittadini europei che la manifestazione si svolgerà ugualmente. Noi tutti non rinunceremo ad essere a Monaco il 26 ottobre alle 9:00 e ad esprimere il nostro sdegno per una strategia segreta che, all’insaputa dei cittadini non solo dell’UE ma di tutto il mondo, privatizza la materia vivente, cancella la Sovranità alimentare degli Stati e con essa la loro sicurezza alimentare. Una strategia il cui fine è di mettere nelle mani di pochissime multinazionali il controllo della produzione di cibo del mondo intero.

Come ha dichiarato Kerstin Lanje di “Misereor”: “In tempi in cui quasi due miliardi di persone soffrono la fame, è semplicemente immorale far crescere i prezzi delle derrate alimentari creando il monopolio dei brevetti. Le compagnie biotech detentrici di questi brevetti approfittano delle nuove leggi brevettuali (da loro promosse, ndr) per trasformare i prodotti alimentari in speculazioni finanziarie. E’ giusto che soltanto i ricchi possano avere accesso al cibo?”


Per informazioni:

Comitato Scientifico EQUIVITA:
Via P.A. Micheli, 62 – 00197, ROMA
+ 39.06.3220720, + 39.335.8444949
Email: equivita@equivita.it

sabato 16 ottobre 2010

Discorsetti sull'ecologia profonda per l'incontro bioregionale di San Severino Marche del 30 e 31 ottobre 2010 - Come raggiungere il luogo

Discorsetti sull'ecologia profonda per l'incontro bioregionale di San Severino Marche del 30 e 31 ottobre 2010 - E istruzioni su come raggiungere il luogo...


Care amiche, cari amici,

é in fase di preparazione avanzata l'organizzazione dell'incontro annuale della Rete Bioregionale. Il Cerchio si svolge a San Severino il 30 ed il 31 ottobre 2010. La cosa ha già attirato l'attenzione di numerose persone e di enti che lavorano per l'attuazione dell'ecologia profonda e del bioregionalismo. Hanno già dato la loro adesione diverse associazioni locali (Ad es. Rees Marche, etc.) e sono attesi ecologisti da vari luoghi delle Marche oltre che dalle altre Regioni d'Italia. Siete attesi pure voi!

Ed ora ecco alcune frasi in sintonia con il discorso che andremo ad affrontare, che ci sono giunte da varie fonti:

Scriveva Arne Naess, il padre dell'ecosofia (o ecologia profonda) alla quale i bioregionalisti dovrebbero far riferimento: “Gli esseri viventi hanno un valore in se stessi. In quanto viventi. E come gli uccelli delle sempre più silenziose campagne americane, hanno bisogno di essere protetti dall'invadenza di miliardi di uomini. Bisogna cercare una nuova armonia ecologica tra gli esseri viventi che abitano il pianeta Terra. Questo rinnovato equilibrio passa a livello teorico attraverso la rinuncia non solo a ogni forma antropocentrismo: il diritto alla vita di ogni essere vivente é assoluto e non dipende dalla maggiore o minore vicinanza alla specie umana. A livello pratico il nuovo equilibrio ecologico passa attraverso la riduzione della popolazione umana, l'uso di tecnologie a basso impatto ambientale e la mancanza assoluta di interferenza umana in una quantità sempre più vasta di ecosistemi...”

Scriveva Hermann Hesse: “Si ha paura di mille cose, paura del dolore, paura del proprio cuore, paura del sonno, paura di svegliarsi, paura della solitudine, paura della morte, sopratutto paura della morte. Però tutto queste paure sono solo maschere e travestimenti. In verità si ha paura di una cosa sola: lasciarsi andare, lasciarsi cadere nell'ignoto, questo piccolo passo al di là delle nostre sicurezze. Però chi solo per una volta, ha assaporato questa totale resa, questo fidarsi totalmente nel proprio destino, quello è libero. Non appartiene più alle leggi terrene, ma è completamente immerso nel flusso dell'universo e vibra assieme alle stelle e ai pianeti."

Scrive Caterina: “Mi piace l'idea dell'armonia ecologica tra gli esseri viventi (e anche con i non viventi, fanno sempre parte dell'ecosistema, pensiamo all'aria e all'acqua, sono necessari ai viventi più dei viventi stessi). C'é l'opinione diffusa che non si possa tornare indietro rispetto a dove siamo arrivati e che gli anziani di oggi se sentono fare di certi discorsi inorridiscono (oggi il cibo abbonda, il lavoro meno faticoso, ci sono cure per tutte le malattie, anche quelle immaginarie), ma si potrebbe pure trovare un equilibrio fra risorse e bisogni, fra produzione e consumi, cominciando dal confronto e dal mutuo scambio di aiuto, di vicinanza affettiva, di collaborazione amorevole tra simili e diversi, cercando di colmare i divari..... L'uomo solo un essere vivente che ha sviluppato una coscienza legata allo spazio e al tempo, al qui e all'oggi e al domani, gli uccelli si cibano per soddisfare l'appetito di oggi, fanno il nido per allevare i piccoli di questa nidiata; dobbiamo imparare ad "usare" il nostro essere a beneficio della nostra Terra e non per distruggerla...... é così bella!”

Scrive Benito: "Caro Paolo, come promesso parteciperò all'incontro bioregionale. Penso possa interessare ascoltare la mia fiaba sugli OGM per informare i grandi attraverso i piccini. Inoltre mi piace molto il pensiero sull'appartenenza di Saul Arpino che é in sintonia con quello dell'amico Beaver, che noi conosciamo personalmente e che ho il piacere di riportarti di seguito: I tre principi di appartenenza: Io appartengo alla razza umana; Io appartengo alla Terra perché la Terra mi precede ed il luogo che mi ospita sopra o sotto ciclicamente; La Terra mi appartiene solo se sono convinto che l'altro é me stesso e anche la Terra e tutto ciò che ospita sopra e sotto me stesso.."

Scrive Manuel: "Sarò presente dal 30 ottobre mattina, vengo con un amico, portiamo con noi la tenda..."

Scrive Sara: “...ognuno di noi ha avuto il diritto alla vita e quindi il diritto di viversi in ciò che viviamo. Estremamente invadente e poco intelligente pretendere che le cose siano come a noi piacerebbe...ogni essere umano, avendo ricevuto il dono della vita ha la libertà di viversi. Se una cosa non é di nostro gradimento bisognerebbe essere abbastanza intelligenti da non prenderla in considerazione! La vita una scuola di vita....”

Scrive Sonia: “...come sempre solo pratica sul campo... staremo insieme per raccogliere e riconoscere le erbe, ormai è il tempo della pratica! Di informazioni ne siamo coperti fino a sopra due metri dei capelli”

Scrive Carlo: "Occorre conoscere per amare e per difendere. Per questo dobbiamo conoscere gli animali selvatici che vivono nel nostro Paese, e cercare di farli conoscere. Gli animali selvatici sono un patrimonio di tutta la Terra, sono esseri sensibili, non devono essere uccisi, catturati o disturbati, e deve essere conservato il loro habitat naturale, senza il quale essi non possono vivere..."

Scrive Michele: “La Natura, con i suoi millenni di Storia, rappresenta per l’Intera Umanità l’università da cui attingere le conoscenze che hanno portato, e portano ancora, alla Saggezza; per cui, se ci chiediamo da dove proviene la Saggezza Contadina, la nostra risposta non può che essere questa. I grandi “libri” della Vita sono racchiusi nei semi e nelle sementi che, con la loro memoria contenuta nel patrimonio genetico, contengono in potenza il progetto specifico di ogni singola pianta o animale o essere vivente e, allo stesso tempo, rappresentano la storia evolutiva del mondo biologico e dell’Umanità”

Scrive Fulvio: “... non ci sentiamo ma .. ti penso sempre. Mi sento cambiato, più centrato, più lucido e "sveglio", ormai, come sai, viviamo ad Amelia e anche da questo punto di vista la vita è cambiata in meglio (abbiamo persino organizzato un piccolo orto sul balcone). Purtroppo il 30 e 31 ottobre sono impegnato a scuola, quindi mi sa che non potrò essere all'incontro bioregionale di San Severino... ma aspettati una visita non annunciata..."

Scrive Katia: “...sento davvero l'arrivo dell'autunno inteso come stagione in cui si accumulano i frutti giunti a maturazione adesso dopo il lavorio della natura del tempo precedente. Ho in casa i marroni presi a Rocca Malatina domenica scorsa, le melagrane del mio albero, le mele raccolte da terra sotto un albero a Montecorone con la Pia, le ultime prugne e le zucche della verduraia, l'uva rubata al mio vicino (usciva fuori dal suo giardino!), le bacche di rosa canina raccolte da me a Guiglia assieme ad altre castagne, le giuggiole raccolte oggi da me e Piero dall'albero di un allevatore che altrimenti le lascerebbe cadere a terra, l'ultimo pomodoro rosso della mia pianta in terrazza. Mancano solo noci e nocciole. Ho la casa piena di colore!”

Scrive Norbert: "Ciao Amici! Mi interressa il vostro approccio... Sto lavorando non legato a nessuna organisazione in varie progetti, qui in Italia, in Bolivia, Peru e ultimamente per alcune iniziative in Sudan, sempre provando di rinforzare già esistente movimento di agricoltura ecologica e et(n)ica! Ho qui in Puglia un progetto di permacultura e riproductione di piante medicinali e piante di orthocoltura, lavorando contemporaneamente con medicina olistica e comminity-devellopement! Sono di origine tedesco, Bioingeniere e curatore dello spirito! ho guardato un po dentro cio che vi circonda..e mi piacce! Ma non ho capito bene, in che modo ci sarà possibile di intraprendere una fertile collaborazione! Se mi informate come possiamo iniziare di collaborare, mi farebbe piacere! Aspetto indicazioni!"

Scrive Deafal: “..ci occupiamo di agricoltura organica...la nostra sede è in Lombardia anche se realizzeremo un seminario anche nelle Marche. Verremo all'incontro bioregionale, ci date una mano anche a promuovere il nostro seminario attraverso la vostra rete?"

Scrive Stefano: "...probabilmente non sarò all'incontro del 30 e 31 ottobre per il motivo che la settimana prima vado per lavoro a Torino per cinque giorni (Terra Madre) e probabilmente non me la sentirò di ripartire appena tornato. Comunque vada sarò del gruppo e scriverò un intervento...."

Scrive Lucilla: "Con l'agricoltura contadina... dal passato per andare verso il futuro... Vi aspetto a San Severino!"


Programma del 16° incontro annuale della Rete Bioregionale Italiana: San Severino Marche – Podere di Lucilla Pavoni


30 ottobre 2010:

h. 10.00 – Accoglienza e familiarizzazione con il posto, presentazione dei vari partecipanti.

h. 12.00 – Preparazione collettiva del pasto con il cibo bioregionale da ognuno portato e condivisione.

h. 14.00 – Vesseille (lavaggio piatti e pentole e riordino della sala)

h. 14.30 – Percorso di riconoscimento delle erbe spontanee per onorare il luogo

h. 16.30 – Prima sessione di condivisione delle esperienze e proposte per la continuazione del percorso bioregionale, seduti in cerchio davanti al camino acceso, ognuno parla a rotazione. Sono benvenuti interventi poetici e canti.

h. 19.30 – Preparazione collettiva del pasto serale e vesseille. Ci si ritira per la notte, chi in tenda, chi nella pensioncina di San Severino, chi nella casa di Sonia a Jesi e chi a Treia (vedi indicazioni sottostanti).

31 ottobre 2010:

h. 10.30 – Seconda sessione di condivisione delle esperienze e proposte bioregionali.

h. 12.00 – Preparazione collettiva e consumo del pasto e vesseille.

h. 14.30 – Breve passeggiata nei paraggi della casa di Lucilla

h. 16.00 – Terza sessione di condivisione esperienze e proposte e conclusioni finali

h. 18.00 – Attorno al fuoco, per chi intende ancora fermarsi, racconti sul significato del Samahin/Ognissanti e canti in sintonia


Descrizione del posto:
La casa di Lucilla Pavoni, che ospita l’incontro, si trova su una bellissima collina isolata alle pendici dell’appennino marchigiano.

Ecco come raggiungerla:
Da San Severino Marche seguire la strada per Apiro/Cingoli.

Superare Cesolo e Marciano, arrivati al bivio per Apiro/Cingoli prendere la direzione per Apiro.

Superare le frazioni Palazzata e Corsciano sino all’indicazione per Ugliano, dopo circa 700 metri sulla destra imboccare stradina in terra battuta seguendo la freccia che indica la casa di Lucilla.

In caso di difficoltà potete anche chiedere al baretto di Corsciano, oppure in extremis telefonare a Lucilla al 338.7073857.

Attenzione, tutti sono invitati a contribuire all’evento portando dalla propria bioregione di provenienza cibo e bevanda. Venire armati di buona volontà e pazienza. Per il pernottamento: è possibile campeggiare nel terreno di Lucilla con la propria tenda o con il camper. Chi volesse stare più comodo può prenotare -in tempo utile- alla pensioncina 7 Rose di San Severino (Tel. 0733/635202).

Oltre al campeggio in tenda, altre sistemazioni gratuite (salvo un’offerta volontaria) possono essere reperite presso l’abitazione di Sonia a Jesi, oppure a Treia (entrambi i luoghi sono a pochi chilometri di distanza da San Severino) in entrambi i casi é opportuno portare con sé sacco a pelo e stuoia e -nel caso- anche brandina pieghevole.


Informazioni ulteriori sul programma e sulle sistemazioni telefonando allo 0733/216293 – oppure cell. 333.6023090 o scrivendo a saul.arpino@gmail.com

L'incontro é aperto a tutti coloro che si riconoscomo nel messaggio dell'ecologia profonda.


Grazie per l'aiuto che vorrete dare a divulgare questa notizia! Paolo D'Arpini

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Poesia di buon auspicio


Com’è potuto accadere…?

Com’è potuto accadere Anima mia,
che sempre sei Consapevolezza e Gioia,
com’è che ora ti comporti
come se lo avessi dimenticato?

Meraviglia delle meraviglie,
oltre comprensione è la tua strana paura,
dolce Cigno, mio caro,
il timore che hai di me!

Mente che apprendi, conosci e dimentichi,
corpo ottenuto, che generi e poi muori.
Da dove queste impurità nella purezza?
Grandezza, piccolezza, classe, rango, vista e veggente..
Perché queste onde oscuranti nel profondo oceano della Gioia?

Non servono parole o voti di silenzio,
non andirivieni, non inizio, metà e fine,
non riverbero, né suono, non qualità,
non separazione e quindi non paura…
Oh meraviglia delle meraviglie,
le cose che sembrano, in un sogno?

Dentro e fuori, in alto e in basso, tutte le direzioni.
Persa nella luce, illimitatamente vasta,
intera, senza supporto, piena e calma,
pura Consapevolezza, Gioia immutabile,
allora remota, cercata lungamente come fine,
ora sei qui… Gioia… Gioia..!

Avadai Ammal

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