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giovedì 19 gennaio 2012

Equivita, Alex Zanotelli e l'acqua che riprende a scorrere... verso la privatizzazione del monti (mario, detto il bancario)




Dopo avere promosso la privatizzazione sul vivente quale Commissario Europeo, Mario Monti vorrebbe privatizzare l’acqua in Italia nonostante il recente referendum

Il Comitato Scientifico EQUIVITA, nel sottoscrivere l’appello di Alex Zanotelli, che di seguito inoltriamo, esprime la sua costernazione ed il suo più profondo sdegno davanti agli annunci fatti dal Governo Monti.
A quanto risulta infatti dalle dichiarazioni di Catricalà, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, si vuole ribaltare il risultato del referendum del 13 giugno scorso, liberalizzando l’acqua.

Il popolo italiano ha stabilito che l’acqua, bene comune tra i più preziosi dell’umanità, debba restare (o ritornare ad essere ove non lo fosse più) alla gestione delle amministrazioni pubbliche.
Anche chi non fosse giunto a capire le implicazioni sociali e politiche della privatizzazione di un bene primario come l’acqua ha espresso questo voto vedendo i costi delle bollette salire alle stelle ad ogni passaggio nelle mani delle grandi compagnie multinazionali. Queste, infatti, per loro natura, hanno come fine il profitto invece che il servizio ai cittadini.

Non è da stupirsi tuttavia che Mario Monti possa avere in mente di trascurare, come fosse cosa di nessun peso, il risultato clamoroso del referendum dell’anno scorso (e assai allarmante ci pare il rischio che lo stesso venga fatto con il referendum sul nucleare) in cui la quasi unanimità del popolo italiano si è espressa contro l’acqua in mano ai privati.

Vi è un episodio uguale e più grave ancora, assai significativo, nel curriculum del nostro Primo Ministro. Mario Monti è il Commissario Europeo che, trascurando il parere del Parlamento Europeo che nel 1995 l’aveva bocciata, ripresentò - pochi mesi dopo tale bocciatura - la Direttiva Europea “sulla brevettabilità del vivente” (ovvero la possibilità - mai esistita prima - di privatizzare le piante, gli animali e le parti del corpo umano, con la sola esclusione del corpo umano intero).
La direttiva fu approvata, dopo quasi tre anni, il 12 maggio1998 (direttiva 1998/44) durante i quali avvenne “la più forte azione di lobby nella storia del Parlamento Europeo” (dichiarazione dello stesso relatore della direttiva, Willy De Clerq) e dopo che numerose ONG di tutta Europa avevano speso ogni energia possibile per bloccarla.
Ciò ha consentito alle multinazionali chimico-farmaceutico, appositamente divenute anche “biotech”, di avviare un ampio controllo del mercato alimentare.
Questo è sempre stato infatti - ed è tuttora - il vero scopo di chi promuove gli Ogm, tutti i presunti altri loro requisiti essendosi rivelati infondati e i numerosi danni ambientali e sociali essendosi aggiunti a quelli sulla salute.

Dopo avere preso coscienza del danno derivante dalla privatizzazione dell’acqua, sarebbe opportuno che i cittadini italiani si esprimessero anche contro la privatizzazione del vivente, che obbliga gli agricoltori a pagare i diritti di brevetto ad ogni raccolto (e che oggi sta assumendo forme ancora più estreme - vedi: www.equivita.it).
Ma sarebbe soprattutto importante che gli stessi non perdessero il controllo della democrazia, oggi messa a rischio da chi crede di poter risolvere i problemi economici bypassandone le regole fondamentali.

Comitato Scientifico EQUIVITA
Tel. + 39. 06.3220720, + 39. 335.8444949
E-mail: @equivita.itequivita@equivita.it
Sito internet: www.equivita.org



Inoltriamo l’appello di Alex Zanotelli

"SALVIAMO IL REFERENDUM DELL’ACQUA

TRADIMENTO MONTI

Era il 13 giugno , esattamente 7 mesi fa ,quando 26 milioni di
italiani/e sancivano l’acqua bene comune :”Ubriachi eravamo di gioia…
le spalle cariche dei propri covoni!(Salmo,126)
E oggi,13 gennaio ritorniamo a “seminare nel pianto..” (Salmo,126)
perché il governo Monti vuole privatizzare la Madre.
Sapevamo che il governo Monti era un governo di banche e banchieri, ma
mai ,mai ci saremmo aspettati che un governo ,cosidetto tecnico,
osasse di nuovo mettere le mani sull’acqua ,la Madre di tutta la vita
sul pianeta.
E’ quanto emerge oramai con chiarezza dalla fase 2 dell’attuale
governo, che impone le liberalizzazioni in tutti i settori.Infatti le
dichiarazioni di ministri e sottosegretari, in questi ultimi giorni,
sembrano indicare che quella è la strada anche per l’acqua.
Iniziando con le affermazioni di A.Catricalà, sottosegretario alla
Presidenza, che ha detto che l’acqua è uno dei settori da aprire al
mercato.E C.Passera, ministro all’economia,ha affermato :”Il
referendum ha fatto saltare il meccanismo che rende obbligatoria la
cessione ai privati del servizio di gestione dell’acqua, ma non ha mai
impedito in sé la liberalizzazione del settore.” E ancora più
spudoratamente il sottosegretario all’economia G.Polillo ha rincarato
la dose: “Il referendum sull’acqua è stato un mezzo imbroglio. Sia
chiaro che l’acqua è e rimane un bene pubblico.E’ il servizio di
distribuzione che va liberalizzato.”E non meno clamorosa è
l’affermazione del ministro dell’ambiente C.Clini:”Il costo dell’acqua
oggi in Italia non corrisponde al servizio reso…..La gestione
dell’acqua come risorsa pubblica deve corrispondere alla
valorizzazione del contenuto economico della gestione.”
Forse tutte queste dichiarazioni preannunciavano il decreto del
governo (che sarà votato il 19 gennaio) che all’art.20 afferma che il
servizio idrico- considerato servizio di interesse economico generale-
potrebbe essere gestito solo tramite gara o da società per azioni,
eliminando così la gestione pubblica del servizio idrico. Per dirla
ancora più semplicemente, si vuole eliminare l’esperienza che ha
iniziato il Comune di Napoli che ha trasformato la società per azioni
a totale capitale pubblico(ARIN ) in ABC (Acqua Bene Comune-Ente di
diritto pubblico).
E’ il tradimento totale del referendum che prevedeva la gestione
pubblica dell’acqua senza scopo di lucro .E’ il tradimento del governo
dei professori.E’ il tradimento della democrazia.
Per i potentati economico-finanziari italiani l’acqua è un boccone
troppo ghiotto da farselo sfuggire.Per le grandi multinazionali
europee dell’acqua(Veolia,Suez,Coca-Cola…) che da Bruxelles spingono
il governo Monti verso la privatizzazione, temono e tremano per la
nostra vittoria referendaria,soprattutto il contagio in Europa.
“Un potere immorale e mafioso –ha giustamente scritto Roberto Lessio,
nel suo libro All’ombra dell’acqua- si sta impossessando dell’acqua
del pianeta.E’ in corso l’ultima guerra per il possesso finale
dell’ultima merce:l’acqua.Per i tanti processi di privatizzazione dei
servizi pubblici in corso, quello dell’accesso all’acqua è il più
criminale.Perchè è il più disonesto, il più sporco, il più pericoloso
per l’esistenza umana.”
Per questo dobbiamo reagire tutti con forza a tutti i livelli,
mobilitandoci per difendere l’esito referendario, ben sapendo che è in
gioco anche la nostra democrazia.
Chiediamo al più presto una mobilitazione nazionale, da tenersi a Roma
perché questo governo ascolti la voce di quei milioni di italiani/e
che hanno votato perché l’acqua resti pubblica .
Chiediamo altresì che il governo Monti riceva il Forum italiano dei
movimenti per l’acqua,ciò che ci è stato negato finora.
Rilanciamo con forza la campagna di “obbedienza al referendum” per
trasformare le Spa in Ente di diritto pubblico(disobbedendo così al
governo Monti).
Sollecitiamo i Comuni a manifestare la propria disobbedienza alla
privatizzazione dell’acqua con striscioni e bandiere dell’acqua.
E infine ai 26 milioni di cittadini/e di manifestare il proprio
dissenso esponendo dal proprio balcone ,uno striscione con la scritta:”Giù le mani dall’acqua”!
In piedi, popolo dell’acqua!
Ce l’abbiamo fatta con il referendum, ce la faremo anche adesso!
E di nuovo la nostra bocca esploderà di gioia (Salmo,126)"

Alex Zanotelli

sabato 22 ottobre 2011

Equivita: "Il broccolo è un bene della natura e non un brevetto commerciale..."

Foto di Gustavo Piccinini



Cancellata a sorpresa dall’EPO, Ufficio Europeo dei Brevetti, l’udienza del 26 ottobre per la sentenza finale sul ricorso contro il brevetto sul broccolo.

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Un breve antefatto:

Il brevetto EP 10698199, rilasciato nel 2002 dall’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) per un broccolo riprodotto con metodo convenzionale, viene impugnato nel 2008 sulla base della Convenzione Europea dei Brevetti e della direttiva europea 98/44 (la prima non consente brevetti sul vivente e la seconda li consente solo per prodotti “biotecnologici”).

L’Alta Corte dell’EPO decide, nel 2008, che il broccolo divenga il “caso giuridico” in base al quale la UE dovrà stabilire se siano o meno leciti i brevetti su piante e animali, anche se prodotti con metodi essenzialmente biologici (ovvero non geneticamente modificati).

Dopo ben tre anni d’attesa l’udienza per la sentenza finale di questo caso viene fissata per il il 26 ottobre del 2011. Durante questa lunga attesa altri brevetti su piante riprodotte con metodi convenzionali sono stati concessi dal’EPO. Le previsioni sono dunque che il ricorso contro il brevetto venga respinto dalla Corte.
Ma i cittadini sono stanchi di subire le decisioni tacitamente.
Il grande movimento europeo di opposizione alla brevettazione del vivente, attivo fin dai primi anni ’90, oggi raccoglie agricoltori, consumatori, attivisti intorno alla coalizione “No patents on seeds”, di cui fa parte il Comitato Scientifico EQUIVITA. Esso ha organizzato per il 26 ottobre una nuova manifestazione pacifica a Monaco, davanti all’EPO.

Ma evidentemente all’EPO non piace il confronto con la popolazione civile. A pochi giorni dalla data stabilita l’udienza per il brevetto sul broccolo viene repentinamente cancellata.

La coalizione “Save our seeds” tiene oggi a far sapere a tutti i cittadini europei che la manifestazione si svolgerà ugualmente. Noi tutti non rinunceremo ad essere a Monaco il 26 ottobre alle 9:00 e ad esprimere il nostro sdegno per una strategia segreta che, all’insaputa dei cittadini non solo dell’UE ma di tutto il mondo, privatizza la materia vivente, cancella la Sovranità alimentare degli Stati e con essa la loro sicurezza alimentare. Una strategia il cui fine è di mettere nelle mani di pochissime multinazionali il controllo della produzione di cibo del mondo intero.

Come ha dichiarato Kerstin Lanje di “Misereor”: “In tempi in cui quasi due miliardi di persone soffrono la fame, è semplicemente immorale far crescere i prezzi delle derrate alimentari creando il monopolio dei brevetti. Le compagnie biotech detentrici di questi brevetti approfittano delle nuove leggi brevettuali (da loro promosse, ndr) per trasformare i prodotti alimentari in speculazioni finanziarie. E’ giusto che soltanto i ricchi possano avere accesso al cibo?”


Per informazioni:

Comitato Scientifico EQUIVITA:
Via P.A. Micheli, 62 – 00197, ROMA
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sabato 30 luglio 2011

Equivita e l'avvelenamento del pianeta: "La specie umana sempre più a rischio"



Nel 2004, con la “Dichiarazione internazionale sui Pericoli dell’inquinamento chimico”, presentata all’UNESCO, Luc Montagnier esordiva dichiarando “La specie umana è a rischio”. Oggi lo è assai di più.

Uno studio universitario condotto da Greenpeace e GM freeze, riportato da “The Ecologist”, dimostra che il glifosate, ingrediente primo di vari diserbanti e in particolare del Roundup, (quello di gran lunga più diffuso, sia nelle colture tradizionali che – in dosi 4 volte maggiori – in quelle geneticamente modificate) è causa di cancro, malformazioni neonatali, squilibri ormonali e malattie neurologiche quali il Parkinson.

Risultati uguali o simili sono stati ottenuti con numerosi altri studi (un esempio fra tanti: quello dell’Università di Saskatchewan, Canada). Poiché in tutto il mondo viene fatto un uso massiccio di glifosate (non solo in agricoltura, ma anche nei parchi pubblici e luoghi residenziali, come avviene in Italia senza che sia adottata la minima misura di precauzione!) gli studiosi ne hanno chiesto il ritiro dal mercato, denunciando anche l’effetto gravissimo e prolungato che il glifosate ha sull’ambiente, con la creazione di piante “resistenti” ad esso. Più di 20 specie di infestanti naturali, dette “superweeds” (e oggi oggetto di grande allarme) hanno reso incontrollabili, specie in Brasile, Argentina e US, quasi 6 milioni di ettari di coltivazioni, e indotto le aziende chimiche a produrre diserbanti sempre più tossici.

La notizia non è del tutto nuova: studi accademici sul glifosate, di cui uno commissionato dalla stessa Monsanto (che produce il Roundup), avevano, già a partire dal 1980, reso noti gran parte di questi effetti.

La rivista Cancer pubblicava il 15/3/1999, uno studio svedese (Hardell e Eriksonn) sulla connessione tra glifosate e linfoma non-Hodgkin.
Inoltre, già nel 1999 la Charles Benbrook Consultants segnalava, analizzando 8.000 siti sperimentali, che l’impiego di diserbante aumentava, con gli Ogm, di 4 volte in media rispetto alle colture tradizionali (proporzione confermata in numerosi studi recenti, incluso il IAASTD, delle Nazioni Unite). Per non citare i dati allarmanti, mai presi in considerazione, sul livello di inquinamento da glifosate nelle falde acquifere degli USA.

Il Comitato Scientifico EQUIVITA denuncia oggi all’opinione pubblica l’incalzare allarmante delle notizie sui danni provocati dai veleni chimici, pesticidi in particolare.

Ecco solo alcune di esse (altre sono consultabili sul sito www.equivita.it).

1) Uno studio condotto dell’Università di Berkeley e la Columbia University ha dimostrato, monitorando le popolazioni della California e dello Stato di New York, che le donne esposte ai pesticidi in gravidanza mettono al mondo figli meno intelligenti della media (talvolta con quoziente intellettivo assai ridotto).
Ma la denuncia va ben oltre: In Europa i cancri infantili sono aumentati in modo preoccupante; di questi, il 70% sono dovuti a fattori ambientali. Senza considerare la popolazione adulta: i cancri maschili in Francia sono aumentati del 93% negli ultimi 25 anni (vedi film francese “I nostri figli ci accuseranno”, potente denuncia dell’inquinamento agro-chimico e dell’abuso di pesticidi e fertilizzanti).
Gli studiosi raccomandano di abolire l’uso dei pesticidi a partire dalle zone abitate: “la maggior parte dei parassiti che si trovano nelle nostre case, orti e giardini, possono essere controllati senza di essi”.

2) Uno studio eseguito dall’Università di Sherbrooke Hospital Centre, in Canada, ha dimostrato che le tossine trasferite nel Dna delle piante per attaccare gli insetti predatori (come ad esempio la tossina Bt) si ritrovano nel 93% dei campioni di sangue prelevati dalle donne incinte e dai cordoni ombelicali dei neonati. Si hanno buoni motivi di temere che questo possa essere fonte di allergie, aborti, difetti neonatali e forse anche cancro.

3) In uno studio di alcuni anni fa di G.E. Seralini e altri, “Differential Effects ofGlyphosate and Roundup on Human Placental Cells and Aromatase” (“Environmental Health Perspectives”, 2009) si afferma, attraverso uno studio di biologia cellulare, che il glifosate è tossico per le cellule umane placentarie JEG3 con concentrazioni più basse di quelle utilizzate in agricoltura. L’effetto aumenta con la concentrazione e il tempo, o in presenza di coadiuvanti. Si denuncia infine che il Roundup, oltre ad essere un potenziale distruttore endocrino, può indurre problemi di riproduzione.
Tale studio è particolarmente importante perché effettuato su cellule umane, mentre la maggioranza delle ricerche nella UE vengono ancora effettuate sugli animali.
Ci preme a tal riguardo mettere in evidenza che, anche nel caso di danni provocati da Ogm, i test su animali hanno consentito alle aziende produttrici delle sostanze analizzate di interpretarli a loro piacimento. I risultati dei test sono stati considerati pienamente validi quando si voleva consentire il via libera agli ogm, mentre si è negata ad essi ogni validità quando erano poco funzionali agli interessi economici, affermando in questo caso la scarsa predittività per l’uomo della sperimentazione animale.

La risposta della UE

Ambigua, in questa situazione, la posizione della Commissione Europea, che, contro il volere della grande maggioranza dei cittadini, ha sempre sostenuto la diffusione degli Ogm e, di riflesso, dei pesticidi.
Un’ambiguità che si manifesta in azioni vistosamente contraddittorie.
- Da un lato l’Unione Europea denuncia la pericolosità dei pesticidi, emana regolamenti su di essi (gennaio 2009) per ridurne l’uso e pubblica l’elenco delle sostanze da bandire (che in futuro dovrà via via essere integrato), in quanto più pericolose delle altre. L’elenco comprende 22 sostanze, tra le quali figura il glufosinate.

- Dall’altro lato l’ UE attiva ogni strumento in suo possesso per promuovere l’autorizzazione di nuovi Ogm. Tra questi, il mais Bt 11 e il mais Bt 1507, entrambi contenenti due modifiche: oltre ad esservi inserita la tossina Bt (modifica che li rende essi stessi pesticidi), sono modificati per resistere proprio al glufosinate. Essi comportano dunque un impiego massiccio del suddetto diserbante (un uso, come abbiamo detto, di 4 volte superiore a quelle delle colture tradizionali).
E’ stato inoltre di recente rivelato (in “Roundup and Birth Defects. Is the Public Being Kept in the Dark?” apparso su GMWatch) che i dati relativi al Roundup sono stati manipolati e censurati (ad esempio per la teratogenicità rilevata sugli animali) per autorizzare la sua immissione sul mercato UE. Non solo: la Commissione ha anche fatto slittare la revisione dell’erbicida, prevista per il 2012, al 2015, quando (è già stato stabilito) non saranno usati i requisiti più stringenti del nuovo Regolamento del 2009, ma i criteri vecchi, molto più permissivi!

Conclusione

La regolamentazione dei pesticidi è fondata attualmente su una classificazione della tossicità derivante principalmente dal test Ld50 (Dose letale 50). I test su animali, tuttavia, non sono in grado di identificare la risposta umana a tali sostanze. E' noto che i roditori reagiscono diversamente ai pesticidi, avendo, ad esempio, maggiore capacità di neutralizzare gli effetti nocivi degli organofosfati (lo dimostra anche il fatto che, in modo opposto, vengono reclamizzati dei rodenticidi “innocui per l’uomo” da chi vende prodotti per la disinfestazione).


Per giungere ad una corretta valutazione di tossicità occorre modificare la classificazione dei pesticidi stilata dall'OMS in base alle reazioni dei roditori considerando esclusivamente i dati umani a disposizione. Questa conclusione ci giunge da un team di ricercatori internazionali, dopo aver monitorato, tra il 2002 e il 2008, la degenza di 9.302 srilankesi che hanno tentato di suicidarsi ingerendo un pesticida. Tale studio ha rilevato il tasso di letalità di molte sostanze di uso comune nonché evidenziato le notevoli difformità tra le classificazioni OMS e gli effetti sull'uomo.

Il Comitato Scientifico Equivita si unisce a tale raccomandazione ricordando l’esistenza di metodi assai più affidabili, esaurienti e predittivi (nonché più rapidi ed economici) della sperimentazione animale, basati principalmente su cellule o tessuti umani. Ad esempio la tossicogenomica, che consente di osservare il modo in cui una determinata sostanza chimica altera la funzione dei geni all’interno della cellula, e di verificare la risposta biologica, le reazioni di riparazione e anche le modifiche a lungo termine.

EQUIVITA condanna, a fronte delle gravi evidenze riportate, l'uso dei pesticidi e degli Ogm in agricoltura. E’ tempo di ritirare dal mercato il glifosate e ogni sostanza dimostratasi pericolosa senza attendere la scadenza delle autorizzazioni UE!

EQUIVITA condanna infine la visione politica che antepone gli interessi privati delle industrie alla tutela della salute umana e all’equilibrio della biosfera


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venerdì 15 aprile 2011

Convenzione Internazionale sulla Biodiversità e il diritto ad essere Ogm-free

I costi sociali degli Ogm - E’ giunta l’ora di una nuova politica globale.

Il Comitato scientifico EQUIVITA si rallegra per la proposta della Commissione parlamentare UE “Salute pubblica e Sicurezza alimentare” (firmata On. Lepage), fatta alla Commissione Europea, di inserire la tutela della biodiversità e degli equilibri ambientali tra gli argomenti ai quali gli Stati membri potranno appellarsi per vietare gli Ogm sul loro territorio.

Se la proposta sarà accolta, vi sarà una reale possibilità per gli Stati membri della UE - anche in osservanza della Convenzione Internazionale sulla Biodiversità - di far valere il loro diritto ad essere Ogm-free.

IL Comitato Scientifico EQUIVITA ritiene, tuttavia, che l’integrazione, proposta dall’On. Lepage dovrà rappresentare il primo passo, necessario ma non certo sufficiente, di un ben più importante processo di riconversione dell’intera politica dell’UE in materia di Ogm (e di agricoltura in generale).
Infatti, mentre la Commissione concede agli Stati membri la facoltà di rifiutare gli Ogm sul loro territorio (un’arma che rischia comunque di essere spuntata, in particolare per l’apertura delle frontiere e per la nota impossibilità di coesistenza delle coltivazioni Ogm con altre colture, dovuta all’inquinamento genetico), essa ha da tempo annunciato un processo di approvazione degli Ogm assai più snello e veloce a livello europeo.

Non ha inoltre messo in atto le indicazioni avute dal Consiglio dei Ministri del 4/12/08, che i cittadini europei avevano accolto con grande entusiasmo.

Tali indicazioni si possono riassumere in 4 punti:

1) Autorizzazione per le zone dichiaratesi Ogm-free di essere tali.
2) Applicazione del principio di precauzione, con particolare attenzione alla valutazione dell’effetto dei pesticidi - o diserbanti - il cui consumo si quadruplica con gli Ogm e i cui danni per la salute e l’ambiente si mostrano sempre più evidenti.
3) Introduzione di valutazioni effettuate da scienziati indipendenti per lo studio degli effetti degli Ogm.
4) Valutazione dell’impatto socio-economico degli Ogm.

Di tutte le richieste fatte dal Consiglio dei Ministri l’ultima di questo elenco (valutazione dell’impatto socio-economico) è stata, malgrado fosse la più importante, di gran lunga la più trascurata.

Eppure, guardando anche l’attuale situazione del Nord Africa, vediamo quali possano essere le conseguenze di una politica internazionale assai miope e dissennata, che non ha saputo usare criteri di giustizia e di democrazia. Analizzando il ruolo che le politiche e gli organismi internazionali (in primis il WTO) hanno avuto nella diffusione degli Ogm, vediamo che è grazie a questi che le aziende transnazionali hanno ottenuto il controllo, spesso il monopolio, della produzione e della distribuzione di cibo nel mondo. Ne consegue che la modifica genetica è sempre stata un pretesto per ottenere il brevetto … e i diritti che ne derivano ad ogni ciclo riproduttivo della pianta.

Il Comitato Scientifico EQUIVITA, già Comitato Scientifico Antivivisezionista, si è sempre battuto (a partire dal 1995 opponendosi alla direttiva 98/44) contro tali brevetti, per tutelare il bene comune più importante che possediamo e che mai avrebbe dovuto essere privatizzato: la materia vivente del pianeta.

Come dice Luciano Gallino (la Repubblica, 10.5.08) nell’articolo “Così l’occidente produce la fame nel mondo”: “Abbiamo smantellato i sistemi agricoli regionali, ricchi di biodiversità, partecipi degli ecosistemi locali, facilmente adattabili alle variazioni di clima, che avrebbero potuto nutrire la popolazione del posto. Abbiamo consentito che fossero sostituiti dall’agricoltura estensiva delle grandi corporation”. (destinata ad alimentare gli animali d’allevamento dei paesi ricchi, ndr).

Dall’India all’America Latina, dall’Africa all’Indonesia e alle Filippine, milioni di ettari sono stati trasferiti in pochi anni dalle colture intensive tradizionali praticate dalle piccole aziende contadine a colture estensive gestite dalle grandi corporation delle granaglie (…). I contadini, espulsi dai campi, vanno a gonfiare gli sterminati slum urbani del pianeta, oppure si uccidono. Nella sola India vi sono stati tra il 1995 e il 2006 almeno duecentomila suicidi di piccoli coltivatori (…) Al singolo individuo di questa parte del mondo resta da decidere cosa fare. Può spegnere la TV (...). Oppure può decidere di investire una quota dei suoi risparmi in azioni dell’agrindustria (…), un investimento promettente perché i prezzi degli alimentari continueranno a crescere. Infine può scrivere al proprio deputato in Parlamento chiedendogli di adoperarsi per far costruire attorno alla penisola un muro alto dodici metri per tener fuori gli affamati”.

La migliore ragione per opporci agli Ogm, più ancora del danno alla salute, più ancora del danno all’ambiente, è proprio questa… gli Ogm sono, in quanto piante o animali privatizzati, uno dei migliori strumenti usati per quella che Gallino chiama “la produzione industriale della fame nel mondo”.

Questo argomento dovrebbe essere un motivo di appello per gli Stati che si oppongono agli Ogm, in attesa di una presa di coscienza generale che ci consenta la diffusione dell’informazione e l’avvio di un processo di riconversione della politica economica ed agricola mondiale.


Comitato Scientifico EQUIVITA
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giovedì 17 febbraio 2011

Equivita: "No alla tolleranza agli Ogm non autorizzati nei mangimi"



"Libero pascolo per liberi animali..." (Saul Arpino)

Il Comitato Scientifico EQUIVITA si rallegra per il rinvio della decisione riguardante la modifica del Regolamento 882/2004 proposta dalla Commissione europea e discussa a Bruxelles lo scorso 9 febbraio. Tale modifica comporterebbe, infatti, un nuovo rischio per la salute dei cittadini europei.

Richiedendo l’introduzione di una soglia di tolleranza sugli Ogm non autorizzati presenti nei mangimi, la Commissione europea ha mostrato nuovamente la sua incredibile propensione a soddisfare le richieste delle aziende biotech e ha nuovamente, deliberatamente, messo in secondo piano la salute dei suoi cittadini, incurante dei possibili danni alla salute, incurante dei danni all’economia.

Con la richiesta fatta, la Commissione si presta a sostenere ancora una volta la strada già percorsa delle aziende, “la strada del fatto compiuto”, oppure “la strada del prima inquini e poi regolamenti”. Il piano strategico che si trova dietro a ciò è il raggiungimento della contaminazione dell’intera filiera alimentare, per giungere, attraverso il brevetto che copre gli Ogm, al controllo dell’intera produzione di cibo in Europa.

Le perplessità sollevate dai vari Stati membri e la contestazione delle associazioni che da tempo si battono in difesa dei più deboli (sia popoli, che uomini e animali), hanno portato al rinvio della decisione. Noi speriamo che ciò non significhi “attendere un momento più opportuno per agire”.

Il Comitato scientifico EQUIVITA si schiera con la campagna alimentare di Friends of the Earth Europe: denuncia l’inconsistenza dell’allarme sollevato strumentalmente sulla carenza di cibo per gli allevamenti, denuncia altresì l’illegalità della modifica proposta per il Regolamento 882/20004 (documentata dallo studio dell’avv. Achim Willand) e chiede alla Commissione di ritirare l’intera proposta.

Il Comitato scientifico EQUIVITA spera infine che le modifiche da proporre ai regolamenti europei che riguardano gli allevamenti siano destinate in futuro a modificare la visione di sfruttamento intensivo degli altri esseri viventi oggi imperante, in un’ottica di rispetto della dignità di ogni vita.


Comitato Scientifico EQUIVITA
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