mercoledì 24 agosto 2022

Cancel culture. Senza memoria non c'è futuro...

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Oltre 140 atenei inglesi sono coinvolti nel fenomeno della cancel culture, ovvero la tendenza a oscurare ed eliminare opere dal passato ritenute incompatibili con la contemporaneità e i suoi valori.

A rivelarlo è il quotidiano d’oltremanica The Times con un’inchiesta rivolta al mondo universitario. Nel mirino degli atenei sono finiti decine di classici e diversi autori: da Charles Dickens a William Shakespeare, accusati di “urtare la sensibilità degli studenti” per i temi trattati, rispettivamente abusi sui minori e classismo nel caso dei due scrittori inglesi.

Oscurare il passato comporta la creazione di una bolla in cui vivere il presente, al riparo da tutti quei mali che hanno caratterizzato l’evoluzione della storia umana. Una condizione che può indurre gli individui a credere in un passato cristallizzato e non in grado di ripresentarsi, quando la memoria e lo studio rappresentano forse gli unici antidoti a tale eventualità.


(Estratto da  un articolo di Salvatore Toscano - Da L'Indipendente del 18 Agosto 2022)


Integrazione: 

“Si accusa il grande navigatore Colombo di avere favorito il colonialismo e si buttano giù le sue statue.
Si accusa Jefferson di avere combattuto gli indiani d'America e si loda la sua immagine con getti di vernice rossa, e così via.
Da noi forse le proposte della cancel-culture sembrano meno sentite che in una America ancora fortemente legata al suo passato puritano.
Dalle statue poi si passa al linguaggio e anche quello viene preso di mira. Si propone di eliminare le differenze fra il femminile e il maschile mettendo un asterisco al posto della vocale. (…)
Prendersela con personaggi e idee del passato, perché non corrispondono alle sensibilità odierne, vuol dire negare la grande capacità metamorfica della storia. Vuol dire sconfessare le conquiste fatte, vuol dire rifiutare l'evoluzione, smantellare i passaggi preziosi del tempo (…), vuol dire entrare in quel pericoloso luogo della mente in cui, come asseriva Goethe, il sonno della ragione genera mostri. (…)
Una giusta voglia di adeguare il linguaggio e le azioni umane alle nostre certezze attuali ci porta a gettare in mare grandi filosofi e grandi artisti con un gesto di rabbia. (…)
Fra qualche decennio i nostri nipoti ci guarderanno con aria di sufficienza e troveranno che molte delle nostre convinzioni erano arcaiche e fuori luogo.
Questa è la meravigliosa vitalità del nostro viaggiare dentro le contraddizioni della storia.”
Dacia Maraini, Il passato è una terra da coltivare, 20 agosto 2022

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