sabato 12 giugno 2021

Putin avvisa Biden, in tre lingue, prima del "vertice" del 15 e 16 giugno 2021 a Ginevra (se ci sarà...)



Gli Stati Uniti non devono superare le ′′linee rosse". Vladimir Putin lo ha chiarito in vista del vertice con il presidente Biden, parlando del possibile ingresso dell'Ucraina nella NATO. Secondo Putin "se gli Stati Uniti sostengono il corso dell'Ucraina nella NATO, questo è del tutto inaccettabile per la Russia. Il volo per Mosca sarà ridotto a sette minuti. È come se posizioneremmo basi in Messico al confine con il Texas o nel sud del Canada. Gli Stati Uniti lo vorrebbero? Quindi la Russia non consentirà di mettere i residenti ucraini sotto la linea del fuoco." E questo è un segnale molto chiaro per i partner americani durante la preparazione dell'incontro dei leader della Russia e degli Stati Uniti a Ginevra del 15 e 16 giugno 2021.


The United States must not cross the "red lines". Vladimir Putin made this clear on the eve of the summit with the President Biden, talking about Ukraine's possible entry into NATO. According to Putin, if the United States supports Ukraine's course in NATO, this is completely unacceptable for Russia. Flight time to Moscow will be reduced to seven minutes. It's like we would place bases in Mexico at the Texas border or in southern Canada. Would the United States like it? So Russia will not allow putting Ukrainian residents under the fire line. And this is a very clear signal to American partners during the preparation for the meeting of the leaders of Russia and the United States in Geneva.


Нельзя США заходить за «красные линии». Владимир Путин дал это понять накануне саммита с президентом Байденом, говоря о возможном вступлении Украины в НАТО. По мнению Путина, если США будет поддерживать курс Украины в НАТО, это совершенно неприемлемо для России. Подлётное время до Москвы сократится до семи минут. Это все равно что, если бы мы разместили базы в Мексике у границы с Техасом или на юге Канады. Понравилось бы это США? Так что ставить украинских жителей на линию огня Россия не позволит. И это очень четкий сигнал американским партнерам во время подготовки встречи лидеров России и США в Женеве.

venerdì 11 giugno 2021

Centrodestra. Da Roma ad Arona: "Tutti contro tutti oppure ognuno per sé e Dio per tutti?"

 


Da Roma ad Arona a destra continuano le fibrillazioni. Continuano e si acuiscono, su due fronti: quello della candidatura a sindaco di Roma, e quello del tentativo di una rocambolesca “federazione” fra Lega e Forza Italia.

Per Roma, verrebbe da dire che non c’é niente di nuovo sotto il sole. Basterebbe andare a rileggersi cosa dicevamo sui preparativi per le elezioni romane di cinque anni fa («Roma: l’alleanza delle mummie contro il pericolo populista» su “Social” del 6 maggio 2016) per avere conferma che gli avvenimenti di questi giorni non sono che la proiezione di un film giá visto.

In veritá, questo é un secondo tempo del film, con una novitá rispetto al primo tempo di cinque anni fa. Ieri la Lega era alleata di Fratelli d’Italia in un nascente asse Salvini-Meloni per strappare il centro-destra alle paturnie “moderate” di Berlusconi; oggi, viceversa, la Lega fiancheggia Berlusconi in chiave anti-Meloni.

Procediamo con ordine. Nel 2016 l’asse Salvini-Meloni era dato ipoteticamente al 20%, piú o meno la metá di quanto conti adesso (se l’asse non si spezza, naturalmente). L’elemento trainante – al tempo – era Matteo Salvini, ma giá allora molti immaginavano che la giovane Giorgia Meloni potesse aspirare ad un ruolo importante in un futuro centro-destra a trazione sovranista. Fra questi, il solito Berlusconi, che all’epoca deteneva ancóra il “pacchetto di maggioranza” della coalizione. Orbene, in quella occasione il Cavaliere-senza-cavallo si impegnó a fondo non per far vincere al centro-destra le elezioni per il sindaco di Roma, ma per impedire che le vincesse la Meloni; anche a costo di consegnare la Cittá Eterna ai grillini, che poi l’hanno amministrata come era da aspettarsi.

Orbene, il copione di questi giorni ricorda per molti versi quello del 2016, con una variante di non poco conto. Il perno della manovra antimeloniana non é piú rappresentato da Silvio Berlusconi – oramai inesorabilmente sul viale del tramonto – ma da un Matteo Salvini che sente sul collo il fiato di Giorgia e che vede svanire il miraggio della Presidenza del Consiglio.

É stato cosí che il Capitano ha alzato l’ingegno e si é inventato il progetto di una “federazione” con quel che resta di Forza Italia; federazione – lo hanno capito tutti – che dovrebbe preludere a liste comuni da presentarsi alle prossime elezioni nazionali. L’obiettivo finale sarebbe quello di sommare i voti dei due partiti, in modo da resistere all’avanzata di Fratelli d’Italia. Il progetto é stato súbito accolto dal Cavaliere, lieto di poter dare una mano all’amico Matteo che attualmente si trova nello scomodo ruolo di lepre, inseguita dal levriero-Giorgia. Ma l’idea di un calderone Lega-FI piace a Berlusconi soprattutto per un altro motivo: perché gli consentirebbe di sottrarsi alla conta dei voti ed alla certificazione ufficiale del definitivo tramonto di Forza Italia.

Naturalmente, si tratta di una manovra disperata, difficilissima da realizzare e, quand’anche dovesse concretizzarsi, dagli esiti tutt’altro che scontati. Innanzitutto, una parte di Forza Italia si é giá trasferita con armi e bagagli nel campo centrista e – secondo me – si appresta ad aggregazioni di tipo diverso. Un altro gruppo forzista é rimasto (ancóra) nel partito, ma guarda al centro ed é dichiaratamente contrario ad accordi con la Lega.

La “federazione”, a questo punto, potrebbe riguardare soltanto Tajani, Dudú e pochi intimi. Peraltro, tutto lascia prevedere che non troverebbe il consenso dell’elettorato forzista, assai piú vicino – soprattutto al Centro e al Sud – a Fratelli d’Italia che non alla Lega. E, questo, mentre Salvini – ostaggio di Giorgetti e moderati vari – continuerebbe a perdere voti a destra, per conto suo.

In questo contesto, la sfida per Roma rappresenta una sorta di ultimo ridotto per fermare l’ascesa della Meloni. Se le amministrative della Capitale dovessero confermare certi sondaggi riservati (si parla di Fratelli d’Italia oltre il 25%) e se venisse eletto il candidato sindaco – bravissimo – indicato da Giorgia Meloni, la partita nel centro-destra sarebbe definitivamente chiusa. Ma i giochi non sono ancóra fatti.

Michele Rallo - ralmiche@gmail.com





martedì 8 giugno 2021

Spegni la televisione, accendi il cervello...



Proprio mentre appaiono ogni giorno più evidenti le menzogne utilizzate dal potere per instaurare una dittatura politica strumentalizzando una presunta emergenza sanitaria, partono i tentativi di criminalizzazione del dissenso finalizzati a blindare gli attuali rapporti di forza.

 

Senza una reazione immediata e forte dei sinceri democratici rischiamo a breve di rivivere le stesse scene di terrore conosciute nei decenni più bui del Novecento. E' ancora possibile impedire il trionfo del regime?

 

Ne parliamo a "Dietro il Sipario" con il prof. Enzo Pennetta, la scrittrice Enrica Perucchietti, l'intellettuale Paolo Borgognone e l'avvocato Nino Moriggia

 

spegni la televisione, riaccendi il cervello

Deportare chi dissente - Dietro il Sipario - Talk Show - YouTube



Fonte: Adriano Colafrancesco - adrianocolafrancesco@gmail.com





 

lunedì 7 giugno 2021

L' altro pensiero sui "virus" di Stefan Lanka, virologo genetista



Stefan Lanka: “E’ già in corso un’azione legale e  un’altra è quasi pronta  per chiedere alla magistratura tedesca di rimuovere immediatamente le misure anti-coronavirus a causa dell’approccio antiscientifico dimostrato dai virologi,  perché si sono smentiti da soli.

Credo che si veda la fine della virologia  ed è quello che sto facendo per finirla  e naturalmente stiamo diffondendo queste informazioni in queste interviste in tutte le nazioni. E’  nostro dovere come scienziati e come esseri umani.”


Alla domanda “come  conoscere le vere cause al fine anche di evitare le future pandemie” Lanka  risponde:  – “l’attitudine antiscientifica dei virologi  è dimostrata dal fatto che nessuno dei 7 passaggi che fanno dimostrano  che siano la prova  dell’esistenza di un virus.  Non hanno mai fornito la documentazione degli esperimenti di controllo per escludere che le tecniche che usavano stessero creando il risultato  uguale a quello del virus. E quei 7 passaggi, se li leggete uno dopo l’altro nelle loro stesse pubblicazioni, sul Sars-Cov2 o in ogni altro caso di virus,, vedrete che fanno 7 passaggi in cui si smentiscono,”  


 Dopo aver elencato questi 7  passaggi Lanka risponde alle osservazioni del dr. Stefano Scoglio citando le scoperte del dr. Hamer e Scoglio gli risponde che dovrà leggere più a fondo  gli scritti di Hamer.


Lanka – a 34’ ca – “Il concetto di virus non potrà più essere usato in futuro. .. dovremo essere comprensivi con coloro che sono all’interno della virologia perché stando all’interno non hanno altre possibilità di pensare. E’ una corruzione mentale di cui siamo tutti vittime, dobbiamo ricordarlo quando critichiamo i virologi perché siamo tutti nella stessa trappola …  perché più in generale riguarda anche tutto il campo della biologia e della medicina in cui c’è la stessa mentalità materialistica. La virologia è solo un esempio.

…  quando non riesci a vedere e la tua immaginazione è castrata … Come disse Erwin Chargaff: “quando l’immaginazione dei bambini viene già limitata è la fine dell’umanità, si distruggono le fondamenta dell’umanità”.

 

A seguire altre interessanti informazioni:


Stefan Lanka nel 1997 fu prosciolto dal Tribunale penale di Gottingen  dall’accusa di aver dichiarato in un processo per sangue infetto che l’Hiv non è mai stato isolato perché in Tribunale nessuno si è presentato a giurare di averlo fatto. Nel  2016, con sentenza  della Corte Suprema tedesca, vinse  il procedimento civile  contro il  medico francese David Barens che pretendeva  l’importo di 100.000 euro offerto da Lanka   a  chi  presenta   le prove scientifiche dell’isolamento del virus del morbillo


Paola  Botta Beltramo





 











L’intervista di Mark Pfister a Stefan Lanka: https://5lbtraining.it/video-news-ITA/201703-intervista-al-dr-stefan-lanka

 

Paolo Renati  “Fuori dal virus – la formula del contagio”  https://www.youtube.com/watch?v=8tGOHjt4BQY


Intervista al virologo-genetista  Stefan Lanka, del 23/4/2021,  con   Stefano  Scoglio  ed altri ricercatori. https://www.youtube.com/watch?v=Q2D-CApMXqY



 

sabato 5 giugno 2021

Covid, più nuovi contagi nei primi 4 giorni di giugno 2021 che in tutto giugno 2020



Scusate l'insistenza ma ho voluto mettere il titolo preciso perché ci tengo  che questo dato sia chiaro il più possibile. Lo scorso anno i contagi ricominciarono a crescere già dopo il 15 luglio, quest'anno è tutto da vedere, ma i dati iniziali dell'inizio estate 2021 devono essere chiari nella loro dimensione, superiore nettamente a quelli del 2020.

Dal 1 al 4 giugno 2021 i nuovi contagi di Covid 19 in Italia sono stati 9.898.

Dal 1 al 30 giugno 2020 i nuovi contagi in Italia sono stati 7.559.

Quindi, si sono verificati più contagi nei primi quattro giorni di giugno 2021, che in tutto il mese di giugno 2020.

E' notevolmente superiore anche l' incidenza sui tamponi effettuati: nei primi 4 giorni di giugno 2021, è lo 1,29 %, mentre nell' intero mese di giugno 2020 è lo 0,50 %

" La situazione migliora per merito dei vaccini " dicono fonti governative,

 ma questo dato che vi ho segnalato viene omesso da tutti i media ed ha sorpreso anche me che pure avevo notato da giorni quanto i nuovi contagi di giugno 2021 fossero superiori ai nuovi contagi di giugno 2020.

Non aggiungo altro, credo che questo dato sia eloquente e inaspettato e che altre parole possano togliere attenzione a questi pochi ma molto significativi numeri.

Marco Palombo







Articolo collegato: 

https://www.lescienze.it/news/2020/08/11/news/covid-19_coronavirus_scenari_futuro_2021_numero_contagi_casi_mondo-4778345/

venerdì 4 giugno 2021

Politica italiana da strapazzo e centro-destra al delirium tremens

 


Mentre il centro-sinistra italiano naviga in cattivissime acque, il centro-destra sembra procedere a gonfie vele verso una vittoria annunciata. Dico “sembra”, perché nelle sue stesse file qualcuno sta impegnandosi a fondo per impedire che ció possa avvenire. Certo, fermare la svolta a destra é molto difficile, anche perché i partiti di cosiddetta sinistra sono in mano a giganti della politica del calibro di un Calimero Letta o di un Giuseppi Conte. Fermare la destra é molto difficile – ripeto – ma qualcuno ci sta lavorando seriamente dall’interno.

A onor del vero, a lavorarci avevano giá iniziato dal 2016, quando certe potentissime “antenne” avevano percepito i primi segnali allarmanti: gli italiani cominciavano a diffidare di una Europa a guida tedesca e rifiutavano, in particolare, la politica di cosiddetta “accoglienza” che ci era imposta dai poteri forti di Bruxelles e di Washington (ma anche del Vaticano).

Le elezioni del 2018 confermavano questa tendenza. Malgrado il fattore piú appariscente fosse il primo posto ottenuto dal polpettone qualunquista dei Cinque Stelle, gli analisti piú smaliziati erano concordi nell’ipotizzare che, non appena il bluff grillino si fosse sgonfiato (cosa che é poi avvenuta rapidamente) sarebbe emerso nettissimo quello che era il nuovo orientamento dell’elettorato italiano: un forte rafforzamento del centro-destra e, al suo interno, delle componenti piú radicali: Lega e Fratelli d’Italia, che giá da allora facevano registrare guadagni sostanziosi. Male, invece, i cosiddetti “moderati”: Forza Italia perdeva un quarto dei suoi voti (scivolando dietro la Lega) e i centristi tutti insieme (UDC e Noi con l’Italia) raggranellavano un infinitesimale 0,6%.

Risultati confermati (e amplificati dallo squagliamento grillino) alle europee dell’anno successivo: Lega al primo posto (34,26%), Fratelli d’Italia in crescita costante seppur ancora contenuta (6,44%), Forza Italia dimezzata (8,78%), e centristi praticamente scomparsi. Da quelle elezioni prendeva le mosse un generale reset della politica italiana e, in particolare, un grande rimescolamento di carte a destra.

Tralasciamo per il momento ció che é avvenuto nel centro-sinistra, e limitiamoci al campo del centro-destra. Dopo il passo falso di una crisi intempestiva, Matteo Salvini registrava le prime défaillances nei sondaggi, mentre tutto quel che perdeva andava dritto dritto ad accrescere la dotazione di Giorgia Meloni. Fra Lega e Fratelli d’Italia si creava quasi un sistema di vasi comunicanti. I due partiti sovranisti conservavano il loro 40% e passa di consensi, ma questi andavano posizionandosi diversamente. Dai voti del 2019 (Lega al 34,26%, FdI al 6,44%), attraverso una serie di stép successivi, si é giunta all’attuale previsione di voto (ultimo sondaggio SWG): Lega al 21%, Fratelli d’Italia al 19,5%.

Il partito della Meloni é ormai il secondo partito italiano (secondo alcuni sondaggisti lo era giá da alcuni mesi) e solo un uno-e-mezzo per cento la separa ancóra dal primo. Continuando con l’attuale ritmo di crescita, ben prima delle elezioni nazionali del 2023 FdI sará il primo partito italiano e – secondo le regole che il centro-destra si é dato – la Meloni sará automaticamente candidata alla carica di Presidente del Consiglio.

Come mai questo stravolgimento all’interno dello schieramento di destra? Non perché FdI sia rimasta la sola forza all’opposizione del governo (la vertiginosa rincorsa della Meloni era iniziata giá da molto prima), ma perché la Lega ha annacquato sensibilmente le posizioni sovraniste che la avevano premiata negli anni passati; e, anche questo, giá da prima, da molto prima della nascita del governo Draghi. Fratelli d’Italia, viceversa, é rimasta quella che era, rifiutando di dare ascolto alle sirene della sinistra che la invitavano a rendersi “presentabile” per i salotti buoni di Bruxelles (e di Washington).

I nuovi equilibri del centro-destra – inutile dirlo – non piacciono a Matteo Salvini, che vede sempre piú allontanarsi il traguardo di Palazzo Chigi. Da qui, una serie di dispettucci verso la concorrenza: la presidenza del Copasir, la candidatura a Sindaco di Roma, eccetera. Ma il Capitano sbaglia: a fargli perdere consensi, voti e simpatie non é la Meloni; é il “suo” Giorgetti, insieme a tutta intera quella cupola interna che é ansiosa di trasformare il Carroccio nazional-popolare degli anni scorsi in un nuovo ed inoffensivo partitino eurodipendente.

Parallelamente, una manovra per molti versi analoga é in atto – e anche questa da tempo – all’interno di Forza Italia. Mentre Berlusconi é costretto dall’etá ad allentare il controllo sulla sua creatura politica, qua e lá alcuni colonnelli e colonnelle moltiplicano i mugugni contro la preponderanza dell’asse Salvini-Meloni all’interno del centro-destra. Negli ultimi giorni, c’é stata addirittura una scissione “centrista” capitanata da Toti e da tale Brugnaro. Per fare cosa? per dar vita ad un partitino di centro nel momento in cui tale area politica é di fatto scomparsa nel centro-destra? (E basta rileggersi i risultati del 2018 e del 2019 per averne inequivocabile conferma.)

Non credo che l’obiettivo sia questo. Credo piuttosto che il duo Toti-Brugnaro si appresti ad aggregarsi ad altre due formazioni-fantasma dell’altro versante, quelle di Renzi e Calenda. Insieme, potrebbero tentare la “missione impossibile” di portare un paio di eletti in parlamento.

Intanto, nella destra che conta – quella di Salvini e Meloni – si consuma l’ultimo scontro, quello sui candidati sindaci di Roma e di Milano. I sondaggi pronosticano il 25% per FdI a Roma, e forse la cosa non riempie di gioia il Capitano. Staremo a vedere.


Michele Rallo   - ralmiche@gmail.com







giovedì 3 giugno 2021

C’era una volta il covid… Un parere

 IC LATISANA » C'era una volta il Covid di Ivana Saporito

Vita e salute. Alcuni amici, qui a Treia ma anche da altri luoghi, mi chiedono cosa ne pensi del covid e dei vaccini. Premetto che non sono un tecnico ma un comune essere umano che osserva e ragiona senza paraocchi. Non sono un “negazionista” e riconosco l’esistenza di un contagio dovuto ad un virus influenzale che negli ultimi due anni ha subito variazioni che rappresentano un pericolo per la salute.

L’uomo sin dalla sua comparsa sul pianeta ha dovuto affrontare malattie perniciose originate da varie cause ed è proprio per affrontare questi rischi che la natura l’ha fornito di un meccanismo di difesa naturale: il sistema immunitario. Se l’uomo ha potuto sopravvivere e prosperare malgrado tutti i pericoli di una evoluzione collettiva in continua espansione, assieme a tutte le altre forme viventi che con esso convivono, è grazie a questo sistema. Un sistema strettamente collegato al DNA e che viene in continuazione aggiornato per affrontare le nuove sfide.

Ovviamente il buon funzionamento del sistema immunitario è garantito da una sana e robusta costituzione, ovvero il mantenimento in buona salute dell’organismo, e ciò è legato ad una serie di fattori quali: alimentazione corretta e sufficiente, habitat salubre, rapporti sociali simbiotici, equilibrio mentale, ecc. Insomma l’ambiente ha una grande importanza nel mantenimento della salute psichica e fisica.

Purtroppo ad iniziare dall’ultimo secolo le condizioni di vita nella società umana sono sempre più peggiorate: inquinamento dell’aria della terra e dell’acqua, alienazione e incapacità di rapportarsi umanamente nella comunità, perdita di valori spirituali, aumento dei vizi, sfiducia generalizzata nei confronti delle autorità, ecc. Insomma tutto ciò ha causato una bella sfida al corretto funzionamente del sistema immunitario. La risposta della scienza non è però andata in direzione di cercare risposte riequilibratrici, in chiave naturalistica, eliminando le cause primarie della situazione invivibile in cui l’umanità è precipitata, bensì insiste nel proporre soluzioni che ingigantiscono l’allontamento dell’uomo dalla Natura. Basti vedere l’incremento pauroso di malattie degenenerative come il cancro, che rappresentano pienamente l’impazzimento del sistema immunitario e l’alienazione del sano rapporto tra corpo e psiche. Ad esempio le risposte scientifiche ai nuovi malanni sono in verità palliativi che non risolvono le devianze nel funzionamento sociale e produttivo ma vanno nella direzione di ulteriori modifiche e perdita della naturalità.

C'era una volta il Coronavirus - PeopleForPlanet

E qui arriviamo al caso specifico dell’influenza Covid 19. Le vaccinazioni MRNA possono essere considerate pericolose sperimentazioni illegittime su cavie umane… in quanto esistono cure alternative efficaci che non vengono però privilegiate. L’influenza da coronavirus infatti sarebbe facilmente curabile (come per altro consiglia l’OMS e Harward University) e solo chi è afflitto da altre malattie pregresse può avere problemi con l’influenza Covid 19. Inoltre occorre considerare che gran parte delle mortalità iniziali sono state causate da cure inadeguate o addirittura sbagliate (vedi le famose “intubazioni” o la “tachipirina e vigile attesa”).

Ed allora perché i nostri amministratori e tecnici chiedono alla popolazione di vaccinarsi creando solo il caos biologico e nuovi ceppi influenzali? Quando persino gli scienziati sanno che gli esperimenti di massa con vaccini OGM devastano la biologia umana?

La Natura, se lasciata operare senza intralci, troverebbe le giuste soluzioni. Le persone guarite dal Covid generano un tipo di cellula immunitaria in grado di produrre anticorpi contro il coronavirus per il resto della loro vita. Esattamente il contrario di quanto si prospetta con la vaccinazione, che infatti diventa una sorta di schiavitù farmacologica che va continuamente rinnovata anno dopo anno con ulteriori “richiami”. In conclusione, mi chiedo, perché indebolire ulteriormente il sistema immunitario con interventi sbagliati che ne modificano -peggiorandola- la struttura operativa ed impediscono una spontanea risposta contro le malattie?

Questa Sanità basata sulla farmacologia chimica ed ogm che impone norme peggiorative della salute, come ad esempio l’uso continuato delle mascherine, la detenzione domestica, la sterilizzazione continuata, l’impedimento al moto all’aria aperta ed al sole, ed infine con l’inoculazione di sostanze sperimentali dannose (che causano anche dipendenza) è solo un peggioramento sanitario. Invece lasciando fare alla Natura tutto si risolverebbe da sé… Se qualcuno obiettasse che le operazioni di contenimento del contagio, stabilite da certi tecnici, sono necessarie per evitare nuovi contagi e nuovi decessi rispondo che tali contagi e tali decessi sono solo in conseguenza della disfatta ecologica e biologica in cui siamo costretti a vivere.

Paolo D’Arpini

ecco la vera storia di Saul (Arpino) e del suo Giornaletto | Circolo  Vegetariano VV.TT. Treia