domenica 19 luglio 2026

Povero Fedorov sfortunato...

 


Sono certamente coincidenze, figuriamoci. Però, appena rimosso Fedorov, sostituito per il momento dall'ex capo dell'SBU Yehven Khmara, ecco subito un bell'articolone non proprio encomiastico di Simon Schuster per The Atlantic su Denys Shtilerman, il cofondatore e progettista capo di Fire Point, ovvero il rivale del cluster Brave-1 di cui Fedorov era uno degli sponsor principali insieme ai technobros statunitensi (ho scritto della cosa in uno dei miei post di ieri. L'articolo di Schuster lo trovate al link 1). L'introduzione non lo rende simpaticissimo, e del resto chiunque sappia chi è si troverà d'accordo con Shuster: controverso, chiacchierato, pregiudicato, con un lungo passato di collusioni con la Russia, "il dottor Stranamore dell'Ucraina", eccetera. E però è appunto il capo di Fire Point, che sta facendo tanti danni alla Russia e, soprattutto, che l'Europa ha scelto per mettere in piedi il suo sistema di difesa antimissile usando il progetto del suo Freya, che ancora non ha volato ma prima o poi certamente lo farà, per affrancarsi definitivamente dagli Stati Uniti. Il punto dolente, ovviamente, è questo.
Per cui, bravo, bravissimo Shtilerman e bravissima Fire Point per i danni alla Russia, però gli europei dovrebbero fare attenzione. L'articolo prosegue parlando di Mindich e del suo ruolo in Fire Point, della sua amicizia con Zelensky, degli scandali indagati dal NABU che lo hanno "convinto" a scappare in Israele, e insomma semina parecchi dubbi sulla affidabilità di Shtilerman e di Fire Point, e anche se Fedorov non viene nominato mai, né viene nominato Brave-1 (anzi, stando all'articolo ogni drone che colpisce in Russia è prodotto da Fire Point, cosa che non è affatto vera) è chiaro che Schuster è piuttosto innervosito dalla piega che le cose stanno prendendo, come lo è del resto l'amministrazione statunitense e i technobros che le stanno alle spalle. Tanto che a un certo punto Schuster cede la parola a Yuri Kasyanov, sviluppatore di droni "indipendente" e ai ferri corti col governo ucraino da quando la sua unità è stata sbandata con l'accusa di essere inefficace (link 2), citando un post del suo blog ospitato da Українська правда e datato 26 maggio nel quale senza mezzi termini accusa Fire Point di essere finanziata da soldi sporchi e protetta dalla presidenza (link 3. Al link 4 un suo post del 14 luglio, sullo stesso blog, nel quale difende Fedorov e accusa ancora Fire Point e Zelensky, dicendo che il ministero della difesa ucraino diventerà una filiale di Fire Point).
E però, conclude sconsolato Schuster, "nonostante le inchieste, il ministero della difesa [ucraino] continua a fare affari con Fire Point. E anche gli alleati europei dell'Ucraina", elencando i progetti congiunti di Danimarca, Germania e Francia. Nemmeno la promessa di Trump di concedere all'Ucraina la licenza per produrre i Patriot li ferma: Shtilerman ha detto che gli va bene produrli (ovviamente Trump non aveva certamente proposto Fire Point come produttore), ma intanto vuole continuare a fare affari con gli europei. Tagliando fuori, ma questo Schuster non lo dice, Brave-1 e i technobros, che vedremo come reagiranno. Per ora la "famiglia" e l'UE sembrano in vantaggio, anche se bisognerà capire se Freya, un giorno, volerà davvero, che prestazioni avrà e quanto costerà realmente. La storia pregressa di Fire Point, da questo punto di vista, non pare troppo incoraggiante.

Francesco Dall'Aglio


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