Ante Scriptum:
Mykhailo Dropatyi (translitterato anche come Drapaty) è l'attuale comandante in capo delle Forze Armate ucraine, nominato da Volodymyr Zelensky il 21 luglio 2026.
L'associazione con la parola "virtuale" o "hi-tech" deriva dal suo ruolo strategico e dall'enorme risonanza mediatica legata alla tecnologia. È subentrato al generale Oleksandr Syrskyi in seguito alla "decisione" di Zelensky di riorganizzare lo Stato Maggiore dell'esercito di Kiev. Il relativamente giovane Dropatyi, 43 anni, viene definito il volto della nuova generazione militare "hi-tech". Il suo mandato principale è accelerare radicalmente la "virtualizzazione" del conflitto. (P.D'A.)
"LA RUSSIA E' UNA NAZIONE CHE - ASSIEME ALLA SUA LEADERSHIP - NON HA IL DIRITTO DI ESISTERE [...]"
(M. Dropaty, intervista del 2023).
Si sa, quando dall'oscurità si diventa famosi tutto ad un tratto, allora ahimè può accadere che aneddoti du un passato imbarazzante riaffiorino: in questo caso da ritenersi anche UTILE in quanto rivela nel massimo grado le reali idee e modo di credere dell'individuo in questione (che adesso, da una posizione istituzionale probabilmente non ripeterebbe in pubblico). Fanno seguito sue idee personali sulle popolazioni russofone del Donbass: pensieri sparsi che parlano di "pigrizia" "incompatibilità" e velatamente invitano all'epurazione (e qui non si parla del governo "invasore" di Mosca o Putin: si parla di semplici cittadini dello stato ucraino che non sostenevano le scelte di Kiev).
L'aneddoto non lascia spazio a sottili intepretazioni: hanno piazzato un estremista al comando delle forze armate. Non un semplice nazionalista, si badi - che nella sfera militare ucraina lo è la maggior parte - bensì oltranzista, già distintosi molti anni più addietro (2014) nell'assalto con mezzi blindati contro le barricate messe in piedi da civili a Mariupol (pure di questo vengono fuori ora video e foto, diffusi solo minimamente dagli stessi mezzi di informazione occidentale, giustamente incerti se si tratti di materiale di cui essere fieri oppure fonte di discredito).
Orbene, sorvoliamo ora in blocco tutte le questioni morali e poniamoci domande più razionali: che significato assume la scelta di Dropaty ?
Non è per il radicalismo che è stato scelto, quanto per la ventata di novità che si vuole dare almeno a livello di immagine. Si è applaudito alla destituzione del "sovietico" Syrsky, responsabile - nelle percezione dei detrattori - di un tipo di guerra datato e brutale, inefficace (indirettamente si ammettono gli insuccessi militari ucraini dell'ultimo biennio: Syrksy nell'immaginario popolare è troppo associato a tali disfatte), per favorire all'opposto un "modernista" (per coincidenza anche estremista) il quale dovrebbe - toericamente - imprimere un nuovo corso al conflitto. Una visione che sembra coincidere con quella degli alleati occidentali i cui pensieri vengono spesso riflessi sui mezzi di informazione: da tempo si imputa l'inefficacia ucraina sul campo alla vecchia mentalità (quella russo/sovietica) chiedendo riforme generali.
La cosa rievoca tanto - diciamolo di nuovo - il caso italiano dell'autunno 1917, quando Cadorna viene sostituito da Armando Diaz (condizione imposta dagli alleati angloamericani dell'epoca per continuare a finanziare, dato che non finanziano cause perse, e quella italiana sembrava persa dopo Caporetto....).
Nei fatti tuttavia, non si capisce come alcuna delle caratteristiche emerse del nuovo capo di stato maggiore (modernismo in primis e radicalismo per coincidenza), possano aiutare le sorti al fronte, considerando che le innovazioni high tech (droni) ci sono già da tempo e che l'intransigenza nazionalistica non può contribuire in alcun modo se non in PEGGIO in trincea.
Riassumendo: aumentare o meno il numero di droni NON dipende da Dropaty, ma dagli aiuti che Kiev riuscirà a strappare e a ricevere dall'estero (null'altro. E' quindi una questione più politica che militare). La sola cosa che il capo di stato maggiore può decidere è come impiegare i pochi uomini che le forze ucraine hanno a disposizione nei loro ranghi: finora si è optato per la resistenza ad oltranza al costo di gravi perdite (fino a non ammettere le sconfitte e non reclamare i corpi dei propri militari). Dropaty farà diversamente da Syrksy in questo senso ? Ordinerà di RITIRARSI strategicamente per non subire oltre ? (punto sensibilissimo quello del "ritirarsi" o meno: un vocabolo che la stampa ucraina nemmeno usa). Perchè se non lo fa, allora continua come è stato fino ad oggi con Syrsky, siamo daccapo.
In definitiva esiste la possibilità che la scelta di Dropaty sia stata più psicologica/di immagine che altro (in termini pratici non può fare più o meno danni di quanti non ne abbia fatti il predecessore). insomma la "questione Dropaty" pone forse MENO interrogativi di quanti se ne vogliano attribuirvi in questi primi giorni (...).
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Tornando di sfuggita alle dichiarazioni nel titolo del post si può commentare così: occorrerà un supporto psichiatrico di un certo spessore al generale Dropaty, nel momento in cui l'espansione del videogioco in simulazione virtuale in cui vive (convintosi che sia la realtà)... improvvisamente si esaurirà, lasciandolo riemergere in una realtà in cui la bandiera ucraina non esiste più e lui è diventato un cittadino RUSSO (...).
Daniele Lanza (in natura)
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