domenica 4 dicembre 2022

Russia: Pane al pane e vino al vino... ed il parlar chiaro di Marinella Mondaini e Alessandro Orsini

 


Nella Conferenza stampa del Ministro degli Esteri Russo, Serghej Lavrov, dedicata alle questioni della sicurezza europea, il ministro ha detto tra le altre cose, che “gli Stati Uniti e la Nato sono direttamente coinvolti nel conflitto in Ucraina, essi non solo forniscono armi, ma addestrano anche il personale militare per l’Ucraina nel Regno Unito, in Germania, in Italia e in altri paesi”. Poi sulle dichiarazioni recenti del Papa, il ministro russo Lavrov le ha definite “non cristiane” e anche se il Vaticano ha tentato di rimediare dicendo che probabilmente c’è stato un malinteso, l’autorità dello stato Pontificio è persa. Riguardo la sicurezza europea ha detto: “se un giorno i nostri vicini occidentali ed ex partner, vorranno riprendere il lavoro congiunto sulla sicurezza europea, non sarà possibile, perché ripristinare significa ritornare alla situazione di prima, ma il business come era prima non ci sarà”. In pratica Lavrov detto chiaro e tondo che le precedenti relazioni tra Russia e Occidente non possono essere più ripristinate.

Inoltre Lavrov ha chiarito bene anche l’interessante punto del controllo degli armamenti: “Non è la Russia che si è presa una pausa nelle trattative, dedicate alla possibilità di trovare un accordo nella sfera della limitazione delle armi offensive strategiche. I colloqui sono iniziati nel 2021, uno nel mese di luglio e l’altro a settembre, le posizioni erano diametralmente opposte, è chiaro perché gli americani volevano mettere al centro del tavolo i nostri nuovissimi armamenti che sono stati annunciati nel 2018, gli ipersonici, ecc. Noi non abbiamo rifiutato, e ci siamo resi disponibili a dialogare sul tema del controllo degli armamenti tenendo conto delle nostre nuove armi, sperando che anche gli americani venissero incontro a noi per avvicinare le nostre posizioni. Nella riunione di settembre si era deciso che il lavoro futuro deve venir fatto da due gruppi di esperti. Un gruppo doveva occuparsi di determinare quali tipi di armi hanno carattere strategico, cioè possono venire impiegate per raggiungere determinati scopi strategici. Per la Russia verificare se ciò che abbiamo noi e ciò che hanno gli Usa è strategico, indipendentemente dal fatto che un’arma sia atomica oppure no, è estremamente importante, perché il sistema americano Prompt Global Strike non è nucleare, tuttavia nel raggiungimento dei suoi scopi militari è persino più efficace! Qui bisogna avere un bilancio fra le parti, bisogna sedersi al tavolo e esaminare con onestà la situazione per ottenere quello che Putin ha definito la “parificazione della sicurezza”. Ma da settembre del 2021 tutto si è arenato, gli statunitensi non hanno nessuna intenzione di continuare a lavorare su questo tema. Non si sono più fatti sentire. La Russia continua a essere disponibile, è consapevole della sua responsabilità. Putin ha dichiarato a giugno del 2021 che la guerra nucleare non deve esser mai scatenata perché nella guerra nucleare non ci sono vincitori. Non solo, ma la Russia è andata oltre: ha dichiarato che non solo non si può scatenare la guerra nucleare, ma non è ammissibile nemmeno alcun tipo di guerra tra potenze nucleari, perché persino se uno escogita di iniziarla con mezzi convenzionali, il rischio che degeneri in una guerra nucleare è enorme. Ecco perché noi con preoccupazione e sgomento osserviamo la retorica che l'Occidente vomita, accusandoci di preparare provocazioni con l’uso di armi di distruzione di massa, ma l’Occidente stesso, intendo Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, stanno facendo di tutto per accrescere la loro partecipazione diretta alla guerra che loro, con le mani degli ucraini, conducono contro la Russia. E questa è una tendenza molto pericolosa.
Marinella Mondaini



Integrazione di Alessandro Orsini:

«Noi diciamo alla Russia: "noi siamo disposti a trattare con te ma tu devi accettare la resa incondizionata, cioé devi ritirarti completamente da tutti i territori". La Russia sa cosa risponde? "Scusate, ma se anche io facessi una cosa del genere, chi mi garantisce che poi una volta che sono uscito dall'Ucraina voi governo di Kiev non riprendete a massacrare migliaia di civili russi nel Donbass?". Io affermo che qualunque politico dica che per avere un dialogo diplomatico con la Russia, la Russia deve ritirarsi da tutti i territori, è un imbecille, no, è un idiota!»



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