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venerdì 9 settembre 2011

Giuseppe Turrisi: "L’euro è un cancro che produce la metastasi del debito infinito..."



Siamo di fronte ad una situazione che verosimilmente si prefigura nelle condizioni politiche economiche e sociali come quella della rivoluzione francese, come dice il dott. Vitali Giorgio, anche se contestualizzata negli anni 2000 (chi sarà il Robespierre di oggi?).

Condizione in cui convergono movimenti in maniera trasversale e di ogni storia e provenienza politica. C’è una insofferenza diffusa che si comincia a far sentire ed è sempre più presente nell’associazionismo e movimentismo, ma ancora molto frammentaria ed immatura per spirito di soggettivismo puro. Ci sono poi, personaggi politici di rilievo che vorrebbero catalizzare questa amalgama, ma allo stesso tempo hanno paura a lasciare il “solido” partito per mettersi in discussione con un movimentismo informe, che “se unito” (quasi utopico) potrebbe raggiungere un 8/10% dell’elettorato nazionale. Tolte queste considerazioni, il problema rimane ed è quello che questo movimentismo non nasce in maniera programmatica ma solo sotto la spinta emotiva, della serie: “abbiamo capito che c’è un problema” ma purtroppo ancora “non abbiamo focalizzato quale è”. Di tutti i vari movimenti di cui io sono a conoscenza (ma è un limite mio) pochissimi ancora puntano nella direzione giusta e tendono a farsi “trascinare” dagli “insider” messi li apposta per proporre “false soluzioni” e quindi deviare il “percorso naturale della liberazione dai parassiti”. Questi “insider” fanno perdere tempo, e sono messi li per far fallire la rivoluzione culturale del risveglio delle coscienze. Se (come dice il dott. Savino Frigiola) non è chiara la diagnosi si rischia di proporre sempre e continuamente terapie sbagliate che poi inevitabilmente produrranno più danni. Un esempio? Il taglio delle province o l’accorpamento dei comuni significa sempre meno stato e sempre meno servizi, meno controllo, meno tutela, e poi sempre più tutto privato, sempre più a pagamento ecc.

Il mercato non può decidere cosa è bene o cosa e male per il popolo, il libero mercato può solo decidere questa cosa si vende questa no. Sembra di ripetere le cose più ovvie di questo mondo, eppure ancora oggi si portano avanti le teorie a cassettoni in maniera blindata; preciso che nessuno è contro il libero mercato, ma siamo contro il libero mercato in toto se questo è l’unico che detta le regole del gioco soprattutto quelle che hanno a che fare con i servizi e con il sociale. La economia come ogni cosa va progettata e non può essere lasciata al liberismo sfrenato e va progettata per quello che è la dignità dell’uomo e la sua sovranità. C’è da dire poi, che questo “liberismo economico” è una falsità ideologica pura che ci fanno credere nelle università, che ci fanno studiare e che propagandano in continuazione da lavaggio del cervello, per nascondere invece che c’è una precisa “progettazione finanziaria” che decide cosa deve succedere nel mondo sotto il profilo finanziario e geopolitico (vedi Libia).

C’è una lobbie mondiale che decide quale stato deve fallire e quale deve guadagnare, e di ogni singolo stato decidono scientificamente cosa si devono prendere e cosa lasciare, (nel caso italiano hanno puntato a Finmeccanica, ed Eni ecc), quindi o si prende atto una volta per tutte di questa situazione oppure significa che non si vuole risolvere il problema. E quando sentite dire, purtroppo anche dal nostro presidente della repubblica, servono “riforme strutturali” significa che il governo deve cedere ai “diktat” dei banchieri; la lettera inviata dalla BCE a Berlusconi è la prova provata della ingerenza bancaria sulla vita politica di una nazione, l’Italia deve mette in manovra la vendita del patrimonio statale. (matematicamente i soldi per pagare circa 65 miliardi di euro interessi non esistono). Lo stesso dicasi a livello nazionale, una banca commerciale che ha potere di emettere moneta dal nulla (riserva frazionaria) (Libro “il grande mutuo” del prof. Nino Galloni) decide se una azienda può ottenere credito o meno, se deve rimanere aperta o deve fallire,se deve licenziare o meno, realizzando quindi “direttamente” una politica “economica sociale”.

Se si comprende questo si capisce la perfetta inutilità dei sindacati e delle idiozie che continuano a dire distraendo la popolazione da oltre venti anni (oltre al fatto che non rappresentano più nessuno, se non solo dei pensionati). Ma queste le dovrebbero sapere tutti invece ci perdiamo dietro fandonie ed idiozie varie. Vi ricordate i piani quinquennali di sviluppo che si dovevano realizzate per distretti industriali ed artigianali (su matrice di Keynes) cosa è stato fatto molto poco, male e soprattutto a debito. In Italia abbiamo delle esperienze storiche in cui furono costruiti dei palazzi detti “umbertini” (con il metodo keynesiano) che avevano il solo difetto di non indebitare nessuno aumentando la ricchezza nazionale perché finanziati con vera moneta sovrana. Rispondono gli “economisti di sistema” che le regioni presentando i progetti alla U.E. possono avere dei soldi per investirli sul territorio!!! non apro l’argomento ma vi dico solo che è più facile vincere al superenalotto.

Il fallimento delle politiche di destra e di sinistra, il decadimento di ogni forma di etica sia religiosa che laica, il fallimento delle teorie liberiste e capitalistiche, la confusione volutamente generata dalla comunicazione sociale tutta (salvo alcune nicchie di sana libertà) al fine di rimuovere ogni possibile riferimento a delle precise responsabilità di questo massacro culturale, sociale, economico e probabilmente fisico, ha prodotto un cittadino informe, indifferente, schiavo, remissivo e omogeneo. La creazione dell’euro è servita alla distruzione degli stati come organizzazioni nazionali (hanno ceduto tutte le sovranità) ma soprattutto al distruggere i cittadini delle nazioni europee, la loro cultura e le loro tradizioni, per trasformarli in un massa di pecore, una fotocopia dell’altra con pensiero nullo ed elettroencefalogramma piatto (Libro “Ingannati” di Alberto Medici).

La loro strategia e progettualità finanziaria è ben chiara in quello che sta succedendo nel mediterraneo. La guerra in Libia ripropone la stessa regia di un progetto di dominazione i cui “danni” saranno visibili solo fra tre anni, povero popolo libico illuso dai suoi rivoluzionari e dalle promesse di “aiuto” che poi si sveleranno con il loro proprio nome ossia “debito eterno”.

La guerra (soprattutto quella fatta da quattro ribelli e quattro mercenari pagati dalla Nato) non potrà mai sostituire la rivoluzione culturale, ma prestissimo il popolo libico rimpiangerà “la schiavitù di Gheddafi” infatti il processo di ricostruzione sarà lunghissimo e difficilissimo per le enormi difficoltà interne ed esterne che gravano su quell’area. L’Egitto che forse gode di una più consolidata cultura millenaria ha rifiutato l’aiuto del FMI o meglio ha rifiutato le condizioni in altre parole hanno compreso che l’altra parte della medaglia “aiuto” portava la scritta “debito”. Ma tornado a casa nostra la situazione è drammatica, in quanto il popolo italiano, fondamentalmente suddito nel DNA ormai è abituato da anni a vedersi ridotti i diritti in maniera continua e sistematica, e questa abitudine è stata programmata nel cervello di ogni cittadino fin dalla madre a sua volta condizionata. Tutto il contesto, sociale, scolastico, universitario, e poi della comunicazione ti conduce, ti educa e ti impone il ruolo del “rassegnato”.

L’induzione a questo ruolo è anche di natura e origine cristiana se vogliamo, in quanto nel contesto della vita (cristiana) sicuramente sei tu che “hai peccato” perché nato col peccato (di non essere l'eletto) per “condizione naturale” quindi “devi avere il senso della vergogna e del peccato. Il non riuscire ad alzare la testa e dire basta proviene da un retaggio culturale e sociale che non riusciamo a toglierci di dosso. La cosa ancora più vergognosa è che abbiamo pure la “sindrome del maiale”, non solo non riusciamo a comprendere che ci stano dando da mangiare il beverone (lo scarto dello scarto delle briciole) ma addirittura difendiamo il padrone senza capire che prima o poi ci "scannerà" per mangiarci anche l’anima (euro lo squartatore). Nell’intervista che ho fatto al prof. Bruno Amoroso (economista italiano "libero" che insegna in una università in Danimarca) addirittura è emersa la possibilità non solo di “non pagare un debito illegittimo” ma addirittura di “chiede i danni” per il mal tolto fino ad oggi per svariati miliardi di euro.

Ma per fare ciò è necessario fare chiarezza sui trattati europei (Lisbona e Maastricht e lo statuto della BCE) totalmente sconosciuti (nell'efficacia) dai legittimi interessati, ossia i cittadini europei. Tutto questo, tra l’altro, è stato, previsto nel dettaglio dal prof. Giacinto Auriti a suo tempo. Sentire queste associazioni e movimenti che si perdono dietro falsi (o minimi) problemi significa perdere altro tempo prezioso. Per essere chiari sentire parlare di accorpamento di comuni, taglio province, taglio dei senatori, taglio di stipendi, ecc significa guardare “la pagliuzza” quando invece c’è una “trave”.

L’euro è un cancro che produce la metastasi del debito infinito e ancora siamo costretti a sentire parlare di aspirina per il mal di testa.

Che questa europa sia stata fatta quasi esclusivamente per l’euro lo squartatore, ormai non è più un segreto, ancora meno lo è il fatto che l’euro a sua volta non è stato fatto per salvare gli stati dall’inflazione o da attacchi speculatori (propaganda) ma per gestire in prima persona il flussi di speculazione ed imporre le politiche di svendita e le politiche sociali. Soluzione Islanda senza discussione.

Giuseppe Turrisi (albamediterranea)

giovedì 18 agosto 2011

Debito Pubblico - "Perchè lo Stato fa stampare carta moneta dalle banche centrali (private) se ciò crea un passivo?

"Soldi, soldi, soldi..." (Inizio del Leit Motiv da un Mandarino per Teo)

Questo intervento sorge da una domanda posta da una lettrice del Giornaletto di Saul, in cui chiede:

"..e poi, io non capisco una cosa (lo sai che sono ignorante) ma forse la immagino, la risposta: perchè lo Stato fa stampare così tanta moneta se sa già che quel debito non potrà essere ripagato?"

Altro punto (a cui Giuseppe Turrisi separatamente ha risposto in senso ampio e piuttosto cripticamente … ma a cui va data esauriente e comprensibile soddisfazione) è: "……. perchè lo Stato fa stampare così tanta moneta se sa già che quel debito non potrà essere ripagato?"

(Vedi: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/08/18/il-debito-pubblico-e-come-le-banche-si-appropriano-attraverso-gli-interessi-passivi-dei-beni-dello-stato/)

Risposta aggiuntiva di Orazio Fergnani:

1) Come già premesso da Giuseppe Turrisi intanto la moneta per pagare solo ed esclusivamente (ma gli oneri sono molto più ampi) gli interessi non può concettualmente e poi fisicamente essere stampata… in quanto se si stampano ad esempio 1.000.000 (un milione) di euro di banconote ….ponendo che su questo milione si debba pagare il 3% di interessi l’anno ….occorrerà immediatamente stampare di nuovo 30.000 (trentamila) € (l’anno)… Ma appena stampati questi occorrerà per la stessa interrelazione ….. stampare per pagare gli interessi del 3% altri 900 € …. Sempre ogni anno ………. E così via all’infinito. Ma qui ho volutamente evitato di considerare altri aspetti molto più importanti.

2) Quello che le testimonia nella sua domanda è l’esatta rappresentazione dell’ignoranza in cui viene tenuto il cittadino medio ….. quello che dice è l’esatto contrario della verità … Vista la sua totale ignoranza e di quella dei cittadini medi… sono costretto a risponderle in modo parziale, limitato, ma tentando di essere il più possibile comprensibile….

NON E’ VERO CHE LO STATO STAMPI TROPPA MONETA!!!!!!!! ….. Altrimenti non ci troveremo in una fase di finale stagnazione che si avvia ad essere epocale recessione….. Lei come tutti avrà/avrete fatto caso che al contrario di altre situazioni che si verificano in giro per il mondo, tipo Corno d’Africa dove la siccità e la carestia sta uccidendo circa 12 milioni di persone…. Nel disinteresse più assoluto degli Stati…. lì il problema e la indisponibilità di risorse….. e quindi avere un milione di dollari o euro in tasca farebbe morire di fame comunque… perché li non ci sono beni edibili di nessun genere a nessun prezzo… neanche per un milione di euro….Viceversa qui da noi gli autosaloni sono stracolmi di automobili nuove ed usate invendute, si continuano a costruire appartamenti e ville che stante la situazione attuale nessuno riuscirà mai a comprare….. e soprattutto ci sono ormai frotte di anziani che rovistano nei cassonetti dell’immondizia per cercare qualcosa da mangiare….. oppure si fanno beccare con le mani nella marmellata nei supermercati dove cercano di sgraffignare qualcosa di commestibile perché incapaci con la pensione di “arrivare alla fine del mese”……

3) Quindi il problema, come avrai già capito…. Nel caso dell’Italia e della maggior parte dei Paesi industrializzati la stagnazione o la recessione ….. non dipende dalla carenza di beni sul mercato….. ma al contrario della generalizzata carenza di denaro per “misurare il valore” dei beni posti in vendita….. Ad esempio io avrei bisogno di comprare un frigorifero, una lavatrice, un generatore eolico, di completare e rifinire la mia villetta…… etc., etc., …… Quindi per rendermi soddisfatto mi servirebbero almeno un duecentomila euro…. Che non ho……

4) Ma non è che non li ho perchè sono uno sfaticato impenitente…..non ho questa disponibilità economica per una volontà ben precisa e decisa, ed ovviamente questo vale per tutti……Per la cronaca fra il 1975 ed 1985 io guadagnavo cifre attorno ai trecentomila euro/anno…. Da quel momento è cominciata la mia discesa economica e nonostante tutti i miei tentativi, come quelli di tutti gli Italiani (chi più, chi meno) ho guadagnato sempre meno fino a giungere oggi alle soglie della povertà ….. tutto questo non è casuale, ma fa parte di un progetto dai tempi lunghi ma progettata fin nei minimi dettagli…. Che oggi cominciano ad emergere e ad appalesarsi….

5) Ed ecco la spiegazione….. la moneta negli ultimi decenni sempre più è stata informatizzata, telematizzata….trasformata in contabilità elettronica …. Motivo per cui è stata sempre più sottratta dal suo formato originale e naturale cartaceo o metallico ….e peggio ancora dalle mani, dalle tasche, dal materasso dei cittadini……. E quindi sempre più accentrata nei calcolatori delle banche (per tutta una serie di motivi dichiarati ufficialmente dalle banche……) e soprattutto per tutta un’altra serie di motivi non dichiarati dalle banche ed indicibili per non rischiare di essere rinviati a giudizio, si fa per dire ….. visto che anche buona parte dei giudici …. Se non la maggioranza sono a libro paga delle banche..

6) Ragione per cui c’è grande abbondanza di merci, derrate, servizi, prodotti, manufatti di ogni genere e dimensione o disposizione sul mercato….. ma non ci sono soldi “moneta” per ”misurarli” (comprarli) e tutto questo è voluto…… perché se non c’è economia non c’è circolazione di valore e “RIPARTIZIONE DEL VALORE” e quindi gradualmente vengono espulsi dal “circuito” economico/monetario/finanziario i più deboli e a costoro le banche sottraggono i veri valori…. Gli autosaloni, gli appartamenti in vendita, o abitati, le aziende, i poderi agricoli……….Loro, le banche, non hanno problemi di soldi….. eppoi i giudici delle aste fallimentari (nelle secrete stanze) …. Mooooltooo…. Ma mooltooo compiacenti…. le assegnano ad amici degli “amici” a valori di vero saldo …. Attorno al valore demaniale (all’incirca un quinto….. un sesto del valore commerciale….

7) Ed il gioco è fatto….

8) Fra una decina d’anni le banche poi reimmetteranno un surplus di “Moneta” sul mercato oppure apriranno di nuovo il bazar del mutuo facile….. e qualche altro povero, ignaro e disgraziato cittadino si sobbarcherà il debito ad tasso di interesse usurario (qualunque livello di tasso di interesse è da considerarsi usurario)…e si ricomincera il ciclo che mediamente dura una cinquantina d’anni…

Laudetur Semper Priapus, Pan et Sol Invictus (alcuni dei pochi culti davvero onesti e sinceri…. Basta vedere i papaboys ieri sera)

Veiensfurens, alias Orazio Fergnani

mercoledì 1 giugno 2011

Equitalia, esazioni coatte, debiti e dettami bliblici....




Lettere ricevute

Scrive Giovanna Canzano: "MANIFESTAZIONE/CORTEO CONTRO EQUI-TALIA - ROMA giovedì 16 giugno 2011 h. 14.30 (partenza Piazza della Repubblica arrivo Piazza del Popolo). Dal 1 luglio Equitalia potrà pignorarci stipendio, casa e risparmi entro 60 giorni da una semplice notifica, senza nemmeno avvisarci! LO SAPEVI?"

......

Simona Mingolla: “Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”

Ho visto qualche tempo fa il film “The International” in cui l’agente dell’Interpol Louis Salinger (Clive Owen), con la collaborazione di Eleanor Withman (Naomi Watts), è impegnato in una missione che sembra davvero impossibile: far emergere le prove del coinvolgimento di una grande banca intrallazzata nel traffico illegale di armi a sostegno di una delle più grandi organizzazioni criminali del mondo. Partiti da Berlino (dove un collega di Louis ha perso la vita) i due seguono le piste di denaro sporco e giungono a Milano dove assistono all’omicidio, nel corso di un comizio, di un rampante leader della nuova destra. Ad ogni passo avanti che compie l’inchiesta, le vite dei due protagonisti sono sempre più a rischio. Ed è a Milano, a quel leader e costruttore di particolari testate (dopo circa 30’ dall’inizio del film), che i due formulano la serie di domande le cui risposte mi hanno portato ad un’evidenza e a delle riflessioni che voglio condividere con Voi lettori. In particolare, quando gli chiedono perché la banca impegni tanti capitali e risorse per acquistare certe armi da vendere a Paesi che non sono in grado di ripagargliele il fornitore risponde: “La banca mira al controllo non del conflitto, ma del DEBITO che il conflitto produce: se controlli il debito, controlli tutto… La vera essenza della natura bancaria è FARE DI TUTTI NOI GLI SCHIAVI DEL DEBITO”. Al di là del fatto che il regista Tykwer ha messo il dito in una delle più purulente piaghe della nostra era, ossia l’attività delle banche (un caso eclatante, e tutt’altro che irrealistico, è stato, negli Anni Settanta, la Bank of Credit and Commercial International, con base a Karachi, che risultò essere una centrale di sostegno e finanziamento di una vastissima rete di traffici illegali ivi compreso il sostegno ad attività terroristiche), dobbiamo ammettere che sulla “sudditanza psicologica” (e gli effetti che questa provoca) creata dal debito sulla persona nel momento in cui ottiene un prestito o un aiuto finanziario, poco si riflette e poco si lavora in termini di soluzioni!


Chi ha debiti vive male: un peso continuo lo opprime, lo rende triste, gli impedisce la gioia. Per chi ha debiti, la propria vita è diventata una schiavitù: nulla gli appartiene del tutto. Chi ha debiti non è più sicuro di nulla, non gode del frutto del suo lavoro, non ne può far conto. La vita stessa gli pare sfuggire inutilmente; è debole e facilmente controllabile. Inoltre, spesso è SOLO: chi ha debiti sovente, a prescindere dalla conoscenza dei motivi perché sia giunto alla situazione debitoria, viene tenuto a distanza sia perché giudicato “inaffidabile”, sia perché potrebbe avere bisogno di un aiuto che, quando le cose vanno bene, tutti affermano di essere disponibili ad offrire, ma quando la richiesta diventa reale, POCHI si mostrano coerenti con le proprie affermazioni o “credo” religiosi.

Perché, tuttavia, discriminare? Se ci pensiamo tutti siamo debitori! Secondo il “dire comune”, quando nasciamo abbiamo già contratto un “debito” con chi ci ha fatto venire al mondo (quante volte i genitori ribadiscono ai figli il dovere di essere loro riconoscenti per avergli dato la vita e per il mantenimento quotidiano). Se poi a questo aggiungiamo il fatto che siamo, a detta della Chiesa, già anche peccatori… direi che affermazioni tipo “è nato con la camicia” oppure “è nato sotto una buona stella” lasciano il tempo che trovano! D’altronde se il potere delle banche sta nel “vincolarci” attraverso debiti, la storia testimonia come anche la Chiesa abbia dominato le menti delle persone (e dunque le loro scelte) con il SENSO DI COLPA generato dal Peccato. Ragioniamo più nei dettagli…


Il debito comincia a sussistere quando ci prendiamo qualcosa che non è compreso nel dono. Il dono ci fa godere comunione, ci fa sentire d’essere amati, ci tiene in rapporto d’amore. Adamo era in comunione con Dio e in piena armonia con lui finché godeva del dono della vita, del giardino e dei suoi frutti e di Eva… Quando tale idillio è terminato? Adamo ha cominciato a sentire distacco, paura, soggezione e preoccupazione quando ha voluto prendersi ciò che non gli era stato donato. Da quel momento egli era in debito, un debito tra lui e Dio. Dunque, il Peccato ha introdotto il debito nella vita dell’uomo e lo ha radicato fin nel profondo.


Tuttavia la storia continua e l’attenzione deve essere posta sul fatto che la nostra esistenza è un dono gratuito, mai ‘pagato’, mai ricompensato da noi e che il Padre ci fa in quanto non ci vuole fare debitori! Se è pur vero che il Peccato ha trasformato la vita dell’uomo, l’ha compenetrata talmente che l’ha fatta diventare un debito così grande che non poteva essere pagato nemmeno con la vita stessa, è anche vero che il Padre nel suo infinito amore ha mandato suo Figlio.


Gesù ha versato il suo sangue perché dai suoi fratelli fosse cancellato ogni debito e potessero ritrovare l’unità e l’armonia col Padre e tra loro. Essi sono stati rivestiti di spirito di comunione e di fraternità, di unità e di sapienza, di servizio e di rivelazione. Ma i cristiani (e la Chiesa!!) hanno lasciato che questi doni destinati all’unità creassero divisione, e quelli destinati al servizio diventassero potere, quelli dati per l’evangelizzazione servissero all’ambizione della cultura.

Al nostro Padre riconosciamo la capacità di aver misericordia e la possibilità di rimediare ai nostri debiti. Egli può, perché è BUONO. Dunque, se non fosse per la bontà divina, saremmo tutti debitori in eterno!! Dio perdona e ascolta, per ciò ci ha “sollevato” dalla nostra condizione di peccatori.


Ricordo, in merito, una splendida parabola che ci riferisce Matteo al cap.18, vv. 23-35:

«…il regno di cieli è simile ad un re che volle fare i conti con i suoi servi. Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui, con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse così il debito. Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa. Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo soffocava e diceva: paga quel che devi! Il suo compagno gettatosi a terra, lo supplicava dicendo: abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito. Ma egli non volle esaudirlo, andò e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’ uomo e gli disse: servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non dovevi forse anche tu avere pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello».


Tuttavia Dio è Dio!! Gli uomini (seppur recitando il Padre Nostro dicano la frase “…rimetti a noi i nostri debiti COME NOI li rimettiamo ai nostri debitori”) sono più propensi per loro natura (che non è totalmente buona!) a giudicare, condannare e perseguire i debitori.

D’altronde, in questo nostro mondo, dominato dall’interesse, dall’egoismo e dal materialismo non sarebbe fruttuoso perdonare e soprattutto “rimettere” i debiti, anche se il farlo potrebbe essere moralmente più coerente (soprattutto se ci si dichiara cristiani!).


Molti di Voi possono obiettare: al di là di queste riflessioni proprie di chi ha la testa “fra le nuvole” (ossia, rivolta al Cielo, ossia dove “risiede Dio”!), stiamo con i piedi per terra (ossia su questo mondo) dove pare ci sia sempre meno posto per Dio e i Suoi principi, filosofie e

modus operandi che si basano sul Bene e l’Amore.

Ma ve lo immaginate un mondo dove, per esempio, le banche prestano i soldi ai correntisti (che a tal punto acquistano una nuova etichetta: “debitori”) e se poi questi sono in difficoltà gli condonano il debito??? Ad un certo punto sparirebbero le banche!!! E questo non sarebbe più proprio di questo mondo, dove chi domina e governa i sistemi di vita personali e collettivi, in tutte le sue vesti, è il DENARO!


Dunque, potreste concludere, cerchiamo di ragionare e proporre soluzioni secondo modalità “più pratiche”: ossia, come possiamo fare affinché un nostro debitore ci ridia quanto gli abbiamo prestato?


Appurato che non siamo Dio e che detta obiezione è più che plausibile per il comune mortale che non abbia un credo religioso e, quindi, “mire” per quella che solitamente definiamo “miglior vita” (per costoro tutti gli sforzi si concentrano affinchè la vita “migliore” sia innanzitutto quella terrena!) cerchiamo di individuare delle strade “costruttive” per soddisfare quanto sopra richiesto.


Come diceva Roberto Gervaso ne “Il grillo parlante” (1983) “C’è chi fa debiti per necessità, chi per leggerezza, chi per vizio. Solo il primo, di solito, li paga”. Quindi, innanzitutto dobbiamo “identificare” la tipologia di debitore. Così come cambia il giudizio o la condanna fra chi ruba perché in condizioni realmente precarie e chi per “ingordigia”, un conto è chi contrae debiti perché dedito al gioco d’azzardo e ai vizi, un conto chi per sopravvenute circostanze critiche (come sostiene il protagonista, Clive Owen, nel suddetto film “A volte il nostro destino ce lo ritroviamo sulla strada che avevamo scelto per evitarlo”!). Di fatto, seppur inconsciamente, questo distinguo in qualche modo lo si fa all’atto di prestare un aiuto a qualcuno: tant’è che se la persona non ci sembra affidabile per lo stile di vita che conduce o per il carattere debole, difficilmente (seppur si è di religione cattolica) gli si presta aiuto. Ci sono, però, due tipologie di “esseri” che ti danno aiuto a prescindere dai tuoi comportamenti e da quello che sei:

- gli strozzini (e simili sotto vari nomi) che comunque mirano alla schiavitù psicologica della persona e di chi/cosa gli è intorno, tant’è che prestano denaro anche a coloro che, per esempio, sono dediti al gioco e, dunque, inaffidabili e difficilmente capaci di restituire;

gli Angeli (nelle loro varie categorie e “forme”) che per proteggere e aiutare chi è in una situazione di debolezza e si appella sinceramente a loro possono intervenire per dare l’opportunità di liberarsi dalla PROPRIA schiavitù psicologica. Per molti, però i primi sono reali (di questo mondo), gli altri no!

Come anticipato, chi contrae debiti vive questa condizione con soggezione, paura, preoccupazione, vergogna (quando queste emozioni raggiungono una certa soglia, la persona può anche pensare ad un “gesto estremo” per conquistare una libertà che ormai non vede più raggiungibile in questo mondo) e quanto più la persona ha una natura onesta e corretta, tanto più quelle emozioni gravano ed incidono sul suo equilibrio emotivo e psichico.


Solitamente (e parlo proprio di questo mondo!) ciò che può portare ad una positiva risoluzione del rapporto fra le parti è solo un “atteggiamento” costruttivo e fiducioso del creditore. Se non in nome di quel Bene o dei valori cristiani, per lo meno per quello che definisco “sano egoismo”. D’altronde che cosa ci si guadagna a perseguitare, minacciare, intimorire, ricattare chi è nella posizione di debitore che viene in tal modod sempre più privato di energie e motivazione alla vita?? Se si distrugge psicologicamente ed emotivamente il debitore, sarà difficile recuperare quanto prestato. Con questo non voglio dire che non sia corretto pretendere, ma essendo il creditore in una condizione di libertà, lucidità mentale e potere (che spesso l’altro non vive più), a lui il compito (almeno per propria convenienza!) di trovare tempi e modi utili per consentire al debitore (che deve aver mostrato una coerente e concreta volontà di impegnarsi: e questo è generalmente proprio di chi si è trovato in difficoltà per circostanze impreviste sopravvenute o anche errori di valutazione commessi in “buona fede”) di onorare il debito.


Ad esempio, se è vero c he “Ci sono soltanto due mezzi per pagare i debiti: sforzandosi di aumentare il reddito, sforzandosi di diminuire le spese” (Thomas Carlyle, “Presente e passato”, 1843), aiutare il debitore ad individuare nuove opportunità di lavoro, analizzare insieme a lui i propri stili di vita per verificare se non ci siano uscite inutili e spese superficiali che possono essere eliminate, è un modo per “garantirsi” la restituzione. Sul piano più morale, inoltre, è una forte azione di aiuto poiché oltre a pensare alle proprie tasche, ci si rende anche “educatori” verso una persona che riacquistando fiducia in sé e comprendendo modalità per ottimizzare i propri sforzi economici in termini di entrate/uscite, potrà evitare in futuro di ricadere in analoghe problematiche.


Un altro aiuto importante è legato agli atteggiamenti del creditore che non venendo soddisfatto nelle sue richieste e aspettative cade spesso nel rancore e odio verso il debitore intraprendendo così una serie di “vendette”. La più immediata è il parlarne male e screditarlo agli occhi della Comunità di appartenenza. Ora, se questo è “comprensibile” nel quadro della terrena umanità, si pensa mai a qual è il ritorno di simili azioni? Una persona di cui tutti si fanno un’immagine negativa, collettivamente ritenuta (a seguito di dicerie ed informazioni parziali, poiché mai la “gente” conosce interamente la storia e le cause che hanno portato un individuo a trovarsi in certe situazioni di difficoltà!) inaffidabile o “mascalzone”, come può sperare di trovare chi gli dia l’opportunità, ad esempio, di lavorare per riparare alle sue mancanze?? Se a questo poi aggiungiamo (e qui nuovamente parliamo di “questioni di altre dimensioni”) che la negatività ne genera altra e, dunque, che chi già è in una situazione di debolezza se s i trova tutti contro non potrà che alimentare un circuito di negatività che rischia di non avere fine, mi viene da chiedere: “Dell’impossibilità o difficoltà in cui spesso si trova il debitore ad onorare il debito, quanto è solo sua responsabilità e quanto di chi lo circonda e del creditore?”.Quando una banca accorda un fido ad un artigiano perché ha deciso di credere nel progetto di sviluppo della sua attività (quindi gli dà fiducia) e poi, perchè la crisi “avanza” o su una banca dati compare una “nota” sul nominativo di quell’artigiano a seguito del saltato pagamento di una rata, essa impone l’immediato rientro della cifra quando lui è in quel momento impossibilitato a restituire la somma, non è forse essa responsabile della “morte annunciata” di quella piccola azienda?


Perché quando viene accordato un prestito si fa un atto di fiducia (basato sulla solvibilità e correttezza del debitore) e quando cause di forza maggiore compromettono la possibilità di restituzione programmata del debitore non solo la fiducia scompare, ma si innesca l’odio e la volontà di perseguitare e danneggiare lo stesso?…

Qualcuno direbbe: “Perché l’Uomo è naturalmente sado-masochista”… è proprio così!?


Simona Mingolla – Lazio Opinioni