venerdì 6 gennaio 2012

Ungheria, Europa e l'autodeterminazione che se va...

"Libertà democratica secondo il nuovo ordine mondiale..."


La pronuncia americana di Ungheria è "angheria"

Il caso Ungheria è sulle pagine dei maggiori quotidiani. L'Unione Europea ha infatti incaricato una speciale commissione di indagare se nel Paese centroeuropeo sia in gioco la libertà, se si viva in clima di democrazia o di dittatura. Accuse assai gravi, rincarate nelle ultime ore da un'esplicita richiesta fatta dagli esponenti dei partiti socialista e liberale al Parlamento europeo: applicare l'articolo 7 della Costituzione europea che prevede sanzioni politiche per "violazione di democrazia e libertà". L'Ungheria, dal 2010, da quando cioè è in carica come capo del governo Viktor Orbán che guida una maggioranza di coalizione cristiano democratica, è al centro delle polemiche.

In questi giorni fioccano le agenzie di stampa che sottolineano come nella prossima riunione dei Commissari europei che si terrà l’11 gennaio, potranno esserci sanzioni contro questo Stato. Ovviamente si tirano in ballo i famigerati, è il caso di dirlo, “diritti umani”, diritti che sono come la pelle dei coglioni, si stirano allo stremo quando occorre e si restringono fino a ignorarli totalmente quando si tratta di paesi “politicamente corretti”.

A questo siamo arrivati, i fautori di un Governo Mondiale, i sostenitori di questa Unione Europea, non ammettono, non accettano che un qualsiasi paese possa ritagliarsi un piccolo spazio di autonomia, specialmente se questa autonomia concerne il limitare del potere privatistico delle Banche Centrali. ORAMAI HANNO GETTATO OGNI MASCHERA, OGNI STILE, OGNI DECENZA. NON A CASO HANNO PROVVEDUTO A INSTAURARE UNA GENDARMERIA O POLIZIA EUROPEA CON POTERI ILLIMITATI.

Per chi vuol sfuggire alla morsa mondialista ci sono dapprima le minacce e i ricatti, poi le sanzioni e se non basta ci sarà la guerra, preceduta, ovviamente, da manifestazioni, provocazioni e incidenti provocati ad arte, ricerca di morti e feriti per la “rivoluzione colorata”, il tutto dietro l’opera dei Servizi occidentali e con il sostegno di quelle famigerate ONG che pullulano in ogni nazione.

Maurizio

giovedì 5 gennaio 2012

Emilia Romagna, Movimento 5 Stelle inquieto - "Tutta colpa dell'Unità o di Beppe Grillo!?"

Uccelletti equilibristi - Foto di Gustavo Piccinini

Andrea Defranceschi, consigliere regionale dell'Emilia Romagna (http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/12/30/castelvetro-modena-bollitore-industriale-per-cadaveri-impianto-a-biomasse-un-si-ed-un-no%e2%80%a6/)
estensore dell'interrogazione sui possibili danni alla salute dei cittadini causati dal bollitore industriale per cadaveri (impianto a biomasse) che l'Inalca vorrebbe installare a Castelvetro (Mo).. è ora ai ferri corti con il "fondatore" del Movimento 5 stelle, di cui Defranceschi è rappresentante. A scagliare l'anatema è il "comico" Beppe Grillo. Ufficialmente la causa della diatriba fra i due risiede nella dichiarazione di solidarietà fatta da Andrea Defranceschi nei confronti del quotidiano storico l'Unità, che è a rischio di chiusura...

Povera Unità... il "comico" Beppe Grillo non ha gradito l'intervento del Defranceschi, in quanto ritiene che i giornali sono "prezzolati dal potere" e quindi è meglio che spariscano tutti.. nessuno escluso! Il blogger Grillo ha portato ad esempio il caso dell'Avanti che "vende due copie e prende fior di quattrini di finanziamento pubblico..".

Evidentemente l'Unità non ha sufficienti "sponsor", visto che rischia di annegare per debiti... Comunque c'è da dire che ho recentemente letto alcune edizioni della vecchia testata comunista e mi è sembrata abbastanza impegnata a favore dei lavoratori.. anche se giustifica molte delle scelte del governo monti, ritenendole un male minore rispetto a quelle del precedente governo berlusconi...
Ma qui non si vuole parlare di questo.. in fondo sappiamo che l'Unità risponde alla logica degli interessi PD, in questo momento componente vitale del "governissimo"....

Ho appreso diverse storielle dal blog di Grillo con espressioni colorite e vivaci nei confronti del Defranceschi, e mi sembra che l'azione censoria del Grillo non sia da lui meritata... Infatti egli ha dimostrato, anche attraverso l'interrograzione sull'inceneritore a biomasse animali di Castelvetro, interesse per la comunità locale... mentre invece il Grillo, evidentemente carnivoro convinto, ha pensato meglio di creare un casus belli fra lui ed il suo stesso esponente del Movimento 5 Stelle, con la scusa dell'Unità...

Paolo D'Arpini


Notizia in cronaca:
Movimento 5 Stelle - Defranceschi pronto a lasciare
Il quarantenne consigliere regionale prende una pausa di riflessione,
dopo aver ricevuto una valanga di critiche per aver firmato un appello
a favore del salvataggio dell'Unità. Solidarietà che aveva fatto
andare su tutte le furie Beppe Grillo

“Una pausa di riflessione”. Come accade nelle migliori coppie, tra
Andrea Defranceschi e il Movimento 5 Stelle sembra essersi rotto
l’incantesimo. Il consigliere della Regione Emilia Romagna da giorni è
bersaglio del fuoco amico per aver promosso una risoluzione a favore
dei lavoratori del quotidiano l’Unità. Un’azione che aveva fatto
infuriare Beppe Grillo e a ruota una parte del Movimento, sia
attivisti, sia eletti. E non è bastato fare un parziale dietrofront
modificando il documento. La tensione è rimasta altissima tanto da
spingere Defransceschi a prendersi un momento per riflettere sul suo
ruolo all’interno del Movimento.

La vicenda inizia a ridosso delle feste natalizie, quando il
consigliere del M5S firma una risoluzione che chiede al presidente
Vasco Errani di impegnarsi per il salvataggio dell’Unità, in grave
stato di crisi. La reazione del comico genovese arriva il giorno
successivo sotto forma di una attacco durissimo al consigliere. “Il
2012 non sarà del tutto negativo – scrive Grillo sul suo blog –
Porterà in dono anche la chiusura di molti giornali finanziati con
soldi pubblici, veri cani da guardia dei partiti. Se qualche esponente
del Movimento 5 Stelle la pensa diversamente non è un problema –
conclude il comico genovese riferendosi nello specifico al caso
Defranceschi – Il Pdmenoelle lo accoglierà subito tra le sue braccia”.

Subito gli attivisti si scatenano in rete: c’è chi chiede la testa di
Defransceschi, reo di sostenere il finanziamento pubblico ai giornali
venendo così meno alle idee che ispirarono il V2day, e chi si distacca
dai toni di Grillo chiedendo di essere più conciliante. La questione
finisce sulla stampa locale e diventa l’occasione per alcuni eletti
del Movimento di togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Massimo
Bugani, consigliere del Comune di Bologna, chiede di rivedere la
gestione dei soldi che arrivano dalla Regione. I due consiglieri in
Emilia Romagna, Giovanni Favia e Andrea Defransceschi, ogni mese si
autoriducono lo stipendio portandolo a 2770 euro, versando il resto al
Movimento. Un sistema che non piace a tutti: “I soldi non devono
restare sul conto degli eletti – dice Bugani –. Serve più trasparenza.
Meglio creare un associazione ad hoc per gestirli”.

Il Movimento si spacca tra e pro e contro. La tensione interna si alza
giorno per giorno, fino a quando Defransceschi non decide di
annunciare una “pausa di riflessione personale”, che ora fa adombrare
la possibilità di dimissioni dal suo incarico in Regione.

Giulia Zaccariello

Fonte: Il Fatto Quotidiano

mercoledì 4 gennaio 2012

CamminaCittà: "Istituzioni sorde al grido di protesta dei pedoni..."



La Federazione "CamminaCittà", in occasione del consueto messaggio di fine anno che il Presidente della Repubblica rivolge al popolo italiano, nell'intento di fare cosa gradita ed utile, il 26.12.2011 ha inviato al Quirinale la e-mail avente per "Oggetto: ..... e la chiamano Pace. ...... si ritengono Civili", già a vostra conoscenza.

Nei giorni di attesa, "CamminaCittà" ha vissuto la speranza di registrare lo stesso risultato non negativo ottenuto nel novembre 2010, tirando x l'abito talare il Papa (“Formuliamo appello al Santo Padre Benedetto XVI affinchè durante l’Angelus di Domenica prossima, 21 Novembre 2010, dopo le parole di conforto per i familiari delle persone vittime della strada e per le persone ferite negli incidenti stradali, lanci il suo monito per una revisione profonda del modello di mobilità esistente. Come risorsa indispensabile per il futuro, basta a stili di vita insostenibili e ridare concretezza al Valore della vita ed al rispetto del diritto alla dignità di tutte le persone.”).

La sera del 31 dicembre 2011, il messaggio presidenziale di 21 minuti (2.340 parole, 15.000 caratteri e nessuna traccia di “sicurezza stradale”, “incidenti stradali”, “persone morte e/o ferite per incidenti stradali”, “emergenza traffico e mobilità”, “illegalità diffusa sulle strade”, ecc.) è stato dedicato alla grave crisi del Paese ed a tutti gli sforzi occorrenti per superarla; è stata seminata tanta speranza e fiducia; ed augurato a noi "tutti, con affetto, buon 2012".
Nella Federazione è stata registrata una profonda amarezza insieme ad una (inaspettata) delusione.

"Grazie, signor Presidente – afferma il presidente di CamminaCittà, Vito Nicola De Russis – Purtroppo, ancora una volta, l'Italia può restare, e resta, estranea ad ogni possibile iniziativa di pace, di civiltà e di umanità utilizzando lo strumento del Silenzio per nascondere la incruenta e disumana guerra continua che si attua sulle strade italiane; la cui entità è stata da noi segnalata al Quirinale."
Perchè, sostiene "CamminaCittà", quel 2% circa di PIL (fatturato annuo 35 miliardi di costo sociale dell'incidentalità stradale) doveva (e poteva) essere inglobato nel calderone dei sacrifici da fare salvando, così, migliaia e migliaia di vite umane e diverse centinaia di migliaia di persone ferite; ma, anche, per rendere più credibile il Paese quando sostiene di essere civile e pacifico.

"Si è aperto, per noi che stiamo rivendicando il diritto e l'uguaglianza sulla "Strada, vitale bene comune" – dichiara il presidente De Russis – un 2012 molto più difficile del 2011. Siamo determinati a non mollare ed, anche per questo, è più sentito e sincero l'augurio di buona salute e buon anno 2012 che indirizziamo a tutti voi ed a tutte le persone a voi care".

Vito De Russis

Uff. Stampa CamminaCittà
3393484370

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Commento di Paolo Ercolani:

Caro Vito,
cosa ti potevi aspettare da uno che si comporta in questo modo?

http://www.eur.roma.it/news.php?news=4123&arch=1

martedì 3 gennaio 2012

8 gennaio 2012 - Passeggiata da Calcata al Soratte




Da Calcata al Soratte

Scrive Avventura Soratte: "8 gennaio 2012. Partenza h. 10 da Calcata (Parcheggio Mandolina). Splendida escursione invernale nel Parco Valle del Treja che, attraverso un percorso ad anello immerso nella lussureggiante vegetazione dell'area protetta, ci permetterà di ammirare una grande varietà di ambienti: nella prima parte dell'itinerario, selvaggia, ombreggiata ...e di rara bellezza, scenderemo nella spettacolare forra incisa dal fiume, che costeggeremo per un buon tratto. Successivamente, risaliremo fino a sbucare lungo una strada di campagna tranquilla e soleggiata, tra noccioleti ed uliveti, sotto l'egida del Soratte, la cui mole, quieta e maestosa, ci accompagnerà fino al punto di partenza. Escursione: dislivello: 200 m; difficoltà: media; durata: 6,5 h (con soste e spiegazioni); lunghezza: circa 12 Km; bambini 10 anni: sì, se accompagnati da un adulto; cosa portare: scarpe o scarponcini da trekking (presenza di tratti fangosi), abbigliamento adatto alla stagione, pranzo al sacco, acqua, macchinetta fotografica, telo pic-nic. Prenotazioni: 329.8194632 o info@avventurasoratte.com"

Programma di massima:

-ore 10.00: ritrovo (massima puntualità) ai nuovi parcheggi di via Mandolina a Calcata (VT);

-ore 10.15: inizio escursione guidata;

-ore 13.30: pranzo al sacco;

-ore 16.30: saluti.

lunedì 2 gennaio 2012

Washington e Teheran ai ferri corti - Iran: portaerei USA nello stretto di Hormuz



Minacce iraniane, controminacce USA. Ma chi ha davvero il controllo dello Stretto di Hormuz, e chi può far rispettare le leggi?

LO STRETTO DI HORMUZ SI TRASFORMERA' NELLA PROSSIMA PEARL HARBOR?

Avevo promesso di non parlare più dello Stretto di Hormuz fino almeno allo scoppio della guerra termonucleare globale. Ma qualcuno insiste e quindi credo di far cosa utile nel cercare lumi su come funzioni davvero questo fatidico braccio di mare.

Non sto a ripetere cose stradette (1, 2, 3, 4, e soprattutto 5). Ma gli iraniani continuano con le spacconate ("Chiudiamo lo Stretto!"), e gli USA replicano minacciando di scatenare le armate di Mordor. Così, è venuto naturale chiedermi chi comandi davvero su questo accidenti di Stretto.

E' territorio iraniano, e quindi l'Iran ha tutto il diritto di bloccarlo a suo piacimento? E' per caso acqua territoriale statunitense e io non lo sapevo, beata ignoranza? E' terra di nessuno, fascia di sicurezza ONU, proprietà privata di un pescatore, insomma come funziona?

Ebbene lo Stretto di Hormuz, nella sua parte più assottigliata, è largo appena 22 miglia. 11 miglia appartengono all'Iran, e 11 all'Oman. Per quanto riguarda le aree limitrofe (l'entrata e l'uscita, per capirsi) c'è un po' di discussione in corso, in quanto il diritto marittimo stabilisce che, qualora vi siano isole, le acque territoriali partano dalle isole e non dalla terraferma. Ne consegue che le isolette lì posizionate sono oggetto di diatriba mai risolta.

Non solo. Il diritto internazionale marittimo stabilisce che, nel passaggio di uno stretto, le navi mercantili godono di diritti inviolabili da parte dello Stato a cui appartengono le acque; persino le navi da guerra hanno diritto a mantenersi in stato di allerta, seppur monitorate da chi controlla lo Stretto.

Hanno ragione gli Stati Uniti, allora, a minacciare guerra contro chi ritiene di poter chiudere stretti a piacimento?

Qui arriva il paradosso divertente, che non manca mai. Ebbene: gli Stati Uniti non hanno mai ratificato il diritto internazionale marittimo. Non è una legge che riconoscono. Perché diamine allora si sentono in diritto di ergersi a paladini?

Mah. C'è anche da considerare un ultimo dettaglio sullo Stretto di Hormuz, un dettaglio geografico. Sembra che le sue acque siano troppo poco profonde perché le petroliere possano agevolmente passare: si trovano costrette ad una specie di zigzag per pescare i fondali più alti. E indovinate da che parte si trova il fondale profondo, nella parte più piccola dello Stretto? Esatto: proprio nelle acque iraniane. Una faccenda complicata, eh.


Debora Billi - (http://petrolio.blogosfere.it/

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Commento di Giorgio Vitali:

LA QUESTIONE ORMUZ è quella che maggiormente fa stare col fiato sospeso. TUTTAVIA, l'impresione che se ne ricava riguarda essenziualmente il PREZZO DEL PETROLIO. In fatti, più c'è tensione e più è possibile aumentare a piacimento il prezzo di questo bene. Anche perchè la prospettiva di INCENDI di POZZI, provoati da uno dei contenenti, determina un'altra causa di impennata dei prezzi. Che sono già oggi FALSI. COME SEMPRE!!!

domenica 1 gennaio 2012

Vincenzo Mannello ed i vaneggiamenti di un napoletano impazzito (o furbo..?)



Quotidianamente, oramai, stampa, tv, radio ed internet sono fedeli
portavoce del Napolitano-pensiero . Cavalcando lo share dell'80% di
consenso che i sondaggi gli attribuiscono (??) , il Presidente viaggia
, presenzia , riceve e , soprattutto , parla di tutto e su tutto . In
verità , più che comunicare , sembra proprio che sentenzi nel suo dotto
erudire , anzi che "rimproveri" tutti quelli non sono in linea con i
concetti espressi e le direttive quirinalizie impartite . Gli esempi
sono innumerevoli, si fatica a seguirli. Dalla intangibilità della
Costituzione , scritta dai padri costituenti su tavole più resistenti
di quelle di Mosè, alla intoccabilità dell'euro e del mito della
Europa Unita.

Che fa il paio con quello della unità d'Italia. Con contorno di lotta al razzismo ,
fedeltà alla Nato e sacra fiducia nell'Onu . Insomma , chi più ne ha
più ne metta . Sorvolando , per non incorrere nelle ire presidenziali
derivanti dalle norme "transitorie" (dopo 63 anni, saltiamo a caso tra le certezze dell'uomo del colle.

L'Europa Unita: quale, Presidente Napolitano? Quella che non ha il
consenso di oltre il 60% dei cittadini europei i quali non hanno votato
per il parlamento di Strasburgo ? Quella che ha visto sconfitti i
trattati sottoposti a referendum popolari poi annullati dalle caste
politiche sovra-nazionali ? Quella dell'euro imposto , specie agli
italiani , con tasso di cambio da strozzinaggio e che ha impoverito
tutti i redditi da lavoro dipendente e da pensione ? Quell'euro che
affossa i cittadini europei e salvaguarda quelli che non lo hanno
(inglesi , danesi , svizzeri etc.) ?

L'Italia unita? Dove, come, quando?

Da Napoli in giù quale Italia vede il Capo dello Stato ?
Quella della TAV ? Della autostrada SA-RC ? Del Ponte sullo Stretto che
non c'è ma dei treni (pochi , sporchi e lentissimi) che ci sono ,
esclusivamente fino a Roma ? Si riferisce all' unità di mafia ,
'ndrangheta e camorra che , nei famosi 150anni , hanno quasi
conquistato pure il Nord ? Cosa ha fatto e fa concretamente Napolitano
, oltre a parlarne , per i disoccupati , giovani e non ? Per le
famiglie e non solo quelle meridionali ? Per lo scempio del territorio
? Per lo stato della sanità ? Per il continuo degrado dello stato
sociale ? E , contestuale , per quello delle istituzioni ? Un elenco
che potrebbe continuare quasi all' infinito . Sono relativi i poteri
del Capo dello Stato ? Si chieda a Berlusconi , a Monti , alla Merkel ,
ad Obama , alla Nato , all' Onu , alla stampa ed ai media di mezzo
mondo che lo omaggiano del titolo di "garante dell' Italia" . Ma se non
conta niente , cosa sono tutti questi "omaggi" ? Se , oltre a parlare ,
non può nulla su quello che "denuncia ed evidenzia" , perchè non si
dimette ?

Proposta oscena e provocatoria agli occhi di chi legge ? Può
darsi , visto che , certamente , è "minoritaria" . Ma , nella speranza
che non lo sia tantissimissimo , mi auguro che , nel 2012 , ed in piena
"democrazia" questa "blandissima" critica non venga perseguita come
"vilipendio al Capo dello Stato".

Vincenzo Mannello

2012 - Considerazioni a margine del discorso di Giorno Napolitano, per il nuovo anno...



Considerazioni a margine del messaggio di Giorgio Napolitano

Ho ascoltato ieri sera (31 dicembre 2011) con attenzione il discorso del nostro Presidente Giorgio Napolitano. Era il sesto del suo settennato. Dicono il più difficile. L'attuale presidente della Repubblica italiana è uno dei pochi statisti “partoriti” dal nostro paese. Si contano sulle dita. Einaudi, De Gasperi, La Malfa, Moro e Ti fermi lì. Ho vissuto abbastanza per esserne stato testimone diretto. Giorgio Napolitano viene dalle file dell'ex PCI, partito nel quale ha sempre militato nell'ala moderata più attenta ad inserirsi nelle istituzioni repubblicane che a vagheggiare rivoluzioni di tipo bolscevico.
In questi sei anni di presidenza ha recitato un ottimo ruolo di moderatore della chiassosa vita politica italiana. Sull'esempio di Pertini e Ciampi, che lo hanno preceduto, ha deliziato le orecchie dei politici di casa nostra di esortazioni e richiami al loro dovere di essere al servizio della collettività ma, come nel caso dei suoi precedessori, è rimasto inascoltato. Vox clamans in deserto!
Il 2011 è stato l'anno della svolta, constatato che le prediche non servono a niente, sia quelle dirette alla destra che quelle dirette alla sinistra, ha preso al volo la situazione offertagli ai cosiddetti “mercati”, ed è passato all'azione.
Costituzionalmente parlando non ne avrebbe avuto i poteri ma, approfittando del vuoto di politica del governo in carica presieduto da Berlusconi e della incapacità della sinistra di proporre soluzioni credibili per convincere l'Europa, è passato all'unica azione sostitutiva che gli era consentita dalla costituzione. Ha nominato senatore a vita Mario Monti e, ottenute le dimissioni di Berlusconi, che non sapendo che pesci prendere perché reso impotente dai suoi stessi alleati leghisti e non volendo prendere provvedimenti che lo avrebbero fatto apparire una specie di spergiuro, ha dato incarico allo stesso Monti di varare un governo fatto di persone non impegnate direttamente in politica.
Un' azione di ingegneria politica, degna della migliore tradizione italiana, comunque inattaccabile dal punto di vista costituzionale.
Si è trattato di una vera e propria rivincita della politica delle prima repubblica nei riguardi dei pasticcioni della seconda che, tra demagogia, populismo, promesse non mantenute, buffonate, affaracci propri ed altro, hanno trascinato l'Italia nel baratro del possibile default. Più sonora, la rivincita, perché a licenziare Berlusconi e mettere la parola fine al berlusconismo di maniera è stato prprio un odiato ex comunista, spauracchio agitato dal 1994 ad oggi dal più inconcludente degli uomini politici del mondo, il cosiddetto Cavaliere (il 2°), il primo fu Benito Mussolini.
Ma detto questo purtroppo non basta. Anche perché il governo Monti non dipende solo da Napolitano. Deve andare a cercarsi la fiducia in Parlamento per ogni provvedimento che vorrà adottare. Una bella scommessa perché in Parlamento ci sono gli stessi pasticcioni che hanno creato tutto il casino di oggi.
Napolitano ieri sera ha ripetuto le linee guida dell'azione di un governo che conduca l'Italia fuori dal baratro. Monti ha dichiarato subito che sono delle buone indicazioni. E allora?
Ora ci vuole un atto di vero coraggio. Nel varo della prima trance del decreto salva-Italia Monti ha dovuto andarci piano per le opposizioni dei due grandi gruppi parlamentari che lo sostengono, PDL e soci e Pd e soci. E' riuscito per ora solo a mettere più tasse al ceto medio. Niente provvedimenti per lo sviluppo, niente liberalizzazioni e niente tassazione delle rendite, dove si nasconde l'evasione più corposa. Niente provvedimenti contro la gestione fasulla dei bilanci delle società, attraverso i quali si perpetrano le più eclatanti rapine nei riguardi del fisco. Provvedimenti questi che governi guidati da uomini di partito non hanno mai voluto prendere, anzi li hanno varati.

E allora per rendere concreto l'appello di Napolitano il governo Monti ha una sola strada, quella di osare, stanare i partiti in Parlamento, costringerli a prendersi le loro responsabilità. Se non lo farà ancora una volta l'appello di Napolitano suonerà come una ulteriore vox clamans in deserto.

Il PDL ed il PD allo stato delle cose non possono permettersi di far cadere il governo Monti. Chi dei due lo dovesse fare perderebbe subito le elezioni che Napolitano sarebbe costretto ad indire. Se poi votassero contro tutti e due, se ne avvantaggerebbe l'IDV di Di Pietro che oggi grida al lupo, ma che apparirebbe come l'unica forza politica credibile.

Ancora una volta quindi il presidente della Repubblica si trova ad indicare, a guidare, ma non dipende la Lui. Ora dipende da Monti che deve dimostrare di essere allo stesso livello di Napolitano e se non proverà a realizzare quanto va dichiarando da quando ha accettato di formare il suo governo non solo screditerà la sua figura, ma renderà anche un brutto servigio al presidente della Repubblica che ha avuto fiducia in Lui. Se non lo farà, allora saremo anche autorizzati a pensare che alle sue spalle ci sono quei poteri forti di cui molti sospettano.
E non bisogna avere paura di osare, la grandezza degli uomini politici si misura soprattutto dal coraggio e dalla coerenza delle proprie azioni concrete. Berlusconi ha fallito su questo piano.
Buon Anno Napolitano, Buon anno Monti e Buon anno a tutti i lettori.

Gianfranco Paris