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martedì 4 settembre 2012

Calcata, sette settembre 2012: "Incontro con Paolo D'Arpini, senza programma"



Paolo D'Arpini a Calcata


7 settembre 2012 - Uffah, uffah.. ed uffah mi tocca proprio passare una notte a Calcata

La vacanza treiana volge al termine... Ieri sono stato alla Proloco di Treia per informarmi sui pulmann da e per Ancona (Via Macerata) in modo da essere pronto per il mio eventuale ritorno in solitario... quando dovrò essere qui nuovamente ad ottobre.

Il sette settembre Caterina ed io ci mettiamo in viaggio verso Calcata. Figli e nipoti mi aspettano.. Non posso tradire la loro aspettativa, in fondo un pezzo di me è rimasto lì, nella valle del Treja.. E di me si ricorda anche il comune di Calcata che continua a mandarmi bollette arretrate e nuove (per questo o per quello, malgrado io non sia più lì residente). Dei vecchi abitanti invece non ho avuto più notizie (nemo profeta in patria).. intrattenendo contatti solo con chi venendo da lontano mi conobbe visitandomi nella vecchia sede del Circolo Vegetariano, in quel locale che meriterebbe ancora di essere vissuto...

Chissà, forse mio figlio Felix e sua moglie Sofia riusciranno a vivificare nuovamente quel luogo.

Calcata per me croce e delizia... Giorni addietro parlandone con Antonio D'Andrea che mi suggeriva di fare una grande rimpatriata a Calcata, per festeggiare il ventennale della nostra amicizia, lì nata, risposi immediatamente che Calcata non era il luogo adatto ad un revival qualsivoglia...revival significa rivivere ma Calcata (per me) ormai è solo uno scenario, un teatrino colorato per la domenica degli arrembaggisti metropolitani...

Anche ieri l'altro, essendo con Caterina a Cingoli nella yurta, dopo i canti, Upahara mi chiedeva se mai saremmo riandati a Calcata e mi ricordava tutte le belle esperienze vissute lì, cantando e meditando su madre Kali, nel Tempio della Spiritualità della Natura. "Non hai nostalgia di Calcata" Mi chiedeva? Ed io: "Sono stato in trincea a compiere il mio dovere per trentatre anni, e sono sopravvissuto... Non sono finito in croce. Ora per fortuna la guerra è finita... Ho dato l'addio alle armi ed a Calcata. The war is over!"

Vorrei però dedicare un po’ del mio tempo raccontandovi quel che so e quel che ho intuito su Calcata (come luogo e come genius loci). Vorrei dire da subito che un luogo come Calcata, pur ammettendo la sua peculiarità, ha un significato ed un valore esclusivamente col tipo di “presenza” che lì si manifesta. Se siete avvezzi a trattare temi esoterici capirete subito che -ad esempio- Gerusalemme ha un valore non per l’architettura o per il panorama ma per la storia e la presenza psichica che lì si è manifestata, anche ammettendo che l’architetttura ed il panorama abbiano contribuito ad attrarre particolari psichismi.

Questo è il caso anche di Calcata, infossata in una valle circolare percorsa dal fiume Treja, una sorta di immagine induista del sacro Shivalingam (unione fra il maschile ed il femminile) ed è così che spontaneamente sorse la leggenda del prepuzio, trovato da una vergine, e custodito poi in una chiesa di questo paesino per secoli praticamente sconosciuto e completamente isolato (vera immagine del femminino segreto).

Inoltre l’attrazione che ha caratterizzato Calcata verso un certo di tipo di persone, benevole e malevole, Yin e Yang, è un altro aspetto importante del luogo.. Ma ora, l’eccesso dello Yin nel cucuzzolo (sotto forma di sfruttamento turistico e di riflesso energetico passivo) ha allontanato lo yang nello spazio selvaggio della valle. Quindi quel che era yin è divenuto yang e quel che era yang si è tramutato in yin.

La simbologia è la stessa degli eventi che hanno caratterizzato la storia simbolica di Sodoma e Gomorra..

Insomma non c’era più posto per me a Calcata e quindi sono stato semplicemente “estromesso” dall’energia del luogo.. Ho lasciato però lì una presenza, mio figlio con sua moglie ed i miei nipotini, in essi riposa il seme di una nuova trasformazione..


Eppure il 7 settembre 2012, dovrò ancora una volta trascorrere una notte a Calcata, nella mia vecchia casarsa sulla fogna comunale. Il dovere mi chiama, sono stato richiamto per un giorno alle armi...

Figli e nipoti mio attendono.. e forse pure qualche amico, chissà...
Per incontraci, senza programma, chiamate la mia adorata Shakti, Caterina, al 3336023090.


Paolo D'Arpini
Circolo Vegetariano VV.TT.


Capanna nel Tempio della Spiritualità della Natura a Calcata

martedì 10 gennaio 2012

Tevere e Regione Tiberina Patrimonio UNESCO - Adesioni

Vista di Calcata nella valle del Treja


Ante scriptum
Come ricorderete avevamo dato anche noi (come Circolo Vegetariano VV.TT.) l'adesione al comitato per il riconoscimento della valle del Tevere in quanto bene dell'umanità.. (https://www.google.com/search?client=gmail&rls=gm&q=calcata%20valle%20del%20tevere%20unesco), poichè Calcata è una perla che si trova sulle sponde del Treja, un affluente del Tevere, oggi riceviamo l'annuncio che le adesioni sono già arrivate a quota 2.000, certo non sono poche ma sarebbe meglio che fossero di più.
Qui dabbasso potete leggere come fare per aderire e far aderire...
(Paolo D'Arpini)

.......

Trascorse le festività, facciamo il punto sulle adesioni al Comitato Promotore per candidare “Tevere e regione Tiberina” a Patrimonio dell’Umanità UNESCO: ebbene, non siamo ancora alla cifra tonda delle prime 2.000 adesioni, ma non manca molto !!
L’obiettivo – come già ricordato in passato – è di almeno 10.000 adesioni, considerando i circa 60.000 contatti abituali via Portale http://www.unpontesultevere.com/ e Newsletter.

I “canali” per questo obiettivo parziale sono stati:
- contatti personali per la formazione del primo Nucleo del Comitato (http://www.unpontesultevere.com/pdf/nucleo_U.pdf), con Vannino Chiti, Sergio Conti, Luigina Di Liegro, Enzo Foschi, Franco Salvatori, Antonello Venditti e tanti altri, fra cui circa 50 Sindaci, compreso quello di Roma Capitale;
- adesioni tramite schede distribuite nel corso della presentazione del “Call for Ideas: dalla sperimentazione all’attivazione di politiche per la governance territoriale del Tevere e della regione Tiberina”, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica (http://www.unpontesultevere.com/index.php?option=com_content&view=article&id=608&Itemid);
- adesioni on-line nell’apposita Sezione del nostro Portale (http://www.unpontesultevere.com/index.php?option=com_content&view=article&id=630&Itemid=74). Le adesioni sono giunte non solo dalle 6 Regioni del Bacino del Tevere; le molte da “oltre-Tiberina” danno anche un bel segno di coesione su un valore condiviso.

Prosegue – fra l’altro – il nostro programma “Il Tevere nel Centocinquantenario: un Fiume di Storia”, segnalato sul Portale, per non limitare il messaggio a un giorno o a un anno: potremmo dire che per la regione Tiberina ogni giorno dal 2011 al 2020 è un Centocinquantenario, visto il ruolo-chiave di questi territori per tutto il periodo dal 1861 fino a Porta Pia e all’annessione dello Stato Pontificio al Regno d’Italia nel 1870.

Buon prosieguo di 2012 Consorzio Tiberina – Agenzia di sviluppo per la valorizzazione integrale e coordinata del Bacino del Tevere

martedì 3 gennaio 2012

8 gennaio 2012 - Passeggiata da Calcata al Soratte




Da Calcata al Soratte

Scrive Avventura Soratte: "8 gennaio 2012. Partenza h. 10 da Calcata (Parcheggio Mandolina). Splendida escursione invernale nel Parco Valle del Treja che, attraverso un percorso ad anello immerso nella lussureggiante vegetazione dell'area protetta, ci permetterà di ammirare una grande varietà di ambienti: nella prima parte dell'itinerario, selvaggia, ombreggiata ...e di rara bellezza, scenderemo nella spettacolare forra incisa dal fiume, che costeggeremo per un buon tratto. Successivamente, risaliremo fino a sbucare lungo una strada di campagna tranquilla e soleggiata, tra noccioleti ed uliveti, sotto l'egida del Soratte, la cui mole, quieta e maestosa, ci accompagnerà fino al punto di partenza. Escursione: dislivello: 200 m; difficoltà: media; durata: 6,5 h (con soste e spiegazioni); lunghezza: circa 12 Km; bambini 10 anni: sì, se accompagnati da un adulto; cosa portare: scarpe o scarponcini da trekking (presenza di tratti fangosi), abbigliamento adatto alla stagione, pranzo al sacco, acqua, macchinetta fotografica, telo pic-nic. Prenotazioni: 329.8194632 o info@avventurasoratte.com"

Programma di massima:

-ore 10.00: ritrovo (massima puntualità) ai nuovi parcheggi di via Mandolina a Calcata (VT);

-ore 10.15: inizio escursione guidata;

-ore 13.30: pranzo al sacco;

-ore 16.30: saluti.

lunedì 14 novembre 2011

Bacino del Tevere... nasce comitato promotore per la candidatura a Patrimonio dell'Umanità UNESCO

Paolo D'Arpini con vista su Calcata, nel Parco Valle del Treja


Ante scriptum

Ricordo che proprio 5 anni fa', durante la seconda edizione della Fiera delle Arti Creative, lanciammo la proposta, a voce del giornalista Fabrizio De Jorio, di inserire Calcata e la Valle del Treja nei luoghi riconosciuti come beni dell'umanità dall'Unesco.
Ora il Consorzio Tiberina, del bacino fluviale del Tevere, di cui il fiume Treja è affluente, ha appena raggruppato un Comitato promotore per dichiarare l'intera valle del Tevere patrimonio culturale dell'UNESCO. La notizia mi rallegra molto e spero che anche l'ente Parco del Treja ed il Comune di Calcata vogliano aderire al Comitato suddetto. In modo da portare lustro al luogo e contribuire alla causa del riconoscimento culturale e paesistico, visto che Calcata è conosciuta nel mondo come luogo di cultura e di bellezza naturale....

Paolo D'Arpini


Comunicato Stampa del Consorzio Tiberina

"Occorre dare speranza alle nuove generazioni, e quella del fiume è un’ottima metafora dell’antideclino, dell’unione, della ripresa e perfino del bene comune": queste le parole di Mario Morcellini, direttore del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell’Università “La Sapienza” di Roma, al nostro Convegno del 10 novembre dal titolo “Tevere e regione Tiberina: dalla progettualità partecipata per la coesione sul territorio all’agenda di sviluppo”, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

Ed emerge con forza – come dal bell’articolo di Eleonora Farnisi su www.paesesera.it (Tevere Unesco)– l’importanza di pianificazione, prevenzione e valorizzazione del territorio attraverso progetti che sappiano mettere insieme progettualità e competenze, quasi in un vero e proprio concorso delle idee: basta seguire le vie dell’acqua, le vie del grande Tevere – che diventa metafora di unione, tradizione e condivisione –, per comprenderne appieno il grande valore.

Da più parti è stata condivisa l'idea che il Tevere e la regione Tiberina costituiscano un immenso patrimonio culturale e naturale: punto di riferimento, modello, identità dei popoli, eredità del passato da trasmettere alle generazioni future, non solo per il Centro Italia e per l'Italia, ma anche per l'Europa, il Mediterraneo e il Mondo intero, per l'eccezionale valore universale riconducibile ad ambiente, paesaggio, borghi e città, architettura, archeologia, storia, arte diffusa, spiritualità, tradizioni popolari, artigianato, prodotti della terra, etc.

E’ stata così lanciata la costituzione di un Comitato Promotore per la candidatura a Patrimonio dell’Umanità UNESCO, aperto a personalità della cultura, della società, della politica). Il processo fin dal principio è stato ideato in forma partecipativa, con una serie di ulteriori adesioni raccolte dapprima nel predetto Convegno, per poi procedere attraverso vari “canali”, compreso quello on-line.

Dunque, nei prossimi giorni, da apposita sezione istituita su www.unpontesultevere.com, chiunque potrà aderire a tale Comitato Promotore: speriamo in moltissimi ……!!! Come pure speriamo che media e altri soggetti vogliano raccogliere a loro volta le adesioni, in linea con lo spirito della Settimana UNESCO ESS 2011, appena conclusa, per la quale il Consorzio Tiberina (che ha sede principale a Roma) ha presentato il 50% del totale generale di progetti pubblici e privati approvati entro la Provincia di Roma per il Programma Nazionale di Iniziative.

Consorzio Tiberina – Agenzia di sviluppo per la valorizzazione integrale e coordinata del Bacino del Tevere, Via Marianna Dionigi, 17 – 00193 ROMA
[t] 063202087/0632500420 [f] 0632650283 [@] tiberina@unpontesultevere.com [w] www.unpontesultevere.com

Immagine del Fiume Treja, affluente del Tevere, che scorre sotto Calcata

martedì 25 ottobre 2011

Calcata, 1 novembre 2011 - Visita al Fosso del Peccato




CALCATA: PARCO VALLE DEL TREJA, ESCURSIONE AL FOSSO DEL PECCATO ED A PIZZO PIEDE, SUI RESTI DI UN ANTICO TEMPIO...


L’Associazione Culturale “Avventura Soratte”, in occasione della festa di Ognissanti, propone un’avvincente escursione autunnale nel Parco Valle del Treja. Attraverso un percorso immerso nella lussureggiante vegetazione dell’area protetta, in questa stagione ricca di colori, seguiremo il corso del Fosso del Peccato, che incide una spettacolare forra. Proseguiremo quindi verso il panoramico colle di Pizzo Piede, dove anticamente ...sorgeva un tempio, probabilmente dedicato ad Apollo, in diretta corrispondenza panoramica con il monte Soratte. Nei dintorni è possibile osservare numerose tombe a camera, alcune delle quali ancora in ottimo stato di conservazione. Al termine della passeggiata, adatta anche ai bambini, si consiglia di fare una visita a Calcata Vecchia, borgo arroccato su di una rupe tufacea (vedi foto) e Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, il cui centro storico è davvero incantevole.


Prenotazioni obbligatorie: 329.8194632 o info@avventurasoratte.com.

Programma riassuntivo:

ore 9.30: ritrovo al parcheggio di Calcata Nuova (VT);
ore 9.45: inizio escursione guidata;
ore 13.30: saluti.





Ass.ne Cult.le "Avventura Soratte"
Sant'Oreste sul Soratte (RM)
Web: www.avventurasoratte.com
E-mail: info@avventurasoratte.com
Cell: 329-8194632

lunedì 25 luglio 2011

Cronache ufficiali di un giorno di luglio a Calcata



22 luglio, in mattinata, c’è stato un collegamento in diretta tramite skype, di un importante programma della 1° rete televisiva giapponese con la piazza principale del borgo di Calcata. Sono stati documentati aspetti e attività del borgo, con interviste ad artisti e artigiani. In Giappone hanno così potuto godere delle straordinarie immagini del borgo, che hanno sorpreso e affascinato il pubblico televisivo nipponico.

In questa occasione è stata consegnata un’opera realizzata da Marijcke Van Der Maden, che da 26 anni vive e lavora a Calcata, che raffigura il famoso presentatore della trasmissione giapponese Gòjì Tokora.

“Abbiamo appreso in diretta che il programma ha avuto un grande successo in Giappone”, ha sottolineato Marijcke Van Der Maden. Il presentatore, sorpreso e riconoscente, si è congratulato con l’artista. “Fa molto piacere che tanti stranieri e non - continua Van Der Maden - scoprano il Borgo medievale di Calcata e rimangano ammirati dalla bellezza e l’autenticità dei luoghi e dalla storia millenaria di questo territorio.” Con una punta di polemica conclude: “I tesori della Tuscia, tanto apprezzati all’estero, devono trovare maggiore attenzione da parte delle autorità locali. La promozione e la valorizzazione di questo immenso patrimonio non può essere lasciata alla buona volontà dei singoli.”

Il borgo fa parte del Parco Regionale Valle del Treja, i cui uffici si trovano proprio nella piazza principale del piccolo centro: il classico “sprone tufaceo”, circondato dal verde e difeso dal fiume Treja.

“Il Parco è impegnato sempre più nella valorizzazione del territorio e nella promozione dei valori storico ambientali che lo caratterizzano - rassicura il Presidente dell’Ente Di Giovanni - ma per un’azione efficace e lungimirante è irrinunciabile il coinvolgimento di tutti, in particolare dei cittadini.”

sabato 19 febbraio 2011

Treia (Macerata) - 27^ “Festa dei Precursori” del Circolo Vegetariano VV.TT. dal 7 al 15 maggio 2011


Vista di Calcata lasciata


Paolo D'Arpini e sullo sfondo Treia trovata

Verso la fine di luglio del 2010 ho lasciato Calcata, "rapito" dalla mia amata Caterina Regazzi, e dal 3 agosto ho preso domicilio a Treia. Allora scrissi anche un articolo "Dal Treja a Treia" in cui annunciavo la partenza e lo spostamento dalle rive del Treja, il fiume che circonda Calcata, al monticello di Treia, in provincia di Macerata.

Con Macerata avevo già avuto a che fare in passato, nel dicembre del 1973 tornato dall'epico viaggio che mi aveva portato prima in Africa e poi in India, ove conobbi il mio Guru, Swami Muktananda, e convalescente, per via di un epatite che mi ero beccato mangiando troppi dolcetti a Bombay, non trovai di meglio che andare nell'albergo che mio padre gestiva in quella città e vi rimasi per una quindicina di giorni a riposo. Inutile qui raccontare i vari spostamenti successivi... fanno parte di un percorso lontano e misterioso, sta di fatto che il destino mi ha fatto tornare nella provincia di Macerata, forse per finirci i miei giorni come avvenne a mio padre, le cui spoglie riposano nel cimitero maceratese...

Ma non voglio "prevedere" alcunché, il passato è conosciuto ed il futuro è ignoto, per cui mi limito oggi a rivedere alcuni aspetti del mio trasferimento, e lo farò tirando fuori da un vecchio cassetto un articolo ed un paio di lettere che testimoniano il mio vivere vegetariano e naturista a Calcata. Una testimonianza preziosa dei primi anni, quando il Circolo era in gestazione….. Ero giunto a Calcata verso il 1975/76, primo di un gruppetto di amici e parenti, ed ero già vegetariano ed oltre ad occuparmi di teatro, canti sacri, yoga e mostre d’arte (la prima galleria di Calcata fu da me fondata nel 1978 e si chiamava Depend’Arp) organizzavo anche pranzi all’aperto, ovviamente vegetariani, e con ciò iniziai -di fatto-quello che poi divenne il Circolo Vegetariano VV.TT.

Anche all'inizio usavo il sistema di “ognuno porta qualcosa” e talvolta, se non c’era spazio nella piazzetta di Porta Segreta, dove abitavo, andavamo nella piazzetta di San Giovanni, sui gradini altissimi della chiesa dove oggi c’è un piccolo museo d’arte contadina, oppure fuori porta dove c’era un ristorantino che ci accoglieva come ospiti a “mezzo-servizio”. Fausto Aphel, il proprietario, come noi un nuovo venuto in spirito pionieristico, ci preparava panini con insalata e formaggio prodotti da lui stesso. Il pomeriggio si andava a bere la cioccolata calda in un altro localetto, aperto da Giovanna Colacevich, la Latteria del Gatto Nero (ci lavorò pure il giovane Vittorio Marinelli), che a volte ospitava i nostri incontri estemporanei…. E così capitò che un bel giorno venne a trovarci Anna Maria Pinizzotto, giornalista del Paese Sera, la quale aveva ricevuto l’invito, da un comune amico e suo collega, Roberto Sigismondi, per “venire conoscere la realtà alternativa di Calcata ed il nostro programma de "La Due Giorni Vegetariana”. Emozionato per l’importanza ricevuta le fui al fianco per un’intera giornata (anche perché era una donna affascinante) e fra una chiacchiera e l’altra ne sortì fuori questo magico articolo che segue…

Domenica ‘vegetariana’ a Calcata, paese museo.

Un pugno di case rosate su una roccia di tufo. Un paese che attualmente non ospita più di cinquanta anime, e nel passato ne ospitava poche di più. Calcata (con l’accento sulla seconda) è un paesino medioevale rimasto miracolosamente intatto in uno spazio naturale molto bello. E’ circondato da colline verdi, ai suoi piedi scorre un ruscello limpido e nelle viscere si aprono grotte ed antri. Da qualche anno è diventato meta di naturisti, vegetariani, amanti dello yoga che hanno deciso di trasformarlo in un’oasi di raccoglimento. Una oasi facilmente raggiungibile. Calcata è a circa sessanta chilometri da Roma, in provincia di Viterbo. L’idea di fare del piccolo paesino arroccato su un picco di tufo un punto di riferimento stabile per chi ama la cucina alternativa e le passeggiate ecologiche è venuta ad un gruppo di romani che si è trasferito stabilmente a Calcata.

“L’idea era quella di fare una due giorni vegetariana -dice Giovanna Colacevich fondatrice della Latteria del Gatto Nero- Sabato e Domenica a Calcata per chi ama la natura e la pace. Nel programma è compresa la colazione, il pranzo ovviamente vegetariano, la merenda, una passeggiata guidata ed una conferenza su yoga e vegetarismo. Il costo è di lire cinquemila e -dimenticavo- comprende anche uno spettacolo in piazza dei Vecchi Tufi, un gruppo teatrale di Calcata”. Intanto Giuseppe, co-fondatore della Latteria, si muove con agilità tra i fornelli, tra una crepe e l’altra. Il loro locale è posto ai limiti della minuscola piazza del paese, dove si affaccia una chiesetta in cui si conserva il prepuzio di Cristo (così narra la leggenda).

All’ingresso del paese, invece, c’è la trattoria di Fausto Aphel esperto cuoco che a Roma aveva una trattoria alternativa prima di trasferirsi a Calcata. Ma il personaggio più singolare, attorno al quale ruota tutta l’organizzazione, è Paolo D’Arpini. Anche lui, come la pittrice Simona Weller, ha scelto Calcata come residenza definitiva. La pace del luogo non rovinata ancora da nessun prodotto del consumismo, gli ricorda le verdi valli dell’India dove ha soggiornato per molto tempo. E’ lui che guida la passeggiata ecologica, che parla di vegetarismo e di Siddha Yoga.

Alle ore 16 di Domenica, dopo un infuso di liquirizia offerto da Paolo, una piccola spedizione parte per fare il giro della rocca, quattro cinque chilometri di percorso. La discesa è impervia, sono circa trecento metri fra sassi, fango e rifiuti.

“La chiamo ecologica -spiega Paolo- perché voglio che la gente rifletta sul consumismo. Lattine, buste di plastica, cartacce. Alcuni paesani usano questo dirupo per scaricare i loro rifiuti. Quanti rifiuti produce una città come Roma? Dove vanno a finire?”. Una ragazza olandese si è portata dietro un coltello, “non si sa mai, è per le vipere”. Paolo cammina avanti e con il bastone si fa largo. Il viottolo scavato nel bosco consente appena il passaggio di una persona magra. Si guada il ruscello su un antico ponte di legno che si è adagiato sul fondo. Le assi di legno, ricoperte di paglia, sono oblique e c’è chi teme di cadere nell’acqua, fredda, ma poco profonda. In una minuscola spiaggia si fa tappa. C’è chi tenta invano di trovare cocci etruschi nell’acqua. Nella zona sono state scoperte alcune necropoli.

“Io parlo soprattutto dell’aspetto fisiologico degli alimenti -dice Paolo- con i cibi correnti è difficile mantenere il corpo in buona salute. La carne è ricca di tossine. Gli animali sono ingrassati con mangimi chimici e durante l’agonia le ghiandole secernono tossine che si fissano nelle cellule. Se nel mondo si scegliesse il vegetarismo non ci sarebbe più la fame. Il cibo sarebbe sufficiente per tutti. Noi dobbiamo vivere in armonia con il mondo e lasciarlo integro ai nostri figli”.
La spedizione riprende il cammino tra cornioli e prugne selvatiche e alberi di nocciole. Ai margini del viottolo crescono già i ciclamini. Seconda tappa una sorgente di acqua ferruginosa dove ci si disseta. Si riattraversa il ruscello, questa volta sugli scogli, e si risale la scarpata dalla parte opposta dove esisteva il lavatoio. Stanchi e sudati arriviamo in piazza mentre un gruppo di giovani sta ascoltando un ragazzo che suona la chitarra. La spedizione si scioglie, chi corre alla latteria per rifocillarsi, chi segue Paolo che scende in una grotta per fare meditazione e cantare mantra.

Al calare del sole avrebbero dovuto apparire I Vecchi Tufi di Calcata con le stupende maschere create da Wilton Sciarretta. Ma Sciarretta, che è anche il regista del gruppo, è caduto da una rupe proprio mentre provava la commedia che doveva allietare i vegetariani. E’ ora ricoverato all’ospedale con una spalla rotta. E’ calato il buio. Nella piccola piazza siedono come in un salotto gli abitanti di Calcata e i turisti. I primi, subito dopo cena andranno a dormire. A Calcata non ci sono cinema e teatri e pochi hanno la televisione. I secondi, quasi tutti romani, si immergeranno nel traffico caotico della via Flaminia e torneranno alla vita cittadina con il rimpianto di una domenica alternativa trascorsa in un paese-museo.
(Anna Maria Pinizzotto – 13 Settembre 1979, Paese Sera)

A commento dell'articolo, nel frattempo pubblicato nel sito del Circolo, il 4 ottobre del 2008 ricevetti una lettera di Nico Valerio:

Una permanenza mancata

Quando i naturisti erano naturisti e io ero già vegetariano da anni. Insomma, prima dell’era Portoghesi e dei vip snob saccenti e con la erre moscia che da Campo de Fiori accorsero a colonizzare Calcata. Senza pensare che lì avrebbero poi dovuto viverci… Beh lì, proprio nella piazzetta del Prepuzio, dissi stoltamente o saggiamente no a chi mi voleva quasi regalare una casetta cadente nel borgo antico… Ma andiamo con ordine.

L’articolo della Pinizzotto mi ha riportato di colpo ai felici anni Settanta, un’età lontana, pensate: pre-Aids, pre-Asdl, pre-telefonini (eppure, al contrario di oggi, avevamo sempre tante cose da dirci), pre-immigrazione, pre-porte blindate. Nei paeselli di tutt’Italia le donne lasciavano la chiave nella toppa (spesso le porte dei paesi non avevano maniglia: troppo costosa). Tutti vivevano con finestre e porte aperte.

Dell’articolo di Paese Sera mi ha colpito l’uso corretto del termine “naturista”, come salutista, igienista, chi vive secondo sistemi di vita naturale. Uso che purtroppo si è perso. Oggi sarebbe impensabile: siamo tornati indietro come cultura nei e dei giornali (lo usano ipocritamente, sia i giornalisti sia gli stessi nudisti, che è grave, come eufemismo per non dire nudista). Ebbene, il mio amarcord è che la diffusione di quell’uso si doveva, in quegli anni che solo ora sappiamo che erano felici, soprattutto alla mia azione diuturna di propaganda: comunicati giornalieri, articoli, libri e divulgazione. Quattro anni prima avevo infatti fondato la Lega Naturista, primo club italiano a usare questo aggettivo per denotare tutti i rapporti uomo-natura. E la Lega, come un partito, faceva ogni giorno qualcosa (denunce, eventi, proteste, appelli: copiavo dai radicali, presso i quali avevo la sede). Perciò ero conosciuto nelle Redazioni, dove avevo molti proseliti (anche Paese Sera, che aveva recensito benissimo la mia Alimentazione Naturale). Erano tempi in cui i giornalisti avevano un’anima, avevano idee personali, come persone normali. E potevano scrivere tutto. Non come oggi. Lo so perché ero giornalista io stesso, e conoscevo i miei polli.

Già vegetariano da molti anni, dal 1 gennaio 1970, conobbi dopo poco Calcata. E li passavo tutti i fine anno. E come guida escursionistica, col mio gruppo esplorai tutti gli anfratti, fossi, roveti, boschi, ruscelli, all’intorno. Tante volte all’inizio dell’estate abbiamo fatto il bagno nelle anse più profonde del Treja, quando era pulito e non frequentato da nessuno. Là sotto ho fatto scorpacciata di crescione selvatico (credo che con l’inquinamento non ci sarà più: è molto sensibile).

Ero così avventuroso che una volta d’inverno ci trovammo totalmente accerchiati – com’è come non è – da rovi spinosissimi fittissimi e alti 2 metri. Invalicabili. Ne uscimmo 2 ore dopo con ferite, strappi e punture varie..:-). Altro ricordo, una speculazione mancata, anzi rifiutata con sdegno. Da buon idealista e razionalista mancai l’occasione della mia vita. Un amico mi propose di comprare una casetta malandata ma abitabile a picco sullo strapiombo. Costava così poco che pur non avendo soldi potevo permettermela.

Da buon razionalista, però, feci notare che la rupe era stata dichiarata pericolante e che nessuna licenza veniva più concessa, Il sindaco aveva minacciato di far sgomberare l’intera rupe. E io da naturista ed ecologista non volevo speculare su un degrado geologico con un furbo “fatto compiuto”. Ho sempre odiato i furbi all’italiana (o alla romana) che poi chiedono il condono. E poi perché “buttare” i miei soldi, anche se pochi? E ancora, da anticonformista non volevo fare il classico cittadino che si trasferisce al paesello per incontrarvi tutti i romani che aveva lasciato a Campo de Fiori.

E poi mi spaventavano da single le lunghe noiose serate. Ancor oggi, penso che, a meno che tanti giornalisti e scrittori non l’abbiano chiesto con una petizione, non ci sarà la Adsl. E infine ero e sono dell’idea naturista alla Thoreau che o si vive nella natura selvaggia (capanna nel bosco lontano almeno 2 km da un centro abitato, il mio ideale, oppure è meglio stressarsi in modo stimolante nel caos d’una città, dove come in una foresta non c’è controllo sociale, E paradossalmente sei libero. Ma la via di mezzo del villaggio, con il fiato sul collo dei vicini, che nei paesini sono davvero vicini, curiosi, criticoni, sarebbe stata per uno spirito libero come me davvero insopportabile. E alla lunga, se non opportunamente stimolati, i single intellettuali nei villaggi si rincoglioniscono. Per tutti questi motivi, proprio sulla piazzetta della chiesa del prepuzio, da stoltamente anti-furbo e onestamente razionale, dissi di no.

Non potevo immaginare che la gente è irrazionale, cioè furba, e che dopo l’arrivo di un famoso architetto e di tanti giornalisti, scrittori, artisti e intellettuali da Roma e dall’estero, la rupe prima cadente sarebbe stata miracolosamente sanata. I vip sono taumaturgici anche per l’equilibrio geologico… Ora con la sommetta che mi chiedevano per la proprietà d’una casetta di tufo di 2 piani, ci pagherei al massimo un mese di affitto d’una stalla fuori paese. Ciao e grazie del ricordo.
(Nico Valerio)

E per delucidare meglio la situazione ecco il mio commento al commento

Nico Valerio, un nome storico del vegetarismo in Italia ci ha raccontato con enfasi il suo “non esser diventato calcatese”…. Peccato, dico io, sarebbe stata una bella prova avere assieme Nico Valerio e Paolo D’Arpini in questo scricciolo di paese…. Magari sarebbe stato un po’ stretto per due calibri di tal fatta ma le scintille avrebbero sicuramente illuminato il mondo….

Ho conosciuto a Roma, credo nel 1974 o '75, Nico quando presentò il suo libro sulla dieta vegetariana in una libreria di Viale Manzoni, a quel tempo io abitavo in Via Emanuele Filiberto. Egli però non era segnato nell’akasha di Calcata e quindi capitò che ci vedessimo solo raramente da allora. Ma abbiamo sempre collaborato, ricordo ad esempio il grande meeting vegetariano all'Arancera di Roma su “Ecologia profonda, alimentazione naturale, spiritualità senza frontiere” del 2 e 4 ottobre 2009, a cui anch'egli intervenne.

http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=Ecologia+profonda%2C+alimentazione+naturale%2C+spiritualit%C3%A0+senza+frontiere

All'incontro parteciparono tutti gli altri vegetariani storici, in primis Edoardo Torricella (penso che sia il primo in assoluto in Italia avendo egli festeggiato il 50° anno di vegetarismo a Calcata nel 2008), Franco Libero Manco, Ciro Aurigemma, Massimo Andellini, Marinella Correggia e tanti altri.

Manuel Olivares, fondatore di Vivere Altrimenti, nel frattempo, mi hanno chiesto di scrivere un libro sul movimento vegetariano e credo che dovrei farlo assieme a tutti questi amici (vegetariani e non) che hanno condiviso con me l’esperienza da “rompighiaccio” in Italia. Assieme abbiamo fatto “storia” ed ora scriviamola (questa storia) sempre assieme!!

Infine, eccomi al dunque, ogni anno per festeggiare la nascita del Circolo vegetariano VV.TT. facciamo festa, “La Festa dei Precursori", e quest'anno per la prima volta l'evento si svolgerà nella nuova residenza di Treia, dal 7 al 15 maggio 2011. Colgo l'occasione per invitare tutti i precursori superstiti a questa grande kermesse...

Programma di massima e presentazione:
Creando un “appeal” per la grande celebrazione Caterina Regazzi e Paolo D’Arpini invitano tutti gli amici vecchi e nuovi ad affrontare un’avventura meravigliosa da condividere e da raccontare….

Maggio a Treia: 27° anniversario del Circolo vegetariano VV.TT. – Fioriscono le rose, Wesak, Calendimaggio, Beltane…. dal 7 al 15 maggio 2011, nell’antica città dedicata a Trea / Iside

In occasione del 27° anniversario della fondazione del Circolo Vegetariano VV.TT. e per inaugurarne la nuova sede, si terranno a Treia (Macerata) alcuni giorni di celebrazioni ed eventi culturali e ludici.

Maggio è il mese dedicato tradizionalmente alla Madonna (Grande Madre), ai matrimoni, alla fioritura ed alla bellezza della natura, il segno zodiacale relativo è quello del Toro, in occidente, e del Serpente in Cina, simboli di saggezza e conoscenza. Inoltre ci troviamo in prossimità del Wesak, ovvero la nascita del Buddha, e del Calendimaggio. Perciò da parecchi anni celebriamo la festa di Maggio (verso i primi del mese), chiamata anticamente Beltane, ovvero il periodo situato a metà fra l’equinozio di primavera ed il solstizio estivo (astronomicamente il giorno corretto è il 5 maggio).

Quest’anno i festeggiamenti iniziano dal 7 maggio e comprendono vari aspetti della conoscenza della natura e della vita, in particolare ci occuperemo di cure naturali, agricoltura biologica, alimentazione bioregionale, spiritualità della natura, canti armonici e passeggiate erboristiche. L’antica città di Treia conservava la tradizione matristica, sotto forma di culto alla Dea Iside, che poi si trasformò in venerazione della Madonna Nera. La prerogativa dei questa fede è quella di mantenere la vicinanza fra l’uomo e la natura, nel riconoscimento che la natura stessa è la nostra casa e la matrice di ogni vita.

Quest’anno in particolare si terrà, il primo giorno, il 7 maggio 2011, una tavola rotonda sul tema: “Cure naturali, agricoltura biologica, alimentazione bioregionale e spiritualità ed arte della natura”, compresa la presentazione di libri in tema, e per l’occasione sono invitati esperti naturopati ed erboristici, chimici, psicologi, dietisti, rappresentanti dei consumatori e specialisti in agricoltura ecologica per un necessario dibattito e confronto sulle varie discipline e su come poter mantenere l’organismo e l’ambiente in buona salute. L’incontro sarà allietato anche da esibizioni poetiche e canore e da letture sulla tradizione contadina e dalla proiezione di diapositive.

Interventi Previsti:
Proiezioni in continuo di immagini sull’agricoltura contadina di Nazareno Crispiani
Benvenuto del Sindaco Luigi Santalucia e degli Amministratori Comunali
Saluto del Presidente Accademia Georgica, prof. Carlo Pongetti
Avv. Vittorio Marinelli, pres. European Consumers
Prof. Benito Castorina, docente Economia Agraria
Dr.ssa Milena Auretta Rosso, iridologa e naturopata
Signora Sonia Baldoni, erborista
Signora Lucilla Pavoni, scrittrice
Geologo Stefano Panzarasa, scrittore e musicista
Dr. Giorgio Vitali, chimico farmaceutico
Dr.ssa Caterina Regazzi, medico veterinario
Moderatore: Paolo D’Arpini.

Il secondo giorno, domenica 8 maggio 2011, saremo invece sul campo per apprendere i rudimenti dell’erboristeria e del riconoscimento delle erbe spontanee commestibili, a cura di Sonia Baldoni, al termine si potrà partecipare ad un semplice laboratorio per la preparazione di prodotti erboristici, soprattutto derivati dai petali di rosa che in questo momento dell’anno abbondano. Nello stesso giorno potremo condividere il cibo bioregionale vegetariano da ognuno portato, in un simposio conviviale. E’ previsto anche un momento di sharing matristico, con Antonio D'Andrea, sulle esperienze “casalinghe” da ognuno vissute, l’esecuzione di canti armonici ed una concentrazione collettiva.

Inoltre l’8 maggio si inaugura una mostra d’arte, sul tema trattato, nella nuova sede del Circolo vegetariano VV.TT. di Treia in Via Sacchette, 15/a (Vicino Porta Mentana o Montana)

La mostra resterà aperta sino al 15 maggio 2011.
Fra gli artisti che espongono si notano: Domenico Fratini, Renata Bevilacqua, Orietta Duca, Daniela Spurio e diversi altri.

La manifestazione si svolge con la partecipazione ed il patrocinio morale del Comune e dell’Accademia Georgica di Treia.

Ed ora, per contraltare con la storia su Calcata, voglio pubblicare (scusate la lunghezza dell'intera memoria..) l'articolo che un'altra donna, la professoressa Antonella Pedicelli, affascinante e culturalmente preparata, ha scritto su Treia:

Andare a Treia? No problem.. basta offrire un po’ di sana pubblicità, sperando che la voglia di “viaggiare” insita dentro ciascun libero “esploratore” di questo nostro splendido Universo, si lasci catturare amichevolmente dalle nostre parole, rivolte, con immenso piacere, alla piccola e speciale cittadina di Treia!

La Storia di Treia

380 a.C. circa, il primo insediamento, ad opera dei Piceni o dei Sabini, è lungo un ramo della via Flaminia a circa due km dall’attuale centro storico. Il luogo diventa colonia romana e prende nome da un’antica divinità, Trea.
II sec. a. C., Treia diventa municipio romano.
X sec. (inizio), gli abitanti della Trea romana, per sfuggire ai ripetuti saccheggi, individuano un luogo più sicuro sui colli e costruiscono il nuovo borgo che prende il nome di Montecchio, da monticulum, piccolo monte.
XIII sec., Montecchio si dota di un sistema difensivo comprendente una possente cinta muraria e si allarga fino a comprendere tre castelli edificati su tre colli, Onglavina, Elce e Cassero. Nel 1239 è assediata dalle truppe di Enzo, figlio naturale di Federico II, e nel 1263 da quelle di Corrado d’Antiochia, comandante imperiale che viene catturato dai treiesi.
XIV sec., Montecchio passa alla signoria dei Da Varano e poi a Francesco Sforza. 1447, posta dal Pontefice sotto il controllo di Alfonso d’Aragona, Montecchio viene in seguito ceduta da Giulio II al cardinale Cesi, e da allora segue le sorti dello Stato della Chiesa. 1778, si apre la prima sezione pubblica dell’Accademia Georgica dei Sollevati, importante centro culturale ispirato ai principi dell’Illuminismo.
1790, il Pontefice Pio VI restituisce al luogo l’antico nome di Treia, elevandolo al rango di città. Il mistero dell’infinito… Mura turrite che evocano il Duecento, ma anche tanti palazzi neoclassici che fanno di Treia un borgo, anzi una cittadina, rigorosa ed elegante, arroccata su un colle ma razionale nella struttura. L’incanto si dispiega già nella scenografica piazza della Repubblica, che accoglie il visitatore con una bianca balaustra a ferro di cavallo e le nobili geometrie su cui si accende il colore del mattone. E questo ocra presente in tutte le sfumature, dentro il mare di verde del morbido paesaggio marchigiano, è un po’ la cifra del luogo. La piazza è incorniciata su tre lati dalla palazzina dell’Accademia Georgica, opera del Valadier, dal Palazzo Comunale (XVI-XVII sec.) che ospita il Museo Civico e dalla Cattedrale (XVIII sec.), uno dei maggiori edifici religiosi della regione. Dedicata alla SS. Annunziata, è stata costruita su disegno di Andrea Vici, discepolo del Vanvitelli, e custodisce diverse opere d’arte tra cui una pala di Giacomo da Recanati. Sotto la panoramica piazza s’innalza il muro di cinta dell’arena, inaugurata nel 1818 e poi dedicata al giocatore di pallone col bracciale Carlo Didimi.

Da Porta Garibaldi ha inizio l’aspra salita per le strade basse, un dedalo di viuzze parallele al corso principale e collegate tra loro da vicoli e scalette. Qui un tempo avevano bottega gli artigiani della ceramica. Continuando per la circonvallazione, a destra la vista si apre su un panorama di campi rigogliosi e colline ondulate. L’estremo baluardo del paese verso sud è la Torre Onglavina, parte dell’antico sistema fortificato, eretta nel XII secolo. Il luogo è un balcone sulle Marche silenziose, che abbraccia in lontananza il mare e i monti Sibillini.

Entrando per Porta Palestro si arriva in piazza Don Cervigni, dove a sinistra risalta la chiesa di San Michele, romanica con elementi gotici; e di fronte, la piccola chiesa barocca di Santa Chiara con la statua della Madonna di Loreto: quella originale, secondo la tradizione. Proseguendo per via dei Mille, si attraversa il quartiere dell’Onglavina che offrì dimora a una comunità di zingari, al cui folklore si ispira in parte la Disfida del Bracciale. Dalle vie Roma e Cavour, fiancheggiate da palazzi eleganti che conservano sulle facciate evidenti tracce dei periodi rinascimentale e tardo settecentesco, e denotano la presenza di un ceto aristocratico e di una solida borghesia, si diramano strade e scalinate. Nell’intrico dei palazzi, due chiese: San Francesco e Santa Maria del Suffragio. E tra di esse, un curioso edificio: la Rotonda. Nei pressi, la casa dove visse la scrittrice Dolores Prato, ricordata da una lapide, e il Teatro Comunale, inaugurato il 4 gennaio 1821 e dotato nel 1865 di uno splendido sipario dipinto dal pittore romano Silverio Copparoni, raffigurante l’assedio di Montecchio. Il soffitto è decorato con affreschi e motivi floreali arricchiti nel contorno da ritratti di letterati e musicisti; la parte centrale reca simboli e figure dell’arte scenica.

Si può lasciare Treia uscendo dall’imponente Porta Vallesacco del XIII secolo, uno dei sette antichi ingressi, per rituffarsi nel verde. Resta da vedere, in località San Lorenzo, il Santuario del Crocefisso dove, sul basamento del campanile e all’entrata del convento, sono inglobati reperti della Trea romana, tra cui un mosaico con ibis. Qui sorgeva l’antica pieve, edificata sui resti del tempio di Iside. Il santuario conserva un pregevole crocefisso quattrocentesco che la tradizione vuole scolpito da un angelo e che, secondo alcuni, rivela l’arte del grande Donatello.
(Notizie originali raccolte da Antonella Pedicelli)

Vi saluto e vi aspetto!
Paolo D’Arpini, presidente Circolo vegetariano VV.TT.
Via delle Sacchette, 15/a – 62010 Treia (Macerata)
Tel. 0733/216293 – circolo.vegetariano@libero.it

domenica 9 agosto 2009

"Affaire rave party di Monte Gelato" - Ragguagli sui fatti e lettera anonima ricevuta su Contatti dal VV.TT di Calcata

Messaggio del 9 agosto 2009:

Per una "par condicio", pubblico in questo blog la corrispondenza odierna intercorsa sull'affaire dello "squallido rave party" di Monte Gelato, che si è svolto dal 31 luglio al 3 agosto 2009, ma i cui strascichi continuano:


9 agosto 2009. Al Signor Presidente della Repubblica.
Faccio seguito alla precendete Lettera a Lei inviata, gentile Signor Presidente della Repubblica, in data 1 agosto 2009 (http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/08/01/1-agosto-2009-%e2%80%93-rave-party-micidiale-a-monte-gelato-gli-animali-e-gli-umani-nella-valle-del-treja-impazziscono-per-la-%e2%80%9cfesta%e2%80%9d-autorizzata-da-chi/), per ragguagliarLa sui fatti, anche in seguito alla mail anonima oggi ricevuta, che segue in coda dabbasso.
In Lei, Signor Presidente, riponiamo una speranza di Giustizia, ed a Lei ci appelliamo!

Distinti saluti, Paolo D'Arpini

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Testo del messaggio inviato:

Ho ricevuto questa mail non firmata (salvo un fantomatico nick name "soldatojane") in cui si protesta contro la protesta per il "rave party" di Monte Gelato. Ho la sensazione che codesto signore sia direttamente coinvolto nel rave, in quanto esprime pareri che presuppongono la conoscenza dall'interno. Anche se questi "fatti" come da lui esposti (leggere dabbasso) cozzano con la verità:

1) i rumori dei bassi sicuramente fuori dai decibel consentiti sono giunti sino a Calcata Nuova ed anche a Faleria, tutti gli abitanti possono testimoniare.

2) Il comune di Mazzano ha consentito il "rave party" malgrado il parere contrario del Parco del Treja e del TAR Lazio.

3) I motivi per cui sono state concesse le autorizzazioni sembrano collegati al fatto che, malgrado il parco avesse tentato di bloccare la prevendita dei biglietti effettuata su internet, ciò non è stato possibile e gli organizzatori si sono fatti forti della prevendita già effettuata all'estero di 1400 biglietti per cui quegli "utenti" sarebbero comunque scesi a Mazzano e se non vi fossero state concesse le autorizzazione ciò avrebbe comportato gravi problemi di ordine pubblico (con interventi obbligati della forza pubblica etc.) Infine i "visitatori" del rave si stimano in almeno 7.000 persone, fra accampati ed occasionali, comunque tutti in qualche forma "paganti" o "consumanti" negli spacci organizzati all'interno della struttura adibita a camping, (ma priva delle opportune autorizzazioni di legge).

4) Non è assolutamente vero che gli abitanti del luogo, di Mazzano e Monte Gelato, abbiamo goduto la musica infatti risulta che sono state fattte decine di segnalazioni alla forza pubblica ed anche denunce penali.

5) E' però vero che una parte della popolazione di Mazzano è stata favorevole allo squallido evento del "rave party" massimamente in seguito al coinvolgimento economico di una qualche natura.

6) Che il signor "soldatojane" già preannunci l'attuazione di un prossimo "rave party" significa che è informato sui fatti e quindi, viste le denunce in corso, dovrebbe risponderne alle autorità che stanno indagando sull'evento.

7) In effetti non si è trattato di un vero e proprio "rave party", in quanto i "rave" presuppongono l'improvvisazione e non considerano necessario il pagamento di un ticket. In questo caso di Monte Gelato si è trattato di un vero e proprio "affare commerciale", con prevendita di biglietti prima ancora di aver ricevuto le necessarie autorizzioni e con incassi che globalmente e prevedibolmente hanno superato le centinaia di migliaia di euro. Il tutto a scapito della popolazione circostante e del Parco del Treja ed al solo vantaggio degli organizzatori (da voci raccolte pare siano imprenditori del casertano...) e di chi è stato "integrato" nell'affare (i proprietari del terreno, etc. etc.).

8) La Regione Lazio, nella veste dell'assessorato Ambiente ha anch'essa espresso parere negativo che simili manifestazioni rumorose e nocive per l'ambiente possano essere ripetute all'interno o nei precinti di un parco regionale.

9) Chiunque, "soldatojane" compreso, difenda simili operazioni distruttive per l'habitat ed antisociali è evidentemente colluso....

10) Il comitato per la difesa della Valle del Treja costituentesi in questi giorni, compirà tutti i passi necessari per evitare che simili "rave party" o simili "affari" vengano svolti nel territorio della valle, che è invece preposto alla tutela degli animali e della natura, e non è quindi idoneo a ricevere concentrazioni di migliaia di persone bivaccanti che emettono rumori al di sopra di ogni decibel consentito (per legge i decibel consentiti in un parco sono gli stessi consentiti in aree ospedaliere, ovvero praticamente nulli!).

Grazie per la lettura e per l'attenzione prestata, Paolo D'Arpini

P.S. Per quanto concerne la lamentela di "soldatojane" in merito al parcheggio abusivo sulla provinciale calcatese, giro questa mail al Comune di Calcata ed ai CC di Civita Castellana per competenza.

P.P.S. Avrei anche pubblicato sul sito del Circolo Vegetariano il messagio ricevuto da "soldatojane" se fosse stato debitamente firmato.... ma siccome non lo è mi limito a pubblicarlo su questo "blog alternativo" per mantenere comunque una par condicio sulle opinioni contrastanti.

................

Messaggio ricevuto da "soldatojane" oggi:

Un nuovo messaggio proveniente dal Modulo Contatti del sito www.circolovegetarianocalcata.it
============================================
Inviato il: 9 August 2009
Dalla pagina: /contatti/
Da: ugo - soldatojane@email.it - (IP: 195.81.20.3)


------------------------Dati contatto----------------------

Nome: ugo
Email: soldatojane@email.it
Website: http://
Telefono:

--------------------Il testo del messaggio-----------------


Messaggio:
Io vivo nel territorio del parco della valle del treja esattamente a mazzano romano !!! Ho letto con molta attenzione i suoi commenti sul \"rave\" (termine improprio usato solamente da lei ) e credo che le sue lamentele siano del tutto esagerate infondate e fuoriluogo.La invito per tanto ad andare negli uffici comunali di Mazzano Romano per constatare di persona che le autorizzazioni della prefettura ,questura,asl,carabinieri e comune ci sono tutte !!! Per quanto riguarda i rumori molesti della musica \"satanica \" posso dirle che forse satana stesso li ha dirottati tutti su calcata visto che noi mazzanesi abbiamo dormito sonni tranquilli senza bisogno di batuffoli di bambagia .Credo piuttosto che lei dovrebbe preoccuparsi ed interessarsi del problema irrisolto ormai da anni delle macchine parcheggiate abusivamente sulla strada di fronte calcata vecchia , luogo questo situato all\'interno del parco che infastidiscono oltre tutti gli esseri umani che passano di li\' anche tutti gli animali ,e non per soli 4 giorni ma da anni ormai .La saluto invitandola a partecipare alla prossima manifestazione \"sonica reloaded \" per constatare che la musica e soprattutto i paetecipanti non sono satanici ma gente che si vuole divertire amando la natura.
Molto piu\' di lei !!!