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domenica 8 gennaio 2012

Lotta sindacale e conflittualità permanente... stop al calarsi le braghe!

"Calata di braghe ed inforcartura di occhiali... per la concertazione.." (Saul Arpino)

Dal 1993, con il famigerato e nefasto accordo sul costo del lavoro, Cgil, Cisl ed Uil aprivano la stagione della "concertazione". Ovvero, da quel momento in poi, si rinunciava alla natura prettamente conflittuale del rapporto padrone (anche pubblico) - dipendente vigente dalla abolizione della Socializzazione fascista del 1945. Conflittualità che, avendo come base la domanda dei sindacati e l'offerta del padronato, trovava alla fine una sintesi nella stipula dei Contratti Collettivi di Lavoro.

Pur anche tra scontri vivaci e tensioni sociali . In sintesi : si lottava duramente ma, alla fine, qualcosa di buono si portava a casa. Nessuno nega che, pur nella differente visione ideologica e partitica anche dei sindacati, tutto sommato ancora si difendessero i lavoratori oltre alle posizioni di potere della "casta resistenziale". Vi erano stati preoccupanti scricchiolii come la abolizione
della scala mobile e la marcia dei 40.000 fedelissimi di Agnelli , ma la
perfezione non è certo di questo mondo.

Ma ecco che, improvvisamente , uscì fuori la necessità sindacale di "concertare". Cosa assolutamente diversa dal co-gestire e pure dal com-partecipare . E cosa occorreva , da quel 1993 fino ad oggi , concertare ? Tutti gli aspetti più deteriori che , per i padroni di allora e di sempre con i politici loro servi , impedivano di "tenere sotto controllo le dinamiche salariali" . In soldoni necessitava che lavoratori dipendenti e pensionati non avessero più la possibilità di avanzare , con la lotta sindacale , la richiesta di aumenti salariali non migliorativi delle condizioni di vita , ma neppure conservativi delle stesse . Infatti la introduzione della "inflazione programmata" tagliò da subito retribuzioni e pensioni ed il differenziale non venne mai più recuperato. Il bello (si fa per dire) è che , per rafforzare questo patto scellerato con il padronato pubblico e privato , si introdussero una serie di amnicoli funzionali per eliminare od emarginare quanti "non ci stavano".

Ecco allora gli sbarramenti per la rappresentatività con abolizione di fatto delle Rsa . Senza contare le leggi anti-sciopero emanate , con il consenso di Cgil, Cisl, Uil (e pure Ugl) che sono degne di questo regime.

Perchè le "grandi" Confederazioni iniziarono l'era della "concertazione" ?
Mah , all'epoca si parlò del baratto con i Caf ed i Centri Servizi. Si potrebbe pure guardare però alla foltissima presenza degli esponenti sindacali di regime in tutti i posti di sottogoverno immaginabili. E, per non andare lontano, anche alla carriera politica di tutti , dicesi tutti, i segretari pro-tempore di Cgil , Cisl , Uil ed Ugl.

Il tutto , anche se esposto sommariamente , ci ha portato al vero e proprio disastro di oggi . Dove lavoratori e pensionati ( assieme alle categorie più deboli della società quali disoccupati, precari , cassintegrati, donne, bambini, anziani ed intere famiglie ) sono effettivamente sul baratro della fame.

E che , se non vogliono precipitare giù con la spinta dei professoroni e dei loro complici politici , hanno un tentativo da provare . Quello di pretendere dalle Organizzazioni Sindacali , tutte , la riscoperta della antica e meritevole capacità di lotta. Dura e senza paura.

Disdetta di tutti gli accordi "concertativi" finora stipulati che , peraltro, non vengono neppure rispettati dalle controparti . Ritorno immediato alla Conflittualità permanente in tutti i posti di lavoro e lì dove il lavoro non c'è o viene malpagato e sfruttato . Il Sindacato dovrebbe essere la struttura sociale più vicina al Popolo.

Che il Popolo torni a poter contare davvero su di esso per chiedere lavoro, salario minimo garantito, pensioni e retribuzioni al netto della inflazione effettiva ed in linea con quelle europee, salvaguardia dello stato sociale, infrastrutture degne di uno stato moderno, servizi alla altezza delle tasse pagate. Chi dovrà pagare? Le caste!

Quelle che tutti conosciamo e che sono piene di soldi . In Italia ed all'estero.

Politici, faccendieri, finanzieri, banchieri, malavitosi, corrotti e corruttori , evasori ed elusori...quanti ce ne sono!

Tutta gente che della Conflittualità ha paura perchè, come la mafia, ha bisogno della tranquillità per sviluppare i propri affari. E che un Sindacato davvero rappresentativo del Popolo potrebbe certamente sconfiggere.

Vincenzo Mannello
http://www.vincenzomannello.it

mercoledì 22 dicembre 2010

Benito Castorina: "....lotta sociale, ribellione cieca e comprensione della vera natura del mondo.."


Una finestra sul mondo

Caro Paolo D'Arpini, riporto una frase di un lettore del “Giornaletto di Saul” col fine di ringraziarlo per aver riportato la mia memoria ad un periodo di lotte studentesche ed operaie durato quasi un ventennio con punte nel 68 e nel 78: "..appoggiati da ciarlatani ex lottacontinuisti e manifestisti e newagisti ex “ecce bombi”, donnicciole fuori-uso alla ricerca 'dell’illuminazione e 'lupi mannari' microcefali che cercano ulteriori energie per trovare i polli da abbindolare con i loro 'corsi' del cazzo (N.d.R)...."

( http://www.circolovegetarianocalcata.it/2010/12/16/william-blum-%e2%80%9cil-libro-nero-degli-stati-uniti-damerica%e2%80%9d-altro-che-pettegolezzi-alla-wikileaks-qui-ci-sono-fatti-concreti-guerre-ed-affari-usa-e-getta/ )

Ho riportato la frase non per aprire un dialogo con la persona o un dibattito con altri, cosciente che chi si arrabbia o prova forti emozioni possiede una bella energia, energie che le vicende della vita l’hanno portato a investirla in in modo che può essere migliorato. Frasi di questo tipo od addirittura romanzi e film, venivano prodotti da chi voleva riabilitare “la coscienza del pc” colpevole delle denunce fatte contro i compagni del movimento studentesco. Denunce che portarono all’arresto di migliaia di studenti che comprendevano sia quelli che lottavano per portare il pc al Governo con la forza fisica sia quelli che lottavano con la forza delle idee per eliminare il malcostume nel Paese.

La riflessione di un mio carissimo amico “se credi veramente in un progetto, non devi lottare per imporlo, ma convincere anche gli altri della sua bontà, perché una volta coinvolti, potrete procedere insieme verso la sua realizzazione evitando soluzioni che dividono o contrappongono come la vittoria o la sconfitta (Beaver).

Tale riflessione mi portò a fare una serie di convegni, per dibattere sulle possibilità di definire un progetto per governare il Paese dal titolo: Rivoluzione! E dopo?
Formammo un gruppo fortunato, che grazie alla ferma convinzione di poter cambiare lo status quo solo con le riforme, mi portò alla segreteria generale dell’università per la UIL, alle trattative con i Ministri della P.I. (dei governi che si avvicendavano), ed alla firma della prima riforma dell’Università dopo la Legge Gentile del 1926 assieme a Luigi Frati per la CISL e a Cazzaniga per la CGIL.

Questo episodio di cui ha merito chi ha costruito insieme a me le occasioni e mi ha sostenuto, l’ho raccontato quale esempio di vita vissuta in cui la forza delle idee, la condivisione e la partecipazione, possano portare a dei risultati. Appartenere a un’idea à definire una strategia à tracciare un percorso condiviso e da condividere.
Appartenere all’umanità vuol dire essere l’umanità e ciò non è presunzione né vanità, ma presa di coscienza.

Ogni manifestazione di questa “umanità” ci deve servire per capire cosa siamo capaci di fare nel bene e nel male, che non siamo estranei alle vicende, osservatori e giudici, ma esseri che determinano il succedersi degli eventi di cui in un modo o nell’altro siamo causa. Ne siamo causa anche quando commentando emotivamente episodi che meritano riflessioni e valutazioni serie, serene e pacate che potrebbero portare alla prefigurazione di soluzioni, suscitiamo sentimenti di rabbia, di frustrazione, di rinuncia ad agire o peggio di ribellione e vendetta, che mai portano, per loro natura, alla soluzione dei problemi che noi additiamo “agli altri”.

In una famiglia nella quale il padre picchia la moglie e i figli, a quelli che avranno paura od altre emozioni che inibiscono la capacità di riflettere, accadrà che a loro volta picchieranno la moglie e i figli, a quelli invece, che avranno la capacità di contenere o controllare le emozioni avranno la lucidità per valutare gli eventi e accadrà loro di rispettare la moglie ed i figli, ma ancora di più di amarli.
Le cose belle e le persone meravigliose sono la maggioranza e per questo non fanno notizia e non ne parlano i media.

Cambieremo il mondo solo se lo prenderemo nel verso giusto, cioè amandolo!

Con affetto, Benito Castorina