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venerdì 27 luglio 2012

Un grazie a David Gramiccioli - Non è facile parlare di cose vere in una "democrazia" finta...

Foto di Gustavo Piccinini

"Conoscere è già rivoluzione", ma per conoscere è necessario far sapere. Questo lo si può fare solo con i mezzi di informazione, che sono i media classici (stampa, cinema, radio e tv) ed ultimamente internet. La conoscenza è potenza, dicevano i greci, chi conosce pensa e riflette, chi non conosce si accontenta ed accetta. La conoscenza produce consapevolezza, e cambiamento, Il potere non accetta cambiamento, per questo non vuole che la conoscenza si diffonda, questa potrebbe produrre rivoluzione. La rivoluzione produce sempre cambiamento. L'uomo è un animale relazionale e nella relazione c'è sempre una "reazione".

L'animale relazionale reagisce alla informazione. L'idea porta sempre all'azione, l'idea "nuova", "diversa", porta sempre alla riflessione e dopo all'azione. L'idea "vera", l'idea "nuova" porta sempre all'ide-azione. Nella natura abitudinaria dell'animale uomo se l'idea è sempre la stessa, non viene attivata la "re-azione", ma solo l'abitudine, (scatta nel cervello subito: "questo l'ho già sentito, e subito si spegne il riflettore dell'attenzione).

L'idea nuova invece fa partire le sinapsi e scatta la parte elaborativa ed ecco che da un idea ne nasce un'altra fin quando nasce l'azione. Il potere fa di tutto per trasmette (programmare) sempre le stesse idee, e sopratutto di confonderle per bene, parla sempre e solo degli effetti, mai di cause, ed usa in continuazione sempre elementi emozionali, poiché la "macchina umana" se usata (programmata) con le emozioni "re-agisce" sempre alla stessa maniera (bimbo triste che piange = compassione, case diroccate e strilli = solidarietà, ansia paura = rassegnazione e affidamento, insicurezza = delega di potere, ecc).

Mentre se la "macchina umana" viene usata (programmata) con le idee "nuove", rischia di "auto-programmarsi" (consapevolezza), perché allo stimolo di una idea, il cervello risponde con un altra idea (non conosciuta dal sistema) e quindi non controllabile. Il sistema sa che per controllare la popolazione è necessario che il popolo sappia il meno possibile, e quel poco che sa deve essere scadente e soprattutto inutilizzabile (un po' come il concetto di democrazia). L'obbiettivo del potere quindi è fondamentalmente quello di mantenere l'impero dell'ignoranza, se il popolo ignora non agisce, fino all'ottocento primi del novecento questo bastava, dopo è stato necessario: manipolare, mediare, filtrare e soprattutto "creare" una informazione ad effetto per gestire la "re-azione" del popolo.

Tale informazione "pilotata" ha molteplici funzioni, tra cui: distruggere ogni possibile forma di "re-azione" e quindi di "ide-azione", in modo da far accettare passivamente qualsiasi cosa venga fatta dal potere (con il principio del silenzio-assenso), poi ha la funzione di tenere occupata l'attenzione emozionale il più possibile (risse, truffe, omicidi, sesso, giochi, ecc) per evitare qualsiasi risveglio della razionalità, poi distrugge ogni tipo di relazione familiare che servivano come funzione di controllo sull'individuo, in quanto adesso il controllo deve essere totalmente sotto il sistema, poi distrugge anche l'identità che ha la funzione di dare un significato al territorio in cui si vive, distruggere l'identità (cittadino, regione, nazione, ecc) significa rompere i legami ed i riferimenti del proprio "territorio" di appartenenza ( per "territorio" si intende non solo quello fisico, ma anche culturale, sociale ed ideale), livellare l'istruzione ed imporre l'uguaglianza industriale, al fine di poter avere una massa di "macchine umane", tutte intercambiabili e programmabili allo stesso modo.

Il potere non deve avere nessun "alter ego", il popolo nella illusione delle "democrazie" dovrebbe essere il controllore del potere, di fatto il potere costituito non accetta il controllo del popolo ma invece potenzia il controllo del popolo per non essere controllato. Il potere è una relazione di forza, è una reazione, ed in una relazione vince chi ha più armi ha disposizione, chi ha più "re-azione", ricordiamo che "re-azione" significa anche e soprattutto, "grado di partecipazione" all'azione.

Nel gioco del potere costituito, la cosa che si nasconde, in tutte le leggi da 40 anni a questa parte, è quella di limitare fino a togliere definitivamente il grado di "re-azione" dei cittadini (relazione di potere). I trattati di Maastricht e Lisbona (ma anche la Costruzione Italiana scritta da sapienti mani atlantiche con la complicità rossa, non scherza) sono una chiara dimostrazione di come il potere, ormai in mano dei potentati finanziari e bancari, per auto-difendersi, ha sistematicamente tolto ogni potere "contrattuale" di "re-azione" del popolo. La relazione di potere "il popolo è sovrano" (art.1 Cost It.) nei fatti oggi è una presa in giro, e questo il popolo non lo deve sapere. La regola del "controllato" e del "controllore", non c'è più. Oggi c'è un sistema centrale fatto da tanti sotto sistemi (potere finanziario, multinazionali, comunicazione, politica, sindacati, ecc) che ha reso il popolo, inconsapevole, inerme, ignorante ma soprattutto "non re-attivo" attraverso pesantissime e continue programmazioni mentali, proprio per esercitare incondizionatamente le proprie volontà di dominio globale con l'alibi della "democrazia".

Ancora molti pensano che la politica, gli stati, le regioni, i comuni, servano a governare il popolo, di fatto sono strumenti completamente in mano al potere finanziario che se non torchiano gli schiavi (i cittadini) di fatto diventano inutili infatti sono enti da tagliare, accorpare, da chiudere, far fallire. Quando si fa tacere una voce (qualunque voce) è un pezzo di libertà che muore. Chiudo con un atto di solidarietà a David Gramiccioli, a cui è dedicato questo articolo e a cui va tutta la mia stima, perché gli hanno chiuso il programma "OVERTURE", che era una voce fuori dal coro, che stava tentando (riuscendoci, la prova provata è proprio la chiusura) a de-programmare le persone, facendole "re-agire", perché la conoscenza è già RIVOLUZIONE. Non è facile parlare di cose vere in una "ditta-democrazia". Grazie David.

Giuseppe Turrisi

sabato 25 giugno 2011

Economia povera - La teoria della scarsità e l'esproprio matematico nella gara europea di fallimento



Mi hanno fatto notare che sono monotematico, ma i motivi sono essenzialmente due: il primo è che mi sono proposto “volutamente” di trattare la materia in stile “divulgativo” in continuazione al fine toccare molti aspetti negativi della nostra vita che crediamo “indipendenti” e legarli alla “sola causa” che tutti rifiutano di comprendere; il secondo è che se uno scopre di avere un cancro (ma ne deve essere realmente cosciente) non può far altro, che fare di tutto per curarlo (ossessivamente). La “moneta debito” con il suo “interesse” è un cancro per il mondo e finché il popolo non lo capirà saranno dolori per tutti. L’avidità umana e la ricerca del potere per dominare, sono diventati “sistema” che “alcuni” utilizzano per farci giocare con la “democrazia”, e mentre noi giochiamo, ci preparano in continuazione la sorpresa (ogni tanto poi ci danno le caramelle).

Ma andiamo all’argomento. Molti si sono cimentati nel definire la teoria della rarità al fine di voler estrinsecare il concetto del valore ed allontanarlo da quello che è invece un relazione strettissima con l’uomo. Il valore in se non esiste se non nella necessita di un rapporto intellettuale e di conseguenza relazionale e convenzionale. Qualcosa assume valore, se qualcuno la cerca per soddisfare un bisogno, tanto più se primario.

L’oro, in fin dei conti veniva ricercato più per la funzione di riserva e conservazione del valore (e fungibilità) che per altro, sicuramente non assolveva direttamente ad un bisogno fisiologico (vestirsi, mangiare, bere) ma piuttosto ad un bisogno “psicologico” ossia la certezza di mantenere un determinato valore nel “tempo e nello spazio” immutato. Solo dopo, in azioni dell’uomo di tipo previsionale (G. Auriti) questo strumento di conservazione del valore assumeva esso stesso valore, ma solo per essere ri-trasformato in altra moneta o in merce. Ora sotto questa funzione può apparire chiaro, che meno c’è ne in circolazione e più conserva (mantiene) il valore assegnatogli nel tempo. Ma ciò, sempre e solo, per consolidata convenzione ed induzione, diversamente con una tonnellata d’oro in un isola senza acqua questo diventa più inutile delle pietre. Dal 1971 sappiamo che il Golden Standard non esiste più, quindi il valore convenzionale (indotto) è di fatto passato (volenti o nolenti) al denaro cartaceo (e/o digitale..!!!), che però per la stessa legge (ma con altri fini) i sistemi di gestione ed emissione tendono a limitarlo nel mercato. Il principio “ufficiale” (dei dinosauri della economia che continuano a sbagliare ma non si domandano mai il perché, salvo pochi illuminati, che invece, sanno perfettamente cosa sta realmente succedendo) è quello della “rarefazione monetaria”, più limito il denaro (fase di recupero della liquidità dopo la fase espansiva) in circolazione più questo non si “svaluta”. Ora la cosa all’apparenza potrebbe avere un senso tanto è vero che la BCE© ne fa un strategia maestra e tutti gli esperti del settore dietro (come pecore) a seguirne le evoluzioni. Il problema è che questo tipo di moneta di fatto, ha un’altra funzione sconosciuta alla maggioranza del popolo, che è quello di “dominazione e gestione del valore” e di trasferimento (tu-cur) di beni reali, con il semplice meccanismo degli “interessi” (che abbiamo spiegato tante volte).

Questa moneta (debito) si “invera” solo girando sul mercato reale; quando questa si è “inverata” ha assorbito il valore reale dal mercato (ricordiamo che all’atto dell’emissione la moneta ha solo il valore intrinseco, 100,00€ =30cent. Di €). La moneta (prestata dalla BCE al mercato) a questo punto carica di valore reale ha anche maturato gli interessi (nel tempo) e viene quindi ritirata dal mercato (con tasse e tagli) senza nessun riguardo per il mercato che vive di liquidità e di denaro e su cui la gente ci lavora e ci vive. Il banchiere deve recuperare il valore della moneta che il mercato gli ha ceduto e questo con scientifica ciclicità e sistematicità (le crisi sono in parte programmate a tavolino proprio per il recupero del valore reale che la moneta può solo rappresentare) (F. Caffe). I mercati a questo punto cominciano a soffrire ma non certo per la legge della “domanda e dell’offerta” e tanto meno per la “presunta inflazione propagandata” ma semplicemente per anemia monetaria programmata. La sottrazione di vero valore attraverso lo strumento della “moneta debito” è la causa prima del mercato “nero” e dei paradisi fiscali (con buona pace di chi si strapperà le vesti), infatti sia il povero che il ricco, alla sottrazione ingiustificata di denaro (che continente il valore per cui si è lavorato) si indignano e trovano mezzi diversi per potersi riappropriare del valore del proprio lavoro.

Una dimostrazione che questo meccanismo (l’utilizzo della moneta debito euro) estorce valore è il fatto, che tutti (senza distinzione alcuna) cercano un modo per evadere il fisco che non è più visto come “lo stato che ridistribuisce ricchezza”, ma come una “agenzia di recupero crediti” per la BCE. Infatti non c’è un ritorno “percepibile” di “valore” ai cittadini di queste tasse, che invece subiscono solo tagli, riduzione dei servizi, e privatizzazioni. Se poi ci mettiamo che il sistema “bancario” (omissis) aiuta gli evasori ad esserlo, è l’ennesima dimostrazione della truffa, ossia della sottrazione del valore che viene trasferito da chi realmente lo ha prodotto (il popolo) a chi si è messo in mezzo solo per speculare e dominare, la BCE.

A questo punto, ad una riflessione più attenta, viene fuori che “la banca” non fa più il suo mestiere ma semplicemente, sta tentando di trasformare il “valore convenzionale” del denaro recuperato e soprattutto quello irrecuperabile (per definizione perché da interesse) in valori veri. Punta gli occhi sui beni reali e costringe i legittimi proprietari diventati “cattivi pagatori” (che con questo sistema lo erano matematicamente già prima, ma solo non lo sapevano) a cedere le proprietà ed i beni. Tutto ciò avviene con interi Stati figuriamoci con gli inutili poveri e superflui cittadini. Il “sistema debito” quindi non ha nessuna intenzione di sostenere il mercato economico, ma lo “usa” e lo “stupra” temporaneamente ed a cicli, solo per generare la quantità giusta di interessi e di debito al fine poi di abbandonarlo e chiedere il riscatto (elegantemente chiamato privatizzazioni).

C’è una strategia neanche tanto occulta, per chi non è fortemente distratto, di realizzare trasferimenti di proprietà con questo sistema,, ciò è già avvenuto in molti stati tra cui l’Italia. Questo processo derivante dalla “moneta debito” (semplificando) induce e costringe gli Stati (che hanno raggiunto un certo debito) a svendere patrimonio pubblico (ferrovie, elettricità acqua, palazzi, demanio, ecc) solo per aver ceduto la “sovranità monetaria”, ossia la capacità di battere moneta in proprio, (e ditemi, quale stato non è indebitato dell’eurozona?). La cosa interessante è che il sistema, è stato pianificato in maniera strategica, con stile mafioso. Ancora oggi chi si ostina a non entrare nel loro “sistema”, viene tacciato da dittatore e si fa in modo di farlo cadere (Libia, Venezuela, ecc) con eccezione della Cina per una questione di numeri (immaginate 1,3 miliardi di cinesi incazzati).

In Italia per convincere gli italiani (c’è voluto poco), nel 1992 hanno realizzato una strategia di stampo mafioso, della serie, se accetti la nostra protezione (euro) non avrai problemi di inflazione. Infatti fu’ fatto un attacco alla lira da un noto finanziere internazionale (che operò alla stessa maniera con la Svezia e con l’Inghilterra) che fece prendere paura agli italiani (e non ci vuole molto), a quel punto i “caporali” al soldo del “sistema” ci introdussero nell’euro come la vittoria del secolo, di cui stiamo pagando il “secondo” (e forse ultimo) scotto, (il primo fu’ il cambio assurdo a 1936,27 lire, che dimezzo di colpo il potere di acquisto e raddoppiò i prezzi) Oggi che il sistema euro ha maturato i sui bei “interessi” da quando è stato introdotto (i cicli sono circa ogni 7 anni) il banchiere passa a riscuotere (tutto come da programma) dopo che ha finito con la Grecia ne vedremo delle belle.

Abbiamo voluto partecipare ai “campionati mondiali di fallimento”, bene adesso aspettiamo i risultati. I deboli resistono (forse) i forti si evolvono….

Giuseppe Turrisi