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giovedì 26 luglio 2012

Luigi Crocco in solitario per il salvataggio d'Europa e del mondo!

Luigi Crocco, ritratto

Lo sapete che l'europa il 6 luglio 2011 ha deliberato 12 pagine legali sulla decisione del parlamento di finanziare il lavoro ?

Andate, promulgate e convincentvi della truffa più grande in Italia a trovare una soluzione anche parziale da correggere


Sono il 1° PROMOTORE popolare italiano che lo propone con tutte e solo le sue forze dal 2005 con più di 100 raccomandate + Email a tutti i governi italiani , anche perchè nel 2008 Grazie al Presidente Barroso ho creduto con tutte le mie forze di essere l'unico a sapere che , la cominità europea ha attribuito la Politica monetaria alla banca centrale di Francoforte BCE mentre a ciascun governo degli stati membri la competenza esclusiva sulla Politica sociale e dei redditi e, deve rispondere al proprio elettorato (sic) , non solo a progetti politici sulle elezioni ma soprattutto finanziari ed economici sul lavoro ( 2008 il presidente Barroso a me, per l' euro d'oro in obbligazioni speciali a pagare basse pensioni e salari )

Gentilissima Presidente Erminia Manzoni, delle commissioni commissioni petizioni/denuncie in europa
ho ricevuto il 17 luglio 2012 la vostra pregiata datata 9.7.2012 e allegati 12 pagine del 6. luglio 2011 che,

il parlamento europeo ha deliberato in merito alle misura da adottare sulla crisi finanziaria, economica e sociale 2010/2242(INI) per l'art 48 del regolamento sulla prevenzione dei rischi politici-sociali che possono crearsi al interno della comunità a pag 1 A -considerando che , i costi della crisi sono elevati che l'occupazione nel unione europea ha subito la contrazione del 1,8% e di conseguenza 23 milioni di persone economicamente attive si trovano disoccupate (9.6% sul totale) e il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 21%, e che permangono incerte le prospettive dei livelli del occupazione e che il 17% dei cittadini rischia di diventare indigente, a pag 3 punto 7 sottolinea che , la crisi del debito sovrano ha evidenziato il rischio degli squilibri europei, ; rivela la necessità che l'unione reagisca in modo univoco e, se del caso elabori una politica di bilancio comune, dotata di risorse finanziarie sufficienti , provenienti in parte da risorse proprie e predisponga opportuni meccanismi per contrastare la crisi sulla convergenza economica ( ogni governo degli stati membri ha competenza esclusiva sulla politica sociale e dei redditi ). e a pag 3 punto 13- chiede alla commissione di esaminare un futuro sistema obbligazionario al fine di determinare le condizioni che rendono tale sistema vantaggioso a tutti gli stati membri ...

E commento: Per la non corretta emissione obbligazionaria sul finanziamento ai redditi minori che sostengono l'economia dei paesi dalla firma sul trattato europeo a Roma nel sostenere il potere di acquisto dei salari sui prezzi al consumo , di disattese promesse sulla soglia della povertà 900.36 euro (24 Ore il Sole 22. settembre 2003) e successivi ad oggi senza notizia sul inflazione reale 72,22% per prezzi raddoppiati al consumo dal 2001 (unico caso abnorme in Europa )
E oggi il lavoro s'è fermato aumentado gli indigenti a 8 mln, forse più sul fenomeno della diminuizione dei consumi per il prezzo della benzina, che aumenta l'inflazione mentenendo inalterato il costo del lavoro al Inps 59% più alto del mondo , per pagare la gestione del Istituzione con 30 mila dipendenti 34 milioni tra salari e stipendi x milioni di pensioni al 80 % del ultimo salario
E fu ideato il tasso bancario monitorato dalla BCE nel deliberare dal Nostro Consiglio dei ministri l'inflazione minima 1.50% al 2.50% dal 2001 al 2016 pre-calcolata virtuale collegandola ai salari e pensioni per concedere mutui agevolati al acquisto casa e , prestiti alle aziende per pagare oltre i dipendenti anche le tasse e le spese del l'attività aziendale , ma le banche mantennero il fido sino al 15% per l' attività bancaria che a sommarci il costo del lavoro 59% + 15%= 74% gioco forza il datore di lavoro è costretto pagare il dipendete con la base salariale più bassa.per non aumatare l'inflazione E il dipendete anche nullatenente va dalla finanziaria a chiedere un prestito ovviamente col tasso più alto della banca che deve essere controfirmato dal datore di lavoro, ma il datore osserva il bilancio e calcola quanti dipendenti ho e quanto costano? E dal attività quanto ricavo e levate spese e tasse quanto rimane ? Se l' Azienda è solida e il mercato tira , riflette sulla spesa facendo lavorare di più il dipendente anche a non pagargli le ore ore di straordinario , ma se non lo è, licenzia , subito il dipendente considerandolo in esubero e sulla disoccupazione si apre il mercato nero della concorrenza dove il dipendente si abitua alla cassa integrazione a guadagnare di più in nero , e il datore di lavoro a non pagare i contributi al INPS 59%. E così si manifesta la disoccupazione che diminuisce l'occupazione. Ma, su tutto ciò si potrebbe intervenire soprattutto per corregge le discrepanze sui mutui , prestiti ecc, ma siamo in Italia dove occorrono interventi sindacali e governativi ordinari e straordinari a lungo periodo e d'incerto risultato, interessando nuovamente la politica del governo le banche, aziende, imprese , stipendi ecc. Oggi ancora sulla crisi più colpiti i salari .

E chiedo di rispondermi il governo italiano se dal rapporto 60% del DEBITO PUBBLICO/PIL =1200 miliardi ?come a Pag. 3 punto 14 possono essere estratti dal prossimo SEMESTRE 2013 soli 36 miliardi di Eurobliggazioni annui per 10 anni = 360 MILIARDI a finaziare direttamente tramite il controllo della Banca d'italia sul taglio es: 2225 euro a 5 milioni di medi salari + 6750 euro a 3 milioni di alti salari + 6750 euro a 5 milioni di piccole e medie aziende A FAVORE dei primi 8 milioni di salari in difficoltà da 500 a 900 euro mensili , per diminuire il costo del lavoro al INPS con 4500 euro annui + 6 miliardi per 6 anni =36 miliardi il taglio di 2000 euro annui a 3 milioni di studenti che restituiranno al tasso 2% semplice o solare a piccole rate il capitale 12.000 euro in enne anni, trovato il lavoro


--Luglio 2012 GiÀ SCOMPARSI 400 MILIARDI NELLE BANCHE italiane pari al 20% del Debito Pubblico sulla speculazione 1% a concedere prestiti col tasso maggiorato in attesa dei Salva Stati facendo pressione su Angela Merkel (madre di tutti i tedeschi sul economia reale del lavoro ) che non vuole , anche perché sarebbero investiti sullo Spread per il Default sul debito pubblico e per il voto del Rating , alfabetico negativo, ai governi più deboli, e non si fida dei 4 paesi più deboli d'europa sulla poliica economica dei redditi da lavoro.

IN FEDE
luigi.crocco o poetalc col diritto di unico autore ed editore avendo impegnato tutta la pensione dal 2005,per il 2001
luigi.crocco@gmail.com


P.S. SUL TRATTATO DI LISBONA 1 milione di cittadini possono partecipare alle discussioni del parlamento e tramite petizione perfezionare, modificare o cancellare leggi


Attendo una risposta

venerdì 12 giugno 2009

"Perché il prossimo G8 è stato indetto a L'Aquila da Silvio Berlusconi?" - Una lettera che pone molti interrogativi sul futuro dell'Altro Mondo

La scelta del Governo Berlusconi di spostare il G8 dalla Sardegna alla città de L’Aquila colpita dal terremoto non è solo una boutade propagandistica ad uso e consumo dell’immagine del leader. Sul terremoto e sulla ricostruzione in Abruzzo si sperimenta un modello che consideriamo paradigmatico della crisi globale e dei tentativi di uscita a destra dalla stessa.

Il terremoto è un fenomeno naturale. Le devastazioni che ha prodotto in Abruzzo sono il risultato di una politica del territorio, abitativa e sociale costruita in spregio dei più elementari diritti alla vita, alla salute, all’ambiente e alla sicurezza sociale delle popolazioni.

Ciò che non produce redditività è per il modello liberista un costo da eliminare : ecco perché non c’è stata alcuna politica di prevenzione, di messa in sicurezza, di coinvolgimento attivo delle popolazioni perché potessero rispondere con consapevolezza collettiva all’evento sismico.
E una volta che questo si è verificato, con la scia colpevole di morte e distruzione, l’Abruzzo e le sue popolazioni colpite sono diventate le cavie di un esperimento sociale paradigmatico.

Da una parte si è messo in campo ancora una volta il capitalismo delle catastrofi, ovvero l’idea di un modello economico, urbanistico e sociale costruito a tavolino, con il tentativo di azzerare la storia e la cultura di interi territori e popolazioni e di finanziare sulla spalle delle stesse la ripresa delle grandi lobbies mafiose dell’edilizia, delle infrastrutture,dei poteri forti finanziari; dall’altra si è messa in campo, insieme all’azzeramento di fatto del coinvolgimento degli enti locali, il disciplinamento di massa delle popolazioni, perseguendo, attraverso la cosiddetta efficienza della Protezione Civile, la passivizzazione della popolazioni, la militarizzazione delle relazioni sociali nelle e fra le tendopoli, la frammentazione sociale delle comunità.

L’obiettivo è chiaro : la solitudine competitiva, dentro la quale il messaggio diventa ciascuno pensi per sé e superi la paura dell’insicurezza attraverso l’identificazione diretta con chi detiene il potere e può decidere se il futuro di ogni singola persona sarà di vita o di precarietà disperata.

Comunità frammentate e persone disciplinate che dovranno sorridere speranzose all’Obama di turno che, girando fra le tende con telecamere al seguito, stringerà loro le mani, facendo capire al mondo come “siamo tutti sulla stessa barca…avvengono crisi economiche, avvengono terremoti, stringiamoci intorno all’umanità dolente, che ha.. che deve avere... fiducia in noi”. Ripresa dell’economia (la loro..), new town per tutti e applaudite il Commissario (e il premier).

Questo è il paradigma costituente dell’Abruzzo : quello che vuole nascondere la crisi e gli effetti delle politiche liberiste, quello che vuole far diventare sistema gli esperimenti autoritari già messi in opera sulla vicenda rifiuti in Campania, quello che ha bisogno di diventare modello accettato, in attesa di poterne affondare tutta la potenza contro altri conflitti territoriali già in atto (Val di Susa, Vicenza) o futuri (le centrali nucleari).

Ma se l’Abruzzo è un paradigma, significa che lì la battaglia sarà di lungo corso. Ma se l’Abruzzo è un paradigma, significa che quella battaglia deve divenire un patrimonio di tutti i movimenti in lotta per un altro mondo possibile.

Il G8 a L’Aquila non è stato scelto a caso : è stato voluto per tentare di usare le drammatiche condizioni delle popolazioni nelle tendopoli contro i movimenti di contestazione dei potenti della terra, primi responsabili della crisi globale.

Chi oserà mai protestare di fronte a queste popolazioni ferite? Chi oserà mai rompere questa aurea di solidarietà verso coloro che hanno perso tutto? Chi vorrà parlare di crisi globale di fronte alle tendopoli?

Le popolazioni stesse hanno cominciato a farlo. Superato il panico da shock, compreso che solo sulla memoria e sulle relazioni con il proprio territorio e le persone che lo abitano poteva essere pensato un possibile futuro, hanno cominciato a manifestare per una ricostruzione totale, delle case e delle relazioni sociali.

Sono primi segnali che c’è chi si oppone alla passivizzazione di massa, chi non vuole consegnare il proprio territorio alle consorterie mafiose, di chi non vuole che si giochi la partita del consenso ad una certa uscita dalla crisi sulle loro spalle. Segnali che sono anche il frutto del lavoro di diverse realtà di movimento che da subito si sono messe in azione a L’Aquila per portare solidarietà concreta e per stare dal basso con le popolazioni colpite.

Nel frattempo, i G8 territoriali avvenuti e in corso in ogni angolo del Paese, sono accompagnati da altrettante esperienze di contro-forum e di contestazione (da Siracusa a Torino, da Roma a Lecce etc.). Sono tutte esperienze che pongono da ciascun livello territoriale istanze e bisogni di una radicale fuoriuscita dalle politiche liberiste, che dicono chiaramente come la crisi la debba pagare chi l’ha provocata e che dev’essere un’altra la società da costruire, più giusta e uguale per tutte e tutti. Noi pensiamo che il G8 a L’Aquila possa diventare un’occasione.

Con tutte le difficoltà del caso e le delicatezze necessarie, riteniamo che le esperienze dei contro-G8 territoriali, le esperienze di conflitto territoriale (da Vicenza alla Val di Susa, ai movimenti per l’acqua e per i beni comuni) debbano provare ad incontrarsi proprio a L’Aquila con le importanti esperienze che anche lì sono state messe in atto dai movimenti aquilani e abruzzesi.

Un luogo di incontro e di confronto tra territori e movimenti, per capire assieme gli intrecci della crisi globale e gli intrecci del paradigma Abruzzo; un luogo di discussione e solidarietà che rafforzi le lotte territoriali e inneschi l’assunzione della realtà abruzzese come fulcro delle iniziative future. E un luogo di protesta e mobilitazione contro la crisi globale e le politiche liberiste, contro il governo e le politiche di ricostruzione. Da costruire insieme alle popolazioni. Naturalmente, non pensiamo ad una manifestazione classica anti G8, che attacchi zone rosse e che abbia come scopo lo scontro, né tanto meno ad iniziative autoreferenziali e semplicemente simboliche calate dall'alto su quel territorio. Pensiamo ad un momento di lotta costruito sulle rivendicazione dei movimenti territoriali che operano sul territorio, per sostenerle e connetterle con le altre rivendicazioni che i movimenti esprimono.

Immaginiamo le difficoltà, comprendiamo le prudenze, non inseguiamo feticismi. Ma crediamo anche che tutte le strade debbano essere tentate per fare dell’ennesimo affronto alle popolazioni (il ballo dei potenti davanti alle tende della tragedia) un’occasione di lotta e di solidarietà. A questo cercheremo di dare il nostro modesto contributo.

Per questo saremo a L’Aquila nei giorni del G8, dentro le iniziative che tutte/i assieme sapremo costruire.

Attac Italia
CNS - Ecologia Politica
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