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giovedì 10 maggio 2012

20 maggio 2012 - Biodiversità in Erba - Festa della Civiltà Contadina

Civiltà Contadina in festa


DOMENICA 20 MAGGIO alla villa San Giuseppe di Crevenna (Erba) si terrà la decima festa organizzata da Civiltà Contadina, gruppo locale Alta Brianza - Vallassina

Associazione per la salvaguardia della Biodiversità Rurale (SeedSavers)
il programma è questo:

mattino
-ore 11: " Dieci anni di ricerca, conservazione e salvaguardia dei semi rurali nel territorio dell'Alta Brianza-Vallassina" Teodoro Margarita e Alice Pasin
-ore 12: "Salvare l'infanzia" Floriano Turatto educatore della Scuola Steineriana di Trecallo-Como
Pranzo di primavera conviviale con cibo condiviso
pomeriggio
-ore 14.00 "Grandi opere, povera Biodiversità" Michela Zucca direttrice di Nunatak - rivista di storie, culture, lotte della montagna
-ore 16.30: "Alimentazione strumento di giustizia, ecoevoluzione e ben-essere." Sergio Introini
per tutto il giorno sarà attivo lo scambio di semi e piantine di varietà antiche e/o da tempo autoriprodotti






Decima edizione della giornata della civiltà contadina.

"Parole, suoni, azioni in difesa della Terra" Biodiversità in erba.

Si svolgerà ad Erba la decima edizione della festa dei salvatori di semi di Civiltà Contadina del Coordinamento "Alto Lambro-Vallassina". Si terrà con il patrocinio del Comune presso la Villa Ceriani Bressi -ex Villa San Giuseppe in località Crevenna. Il Parco e la magnifica sede saranno lo sfondo per , innanzitutto, gli scambi di semi e della tradizione rurale e delle piantine, e di altre iniziative nella giornata di domenica 20 maggio 2012 a partire dalle ore 10.00.

Sono trascorsi dieci anni ed abbiamo voglia di festeggiare le attività di ricerca, di salvaguardia e conservazione del primo gruppo locale di seedsaver italiani. In tutti questi anni abbiamo incontrato altre associazioni, ci siamo confrontati con enti pubblici, privati, abbiamo sperimentato forme di collaborazione e di scambio di esperienze preziose con organizzazioni simili alla nostra in tutta la regione, in Italia e all'estero, ci siamo fatti conoscere ampiamente sul nostro territorio, siamo diventati affidabili e credibili per una molteplice serie di soggetti, l'ultima nostra partecipazione, da ospiti invitati, ad Agrinatura presso Lariofiere è stata un successo indubbio.

Si, coloro che ci hanno conosciuto ci vogliono bene ed apprezzano il nostro lavoro, dal contadino o orticoltore amatore che, venendoci a trovare di anno in anno, mostra di aver ben compreso lo spirito di questa salvaguardia di semi antichi e ci riporta quantitativi di sementi che possiamo ancora dostribuire e mettere in circolazione contribuendo così alla salvezza di essenze come il "miliun", cyclanthera pedata o il nostro mais rostrato, la scaiola, al socio che ci sostiene e non manca mai di venire a trovarci e spesso ci porta in dono anche un bicchiere di quello buono.

Se sono passati 10 anni e se siamo ancora qui, se abbiamo dimostrare che la nostra non era una moda passeggera, che noi non eravamo una tendenza, un trend momentaneo destinato a sparire con il sopraggiungere di altre novità più trendy, se abbiamo largamente convinto il territorio che noi i semi che prendiamo in carico li curiamo come figli preziosi e che nelle nostre mani trovano rifugio e, nel malaugurato caso di un trasloco o anche di una calamità come la grandine, noi possediamo le tecniche per assicurare comunque la salvezza e la riproducibilità di queste essenze.
Noi siamo orticoltori e siamo anche narratori, noi cerchiamo la bellezza nel seme antico e cerchiamo i canti, le filastrocche, le storie che questi semi accompagnavano. Noi intendiamo tramandare la tradizione e intendiamo anche aggiungervi il nostro personale contributo di conoscenze botaniche, scientifiche, tutto ciò che di utile può servire ad una migliore pratica colturale per la perpetuazione di queste essenze salvate.

Domenica 20 maggio 2012, dunque, noi ci ritroviamo ed andiamo oltre. Noi ci siamo impegnati a non disperdere il seme, a mantenere unito questo gruppo di persone che , nel frattempo, sta riabitando un vecchio borgo di Asso, Fraino, e ne sta facendo un ecovillaggio, un antico borgo con campi, bosche e sorgenti. In esso, come anche nel borgo di Cranno, sempre ad Asso, sopra la splendida cascata Vallategna- il nostro gruppo ha lottato aspramente per difenderla assieme ad altri soggetti da una paventata costruzione di un ennesimo supermercato- noi, le nostre famiglie, i nostri bambini mandiamo avanti questa "Civiltà contadina", noi che siamo architetti, insegnanti, giardinieri o casalinghe.

Sempre, ad ogni nuova persona che incontriamo, noi abbiamo propsto di venirci a trovare, i momenti di lavoro, di semina, di raccolta sono stati e saranno momenti conviviali, stare insieme e stare insieme senza televisione, fuori dagli schemi imposti dai media, starci nella semplicità, è per noi parte integrante della visione della nuova "Civiltà contadina" che intendiamo costruire.
Vi aspettiamo, per la decima giornata, dopo dieci anni, siamo ancora poco più che ragazzi, c'è ancora tanto, tanto da fare. Venite.

Teodoro Margarita
Alice Pasin

domenica 1 aprile 2012

Tempo di Resurrezione… ai fiori alla vita – di Teodoro Margarita




Ai miei fiori

Per la Resurrezione

Se sopravvivremo, è perchè avremo imparato a cantare in modo nuovo.
Saranno voci di un’Umanità fattasi coro.
Saranno corde vocali tiratte giù giù fino al cuore.
Senza direttori, nè sponsor e non sarà in mondovisione.
Non ci saranno offerte speciali e non sarà a puntate.
Ciascuno, Uno-Tutti, canterà dove si trova, con chi si trova ed i muti
reciteranno con gli altri.
Chi metterà il proprio cane sulle ginocchia,
chi alzerà in alto l’ultimo nato.
Saremo feriti, perchè ci avremo messo tanto,
oggi stiamo appena incominciando.
Spossati, esausti per il troppo parlare.
Ma ritroveremo la voce, allora, nel grande mattino di Risurrezione.
Il vicino entrerà nella casa del vicino e gli recherà i doni più belli,
forse niente, forse una poesia.
Sicuramente giocheremo con i bambini e con i cuccioli di animali,
innaffieremo l’orto, se non è piovuto.
Poi, nella piazza, nell’aia, nel cortile canteremo.
Si canterà nelle corsie degli ospedali vuoti perchè non avremo ferito
nessuno,
si canterà tra le tombe perchè non avremo ucciso nessuno.
E non ci saranno monumenti, perchè non avremo avuto bisogno di eroi.
Ci raduneremo intorno ai più vecchi,
intorno agli alberi fronzuti.
Sarà come la Zattera della Medusa, ma il mare sarà calmo e i vessilli tanti e
colorati.
Di foglie, di panno, oppure semplicemente li indosseremo.
Che Babele! Ciascuno con la sua voce, i dialetti e le parlate più disparate
e non sarà neppure la stessa canzone, identico il significato.
Ma già ora conosco la mia.
“Su, venite, danziamo attorno alla Grande Quercia,
noi siamo passeri e siamo fringuelli.
Orsù venite, raduniamoci nel grande prato.
Noi siamo i mille fiori e siamo le api.
Abbiamo intrecciato ragnatele d’argento e mille ghirlande,
adornate ne sono le nostre vesti e i nostri capi.
Bambini affrettatevi che la rugiada è sciolta e sciolto è il gelo.
Vieni, mamma, corri, il sole canta alta la sua canzone nel cielo.
Per una Terra Una, Libera e Felice,
senza più prezzi e senza più mercato che non sia baratto e libero dono.
Senza lavoro alienato e salariato.
Azzurro è ritornato il mare e non dobbiamo più temere l’aria,
nè i raggi del sole e l’acqua è cristallina, abbondante per tutti dalle fonti.
I semi sono il nostro unico denaro e assicurano salute ed avvenire.
Mille le specie di frutti e tutti profumati e mille le verdure.
Orsù, venite, alla Grande Quercia e danziamo.

Teodoro Margarita


giovedì 1 marzo 2012

L'inverno, la neve, il gelo in Vallassina... ed una piccola stufetta a legna.. di Teodoro Margarita



Abbiamo molto patito, quest'inverno, due settimane di freddo davvero intenso.
Considerando che eravamo, fino ad allora, fine gennaio, nella stagione più
calda degli ultimi trent'anni, il gelo che è perdurato per due settimane e che
ha toccato per molti giorni consecutivi, qui, in Vallassina, i -13 gradi, è
stata una cattiva sorpresa.

Invece mi sono molto sorpreso nel leggere di paesini degli Abruzzi, del
Molise, delle Marche, a corto di viveri per le strade bloccate, senz'acqua e
tutti abbiamo memoria delle emergenze provocate da questo "gelo siberiano" in
Italia.

Quanto è stato solamente allarmismo ingigantito, al solito, dai media, per
vendere di più, fare ascolto significa incassare maggiore pubblicità, quanto è
stato vero, è tutto da vedere e da meditare a mente sgombra da queste immagini
che hanno riempito tutti i palinsesti.

In queste settimane, neanche 15 giorni dopo il gran freddo polare leggiamo di
incendi a raffica in tutto il Genovesato ed anche qui, tra Bellagio, nel
Comasco e l'alto Lago si sono sviluppati numerosi incendi.

La temperatura è tornata presto su fino a toccare i più venti gradi, nel campo
a lavorare ho avuto caldo spesso ed ero a torso praticamente nudo.
Ora, la mia stufetta mi scalda adagio, bruciano le potature dell'alloro, del
frassino, miste alla legna secca degli anni scorsi.

Già, una piccola stufa, mi è passato per la mente che se , in luogo di
bruciare in maniera scellerata in incendi immani e devastanti, tutti questi
milioni di metri cubi di legna, ardessero quieti tra camini e stufe, l'Italia
sarebbe autonoma dall'importazione del gas russo o algerino.

Fino agli anni '50 era assolutamente normale che nei paesini di montagna ci si
scaldasse a legna. Questo comportava innanzitutto un rispetto ed una
manutenzione attenta dei boschi: la legna era preziosa ed i tagli, qui nel
Comasco ma anche altrove, seguivano un ritmo intelligente, c'erano, mi
raccontano i vecchi, le cossiddete "novene" ovvero venivano tagliati gli alberi
solamente dopo i nove anni d'età: questo permetteva al bosco di
autorigenerarsi, gli alberi erano in grado di produrre quelle ghiande che
avrebbero, nel caso delle querce, di permesso la nascita delle nuove piantine.

Vivo nel podere che ho acquistato alla maniera degli antichi e raccolgo ogni
scarto di potatura, metto da parte ed essicco i pezzi più grossi, trovo tutto
ciò naturale. Spaccare la legna sul ceppo mi rinnova fisicamente, andare in
giro a raccattare ramaglie, farne fascine è nel ritmo delle cose. Per me
riscaldarmi con la mia legna assume la stessa valenza che Goethe in una celebre
poesia attribuisce al cavolo che il contadino ha seminato, innaffiato, curato
durante l'anno ne l momento in cui, sul desco familiare, si desina con quel
medesimo cavolo, dice il poeta, gli tornano in mente le giornate liete in cui
lo ha visto crescere ed, aggiungo,io, tutte le stagioni, le nuvole passate nel
cielo, i canti degli uccelli, tutto ti ritorna naturale quando arrivi alla fine
del ciclo naturale.

Nel caso della legna facile obiettare a chi ha da ridire sul fumo,
sull'inquinamento, indubbio, causato dalla combustione, che negli anni di
crescita di un albero, sono stati prodotti altrettanti e più numerosi effetti
positivi per il pianeta. Un albero imprigiona CO2, trattiene i soli e frena
l'erosione, è sede di biodiversità ospitando uccelli, scoiattoli o altri
piccoli roditori, le foglie che perde vanno a formare humus prezioso. Tutto
questo non accade col metano e tantomeno col petrolio.

Soprattutto, in una logica di autogestione delle risorse, le comunità locali
possono meglio amministrare le proprie risorse boschive che lontani giacimenti
di gas e petrolio. Il futuro resta nelle tue mani se ti riscaldi con la legna
dei tuoi boschi, puoi ripiantumare, variare le specie e scegliere le più adatte
e, come è prassi da sempre in paesi come l'Austria, puoi arrivare ad vere più
alberi di quelli che abbatti, una politica accorta consente un rimboschimento
ed una gestione silvopastorale molto più che sostenibile e procura reddito non
ricattabile da trasferimenti all'estero delle imprese..

Per chi è venuto a trovarmi ed ha gustato il thè bollito sopra la stufa, esso
ha avuto un sapore ben diversi da quello sul gas, il ritmo del fuoco generato
da un ciocco che arde non ha eguali.. Per concludere non sottovalutiamo gli
aspetti di sovranità, autogestione, libertà individuale e di comunità che ti
assicurano i boschi bene gestiti, la democrazia che una volta si esercitava
negli usi civici, era una prerogativa di eguaglianza nelle comunità montanare,
eguaglianza che coincideva con la sussistenza. Si ciancia tanto di crisi, che
si possa anche risparmiare e tanto sulle bollette nazionali in fatto di conto
energetico, questo non viene preso in considerazione dai signori al governo?

Mi auguro di vedere aumentare coloro che tengono nel dovuto conto le proprie
stufe o cucine economiche, ah, dimenticavo, le ceneri prodotte da una buona
legna sono ottime per concimare l'orto e così il ciclo si conclude, non ho mai
visto concimare alcunchè con i residui di combustione di una caldaia a gasolio
o metano.

Una buona primavera a tutti e una buona messa a dimora di nuovi alberi, vi
saranno utili, tra una decina d'anni-

Teodoro Margarita