Visualizzazione post con etichetta Gabriele Pillon. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gabriele Pillon. Mostra tutti i post

mercoledì 22 giugno 2011

Signoraggio, finanza ed economia - Il valore della carta-moneta non sta nel numero delle banconote emesse..


Il valore monetario aggiunto

Il linguaggio della avidità e dell’interesse è ormai nel nostro sangue ed è difficile comprendere che è una pratica distruttiva.

Il cannibale fintanto che non si è confrontato con una idea nuova di civiltà ha pensato che quella fosse l’unica civiltà, ansi il confronto con idee diverse che minavano tradizioni ancestrali poteva far gridare al complotto ai guru del sistema. L’interesse purtroppo è il cancro dell’economia, tutti vogliono curare (a parole) questa economia, ma di fatto nessuno vuole capire e cercare la vera causa causorum, ossia la “moneta debito”. L’interesse praticato sulla moneta alla fonte, ossia all’atto della emissione, genera a valanga e con sistema ponzi, una economia di falsa ricchezza e soprattutto una produzione smisurata di inutilità al solo fine di muovere più “massa monetaria” possibile (quantità della moneta).

Gli stati ormai ridotti ad assolvere solo due funzioni: 1) cercare di aumentare il PIL perché aumentando il PIL, significa utilizzare più denaro e utilizzando più denaro ci sono più interessi da riconoscere ai banchieri emettitori privati (espansione della massa monetaria) 2) recuperare denaro per riconoscere gli interessi ai banchieri attraverso l’attività di recupero credito (equitalia). Questa fase, è quella di riduzione della “quantità” al fine di mettere nelle condizione gli utilizzatori (denaro dipendenti) a non potere più pagare, per espropriargli i beni. Tutto ciò avviene sia per quanto riguarda il risparmio ed i beni privati sia per il pubblico e quindi lo stato.

Gli stati ormai sono solo dei pessimi ragionieri che controllano solo i conti pubblici, tutto il resto (la cura del popolo) sono solo dettagli. Questa moneta ingannevole (Tremonti l’ha definita “diversa da quella buona”) che erode se stessa, quindi, prima ti concede l’illusione della libertà, facendoti credere di avere la possibilità di accesso ai beni (consumo indotto) poi però te la toglie inesorabilmente. Ora il sistema è fatto apposta in modo che non si comprenda il nesso di causalità, infatti: il taglio ai servizi o l’aumento delle tasse, o l’esproprio avviene in maniera trasversale e collettivo.

Ci sono personaggi anche di grossa caratura intellettuale, che quando sentono parlare di “redito di cittadinanza” inorridiscono e che subito dicono (stupidamente): “si adesso ci mettiamo a regalare i soldi!!”, bene invece regalare il “debito di cittadinanza” ad ogni nascituro di circa 38000,00€ euro va benissimo. Se non si comprende la teoria del “valore indotto” (prof. G. Auriti) ogni discorso con questi personaggi intellettualmente strutturati e deformati dal peggiore sindacalismo servile al potere del padrone che per grazia concede il lavoro, ogni parole è perfettamente inutile. Anche solo sotto il profilo giuridico, di pura giustizia umana e sociale, perché uno neonato cittadino, dovrebbe nascere già con una posizione di debito? Intanto si riempiono la bocca di democrazia, di uguaglianza e di giustizia. La moneta “quantità” (debito) gestita dal padrone, giustifica la sua esistenza solo in un sistema che prevede una crescita infinita PIL (in un sistema finito) i primi pagano per i secondi i secondi pagano per i terzi i terzi pagano per i quarti (sistema ponzi) finche non si trova più chi paga e si va in bancarotta. Ma è il lavoro che nobilita!!!! continuano a programmare! gli stessi che avendo ceduto la “sovranità monetaria” di fatto hanno messo le condizione, affinché fallissero le imprese buone o fossero svendute, e che a loro posto, sorgessero lavori perfettamente inutili e precari da imprese discutibili realizzate con enormi investimenti (di moneta quantità fondi europei) creando cattedrali nel deserto (Basilicata, Campania, ecc) per dare l’illusione del posto lavoro che poi è durato uno, due anni e poi calcio in culo. Se quel capitale fosse stato dato come “redito di cittadinanza” solo perché la gente studiasse, coltivasse hobby sport, cultura cinema avremmo una popolazione più sana, più colta. Non solo, non ci sarebbero milioni di metri cubi di cemento con inquinamento e massacro ambientale e sarebbero ancora rimasti tanti soldi. Il problema, che in questo modo non ci sarebbero stati interessi da pagare al banchiere e la politica non avrebbe avuto la gestione del potere tipo voto/lavoro).

É necessario pensare ad un sistema economico con una “moneta qualità” pulita e di proprietà del cittadino che conservi il valore nella tasca del cittadino senza che il valore conservato venga eroso da un interesse richiesto alla collettività, che prima o poi va a colpire il cittadino nella sua dignità.

La “moneta qualità” serve a produrre beni e servizi che realmente servono alla vita dell’uomo (de-crescita). Una moneta strumento che mira al BIL (benessere interno lordo). Una moneta che non serve a grandi quantità con cicli di espansione e riduzione predeterminati. La moneta debito (quantità) che è servita a costruire una casa, indirettamente, produce un interesse che il banchiere vuole indietro, per cui un altro cittadino nel sistema, magari a migliaia di chilometri perderà la sua casa perché, espropriata da equitalia. (il denaro non crea altro denaro).

La moneta credito di qualità non erode se stessa perché è di proprietà e non è gravata di affitto (interesse) quindi il bene che si costruisce con questa moneta resta e restando non serve a altra moneta. In questo sistema non serve produrre per produrre, e neanche lavorare per produrre cose inutili che nel giro di un mese vanno in discrica. La qualità della moneta di proprietà da anche la qualità della vita e la serenità, la mia casa costruita con fatica è mia e basta. Non sto con l’ansia che lo Stato (che mi dovrebbe tutelare) di fatto, perché ha sottoscritto un “contratto in perdita” (adozione dell’euro) non sa come espropriarmi casa per “onorare” il suo debito.

La moneta credito è di qualità e mira non alla quantità di merci che posso avere, ma alla qualità del benessere. Questo sistema arriva a produrre enormi schifezze, solo per dare un lavoro umiliante e tutto ciò solo per far girare tanto denaro che produce interessi, ma ciò produce quintali di inutile immondizia, aumento di trasporti, aumento di centrali nucleari ecc (chi ci guadagna solo il banchiere). Serve invece una produzione razionale, produrre solo quello che serve, che si ottiene solo con una economia di qualità che parte da una moneta di qualità e la prima qualità di una moneta è che il valore che contiene sia di proprietà di chi la possiede.

Giuseppe Turrisi.

venerdì 25 marzo 2011

Cultura con le accise sulla benzina? E chi ce la da la benzina...?


"C'è cultura e cul-tura...!" (Saul Arpino)

L’articolo 41 della costituzione italiana, per quello che ancora può valere visto che abbiamo perso ogni sovranità, recita: L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Ora l’aver ceduto la sovranità monetaria a dei privati e per di più in mano al libero mercato significa no avere rispettato la stragrande maggioranza degli articoli della costituzione italiana ma soprattutto l’articolo 41.

La legge della “moneta debito” che vuole indietro più di quanto presta ha un solo risultato, il fallimento di qualcuno nel sistema che usa quella moneta, non importa che sia lo stato, un ente pubblico, una impresa un cittadino. L’interesse, infatti come risaputo, non viene emesso dalla banca che presta il capitale, ma viene richiesto indietro insieme al capitale.

Questo significa che qualcuno nel sistema che usa la “moneta debito” non è messo in condizione di restituire, in altre parole deve fallire matematicamente. Se a tre imprenditori viene prestato un capitale di 100 euro per ciascuno con il 5% di interessi alla fine dell’anno i tre imprenditori dovranno restituire complessivamente 315 euro alla banca. Ora gli imprenditori per sopravvivere hanno diverse strade tutte deleterie, per i primi anni solitamente si pagano solo gli interessi (15euro) chiedendo ulteriori prestiti allo stesso emettitore, ma ad un certo punto chiedono il rientro forzato di tutto il capitale è qui solitamente ti mandano direttamente o indirettamente dall’usuraio (quello non legalizzato).

In questo caso uno dei tre deve soccombere solitamente l’imprenditore meno furbo (il più onesto per intenderci) dal sistema devono essere tolti i 15 euro di interesse che non sono stati emessi più il capitale (per farla semplice) ossia 115 euro, questo significa che gli altri due si dividono 185 euro rimasti nel mercato. Il giochino continua fin quando fallisce il prossimo. Ora il tradimento della costituzione comincia da queste cose. Se l’impresa deve essere fatta non in contrasto con l’utilità sociale e da non recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana.

Ma quante schifezze di leggi sono state approvate contro questo articolo, dal testo unico bancario fino ad arrivare alla legge trenta, e quanti sindacati si sono venduti senza neanche conoscere questo articolo della costituzione.

Non basta, la turbo economica che rincorre il PIL fa si che più denaro viene emesso più si generano interessi più interessi si generano più non si potranno pagare (peggio di un sistema ponzi). La stessa tv serva del sistema sprona al consumismo sfrenato non fa altro che generare interessi e far diventare il sistema produttivo sempre più energivoro, e la soluzione quale è? costruiamo altre centrali per produrre energia elettrica, come non importa, nucleare non importa? Se ogni tanto qualcuna ha un incidente poi non fa niente si risolve tutto con qualche pausa di riflessione, ma intanto il motore del denaro debito non si deve fermare. Lasciamo poi fuori swap, derivate e forex che sono un il vero crimine contro l’umanità Hitler in confronto era un ragazzino di oratorio.

Stanno fallendo un sacco di imprese che si trascinano dietro migliaia di casi umani e tragedie, ma non ci fermiamo a riflettere sugli errori, nonostante l’evidente fallimento della economia liberista e della moneta debito ancora mantenere questo sistema ponzi che ci sta uccidendo. Quelli che hanno difeso la costituzione solo a parole sono degli emeriti ipocriti per non dire altro, la costituzione si difende mettendola in pratica non sventolandola alle ricorrenze.

Lo stato poi avendo ceduto ogni sovranità all’Europa della economia, perché l’Europa politica non esiste e la dimostrazione è sotto gli occhi di tutti in questi giorni. La Francia (nella sua ottusa mania di superiorità) aizzata dalla cordata USA-GB ha letteralmente attaccato la Libia (ma questa è un’altra storia schifosa) incosciente che l’obbiettivo di facciata è quello di instaurare la finta democrazia (e se ci riusciranno la Libia rimpiangerà Gheddafi quando si accorgeranno di essere cascati nella dittatura capitalistico–finanziaria-bancaria sionista (e non solo) ma sarà troppo tardi come per noi italiani adesso) ma l’obiettivo vero è quello di rompere l’Europa e l’euro.

Lo stato servo della moneta debito ha solo tre priorità, tagli alla spesa, aumento di tasse, vendita di patrimonio pubblico, tutte attività queste per racimolare denaro per il banchiere, dei problemi del cittadino neanche l’ombra e via con equitalia che fa sequestri, pignoramenti e cartelle esattoriali contro tutti altro che rilancio dell’economia e festa dell’unità d’italia.

Bisognava fare la festa dell’unità dei guadagni dei banchieri. Ma il popolo programmato per dormire non può fare altro che dormire. Con quali soldi si dovrebbe rilanciare l’economia (e la cultura)? Alzando le accise sulla benzina? Ma per favore, quando lo capiremo che è già troppo tardi per incominciare una rivoluzione del pensiero?

Giuseppe Turrisi

giovedì 17 giugno 2010

Il comitato pendolari ferroviari Roma-Viterbo incontra l'assessore regionale ai trasporti, Francesco Lollobrigida

L’assessore regionale ai trasporti e mobilità Francesco Lollobrigida, manifestando in questo modo la sua volontà di dare seguito alle richieste dei comitati, nella sua prima udienza, ha voluto ricevere una delegazione dei comitati che da tempo s’impegnano per la riapertura della linea ferroviaria Civitavecchia Capranica Orte. Presenti oltre all’assessore Lollobrigida, il capo della segreteria dr. Annibale Conti e l’arch. Roberto Fiorelli; La delegazione composta da Dario Mazzalupi, Roberto Lucherini, Alessandro Ginnasi, Raimondo Chiricozzi, Giacomo Traini e dall’ ing. Gabriele Bariletti, ha presentato al neo assessore delle proposte precise e documentate per giungere in tempi brevi alla riapertura della linea ferroviaria Civitavecchia Capranica Orte e ad un riassetto del trasporto ferroviario e stradale del viterbese.

In particolare la delegazione ha richiesto la riapertura della tratta Capranica Orte, della linea in questione che come è noto è già percorsa dai treni merci che trasportano binari e armamento alla linea ferroviaria Roma Viterbo ex Roma Nord, inserendosi nello snodo di Fabrica di Roma.

L’assessore in merito ha compreso l’importanza della riapertura della intera tratta anche in considerazione dell’alleggerimento del nodo di Roma e si è detto disponibile alla verifica della fattibilità con RFI della riapertura immediata della tratta Capranica Orte. Ha poi assicurato che la gara della progettazione ( finanziata dalla UE/ Regione/Autorità portuale/Centro Merci di Orte) dell’intera linea è stata esperita e vincitrice della stessa è la ITALFER che a giorni dovrà firmare il contratto. “Per il completamento dell’opera intera, ha detto l’assessore Lollobrigida, è previsto un impegno di spesa di 142 milioni di euro, che dovranno essere reperiti nel bilancio regionale e possibilmente con finanziamenti dalla Unione Europea”.

La delegazione dei comitati ha ricordato che RFI ha nelle sue casse 123 miliardi di lire da molto tempo, finalizzati al completamento dell’opera, che presumibilmente dovranno essere messi a disposizione da RFI. E’ stato altresì ricordato che la Corte dei Conti, interessata dai comitati, sta esaminando la questione in quanto sulla linea sono stati spesi dalle FS, per lavori tra Civitavecchia e Capranica, 200 miliardi di lire.

Sono stati esaminati inoltre i documenti relativi allo sviluppo delle infrastrutture nel viterbese ed in particolare alla proposta fatta dai comitati della creazione di una ferrovia CIRCUNCIMINA, che con poca spesa potrebbe divenire un collegamento importante fra paesi della provincia di Viterbo e gli ospedali trasferendo un enorme quantità di traffico su rotaia.

Infatti con la realizzazione a Fabrica di Roma di una stazione comune, tra la ex Roma Nord e la linea Fs Civitavecchia Capranica Orte e un collegamento a Viterbo Porta Fiorentina tra le due linee (assurdamente la stazione FS Porta Fiorentina e la stazione ex Roma Nord, sono come a Fabrica di Roma affiancate ma non collegate) , e di altre fermate a Viterbo (Piazza Crispi – Belcolle) si potrebbero realizzare oltre ai collegamenti Roma Civitacastellana Viterbo, servizi integrati tra le due aziende ferroviarie.

In pratica si realizzerebbe una ferrovia “Circumcimina ” (Capranica - Ronciglione - Caprarola - Fabrica di Roma – Corchiano -Vignanello – Vallerano - Soriano nel Cimino – Vitorchiano - Bagnaia - La Quercia - Viterbo P.F. - Viterbo Piazza Crispi - Viterbo P.R - Viterbo Belcolle - S.Martino – Tobia - Tre Croci – Vetralla – Vico Matrino - Capranica). Una vera e propria metropolitana provinciale a servizio di Viterbo e dell’ospedale Belcolle.
Si romperebbe così l’assurda situazione di avere a Viterbo 3 stazioni ferroviarie tutte scollegate.

Collegando la linea ex Roma Nord Roma - Civitacastellana – Viterbo con la linea FS Roma-Capranica-Viterbo a Porta Fiorentina, si potrebbero realizzare servizi integrati, essendo uguali, tra le due linee scartamento e tensione di alimentazione.
Nell’ipotizzabile ferrovia Circumcimina (Capranica-Ronciglione–Fabrica di Roma–Soriano nel Cimino-Vitorchiano-Bagnaia –Viterbo–Vetralla–Capranica), è stata altresì proposta la creazione di una fermata sulla a servizio dell’ Ospedale di Belcolle, collegabile con i People Mover . Oltre questa sarà utile riaprire le fermate di La Quercia, Tobia, S.Martino al Cimino e la realizzazione una nuova fermata a Piazza Crispi a Viterbo, con tappeti mobili sotterranei a servizio del Centro storico. Il materiale rotabile dovrebbe essere di tipo metropolitano, simile a quello in servizio a Roma tra Piazzale Flaminio – Prima Porta – Montebello.

L’assessore Lollobrigida ha assicurato di voler prendere in esame la proposta che ha giudicato interessante, vanno quindi valutati costi e fattibilità.

L’assessore ha poi assicurato il suo interessamento presso RFI perché riconsideri la decisione di smembrare di personale la stazione di Capranica e richiedere il potenziamento della stazione di Civitavecchia.

I comitati hanno poi ricordato all’assessore, che di fronte alle pressioni costanti anche RFI è sensibile citando ad esempio la manutenzione che RFI ha poi fatto sulla tratta ferroviaria Capranica Orte, dopo la richiesta d’intervento inviata al presidente della Repubblica e ad altre istituzioni.

I comitati valutano positivamente l’impegno dell’assessore Lollobrigida, in particolare alla riapertura in tempi brevi della tratta Capranica Orte ove è già presente il binario.

Gabriele Pillon - Giacomo Traini - Raimondo Chiricozzi
Comitato Pendolari Ferroviari Roma-Viterbo