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lunedì 31 gennaio 2011

Gianluca Uda e le immagini fotografiche raccolte a fin di bene...

Da quando ha iniziato a svolgere attività di volontariato Gianluca Uda, 29enne da Viterbo, non ha più smesso e sembra intenzionato a non smettere.

Inizia nel 2008 in Tanzania, nella provincia di Iringa, in un villaggio dove si è occupato di bambini con gravi deficit, aiutando un centro nutrizionale per i bambini malnutriti, non trascurando aiuti di ordine pratico a famiglie povere.

Nel 2009 un anno in Bolivia come Casco Bianco nella città di La Paz, nelle Ande, a quasi 4000 metri sul livello del mare, questa volta occupandosi di senzatetto con problemi di alcool e droghe, cercandoli direttamente nei bassifondi per dargli un pasto e un tetto dove passare le freddissime notti andine. Altra attività non meno importante è stata quella di gestire un piccolo pronto soccorso o pagare le prestazioni ospedaliere, dato che in Bolivia sono tutte a pagamento.

Il 2010 è stato l’anno del Bangladesh dove è stato, in due periodi, per quasi tutto l’anno.
Nel paese dei monsoni, dove la povertà e la miseria sono a livelli per noi inimmaginabili, in un villaggio nel sud, Gianluca ,si è prodigato negli aiuti ad una comunità di circa 600 persone con molti portatori di handicap, aiuti che vanno dall’insegnamento di tecniche agricole alla gestione di una scuola, un centro sanitario e la distribuzione di medicinali. Il prossimo 2 febbraio partirà per un altro anno, il 2011 sarà la volta dello Sri Lanka…

Gianluca, amante della fotografia ha realizzato il calendario 2009 sulla Tanzania. L’intero ricavato della vendita, visto che le spese sono state donate dallo zio tipografo, sono state spedite a quella comunità. Dall’esperienza boliviana ne è scaturito un libro fotografico ”LA CALLE Contrasti Boliviani” e dagli appunti di quell’anno anche un libro “La Mama Calle”, entrambi sono in distribuzione on-line su “ilmiolibro.it”.

Altre fotografie le potete trovare sul suo sito www.gianlucauda.it/

domenica 26 settembre 2010

La FAO e gli affamati del mondo, che sono un miliardo

Circa un sesto della popolazione mondiale soffre la fame ma per la prima volta da 15 anni a questa parte è in calo. Secondo una stima della Fao ed il rapporto di Sofi 2010, lo stato dell’insicurezza alimentare, per la prima volta dal 1995 il numero totale di persone che patiscono una condizione di fame cronica è sceso per 98 milioni di persone. Il rapporto tuttavia non lascia molto spazio per essere ottimisti, perché il dato di per se è inaccettabile, visto che buona parte di questa diminuzione è il frutto della crescita di alcune economie come India e Cina, mentre viene penalizzata ancora l’Africa sub sahariana dove si registra la maggiore concentrazione di affamati.

Ogni sei secondi circa muore un bambino per problemi derivanti dalla sottoalimentazione, la fame resta quindi il più alto scandalo, e la maggior tragedia umana per il mondo. E’ ancora molto distante ed irraggiungibile la soglia dei 400 milioni indicata come “obiettivo da raggiungere e centrare entro il 2015. I due terzi del 98% degli affamati nel mondo sono concentrati in sette paesi: Bangladesh, Cina, Etiopia, India, Indonesia, Pakistan e Congo.

Di questi la percentuale del 40% la tocca la Cina e l’India. Ci viene quindi spontaneo pensare quando magari nei fine settimana ci riuniamo a tavola con i nostri amici e parenti, che tutto questo sarebbe bello farlo non soltanto nei principali Paesi industrializzati, ma in tutto il nostro continente, rinunciando magari a qualcosa di superfluo, per donare un piccolo contributo a chi ahimè non ha neppure la possibilità di nutrirsi per sopravvivere!
Rita De Angelis

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Altri articoli su come risolvere il problema della fame nel mondo:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=fame+nel+mondo