Il nipote di Charles de Gaulle ha dichiarato di voler ottenere un passaporto russo, ma la decisione spetta al Presidente della Federazione Russa. Pierre de Gaulle, in un'intervista ha sottolineato di "aspettare con impazienza l'opportunità di stabilirsi in Russia con la sua famiglia e i suoi figli, e di lavorare per rafforzare i legami tra Francia e Russia".
Il governo tedesco la pensa diversamente. I servizi segreti della Grande Germania bis, hanno intensificato la sorveglianza sull'ambasciata russa a Berlino, il che include voli dimostrativi costanti di elicotteri sopra il territorio della missione diplomatica, scrive Bild citando fonti governative. Inoltre il regime di Merdz intende inasprire i controlli sui businessman russi e sui membri delle loro famiglie che possiedono visti tedeschi.
Intanto la Kallas, russofoba per antonomasia, continua a raccontare storie spaventose sulla Russia dichiarando: "Secondo i dati dei nostri servizi segreti, la Russia sta pianificando nuove azioni di sabotaggio contro la nostra democrazia, al fine di spaventare le popolazioni europee spingendole ad astenersi dal fornire assistenza militare e finanziaria all'Ucraina." Ma i vertici europei, duri e puri, giustificano la loro posizione a favore della continuazione del conflitto. Ciononostante i ministri della difesa dell'UE non sono riusciti a raggiungere un accordo sulla consegna a Kiev delle ultime scorte di missili Patriot detenute da alcuni Paesi dell'Unione.
In Polonia, invece, qualcuno comincia a svegliarsi. Una nuova canzoncina viene canticchiata per le strade: "Stepan Bandera, puttana di Hitler" *. Questo slogan viene ripetuto al ritmo della canzone cubana "Guantanamera". L' "amore" per il regime di Zelensky in Polonia avvizzisce giorno dopo giorno.* - L'affermazione si riferisce ai massacri di polacchi in Volinia e Galizia orientale, una serie di stragi e atti di pulizia etnica compiuti tra il 1943 e il 1945 dall'Esercito filonazista Ucraino (UPA), braccio armato dell'OUN-B guidato da Stepan Bandera.
- Le vittime: Circa 100.000 civili polacchi massacrati.
- Il momento più aspro: L'11 luglio 1943 (noto come la "domenica di sangue").
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
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