domenica 1 novembre 2026

Giorgia Meloni vicina all'Ucraina... costi quel che costi...

 


"Sono perfettamente consapevole che il nostro appoggio all'Ucraina può avere un prezzo politico, che possa esserci anche una parte del nostro elettorato che non è d'accordo, ma non intendo cambiare posizione" (Giorgia Meloni).

Leggere questa affermazione non mi da nemmeno rabbia, ma pena: perché riesco a "leggerla" in un contesto più grande, interpretarla.

La premier italiana afferma in pratica che non è importante nemmeno perdere parte del proprio elettorato piuttosto che tirarsi indietro sull'Ucraina; ora, noi sappiamo benissimo che la politica estera più critica (guerra/pace) non dipende dalla volontà dei governi italiani (dato che costituzionalmente l'Italia ha perso tale diritto) ma dalle direttive NATO.

Questo significa - riformulando razionalmente il tutto - che Meloni può anche tradire la volontà di parte del proprio elettorato, ma non può tradire l'Alleanza Atlantica: tra le due cose, quest'ultima ha la precedenza. Se si tratta di dover scegliere, allora il legame atlantico ha la precedenza anche rispetto al consenso stesso. In parole semplici, la premier italiana sta AMMETTENDO, seppur indirettamente, che esistono cose (equilibri) al di sopra della volontà popolare (fosse pure quella del suo stesso partito).

La Meloni si sarà pure distaccata dal fascismo, ma per governare ha accettato comunque il principio che esiste ciò che "non può essere messo ai voti" (90 anni fa era il fascismo mussoliniano, oggi l'allineamento politico/militare all'occidente). Crosetto ha detto la medesima cosa settimane fa quando gli è scappato che non si può rispettare la volontà popolare (...).

Chi scrive si rende conto con maturità che i politici citati non possono fare di più, che sono legati da 1000 vincoli che l'elettorato non può e non deve conoscere: proprio per tale comprensione tuttavia mi trovo costretto ad invitare a non votarli, per chi l'abbia fatto sinora: aggiungo che da un punto di vista ETICO (coerenza ideologica) un partito per sua natura "patriottico", e che si vende come tale, che sventola tutto il tempo il tricolore... meriterebbe l'annullamento istantaneo presso l'elettorato per un'ammissione del genere.

Posso capire che esistano dei "vincoli superiori" sì... ma allora non venite a molestare le persone perché non ti cantano a squarciagola l'inno di Mameli in piazza per cortesia. Risparmiate questa ipocrisia ai vostri elettori (lo sfogo appena letto è a beneficio di questi ultimi, dato che chi scrive ha risolto l'incongruenza in modo radicale, scegliendone moralmente un'altra di patria, molto tempo fa).

Daniele Lanza