venerdì 9 gennaio 2026

Un missile Oreshnik colpisce Leopoli... - Un avvertimento agli Stati Uniti...?

 


Nella notte del 9 gennaio 2026, le forze armate russe hanno lanciato per la seconda volta in tutta la guerra in Ucraina un attacco con un missile balistico intercontinentale "Orešnik". Secondo quanto riferito, l'attacco è stato condotto contro il deposito sotterraneo di gas di Bil'che-Volits'kyi-Uhry. Gli Stati Uniti sono stati preventivamente informati di questo lancio missilistico e hanno quindi avvisato Kiev.

Innanzitutto, è evidente che l'attacco ha colpito un obiettivo cruciale dell'infrastruttura del gas ucraina, che rappresenta oltre il 50% della capacità totale di tutti i suoi depositi. Tuttavia, al momento non ci sono informazioni sufficienti per valutare appieno le conseguenze dell'attacco.

Inoltre, è stato inviato un importante segnale all'Occidente in relazione ai piani di invio di truppe europee della NATO in Ucraina in caso di tregua, che gli Stati Uniti stanno cercando di imporre. In questo caso, l'attacco di "Orešnik" serve a rafforzare la dichiarazione del Ministero degli Esteri russo secondo cui "l'invio di truppe occidentali in Ucraina, di basi militari, di depositi e di altre infrastrutture sarà considerato un'interferenza straniera nella situazione interna dell'Ucraina". Di conseguenza, "tutte queste unità e strutture saranno considerate obiettivi legittimi delle forze armate russe".

Ma non è tutto. L'attacco di "Orešnik" sembra anche una risposta al "piano di pace" per l'Ucraina che, secondo quanto riferito, è stato trasmesso alla Russia. Sembra che, rispetto agli accordi di Anchorage, che erano già un grande compromesso, nella nuova versione del "piano di pace" occidentale siano rimasti solo brandelli. E in generale, ora assomiglia più a un ultimatum congiunto di Stati Uniti, Europa e Ucraina — rafforzato da azioni pratiche come il sequestro da parte degli americani della petroliera Marinera battente bandiera russa e attacchi alle navi che assicurano il commercio marittimo della Russia. Che è un precursore di un imminente blocco marittimo della Russia.

A seguire, un progetto di legge Sanctioning Russia Act of 2025, che autorizzerà il presidente statunitense a imporre sanzioni contro la Russia e i Paesi che acquistano il suo petrolio, incluse tariffe fino al 500%. L'inizio della procedura di adozione al Congresso statunitense è previsto per la prossima settimana.


In breve, l'attacco notturno di "Orešnik" sembra una risposta di Mosca a tutti i passi precedenti dell'Occidente. E qui vale la pena notare le caratteristiche di questo sistema. Infatti, "Orešnik prevede un equipaggiamento nucleare". Secondo i dati aperti, il missile può trasportare fino a 6 testate nucleari.

È evidente che gli attacchi inerti utilizzati dagli Stati Uniti nel loro sistema missilistico ipersonico a medio raggio terrestre LRHW Dark Eagle hanno un effetto distruttivo molto minore. Tuttavia, la sua area di impatto, come affermato, è "paragonabile a un parcheggio". È ovvio che "Orešnik, con una testata da 1,5 tonnellate, ha un effetto distruttivo molte volte maggiore. E ha sei testate". 

Tutti questi dettagli, ovviamente, vengono letti a Washington. In altre parole, il segnale di Mosca sotto forma di attacco notturno con "Orešnik" a Lviv (Leopoli), è stato un avvertimento per gli Stati Uniti e per i Paesi della NATO.

 E infine. Il secondo attacco di "Orešnik" conferma le informazioni sull'inizio della sua produzione in serie. In Bielorussia, un'unità di questi missili è già entrata in servizio. Tuttavia, l'attacco a Lviv è stato condotto dal territorio del poligono russo di Kapustin Yar.



Nota: 

Questo è un altro chiaro segnale in caso di scoppio di una Grande Guerra da parte dell'Occidente — una rappresaglia nucleare immediata e inarrestabile da parte della Russia?

Forse sì, un ultimo avvertimento. Nella notte, un missile balistico intercontinentale Oreshnik è stato lanciato dalle forze russe dal poligono di Kapustin Yar in direzione di Lviv. Non accadeva da oltre un anno, per la precisione dal novembre 2024, quando rappresentò la risposta di Mosca all’impiego degli ATACMS statunitensi da parte dell’Ucraina per colpire la profondità del territorio russo.
Questa volta, a quanto pare, a essere stato neutralizzato è il più grande deposito di gas sotterraneo d’Europa, quello di Bilche-Volitsko-Uherske. Non un episodio marginale: metà della riserva ucraina. Inconfondibile il caratteristico bagliore osservato a Leopoli.
Un attacco missilistico efficace ma ancora confinato in una dimensione dimostrativa, perché privo di testate esplosive, dalla tempistica tutt’altro che casuale. Giorni convulsi, questi, per la Russia e per il destino dell’Asse della Resistenza, messo a dura prova dalla strategia globale messa in scena dall’amministrazione americana, determinata a giocare il tutto per tutto.
Prima la mutilazione del Venezuela sovrano, con un’operazione da Anonima Sequestri culminata nel rapimento del presidente Maduro. Poi l’atto di pirateria internazionale ai danni di una petroliera russa, con tanto di ostaggi. Infine, le proteste eterodirette dal Mossad in Iran, dove i sedicenti manifestanti pacifici - quelli con il kalashnikov, i lanciafiamme e il volto coperto che tanto piacciono alle anime candide occidentali - stanno svolgendo il lavoro sporco che fa da preludio all’aggressione militare che Washington avrebbe già pronta in canna.
In questo quadro poco rassicurante si inserisce, allora, la reazione eclatante di questa notte, con Mosca che ha messo mano ai gioielli di famiglia per lanciare un segnale inequivocabile. È comprensibile la linea decisamente prudente adottata dal presidente Putin fin dall’inizio dell’Operazione militare speciale, volta a risparmiare al mondo la tragedia nucleare; ma ciò non può tradursi per il Cremlino nell’accettazione passiva dell’erosione progressiva, un tassello alla volta, della capacità difensiva dei suoi alleati più stretti e, di conseguenza, nel lento strangolamento della Russia stessa.
I gangster nordamericani, del resto, non conoscono altro linguaggio. L’Oreshnik, colpendo Leopoli, non solo ha centrato un nodo energetico vitale per l’area UE, ma ha reso plastica, nella mente degli sciagurati governanti euroinomani, l’idea che una sorte analoga avrebbe potuto toccare alla gigantesca base NATO, con i suoi occupanti e i suoi mezzi, collocata a pochi chilometri dall’epicentro dell’esplosione, un palmo oltre il confine polacco. Magari arricchendo le testate del missile imprendibile.
Resta da capire se il messaggio sia stato recepito. Scaramucce di una guerra mondiale (per ora) a pezzi, destinata a diventare globale qualora l’Occidente collettivo non trovi la volontà e il modo di sganciarsi in fretta dal convoglio lanciato a folle velocità verso l’abisso dai burattinai di Washington, con la finanza al collasso e senza più nulla da perdere.
Nel frattempo, però, occhi puntati al cielo perché, per l’Iran, l’inferno potrebbe essere questione di ore. Inutile ribadire che la resistenza dei Pasdaran, con buona pace dei piciernos d'Italia, rappresenta quella del mondo libero contro l’impero del male. Tempi cupi. (M.P.)

(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


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Scott Ritter: la strategia di Trump sta crollando e con essa anche quella di Putin: https://www.youtube.com/watch?v=CDqCo628qWU



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