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mercoledì 15 agosto 2012

Valori cristiani immessi sul mercato... guerra e pace, conviene e non conviene....

I pensieri del corvo - Collage di Vincenzo Toccaceli


I valori cristiani in netta decadenza.. La guerra perseguita e le bandierine della pace ad effetto

Non è sufficiente sostenere una ideologia di pace contro la guerra, quando le guerre fermentano proprio in tempo di pace, con speculazioni e ingiustizie che conducono alla guerra.

Gesù per tramite della Chiesa ci insegna tante cose belle, la sopportazione, la preghiera, l’amore, la fratellanza, ma non ci insegna quale è il livello massimo di sopportazione nel caso di sofferenze inflitte dal Potere speculativo, di cui fra gli accusati i più responsabili sono coloro che dovrebbero difenderci dal male. Politici, Istituzioni e Governanti, sorretti da compiacenti e beneficiari che si spartiscono il bottino sottratto agli indifesi.

In Italia, più che altrove, manca la partecipazione alle sofferenze degli altri, l’egoismo che porta a ragionare e comportarsi secondo il proprio livello di benessere, senza guardare indietro, e spesso si accorgono del danno, soltanto quando vengono impugnate le armi della guerra per riscattare i propri diritti.
Sembrerebbe che non esiste un punto ragionevole di incontro, ad eccezione dell’invito alla sopportazione, la quale dopo aver raggiunto il colmo nel secchio, si svilupperà in un inevitabile scontro armato.
Vorrei limitarmi a ragionare sui problemi interni del nostro Paese, dove il buon senso è stato completamente cancellato per il trionfo degli interessi di parte.

Sono diversi anni che milioni di persone si lamentano di un sistema Politico nato con la Democrazia Cristiana e portato avanti sino alla rottura finale, ricorrendo alla distruzione Economica della Nazione, il nuovo modo di fare la guerra.

Ciò nonostante continuano a cambiare le pedine nello Zoo Politico Nazionale, da bipedi con il cervello ristretto a teste molto pesanti di quadrupedi, per terminare con i grandi Professori dal cervello super dotato ma poco adatti a amministrare una Nazione, mantenendo il tradizionale sistema sino al crollo finale, trascinando l’intera Nazione nel baratro.

Prima di richiedere l’intervento degli Dei stranieri per punire il Paese dalle tante porcate Istituzionalizzate, soffocate dall’informazione di parte, fra i quali anche gli amanti della Pace e gli Spirituali, che non sentono il grido di dolore dei propri fratelli.

E’ facile essere coraggiosi a distanza di sicurezza. Non sentire, non vedere per non intervenire.

Sono passati trent’anni tutti in graduale discesa, con scritti per ricorsi alle massime Autorità dello Stato, senza il minimo segno di riscontro a voler sistemare le ingiustizie subite da rispettabili cittadini, facendo innalzare egoisticamente sempre più in alto le bandiere della Pace da oche disinformate.

Rubano case pagate in Lombardia, ammazzano famiglie intere con riferimento all’Ilva di Taranto, e il Potere interviene soltanto quando sono in gioco gli interessi di parte. Molti Pensionati per errori interni dell’INPS, non hanno ricevuto la quattordicesima che aspettavano come la manna per saldare qualche conto arretrato. La lista delle ingiustizie è piuttosto sostanziosa e non si intravedono buoni Samaritani in aiuto degli illeciti.

Il Paese è destinato alla recessione sino a quando non cambieranno le carte in tavola con le dovute scuse e il recupero dei danni subiti.

Nel frattempo godetevi le parole di speranza fuoriuscite da mostri senza coscienza che molti difendono perché non sentono ancora il dolore.

Anthony Ceresa

giovedì 22 dicembre 2011

Franco Libero Manco: "Tortura e violenza come sistema di vita... mangiando cadaveri"



Non esiste crimine più imperdonabile della sistematica e millenaria sopraffazione dell’uomo sull’animale.

L’uomo ha trasformato la terra in un inferno, un luogo di terrore e di tormento per gli animali: ha disseminato stabulari, macellerie, concerie, istituti di sperimentazione; ha riempito i frigoriferi e le sue dispense di ossa e parti smembrate dei poveri animali uccisi senza pietà e senza che mai si levasse dal suo cuore un senso di ripulsa e di vergogna. L’uomo è diventato un torturatore implacabile, un boia spietato di buoi, di cavalli, di maiali, di teneri agnelli, di incantevoli pennuti, di pesci bellissimi, di esseri miti e aggraziati, pacifici, inoffensivi e ha degradato se stesso simile a belva assetata di sangue e affamata di cadaveri.

Da essere dotato di emotività, sensibilità e senso estetico si è trasformato in un malefico cannibale rozzo e spietato. Abbiamo trasformato i miti e dolcissimi vitelli dalla struggente bellezza e innocenza, le orgogliose galline, gli spavaldi puledri, i risoluti ed intelligenti porcellini, i teneri conigli, in cose da smembrare, triturare, fare a pezzi, arrostire, bollire per scaricarli nella fogna dopo essere passati attraverso il nostro stomaco insaziabile e vorace. Mai al mondo gli animali sono stati trattati dall’uomo in questo modo infame e disumano.

Urla di disperazione si levano ogni istante dai milioni di scannatoi sparsi in tutto il mondo e mai le vittime sono state così sistematicamente assoggettate; mai depravazione umana raggiunge i suoi massimi livelli come in un mattatoio. Esseri che non hanno che gli occhi per piangere e il cuore per soffrire spaventati a morte per le pene incomprensibili a loro inflitte. Esseri che non hanno la capacità di farsi capire nel nostro linguaggio, che non hanno avvocati, sindacati che li difendano, non c’è amnesty international per gli animali, non ci sono angeli o santi che vengono in loro aiuto: l’animale è solo nel suo sconfinato universo di dolore, inerme nelle mani predaci dell’uomo. L’animale che ci guarda, con la trepida speranza di essere lasciato in pace, non sospetta che nella mente dell’uomo alberghino piani così diabolici e sconvolgenti.

E i veleni della carne ostruiscono non solo le arterie del nostro corpo ma i canali della saggezza, della sensibilità, della spontanea compassione verso le vittime del suo stupido, insensato e spietato egoismo. Ogni giorno, 365 giorni all’anno, 300 milioni di animali trovano la morte a causa dell’uomo: un coro planetario di urla disumane, imploranti, strazianti si levano inascoltate verso questo mostro sanguinario che tutto sa sacrificare per non rinunciare al piacere del palato. La carne urla e le peggiori malattie dell’uomo sono l’effetto della tremenda nemesi karmica che l’uomo attira su di se e condanna se stesso ad un destino di dolore. Lo schifo ed il ribrezzo che derivano da tali azioni superano di gran lunga ogni possibile proposito positivo.

Per millenni abbiamo costretto gli animali a lavorare per noi come schiavi ed essi, nella loro sacrale ed inoffensiva docilità, hanno obbedito pazienti e rassegnati alla tirannide umana sopportando fatiche immani, fame, tormenti, il castigo del bastone e della frusta; li abbiamo coinvolti nelle mille e sanguinarie guerre fratricide; li abbiamo tenuti in prigione, in posti orribili per tutta la loro breve e infausta esistenza; abbiamo immobilizzato i giocosi vitelli impedendo loro l’innato ed irrefrenabile desiderio di correre e di giocare; li abbiamo castrati, mutilati, tosati, li abbiamo alimentati con cibi schifosi, li abbiamo privati dell’erba, della luce del sole; abbiamo annullato la loro dignità; li abbiamo imbottiti di farmaci per impedire che muoiano prima che giungano al mattatoio; abbiamo tolto alle madri i loro piccoli mentre i loro occhi si riempivano di lacrime; li abbiamo caricati a forza sui camion blindati e li abbiamo portati nell’inferno dei mattatoi dove l’odore del sangue e la vista dei loro compagni di sventura uncinati, sventrati, fatti a pezzi, smembrati, spellati, spesso ancora vivi, li ha fatti schiantare dal terrore. E ora abbiamo il coraggio di addentare quella maledetta, disgustosa, puzzolente, putrescente parte di cadavere che nessun condimento potrà mai rendere digeribile alla nostra coscienza. E abbiamo anche il coraggio di dare ai nostri bambini questo pasto mortifero. Siano fatte visitare ai bambini le stalle e poi i mattatoi; sia loro spiegato che le bistecche, il prosciutto o la coscia di pollo non crescono sui prati come le margherite o sugli alberi come i frutti. Il crimine della peggiore condizione umana è quello di dare ai bambini da mangiare gli animali che amano.

E non c’è opera meritoria dell’uomo che possa neutralizzare gli effetti di questa immane, folle, insensata, sistematica, criminale carneficina di esseri indifesi, innocenti, miti, generosi, buoni, belli, pazienti. Questo non trova alcun perdono sotto nessun cielo dell’universo.

Ma chi mangia cadaveri si cadaverizza. E’ una regola implacabile. In un costante e dissennato suicidio collettivo ci si ciba di animali morti, di cadaverina, di masse virali, di tessuti in decomposizione. Mangiamo i loro reni, il loro fegato, il loro cuore, il loro cervello, i loro intestini, le loro gambe, la loro lingua, la loro coda, i loro testicoli. Ogni piatto di carne porta con se un messaggio di morte: è un crimine contro la vita e contro l’integrità del nostro organismo di animali fruttariani. Ma anche gli animali hanno un Dio e prima o poi la loro sofferenza ricade sui massacratori e sui mandanti, cioè i mangiatori di carne, e su coloro che ne fomentano l’utilizzo. Ma ciò che mi sconvolge, che mi fa impazzire, che devasta il mio equilibrio e valica ogni mia possibile giustificazione è che tutto questo avviene con l’avallo, la giustificazione e la benedizione di santa romana chiesa, delle religioni specialmente di ceppo ebraico e di ogni altra religione o educatore religioso che ne fa parte. Ed io ne provo vergogna e orrore ad essere della stessa specie di coloro giustificano questo stato di cose. L’uomo non ha ancora i titoli per essere considerato tale.

Franco Libero Manco