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martedì 4 settembre 2012

Calcata, sette settembre 2012: "Incontro con Paolo D'Arpini, senza programma"



Paolo D'Arpini a Calcata


7 settembre 2012 - Uffah, uffah.. ed uffah mi tocca proprio passare una notte a Calcata

La vacanza treiana volge al termine... Ieri sono stato alla Proloco di Treia per informarmi sui pulmann da e per Ancona (Via Macerata) in modo da essere pronto per il mio eventuale ritorno in solitario... quando dovrò essere qui nuovamente ad ottobre.

Il sette settembre Caterina ed io ci mettiamo in viaggio verso Calcata. Figli e nipoti mi aspettano.. Non posso tradire la loro aspettativa, in fondo un pezzo di me è rimasto lì, nella valle del Treja.. E di me si ricorda anche il comune di Calcata che continua a mandarmi bollette arretrate e nuove (per questo o per quello, malgrado io non sia più lì residente). Dei vecchi abitanti invece non ho avuto più notizie (nemo profeta in patria).. intrattenendo contatti solo con chi venendo da lontano mi conobbe visitandomi nella vecchia sede del Circolo Vegetariano, in quel locale che meriterebbe ancora di essere vissuto...

Chissà, forse mio figlio Felix e sua moglie Sofia riusciranno a vivificare nuovamente quel luogo.

Calcata per me croce e delizia... Giorni addietro parlandone con Antonio D'Andrea che mi suggeriva di fare una grande rimpatriata a Calcata, per festeggiare il ventennale della nostra amicizia, lì nata, risposi immediatamente che Calcata non era il luogo adatto ad un revival qualsivoglia...revival significa rivivere ma Calcata (per me) ormai è solo uno scenario, un teatrino colorato per la domenica degli arrembaggisti metropolitani...

Anche ieri l'altro, essendo con Caterina a Cingoli nella yurta, dopo i canti, Upahara mi chiedeva se mai saremmo riandati a Calcata e mi ricordava tutte le belle esperienze vissute lì, cantando e meditando su madre Kali, nel Tempio della Spiritualità della Natura. "Non hai nostalgia di Calcata" Mi chiedeva? Ed io: "Sono stato in trincea a compiere il mio dovere per trentatre anni, e sono sopravvissuto... Non sono finito in croce. Ora per fortuna la guerra è finita... Ho dato l'addio alle armi ed a Calcata. The war is over!"

Vorrei però dedicare un po’ del mio tempo raccontandovi quel che so e quel che ho intuito su Calcata (come luogo e come genius loci). Vorrei dire da subito che un luogo come Calcata, pur ammettendo la sua peculiarità, ha un significato ed un valore esclusivamente col tipo di “presenza” che lì si manifesta. Se siete avvezzi a trattare temi esoterici capirete subito che -ad esempio- Gerusalemme ha un valore non per l’architettura o per il panorama ma per la storia e la presenza psichica che lì si è manifestata, anche ammettendo che l’architetttura ed il panorama abbiano contribuito ad attrarre particolari psichismi.

Questo è il caso anche di Calcata, infossata in una valle circolare percorsa dal fiume Treja, una sorta di immagine induista del sacro Shivalingam (unione fra il maschile ed il femminile) ed è così che spontaneamente sorse la leggenda del prepuzio, trovato da una vergine, e custodito poi in una chiesa di questo paesino per secoli praticamente sconosciuto e completamente isolato (vera immagine del femminino segreto).

Inoltre l’attrazione che ha caratterizzato Calcata verso un certo di tipo di persone, benevole e malevole, Yin e Yang, è un altro aspetto importante del luogo.. Ma ora, l’eccesso dello Yin nel cucuzzolo (sotto forma di sfruttamento turistico e di riflesso energetico passivo) ha allontanato lo yang nello spazio selvaggio della valle. Quindi quel che era yin è divenuto yang e quel che era yang si è tramutato in yin.

La simbologia è la stessa degli eventi che hanno caratterizzato la storia simbolica di Sodoma e Gomorra..

Insomma non c’era più posto per me a Calcata e quindi sono stato semplicemente “estromesso” dall’energia del luogo.. Ho lasciato però lì una presenza, mio figlio con sua moglie ed i miei nipotini, in essi riposa il seme di una nuova trasformazione..


Eppure il 7 settembre 2012, dovrò ancora una volta trascorrere una notte a Calcata, nella mia vecchia casarsa sulla fogna comunale. Il dovere mi chiama, sono stato richiamto per un giorno alle armi...

Figli e nipoti mio attendono.. e forse pure qualche amico, chissà...
Per incontraci, senza programma, chiamate la mia adorata Shakti, Caterina, al 3336023090.


Paolo D'Arpini
Circolo Vegetariano VV.TT.


Capanna nel Tempio della Spiritualità della Natura a Calcata

martedì 1 novembre 2011

Calcata Ardena ritorna…? La finzione non ha mai fine e la verità resta sempre sotto traccia…



Testimonianze

Questa che segue è una corrispondenza su una vicenda strana occorsa nel 1997, anno in cui vivevo a Calcata, e che corrisponde, assieme ad altri fatti inenarrabili sinteticamente, al declino di un esperimento su un nuovo modello di vita. Un tentativo di villaggio ideale per l’uomo, in cui natura animali elementi ed esseri senzienti operassero ed esistessero in sintonia e mutuo ausilio… Come per altro dovrebbe essere! Poi quella comunità fu trasformata nell’immaginario come accadde a Shangrillà… la mitologia serve anche allo scopo mistificatorio, spesso.
Calcata divenne Ardena.. e poi mille altre cose, mille altre situazioni, mille altri specchi convessi e concavi riflettenti una nuova realtà da Luna Park.

Ma lasciamo alle lettere il compito di evocare un’immagine dell’inesprimibile…

Scrive Fabio il 31 ottobre 2011:

Buongiorno Paolo D’Arpini, mi chiamo Fabio Caironi, sono un giornalista e scrittore esperto di leggende metropolitane. Vi contatto in merito al film “Ardena”, che una quindicina di anni fa scatenò un putiferio dalle vostre parti. Vorrei scrivere qualcosa sull’argomento, e mi permetto d\’inviarvi qualche domanda:
Si sente defraudato dalla decisione d\’intitolare il film “Ardena”?
Ha mai sentito la storia secondo la quale il film fu rinominato perché la vostra cittadina ha un nome che ricorda troppo la parola “cagata”? Come la commenta?
C’è mai stato un chiarimento con Barbareschi dopo l\’episodio del cinema Barberini?
Grazie per una cortese risposta, cordiali saluti
p.s. sono anch’io vegetariano

……………..

Mia rispostina:

Caro Fabio, guarda un po’ al link ci dovrebbero essere tutte le mie
dichiarazioni… SE poi vuoi qualcosa di “fresco” riscrivimi e ne
parliamo…. Ciao e buon lavoro:
http://www.google.com/search?client=gmail&rls=gm&q=ardena%20calcata%20paolo%20d’arpini

……………

Scrive Fabio il 1 novembre 2011:

Ciao, grazie per il link. Avevo effettivamente letto tutti questi articoli, visto che più della polemica tra te e Barbareschi m’interessa capire come sia nata la leggenda del cambio di nome.
Fammi capire: Barbareschi, durante la lavorazione, vi assicurò che il nome del film sarebbe stato “Calcata”, oppure fu vago?
Avevi mai sentito la storia della sostituzione del nome prima di adesso? Cosa ne pensi? La prima traccia tangibile della leggenda è la menzione che ne fa Marco Giusti in Stracult.
C’è effettivamente stato un chiarimento con Barbareschi dopo l’episodio del cinema Barberini?

Domande simili le ho inviate a Barbareschi, nella speranza che mi risponda… Ti ringrazio per la disponibilità, buona giornata di festa
……..

Mia rispostina:

Ah Fabio, nemmeno ti conosco.. E se ti dico tutta la verità potresti pensare che sono un megalomane e magari pure sciroccato.. Dovrei scrivere un romanzo io stesso per spiegarti tutto l’arcano.. ma tu vuoi risposte sintetiche ed io non ho voglia di raccontare più di quel che è lecito e ragionevole.. Alcuni retroscena te li posso confidare..

Allora come saprai quel film fu realizzato con fondi CE, forse serviva a sancire l’unione fra il Barbareschi e la figlia di Ripa Di Meana, che allora stava alla UE, ed era dei Verdi. Anch’io facevo parte degli ambientalisti, sono stato un “verde storico” ma mai accettato nel grembo del potere costituito sia perché impresentabile sia perché ribelle e privo di remore.. Avevo fondato a Calcata una comunità in chiave bioregionale negli anni ‘70, che poi pian piano era diventata un modello per “un’alternativa” possibile in chiave di ricerca di una nuova società ecologista, spiritualista laica e comunitaria. Il sogno durò poco anche perché come ben sai ogni cosa che emette luce pian piano viene rivestita da una cortina di specchi che si appropriano della luce e mandano solo riverberi utilitaristici e funzionali alla funzione economica e di “mascheramento” della verità… (ti ricordi la leggenda di Sangrillà in Tibet?) Ma sto già andando troppo in là… Forse se tu avessi intenzione di scrivere un libro potresti anche venire a trovarmi, ora abito a Treia, nelle Marche. E fare una lunga chiacchierata sul tema.. Però in passato la trasmissione di certe confidenze è già andata a male come è avvenuto per un giornalista americano che è stato a Calcata per un paio di mesi si è rimpinzato di notizie e poi ha prodotto un suo libro “ca(l)gata” per vendere Calcata al turismo alternat.spiritual.ecolog.artistic. finto.. Poi un altro americano voleva fare un bel documentario sulla storia vera di Calcata.. ma pure lui si è eclissato.. nelle nebbia della confusione e della mistificazione…
E tu cosa vorresti fare? Un articolo su Barbareschi? Sul film Ardena che utilizzava l’immagine di Calcata per farsi pubblicità? Sulla trama del film che evocava la vita di mio figlio Felix che è nato e vive tutt’ora a Calcata..? Sulla protesta al Barberini anch’essa strumentalizzata per far pubblicità al film? Sul vuoto totale del messaggio e sulla cancellazione di una identità precisa per renderla mitica ed allo stesso tempo inesistente?
Le bugie sono tante e la verità, come ti ho detto sopra, è troppo scomoda e non “utile” alla causa utilitaristica…
Ma, intanto beccati queste sentenze…. e buona celebrazione d’Ognissanti

Paolo D’Arpini



Paolo D'Arpini e Calcata sullo sfondo

sabato 9 luglio 2011

Calcata: "I piccioni sporcano ed i volontari del Parco del Treja ripuliscono.." . Ed altre facezie...



La piazza e i vicoli di Calcata tornano splendenti

Un gruppo di volontari abitanti dell’antico Borgo di Calcata, con l’aiuto dei guardiaparco del Parco del Treja hanno ripulito la piazza e il selciato delle stradine.

Il centro storico del paese, meta di molti turisti e visitatori e soprattutto popolato da tantissimi piccioni, soffre la difficoltà di essere pulito metodicamente. A questo problema hanno voluto dare una risposta gli abitanti del Borgo, che, armati di ramazza, lunedì scorso hanno tirato a lucido ogni angolo della salita di accesso al paese, di alcuni vicoli e della piazza.

Ai volontari si è unita una squadra di guardiaparco, con un potente getto d’acqua sono state disincrostate le stratificazioni di guano che rendevano pericolosamente scivolosa la strada di accesso al paese.

“Il Borgo è un piccolo gioiello che deve essere curato con le maggiori attenzioni possibili - sostiene il Presidente del Parco, Gianni Di Giovanni - la disponibilità e la voglia di fare dei volontari è encomiabile e abbiamo ritenuto di premiarla mettendoci a disposizione con i nostri mezzi. Resta comunque la necessità di migliorare il sistema di pulizia del Borgo, per renderlo più accogliente, pulito e sicuro per chi ci abita e per chi viene a visitarlo.”


................


Altra Fantanotizia aggiunta:

Piccioni e guardie a Calcata vecchia e muova. Dal nostro inviato speciale Georgius.

E’ ormai tempo di reagire! La popolazione di bottegai, artisti, ristoratori, etc. è sotto choc (non è un uovo alla coc!) Domenica scorsa, si è verificato l’ennesimo, violento, scontro a fuoco per aria.

Si è sfiorata la carneficina di piccioni a tarda sera, all’incrocio del cavalcavia fra la via che porta a Calcata nuova e quella che porta a Calcata vecchia. Due pantere, una della milizia e l’altra dei vigili, stavano per urtarsi e solo il provvidenziale passaggio di un gatto nero ha provocato una brusca frenata di entrambe le auto, evitando un impatto che poteva essere disastroso, a causa della forza scaramantica con la quale le autovetture non procedevano.

Gli agenti, tuttavia, si sono innervositi e hanno cominciato a lanciarsi ingiurie e contumelie da una vettura all’altra, ciascuno rivendicando le proprie ragioni, in merito alla precedenza ed a chi fosse stato più contagiato dalla sfortuna… Inevitabilmente dalle parole si è passati ai fatti, tutti e sei gli agenti sono scesi dalle auto ed hanno preso a sparare in aria, terrorizzando i venditori di cianfrusaglie che stavano chiudendo i loro banchetti ed uno stormo di piccioni viaggiatori, allevati nelle vicinanze del castello, che hanno preso a svolazzare sulla zona dello scontro bombardando, in autodifesa, guardie e bancarellari e turisti con deiezioni chimiche fatte in proprio (vendicandosi così dell’otturamento dei loro pertugi effettuato da solerti cittadini igienisti).

Esaurite le munizioni, i militi si sono avvicinati gli uni agli altri, chiedendosi reciprocamente i documenti. Avendo opposto tutti un netto rifiuto, si sono alla fine arrestati. Adesso su tutti pende una denuncia per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale.

I piccioni sono tutti salvi.

[Nota: qualsiasi riferimento ad avvenimenti precedenti realmente avvenuti è puramente causale].

Georgius – Inviato per l’Estero e per Calcata vecchia e nuova de Il Giornaletto di Saul

http://saul-arpino.blogspot.com

sabato 13 novembre 2010

Debito pubblico...? Ecco come abbatterlo con le idee fantasiose di Domenico Scilipoti


Scrive Domenico Scilipoti: “ABBATTIAMO IL DEBITO PUBBLICO NOLEGGIANDO LE OPERE D’ARTE INUTILIZZATE” - Trovo la proposta molto interessante e l'ho pubblicata qui sul blog assieme alla foto di un'opera d'arte che potremmo mettere a disposizione per il noleggio agli estimatori (come da proposta di Scilipoti) ed intanto contribuire ad abbassare il debito pubblico almeno del Lazio... Nella foto: esempio di arte sciamanica sul sentiero dell'Orto del Pero a Calcata. (Paolo D'Arpini)


Così avevo iniziato a scrivere... poi mi son detto “Perché essere egoisti.. perché non pensare al bene dell'intera Italia e pure a quello della Caput Mundi, che in fondo mi diede i natali ed in cui io stesso son nato?” Giusto! Ed ecco che allora amplio la proposta, indirizzando un appello al sindaco di Roma: “Cosa c'é di più artistico in Italia della Città Eterna? I monumenti della Capitale sono un vero capitale, e prima che facciano la fine dei ruderi pompeiani perché non cederli a noleggio per dieci anni -come dice Scilipoti-? Sicuramente che li noleggia saprà mantenerli e farli pure fruttare, visto che deve pagare per il noleggio”

Ecco quindi che con i soli monumenti di Roma il bilancio pubblico italiano sarà risanato.... Ed in fondo il sindaco Gianni Alemanno non avrà di che lamentarsi, visto che per lui allo stato attuale delle cose la manutenzione del centro storico é solo un'incombenza onerosa ed un problema... Lasciamo che siano i noleggiatori a pensare alla conservazione delle opere d'arte capitoline.. con buona pace di tutti!
Paolo D'Arpini

Testo del Comunicato Stampa di Domenico Scilipoti:

ECONOMIA – SCILIPOTI (IDV): ABBATTIAMO IL DEBITO PUBBLICO NOLEGGIANDO LE OPERE D’ARTE INUTILIZZATE

Roma. 13/11/2010: "Il debito pubblico continua inesorabilmente a crescere, acuito dal processo di accumulazione degli interessi.” Così si è espresso l’On. Scilipoti (IDV) nell’importante convegno tenutosi a Palazzo Marini con l’ARDEP (Associazione per la Riduzione del Debito Pubblico). Ad illustrare la proposta di legge, la 3563, che propone il noleggio decennale, tramite asta telematica, di opere d’arte di proprietà dello Stato giacenti nei magazzini dei musei e inutilizzate, oltre l’On. Scilipoti, l’Avv. Nicola paglietti, Presidente ARDEP. Sono intervenuti il Prof. Luciano Corradini, il Dott. Paolo Mazzanti, il Prof. Vincenzo Russo, il Dott. Mauro Giordano Orsini, il sen. Stefano De Lillo, il dott. Dino Pesole (Il Sole-24 Ore). “Rimbocchiamoci le maniche, senza aspettare di decidere chi deve essere il primo a mettersi al lavoro per abbattere un debito non più sostenibile - continua il deputato di Italia dei Valori –

Usiamo la fantasia, che a noi italiani non manca. Migliaia di opere, già catalogate, occupano i magazzini dei nostri musei. Noleggiamole per un decennio a musei, università, fondazioni, grandi imprese estere: ricaveremo miliardi di euro da destinare per metà al risanamento del debito pubblico e per metà ai beni culturali”. Il Governo intervenga subito, a tutti livelli, alle esigenze dello Stato. Abbassando il livello di indebitamento - conclude l’On. Scilipoti (IDV) – rafforziamo la solidità della nostra economia, diamo forza e fiducia ai nostri mercati, riequilibriamo l’andamento nel tempo del rapporto debito/PIL e portiamo fuori dal tunnel il tasso di crescita economica”

Dott. Giuseppe Cuschera
Ufficio Stampa On. Dott. Domenico Scilipoti

Tel.: 06 67604225-8028
Fax: 06 67608346

scilipoti_d@camera.it

lunedì 28 giugno 2010

Rigurgito fantascientifico di Calcataonline News... "gli alieni sono fra noi, qui a Calcata.."

Avevamo sperato in una vita breve, con fine incruenta, delle trasmissioni virtuali di Calcataonline News... ma come in "Hollywood Party" i folletti "Vitali" dei redattori si sollevano e declamano ad libitum... Colpiti a morte, tacitati in tutti i modi, tappate le bocche, incartate le dita, spenti i computers.. ma i "Vitali" continuano a produrre deliranti News... Stavolta é la volta degli alieni... e potevano mancare gli alieni a Calcata?
Macché... sono persino nominati nell'Home Page del sito del Circolo Vegetariano VV.TT. (vedi: http://www.circolovegetarianocalcata.it/ )

Quindi ancora una volta a reti unificate ecco a voi l'edizione "fantascientifica" di Calcataonline News, le notizie di cronaca spiccia sono in calce al presente notiziario.

Ed ora proseguiamo senza pietà...

Schiere di astronomi, linguisti, matematici, filosofi, da decenni si interrogano su come comunicare correttamente con un alieno, per evitare equivoci. Intanto, però, vengono inviati nello spazio migliaia di messaggi in ordine sparso. Oltre alle trasmissioni TV che potrebbero essere il nostro involontario biglietto da visita cosmico. (Sylvie Coyaud).
NOTA, in attesa della trasmissione su Italia 1 del prossimo 1 luglio, dedicata agli "alieni", occorre riflettere su quanto finora hanno fatto gli alieni sulla nostra Terra.

Cosa sono infatti le antiche divinità mediterranee se non alieni conosciuti da tutti i popoli? E questo andare su e giù delle divinità in questione, non sono forse piccoli viaggi spaziali? Io sono convinto che Noi potremmo avere ulteriori informazioni dal nostro amico e protettore PRIAPO! Proprio in questo momento s’ode l'aere circostante inebriarsi di un suono profondo, che sembra sgorgare dalla natura. E' la voce maschia e baritonale di Priapo che, come una melodia di zampogna, si espande per i boschi, i campi gialli di messi mature, di calli, di collinette e di borghi arrampicati in cima ad improbabili e friabili rocce, come Calcata d'altronde. La stessa Voce che fu udita dal famoso Erasmus di Rotterdam, esperto in similitudini, quando giunse a Calcata, nel 1513 (Mense Dicembri, Anno MDXIII), alla ricerca del "preputius Christi", onde scrivere un trattato sulla corretta conservazione dei prepuzi e prostate di santi e madonne).

Scriveva infatti Erasmus, nella lettera dedicatoria all'amico Pietre Gilles, pubblicata in anteprima sul " Monitore di Faleria", tessendo l'elogio della Metafora come strumento pedagogico per insegnare a scrivere bene, come sosteneva Cicerone. La metafora è l'artificio sommo che conferisce ad uno scritto non solo splendore, ma l'intera sua eleganza: e il "paragone" è una Metaphora esplicata, una metafora sciolta, distesa, adatta ed efficace in ogni tipo di scrittura. (Scrive pertanto l'illustre protagonista: Come le briciole di un cristallo non si possono assolutamente ricomporre, così è difficilissimo riconciliare coloro che da una strettissima confidenza passarono all'odio reciproco.

Orbene, è proprio qui, a Calcata, che il costruttore di metafore colse l'arcano che circonda questa straordinaria Civitas. Quando, per esemplificare, è invalso l'uso di nomare in istrano modo i Frati dermatologi (dell'Ospedale dell'Immacolata, giustamente da questi romiti, curanti cutanee macchie, invocata in quanto priva di macchie), e questo nomignolo essendo a loro dato dalla marmaglia romana quali "frati teppisti", trattasi ciceronianamente di metafora in quanto giro di parole, perché da frati si giunge a frati trappisti e da questi alla già nomata teppisti.

Ordunque, essendo giunto con la propria carrozza, dalle brume di Rotterdam in quel di Calcata, avendo Egli ordinato al fiaccheraio di tirare le briglie ai corsieri, già provati dal viaggio, onde poter discendere per andare ad orinare nel prospiciente boschetto, da questo sentì provenire il canto melodioso che con intelligenza Erasmus non potè che attribuire ad una possente divinità: era proprio la vellutata voce di Priapus che così elevava i suoi gorgheggi al cielo:
"Un'ora sola ti vorreiiiiiiiiii.....
per darti quello che non saiiiiiiii...."
(Ma come poteva saperlo il pur esperto Erasmus non conoscendo egli la costumanza di Priapus a locarsi nei pressi del Tempio ove giaceva religiosamente conservato in una teca finemente arabescata dalle trepide mani di verginali romite, il prepuzio del Divin Fantolino??).

Udì egli invece un'altra voce elevarsi dal bosco incantato. Essa voce diceva:
"Ma l'amore noooooooo!!!
l'amore mio non puòòòòòòòòò
dissolversi nei gorghi del rio Trejaaaaaaa......"

Era dessa la voce di Lupo Mannaro, che in precedenza ebbi a significare quale amante di Lupa Capitolina- Ma Erasmus nol sapea e pertanto, credendo avere a che fare col diabolico Mephisto, amico di Fausto, l'intrigante alchimista, emulo di tale berluska o burlesca o matrioska, nella seduzione coattiva d'ingenuotte villane, si diede invettivamente ad apostrofarlo in latino: "FAUSTE! FAUSTE! IN AETERNUM DAMNATUS ES!!" Profilavasi pertanto, in mente a Priapus, di ricorrere ad un ossimoro o alla peggio ad uno jojaro. Egli infatti gorgheggiò:
"C'era un Grillo (Beppe) in un campo di lino,
la formicuzza glie ne chiese un pochettino....."

Ed infine un po' di programmatica spinta... Ricordiamo a tutti gli affezionati lettori di Calcataonline News che sicuramente l'edizione viene chiusa, anche perché il "direttore" emigra altrove. Nel prossimo futuro potrebbe nascere l'inserto Spilambertoonline News, oppure Treiaonline News, dipende dall'ubicazione dell'Arpinate. Nel frattempo invitiamo gli accorti lettori e collaboratori a visionare sulle carte geografiche le posizioni di Spilamberto (anticamente Spilimberto) che si trova in provincia di Modena e di Treia (anticamente Atreia) che é in provincia di Macerata, studiandone attentamente la storia e le origini.

Il 29 giugno 2010, alle h. 16.30, nel centro visite del Parco Valle del Treja a Calcata, si tiene una commovente cerimonia di commiato con la redazione. Nell'occasione verranno anche riferiti i veri avvistamenti di UFO, angeli, demoni ed altre entità più o meno paranormali che si sono verificati nei secoli e nei millenni, fra Calcata, Pizzo Piede e Monte Li Santi...

Ma non volendo entrare in tema di ermeneutica dell'affettività, al momento ci s'impone ad indurre il lettore a sospendere la lettura.

Georgius Vitalicus Veientis et Saulus Arpinate Calcatensis