domenica 27 settembre 2026

...ha stato Putin!?



C'è una cosa che dovrebbe essere elementare in una società democratica: quando si accusa un Paese di un atto grave, bisogna portare le prove.

Non basta ripetere ogni giorno «è stata la Russia».
Non basta un titolo di giornale.
Non basta una dichiarazione politica.
Non basta creare paura tra i cittadini.
SERVONO FATTI, ELEMENTI CONCRETI, INDAGINI E PROVE VERIFICABILI.
L'Unione Europea, gli Stati Uniti, la NATO e anche il governo ucraino hanno tutto il diritto di denunciare ciò che ritengono minaccioso. Ma proprio perché stiamo parlando di una potenza nucleare come la Russia, la responsabilità delle parole deve essere enorme.
Quando un'accusa viene trasformata immediatamente in una certezza, senza spiegare quali siano gli elementi che la sostengono, si rischia di alimentare una spirale pericolosissima.
E questo vale per tutti.

Non sto dicendo che ogni accusa contro la Russia sia falsa. Sarebbe altrettanto scorretto. Esistono casi nei quali governi e organismi internazionali hanno presentato attribuzioni specifiche, per esempio riguardo ad alcune attività informatiche e operazioni ibride. Ma proprio per questo bisogna distinguere un caso documentato da un'accusa ancora da dimostrare. Perché oggi sembra troppo facile costruire una narrazione nella quale, qualunque cosa accada, il primo nome pronunciato è sempre lo stesso: RUSSIA.

E io dico: BASTA.
Se avete le prove, mostratele. Se un'indagine è ancora in corso, dite che è in corso.
Se esistono elementi riservati che non possono essere divulgati, spiegate almeno chiaramente che si tratta di valutazioni d'intelligence e non di prove che il cittadino possa verificare. Ma non trasformate ogni sospetto in una verità assoluta. E soprattutto, non utilizzate la paura della guerra per convincere i cittadini che dobbiamo prepararci continuamente a un nuovo conflitto.

La Russia non è un piccolo Paese che può essere trattato come un bersaglio qualsiasi. È una grande potenza militare e nucleare. Proprio per questo provocazioni, minacce, propaganda e accuse non dimostrate possono diventare pericolosissime.

E qui la responsabilità politica è enorme: Bruxelles, Washington, Kiev, Mosca e tutti gli altri protagonisti devono capire che giocare con la paura di una guerra mondiale non è un gioco.
Non abbiamo bisogno di altre persone che alzino la temperatura.
Abbiamo bisogno di prove quando si fanno accuse, trasparenza quando si parla ai cittadini e diplomazia quando esiste il rischio di un'escalation.
Perché alla fine delle guerre non pagano il prezzo i politici che fanno dichiarazioni davanti alle telecamere.

PAGANO I CITTADINI.
Pagano con i prezzi più alti, con l'energia, con l'economia, con la sicurezza e, nei casi peggiori, con la propria vita.
E allora smettiamola di trasformare ogni episodio in un'altra occasione per alimentare lo scontro.
LE ACCUSE SI DIMOSTRANO.
LE PROVE SI PRESENTANO.
LA PAURA NON PUÒ DIVENTARE UNA POLITICA ESTERA.
E soprattutto: prima di parlare di guerra, bisogna avere il coraggio di parlare di PACE.

Dilma da Silva




venerdì 25 settembre 2026

Cosa hanno concordato (sinora) Xi Jinping e Donald Trump durante l'incontro in USA?

 



Durante il vertice di settembre 2026 in corso a Washington, il principale accordo concreto tra Donald Trump e Xi Jinping riguarda la proroga della tregua sui dazi commerciali fino a gennaio. 

L'annuncio ufficiale è stato anticipato dal segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, congelando temporaneamente le barriere tariffarie tra le due superpotenze. Oltre a questo specifico rinvio, il colloquio di 90 minuti alla Casa Bianca e la successiva cena di gala hanno delineato intese di massima e forti distanze su diversi dossier strategici.

Nonostante la tregua commerciale, le posizioni sull'IA rimangono distanti. I ministri del Tesoro avevano discusso nei giorni precedenti un meccanismo di notifica per gli incidenti legati all'IA, ma non si è giunti a un accordo formale.
 
Nel corso dell'incontro, il presidente cinese Xi Jinping ha esortato gli Stati Uniti ad attenersi fermamente all'opposizione nei confronti dell'indipendenza di Taiwan e a gestire la questione con massima prudenza. I due leader hanno anche discusso della situazione in Ucraina e in Medio Oriente.
 
«Io e il presidente Trump abbiamo avuto scambi sinceri e approfonditi, raggiungendo un'intesa comune su molte questioni. Ciò ha arricchito di nuovi contenuti la relazione costruttiva e di stabilità strategica tra Cina e Stati Uniti, fornendo al contempo un nuovo orientamento strategico per le nostre relazioni».
Lo ha detto il presidente cinese Xi Jinping, parlando alla cena di Stato in suo onore alla Casa Bianca. «Cina e Usa devono agire come grandi potenze responsabili: rispondere alle aspettative dei rispettivi popoli, stare al passo con i tempi ed esplorare un nuovo modello di convivenza tra grandi nazioni», ha aggiunto.

«Come un fiume che scorre senza soste, la storia non si ferma mai. L'amicizia tra i due popoli è una causa nobile e ricca di promesse. Uniamo le forze e avanziamo fianco a fianco; insieme, coltiviamo i bellissimi fiori dell'amicizia sino-statunitense. Scriviamo insieme un nuovo capitolo delle nostre relazioni amichevoli. Vorrei ora proporre un brindisi  alla prosperità e al progresso di Cina e Stati Uniti e all'amicizia tra i nostri due popoli», ha concluso Xi.




giovedì 24 settembre 2026

Sceneggiata "open air" tra Xi Jinping e Donald Trump...

 


Il presidente cinese Xi Jinping è attualmente in visita di Stato negli Stati Uniti. È atterrato alla Joint Base Andrews per un vertice bilaterale di tre giorni con il presidente Donald Trump, mirato a stabilizzare le relazioni economiche e politiche tra le due superpotenze.

L'agenda del vertice copre questioni di massima rilevanza geopolitica ed economica:

Commercio e Dazi: Come primo risultato concreto dei colloqui alla Casa Bianca, è stata prorogata di due mesi la tregua sui dazi commerciali tra USA e Cina per favorire mercati più equilibrati.
 
Tecnologia e Intelligenza Artificiale: Resta accesa la sfida sul fronte dell'IA. La Cina ha esortato gli Stati Uniti a vederla come un partner e non come un rivale strategico, sebbene a Washington prevalga la linea del contenimento tecnologico.
 
Geopolitica e Taiwan: Xi Jinping ha ribadito la richiesta che gli Stati Uniti si oppongano fermamente all'indipendenza di Taiwan. Ha inoltre espresso l'auspicio che si giunga presto a un accordo negoziale tra USA e Iran.

I due leader hanno ostentato una apparente sintonia personale, con Trump che ha parlato di una "vera grande amicizia" e Xi che ha sottolineato come la rinascita cinese e il ritorno alla grandezza dell'America possano coesistere in modo pacifico. 

La visita istituzionale si concluderà ufficialmente venerdì mattina con un tè presidenziale e una tappa agli Archivi Nazionali americani.

Domani (o forse dopodomani) seguiranno notizie da "dietro le quinte"...



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)



"Miami o non mi ami?" - La Russia invitata al G20 di Miami...

 

Rubio: "Abbiamo invitato Putin al G20 di Miami"

Putin avrebbe  ricevuto, attraverso Rubio,  un invito di partecipazione al prossimo vertice del G20 negli Stati Uniti.  Peskov, il portavoce di Putin, a questo proposito ha dichiarato:  "Sì, abbiamo visto questa proposta. Naturalmente la prenderemo in considerazione e, al momento opportuno, discuteremo con gli americani, attraverso i canali appropriati, la possibilità di accettare questo invito."

Zelensky, la volpe,  approfitta dell'occasione per auto-invitarsi al G20, affermando che "un incontro congiunto, Trump, Putin e me stesso,  potrebbe tenersi a dicembre a Miami, durante il vertice del G20.  Questo formato rappresenta una delle migliori opportunità proposte dagli americani. Potrebbero essere coinvolti nelle discussioni oltre a Trump e Putin, i rappresentanti europei, cinesi, indiani e dei Paesi del Medio Oriente.  Certamente, l'Ucraina sosterrà questa iniziativa, se ci sarà un formato del genere e un accordo corrispondente", ha dichiarato il capataz ucraino.

In verità al momento non è ancora noto né confermato se il presidente ucraino Volodymyr Zelensky riceverà un invito ufficiale a partecipare al G20, che si terrà sotto la presidenza degli Stati Uniti. La questione è al centro di una fitta rete diplomatica. Ma il leader ucraino si butta avanti e già esprime la propria disponibilità a partecipare al vertice ed a incontrare Vladimir Putin proprio in occasione dell'evento di Miami, per favorire un dialogo il più aperto possibile. Egli ha dichiarato anticipatamente  che "anche io andrei a Miami se ci fosse il presidente russo oltre a tutti gli altri partecipanti. Tuttavia, il Cremlino ha gelato l'apertura, rispondendo che "un eventuale incontro  dovrebbe tenersi a Mosca".


Il non invitato si auto-invita


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

mercoledì 23 settembre 2026

Kallas mandata a quel paese...

 


«Lei rappresenta la più grande minaccia ibrida per l'Europa».
«La più grande minaccia ibrida per l’Europa non è la Russia, signore e signori, bensì la signora Kallas, che si trova qui tra noi e che vuole trascinarci in una guerra nucleare.
E sapete cos’è la disperazione? È quando l’élite tedesca, solo per sconfiggere l’AfD alle elezioni, organizza un’operazione dei servizi segreti a Lipsia e ne attribuisce la responsabilità alla Russia.
Hanno completamente distrutto i propri rapporti con la Russia e, nonostante ciò, hanno comunque perso le elezioni. Eccezionale! Nemmeno Mr. Bean avrebbe raggiunto questi risultati. Non solo hanno perso, ma si sono anche dimostrati incompetenti.
Signora Kallas, lei parla costantemente di «minacce ibride», ma in realtà si tratta dell’esatto contrario.
Siete proprio voi, da molti anni, a condurre una guerra sanguinosa contro la Russia. Le vostre armi uccidono i russi. Vi state armando come ai tempi di Hitler e la vostra retorica anti-russa è al livello dei nazisti.
La cruda verità è che la Russia non ha attaccato nessuno dei Paesi dell’Unione Europea. Siete voi che avete attaccato la Russia.
Siete voi che vi siete spinti fino ai confini russi. Siete voi che, per decenni, avete cercato di provocare un cambio di regime in Russia.
E ora avete paura di ricevere ciò che vi meritate, come bambini viziati.
Lei è una militarista estrema, signora Kallas. Se ne vada!»

Ľuboš Blaha - Eurodeputato e vicepresidente del partito SMER al governo in Slovacchia, chiede le dimissioni della responsabile della diplomazia europea Kaia Kallas.




martedì 22 settembre 2026

In Ucraina cova una nuova "Maidan" - Zelensky trama la fuga...?

 

Il militare ucraino Oleksandr Todorov, ex giornalista e attivista per i diritti umani di Odessa, appartenente alla 41ª Brigata delle Forze Armate dell'Ucraina , è recentemente balzato al centro delle cronache per aver lanciato un appello pubblico alla rivolta e alle proteste di massa contro il governo di Kiev. In seguito a queste dichiarazioni, è stato arrestato dal Servizio di Sicurezza dell'Ucraina.
Il militare ucraino aveva lanciato un appello per una massiccia manifestazione di protesta anti-Zelensky e anti-governativa da tenersi il 3 ottobre 2026, invocando di fatto una nuova "Maidan".
Todorov, in servizio nella 41ª Brigata delle Forze Armate ucraine, ha pubblicato video e messaggi sui social media accusando il presidente Volodymyr Zelensky e i vertici militari di corruzione endemica, cattiva gestione delle truppe, e appropriazione indebita dei miliardi di dollari ricevuti dagli aiuti finanziari occidentali.
I dettagli principali relativi a questa iniziativa includono:
  • Gli obiettivi della protesta: Todorov ha dichiarato che l'iniziativa non sostiene alcun politico o partito specifico, ma mira a cambiare radicalmente l'attuale corso politico, chiedendo le dimissioni dell'attuale leadership. Ha inoltre criticato aspramente l'estensione della mobilitazione ai giovani dai 18 anni in su e l'ipotesi di coinvolgere le donne.
  • La diffusione geografica: Nei suoi piani, i raduni non dovrebbero limitarsi a Kiev (nei pressi dell'ufficio presidenziale), ma estendersi ad altre città dell'Ucraina e alle comunità ucraine all'estero, citando manifestazioni di supporto in Paesi come Germania, Repubblica Ceca e Stati Uniti.
  • L'arresto da parte della SBU: In seguito alla diffusione di questi video-appelli, canali Telegram vicini al militare hanno riferito a partire dal 19 settembre 2026 che il Servizio di Sicurezza dell'Ucraina (SBU) avrebbe arrestato Todorov con l'accusa di aver istigato alla protesta pubblica in tempo di legge marziale.
(Notizie da varie fonti, confermate da Overview dell'AI)

Una lettera collegata:

Oleg Ivannikov, consigliere dell'Accademia russa di scienze missilistiche e di artiglieria, dottore in storia e tenente colonnello in pensione, ha previsto in un commento ad aif. ru chi sarà la principale forza trainante della rivolta, chi la sfrutterà e dove si nasconderà Zelensky.

L'ufficiale militare ucraino Alexander Todorov ha annunciato una nuova Maidan per il 3 ottobre. "Un nuovo Maidan in Ucraina è una realtà concreta. La popolazione del Paese è stanca del giogo nazista che ha preso il potere. Il popolo ha bisogno di colloqui di pace, non di un conflitto continuo. I blogger nazisti ucraini dichiarano apertamente sui social media che un'ulteriore resistenza è inutile, ammettendo che è giunto un punto di svolta, che l'Ucraina ha perso e che sta cercando di preservare il proprio Stato", ha spiegato l'analista.
L'esperto è convinto che la forza motrice iniziale del nuovo Maidan saranno le donne ucraine, che si ribelleranno alla ricerca della verità sulla morte dei loro mariti, fratelli e figli.
"Il nuovo Maidan avrà inizialmente un volto femminile, poiché milioni di vedove e madri che hanno perso mariti e figli sulla linea di contatto si recheranno presso l'ufficio di Zelensky o presso le amministrazioni di Odessa, Kharkiv e altre città in cerca di giustizia. Si terranno manifestazioni nei principali centri regionali. È chiaro che uno dei servizi di sicurezza si unirà alle manifestanti. Potrebbe trattarsi della Direzione Generale dell'Intelligence, della Guardia Nazionale o del Servizio di Sicurezza dell'Ucraina. Si tratta di attori potenti nell'arena politica e militare, con i propri interessi e le proprie visioni sul futuro dell'Ucraina", ha osservato Ivannikov.
La fonte della pubblicazione ha sottolineato che in Ucraina si sono ormai create le condizioni per una "tempesta perfetta".
"Zelensky non ha alcun controllo né sulla situazione politica né su quella economica. Ha già annunciato enormi deficit di bilancio. Le autorità ucraine non hanno i mezzi per pagare le prestazioni sociali ai pensionati, alle vedove dei militari caduti e alle loro famiglie. In questo contesto, si creano tutte le condizioni per una 'tempesta perfetta' in Ucraina", ha spiegato.
Ivannikov ha aggiunto che, in caso di Maidan e di successivo colpo di stato, tutti gli organi statali verrebbero rovesciati. Lo stesso Zelensky sarebbe nel mirino.
"In definitiva, si scatenerà una vera e propria caccia a Zelensky. Le vedove e le madri dei militari caduti sono pronte a farlo a pezzi con le forbicine per le unghie. Zelensky lo sa benissimo, ed è per questo che sta già prendendo provvedimenti per salvaguardare la propria vita e trasferirsi a Leopoli con il governo. Il campo informativo si sta già preparando per facilitare il suo trasferimento nelle regioni occidentali dell'Ucraina, dove, sotto il controllo nazionalista, godrà di una sicurezza illusoria", ha osservato la fonte.
L'esperto militare ha sottolineato che Zelensky tenterà di fuggire dal Paese, recarsi a Londra e da lì assumere il controllo degli affari ucraini. "Ma questa opzione chiaramente non funzionerà per lui, poiché, lasciando l'Ucraina, Zelensky perderebbe immediatamente tutte le leve del potere", ha spiegato Ivannikov.
Un esperto militare ha espresso l'opinione che i responsabili europei di Zelensky non lo abbandoneranno, ma che l'asilo che gli è stato concesso in Occidente si trasformerà in una sorta di prigione. "I partner occidentali possono concedergli asilo solo se viene tenuto in un luogo completamente isolato. Ciò può avvenire solo in basi militari con rigidi controlli di accesso, dove Zelensky verrebbe trattato come un ostaggio, come un prigioniero", ha osservato.
Pertanto, i sogni di Zelensky di vivere con la sua famiglia in riva al mare con i proventi degli anni al potere si riveleranno irrealizzabili. Come ha sottolineato Ivannikov, Zelensky, nella migliore delle ipotesi, sarà tenuto sotto sorveglianza dai servizi segreti occidentali in una base militare isolata in un Paese europeo (o rifugiato in Israele -come altri sospettano).
Pertanto, la manifestazione del nuovo Maidan annunciata per il 3 ottobre sta diventando realtà a causa della confluenza di diversi fattori di crisi: disperazione sociale, collasso finanziario e lotta per il potere tra i gruppi di potere. La protesta delle donne potrebbe diventare un detonatore in grado di innescare processi irreversibili.
Per Zelensky, la questione principale non sarà più il mantenimento del potere, ma la sopravvivenza fisica.
22 settembre 2026 - Daria Petunenkova

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Zelensky e la moglie meditano la fuga

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lunedì 21 settembre 2026

Definitivo. Pissi pissi bau bau... di elezioni si campa, di elezioni si muore!

 


Ante Scriptum. Sono in arrivo i risultati "definitivi" delle elezioni parlamentari in Russia, per il rinnovo della Duma di Stato tenutesi dal 18 al 20 settembre 2026, e  mostrano la netta vittoria del partito di governo, Russia Unita, legato a Vladimir Putin, che ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi.  Secondo i dati  e le distribuzioni delle percentuali e dei seggi,  che variano a seconda dei resoconti ufficiali diramati e dalle stime delle agenzie informative, risulta che Russia Unita ha ottenuto il 57,83% (o il 58% secondo altre proiezioni ufficiali finali), conquistando la cifra record di 355 seggi su 450 totali all'interno della Duma di Stato. La Kallas ha detto di non credere a questo risultato: "l'è tutto sbagliato, è tutto da rifare...!"
In tutta Europa siamo in fermento elettorale, si vota un po' dappertutto, e presto si voterà anche in Italia,  ma l'Italia si distingue per "cambiare tutto per non cambiare niente",  la frase esatta del romanzo Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa è «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi» . E le schiere politiche dei vari Capitan Fracassa (italianissimi fino al midollo) si preparano alle elezioni nazionali all'insegna del "cambio di casacca". 

Nel centrodestra si schierano differenziandosi: Lega, per la pace e per il gas russo, Meloni, per la guerra e per le armi, Forza Italia per un po' di qua ed un po' di là. Nel Campo Largo stessa formazione disgiunta: Cinque Stelli per la pace e per il gas russo, Democratici PD per dove dice l'UE, mentre Calenda e quell'ex concorrente  di Lascia o Raddoppia sono per un po' di qua e un po' di là. 

Così vissero tutti felici e contenti, dove si vota si vota per avere la stessa minestra sciapa e salata allo stesso tempo. 

Dietro le quinte i Fuori Zona ed  i Non Allineati disquisiscono sul "vuoto":  

"Un bel dì vedremo, e per fortuna almeno l'inciucio è già visibile. Dipenderà anche da tutti noi.  Parleremo di Ucraina, per forza,  magari in segreto al Copasir,  noi, cioè: Agorà di d'Orsi, Potere al Popolo, i 10.000 gruppi, i singoli, due  gatti o un milione,  renderemo manifesto  il nostro dissenso".

E l'Alternativa all'alternativa dichiara: "Com'era il Discorso dal Balcone? "Abbiamo abolito la Povertà!".  Ora aboliranno pure l'abolizione, pane a 1 euro e benza pure, con l'annonaria. Un chilo e 3 litri a testa al giorno. Salute gratis per tutti e un paio di scarpe nuove. Come no.  Qualcuno confonde questi con il BSW? Davvero?

Bravi i 5*, pure furbi, quasi quasi ci credo. Bella trappolina per i boccaloni, vedremo quanti ci cascano. Se in tanti, poi potrebbero allearsi con FN, che il programma quello è, così raccogliendo un po' di frattaglia fanno l'ambo 42% + bonus.  E fatto il 42% ovvero il 60 mettiamo il Soldato Vannacci agli Esteri e il Caporale Di Maio alla Difesa, il Montatore di carri Ugo Rossi agli Interni a sputare sui negri, Schlein all'Estetica, il saltimbanco Rizzo al Circo e ovviamente Pinocchio Conte Presidente. Del Consiglio, dico, ovvero Premier sui media. Così a Presidente Repubblica eleggiamo il Sinistro Prode, che purtroppo D'alema s'è dato e la Pasionaria in bandana e mimetica è tornata dal suo Nato Giacinto. Di certo Langley approverebbe, quindi pure UvdLeyen.

P.S. 1 - Il dubbio: sarà stata mica la banda sopra a far fuori il Dibba?... Che genio non è, ma a confronto a questi...
P.S. 2 - Dove Marco abbia adocchiato un qualche pacifista nel "campo largo", addirittura "molti" tra i tanti, non è dato sapere.  

Discorso ingarbugliato tra sistemisti e alternativi al sistema... tra cui: Marco Palombo, Jure Eler e Paolo D'Arpini




Articolo collegato: 

L'Italia alla canna del gas... si prepara al voto nel 2027:    https://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2026/09/litalia-alla-canna-del-gas-si-prepara.html

Anteprima sui risultati delle votazioni parlamentari del 18, 19 e 20 settembre 2026 in Russia...

 

Russia Unita in testa...

I risultati preliminari delle elezioni parlamentari russe del 2026 per il rinnovo della Duma di Stato, conclusesi il 20 settembre 2026, vedono una vittoria schiacciante del partito di governo Russia Unita, legato al presidente Vladimir Putin.

I dati principali emersi dai primi scrutini e dagli exit poll ufficiali indicano quanto segue:

Russia Unita in testa: Con l'avvio del conteggio delle schede, il partito del Cremlino si attesta intorno al 57,31% dei voti (in base ai primi dati parziali ufficiali rilasciati dalla Commissione Elettorale Centrale), confermando la sua amplissima maggioranza all'interno dei 450 seggi della camera bassa. Gli exit poll iniziali della televisione di Stato lo avevano collocato precedentemente attorno al  50%.

Affluenza alle urne: La partecipazione complessiva registrata dagli organi elettorali si è attestata al 52,6% circa nel pomeriggio dell'ultima giornata di voto. 

Contesto elettorale: Le votazioni si sono svolte nell'arco di tre giorni (dal 18 al 20 settembre). Si è trattato della prima tornata elettorale legislativa dall'inizio dell'Operazione Militare Speciale iniziata nel febbraio 2022 in Ucraina.



domenica 20 settembre 2026

"Dragone che abbaia non morde..."

 

Cavo Dragone: "La Nato valuta anche un attacco preventivo alla Russia"


L'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato,  il 19 settembre 2026 a Copenaghen a margine della riunione dei vertici militari della NATO, ha inviato un severo avvertimento di deterrenza alla Russia dichiarando che l'Alleanza Atlantica è "pronta a rispondere" a qualsiasi potenziale escalation militare.

Durante una conferenza stampa al termine del vertice dei 32 capi di Stato maggiore della Difesa a Copenaghen, l'ammiraglio italiano ha usato parole molto nette per chiarire la prontezza operativa della Nato sul fronte orientale.

 Cavo Dragone ha dichiarato che "l'alleanza è pronta, la struttura è pronta. I soldati e le armi sono pronti", confermando l'esistenza di piani militari già esecutivi per "proteggere" i confini degli alleati NATO (e dintorni).

 Ha sottolineato che, "in caso di escalation, la Russia ha molto più da perdere che da guadagnare".  L'ammiraglio ha inoltre denunciato "le provocazioni di Mosca attraverso attacchi informatici, sabotaggi, violazioni dello spazio aereo e campagne di disinformazione mirate a incrinare l'unità e la fiducia dei cittadini europei".

Le dichiarazioni si inseriscono in un contesto di forte tensione internazionale e servono a ribadire la compattezza e la capacità di difesa immediata dei Paesi della Nato di fronte alle azioni del nemico russo, progettando anche la possibilità di attacchi preventivi della NATO.
 
Ma il "nemico russo", chiamato in causa dal Dragone, ha risposto con il silenzio  (della serie "Mamma mia che impressione...!?"). In passato, in occasione di simili uscite), Mosca aveva definito le posizioni NATO "estremamente irresponsabili o tentativi di provocare una reazione". Nelle uscite  recenti  la tensione resta  sul piano della guerra ibrida e delle pressioni reciproche, ma non ci sono azioni russe specifiche in risposta a Cavo Dragone.


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)



sabato 19 settembre 2026

Ucraina. 27.000 vittime al mese posson bastare...?



Parlando il 17 settembre 2026 al Sjem, la Camera Bassa del Parlamento polacco, il Primo Ministro Donald Tusk ha violato il grande tabù che accompagna questo conflitto fin dal primo giorno, che prevede che delle perdite militari ucraine non si parli mai, e ha riferito che ‟secondo informazioni ricevute dai partner ucraini”, le perdite militari ucraine tra morti e feriti ammontano a 27.000 al mese, a causa del cambio di strategia e delle ‟nuove capacità tecnologiche della Russia” (link 1). 

A 24 ore di distanza la cifra non è stata smentita dalla leadership ucraina e non ha provocato alcun dibattito sulla stampa ucraina, cosa che ci lascia credere che davvero la cifra sia stata comunicata a Tusk da Kiev, o con l’intento che la divulgasse o comunque senza la proibizione di farlo. Del resto già a fine agosto Budanov aveva detto che ‟per mantenere quello che abbiamo” l’Ucraina ha la necessità di reclutare ogni mese non meno di 30.000 uomini (link 2). 

Già allora qualcuno aveva, molto timidamente, provato a dire che questo voleva dire che le perdite ucraine erano dunque un po’ più alte dello zero riportato.

La rivelazione di Tusk va a colpire uno dei punti essenziali della propaganda occidentale, quello secondo il quale la Russia ha perdite mostruose a fronte di perdite ucraine trascurabili e marginali, e che questo sbilanciamento è dovuto a una combinazione di fattori che, alla lunga, la condurranno sicuramente alla sconfitta: disprezzo della vita dei propri uomini da parte della leadership politica e dei vertici militari, bassa qualità dell’addestramento e dell’equipaggiamento delle truppe, tattiche vetuste e ‟sovietiche”, basso livello tecnologico e di innovazione, mentre dall’altra parte si ha, al contrario, la preoccupazione costante di salvaguardare la vita dei propri soldati, tattiche ed equipaggiamenti di prim’ordine (non a caso occidentali) e soprattutto un’innovazione tecnologica e dottrinale continua e impareggiabile. E invece il discorso di Tusk non soltanto osa parlare di morti e feriti ucraini, e non pochi, ma lo fa al termine di un discorso incentrato sul ribaltamento completo di questa narrativa, nel quale parla di ‟eventi gravi” e ‟prove difficili” non tanto per l’Ucraina quanto per la Polonia.

Secondo lui l’inverno sarà un periodo critico, perché la Russia ha introdotto i droni con motore a reazione che le danno un grande vantaggio sul campo di battaglia, perché ci saranno attacchi con droni e missili contro i paesi che sostengono l’Ucraina che verranno presentati come ‟casuali” e che serviranno a indebolire l’integrità della NATO e dimostrare che l’articolo 5 è solo una possibilità teorica senza applicazioni pratiche, perché la Russia sosterrà le forze ‟filo-russe” nelle prossime elezioni in vari paesi europei e solo alla fine ha parlato delle perdite ucraine, collegandole appunto alle nuove strategie e alle innovazioni tecnologiche delle forze armate russe. La conclusione è un appello all’unità di tutte le forze politiche polacche e soprattutto la necessità che l’articolo 5 porti davvero a ‟una risposta rapida ed efficace” se le minacce russe dovessero diventare più serie. In più, ha annunciato un esteso programma di rafforzamento dei valichi di frontiera tra Polonia ed Ucraina, il che sembrerebbe dare per scontato che dell’Ucraina non resterà più nulla, cosa che non è certo nelle intenzioni russe, ma tant’è.

Lo scopo di questo discorso, e della puntualizzazione di tutte queste difficoltà dopo anni di fanfare trionfali, è abbastanza ovvio ed è, secondo me, duplice.

Quello meno importante è annunciare in sordina la necessità di provvedimenti legislativi che privino i rifugiati ucraini in età di servizio militare dello status di rifugiati, o addirittura un loro rimpatrio coatto: con perdite così elevate è chiaro che anche loro dovranno fare, per così dire, la loro parte. Quello più importante è preparare l’opinione pubblica polacca non certo a un intervento militare diretto contro la Russia, cosa per la quale servirà ben più di un discorso al Sejm, eventualmente, ma al fatto che la situazione è molto più dura di quanto suggeriscano certe rappresentazioni pubbliche, e che bisogna prepararsi a una guerra lunga, aumentare il sostegno all’Ucraina e cominciare a pensare che bisognerà accettare in prima persona costi e rischi crescenti. Cosa che si armonizza perfettamente con la strategia che Sikorski va da un po’ di tempo propugnando con le sue dichiarazioni bellicose, ovvero che bisogna perseguire nei confronti della Russia una politica di deterrenza che sia abbastanza aggressiva da rendere possibile uno scontro, ed essere pronti ad accettarlo, e preparati a vincerlo, se la Russia dovesse reagire.

Un quadro non confortante ma allo scontro diretto tra Europa e Russia, se mai, si arriverà in futuro. Al momento, il dato più evidente e doloroso di tutto questo discorso è che, finalmente, da parte nostra si ammette che anche gli ucraini muoiono, e in non piccolo numero. Sarebbe il caso che la notizia arrivasse anche alle orecchie dei nostri belligeranti da divano e li esortasse a ragionare un po’ sulla questione, invece di continuare a digitare furiosamente sulle loro tastierine convinti che ogni tweet sia un missile su Mosca e che l'unica conseguenza negativa sarà, al limite, un calletto sul pollice per il quale comunque riceveranno una medaglia al valore, per cui ne sarà valsa la pena.

Francesco Dall'Aglio




Link 1: https://www.polskieradio.pl/.../3732653%2Cpilne...

Link 2: https://www.pravda.com.ua/.../2026/08/28/8050796/index.amp

Russia: è tempo di Elezioni Parlamentari...

 


Le elezioni parlamentari in Russia del 2026 si stanno svolgendo da venerdì 18 a domenica 20 settembre 2026, per rinnovare la Duma di Stato (la camera bassa del Parlamento). Si tratta delle prime elezioni legislative nazionali dall'inizio dell'Operazione Militare Speciale in Ucraina. 
  •  Sono in palio tutti i 450 seggi della Duma di Stato per un mandato di 5 anni (fino al 2031). 
  • 225 deputati vengono eletti tramite liste proporzionali di partito e gli altri 225 tramite collegi uninominali maggioritari. 
  •  In parallelo al voto nazionale, si vota anche per l'elezione di 11 governatori regionali e per il rinnovo di 39 parlamenti locali. 
I principali blocchi politici sulla scheda elettorale includono:
  • Russia Unita: Il partito di governo  che nel voto precedente (2021) aveva conquistato la maggioranza assoluta con 324 seggi.
  • Opposizioni: Il Partito Comunista, Russia Giusta, il Partito Liberaldemocratico e Nuova Gente.
I risultati ufficiali e l'affluenza definitiva cominceranno a essere diffusi a partire dalla chiusura dei seggi, prevista per la serata di domenica 20 settembre 2026.




Commenti a latere:  Appello del capo della diplomazia europea, Kallas,  a non riconoscere i risultati delle elezioni in Russia.  - Zakharova risponde: "Nell'Unione Europea, Kallas non è riconosciuta da tempo."



venerdì 18 settembre 2026

Richiesta saudita a Damasco: "forze siriane contro Ansar Allah" ma Joulani nicchia...



Secondo fonti del quotidiano turco "Turkey Today", l'Arabia Saudita ha fatto una richiesta alla Siria di formare e inviare un'unità militare siriana per partecipare alle operazioni contro "Ansar Allah" nello Yemen. Fonti siriane affermano che Damasco ha respinto questa richiesta.

Allo stesso tempo, le autorità siriane non intendono ostacolare la partenza di singoli individui, in veste di mercenari, ma non si assumeranno alcuna responsabilità per loro. Allo stesso tempo, fonti turche hanno smentito qualsiasi coinvolgimento di Ankara nel reclutamento o nel trasferimento di combattenti siriani nello Yemen.

L'Arabia Saudita continua a cercare una "soluzione alla guerra yemenita" secondo il principio: "se non abbiamo  risorse proprie,  proviamo a trovarne altre, a pagamento...". Ma, come si può vedere, Damasco non sembra intenzionato a "intervenire" in questa avventura. La Turchia non c'entra assolutamente nulla...

Nel frattempo giunge notizia che  un deposito di munizioni, appartenente al cosiddetto governo siriano di Joulani, è esploso a Deir ez-Zor. Un avvertimento?


Avvertimento?

Come diceva Machiavelli, le truppe mercenarie sono inutili e pericolose. A quanto pare, a Riyadh e a Damasco, hanno deciso di verificare ancora una volta questo avvertimento.

(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

giovedì 17 settembre 2026

UE. La scalata di Ursula per la "dittatura"...

 


Il ‟discorso sullo stato dell’Unione” pronunciato da Ursula von der Leyen prosegue, anzi accelera, il processo che la Commissione da lei guidata, e mai eletta dai cittadini europei, sta ormai da tempo portando avanti, ovvero appropriarsi di una serie di prerogative che appartengono ai governi nazionali o in misura minore al Parlamento Europeo.
Lasciamo perdere la fuffa che serve a dare qualche spicciolo agli amici degli amici, come la ‟corporazione europea sulle materie prime critiche” che si occuperà, visto che al momento l’Europa dipende troppo dalla Cina, di procurarsi i materiali (suppongo dalla Cina, visto che non ci sono molti altri posti dove farlo), oppure il ‟piano europeo sulle ondate di calore” o la necessità di sviluppare l’IA, naturalmente senza spiegare come, con quali capitali, con quali risorse, con quali competenze. Lasciamo pure perdere che si è inventata una nuova formula non contemplata nei trattati, quella del ‟membro associato”, conferita al Canada così, d’imperio, ‟poiché piace alla nostra maestà”, come avrebbe detto qualcuno anni fa. Cosa significa ‟membro associato”, quali obblighi, quali benefici comporti per noi e per loro, quali svantaggi per noi e per loro, non si sa, boh, sicuramente è una cosa bellissima perché il Canada è bellissimo e l’Europa è bellissima, quindi che fa che il Parlamento Europeo non se sapeva niente e niente ne sapevano i governi nazionali.
Lasciamo stare la fuffa, dunque, e pensiamo alle cose serie e pericolose, ovvero i piani sulla difesa. Perché viviamo ormai sull’orlo del precipizio, signori cari, ce lo dice Ursula dunque è così. La guerra infuria e le minacce si accumulano sul nostro territorio, su tutta l’Unione, minacce ibride che, capolavoro di retorica, ‟diventano sempre meno ibride e sempre meno minacce”. Quindi, siccome dobbiamo essere pronti al momento in cui le minacce non saranno appunto più solo minacce né solo ibride, c’è bisogno di una nuova strategia di sicurezza europea. Insieme alla NATO, certamente, ma la NATO è un modello ormai superato, costruito per un mondo diverso. In primo luogo c’è bisogno di potenziare le nostre capacità ‟contro-ibride”, e mettersi d’accordo su come affrontare le minacce, in parole povere un meccanismo che si affianchi all’articolo 4 della NATO, quello che stabilisce che i paesi membri si consultino ogni volta che, secondo uno di essi, la sua integrità territoriale, la sua indipendenza politica o la sua sicurezza sono minacciate (nota bene: ‟secondo uno di essi”). C’è bisogno di un articolo 4 europeo, un ‟Protocollo di sicurezza d’emergenza”, che chiarisca una volta per tutte cosa fare, e farlo tutti.
Ma non basta, ci dice vdL. ‟Credo che dobbiamo andare ancora oltre”. ‟L’urgenza è chiara”. C’è bisogno di un Consiglio di Sicurezza Europeo. Cioè, in pratica, una branca della Commissione Europea che decida, bypassando i Parlamenti nazionali, come e con chi fare la guerra. E naturalmente, chiusura in gloria con vagonate di soldi per la difesa, vagonate di soldi per l’Ucraina, vagonate di soldi per il sistema antimissile Freya della Fire Point (oh, porca miseria, sempre là si va a finire!). Ma tutto questo non è importante, il Canada non è importante, i soldi a pioggia dati a chissà chi non sono importanti. È importante che, se questa matta avrà quello che vuole, domani mattina la guerra con la Russia non la deciderà il parlamento italiano ma il commissario lituano del Consiglio di Sicurezza Europeo. Stiamo per andare a sbattere, e farci parecchio male.

Francesco Dall'Aglio


Qui trovate il discorso completo, buona fortuna: https://ec.europa.eu/.../pressco.../detail/en/speech_26_1868
Qui invece la versione smart, tutta colorata, con le foto, le infografiche, insomma le cose che piacciono a noi giovani. Potete scaricarla e portarla sempre con voi, su ogni device: https://commission.europa.eu/.../367af55c-0045-46f1-a7fc...


Video collegato: Ursula von der Lyen parla. Parla? Sicuro? E ordina e comanda. A noi tutti imbelli sudditi.  Analisi filosofica e psichiatrica (semi)seria e (semi)colta di Stefano Orsi:    https://www.youtube.com/watch?v=h3QsHSrRNiE