martedì 6 marzo 2012

Vito De Russis: "A Roma I soliti giochetti elettorali della cronica emergenza da traffico e mobilità"

la metropoli che piace ad alemanno...


I soliti giochetti elettorali nella Roma capitale della cronica "emergenza da traffico e mobilità".

L'Associazione Diritti dei Pedoni - ADP chiede al Commissario delegato immediati fatti concreti (ciò che è realtà nelle Città della UE, nulla di eccezionale): piste ciclabili riservate controsenso; tante Z30 cittadine.
Si chiede il "ritorno" della utile et preziosa sorella "fermata ATAC via del Plebiscito"

In Italia, nella Roma Capitale dell'emergenza cronica per traffico e mobilità, con i poteri speciali al sindaco di Commissario delegato a tale incivile ed invivibile emergenza, dopo quasi 6 anni (DPCM 4.8.2006 - OPCM n. 3543 del 26.9.2006, e seguenti), riscontriamo questa informazione
http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?contentId=NEW293875&jp_pagecode=newsview.wp&ahew=contentId:jp_pagecode

Articolo dal sito Comune di roma: Percorsi ciclabili sicuri, un progetto per monitorare le piste ciclabili

"Siamo alla vigilia delle elezioni amministrative comunali - sostiene il presidente dell'ADP, Vito De Russis - e scoppia la solita "cultura elettorale" tesa a continuare a considerare gli elettori per quello che, fino ad ora, hanno dimostrato di essere. Se nemmeno questi episodi riescono a scuotere la dignità della persona, dobbiamo prendere atto che continua quella discesa che produce, a Roma, il 10 per cento dei pedoni morti in Italia."

Parigi - la città gemellata con Roma fin dal 1957 - dal 14 luglio 2007 al 31 dicembre 2011, partendo da zero (ma con idee chiarissime : "trasferire parte significativa della mobilità cittadina sulla mobilità ciclistica"), ha messo in atto il "Bike sharing". "Bike sharing" è la bici pubblica a disposizione gratuita dei cittadini. Visto e considerato che, qualche cittadino, può aver bisogno della bici per un tempo consistente (sottraendo, così, tale mezzo pubblico ad altri cittadini), è stato previsto un contributo economico "a scalare" sul tempo eccedente quello gratuito. GRATIS è la prima mezzora. (Tale sistema era già in uso, da qualche mese prima, nella città spagnola di Barcellona.)

Parigi, sulle sue strade a senso unico, sta realizzando le piste ciclabili riservate "controsenso" e FUNZIONANO benissimo.
Parigi, ha la percentuale di mobilità ciclistica - in sicurezza - sempre in crescita (da diversi anni ha superato le due cifre).

"Ricordiamo al sig. Commissario delegato - conclude Vito De Russis - che, forte del suo mandato, senza perdere tempo e senza tante parole e senza tante strutture collaborative collaterali (finanziate), può realizzare a Roma le "corsie ciclistiche riservate controsenso" su tutte le strade a senso unico. Durante questa operazione:
- far rientrare nella legalità tutti gli incroci privi di attraversamenti pedonali e tutti gli attraversamenti pedonali non in regola con le leggi vigenti;
- da tutti i semafori pedonali eliminare i tre colori (portandoli a due colori, "rosso e verde"), unificandoli a quelli esistenti nella stragrande maggioranza delle città UE ed extra UE."

L'ADP ricorda che da 434 giorni vive la intollerabile e disumana attesa del ritorno della utile, preziosa ed affezionata sorella "fermata Atac di via del Plebiscito", quella utilizzata da milioni di persone che viaggiano sulle n. 18 linee diurne e notturne che ivi si fermavano svolgendo la loro utile funzione pubblica.

Vito De Russis

Ufficio stampa ADP
3393484370
www.assopedoni.it

Mario Draghi, il pusher delle banche, ed il prestito della BCE per drogare vieppiù il sistema....

...l'uomo delle banche.. ha detto sì.. alle banche!

Anche la seconda operazione di rifinanziamento delle banche europee è andata: La BCE ha concesso 529 milioni di euro in prestiti a 3 anni, dopo aver ricevuto richieste da 800 banche, molte di più rispetto all’operazione simile dello scorso anno. Da fine dicembre ad oggi Mario Draghi ha dato alle banche europee 1.000 miliardi di euro, in due tranche, al tasso dell’1%.

La disponibilità in questa asta era di quantità illimitata e il prestito avrà la durata di tre anni, a differenza delle normali aste dove la durata è molto breve.
Fino ad ora i capitali della prima grande iniezione di liquidità sono stati parcheggiati prevalentemente nel mercato overnight, cioè vengono riconsegnati giorno per giorno alla BCE stessa in attesa di tempi migliori, in cambio di tassi risibili; una parte di questa liquidità è stata usata dalle banche per ricomprarsi sul mercato prima della scadenza, ad un prezzo inferiore al valore nominale le obbligazioni, da loro stesse emesse, ottenendo così dei buoni guadagni, un’altra parte è finita nell’acquisto dei titoli del debito pubblico dei Paesi dell’eurozona e solo una piccola parte è andata a finanziare l’economia: le imprese e le famiglie, così come auspicato da tutti, anche perché, le banche europee (ma anche quelle inglesi e americane) hanno molti "titoli tossici" in pancia e fanno fatica a ripagare i debiti in scadenza.

E’ interessante però capire come avviene tecnicamente questa operazione, come avviene cioè la concessione di denaro da parte della BCE? Perché ci troviamo di fronte a meccanismi abbastanza strani e arzigogolati.

Le banche hanno un solo obbligo: quello di consegnare alla Banca Centrale titoli in garanzia, si tratta in gergo di un “pronti contro termine”. La BCE per favorire il più possibile le banche private in questa situazione di grossa sofferenza del credito, di possibile credit crunch, ha allargato il ventaglio dei titoli che è possibile dare in garanzia, come collaterale. Prima della precedente asta fu fatta dal governo italiano una legge per permettere alle banche di emettere dei titoli obbligazionari fittizi, garantiti dallo Stato stesso, che avevano lo scopo unico di essere consegnati alla BCE come collaterale in cambio della liquidità.
Si tratta di titoli che non vengono venduti agli investitori, ma titoli creati ad hoc per questa operazione, emessi e auto-comprati.

Il Governo Monti e altri governi sono intervenuti, dando la possibilità di emettere nuove obbligazioni, su cui lo Stato pone la garanzia, per un importo massimo pari al patrimonio di vigilanza di ogni istituto; gli istituti possono quindi creare «artificialmente» nuovi titoli, con il solo scopo di darli in garanzia alla Bce.

Per questi nuovi titoli, le banche dovranno pagare allo Stato una commissione, leggermente inferiore all’1%, per la garanzia offerta.

Questo 1% si somma all’1% che dovrà essere pagato alla BCE, per il rifinanziamento, costo di questo tipo di operazione quindi un 2% circa. Si crea una situazione assurda, nella quale lo Stato garantisce dei titoli fittizi che vengono dati alla BCE in garanzia, da parte delle banche private, a copertura della liquidità richiesta, la quale liquidità verrà ridata (in parte) agli Stati stessi nel momento in cui questi hanno bisogno di soldi perché i loro titoli di Stato sono scaduti e vanno rimborsati. Si può facilmente comprendere che si crea uno circolo vizioso, dove il denaro stampato fa uno strano giro, e in questo giro lo Stato paga degli interessi a soggetti privati che di fatto non danno nessun valore aggiunto a quel denaro stampato dal nulla, ma si mettono in tasca degli interessi che servono a ripianare i bilanci disastrati dalle operazioni speculative che ben conosciamo, improntate al dogma del profitto ad ogni costo e all’azzardo morale. Chiaramente la quantità di titoli ceduta come collaterale è molto inferiore alla moneta ottenuta e quindi le banche hanno la possibilità di ottenere molto più denaro grazie al meccanismo definito “effetto leva”.

Questo allargamento della qualità dei titoli da poter mettere a garanzia è avvenuto in tutti i Paesi europei, così come avvenne negli Stati Uniti all’indomani dello scoppio della bolla dei subprime.

Le banche prima hanno dato in garanzia titoli di Stato e obbligazioni private di un certo tipo, con un certo rating, da dicembre, poiché la quantità di titoli di buona qualità in loro possesso era finito, è stato allargato il gruppo di titoli che è possibile offrire come sottostante, proprio per la grande situazione di sofferenza in cui queste si trovano.

La BCE ha stampato in questa maniera moneta, dandola alle banche private e ha effettuato una sorta di quantitative easing sul modello americano; mentre però la Fed compra direttamente i titoli sul mercato primario perché la legge lo consente, la BCE deve dare questa moneta alle banche private, che a loro volta compreranno, pur non essendone obbligate, ma in conseguenza della moral suasion esercitata dai governi e dalla Banca Centrale stessa, titoli dei debiti pubblici sovrani. In questo modo Draghi ha aggirato il divieto dello Statuto della BCE, e la contrarietà della Germania e ha fatto un regalo alle banche che si mettono in tasca grazie al carry trade sui tassi di interesse, cospicui proventi. Prendono il denaro all’1% e investono al 5/6%.

Con questa operazione di immissione di liquidità si evita una situazione drammatica di stretta creditizia, un’altra grossa crisi bancaria, ma si interviene sul contingente, si droga ancora di più il sistema, così come viene fatto in tutto il mondo, con questo sistema si rimanda la resa dei conti e la resa dei conti fra un po’ di tempo potrebbe essere ancora più dura dell’onda che ci verrebbe addosso ora, se i nodi di un indebitamento globale insostenibile venissero affrontati.
E per ultimo, c’è sempre una maggiore quantità di persone che si chiedono come mai i titoli non vengono comprati direttamente dalla BCE? E poi c’è un’altra fetta di persone “ancora più ingenua” che si chiede ma perché non vengono comprati dallo Stato stesso? La risposta pare che sia: “per via dell’inflazione che scaturirebbe”, ma quasi nessuno viene convinto dalla risposta!!

Daniele Carcea

lunedì 5 marzo 2012

Roulette russa e la vittoria di Vladimir Putin.. ultima spiaggia



VLADIMIR PUTIN: UNA SPERANZA PER IL MONDO LIBERO.

VLADIMIR PUTIM ha stravinto! Ancora una volta i piani dei Padroni del Denaro hanno fallito in quello che è l’ultimo vero baluardo degli Uomini Liberi: la Russia! I Padroni del Denaro hanno profuso immense ricchezze per organizzare in Russia quello che sono maestri: la controinformazione! Basata su dicerie, chiacchiere da osterie, allusioni, calunnie, e facendo leva sui sentimenti peggiori dell’animo umano: invidia, arroganza, cupidigia.

Per lo più muovendo masse prezzolate usate per dimostrare al “Mondo Libero” che l’avversario è uno spietato tiranno, con le peggiori qualità e sprezzante del bene del suo popolo. E’ un copione visto e rivisto dal 1694, anno di fondazione della Banca d’Inghilterra. Salvo, contemporaneamente, appoggiare Governi assoluti e dissoluti, compiacenti ai propri interessi di Potere e di Lucro. Governanti che vengono pagati per le loro “ distrazioni”con denari sonanti e con il salvacondotto a tempo.

Il tempo è deciso dai Padroni del Denaro secondo loro convenienza. Il merito di Putin? Aver ridato la Russia ai Russi! Aver tolto le vecchie grinfie dei Padroni del Denaro dal succulento banchetto derivante dalla dissoluzione dell’Impero Sovietico. Un esempio per tutti? L’arresto di Mikhail Khodorkovsky, potentissimo oligarca russo, longa manus dei Padroni del Denaro, amico di Boris Eltsin. I trenta denari sembra siano diventati 4 miliardi di dollari. Le tariffe per il tradimento ed il meretricio si sono inflazionate dall’epoca di Gesù Cristo. Wikipedia, “enciclopedia” on line probabilmente controllata dai Padroni del Denaro e nata per influire sulle informazioni con messaggi sublimali, ha un intero capitolo sull’ex colosso petrolifero YUKOS.

“OJSC “Yukos Oil Company„ (Russo: ОАОНефтяна́яКомпа́нияЮ́КОС, IPA: [ˈjukəs]) era un'azienda del petrolio in Russia che, fino al 2003, è stata controllata dall'oligarca russo Mikhail Khodorkovsky e da un certo numero di altri uomini d'affari. Nei mezzi occidentali e nei mezzi russi di opposizione l'arresto molto in vista di Khodorkovsky è attribuito solitamente al suo attivismo nel processo politico russo. Il 31 ottobre 2003, poco tempo dopo che l'arresto del CEO dell'azienda(Presidente, ndr), il governo russo ha congelato una proprietà di 44% delle azioni emesse da società per azioni. Il motivo dato era di impedire ad un gruppo di azionisti principali da Khodorkovsky di vendere un grande palo dell'azienda all'azienda petrolifera Exxon degli Stati Uniti. Alexei Pichugin, l'ex capo della sicurezza di Yukos, è stato condannato sui conteggi multipli dell'omicidio(pluriomicida,ndr) e dell'tentato omicidio ed è ora in esame con il socio Nevzlin di Yukos per la morte della fucilazione di Vladimir Petukhov, il sindaco della provincia dell'olio di Yugansk e un avversario veemente di Yukos, sul (quale regalo per il, ndr) compleanno del Khodorkovsky in 1998.

Gli avvocati per Pichugin e Nevzlin, che vive nell'esule assunto volontariamente nell'Israele, dicono che sia le spese che la nuova ricerca sono motivate politicamente”. La traduzione è volutamente lasciata al computer per evitare accuse di elaborazione personale. Ben venga questa vittoria! Irlanda,Islanda, Ungheria sono sacche di resistenza al SIGNORAGGIO dei GRANDI BANCHIERI. La RUSSIA è la luce nell’oscurità che i Signori del Male ci hanno imposto. Alcuni Personaggi muoiono con infamia per aver tentato di resistere ai Padroni del Denaro, altri di allineano, solo pochi vincono. Vladimir Putin ha vinto.

Argo Fedrigo

domenica 4 marzo 2012

Elezioni in Russia scrutate da Giulietto Chiesa... "Vincerà Vladimir Putin"

"In Russia vincerà Vladimir Putin"

Sono venuto qui per vedere non come si vota e quale sarà il risultato di queste elezioni. Sono cose che qui sanno tutti. Vincerà Vladimir Putin. Con ogni probabilità vincerà al primo turno. Il che significa che qualche “ritocco” delle cifre sarà avvenuto, da qualche parte, nella quale nessuno potrà ficcare il naso.

Del resto è stato il presidente uscente (che sarà il primo ministro, di nuovo. E anche questo lo sappiamo già in anticipo), Dmitrij Medvedev, ad aver rivelato, qualche giorno fa, in una riunione al chiuso con un gruppo di esponenti politici esclusi dalle elezioni della Duma dello scorso dicembre, che le elezioni “democratiche” del primo presidente “democratico” della Russia, Boris Eltsin, nel 1996, furono truccate.

Adesso abbiamo la conferma (io ne scrissi allora, unico tra tutti i corrispondenti esteri, perché allora tutti tifavano per Eltsin) che quelle elezioni le aveva vinte, al primo turno, Ghennadij Ziuganov, capo del partito comunista russo.

La cosa più importante, però, è cosa succederà dopo. Quale che sia l’esito del voto, è ormai evidente che una opposizione c’è, ed è rilevante.

Secondo: si tratta di una opposizione molto “mista”, che va dall’estrema destra all’estrema sinistra, anzi sopra e sotto, perché le nostre categorie di destra e sinistra qui valgono poco o niente, e che quindi non è in condizione di proporre un programma. Per essere più espliciti: non c’è un programma di questa opposizione. C’è un misto di richieste, tra loro inconciliabili, che spaziano dal nazionalismo russo fino al filo americanismo più sguaiato.

Terzo. Putin ha già fatto capire che non vuole andare allo scontro. Lunedì 5 ci sarà la prima manifestazione post elettorale contro il presidente eletto per la terza volta. Putin ha ordinato che le si conceda Piazza Pushkin, nel pieno centro di Mosca, a un chilometro dal Cremlino. La città sara paralizzata. Ma scommetto che non succederà niente. Nel senso che non ci saranno scontri e la polizia – che sarà presente massicciamente, ma a qualche distanza – non muoverà un dito.

Questo è quello che mi auguro, ma è anche quello che prevedo.

Infine: Vladimir Putin, ho l’impressione, cambierà parecchie cose nei prossimi mesi. Il sistema oligarchico che lo circonda e da cui proviene, gli sta ormai stretto. Così come sta stretto a tutto il paese, inclusi molti che scenderanno in piazza. Qualche colpo lo darà in quella direzione.

L’altra cosa che farà sarà di far capire all’Occidente che la Russia non à disposta a far cadere Assad di Siria, e non gradisce affatto l’eventualità di un attacco contro l’Iran. Lo ribadirà in modo esplicito. Dunque si apre una fase nuova per la Russia, interna ed esterna. Sarà utile mettere a posto gli orologi.

Giulietto Chiesa

(Fonte: Il Fatto Quotidiano)

sabato 3 marzo 2012

Imposimato: "La mia inchiesta sulla Tav, commissionata dal presidente della Commissione antimafia , non è mai stata discussa dalla commissione stessa"




Tav, Val di Susa, giudice Imposimato: "Falcone e Borsellino morti per inchieste appalti Tav

Lo leggo spesso il magistrato Imposimato, attraverso quel fiume poliedrico di Facebook, come leggo in questi giorni le notizie NO TAV, di cui ho costantemente scritto nel tempo, non potendo esserci davvero sul posto con loro. Girava stanotte una foto di Luca Abbà e le sue parole: “Per chi non mi conosce sappiate che io abito da 10 anni in una borgata dell’alta valle Susa, nella casa dove nacque mio padre e dove hanno vissuto fino alla morte i miei nonni, sono coltivatore diretto da anni e vivo del reddito che mi fornisce la Terra tramite i suoi prodotti, faccio anche saltuari servizi di giardinaggio e il tempo che dedico (volentieri) alla lotta No Tav lo ritaglio tra il lavoro e le mille faccende della vita di campagna. L’amore per la Terra e per questa valle mi spinge a difenderla fino in fondo dalle mani avide degli speculatori; invito Esposito (“uno del pd”) questa estate a farsi una giornata di lavoro con me al mio ritmo e con i miei orari, voglio vedere se riesce ad arrivare sano a fine serata! Chi mi ha visto lavorare sa cosa intendo”.

E tra le tante note e riporti di Facebook è ritornato anche il libro che scrisse Ferdinando Imposimato nel 1999, Corruzione ad Alta Velocità, coadiuvato da Giuseppe Pisauro e Sandro Provvisionato: “sono Ferdinando Imposimato, ex Senatore che ha fatto parte della Commissione parlamentare antimafia e fin dal 1992 mi sono occupato dall’alta velocità. Sono nettamente contrario all’alta velocità in Val di Susa, perché ritengo che in quella zona si riprodurrebbe se dovesse essere realizzata, la stessa situazione che io ho riscontrato insieme a diversi altri collaboratori nel centro e nel sud e nel nord dell’Italia, cioè arricchimento, tangenti, distruzione dell’ambiente e vantaggi minimi…”

Torna alla ribalta quel documento agghiacciante che nella scheda NO TAV Torino così presenta: “Ci vogliono una certa dose di coraggio ed uno stomaco robusto per leggere “Corruzione ad Alta Velocità – Viaggio nel Governo invisibile”. Ma è un’occasione per guardare in faccia la realtà.” Lo scandalo del TAV è l’emblema della degenerazione globale del sistema politico; esso ha coinvolto maggioranza ed opposizione in egual misura. Dopo Tangentopoli non è scaturita una Repubblica rinnovata, ma una riedizione peggiore del vecchio sistema di potere. Si è organicamente strutturata l’alleanza tra ceto politico e forze dominanti del potere economico delle grandi imprese sia private che pubbliche….”

É questo, in sostanza, l’approdo del viaggio costituito dal libro. É il risultato di una rigorosa inchiesta, condotta con grande professionalità dagli autori, una ricerca della verità che seguendo il filo delle vicende legate al TAV attraversa gli anni ’90 della storia italiana. É lo sviluppo di una specie di trama gialla in cui via via vengono scoperte tessere che restituiscono un mosaico di insieme sempre più inquietante: ad ogni capitolo crescono gli intrecci e le dimensioni del groviglio di interessi che si nasconde dietro la Grande Opera, ma solo alla fine si capisce pienamente la ragione per cui l’Alta Velocità abbia tanti sostenitori tra gli imprenditori ed i politici “di rango” di questi anni 2000.

Ferdinando Imposimato, ex giudice, è il tenace conduttore dell’indagine che nasce nel 1995 in seno alla Commissione Antimafia per scoprire le infiltrazioni della criminalità organizzata in Campania, ma che presto si allarga a livello nazionale coinvolgendo noti imprenditori pubblici e privati, politici con incarichi istituzionali ai massimi livelli, magistrati di grande fama che operano coperture e depistaggi compiacenti.”

E ancora, Il giudice Imposimato choc: “Falcone e Borsellino uccisi per le inchieste sugli appalti pubblici e la Tav” “La mia inchiesta sulla Tav, commissionata dal presidente della Commissione antimafia , non è mai stata discussa dalla commissione stessa”. E’ quanto afferma ai microfoni di “Ho scelto Manà” il giudice Ferdinando Imposimato, autore di ‘Corruzione ad alta velocità. Viaggio nel governo invisibile’ (ed. Koiné Nuove Edizioni; pp. 191; € 14,50), un libro inchiesta sulla grande opera dell’alta velocità.

“Quando nel 1992 stava prendendo avvio la Tav, – dice – mi accorsi che quest’opera pubblica era accompagnata da bombe e attentati contro le imprese che si trovavano lungo la tratta. Essendo allora membro della Commissione antimafia, decisi di fare un’inchiesta perché mi resi conto che nell’opera confluiva anche la malavita organizzata al fine di lucrare somme ingenti attraverso la moltiplicazione dei costi. E’ venuto fuori che nella Tav partecipavano politici corrotti e imprese della mafia”. Il costo dell’opera, come venne fuori nei vari processi di tangentopoli, che partiva da 29mila miliardi di lire, avrebbe dovuto raggiungere la somma di 300mila miliardi.

“La cifra – continua Imposimato – serviva per coprire le ‘mazzette’ alla mafia e ai politici. Inoltre, la linea Tav è strettamente connessa con la morte di Falcone e Borsellino, i quali, parallelamente a me, avevano riscontrato le stesse ‘anomalie’ nel progetto Tav”.

Tornando indietro cronologicamente, gli omicidi dei due giudici siciliani avvennero nel 1993, circa un anno dopo l’avvio del progetto della Tav.

“Nonostante vi siano documentazioni delle connessioni con le mafie e con la corruzione politica, – conclude – la mia relazione non è mai stata discussa nella Commissione antimafia perché dopo due anni venne sciolto il Parlamento, a mio avviso, proprio per la mia inchiesta. Non potendo votare a favore per un’alta velocità imperniata sulla corruzione, la mia relazione non è stata mai più discussa. Tutto questo è di una gravità inaudita in quanto un’inchiesta fatta da un relatore su incarico del presidente della Commissione antimafia, non è mai stata presa in considerazione dalla Commissione antimafia”.

Ci tenevo a far conoscere il più possibile anche questa voce, che certo non è anonima e forse molti avrebbero il gran desiderio di vedere spenta. Ma a noi piace piace il sole la luna e le stelle e la Terra da difendere, chi è Umano: Geografie …Sarà Orgoglio pennuto? Può darsi. Ah sarà dura.


Doriana Goracci
UnoNotizie.it

venerdì 2 marzo 2012

amarcord di Lucio Dalla ..... ed il futuro della cultura in Italia

Foto di Gustavo Piccinini

Lucio Dalla - Scrive Lidia: "Caro Amico ti scrivo.... così mi distraggo un po'....e siccome sei molto lontano ...più forte ti scriverò..... ..possibile che NESSUNO sul giornaletto abbia speso una sola parola per salutare un grande Artista che TUTTI ricordano come essere stato il compagno di tante canzoni cantate da tutti e intramontabili.... ci siamo cresciuti con Lucio Dalla.....per favore Paolo, dì tu qualche parola per salutarlo come si deve!...... un abbraccio"

Mia rispostina: "...ho conosciuto Lucio Dalla, diversi anni prima che diventasse famoso.. In fondo siamo coetanei. Era uno strimpellatore di chitarra che produceva canzoni del suo.. Girava un po' qui ed un po' lì per farsi conoscere.. Le sue canzoni mi piacevano e scoprii poi che ebbero successo e che Lucio non era più un mezzo sderenato da osteria ma era diventato un cantautore impegnato e riconosciuto.. A volte succede così, che uno che incontri per strada e ti pare una persona qualsiasi -come te- poi per una qualche ragione karmica diventi una stella.. Dopo quel fermento degli anni '60 non so però se compariranno nuove stelle nell'universo musicale artistico.. Pian piano gli autori ancora un po' impegnati muoiono e restano solo le starlet pop della musica preconfezionata.. Così va il mondo in tempi di decadenza cultuarle.."



Replica di Lidia: "...pensavo proprio a questo ieri.... oggi non c'è veramente più niente di qualità... né idee, né persone, nè manufatti intorno a noi che si possano definire "decenti".....(e te lo dice un architetto!).... viviamo la decadenza più assoluta su tutti i fronti e quel che è peggio è che non vedo all'orizzonte neppure un barlume di luce verso l'inizio di una nuova ERA!!!!... che cosa accadrà in questo vuoto assoluto?....non possiamo rivolgerci neppure a noi stessi perchè non siamo in grado di cambiare e non per mancanza di volontà, ma proprio perchè siamo vuoti....figuriamoci se riusciamo a trovare il cambiamento nel vuoto ancora più profondo degli altri!!!...fin qui abbiamo detto tutto quello che c'era da dire.... qualcosa di nuovo riguarda un mondo che non può essere quello che viviamo attualmente.... non credi? Spero soltanto che si apra presto un'ERA nuova, ricca di tanta Arte e tanta Bellezza, dove nasceranno tante nuove Anime preposte a cambiare questo bruttissimo mondo in tutti i settori dell'umano vivere....(cultura, politica, arte, innovazione a servizio della vita quotidiana, filosofia, ecc.....ecc...) Sono contenta che hai conosciuto Lucio, ho notato che vi assomigliate anche un po' fisicamente......e comunque chi lo conosceva bene ha riferito che era rimasto sempre aperto a tutti anche dopo il suo successo meritatissimo... perchè era un vero GRANDE ARTISTA!...... Conosco a memoria tantissime delle sue canzoni, perchè quando ero più giovane le cantavo a squarciagola insieme alle mie amiche quando andavamo in vacanza in campeggio con la mia Renault 4 che allora possedevo.... ha accompagnato la mia giovinezza e per questo lo ringrazio e lo saluto con tanto affetto.... GRAZIE LUCIO!!"

giovedì 1 marzo 2012

L'inverno, la neve, il gelo in Vallassina... ed una piccola stufetta a legna.. di Teodoro Margarita



Abbiamo molto patito, quest'inverno, due settimane di freddo davvero intenso.
Considerando che eravamo, fino ad allora, fine gennaio, nella stagione più
calda degli ultimi trent'anni, il gelo che è perdurato per due settimane e che
ha toccato per molti giorni consecutivi, qui, in Vallassina, i -13 gradi, è
stata una cattiva sorpresa.

Invece mi sono molto sorpreso nel leggere di paesini degli Abruzzi, del
Molise, delle Marche, a corto di viveri per le strade bloccate, senz'acqua e
tutti abbiamo memoria delle emergenze provocate da questo "gelo siberiano" in
Italia.

Quanto è stato solamente allarmismo ingigantito, al solito, dai media, per
vendere di più, fare ascolto significa incassare maggiore pubblicità, quanto è
stato vero, è tutto da vedere e da meditare a mente sgombra da queste immagini
che hanno riempito tutti i palinsesti.

In queste settimane, neanche 15 giorni dopo il gran freddo polare leggiamo di
incendi a raffica in tutto il Genovesato ed anche qui, tra Bellagio, nel
Comasco e l'alto Lago si sono sviluppati numerosi incendi.

La temperatura è tornata presto su fino a toccare i più venti gradi, nel campo
a lavorare ho avuto caldo spesso ed ero a torso praticamente nudo.
Ora, la mia stufetta mi scalda adagio, bruciano le potature dell'alloro, del
frassino, miste alla legna secca degli anni scorsi.

Già, una piccola stufa, mi è passato per la mente che se , in luogo di
bruciare in maniera scellerata in incendi immani e devastanti, tutti questi
milioni di metri cubi di legna, ardessero quieti tra camini e stufe, l'Italia
sarebbe autonoma dall'importazione del gas russo o algerino.

Fino agli anni '50 era assolutamente normale che nei paesini di montagna ci si
scaldasse a legna. Questo comportava innanzitutto un rispetto ed una
manutenzione attenta dei boschi: la legna era preziosa ed i tagli, qui nel
Comasco ma anche altrove, seguivano un ritmo intelligente, c'erano, mi
raccontano i vecchi, le cossiddete "novene" ovvero venivano tagliati gli alberi
solamente dopo i nove anni d'età: questo permetteva al bosco di
autorigenerarsi, gli alberi erano in grado di produrre quelle ghiande che
avrebbero, nel caso delle querce, di permesso la nascita delle nuove piantine.

Vivo nel podere che ho acquistato alla maniera degli antichi e raccolgo ogni
scarto di potatura, metto da parte ed essicco i pezzi più grossi, trovo tutto
ciò naturale. Spaccare la legna sul ceppo mi rinnova fisicamente, andare in
giro a raccattare ramaglie, farne fascine è nel ritmo delle cose. Per me
riscaldarmi con la mia legna assume la stessa valenza che Goethe in una celebre
poesia attribuisce al cavolo che il contadino ha seminato, innaffiato, curato
durante l'anno ne l momento in cui, sul desco familiare, si desina con quel
medesimo cavolo, dice il poeta, gli tornano in mente le giornate liete in cui
lo ha visto crescere ed, aggiungo,io, tutte le stagioni, le nuvole passate nel
cielo, i canti degli uccelli, tutto ti ritorna naturale quando arrivi alla fine
del ciclo naturale.

Nel caso della legna facile obiettare a chi ha da ridire sul fumo,
sull'inquinamento, indubbio, causato dalla combustione, che negli anni di
crescita di un albero, sono stati prodotti altrettanti e più numerosi effetti
positivi per il pianeta. Un albero imprigiona CO2, trattiene i soli e frena
l'erosione, è sede di biodiversità ospitando uccelli, scoiattoli o altri
piccoli roditori, le foglie che perde vanno a formare humus prezioso. Tutto
questo non accade col metano e tantomeno col petrolio.

Soprattutto, in una logica di autogestione delle risorse, le comunità locali
possono meglio amministrare le proprie risorse boschive che lontani giacimenti
di gas e petrolio. Il futuro resta nelle tue mani se ti riscaldi con la legna
dei tuoi boschi, puoi ripiantumare, variare le specie e scegliere le più adatte
e, come è prassi da sempre in paesi come l'Austria, puoi arrivare ad vere più
alberi di quelli che abbatti, una politica accorta consente un rimboschimento
ed una gestione silvopastorale molto più che sostenibile e procura reddito non
ricattabile da trasferimenti all'estero delle imprese..

Per chi è venuto a trovarmi ed ha gustato il thè bollito sopra la stufa, esso
ha avuto un sapore ben diversi da quello sul gas, il ritmo del fuoco generato
da un ciocco che arde non ha eguali.. Per concludere non sottovalutiamo gli
aspetti di sovranità, autogestione, libertà individuale e di comunità che ti
assicurano i boschi bene gestiti, la democrazia che una volta si esercitava
negli usi civici, era una prerogativa di eguaglianza nelle comunità montanare,
eguaglianza che coincideva con la sussistenza. Si ciancia tanto di crisi, che
si possa anche risparmiare e tanto sulle bollette nazionali in fatto di conto
energetico, questo non viene preso in considerazione dai signori al governo?

Mi auguro di vedere aumentare coloro che tengono nel dovuto conto le proprie
stufe o cucine economiche, ah, dimenticavo, le ceneri prodotte da una buona
legna sono ottime per concimare l'orto e così il ciclo si conclude, non ho mai
visto concimare alcunchè con i residui di combustione di una caldaia a gasolio
o metano.

Una buona primavera a tutti e una buona messa a dimora di nuovi alberi, vi
saranno utili, tra una decina d'anni-

Teodoro Margarita