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sabato 16 giugno 2012

Ostia, 27 giugno 2012 - Zanzara tigre delenda est... combatterne la diffusione con la prevenzione

Dipinto di Franco Farina

Zanzara tigre delenda est - Strategie di intervento e metodi efficaci di contrasto

27 giugno 2012 - ore 18,00 - CHM - Centro Habitat Mediterraneo - LIPU - Via dell’Idroscalo - Parcheggio Porto Turistico di Roma - Lido di Ostia (Roma)

Originaria dell’Asia sud-orientale, l’Aedes albopictus, l’ormai famosa Zanzara tigre, è arrivata in Italia tra il 1988 e il 1995 dove, grazie al cambiamento del clima, con il relativo aumento di umidità nella stagione calda, ha trovato un ambiente favorevole.

La sua particolare aggressività, ha fatto sì che, per combatterla, su consiglio dei Parassitologi, siano state irrorate nell’ambiente migliaia di tonnellate di insetticidi di sintesi.
All’inizio tale pratica sembrava funzionare poi, invece, si è notato quanto parziale sia il numero degli abbattimenti e poiché gli insetti sviluppano sempre maggiore resistenza alle sostanze chimiche irrorate, come sia necessario impiegare dosi sempre più massicce di insetticidi (tra l’altro, alcuni di quelli ampiamente usati sono poi stati revocati dall’Unione Europea).

Le zanzare sono dunque divenute sempre più resistenti agli specifici prodotti chimici, l’uso dei quali, però, continua a provocare la morte dei predatori naturali delle stesse (uccelli insettivori, pipistrelli, anfibi, ecc), di insetti utili e di altre varie specie protette.
In particolare va segnalata l’azione distruttiva che hanno sulle api e gli altri insetti impollinatori, fondamentali per il corretto equilibrio uomo-natura. “Quando scompariranno le api, sarà la fine dell’umanità” ha pronosticato Albert Einstein. Occorre agire in tempo, perché ciò non avvenga.
Inoltre, molte ricerche certificano gli usuali trattamenti chimici antizanzare, come pericolosi per la salute delle persone, degli animali e dell’ambiente in generale.

Che fare? Continuare ad aumentare le dosi degli insetticidi, spargerli ancora dappertutto o soccombere alle punture estive?

No, il rimedio esiste, si chiama PREVENZIONE ed ha regole precise dettate dall’esperienza degli Entomologi che indicano come: la zanzara tigre e le altre specie di zanzare autoctone, vadano combattute dove nascono, eliminandone le larve, dopo l'individuazione dei focolai.
La presenza di insetti adulti denota infatti un approccio sbagliato al problema, che non sarà risolto neppure con successive irrorazioni chimiche, considerate erroneamente, anche preventive.

Ci sono ancora troppe incertezze e poca informazione su come intervenire efficacemente, ma è in continuo aumento la richiesta di metodi non invasivi, rispettosi degli equilibri naturali, e sono sempre più numerose le istanze dei cittadini che desiderano essere tutelati dalle punture delle zanzare, senza però incorrere nei danni alla salute e all’ambiente, relativi agli attuali metodi di contrasto.

Affinché le modalità di intervento vengano ulteriormente migliorate e regolamentate, il giorno 27 giugno 2012, alle ore 18,00 la LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) Delegazione Ostia Litorale, promuove il convegno: “ZANZARA TIGRE” - Strategie di intervento e metodi efficaci di contrasto, nel quale verranno esaminati i vari procedimenti che comportano il minore impatto sulla salute pubblica e sull’ambiente, per il contrasto soprattutto alla Aedes albopictus, ma anche alle altre 60 specie di zanzare presenti in Italia, con relativi dati e ricerche.
L’argomento verrà analizzato ed approfondito per diffondere le corrette regole di intervento alle Amministrazioni e, in particolar modo, ai cittadini la cui collaborazione è indispensabile e determinante per risolvere il problema.

I Relatori, provenienti da varie Università e qualificati Enti di Ricerca, saranno gli specialisti di varie discipline: Entomologi, Biologi, Medici, Tecnici, ecc.

L’ingresso è libero


UFFICIO STAMPA Tel: 335 5721232 e mail: chm.ostia@lipu.it

INFORMAZIONI Tel: 06 56188264 e mail: chm.ostia@lipu.it


PROGRAMMA

INTERVENTI:

“L’importanza di una corretta informazione”
- Daniel Tarozzi Giornalista - Documentarista - Direttore Responsabile de “Il Cambiamento”

“Ambiente e salute dell’uomo”
- Bruno Fedi Primario Emerito – Oncologo – Anatomopatologo - Docente universitario

“A cosa servono gli insetti?”
- Franco Tassi Naturalista - Entomologo (Centro Studi Ecologici Appenninici) – per oltre trenta anni Direttore del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

“Api e insetticidi”
- Giovanni Formato Medico veterinario – Dirigente Unità Operativa di Apicoltura “Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana
“Chimica e biodiversità” - Luigi Campanella già Preside della Facolta' di Scienze MFN dell’Università di Roma “La Sapienza” - Professore Ordinario di Chimica Analitica - di Chimica dell'ambiente e dei Beni Culturali - Presidente di due Divisioni della SCI e poi di tutta la Società Chimica Italiana
“Insetticidi: ulteriore inquinamento?” - Gianni Tamino Docente di Biologia presso l’Università di Padova - già Membro del CSA - della Camera dei Deputati - del Parlamento Europeo - del Gruppo di lavoro del Ministero delle Politiche Agricole e del Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare
“Norme di prevenzione per il controllo della Zanzara tigre (Aedes albopictus) nel territorio di Roma Capitale
- Ordinanza n°73/14 marzo 2012 ed altri progetti” - Rita Di Domenicantonio Servizio “Controllo Specie Infestanti” del Dipartimento Tutela Ambientale e del Verde – Protezione Civile di ROMA CAPITALE
“Disinfestazioni chimiche e Amministrazioni: vi racconto la mia esperienza” - Ivana Zardin Residente del “Consorzio Nuova Palocco” - Roma
“Progetto chirotteri” Ricerca ed esperienze dell’Università di Firenze – Museo di Storia Naturale”
- Paolo Agnelli Zoologo - Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, Sezione “La Specola”

“Nuove soluzioni dell’Università di Bologna contro le zanzare”
- Gianumberto Accinelli Entomologo – Università di Bologna - Presidente di Eugea (Ecologia Urbana Giardini e Ambiente)

“Nuovi interventi naturali e loro efficienza”
- Alfredo Lugli “NOpest” Gruppo Igiene Ambientale

“Psilla dell'eucalyptus e competitori biologici”
- Marco Papi Apicoltore - Azienda agricola Bio Papi

“Piante e organismi antizanzare”
- Davide La Salvia Vivai “Water Nursery” specializzati in piante acquatiche

“L'esperienza del Centro Habitat Mediterraneo LIPU Ostia: recupero ambientale ed impegno per il biologico” - Alessandro Polinori - Responsabile CHM LIPU – Ostia


Segue DIBATTITO

INFORMAZIONI Tel: 06 56188264 e mail: chm.ostia@lipu.it

martedì 29 novembre 2011

"HAARP scie chimiche cambiamenti climatici ionosfera alzheimer..." - Domenico Scilipoti interroga e Volen Tieri divulga

Il castello degli gnomi stregoni - Dipinto di Franco Farina

Sulla pagina F.B. di Ecologisti e Civici - Scrive Volen Tieri:

"Nel 1999 il Parlamento europeo con delibera nr. A 4-0005/99 del 14 gennaio 1999 si e espressa contro le sperimentazioni HAARP (con base in Alaska-Usa).
Nel 2002 l'Italia ha firmato un accordo bilaterale con gli USA sulla ricerca climatica, e il capo dei ricercatori italiani e il Professore Franco Prodi.
Nel 2003 l'ex Ministro della difesa, Martino, ha autorizzato le forze aeree Usa (USAF) a sorvolare gli spazi aerei dell'Italia.
Nel periodo dal 2003 al 2010 sono state presentate 14 interrogazioni parlamentari sull'argomento.
Le sostanze tossiche utilizzate per le operazioni di aerosol (scie chimiche) sono composte da metalli, polimeri, silicati, virus e batteri.
L'alluminio è una sostanza neurotossica che danneggia sia il sistema nervoso centrale, che i processi omeostatici cellulari. (l'alluminio è un fattore determinante nell'Alzheimer). L'intossicazioni di metalli produce un abbassamento delle difese immunitarie.
L'alluminio uccide la flora batterica dei terreni.
Le piogge prodotte dalle scie chimiche cambiano il PH dei terreni.
Le operazioni di aerosol (scie chimiche) finiscono per determinare una lesione di diritti sanciti dalla Costituzione.

C'è da chiedersi perché gli ecologisti e civici non chiedono:
- L’immediata sospensione dei voli e le operazioni di aereosol nei nostri cieli (scie chimiche) a tutt'oggi effettuate;
- L’evidenza delle risorse economiche pubbliche utilizzate per finanziare le attività di aereosol (scie chimiche) e l’immediata riconversione di tali fondi verso attività di pubblica utilità;
- La verifica degli impatti sulla salute dei cittadini derivante dalle sostanze contenute nelle scie chimiche, e la pubblicazione delle
ricerche epidemiologiche relative alle malattie infettive dell'apparato respiratorio, allergie dovute a intossicazione da metalli, Alzheimer e altre malattie degenerative riconducibili all'intossicazione di metalli;
- Di stimare la correlazione dell'aumento delle malattie in rapporto alle sostanze utilizzate nelle scie chimiche (ovviamente ogni malattia è multifattoriale e le questioni ambientali incidono significativamente, ma dal 2003 se vi è stato un aumento statistico significativo probabilmente dovuto alle scie chimiche);
- La verifica degli impatti sull’ambiente derivati dalle scie chimiche, con particolare riferimento al cambiamento dei valori di acidità del
terreno (PH), del livello di bario e di alluminio nelle acque piovane su tutto il territorio nazionale, del tasso d'inquinamento dell'aria
specificamente in relazione ai prodotti utilizzati nelle operazioni di aerosol;
- Di promuovere la cancellazione del segreto di Stato relativo alle scie chimiche.

Dietro HAARP potrebbe celarsi la sperimentazione di una tecnologia avanzata di irradiamento a radio-onde. Una tecnologia simile sarebbe in grado di ALZARE e SCALDARE vaste zone della ionosfera immettendo elevate quantità di energia; far rim...balzare onde elettromagnetiche, capaci di penetrare qualsiasi cosa vivente e/o morta, indietro su determinate località della Terra. Questo tipo di stimolazione causerebbe MODIFICAZIONI MOLECOLARI della ionosfera, le quali porterebbero a devastanti conseguenze sul clima delle regioni colpite. In poche parole, HAARP, essendo in grado di PROVOCARE INTENZIONALI CAMBIAMENTI CLIMATICI, potrebbe essere utilizzato come arma militare. Inoltre, le onde riflesse sulla superficie terrestre, a causa della loro elevata intensità e capacità di penetrazione, sarebbero in grado di manipolare e disgregare i processi mentali umani. Secondo alcuni scienziati, gli effetti dell'uso sconsiderato di questi livelli di energia nella ionosfera, il nostro schermo naturale, potrebbe essere devastante. INIETTANDO UN'INGENTE QUANTITA' DI PARTICELLE NELLA IONOSFERA, E' POSSIBILE ALTERARE in maniera irrimediabile l'equilibrio protettivo della Terra, causando una caotica instabilità che potrebbe dare inizio ad una catena di effetti collaterali come ad esempio la DISTRUZIONE TOTALE DELLO STRATO DI OZONO.

Ciò che preoccupa maggiormente è dovuto al fatto che si può prevedere con certezza come la Terra potrà reagire a questo eccesso di radiazioni. ‎14 interrogazioni parlamentari sull'argomento (13 al Governo Italiano ed 1 a quello Europeo) presentate nel periodo dal 2003 al 2010, che ancora attendono una risposta soddisfacente: al Governo italiano... 4-10970 del 22 febbraio 2011 (deputato Domenico Scilipoti); 4-02216 del 5 novembre 2009 (senatore Oskar Peterlini); 4-01193 del 28 gennaio 2009 (deputato Sandro Brandolini); 4-01193 del 1 ottobre 2008 (deputato Sandro Brandolini); 4-01044 del 17 settembre 2008 (deputato Antonio Di Pietro); del 16 giugno 2008 (deputato Amedeo Ciccanti); del 05 giugno 2008 (deputato Sandro Brandolini); del 20 dicembre 2007 (deputata Katia Bellillo); del 8 agosto 2007 (senatore Amedeo Ciccanti); (Interrogazione al Parlamento Europeo) del 10 maggio 2007 (deputato Erik Meijer); (ancora al Governo Italiano) del 13 giugno 2006 (deputato Gianni Nieddu); del 3 febbraio 2005 (deputato Severino Galante); del 27 ottobre 2003 (deputato Piero Ruzzante); del 2 aprile 2003 (deputato Italo Sandi).

Esempio di Interrogazione: DOMENICO SCILIPOTI
martedì 22 febbraio 2011, seduta n.437
SCILIPOTI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della salute, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ...al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:
nel 1999 il Parlamento europeo con delibera nr. A 4-0005/99 del 14 gennaio 1999 si è espressa contro le sperimentazioni HAARP (con base in Alaska-Usa);
nel 2002 l'Italia ha firmato un accordo bilaterale con gli USA sulla ricerca climatica e il capo dei ricercatori italiani e il Professore Franco Prodi;
nel 2003 l'ex Ministro della difesa, Martino, autorizza le forze aeree Usa (USAF) a sorvolare gli spazi aerei dell'Italia;

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10970 CAMERA
Stampato il 30/03/2011
nel periodo dal 2003 al 2009 sono state presentate nr. 14 interrogazioni parlamentari sull'argomento;
le sostanze tossiche utilizzate per le operazioni di aerosol sono composte da metalli, polimeri, silicati, virus e batteri;
l'alluminio è una sostanza neurotossica che danneggia sia il sistema nervoso centrale, che i processi omeostatici cellulari (l'alluminio è un fattore determinante nell'Alzheimer);
l'intossicazioni di metalli produce un abbassamento delle difese immunitarie;
l'alluminio uccide la flora batterica dei terreni;
le piogge prodotte dalle scie chimiche cambiano il ph dei terreni;
le operazioni di aerosol, comunemente chiamate scie chimiche, finiscono per determinare, ad avviso dell'interrogante, una lesione di diritti sanciti dalla Costituzione -:
se il Governo intenda assumere, per quanto di competenza, iniziative volte:
a) ad accertare i valori di acidità, ovvero, i ph cambiati dal 2003 al 2010, a mappare con precisione la qualità attuale dei terreni e a garantire la cessazione delle operazioni suddette in quanto obbligano all'utilizzo di OGM;
b) a misurare il livello di bario e di alluminio nelle acque piovane su tutto il territorio nazionale promuovendo verifiche dopo le piogge provocate dalle operazioni militari;
Pagina 2 di 3INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10970 CAMERA
Stampato il 30/03/2011
c) a misurare il tasso d'inquinamento dell'aria specificamente in relazione ai prodotti utilizzati nelle operazioni di aerosol;
d) a determinare il rischio ambientale e per la salute della popolazione dei territori soggetti a operazioni di scie chimiche permanenti;
e) a chiarire l'influenza che le operazioni di scie chimiche dal 2003 ad oggi hanno avuto sulla salute degli italiani;
f) a pubblicare le ricerche epidemiologiche relative:
1) alle malattie infettive dell'apparato respiratorio;
2) allergie dovute a intossicazione da metalli;
3) Alzheimer e altre malattie degenerative riconducibili all'intossicazione di metalli;
g) a stimare la correlazione dell'aumento delle malattie in rapporto alle sostanze utilizzate nelle scie chimiche (ovviamente ogni malattia è multifattoriale e le questioni ambientali incidono significativamente, ma dal 2003 se vi è stato un aumento statistico significativo probabilmente dovuto alle scie chimiche);
intenda promuovere la cancellazione del segreto di Stato relativo alle scie chimiche e far cessare le operazioni che comportano scie chimiche tutt'oggi effettuate. (4-10970)"

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Commento di Enrico Galoppini:

Non sono un esperto in materia ma vorrei dire la mia su una cosa che ho sperimentato direttamente sonlo di recente.
Queste scie chimiche, o irrorazioni, o come vogliamo chiamarle, sono l'esempio più chiaro (basta guardare un po' il cielo ed osservare cosa accade) del livello delinquenziale di chi ci governa (diciamo così).
Ci sono giornate che cominciano con un cielo azzurrissimo... bene, ad un certo punto passa un aereo, poi un altro... e rilasciano delle strisce lunghissime, che lentamente si espandono. Guardare per credere.
Dopo un po', quel ben cielo azzurro diventa "lattiginoso".

Facciamo finta ora che tutto quel che sostengono coloro che denunciano le scie chimiche sia frutto della fantasia.
Ma quest'osservazione del cielo è alla portata di tutti. La domanda quindi è: cosa sta accadendo?
Qualcuno dovrebbe rispondere, o no? E invece pare (io non ho ancora provato per non farmi il sangue marcio) che chiamando l'ente preposto al traffico aereo si viene trattati con sufficienza, da visionari, e messo alle strette l'addetto (che tiene famiglia) dice che non può rivelare nulla. Ci sono delle registrazioni di queste telefonate, anche su YT.
Se non avessero nulla da nascondere, non continuerebbero a dire che si tratta delle normali scie di condensazione degli aerei, che sono invece impossibili, così lunghe, persistenti e ad una quota così "bassa".

Sono giunti al punto di modificare anche i cieli delle foto, dei cartoni animati (!) per abituare le generazioni future a cieli cjhe sembrano un reticolato.
Alcuni giorni fa, cercando immagini del lago di Van, ho trovato questa:
http://www.google.it/imgres?q=lago+van&hl=it&client=firefox-a&hs=shM&sa=X&rls=org.mozilla:it:official&biw=1280&bih=895&tbm=isch&prmd=imvns&tbnid=PsH1ExUrTjuRwM:&imgrefurl=http://www.kusadasi.tv/it/il-lago-pi-grande-turchia-lago-di-van.html&docid=_6TXyb1w0fxF4M&imgurl=http://www.kusadasi.tv/wp-content/uploads/lake-van-turkey.jpg&w=576&h=382&ei=KfXVTvmEOpDf8QOmq9WGAg&zoom=1&iact=hc&vpx=207&vpy=518&dur=2172&hovh=183&hovw=276&tx=177&ty=88&sig=116740998482096251008&page=1&tbnh=165&tbnw=250&start=0&ndsp=17&ved=1t:429,r:8,s:0
Beh, che ve ne pare? Non mi pare che in natura esistano "nubi" di tal fatta!
Ma queste "scie" esistono forse solo nei paesi della Nato? Questa è una bella domanda, no?
Bisogna cercare cieli russi, del Venezuela, della Cina, anche della Siria, ancora per poco, e controllare...

Dovremmo chiedere lumi ad un metereologo? Eh, siam messi bene, perché il servizio metereologico è fornito dall'Aeronautica militare, bella controllata dalla Nato. E infatti dalle "previsioni del tempo" in tv son sparite le "immagini dal satellite"... Giochicchiano in appositi spazi del tg con tanto di "consolle meteo", ma di immagini dal satellite, nemmeno l'ombra...
Perché le hanno tolte? Per non far vedere queste scie?


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Articolo correlato:

La Conferenza del Comitato sul disarmo, tenutasi a Ginevra il 18 maggio 1977, che diede origine alla Convenzione sulla proibizione dell’uso militare o di qualsiasi altro uso ostile delle tecniche di modificazione dell’ambiente, Convenzione nota anche con il sinonimo “ENMOD” (Envitoment Modification), ratificata dagli Stati Uniti nel 1980. http://www.peacelink.it/ecologia/a/5735.html

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Note aggiunte:

http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=scie+chimiche

mercoledì 1 dicembre 2010

Effetto serra o nuova glaciazione…? Fa più freddo… fa più caldo? I dubbi dell’ignaro osservatore temporale… che non sa più cosa pensare



C’è o non c’è? Mi riferisco all’”effetto serra” sulla cui esistenza si scontrano due vivaci gruppi.

Un primo gruppo sostiene che esistono dei mutamenti climatici dovuti all’immissione nell’atmosfera di vari gas, principalmente anidride carbonica, ma anche metano, idrocarburi clorurati e fluorurati e alcuni altri, che sono i sottoprodotti di attività umane e soprattutto di scelte merceologiche: questo gruppo, insomma, sostiene che le attività e le scelte produttive umane compromettono il clima in futuro, ragione per cui è necessario sottoporre a revisione critica i consumi, i processi produttivi, usare le fonti energetiche e le materie prime rinnovabili, eccetera. Esiste poi un altro gruppo che sostiene che i mutamenti climatici che si stanno osservando sono occasionali, che simili mutamenti ci sono sempre stati in passato, che la concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera è cambiata più volte durante la lunga storia geologica della Terra e che non sono le attività di produzione e di consumo di energia e di merci che alterano il clima. Le ricchezze della natura, la scienza e la tecnica sono in grado di risolvere i guasti ambientali, ragione per cui non c’è bisogno di alcun mutamento nell’andamento delle economie nazionali e mondiali.
I due gruppi, a cui partecipano con uguale vigore chimici e giornalisti, fisici e storici, meteorologi e geografi, difendono le rispettive inconciliabili posizioni con ricche citazioni in stizzosi dibattiti fino a reciproche accuse su chi è pagato da chi per sostenere le sue tesi.

Al dibattito sull’effetto serra si affianca quello sull’energia nucleare, di moda da quando, dopo le ultime elezioni nazionali, il nuovo governo ha deciso di avviare un programma di costruzione di varie centrali nucleari. Uno dei due gruppi sostiene che le centrali nucleari producono elettricità costosa, con impianti che alterano il territorio, inquinano durante il funzionamento e lasciano in eredità alle generazioni future scorie radioattive quasi eterne. L’altro gruppo sostiene che l’Italia è rimasta esclusa dall’energia nucleare per colpa dello sciagurato referendum del 1987 che ne fermò l’uso, che le centrali nucleari producono elettricità a basso costo, come dimostra la Francia, che occorre elettricità a basso prezzo per far funzionare le fabbriche e rendere competitiva la produzione italiana di merci e macchinari e che le fonti solari, eoliche e simili mai potranno fornire elettricità come fanno così bene le centrali nucleari. E, infine, questo secondo gruppo sostiene che il programma nucleare governativo fa diminuire le costose importazioni di petrolio e di gas naturale che, bruciando, immettono nell’atmosfera gas con effetto serra. Ma non abbiamo appena detto che l’effetto serra non esiste? Eppure i due partiti, quello che contesta l’effetto serra e quello che sostiene l’energia nucleare hanno vaste zone e protagonisti comuni.

Non si capisce niente. A me pare che la società contemporanea brancoli nel buio. Ci si augura che diminuiscano le importazioni di petrolio ma si guarda con preoccupazione alla disoccupazione provocata dalla chiusura di alcune raffinerie; ci si augura che diminuiscano i fumi nelle città e la congestione del traffico automobilistico, ma nello stesso tempo si incoraggia, anche grazie a incentivi statali, la produzione e la vendita di automobili che funzionano bruciando prodotti petroliferi.

Ogni giorno aumenta la massa dei rifiuti solidi (ormai 40 milioni di tonnellate all’anno quelli domestici e urbani) e anche qui si contrappongono coloro che chiedono una diminuzione dei consumi e il riciclo dei rifiuti, con quelli che vorrebbero bruciare i rifiuti negli inceneritori o seppellirli nel sottosuolo.
La vita è intessuta di contraddizioni, come aveva detto il filosofo tedesco Hegel: il compito della politica dovrebbe essere proprio il superamento o la conciliazione delle contraddizioni, ma mi sembra che ben poco venga fatto in questo senso. Ci aspettano periodi tempestosi, che possono essere superati soltanto con coraggio e lungimiranza. Quanto all’energia e all’ambiente il mio modesto pensiero è che occorra un piano nazionale, ed europeo, forse globale, ma almeno nazionale, basato su scelte che inevitabilmente sono tecniche ed economiche.

La quantità di energia che occorrerà in futuro, le fonti di energia a cui rivolgersi, l’inquinamento che ne deriverà, dipendono dalla decisione di quello che sarà prodotto per soddisfare bisogni umani, a cominciare da quelli elementari e irrinunciabili: il diritto alla casa, a muoversi e, soprattutto il diritto al lavoro. Si tratta di decidere quali case costruire per chi vive ancora nelle baracche, dove costruirle nel territorio, quali e quante automobili fabbricare, quali e quanti prodotti agricoli produrre nei campi: grano e patate, pomodori e legname, girasoli e olio di oliva.

Per attuare queste decisioni, nell’interesse pubblico, generale, può intervenire soltanto lo stato con i suoi soldi. Un privato ha interessa a costruire quartieri e alberghi di lusso per i ceti abbienti, non certo case per sfrattati e immigrati; un privato guadagna col funzionamento delle eleganti cliniche private, non spende soldi per aggiustare i corridoi e le sale operatorie degli ospedali pubblici; produrre automobili popolari e a basso consumo non rende al privato quanto costruire automobili potenti e lussuose; riciclare i rifiuti non rende quanto incenerirli e immetterli in discariche, e così via. Già oggi lo stato interviene con i suoi soldi, ma per rispondere a domande private che non risolvono i problemi né dell’occupazione, né dell’energia, né della casa per i meno abbienti.

Occorre una svolta perché dalle contraddizioni irrisolte sono travolti proprio i più deboli ed è travolto l’ambiente, con cieli fumosi, colline che franano, fogne che sporcano i mari, rubinetti che non danno acqua; ed è travolto di più il Sud.
Giorgio Nebbia – nebbia@quipo.it