Visualizzazione post con etichetta Stato Vaticano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Stato Vaticano. Mostra tutti i post

mercoledì 14 marzo 2012

Persone LGBT.. seguire le direttive europee e non quelle del vaticano

Fata e folletto - Dipinto di Franco Farina

PARLAMENTO EUROPEO HA APPROVATO OGGI DUE RELAZIONI CHE DIFENDONO I DIRITTI DELLE PERSONE LGBTI. ITALIA SI ADEGUI ALL'EUROPA ANZICHE' AL VATICANO.

Il Parlamento Europeo ha approvato due relazioni che difendono i diritti delle persone LGBTI. La relazione Lechner sulla "giurisdizione, la legge applicabile, il riconoscimento e l'applicazione delle decisioni e degli strumenti relativi alla successione e la creazione di un Certificato Europeo di Successione". La Relazione si richiama alla Carta Europea dei Diritti Fondamentali ed in particolare si esprime sulla proibizione di tutte le discriminazioni, incluse quelle basate sull'orientamento sessuale: il coniuge spagnolo dello stesso sesso sposato, sulla base della legge spagnola, ad un italiano potrà ereditare i suoi beni, nonostante l'Italia non preveda il matrimonio tra le persone dello stesso sesso.

Il Parlamento Europeo ha inoltre approvato la relazione della deputata Sophie In't Veld sull'eguaglianza tra le donne e gli uomini nella UE per il 2011. La relazione, nonostante il tentativo fallito da parte del PPE di cancellare i paragrafi più importanti sui diritti LGBTI, chiede alla Commissione ed agli Stati membri di "elaborare proposte per il mutuo riconoscimento delle unioni civili e delle famiglie dello stesso sesso". Il documento approvato critica le definizioni restrittive adottate da in alcuni Stati membri sulla famiglia, ricordando il divieto di discriminazione previsto dalla Carta dei Diritti Fondamentali e chiede al Consiglio Europeo di sbloccare la direttiva anti-discriminazione ferma ormai da oltre tre anni. Il testo chiede alla Commissione di lanciare una Roadmap per i diritti delle persone LGBTI e richiama il fatto che le famiglie nella UE sono diverse e composite, includendo anche le coppie dello stesso sesso, e che meritano uguale protezione all'interno dell'Unione Europea.
Il passaggio piu' nettamente a favore dei matrimoni gay e' contenuto nel paragrafo 7 della Relazione, che un emendamento di alcuni deputati del Ppe, respinto dall'aula, voleva cancellare.

L'Associazione Radicale Certi Diritti ringrazia i membri del Parlamento europeo per l'approvazione delle due relazioni che tutelano i diritti delle persone LGBTI, e chiede al Governo ed al Parlamento italiano di adottare leggi e politiche in questo senso, al di là degli Alfano e delle Bindi di turno, specularmente e vaticanamente conservatori rispetto alle tendenze più moderne che si affermano sempre più in Europa sul diritto di famiglia.



--
(Fonte: AMg condominioTerra)

mercoledì 15 febbraio 2012

Notizie vaticane della serva: "Papa Ratzinger si dimette..."

Dimesso un papa se ne fa un altro... Paolo D'Arpini al soglio pontificio..?


Papa Ratzinger pensa alle dimissioni. Se ne dichiara convinto monsignor Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea, e lo fa durante la sua partecipazione al programma di Radio2 Un Giorno da Pecora. Il prelato non crede che esista un complotto per uccidere Papa Ratzinger, come hanno ipotizzato alcuni giornali nei giorni scorsi: «No, non credo. Fosse stato il Papa precedente lo capirei, ma questo Papa qui mi sembra così mite, religioso. Non troverei i motivi per pensare di farne oggetto di un attentato».

Bettazzi ha una teoria diversa, ma sempre in qualche modo collegata alla notizia, perché crede che «sia un sistema per preparare l'eventualità delle dimissioni. Per preparare questo choc, perché le dimissioni di un Papa sarebbero un choc e allora cominciano a buttare lì la storia del complotto».

Ma papa Ratzinger ha davvero intenzione di dimettersi? «Io credo di sì», dice il porporato, «anche se l'hanno smentito. Un vecchio cardinale, però, mi diceva sempre: se il Vaticano smentisce vuol dire che è vero...» E i motivi delle dimissioni del Papa sarebbero da rintracciare soprattutto nella sua profonda stanchezza. «Sono persuaso che lui si senta molto stanco, basta vederlo, è un uno abituato agli studi», spiega Bettazzi. «E di fronte ai problemi che ci sono, forse anche di fronte alle tensioni che ci sono all'interno della Curia, potrebbe pensare che di queste cose se ne occuperà il nuovo Pontefice».

Dunque, un nuovo capitolo della penosa vicenda che vede la Curia e molti alti prelati impegnati a parlare in ogni luogo e circostanza, a far trapelare documenti privati e dossier confidenziali, in una lotta senza quartiere - in vista del prossimo Conclave - e intenti a dare del Papa e del Vaticano un'immagine in declino, tra divisioni, contrasti e solitudine.

E proprio in riferimento agli "spifferi", il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha definito «sleale» chi fa uscire documenti riservati dalla Santa Sede: «C'è qualcosa di triste nel fatto che vengano passati slealmente documenti dall'interno all'esterno in modo da creare confusione. La responsabilità c'è dall'una e dall'altra parte».

D'altra parte è senz'altro vero che le ipotesi di dimissioni del Pontefice circolano con insistenza da più parti e bisogna ricordare che Libero fu tra i primi a parlarne. Il 25 settembre 2009 Antonio Socci scriveva, proprio su Libero, che «quando un Papa giunge alla chiara consapevolezza di non essere più in grado fisicamente, psicologicamente e mentalmente di svolgere l'incarico affidatogli, allora ha il diritto ed in alcune circostanze anche il dovere di dimettersi».

Monsignor Bettazzi è sicuramente figura di spicco nel panorama della Chiesa italiana e qualche stupore lo provoca il fatto che un vescovo di tale levatura abbia scelto una trasmissione radiofonica satirica, dal tono spesso scanzonato, per parlare di un simile argomento. Bettazzi, nato a Treviso il 26 novembre del 1923, è presto diventato una delle figure di riferimento per il movimento pacifista di ispirazione cristiana.

Nel 1968 è nominato presidente nazionale di Pax Christi, movimento cattolico internazionale per la pace e nel 1978 ne diventa presidente internazionale, fino al 1985. Sempre nel '78, insieme al vescovo Clemente Riva e al vescovo Alberto Ablondi, chiede di potersi offrire prigioniero in cambio del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro, rapito e poi ucciso dalle Brigate Rosse, proposta non accettata.

Nel 1992 partecipa alla marcia pacifista organizzata da Pax Christi insieme a monsignor Antonio Bello nel mezzo della guerra civile in Bosnia Erzegovina. Nel 2007 dichiara pubblicamente che la sua coscienza gli impone di disobbedire alle direttive vaticane e che è del tutto favorevole al riconoscimento delle unioni civili, sostenendo le iniziative del governo Prodi e riconoscendo alle coppie omosessuali un fondamento d'amore equiparato a quelle eterosessuali.
Caterina Maniaci per "Libero"


«VELENI E FUGHE DI NOTIZIE NON FERMERANNO IL PAPA» IL PORTAVOCE VATICANO: VOGLIONO IMPEDIRE IL RINNOVAMENTO Gian Guido Vecchi per il "Corriere della Sera"

«In certo senso - è un'antica osservazione della saggezza umana e spirituale - il verificarsi di attacchi più forti è segno che è in gioco qualche cosa di importante». Arriva in serata, la nota di padre Federico Lombardi «sulla circolazione di documenti che tendono a screditare il Vaticano e la Chiesa».

Ed è una risposta meditata e molto dura. Che ricorda la lotta alla pedofilia, l'impegno per la trasparenza finanziaria e quindi la linea e le «indicazioni» di Benedetto XVI per il rinnovamento della Chiesa. Un rinnovamento che evidentemente non è indolore né privo di resistenze interne e esterne. Tanto che padre Lombardi avverte: «Chi pensa di scoraggiare il Papa e i suoi collaboratori in questo impegno si sbaglia e si illude».

E certo fa impressione, riguardo alle «pretese lotte di potere in vista del prossimo conclave», leggere la risposta a chi ne parla dentro e fuori il Vaticano: «La lettura in chiave di lotte di potere interne dipende in gran parte dalla rozzezza morale di chi la provoca e di chi la fa, che spesso non è capace di vedere altro».

Le «riflessioni» del portavoce della Santa Sede, per la prima volta, elencano e distinguono le lettere riservate sul Governatorato e sullo Ior, l'appunto sul «complotto» insistente contro il Papa («memoriali farneticanti che nessuna persona con la testa sul collo ha considerato seri»), insomma tutti i «documenti di natura e peso diversi, nati in tempi e situazioni diverse» che sono stati «messi insieme» perché «giova a far confusione».

Il tono è sferzante: «L'amministrazione americana ha avuto Wikileaks, il Vaticano ha ora i suoi leaks, le sue fughe di documenti che tendono a creare confusione e sconcerto» per «mettere in cattiva luce il Vaticano, il governo della Chiesa e più ampiamente la Chiesa stessa».

Quindi «calma e sangue freddo e molto uso della ragione», scrive Lombardi: «È ovvio che le attività economiche del Governatorato devono essere gestite saggiamente e con rigore; è chiaro che lo Ior e le attività finanziarie devono inserirsi correttamente nelle norme internazionali contro il riciclaggio. Queste sono le indicazioni del Papa. Mentre è evidente che la storia del complotto contro la vita del Papa è una farneticazione, una follia, e non merita di essere presa sul serio».

Il testo è rivolto sia alle «talpe» che hanno pilotato le fughe di notizie - la Gendarmeria sta indagando, il Tribunale si prepara ad aprire un fascicolo - sia a chi nei media ha alimentato la «Vatileaks»: «Certo c'è qualcosa di triste nel fatto che vengano passati slealmente documenti dall'interno all'esterno in modo da creare confusione. La responsabilità c'è dall'una e dall'altra parte. Anzitutto da parte di chi fornisce questo tipo di documenti, ma anche di chi si dà da fare per usarli per scopi che non sono certo l'amore puro della verità». Perciò «dobbiamo resistere e non lasciarci inghiottire dal gorgo della confusione, che è quello che i malintenzionati desiderano».

Ed è qui che il portavoce della Santa Sede ricorda la «risposta di purificazione e rinnovamento» sui crimini pedofili, l'«impegno serio» di «trasparenza» finanziaria con l'approvazione delle nuove norme verso l'ingresso nella white list. Oltretevere si attendono altre imminenti fughe di documenti per «screditare questo impegno». E Lombardi ribatte: «Paradossalmente ciò costituisce una ragione di più per perseguirlo con decisione senza lasciarsi impressionare».

Ma è sulle «pretese lotte di potere» intorno al conclave che il tono si fa più amaro. Verso quelli che all'interno o all'esterno, per «carrierismo» o mancanza di fede, non sanno vedere altro nell'elezione di un Papa: «Chi crede in Gesù Cristo per fortuna sa che - checché se ne dica o se ne scriva oggi sui giornali - le vere preoccupazioni di chi porta responsabilità nella Chiesa sono i problemi gravi dell'umanità di oggi e di domani».
Gian Guido Vecchi per il "Corriere della Sera"


CURIA NEL CAOS LA MADONNA LO AVEVA PREVISTO
Da "Libero" - «Cardinali contro cardinali, il Papa che appare isolato, il governo della Chiesa che sembra allo sbando: tutto questo fa parte delle profezie che la Madonna ha rivelato a Fatima. I suoi messaggi annunciano tutto questo e molto altro di più, annunciano castighi che colpiranno molto violentemente l'umanità, se non sarà ascoltata la sua voce e soprattutto la consacrazione della Russia al Suo cuore».

Padre Nicholas Gruner ha dedicato l'intera vita allo studio e alla ricerca del Terzo Segreto di Fatima, sostenendo che in realtà non ne sia stato realmente svelato l'intero contenuto . Lo studioso si trova a Roma per presentare FatimaTV, di cui è il direttore editoriale, canale 213 del digitale terrestre a Roma e nel Lazio e Fatima TV World Wide (FTV-WW), disponibile sulla piattaforma Twww.streamit e visibile sul sito Internet www.fatimatv.it.


Perché creare una televisione ad hoc per parlare di Fatima? Padre Gruner spiega che, sia tra i comuni fedeli, ma anche nella stessa Chiesa, a cominciare dai sacerdoti per finire ai cardinali, esiste una diffusa non conoscenza di quello che è il senso delle profezie trasmesse ai tre pastorelli di Fatima».

(Fonte: La Tua Voce)

domenica 1 maggio 2011

Vaticano e pedofilia, Massimo Sega e Giorgio Vitali: “Sulla beatitudine di Karol, sul cristianesimo d'assalto e sulla belligeranza delle parti"



Nella foto: Paolo D'Arpini, un vero santo mascherato da papa

"Risposta non c'è.. o forse chi lo sa, perduta nel vento sarà..." (Saul Arpino da Mogol)

Qualche settimana fa, in occasione del 150° anniversario dell’Unita’ d’Italia, il Papa ha rimesso al Presidente Napolitano un messaggio di "felicitazione".
Come Capo dello Stato Pontificio, il cui scanno ha visto un susseguirsi di Papi anti Italia, cominciando dal medioevo, Benedetto XVI non avrebbe mai dovuto parlare, qualora fosse stato serio, di una ipotizzata partecipazione dei cristiani a detta unita’. Certo un qualche cristiano che abbia prospettato l’unita’ politica del nostro stivale c’e’ stato pure, ma a tal fine parlo’ di una unita’ che avrebbe dovuto vedere a suo capo il Papa. Quel che e’ certo e’ il fatto che i cristiani nel loro complesso, specie la Chiesa, non parteciparono affatto a detta unita’, cosi’ come si e’ realizzata. 

E’ come se un eventuale successore di Hitler o di Stalin richiamassero dei nazisti o dei comunisti dissidenti per dimostrare che lo stato nazista e quello stalinista erano democratici. L’attuale Papa ci ha voluto ricordare il Concordato del 1929. A me si permetta di ricordare che l’allora Papa ebbe a definire Mussolini l’uomo della Provvidenza. Si vede che nel quadro di detta Provvidenza, c’era gia’ la seconda guerra mondiale con la quale questa ha voluto punire gli Italiani di certe loro scelte.
     
D’altra parte che cosa ci si puo’ aspettare da una Chiesa, e quindi dal suo provvisorio Capo, cioe’ dal transeunte Papa, che nel 1947 avrebbe preteso dai Costituenti, come dichiarato da Andreotti in un convegno su De Gasperi tenutosi presso la sede dei Gesuiti a Roma, che inserissero nella Carta Costituzionale un articolo che prevedesse che le cariche di Presidente del Consiglio dei Ministri e di Presidente della Repubblica, fossero ricoperte solo da politici cattolici ? E’ attendibile una Chiesa che per ripicca nei riguardi di De Gasperi, che si rifiuto’ di chiedere il supporto dei fascisti per le elezioni del Comune di Roma, supporto sollecitato da detta Chiesa, si e’ visto rifiutare dalla medesima  la funzione religiosa per il cinquantesimo anniversario del suo matrimonio ?
      
La stessa mancanza di serieta’ a me appare rilevabile nelle odierne manifestazioni per la beatificazione e successiva santificazione di Giovanni Paolo secondo. Come si fa a dichiarare santo un Papa che si e’ sempre rifiutato di far condurre indagini sulla ipotizzata sospetta morte del suo predecessore ? Come si fa a definire santo un Papa che protesse le illegalita’ e le scorrettezze finanziarie nonche’ le nefandezze della IOR e i delitti di Marcincus, rifiutando ogni collaborazione con le nostre autorita’ giudiziarie, compresa l’estradizione in Italia del medesimo? Come si fa a dichiarare santo un Papa che nulla oppose a che nella basilica di Sant’Apollinare di Roma fosse e sia tumulato uno dei peggiori banditi che ha avuto Roma, cioe’ quello della Magliana?

Come si fa a dichiarare santo un Papa (Karol Wojtyla) che, insieme al Cardinal Sodano e anche all’allora Cardinal Ratzinger, occulto’ gli infiniti casi di pedofilia e, in particolare, i delittuosi fatti e misfatti posti in essere dal capo dei famosi Legionari di Cristo, ora disciolti, fatti ben conosciuti dagli organi della Chiesa ben prima degli innumerevoli procedimenti penali aperti in varie parte del mondo? Ma forse e’ giusto, perche’ come ha detto qualche tempo fa Benedetto XVI, santi non diventano i giusti ma i peccatori che dopo si pentono.

Nel caso in questione abbiamo certamente un peccatore, ma non un pentito. Si vede che per diventare santi, basta essere un peccatore. Ora mi domano anche: perche’ di certe cose dobbiamo sapere quasi solo da giornali stranieri? Perche’ l’indignazione per detta santificazione ha trovato spazio solo, almeno per quanto ne so io, in detti giornali? A conclusione, permettetemi una domanda: sono attendibili i Cristiani? Attendo una risposta.

Saluti a tutti. Massimo Sega

...................


Altra notizia altro regalo...

PRELUDIO al mio prossimo intervento sulla nascita del cristianesimo.

Da “Vita di Gesù” di Strauss: "Ecco cosa accade di norma quando i dettagli di un fatto sono preclusi alla conoscenza critica, e quando la concatenazione dei fatti è amplificata; quando il fondamento del fatto non è conforme alla ragione, o quando il fatto è prefabbricato per aderire a idee preesistenti: in questi casi, intendo, non solamente le circostanze in tal modo descritte, ma il fatto intero, deve essere considerato non-storico. Da un altro canto, nei casi in cui solo la forma del racconto è permeata di caratteri mitici, mentre la sostanza è rimasta intatta, è possibile supporre che l'episodio abbia un nucleo storico."

Da “Dubbi storici su Napoleone” di Richard Whately:
"In passato gli scettici hanno rifiutato di prestare fede ad un resoconto difeso da coloro che avevano interesse a confermarlo, perchè prima di arrivare a loro era passato attraverso a troppe mani e troppe bocche intermedie. ...Notate quanto forte sia in alcuni l'apologia dell'impostura...”

Da “IPAZIA, prima martire della Libertà di pensiero”, di Augusto Agabiti.
"Quando tal fatto avviene, c'è una ragione:sono pure Essenze, dicevano i Greci, sono Eroi, uomini cioè molto vicini agli Dei, e che scendono o per purificare la Terra dai mostri, come Teseo ed Ercole, o per servire altri d'esempio: Lino, Museo, Orfeo..."

Da “San Francesco, il Lupo, i segni”, di Gian Paolo Caprettini:
"Dato un inizio di racconto che stabilisce una mancanza (che colpisce un individuo o una collettività sotto forma di:povertà, malattia, stupidità, mancanza di erede maschio, flagello cronico, desiderio di sapere, amore etc...), perché questo inizio di racconto si sviluppi, bisogna che questa situazione evolva, che accada qualche cosa in grado di modificarla [...] In linea di principio, solo il miglioramento è possibile. Si è così aperto il reticolo che Bremond chiama "dei possibili narrativi". E' stata data la possibilità che IL RACCONTO ESISTAE CHE SI APRA A DELLE POSSITILITA'.

Giorgio Vitali

domenica 13 marzo 2011

La chiesa cattolica e l'unità d'Italia ed il passaggio dal paradiso all'inferno...



"La chiesa è pratica, e non sbaglia mai, sta sempre con i vincitori" (Saul Arpino)

Dopo il papa pure il cardinale Bagnasco, il responsabile dell'ordine Francescano, scrittori ed altri, oltre ovviamente il conduttore di Oggi2000 radiouno, ci hanno erudito sulle nuove verità delle istituzioni della Chiesa. La prima è quella che, come ribadito da Benedetto XVI, l'Unità è stata ed è una benedizione per l'Italia.

Ne deriva, per direttissima, che quanti (papi, cardinali, sacerdoti, scrittori, storici, insegnanti, etc.) hanno emesso e seguito scomuniche ed anatemi vari contro il liberalesimo massonico risorgimentale, immediatamente verranno precipitati dal Paradiso, ove dovrebbero ragionevolmente stare, in un nuovo girone infernale, (prevedibilmente) ancora da determinare. Seguiti a ruota dai tanti soldati, briganti, sacerdoti ed uomini, donne e pure bambini, tutti del popolo, che, erroneamente convinti di stare dalla giusta parte (quella della difesa del cattolicesimo), si fecero pure massacrare dai risorgimentali liberatori. I quali, ci è stato ricordato a radiouno da un esperto, contavano pure su preti e suore carbonari, per giunta martiri! Stessa storia della "resistenza" con i preti
"partigiani"!?

Chiaramente quelli risorgimentali, come peraltro i resistenti, subito trasferiti in alto con immediata retrocessione di coloro che avevano seguito il male ottocentesco (Stato Pontificio in primis) e quello dei Patti Lateranensi poi.

Persino S. Francesco è stato oggi ufficializzato come Patrono del risorgimento vista la qualifica di Patrono d'Italia! Che vogliamo farci , così va il mondo! E pure la Chiesa! Oggi sull' altare, domani nella polvere...!

Già, dimenticavo, per i cattolici che hanno all'epoca seguito le indicazioni papali, dall'altare al fuoco eterno!

Grazie, Vincenzo Mannello
www.vincenzomannello.it

...........

Commento ricevuto:

MOLTO CI SAREBBE DA DIRE SULL'ARGOMENTO. Sorvolando sull'opportunismo con il quale la chiesa o chi per lei, fidando sull'assenza di memoria dei suoi accoliti, dichiara oggi, con grave scandalo delle associazioni massoniche, che essa aveva sempre sostenuto (o finto di NON sostenere) il processo di unificazione italiana (Pio IX bugiardo!), occorre aggiungere qualcosa: la Chiesa, o meglio, lo Stato Pontificio, forte del fatto che a teorizzare l'unificazione nazionale fossero per lo più intellettuali di area cattolica (a cominciare dal Rosmini) iniziò il moto. [Napoleone a parte, che noi possiamo considerare il VERO PADRE della Nazione in quanto diffusore del NAZIONALISMO di origine giacobina]
Quando però a Pio IX fu fatto presente che l'unità nazionale poteva essere di grande nocumento allo Stato Pontifico, questi si ritirò dalla pugna, con grande sgomento di tutti coloro che si erano impegnati in tal senso. Ricordiamo la battaglia di Curtatone e Montanara, (20-30 maggio 1848) combattuta dagli universitari toscani, per cui essi, dopo la defezione papale, si tagliarono... la punta... della... feluca... ed ancora oggi è possibile mdistinguere tali universitari dalla punta della ...feluca, che è molto corta. La conseguenza più ovvia è la seguente: lo Stato Pontificio ha ritardato per quanto ha potuto l'unificazione nazionale, lo scontro/concorrenza con la Massoneria, che non è molto dissimile dalla Chiesa (vedi: Chiesa Romana Cattolica e Massoneria. realmente così diverse? di Mauro Biglino, ed. Infinito, Collegno, TO 1ma ed. 2009) è continuato con toni alternati fino ad oggi ma.... L'ASPIRAZIONE AL REGNO D'ITALIA PERMANE NELLE INTENZIONI DEI GESTORI DEL VATICANO. Verificare per credere.......

Giorgio Vitali

martedì 22 febbraio 2011

"Il Cavaliere ed il Cardinale... assieme fanno strike... ed io pago!"


"Quasi quasi anch'io ritorno al pappato.." (Saul Arpino)

Il Retroscena. Incontro riservato tra il presidente del Consiglio e il cardinale che ha chiesto e ottenuto garanzie su biotestamento, scuole cattoliche e adozioni. Gli spauracchi delle gerarchie: «Fini ha nominato Della Vedova capogruppo, Casini è troppo debole, «il Pd premia i gay e pensa ai Pacs».


La cerimonia per i Patti Lateranensi di venerdì (18 febbraio 2011) è stata preceduta da un incontro riservato tra Silvio Berlusconi e Tarcisio Bertone che ha chiesto garanzie su “fine vita” e soldi alle scuole cattoliche. Rapida approvazione della legge sul testamento biologico, il ddl Calabrò già approvato al Senato in prima lettura ora alla Camera. Soldi, e non pochi, messi a disposizione delle scuole cattoliche o “scuole paritarie”. Rapida risoluzione di uno spiacevole contenzioso tra l’Università Cattolica di Roma, il famoso Policlinico Gemelli, e la Regione Lazio, con il suo pieno coinvolgimento.

Rassicurazioni sul fatto che la nuova giurisprudenza, avallata dalla Corte di Cassazione, sulle adozioni ai single non diventerà mai legge dello Stato e chiarimenti su quella legge sul crocefisso che la Ue vorrebbe approvare e cui l’Italia è contraria. Il retroscena del retroscena dell’incontro – in teoria formale, normalissimo – che si è tenuto venerdì 18 febbraio, a Villa Borromeo, per la celebrazione dei Patti Lateranensi tra Italia e Santa Sede, sta tutto in un colloquio, breve ma succoso, avvenuto tra le delegazioni di due Stati, quello italiano e quello del Vaticano.

Prima delle foto opportunity e prima, soprattutto, dell’arrivo del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - a sua volta ben soddisfatto dal pieno coinvolgimento che la Chiesa ha assicurato ai festeggiamenti del 17 marzo, con tanto di presenza del Papa - la delegazione italiana, che era guidata da Silvio Berlusconi, accompagnato dal sottosegretario Gianni Letta e dai ministri Giulio Tremonti (che gode del massimo dei favori, dentro le mura vaticane) e Angelino Alfano, si è molto cordialmente intrattenuta con quella papalina, formata dal segretario di Stato, Tarciso Bertone, e dal presidente della Cei, Angelo Bagnasco, più alcuni cardinali di peso, in Vaticano.

E se è vero che il cardinale Bagnasco – il quale, fanno notare ambienti vicini alla Cei, «deve tener conto della consistente ala progressista che ha chiesto prese di posizioni molto esplicite, sul caso Ruby, in direzione antiberlusconiana» - era visibilmente imbarazzato, a dover sedere accanto al premier, al punto da aver voluto precisare, ieri, che quello con Berlusconi «è stato un incontro istituzionale, di prassi, nella norma dell’incontro e del rapporto tra le istituzioni», non foss’altro perché il premier aveva subito esultato («l’incontro è andato benissimo») e perché il punctum dolens della vicenda Ruby continua a pesare, eccome, nella Chiesa («la fedeltà è un valore a tutti i livelli, anche in politica», ha sottolineato Bagnasco), resta in piedi la notizia di un fatto non da poco, quello dell’incontro “segreto”, sottaciuto anche dal quotidiano dei vescovi, Avvenire, che ha dedicato all’evento un freddo resoconto, a pagina 10.

«Il Vaticano, inteso come Segreteria di Stato – ragiona, al contrario, un interlocutore costante sia di Bertone che di Bagnasco, nelle cene con i leader del mondo cattolico – bada al sodo e, al momento, alternative a questo governo non ce ne sono. Di certo non lo è Fini, che ha nominato un radicale ateo e anticlericale come Benedetto Della Vedova a capogruppo alla Camera, e non lo è Casini, troppo debole, il quale ci ha comunque fatto sapere di essere stato molto contrariato dalla nomina di Della Vedova. Tantomeno lo è il Pd, che subisce Vendola, un gay, o lancia la Bindi, che è cattolica come lo era Prodi: quei cattolici che la domenica vanno a messa, certo, ma che poi sponsorizzano leggi come i Pacs o i Dico! Per ora, al governo c’è Berlusconi». Morale. Bertone ha preso il coraggio a due mani e ha chiesto (lui, Bertone) al premier rassicurazioni precise sui temi in agenda che più stanno a cuore al Vaticano (e alla Cei): legge sul fine-vita, adozioni dei single, scuole cattoliche, crocefisso. Berlusconi le ha fornite, e subito.

Del resto, Gianni Letta aveva preparato con cura l’incontro riservato che ha preceduto quello ufficiale e la presenza di Tremonti, oltre a quella del pupillo del premier, Alfano, e del ministro degli Esteri, Franco Frattini, era lì a testimoniare il massimo impegno e volontà di dialogo, da parte del governo. Sul “fine vita”, dove il dossier e l’iter parlamentare viene e verrà seguito passo passo dalla cattolicissima sottosegretaria Eugenia Roccella, su preciso mandato di Letta, la quale assicurerà che la legge verrà approvata, con piccole modifiche, da parte della Camera, entro il mese di marzo («quella legge s’ha da fare, e rapidamente», dicono in Cei), ma anche sul fronte più scivoloso, quello economico, nei confronti delle scuole cattoliche e del doppio regime fiscale in favore dei dipendenti della Città del Vaticano.

In tema di legge sul biotestamento, oltre al voto, già sicuro, del Pdl come dell’Udc, gli esponenti del mondo cattolico sperano si facciano sentire pure i cattolici del Pd: «Mi auguro – dice il presidente del Mcl Carlo Costalli – che anche popolari come Fioroni e altri votino una legge per noi cruciale su cui serve un’ampia maggioranza».

Da Il Riformista.it
Ettore Colombo

martedì 15 febbraio 2011

Jesi (Ancona), 26 febbraio 2011: “Italy, Vatican State” - Presentazione del libro di Michele Martelli



JESI (Ancona) – «Senza la laicità, la democrazia è una scatola vuota.» si legge nel libro di Michele Martelli “Italy, Vatican State” pubblicato da Fazi Editore, che verrà presentato Sabato 26 Febbraio 2011 alle ore 18 presso il Palazzo dei Convegni di Jesi in corso Matteotti 19.

L’evento culturale è anche per sottolineare l’importante ricorrenza storica del 150esimo anniversario della nascita dell’Unità d’Italia del 17 marzo 1861. L’atteso evento è organizzato in collaborazione con il Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri” – FAI, la libreria Itaca di Jesi e Fazi Editore. Alla presentazione interverrà anche lo scrittore ateo Ennio Montesi il quale ha chiesto asilo politico alla Svezia poiché il governo italiano gli impone nei luoghi pubblici, discriminandolo, il simbolo religioso-politico di fondamentalismo cattolico-vaticano del crocifisso. Ennio Montesi (ultimo libro “Racconti per non impazzire” Mursia Editore) recentemente è stato al centro di polemiche e nel “mirino” della Lega Nord che ha lanciato allo scrittore una specie di fatwa per i suoi scritti e in quanto cittadino “non cattolico”. Michele Martelli, filosofo e saggista, collabora alla rivista MicroMega e all’Università di Urbino ha insegnato Filosofia della storia, è docente di Filosofia morale e direttore del master interfacoltà “Management etico e Governance delle Organizzazioni”.

“Italy, Vatican State”, prefazione di Ferruccio Pinotti, affronta la disputa sulla questione morale che vede i detentori di verità assolute asserviti alla Ragion di Stato vaticana. Il libro denuncia la millenaria ambiguità della Chiesa di Roma, fautrice di una morale a corrente alternata, tenacemente impegnata a maneggiare le chiavi del potere mentre promette quelle del Paradiso. In costante crescita è l’ingerenza del Vaticano nella sfera pubblica e il proposito di imporre il suo imprimatur alle istituzioni di ogni ordine e grado, al punto che persino il rifiuto dell’UE di menzionare nella Costituzione europea le «radici cristiane», ripetutamente rivendicate dai due pontefici Karol Wojtyla e Joseph Ratzinger, sarebbe il segno della perdita da parte del continente della propria identità. Nell’indagare queste pressioni l’autore spiega come nei secoli l’affermazione in Occidente della moderna concezione laica e democratica dello Stato abbia coinciso con la manifesta e incessante opposizione delle gerarchie cattoliche. Dalla sovranità popolare alla separazione dei poteri, dallo Stato di diritto al principio di tolleranza fino alla libertà della scienza: la modernità in Europa ha emarginato le pretese teocratiche della Chiesa di Roma. Nell’analizzare più da vicino il caso italiano e i rapporti tra Stato e Vaticano, con il brillante espediente narrativo di riscrivere alcuni articoli della Costituzione del 1948 seguendone dogmi e i precetti cattolici, Martelli dimostra come l’assenza di laicità e il trionfo delle strategie clericali e confessionali trasformerebbero la democrazia italiana nella più fondamentalista delle autocrazie.

Gli studi di Michele Martelli nel passato si sono concentrati sul pensiero di Friedrich Nietzsche, Antonio Gramsci, e di numerosi autori del Novecento, affrontando alcune tra le più dibattute vicende e problematiche filosofico-politiche dell’ultimo secolo. Negli ultimi anni si è occupato di temi di forte attualità, elaborando l’idea di una filosofia volta ad una critica radicale del dogmatismo e del fondamentalismo religioso e in generale di ogni forma di assolutismo che minacci la libertà di pensiero, i diritti civili, le istituzioni democratiche e la pace tra i popoli. Il suo attuale impegno di saggista è rivolto in particolare alla difesa della laicità, contro l’interventismo politico delle gerarchie ecclesiastiche e vaticane.


Axteismo, No alla chiesa, no alle religioni
Movimento Internazionale di Libero Pensiero