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mercoledì 2 novembre 2011

Pagine vaganti a Roma, 6 novembre 2011 - Laboratori didattici gratuiti al Ristrobistrot Mamà

"Qualcosa c'entra o centra"


Pagine Vaganti....
...Accorrete oh folla se potete!
...anche se non si tratta né di saldi né di Trony...
...Non ci sono paragoni!

Domenica 6 Novembre. Dalle 16:00 alle 18:00 laboratori didattici. Dalle 18:00 alle 19:30 performance “Pagine Vaganti” Via della Corda, 5 - Roma

Partecipazione gratuita.

Al Ristrobistrot Mamà di Roma la Sf Art Working di Simona Cresci e Federica Romano organizzano dei laboratori didattici con i quali saranno coinvolti i bambini che transiteranno nella zona. Dalle 16:00 alle 18:00 un’operatrice inviterà i piccoli a colorare insieme a lei su dei palloncini bianchi, che verranno poi consegnati ai giovanissimi artisti, che recheranno con loro il ricordo della giornata. Inoltre, per la volontà di comunicare il messaggio dell’arte a un vasto pubblico, la Sf Art Working ha invitato le artiste Enrica Capone e Noemi Longo a coinvolgere i passanti attraverso una performance dal titolo “Pagine vaganti”. Dalle 18:00 alle 19:30 si svolgerà il secondo atto del progetto Guestbook con il quale le due performers vagheranno interamente coperte, volto compreso, di indumenti bianchi offrendo alle persone che incontreranno sul loro cammino una penna per apporre una firma, un segno sul loro corpo. A differenza della prima esecuzione svoltasi a settembre in via Margutta in occasione della Vogue Fashion’s Night, le artiste dispenseranno al pubblico frammenti di pensieri e frasi scelte da alcuni testi di autori il cui nome non sarà citato esplicitamente. Con quest’azione Enrica Capone e Noemi Longo richiamano una delle particolarità di Mamà, che fa della lettura un punto di riferimento di coloro che intendono rilassarsi tra le parole degli autori, le cui opere sono presenti nella sua libreria, allestita in un suggestivo e intimo angolo del Ristrobistrot.

Info. Tel: 06 6879001

venerdì 6 maggio 2011

AMORE PER LA TERRA, FESTA DEI PRECURSORI, RAI, GUERRA, BIN LADEN, FILOSOFIA, GAN‏DHI... Fabrizio?


(Immagine di Alessandro De Vivo)


Hola, Paolo D'Arpini...

...DOPO IL GIORNALETTO ODIERNO, CON UN Pò DI AMARO IN BOCCA, IL LANGUORE ALLO STOMACO, LA SETE NEGATA...MI è TORNATA IN MENTE UNA CANZONE DI DE ANDRè DALL'ALBUM ANIME SALVE CHE VORREI CONDIVIDERE CON IL GIORNALETTO... DOPO UNA BREVE RICERCA VI RENDO QUESTO MAGNIFICO TESTO RIPORTANDOVI ANCHE L'ELOQUENTE INTRODUZIONE CHE NE FECE FABRIZIO IN UN CONCERTO....
Noemi Longo

«L'ultima canzone dell'album è una specie di riassunto dell'album stesso: è una preghiera, una sorta di invocazione... un'invocazione ad un'entità parentale, come se fosse una mamma, un papà molto più grandi, molto più potenti. Noi di solito identifichiamo queste entità parentali, immaginate così potentissime come una divinità; le chiamiamo Dio, le chiamiamo Signore, la Madonna. In questo caso l'invocazione è perché si accorgano di tutti i torti che hanno subito le minoranze da parte delle maggioranze.

Le maggioranze hanno la cattiva abitudine di guardarsi alle spalle e di contarsi... dire "Siamo 600 milioni, un miliardo e 200 milioni..." e, approfittando del fatto di essere così numerose, pensano di poter essere in grado, di avere il diritto, soprattutto, di vessare, di umiliare le minoranze.
La preghiera, l'invocazione, si chiama "smisurata" proprio perché fuori misura e quindi probabilmente non sarà ascoltata da nessuno, ma noi ci proviamo lo stesso. »


Alta sui naufragi
dai belvedere delle torri
china e distante sugli elementi del disastro
dalle cose che accadono al di sopra delle parole
celebrative del nulla
lungo un facile vento
di sazietà di impunità

Sullo scandalo metallico
di armi in uso e in disuso
a guidare la colonna
di dolore e di fumo
che lascia le infinite battaglie al calar della sera
la maggioranza sta la maggioranza sta

recitando un rosario
di ambizioni meschine
di millenarie paure
di inesauribili astuzie
Coltivando tranquilla
l'orribile varietà
delle proprie superbie
la maggioranza sta

come una malattia
come una sfortuna
come un'anestesia
come un'abitudine

per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità di verità

per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio
e seminò il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli
con improbabili nomi di cantanti di tango
in un vasto programma di eternità

ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti

come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere

Fabrizio De Andrè