venerdì 31 luglio 2026

Colpo al porto egiziano di Damietta... attentato di "falsa bandiera?"

 


Il Presidente egiziano El-Sisi ha dichiarato dopo il misterioso attacco a Damietta: "Abbiamo avviato un'indagine approfondita per accertare l'origine del drone che ha attaccato una piattaforma di gnl al porto di Damietta".

Il misterioso attacco a Damietta si riferisce a un raid che ha colpito una piattaforma metaniera all'interno del porto, sulla costa mediterranea dell'Egitto. L'azione rappresenta il primo attacco di questo tipo sul suolo egiziano dall'inizio delle tensioni in Medio Oriente.

Un drone ha colpito  una cisterna di proprietà statunitense, provocando un incendio che si è poi esteso a una nave gasiera affiancata.  Nonostante i danni materiali e i roghi, le autorità egiziane hanno comunicato che lo scalo di Damietta Port è rimasto pienamente operativo.

 Il Primo Ministro egiziano Mostafa Madbouly ha dichiarato che i servizi di sicurezza hanno recuperato i rottami del drone. Sono in corso analisi tecniche per stabilirne la provenienza esatta prima di rilasciare dichiarazioni  ufficiali.

L'ipotesi statunitense: Secondo fonti d'intelligence rilanciate dal New York Times, l'attacco sarebbe un'opera dell'Iran.
 
La smentita di Teheran: Il governo iraniano ha respinto ogni responsabilità, ipotizzando invece un'operazione false-flag orchestrata da Israele o dall'Ucraina per trascinare la regione in un conflitto ancora più ampio. Abbas Araghchi, Ministro degli esteri dell'Iran, ha avvertito riguardo a possibili operazioni sioniste "sotto falsa bandiera" nella regione egiziana:  "L'Egitto è un amico e un partner importante nella regione, e la sua sicurezza è di primaria importanza per noi. Dobbiamo essere tutti vigili di fronte alle cospirazioni e alle operazioni sioniste "sotto falsa bandiera", progettate per minare la pace regionale. Questa minaccia è evidente, riguarda tutti noi ed è causata dalla paura dell'unità e della solidarietà dei musulmani".



La posizione degli Houthi: Anche i ribelli yemeniti Houthi, storicamente attivi nel Mar Rosso e alleati di Teheran, hanno negato categoricamente il proprio coinvolgimento.

Il misterioso episodio ha destato forte preoccupazione per la sicurezza delle rotte commerciali del Mediterraneo e dell'export di energia legato al Canale di Suez. Paesi della regione come l'Arabia Saudita e il Sudan hanno immediatamente espresso condanna per l'atto e solidarietà nei confronti dell'Egitto, definendo l'accaduto una minaccia diretta alla sicurezza nazionale e regionale.



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
  

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.