sabato 17 novembre 2012

Treia, una mattina di metà novembre a parlare di politica e di ecologia umana


Sotto il glicine di Treia

Care, cari,

anche stanotte, in sogno,  ho potuto vedere come una società progredisce attraverso la buona volontà di ogni singola persona. Il senso delle immagini vissute in sogno è che una società fiorisce quando ogni membro si sente compartecipe e contribuisce alla fioritura attraverso la dedizione condivisa della sua funzione e capacità personale. 

Come ogni ora contribuisce alla formazione di un giorno, ogni giorno contribuisce alla formazione di una settimana, ogni settimana al mese e così via sino all'unità simbiotica. Diceva Ramana Maharshi: "Una società è l’organismo; i suoi membri
costituenti sono gli arti che svolgono le sue funzioni. Un membro prospera quando è leale nel servizio alla società come un organo ben coordinato funziona nell’organismo. Mentre sta fedelmente servendo la comunità, in pensieri, parole ed opere, un membro di essa dovrebbe promuoverne la causa presso gli altri membri della comunità, rendendoli coscienti ed inducendoli ad essere fedeli alla società, come forma di progresso per quest’ultima”. 

Così cercando di seguire l'ispirazione ho svolto varie funzioni sociali, ho offerto la colazione al fotografo che porterà delle immagini di piante e fiori all'incontro sul matrismo che si tiene al Circolo l'8 dicembre a Treia (vedi: http://paolodarpini.blogspot.it/2012/10/treia-8-dicembre-2012-verso-il.html), e ho distribuito un po' di locandine in giro, poi sono andato alla Posta a fare un versamento per rinnovare la registrazione del nostro sito vegetariano.  

Dopo vari giri di propaganda fide mi sono recato alla Cgil per iscrivermi alle primarie del PD, la cosa è stata alquanto farraginosa, 4 moduli da compilare con varie firme etc. ma ho approfittato del tempo perso per farmi una bella chiacchierata con il segretario del PD di Treia che era lì presente, dopo un po' sono venute anche altre persone e ci siamo scambiati vari pareri sulla politica, sulla società, sull'alimentazione, sulle cattive mode importate, sulla necessità di ricostruire un tessuto sociale, etc. etc. insomma un discorso come si conviene alla sede in cui eravamo. Il 25 novembre andrò a votare alle primarie, credo che darò la mia preferenza all'unica donna candidata: Laura Puppato. 

Non la conosco bene ma almeno ha una faccia simpatica. 

Paolo D'Arpini

A proposito di discorsi politici, consiglio la lettura del seguente articolo di Sergio Di Cori Modigliani: 


"E’ il nostro fiore all’occhiello.
E’ forse l’unica grande azienda italiana, leader planetario nel suo specifico settore merceologico, ad essere virtuosa, solida, in espansione. Presente in 132 nazioni, ha 75.560 dipendenti, di cui 62.000 addetti che producono nel territorio della repubblica italiana. Non ha neppure un cassintegrato e non ne prevede. Il suo titolo quotato in borsa, soltanto nel 2012, è schizzato in avanti del 32%: unico titolo in positivo. Il suo fatturato si aggira intorno ai 7 miliardi di euro, superiore di un +13,1% rispetto all’anno precedente.
L’azienda è nata nel 1961, ad Agordo, in provincia di Belluno, dentro un garage.
La storia di questa fabbrica e del suo ideatore e fondatore è studiata oggi nel corso di management industriale all’università di Harvard come esempio pratico e vincente “del miracolo economico italiano che coniuga impresa, creatività, rischio, con una ricerca accurata del design, del gusto e del dettaglio che nasce dall’applicazione della tradizione artigiana locale”.
L’azienda non ha mai visto uno sciopero, né uno scorporo, né proteste.
Si chiama LUXOTTICA. Produce lenti per occhiali e li vende in tutto il mondo. Tra i suoi clienti più famosi la polizia stradale della California (i celeberrimi CHIPS) l’esercito cinese, tutta la linea occhiali di Christian Dior e Yves Saint Laurent. Produce in Italia e vende in Cina.
Il suo proprietario e fondatore, Leonardo Del Vecchio, nato nel 1935 a Milano, è poco noto alla massa degli italiani. Ma il suo nome è un mito in Usa, Germania, Gran Bretagna, Cina.
La sua frase più recente? “Non investiamo neppure un euro nella finanza, perché noi sappiamo come produrre, come inventare mercato, avendo come fine la ricchezza collettiva della comunità, altrimenti questo lavoro non avrebbe senso”.
Alieno da conventicole, complotti, schieramenti politici di parte, corteggiato da sempre sia dalla destra che dalla sinistra (“no grazie, non mi piacciono i balli a corte” ha risposto all’ultima preghiera-convocazione alle elezioni politiche del 2008 sia al PD che al PDL che alla Lega Nord) è uscito allo scoperto per la prima volta nella sua esistenza, violando il suo codice personale fatto di discrezione, poche chiacchiere e molto lavoro intinto di creatività.
“Basta con i manager mitomani finanzieri” ha detto al giornalista  Daniele Manca in una esplosiva intervista pubblicata sul corriere della sera qualche giorno fa, non a caso, in Italia, volutamente passata sotto silenzio e rimasta priva del dibattito che avrebbe meritato.
Continua: 

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