martedì 20 novembre 2012

Gaza - Chi ha dato le dritte ad Israele per ammazzare Ahmed al Jabari?



Questa mattina c’era il mercato settimanale a Treia. Proprio davanti al baretto la solita bancarella con fiori e piantine. Avrei voluto comprarne una da dedicare alla memoria dei 103 morti di Gaza. Poi ho rinunciato pensando che nei prossimi giorni di morti ve ne saranno altri.. meglio aspettare.
La cosa che più mi ha colpito entrando al baretto ed agguantando il corriere della serva è che in prima pagina c’erano solo notiziole di gossip politico, così pure in seconda terza quarta e quinta.. e solo molto all’interno un articoletto sulla guerra in Palestina.
Niente di che, i soliti appelli all’Egitto, qualche frase di convenevoli, qualche riferimento ai disagi all’aeroporto di Tel Aviv. Dei morti palestinesi non se ne parla. E soprattutto non si dice nulla sulle vere cause di questa nuova aggressione. Di come tutto è cominciato dall’uccisione mirata di al Jabari, uno dei capi di Hamas.
Debbo leggere i comunicati della Fars per conoscere qualche retroscena. Debbo meditare sulla andata e ritorno del monti in Qatar (in visita di ossequio agli emiri) per capire quanto siamo caduti in basso. Debbo apprendere dagli amici di internet le avances occidentali in corso per distruggere il medio oriente.
Il corriere della serva, non dice nulla di tutto ciò. Non dice che il monti è andato a venderci per due rupie. Che presto l’Italia sarà in guerra per accontentare la sete di gas e petrolio degli USA-israele, con al seguito la francia “socialista”.
Nulla si dice delle vere cause della guerra in Siria, per accaparrarsi l’enorme deposito di gas del Mediterraneo levantino, davanti alle coste di Turchia, Siria, Libano, Israele. Tolte la Siria ed il Libano a chi resterebbe lo sfruttamento dei giacimenti? Giacimenti sufficienti a soddisfare le esigenze di israele per 100 anni?
E poi chi è stato a informare gli spioni israeliani sulle mosse di al Jabari, in modo da poterlo colpire ed avere poi la scusa -in seguito alla rivolta popolare- di avvicinarsi sempre più alla conclusione della guerra con la Siria ed il Libano?
“E’ stato l’emiro del Qatar, Hamad bin Khalifa Al Thani, a permettere ad Israele di identificare le residenze, gli uffici e seguire gli spostamenti dei dirigenti di Hamas nella striscia di Gaza, tra cui il comandante militare Ahmed al Jabari assassinato mercoledì scorso, per colpirli” Questo affermano fonti bene informate, citate dall’agenzia Fars News, che hanno rivelato come l’emiro, tanto caro a monti, ha regalato orologi e penne a diversi esponenti di Hamas durante la sua recente visita a Gaza, il 23 ottobre scorso, che emettevano dei segnali a bassa frequenza captati dai satelliti israeliani.
Fonti diplomatiche hanno rivelato che Tel Aviv si era messa in contatto con gli Stati Uniti e il Qatar 12 ore prima di assassinare il capo militare di Hamas per informarli di quanto stava accadendo.
Esiste inoltre un video dell’incontro tra Al Thani e alcuni esponenti sionisti, fra cui, Tzipi Livni, ex agente segreto israeliana e l’attuale leader del partito Kadima.
Nel frattempo il monti mario, detto il magliaro, torna dal suo giro di svendite dei beni italiani a favore degli emiri e subito dichiara: “L’Italia riconosce la Coalizione Nazionale di opposizione siriana”. Così ha detto il golpista, cioè che l’Italia riconosce la coalizione internazionale di tagliagole.. Ma non è vero, la riconosce solo lui, non certo a mio nome! Ed intanto a Gaza la guerra continua.
Paolo D’Arpini


Leggete anche: http://resistencialibia.info/?p=5185
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Commenti ricevuti:

Commento di F.S.: “Ovviamente ci vorrebbe un’analisi approfondita ma, sintetizzando al massimo, ritengo che l’attacco a Gaza sia una risposta dell’imperialismo USA e israeliano a quello rappresentato da Francia e Turchia che oggi (detronizzando Iran, Siria e Libano) sponsorizzano Hamas impegnandolo nello loro avventure coloniali (ieri in Libia, oggi in Siria)”
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Commento di G.P.: “…è notizia di queste ore che il Fondo Strategico Italiano – FSI (controllato dalla Casa Depositi e Prestiti) ha siglato un accordo con la Qatar holding, sostanzialmente con il fondo sovrano dell’emirato arabo. L’obiettivo è quello di costituire una joint venture “Iq made in Italy venture” che avrà in dotazione (entro 4 anni) un capitale di 2 miliardi di euro per investire nelle società italiane che operano in settori di punta del ”Made in Italy”: alimentare e distribuzione alimentare; moda e lusso; arredamento e design; turismo; stile di vita; tempo libero. Va ricordato che FSI è il fondo tramite il quale Cassa Depositi e Prestiti è entrata nel capitale in Hera con un investimento di 100 mln di euro. Oltre ai depositi postali, dunque, CdP è alla ricerca di ulteriori fondi (in questo caso fondi sovrani stranieri) per proseguire il percorso verso le privatizzazioni.”
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Commento di M.C.: “Forse è il momento di lanciare l’idea di una manifestazione internazionale davanti alle ambasciate qatariote (finora ne abbiamo fatte due in italia, molto piccole…; e una è stata a in Belgio). Il Qatar si sta comprando tutto, Italia compresa
E’ fra i più belligeranti quanto a Libia e Siria. E sta perfino per ospitare la conferenza annuale sul clima, pur essendo al primo posto la mondo per emissioni pro capite di gas serra. L’emiro del Qatar sta comprando (anche) l’Ansa? http://www.ansa.it/web/notizie/collection/rubriche_cultura/09/18/Firmato-accordo-Ansa-agenzia-Qatar-Qna-_7493280.html”
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Commento di M.B.: ““radere al suolo Gaza”. Il figlio dell’ex primo ministro israeliano Ariel Sharon – Se si seguono separatamente e a intervalli di tempo gli avvenimenti che riguardano la Palestina si perde un dato di fatto essenziale, questo: quei territori sono considerati sacri per Israele e fanno parte del progetto di dominio mondiale ebraico. Vale a dire che da quelle parti dovrà, con il tempo, determinarsi la scomparsa totale, o la riduzione insignificante (come avvenne per i pellirossa in America, di tutti i palestinesi, tranne una piccola aliquota da usare usare come schiavi nei lavori umili e pesanti. Il progetto di logoramento e di pulizia etnica è già a buon punto.
Ogni accordo, road map, impegni internazionali, sono tutte tattiche del momento: i palestinesi e le loro case dovranno scomparire. Così come, prima o poi, quando sarà possibile, dovranno scomparire le due grandi moschee sulla spianata del Tempio, altrimenti il Tempio non potrà essere ricostruito. Se qualcuno crede che questi siano solo sogni e desideri di fanatici ortodossi, sbaglia: QUESTO E’ UN PROGETTO ESSENZIALE E IRRINUNCIABILE PER L’EBRAISMO. NON LO SI DIMENTICHI MAI.”


Sventolano bandiere al vento e suonano trombe

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