venerdì 30 ottobre 2015

Parigi, dal 28 novembre al 12 dicembre 2015, attenti al rischio COP21



Ciao tutte/i, il 29 novembre 2015 ci sarà anche una manifestazione internazionale contro la COP21 a Parigi ed in generale contro questo sistema depauperante. si stanno organizzando bus da tutta europa ed accoglienza a Parigi.


Dal 28 Novembre al 12 Dicembre, ci mobiliteremo a Parigi contro COP21.

195 capi di Stato e un numero incalcolabile di industriali si riuniranno per cercare soluzioni inutili per ridurre le emissioni di gas serra.

In pratica, si tratterà di stabilire la quantità  di inquinamento che gli industriali potranno emettere in atmosfera.

Le nuove quote di CO2 non saranno nient’altro che un nuovo modo per i paesi ricchi di continuare a concedersi il diritto di inquinare impunemente.

Non lasceremo che quelli che sono gli unici responsabili del riscaldamento climatico e della mercificazione della vita tengano la loro ennesima mascherata tranquillamente !
L’unica soluzione per risolvere questo problema è la fine del sistema capitalista e produttivista, non un summit in una zona militarizzata.

Che tutte quelle/quelli che non ne possono più di questo sistema letale, di Europa e del mondo, convergano verso Parigi contro la COP21 !

Durante la conferenza si svolgeranno numerose manifestazioni e incontri. Venite con le vostre proposte e la vostra volontà, per poter creare insieme nuove forme di vita in comune lontano dai diktat economici.
Saranno previsti luoghi per l’alloggio e l’accoglienza.

Questo il programma delle azioni previste :
Sabato 28 Novembre 2015: convergenza delle ZAD (Zone da difendere) verso Parigi.
  • Domenica 29 Novembre: Manifestazione.
  • Dal 29 Novembre al 12 Dicembre: Azioni diffuse.
  • Sabato 12 Dicembre: Giornata finale e azioni.
COP21(at)riseup.net

mercoledì 28 ottobre 2015

Non solo Roma anche Viterbo si prepara per le elezioni anticipate


Le consuete riunioni pubbliche del M5S Viterbo, che si tengono presso il ristorante Il Borgo di Bagnaia il primo lunedì di ogni mese, cambiano volto. Dopo la sfiducia al sindaco Michelini a prima firma Gianluca De Dominicis consigliere portavoce del movimento, si sta aprendo uno scenario che porterà, forse presto, questa città al voto anticipato; non è più possibile accettare una amministrazione immobile occupata solo a gestire i propri malesseri; per qualcuno, forse, sono solo semplici raffreddori, noi crediamo siano invece polmoniti.

Non possiamo più accettare che chi amministra non conosca l'ammontare di alcune voci di bilancio, non possiamo più accettare sprechi, rimpasti, ripicche e beghe interne alla maggioranza, non possiamo più accettare che i soldi per la manutenzione delle strade vengano destinati ad altro, vogliamo che i cittadini sappiano prima come verranno spesi i soldi delle loro tasse; vogliamo cittadini informati, attivi e interpreti principali della vita di questa città.


Viterbo è il bene comune e come tale deve essere amministrato ed è proprio in questa ottica che le nostre prossime riunioni pubbliche saranno dedicate alla stesura del programma per le prossime elezioni amministrative. Ad ogni riunione verrà trattato un argomento specifico e i cittadini, TUTTI i cittadini potranno portare idee, proposte e soluzioni che diventeranno parte integrante del nostro programma! Vogliamo amministrare questa città con e per i viterbesi. 

Movimento 5 Stelle Viterbo

grilliviterbesi@gmail.com

martedì 27 ottobre 2015

Rai, con o senza filtro?



Cara Presidente Maggioni, dodici anni dopo l’invasione che è costata centinaia di migliaia di vite umane, Tony Blair chiede pubblicamente scusa per gli errori dello spionaggio britannico che avevano attribuito a Saddam Hussein il possesso di armi di distruzione di massa e, più ancora, per la mancata comprensione di quelle che sarebbero state le conseguenze del conflitto che ha sconvolto l'Iraq e le regioni circostanti e portato alla fondazione dell’Isis.

La Bbc - come ricorda Marco Travaglio nel suo editoriale odierno - accusò il governo di aver “ritoccato” i rapporti d’intelligence sugli inesistenti arsenali chimici, atomici e batteriologici di Saddam per renderli più accattivanti (sexedup) e convincere l’opinione pubblica a sostenere il conflitto”.

Per queste ragioni il giornalista che aveva denunciato lo scandalo, Andrew Gilligan, fu costretto alle dimissioni, col plauso del nostro Giuliano Ferrara che - come ricorda sempre Travaglio – “si scagliò contro l’aggressione della Bbc al governo Blair” e si felicitò per l’epurazione di Gilligan“.

Questa dell’autore del fallimentare programma di prima serata “Radio Londra”, cara Presidente, è la misura triste del livello infimo del giornalismo (eccezioni a parte) nel nostro Paese, dove, anche chi ha il coraggio delle proprie responsabilità professionali, è inspiegabilmente costretto a inversioni, o se preferisce interruzioni, di marcia per deviare da percorsi di verità autentica. Emblematico, per fare un solo esempio a dir poco eclatante, il caso delle

dichiarazioni di Lilly Gruber del 5 giugno 2005 a “Senza Filtro”

che restano scolpite in rete, soffocate da un assordante complice silenzio generale.

A quando, Presidente, un servizio pubblico degno davvero di questa definizione?


Distinti saluti, Adriano Colafrancesco

lunedì 26 ottobre 2015

Riscaldamento globale? I conti non tornano....


La scienza e la fisica  ci hanno insegnato che l’Attività Solare è, in qualche modo, LA RISPOSTA DEL SOLE ALLE INTERFERENZE ESTERNE, siano esse di tipo gravitazionale che magnetiche.

Come sarebbe il Sole se fosse l’unico oggetto presente in tutto l’universo?
Quasi certamente lo vedremmo giallo… uniforme… senza flare solari, CME (Espulsioni di Massa Coronale) o macchie. Un’unica palla incandescente e con una temperatura costante su tutta l’intera superficie. Che monotonia!
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Inserendo in questo Sistema Solare immaginario un solo pianeta come ad esempio la Terra (senza la Luna), sul Sole inizieremmo a vedere, forse, le macchie solari e qualche variazione, leggerissima, dell’attività magnetica. Questo perché ogni corpo celeste orbitante intorno alla nostra stella, influenza in modo DIRETTO la posizione del Centro di Massa del Sistema Solare. E questo centro di massa è come un peso nello zaino che portiamo sulle spalle per andare in montagna… se il peso è centrato non abbiamo nessun problema, ma se lo mettiamo di lato, allora a lungo andare graverà in modo errato sulla nostra schiena provocandoci dolori e deformazioni articolari. Ecco, sul Sole questo “peso” spostato di lato, ne altera in modo evidente e significativo, l’attività magnetica!
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In modo abbastanza evidente, ci si rende conto che l’attività magnetica del Sole varia in modo ciclico… con una durata dello stesso di circa 11 anni (media).
E 11 anni è anche il periodo orbitale del gigante gassoso Giove, il pianeta che più di ogni altro altera l’attività magnetica del Sole.
Ma Giove, Saturno, Urano, Nettuno, Venere e tutti gli altri pianeti del Sistema Solare, non riescono comunque a spiegare le cause di tutte le variazioni, più o meno cicliche, che osserviamo nell’attività solare prima… e nel clima terrestre dopo.
Certo, più di qualcuno che mi legge si chiederà: “ma che te frega….!!!
Beh… se uno non è curioso della vita e di ciò che gli gira intorno, che campa a fare? 
Per capire un po meglio di cosa sto parlando prendiamo in esame un nostro grafico che riporta la temperatura sul pianeta Terra negli ultimi 450.000 anni.
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Come vedete nel grafico ci sono una miriade di informazioni che pian piano andremo a leggere, comprendere e/o almeno a spiegare.
Partiamo dall’alto e scendiamo man mano.
La prima linea è l’eccentricità dell’orbita terrestre. Il nostro pianeta orbita intorno al Sole, descrivendo un’orbita quasi circolare… Essendoci il quasi, va da se che si tratta di una ellisse. Ebbene… lo schiacciamento di tale ellisse, detto appunto eccentricità, viene riportato graficamente. Motivo? Perché ci piace!
La seconda linea è la precessione… ovvero un movimento rotatorio dell’asse terrestre intorno ad un asse centrale. Ebbene si.. c’è più di un asse nel nostro pianeta!
La terza linea è l’inclinazione dell’asse terrestre. Col passare degli anni, infatti, l’inclinazione dell’asse terrestre varia tra i 22.5° e i 24.5°.
C’è poi una linea che per ora trascuriamo e che riguarda l’irraggiamento solare a 45° N.
Poi viene il bello… e le informazioni veramente utili a fare tutta una serie di ragionamenti.
La linea molto frastagliata, di colore arancione acceso, è la rappresentazione della ricostruzione delle temperature terrestri negli ultimi 450.000 anni sulla base dei carotaggi di ghiaccio in Antartide. Questa linea ci fornisce solo un’indicazione di quale fosse la temperatura del nostro pianeta e non una indicazione precisa di ciò che avvenisse in tutto il mondo a quell’epoca!
La linea celeste è il livello dei mari, ricostruiti sulla base dei sedimenti marini e lacustri e riferiti allo stesso periodo di tempo.
L’ultima, la linea di colore grigio scuro, sono le polveri depositatesi sugli strati di ghiaccio e successivamente inglobati nelle bolle d’aria del ghiaccio stesso.
Analizzando in modo sistematico queste 3 informazioni, possiamo avere un’idea di ciò che è avvenuto in passato… e per la gioia di qualcuno, fare una previsione su ciò che potrebbe avvenire nel nostro futuro!
Ma andiamo con ordine… :)
Guardando la linea delle temperature, possiamo notare come risultano essere normalmente basse e solo ogni tot mila anni, si alzano a formare dei picchi.
Il livello più basso di questa temperatura, corrisponde a circa 6-8°. Ovvero più o meno la metà dell’attuale temperatura media.
Abbiamo quindi, nel grafico, 5 picchi principali… (a 0, 125.000, 240.000, 335.000 e 410.000 anni fa) ed 1 secondario (a 210.000 anni).
Il periodo climatico compreso tra un picco e l’altro viene definito Periodo Interglaciale Freddo. E facendo alcuni calcoli, notiamo che la durata di tali periodi SEMBRA stia aumentando.
Infatti si parla di 75.000 anni per quello più “vecchio” (410.000 -> 335.000), 95.000 anni per il successivo (335.000 -> 240.000), 115.000 anni per il penultimo e, appunto, 125.000 per l’ultimo Periodo Interglaciale Freddo.
Per quanto riguarda il livello dei mari, considerando che la lettura del grafico avviene da destra verso sinistra, si ha sempre un certo ritardo rispetto alla linea delle temperature. Perché? La risposta è estremamente semplice: perché si esce sempre da un interglaciale freddo, pertanto la quantità di ghiaccio alla fine di ognuno di questi periodi è enorme e prima che il ghiaccio si trasformi in acqua passano dei secoli. Facendo un calcolo estremamente approssimativo, alla fine di ogni interglaciale caldo, prima di rilevare un effettivo aumento del livello dei mari rispetto all’aumento delle temperature, passano tra i 1500 e i 2500 anni! Vi ricordate la storia del Diluvio Universale?
L’ultima linea ci consente di capire che tipo di clima ci fosse durante i Periodi Interglaciali Freddi.
Come possiamo vedere, la quantità di polveri aumentano man mano che ci si sposta verso la fine di tale periodi. Questo perché col tempo, a causa delle basse temperature e dell’evaporazione quasi nulla, il clima del nostro pianeta si  trasforma da caldo-umido in un clima particolarmente secco, freddo e arido, con pochissime precipitazioni e fortissimi sbalzi termici tra il giorno e la notte (come avviene nei deserti di oggi dove si possono avere sbalzi anche di 30°C tra notte e giorno).

Poi tutto è cambiato. Quasi di colpo.
La temperatura ha ripreso ad aumentare e dopo diversi secoli è aumentato anche il livello dei mari.
Tutto ha ripreso a funzionare normalmente seguendo il suo ciclo naturale per come lo conosciamo noi oggi.
L’evaporazione dell’acqua ha riportato pian piano il livello dell’umidità dell’aria a valori più elevati consentendo la formazione delle nuvole e successivamente dei temporali. E questi, inondando pianure, colline e montagne, ha reso nuovamente fertili gran parte delle terre emerse.
Dopo circa 8.000 anni la temperatura ha raggiunto i valori di oggi e si è stabilizzata… con alti e bassi, garantendo la nascita della civiltà moderna e lo sviluppo di tutto ciò che conoscete.
La ricostruzione delle temperature nel grafico di prima, però, sono state fatte sulla base dei carotaggi in Antartide. Cosa è accaduto nel resto del mondo?
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In questo grafico (da 10.000 a 60.000 anni fa) viene fatta una correlazione tra le temperature rilevate in Antartico e quelle rilevate in Groenlandia utilizzando il segnale del Metano.
Le bande brune indicano le fasi fredde in Groenlandia e corrispondono ai picchi caldi in Antartide. Le variazioni climatiche alla scala del millennio nelle regioni polari sono connesse nei due emisferi, ma sfasate. L’ampiezza degli eventi caldi  in Antartide è molto minore che in Groenlandia e dipende linearmente dalla durata del coincidente evento freddo in Groenlandia.
QUello che è interessante notare è che, in ogni caso, sia nell’emisfero boreale che in quello australe, si nota una corrispondenza tra eventi freddi ed eventi caldi. Ovvero i periodi interglaciali sono comuni ad entrambi gli emisferi e riguardano, quindi, l’intero pianeta.
2008_03_14_06In quest’altro grafico, realizzato sulla base dei carotaggi effettuati sul lago Vostok, in Antartide, vengono rappresentati (dall’alto verso il basso) le polveri (in scala inversa), l’abbondanza isotopica del deuterio, la concentrazione di biossido di carbonio, di metano ed il livello del mare.
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In questo grafico, invece, viene riprodotta la ricostruzione della temperatura a partire dai valori di abbondanza isotopica di ossigeno pesante (18O) in Groenlandia negli ultimi 80.000 anni. È da notare l’instabilità climatica alla scala del millennio durante il periodo che va da 11.000 anni fa fino alla fine del grafico e che corrisponde all’ultimo Periodo Interglaciale Freddo. Sono evidenti le frequenti e ampie variazioni climatiche di breve durata. Le transizioni climatiche sono brusche e hanno una durata media di pochi decenni. Se andassimo ad analizzare ancora più nel dettaglio ognuno dei picchi contrassegnati dai numeri, avremo ancora una volta dei violentissimi picchi di temperature normali intervallati da temperature fredde.
Com’è possibile che il clima cambi in modo così netto?
La risposta è alquanto semplice in realtà, anche se poi capirne le cause risulta un po più difficile: durante il Periodo Interglaciale Caldo, la fascia “temperata” si espande dall’equatore fin quasi al Circolo Polare e la Corrente a Getto (che si forma in atmosfera a circa 11 km di quota) è quasi lineare. Col passare del tempo, per tutta una serie di motivi legati alle correnti oceaniche, alla quantità di ghiaccio presente ai poli, ma soprattutto all’Attività Solare, la corrente a getto diventa sempre più “irregolare” e si amplificano le ampiezze delle Onde di Rossby, ovvero delle particolari “strutture” che si formano sia in atmosfera che negli oceani a causa del Forza di Coriolis.
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Tali onde, durante la loro evoluzione temporale, portano alternativamente aria gelida verso le basse latitudini ed aria calda verso i poli. E sappiamo tutti che dallo scontro di aria fredda con aria calda e umida, nascono le piogge. Piogge che, come effetto primario, portano ad un raffreddamento dell’aria e successivamente anche del mare (anche se in maniera molto meno evidente).
A questo punto dovrebbe essere abbastanza chiaro un concetto fondamentale: la temperatura media NORMALE del pianeta Terra, non è quella che rileviamo oggi di circa 14.8°C, ma una molto più modesta 6-8°C…. Il NORMALE è però un concetto astratto che dipende dal periodo temporale in analisi e dal soggetto che compie l’analisi. Ovvero… per il nostro pianeta…. un periodo di tempo di 10.000 anni è un battito di ciglia. Per noi è un’infinità di tempo che non riusciamo neanche ad immaginare.
E l’inganno è proprio qui!
I media enfatizzano molto il concetto legato al Riscaldamento Globale… riproponendo le teorie farlocche alla base del “Riscaldamento Globale Antropogenico” come una verità assoluta che porterà il mondo sull’orlo della distruzione e l’umanità su quello dell’estinzione, a causa dell’aumento della temperatura che potrebbe raggiungere anche i 6-8° C rispetto ad oggi in appena 100 anni. Un Secolo!

Ma guardando i grafici di cui sopra, realizzati sulla base di DATI UFFICIALI e SCIENTIFICAMENTE INOPPUGNABILI, emerge una realtà decisamente diversa. Ovvero… che la temperatura del nostro pianeta è stata anche più alta, ma è stata comunque quasi sempre molto più bassa di oggi. E il passaggio dal suo valore minimo al suo valore attuale, è avvenuto in circa 8.000 anni. Cioè… in 8.000 anni la temperatura è passata dai 6-8°C dell’ultimo Periodo Interglaciale Freddo, ai 14° C. circa dell’attuale Periodo Interglaciale Caldo. E questi scienziati vogliono farci credere che aumenterà di altrettanti gradi in appena 1 secolo? E tutta l’energia necessaria per farlo gliel’abbiamo fornita noi con quel misero 0,x% che rappresenta la componente ANTROPOGENICA della CO2 presente in atmosfera?
Mmmm…. qualcosa mi dice che le cose stanno in tutt’altro modo!
Se invece di limitarci a 450.000 anni, andassimo un tantino oltre, troveremmo, al di la degli ovvi ed eventuali errori di analisi (che potrebbero alterare leggermente le curve rappresentate) dei sedimenti e delle carote di ghiaccio, situazioni più o meno corrispondenti all’analisi già effettuata. Cioè… Più si va indietro nel tempo… e più la durata dei Periodi Interglaciali Freddi diminuisce, mentre al contrario, i Periodi Interglaciali Caldi, sembrano diventare più lunghi ma anche più freddi. Almeno fino a 450.000 anni fa!

Che sia anche questo un ciclo? Ovvero… è possibile che il clima del nostro pianeta, sia nel breve che nel lunghissimo tempo, sia regolato in modo ciclico con periodi caldi e freddi che si ripetono incessantemente dalla notte dei tempi e con la durata di tali periodi che aumenta e diminuisce seguendo regole ben precise?

La risposta sembra essere assolutamente affermativa.
Epica_2
In quest’ultimo grafico notiamo alcuni andamenti della temperatura del nostro pianeta e dei livelli del mare, particolarmente strani tra i 775.000 e i 500.000 anni fa.
Cos’è successo? Potrebbe essere colpa di quel picco nelle polveri… registrato circa 740.000 anni fa e del tutto anomalo?
Forse si. L’impatto di un grande meteorite o una cometa con il nostro pianeta, potrebbe aver alterato il clima per decine di migliaia di anni… oppure, più semplicemente, c’è qualcosa del passato del nostro pianeta che ancora non conosciamo.
Siccome amiamo i grafici e volendo andare un tantino più indietro nel tempo…  spingiamoci fino a 5 milioni di anni fa.
Five_Myr_Climate_Change_Rev
Come abbiamo visto prima, la temperatura del pianeta è direttamente connessa all’abbondanza isotopica di ossigeno pesante (18O). Pertanto guardare il grafico dell’ossigeno pesante è in qualche modo come guardare un grafico dell’equivalente temperatura del periodo.
E come vediamo chiaramente, il nostro pianeta ha una temperatura che varia tantissimo… e che, da 5.5 milioni di anni fa ad oggi, non fa altro che diminuire… con un’amplificazione degli sbalzi termici tra i periodi FREDDI e i periodi CALDI.
65_Myr_Climate_Change_Rev
In questo grafico abbiamo voluto quasi esagerare… arrivando a circa 65 milioni di anni fa.
Nel grafico è inserita una scala delle temperature equivalenti per i carotaggi del lago Vostok. Questo ci consente di stimare, in via del tutto analitica e quindi senza alcuna precisione scientifico-matematica (anche se poi il dato ha riscontri oggettivi), una temperatura massima dell’Optimum EOCENE (circa 50 milioni di anni fa) che ha raggiunto i 25-30°C. Niente a che vedere con i 14.8°C di oggi.
Di sicuro, quindi, terminando questo lungo articolo sulle temperature e sull’enfatizzazione di un evento che non ha nulla di eccezionale, possiamo stare sicuri del fatto che sarà molto difficile, se non impossibile, che la temperatura media del nostro pianeta possa aumentare e possa farlo con i valori indicati dagli “scienziati” che hanno abbracciato la farlocca teoria del Riscaldamento Globale Antropogenico.
Ma cosa accadrà in futuro?
proiezione_futura_2
Secondo questa nostra ricostruzione, sulla quale sta lavorando da mesi Luigi Lucato, la temperatura è destinata a scendere di 5°C circa nei prossimi 10.000 anni.
Il problema non è, però, l’entità della variazione sul lungo periodo… ma a quanto ammontano le variazioni sul breve periodo.
Anche la linea verde, che mostra appunto questa tendenza, è estremamente frastagliata con picchi positivi e picchi negativi. La nostra civiltà è destinata a vivere solo un paio di questi picchi. Ma una differenza tra gli estremi degli stessi anche solo di 1°C, potrebbe provocare danni a dir poco irreparabili.
Certo… tutto dipende e dipenderà dal tempo che impiegherà il clima a raffreddarsi e a stabilizzarsi su temperature più basse.
L’idea che personalmente mi sono fatto è che non ci sarà mai un periodo di tempo sufficientemente lungo nel quale si abbia una temperatura media “costante”. Ci saranno sempre alti e bassi. Caldo e freddo. E più si va avanti nel tempo, più questa alternanza di climi e temperature diventerà evidente. E queste variazioni molto nette e molto accentuate, di sicuro, non fanno bene al genere umano!
Bernardo Mattiucci
(Fonte: http://www.attivitasolare.com/enfatizzazione-di-una-realta-distorta/)

Cellulari, tablet, smartphone... e le ruminazioni del gregge umano



Sarà senz’altro capitato anche a voi di osservare come questi giocattolini da gregge umano siano diventati una ossessione sociale e come, ovunque andiate, in tram, nei bar, nelle scuole, nelle sale d’aspetto, nei negozi, ed addirittura anche in chiesa, vediate gente indaffarata a sfogliare, digitare, scorrere e guardare questi mostricciattoli tecnologici come se da ciò dovesse dipendere la loro vita..!

E’ una forma di rimbecillimento generale che assomiglia tanto ad una droga tecnologica con estasi informatiche e crisi di astinenza.

Nessuno che ne denunci la pericolosità per l’equilibrio psichico delle persone che assume le forme di una vera e propria dipendenza, né per le situazioni in cui la disattenzione può portare ad incidenti anche gravi.

Un esempio per tutti quello, riportato dalle cronache, della madre che, giocando con lo smartphone non si era accorta che il suo piccolo bambino stava per affogare nella vasca da bagno..

Sarà perché viviamo comunque in una società abbastanza alienata, sarà perché, data la capillare diffusione degli Smartphones che si vendono a miliardi di esemplari, il mercato che rappresentano, compreso quello dei consumi telefonici collegati, è tale da sopire qualsiasi critica e qualsiasi allarme, fatto sta che nulla traspare e nemmeno i giornali che solitamente sono (quando gli conviene) fustigatori di costumi, tacciono con un assordante silenzio sull’argomento.

Vedere quattro o cinque amici al bar, seduti al tavolino che invece di parlare discutere o litigare come da sempre gli amici hanno fatto, sono immersi nello sfogliare questi aggeggi demoniaci fa veramente pena e mette paura..!
Se fosse per noi li proibiremmo per legge, ma si sa noi siamo dei retrogradi e non abbiamo il senso del progresso sociale ed economico per potere capire il mondo moderno ..!!

Sarà vero ma noi siamo convinti che smettere di socializzare attraverso il contatto umano, il dialogo, il confronto con gli altri sia alla lunga un fattore che porta verso l’alienazione e che l’isolamento, già evidente per altri motivi nella nostra società, non possa che peggiorare con l’uso ossessivo di questi giocattoli da gregge umano che sono gli smartphones.

Naturalmente in un mondo super materialista come questo che privilegia il denaro sull’uomo ed il profitto sul sociale, le speranze di guarire da questa ossessione tecnologica sono quasi nulle.

Come abbiamo detto più volte ci vorrebbe una rivoluzione totale, ma dubitiamo fortemente che una generazione di rincoglioniti dagli smartphones sia, non solo in grado di farla, ma nemmeno in grado di capire che si dovrebbe fare..!!

Alessandro Mezzano

domenica 25 ottobre 2015

Viene il Grande Freddo? Caldo, sempre più caldo... dicono altri!



Il percorso iniziato a Durban per un nuovo protocollo da adottare a Parigi ha prodotto importanti impegni volontari da parte di molti Paesi, sia in termini di riduzione delle emissioni di gas climalteranti che in altri ambiti tematici (adattamento, scambio tecnologico, finanziamenti).

Ben 148 paesi hanno sottoposto i loro impegni di riduzione in preparazione della conferenza sul Clima di Parigi, denominati “Intended Nationally Determined Contribution” (INDC).

I Paesi che hanno già presentato alla comunità internazionale INDC rappresentano tra l’85% ed il 90% delle emissioni globali.

In confronto, i 35 paesi coinvolti nel 2o periodo di impegno del Protocollo di Kyoto (2013-2020), rappresentano solo il 12% delle emissioni globali.

I contributi, sono venuti non solo dai maggiori responsabili delle emissioni – tra cui Cina, gli Stati Uniti e l’Unione Europea – ma anche da alcuni dei paesi più vulnerabili dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico. Tra chi manca ancora all’appello spiccano i paesi del Golfo Arabo, alcuni paesi dell’America latina e la Malesia.

Obiettivi quantitativi espressi, solitamente riferiti ad una riduzione prevista al 2030 (con l’importante eccezione degli USA, il cui impegno è per il 2025). Tale riduzione può essere a sua volta espressa:

Come percentuale di riduzione delle emissioni rispetto ad un anno base (la maggioranza dei paesi sviluppati) o rispetto ad un percorso “business as usual” (BAU, la maggioranza dei paesi in via di sviluppo);

Come riduzione dell’intensità delle emissioni del prodotto interno lordo (es. Cina, India)

Come obiettivi quantitativi settoriali, tra cui spiccano gli impegni sull’uso delle rinnovabili

Inoltre, gran parte dei paesi in via di sviluppo ha distinto obiettivi “senza condizioni” o “condizioni al supporto”

Complessivamente, gli INDC mostrano un chiaro cambiamento di rotta, con un probabile picco dei livelli di emissioni globali verso il 2030.

Secondo il Climate Inter Active, il solo rispetto degli INDC, senza ulteriori impegni successivamente, porterebbe l’aumento delle temperature globali a circa 3,5oC. Secondo il Climate Action Traker se gli INDCs e altri impegni dichiarati dagli Stati fossero rispettati (cosa comunque non scontata),le temperature globali salirebbero comunque a circa 2,7oC.

Quando si parla di lotta ai cambiamenti climatici non si può non citare la gestione degli ecosistemi terrestri. Le foreste giocano un ruolo importante negli impegni di riduzione della maggior parte dei paesi. Questo ruolo è duplice: da un lato c’è l’assorbimento di CO2 che può aumentare attraverso l’espansione dell’area forestale e la gestione delle foreste esistenti; dall’altro ci sono le emissioni da deforestazione (attualmente pari al circa il 10% delle emissioni globali), la cui riduzione rappresenta per molti paesi in via di sviluppo la principale opportunità di mitigazione, in quanto possono conteggiare la CO2 assorbita dalla crescita forestale come una riduzione delle emissioni.

(Notiziario A.K. 43/2015)

sabato 24 ottobre 2015

Lorenzo De Seta esce di scena dalla commedia chiamata Vita



...si vede che, noi di una certa generazione,  ci stiamo avviando sempre più verso l'uscita di scena da questa commedia chiamata vita. Il 23 ottobre 2015 ho appreso da Gianluca Aphel della dipartita di Lorenzo De Seta, un vecchio amico di Calcata che da anni ormai risiedeva in Senegal. 

Lorenzo, un artista grafico e pittore, era il figlio di Vittorio De Seta il regista neorealista che parecchi anni fa visitò la sede del nostro Circolo per proiettarvi un suo documentario sulla mattanza dei tonni all'isola di San Pietro. Mai mi sentii così orripilato come in quella occasione in cui assistetti alla glaciale metodicità con la quale vengono uccisi centinaia di tonni. Affermò Vittorio De Seta in quella occasione: “Lo sguardo neutrale è una menzogna, specie nel mio lavoro, dove basta spostare la macchina da presa di pochi centimetri perché tutto cambi”. 

Lorenzo, anch'egli, mai ebbe uno "sguardo neutrale" visse sempre con pieno sentimento. Risiedette  a Calcata, assieme alla sua ragazza Concettina,  per un periodo abbastanza lungo, quando il paese era ancora in fermento culturale ed innovativo. Poi come altri “precursori” preferì andarsene  allorché scoprì che Calcata stava diventando una città degli specchi, un teatrino della domenica. E si trasferì in Africa dove continuò la sua attività artistica. 

Ecco alcuni pensieri amichevoli di commiato: “Vola Alto e sii sereno nel Blu dipinto di Blu . E' pieno di anime Buone come Te. Starai sicuramente bene anche se è un viaggio inatteso.... E' ciò che mi conforta ... Io, un po' orientale oramai, vedo festeggiare le dipartite, il ricongiungimento col Sé . Quaggiù siamo di passaggio e da quaggiù ti saluto con umana sofferenza ma tanto Amore, che possa illuminare ancor di più il tuo nuovo cammino” (Teresa Artese). 

“Ti ricordo con la maglia arancione che guardi verso l'alto, alla base delle scale... era il periodo delle nostre incursioni pomeridiane nella villa accanto a scuola... il periodo dei pomeriggi passati a via Val Gardena a casa tua (anche a spizzare tua sorella che era davvero molto bella)... a sentire le tue storie, eri un casinaro pazzesco già a 12 /13 anni...” (Giorgio De Vecchi).

“La vida está llena de momentos felices y sin duda está imagen representa uno de esos momentos. Lori, ha sido un placer conocerte, doy gracias por haber tenido la suerte de compartir contigo ratos de charla. En mi casa tengo dos de tus obras de arte que me acompañarán toda mi vida, también me acompañarán el recuerdo de un hombre entrañable, lleno de talento y amor. Gracias Lori por haberte cruzado en mi camino, espero que allá donde estés sigas repartiendo amor. Quizá algún día en otro plano volvamos a encontrarnos. Un fuerte abrazo querido Lori...” (Araceli Lopera). 

“Ciao Lorenzo, sei sempre stato una persona serena, non ti ho mai visto incattivito contro la vita, accettavi con pazienza tutto quello che ti aveva rifilato e spero te ne sia andato con lo stesso spirito. Brinderemo al tuo ricordo come vorresti tu. Buon viaggio” (Debora Attanasio)...

Paolo D'Arpini


venerdì 23 ottobre 2015

Michele Rallo... alla ricerca del "cuore" perduto...


Destra e Sinistra: vecchie etichette che un po’ tutti continuano ad accettare per semplice consuetudine, per pigrizia mentale, perché è il sistema più semplice per “catalogare” una formazione politica con un ragionevole margine di approssimazione. In verità, si tratta di etichette non vecchie ma stravecchie, risalenti ad oltre due secoli fa, agli “stati generali” che precedettero la rivoluzione francese. Ma non è della Destra e della Sinistra che voglio parlare, bensì di un oggetto misterioso che viene chiamato “Centro”. Invano se ne cercherà traccia negli annali di storia della politica, che nulla al riguardo ci dicono, almeno fino a pochi decenni fa.

Quando nell’anno di grazia 1789, infatti, due contrapposti gruppi di rappresentanti del “terzo stato” andarono ad occupare due opposti settori dell’emiciclo, si schierarono di qua o di là, a destra o a sinistra. Nessuno scelse di stare né di là né di qua, né a destra né a sinistra, ovverossia in quella sorta di “isola che non c’è” che avrebbe potuto chiamarsi (e non si chiamò, giacché non esisteva) “Centro”. Ecco perché, se le odierne e pur decadute Destra e Sinistra possono vantare antiche origini blasonate, il Centro non ha una sua storia. 

In Italia, per esempio, i primi vagiti di un qualunque Centro si ebbero soltanto dopo il fascismo, con la Democrazia Cristiana, nuova creatura politica “centrista” che – abusivamente, a parer mio – si dichiarava erede del Partito Popolare di don Sturzo; formazione – quest’ultima – che nel panorama politico pre-fascista era stata piuttosto una delle componenti della Sinistra italiana. Collocazione completamente diversa rispetto ad altri “popolarismi” europei degli anni Trenta e Quaranta, nettamente schierati a Destra, talora alla Destra estrema: fra questi, il popolarismo austriaco, dalle cui fila – peraltro – proveniva l’ex cittadino austrungarico Alcide De Gasperi.

Attenzione, non voglio assolutamente dire che Destra e Sinistra siano le uniche realtà della politica, e che tutto il resto sia solo apparenza. Al contrario – per qual che vale il mio modesto parere – soprattutto oggi Destra e Sinistra sono semplici etichette, che servono soltanto a collocare masse importanti di cittadini-elettori nelle schiere di questo o quel partito. Nel presupposto – sbagliatissimo – che un individuo che abbia una posizione conservatrice o progressista (e perciò “di destra” o “di sinistra”) riguardo ad una determinata materia, debba per forza mantenere il medesimo orientamento in relazione a tutti gli altri aspetti della vita politica e sociale. Ovverossia, tu scegli – magari per un fatto emotivo – se considerarti di destra o di sinistra, e ti troverai automaticamente legato mani e piedi a scelte preconfezionate e omnicomprensive: nel campo politico e in quello sociale, in àmbito civile e in àmbito religioso, sullo scenario interno ed in quello internazionale; ti accorgerai che altri hanno già deciso quale debba essere il tuo pensiero sulle materie più diverse, dall’immigrazione alle cellule staminali, dalla contrattazione sindacale alle nozze gay. Chi rifiuta questa omologazione viene considerato quasi un disadattato della politica, ovverossia – e da qui il titolo di questa rubrica – un “eretico”.

Ma, se non ha senso ricondurre ogni cosa alle contrapposizioni manieristiche Destra-Sinistra, ancor meno lo ha scegliere di non scegliere, rifiutando di assumere una posizione netta su qualunque argomento e ricercando invece l’intesa a tutti i costi, la mediazione centellinata, l’equilibrismo da funamboli, purché ci sia un piccolo spazio per se stessi, per il Centro delle non-decisioni, delle non-scelte, del non-coraggio. Non destra o sinistra sulle privatizzazioni – per esempio – ma centro-destra o centro-sinistra. E poco importa se centro-destra e centro-sinistra andranno ad assumere – sulle privatizzazioni o su qualsiasi altra materia – delle posizioni assai simili tra loro, per non dire uguali. Anzi, la cosa sarà valutata positivamente, come una prova del prevalere di forze che “si adeguano ai tempi” e che sono perciò rassegnate a subire mansuetamente tutte le porcherie che il Centro dei Centri – quello dei poteri forti – vuole imporre ai popoli: la globalizzazione economica, la fine dello Stato sociale, l’immigrazione selvaggia, il dissesto ambientale, la perdita della sovranità economica, la subordinazione ad una-e-una-sola Potenza planetaria.

Ma questo è ancora un altro discorso, non è il centrismo, è la conseguenza del centrismo. Anche se – guarda caso – tutti gli schieramenti centristi sono alfieri della NATO, della moneta unica, delle riforme peggiorative, dei “sacrifici necessari”, eccetera, eccetera, eccetera.

Così pure – con qualche piccolo aggiustamento – i loro derivati di centro-destra e di centro-sinistra, che si sforzano di camuffarsi da Destra e da Sinistra al solo scopo di raccogliere quanti più voti possibile, di vincere le prossime elezioni: Berlusconi vorrebbe una “unione dei moderati” con dentro la Lega, Fratelli d’Italia, l’NCD e chiunque altro capiti, pur di ottenere una qualsiasi maggioranza che gli consenta di tornare a governare; Renzi vorrebbe un “partito della nazione” cucito addosso a lui, su misura, e si sforza di costruire un sistema elettorale che gli consenta di conservare il potere.

Ma costoro – dicono i centristi DOC – sono falsi centristi, i centristi veri siamo solo noi; noi che vogliamo rientrare in parlamento per poter poi scegliere se aggregarci al centro-destra o al centro-sinistra. A patto, naturalmente, che fra tante poltrone ci sia uno sgabellino anche per noi. Ci accontenteremo di poco: due o tre Ministeri e una modesta pattuglia di Sottosegretari.

Ed eccoli, così, gli Alfano, i Verdini, gli Abrignani, i figliocci di Monti, i nipotini di Casini e tutti gli altri “centrini”, intenti a tessere ogni giorno nuove trame di incredibili alleanze, a sognare che dall’unione di tante debolezze possa nascere una forza.


Film già visto. In Italia ha trionfato ai botteghini per mezzo secolo, con il titolo di “Democrazia Cristiana”. Ma i protagonisti di allora erano grandi attori: De Gasperi, Scelba, Tambroni… e poi Fanfani, Moro, Andreotti… Con un cast del genere, un Alfano o un Verdini avrebbero potuto aspirare, come massimo, a un ruolo di semplici comparse.

Michele Rallo

giovedì 22 ottobre 2015

renzie, il furbetto, è al governo...? - Forse anche tu sei complice...




renzie, il furbetto, si presenta...

1) visita Arcore (dopo aver preso per il culo Galli, suo avversario alla carica di sindaco di Firenze, dicendogli se aveva incontrato "papi") dicendo che lo fa "per la su' città"


2) rassicura Letta dicendogli di stare sereno, poi prende il suo posto, senza essere stato eletto da nessuno


3) rottama tutti, a partire da Dalema. Poi governa sotto la direzione di Padoan, uomo di Dalema (che è anche vecchio amico di Blair e simpatizzante della famiglia Clinton, unico europeo a prevedere la vittoria di Hillary su Obama:) )

4) E' al governo con la benedizione dei suoi massimi sponsor: De Benedetti e Berlusconi. Sono loro che gli mettono a disposizione i media (essendo anche SKY allineata al sistema, siamo quasi al 100%)

5) governa in Italia nella migliore tradizione Andreottiana:
5.1) la Sicilia come puntello imprescindibile, e con tutte le conseguenze del caso - NCD di Angelino Alfano e Renato Schifani è una garanzia assoluta - ma non bisogna sottovalutare la "dalemiana" di Sicilia Finocchiaro, quella che esultò e fece i complimenti quando Schifani venne eletto presidente del senato - chissà perchè)
5.2) tratta con la Campania esattamente come i suoi predecessori DOC (Bersani) e si avvale di un Vincenzo De Luca che ha il consenso di tutte le parti ,,, diciamo sociali della regione.
5.3) fa fuori Cofferati (esattamente come fece il mai-rottamato Dalema) perché uomo di sinistra, e consegna la Liguria a Berlusconi (che non vincerebbe nemmeno ai tappini in quel periodo)
5.4) toglie una delle pochissime tasse sulla proprietà (la prima casa) esattamente come il suo amico Berlusconi, ma lascia gli esodati nel fango mentre mantiene le pensioni d'oro.

P.S. - A livello internazionale svende il paese come i suoi peggiori predecessori (Prodi) e si inchina alla volontà dell'alta finanza (da cui è sponsorizzato). Leggete il libro di un americano (John Perkins - "Confessioni di un sicario dell'economia"), intervistato anche da Fazio (ma sottovoce), e tenete presente che questo capitalismo quando lo prendi per le corna fa le aziende partecipate dallo stato (per esempio in Cina). Ma bisogna evitare di essere rappresentati da politici corrotti.

CHI VOTERA' (se mai vi saranno ancora elezioni) QUESTO INDIVIDUO E' SUO COMPLICE!

Giorgio Mauri