Questo blog nasce per l’esigenza di restituire identità al luogo ed a noi stessi.

Negli anni passati avevo coniato il motto “Una, cento, mille Calcata..” per significare come l’esperimento in corso nel vetusto borgo potesse essere esemplificativo di un nuovo modo di rapportarsi con la natura e con se stessi. Non è certo Calcata, in quanto comunità o località, che va riprodotta ma un modo di percepire la presenza umana nel luogo. Una presenza inserita nel contesto della natura, nel consesso dei viventi, in condivisione olistica e simbiotica.

Infatti - come disse Nisargadatta Maharaj - noi non possiamo essere altro che una parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati.

Molto spesso però ho notato che l’uomo tende a dare maggiore importanza al contesto sociale in cui egli vive. E’ nella società umana, con le sue esigenze e movimenti, che si fa la storia e si sancisce la caratteristica di un posto, molto spesso dimenticando l’appartenenza al tutto, ignorando l’inscindibile co-presenza della natura e degli animali. Per tentare di riscoprire le nostre radici naturali, continuando a prendere ad esempio un cero modo di vivere il luogo e nel luogo, ho pensato di affidare le mie riflessioni a questo blog. In esso si parla di Calcata ma anche di tutto il mondo, ma potremmo dire che è un'altra Calcata ed un altro mondo.

Programmi, storie, descrizioni dell’ambiente (sia naturale che umano), poesie, riflessioni… è ciò che troverete in questo blog. Non sarà quindi un sito di servizi, per promuovere il turismo o la speculazione commerciale, ma un luogo di incontro e fusione delle anime.


venerdì 27 febbraio 2015

Collasso - La fine del mondo è iniziata... a Pasqua



Il cerchio di ferro iscrive la zampa di colomba, anch’essa di ferro: è il simbolo della pace collocato su un alto palo che si erge su un basamento. Siamo sulla cima di un monte su cui è stato eretto uno strano monumento.

La stele affissa al frontone del basamento reca un’iscrizione:

O viandante dell’universo che, dalle profondità di uno Spazio sconosciuto, sei approdato in questa landa desolata e desertica, battuta da tempeste di polvere radioattiva, butterata da crateri senza fondo. Fermati, per favore, e leggi, queste scritte scolpite sulla pietra e, se puoi, sforzati di interpretarle. Costruito o no di carbonio, squamato o meno, l’intelligenza non ti mancherà di certo visto che sei riuscito in qualche modo arrivare fin qui chissà da dove. Né l’aspirazione a cercare un senso alla tua effimera presenza. L’arida sfera che stai calpestando  – ma già lo sai - era prima un Pianeta azzurro, rigoglioso di acqua e di vita, brulicante nelle più svariate e sfrontate forme. Questo però forse non lo sai: fu la follia nutrita di paura – che è il contrario dell’amore - a perderlo. Ne segnò la fine la stoltezza di coloro che, appartenenti ad una specie che avrebbe dovuto essere dotata di ragionevolezza superiore, invece di cooperare per custodirlo, si scontrarono fino a distruggerlo. Adoperarono l’energia atomica per difesa preventiva contro  l’arroganza, l’avidità, la presunta “cattiveria” altrui, che era poi anche la propria, in una guerra che esplose solo apparentemente per caso e per errore. Vogliamo testimoniare con coerenza sconsolata che alcuni di noi si opposero fino all’ultimo a tale follia. E sperare che il nostro triste caso ti serva di ammonimento: occorre la compassione, la solidarietà, l’unità collaborativa degli esseri liberi, desideranti e amanti per salvare l’ordine creatore della vita dalla furia distruttiva dell’Entropia che tutto divora”.

Per sì e per no, penso che valga la pena che alcuni di noi si impegnino a lanciare un “messaggio nella bottiglia” indirizzato ad intelligenze “aliene”, che prima o poi si faranno vive da qualcuna tra i miliardi di galassie che popolano questo Universo (o da qualche altro Mondo ad esso forse parallelo, secondo teorie che vanno di moda). A futura memoria di chi possiederà per quel tempo e per quella occasione una Memoria. O a estremo tentativo di discolpa nei confronti del Creatore, ammesso che esista, se il Cosmo che noi sperimentiamo, come dice la Bibbia, è nato per la libera volontà di un Essere Supremo (Uno e Trino?) che decretò: “Sia fatto e si evolva tutto ciò che è!”. Chi scriverà allora questo messaggio ed erigerà il monumento? Spero siano gli stessi che continuano a tentare di far riflettere gli altri terrestri “di dura cervice” su un aspetto mai abbastanza sottolineato.

Non riusciremo a prevalere sulla follia se continueremo a cercare un facile capro espiatorio del nostro malessere nei torti, veri o presunti, che abbiamo subito da una categoria “demonizzata” di “prossimi”, vicini o lontani che siano.

Sembra che oggi la nostra principale preoccupazione sia misurare le dimensioni della ingiustizia altrui, specialmente di coloro che inconsciamente invidiamo per potere, ricchezza o prestigio. Continuiamo, cercando cause semplici per problemi complessi, a mettere in primo piano ciò che ci divide (stirpe, lingua, religione, confini, visioni ideologiche di futuro) rispetto a ciò che ci unisce.

Siamo – a pensarci bene - come gli antichi abitanti dell’Isola di Pasqua, che erano divisi in una decina di clan in competizione reciproca. Il paragone l’ho fatto altre volte e mi viene, anche questo l’ho sempre ricordato, dalla lettura di “Collasso”, di Jared Diamond (Einaudi, 2005).


Da parte di Alfonso Navarra - obiettore alle spese militari e nucleari (www.osmdpn.it) – 27 febbraio 2015

giovedì 26 febbraio 2015

Capranica - Acqua non potabile, a caro prezzo



Il 25 febbraio 2015, alle ore 14, è stata emanata dal Comune di Capranica  
l’ordinanza N.11 di divieto dell’ uso dell’ acqua, consentita solo per impianti tecnologici e per igiene domestica, urgentemente decisa dall’ARPALAZIO sezione di Viterbo sez.15577 e sez.15586 , per valori molto più alti di arsenico nell’acqua, riscontrati con prelievi del 23 febbraio 2015. Il 20 gennaio 2015 un’altra ordinanza, la numero 5, ci aveva dato dopo anni, la possibilità di smettere di prendere acqua potabile alle tre “fontanelle” del paese in provincia di Viterbo. 

Siamo tornati nella stessa drammatica situazione di prima e ci chiediamo quando mai torneremo ad essere un paese normale, dove la cittadinanza è coinvolta chiamata ascoltata, a cui  viene data risposta alle domande che pongono i cittadini per scritto, singolarmente e collettivamente, dove non c’è mai stata un’ assemblea  cittadina che richiedesse il nostro parere e ci facesse sentire protagonisti e non utenti presi in giro da ordinanze e smentite, buoni solo  a pagare bollette alla Talete e gabelle sempre più salate per servizi di pessima qualità, e a votare…

Questo breve post è solo per avvertire più persone possibile tramite la Rete, dal momento che sappiamo benissimo che questa ordinanza sarà appesa  per alcuni giorni in pezzi di carta  in alcuni muri  del paese e basta, dopodichè  ognuno si difenda e si approvigioni come può. Spero  che il vento non soffi forte come oggi, anche se  mi farebbe piacere che  portasse via tutte le balle che ho sentito nel corso di questi anni e tutto mi si può dire tranne che io non abbia cercato di informarmi e informare. Personalmente non ringrazio nessuno, se non chi mi ha avvisato  di non berla più.

Doriana Goracci

Visualizzazione di ATT00001


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mercoledì 25 febbraio 2015

Ronciglione - Proposta di Contratto di Fiume per il Rio Vicano



Il Comitato provinciale AICS da tempo chiede l’impegno della politica per il recupero della storia della Città di Ronciglione, delle sue ferriere, cartiere e ramiere, che hanno reso vitale il vallone di lacerazione percorso dal Rio Vicano, emissario del lago di Vico. Molte le iniziative, convegni, riunioni e la pubblicazione di due volumi sul Vallone del Rio Vicano e sulle attività in questo svolte. Fondamentale e indispensabile a questo scopo è il risanamento ambientale del Vallone del Rio Vicano.

“I contratti di fiume”, promuovono la partecipazione dei cittadini e delle associazioni culturali e ambientali, aprono nuovo prospettive, perché i cittadini diventino protagonisti dello sviluppo. Grazie al loro coinvolgimento effettivo, nelle scelte che contano, proporre agli enti pubblici progetti specifici e di concerto favorire il recupero di beni ambientali e culturali.

Tutelando ambiti limitati è possibile giungere con gradualità alla tutela effettiva di più ampi spazi di territorio, creando sviluppo eco sostenibile.

La realizzazione di un “contratto di fiume” per il vallone del Rio Vicano è ciò che vorremmo fosse preso in considerazione da cittadini, comitati, associazioni culturali e ambientali ed infine dall’amministrazione comunale e dalla Regione Lazio. 

Attraverso questo strumento, potremo, quindi, riproporre con maggiori speranze di realizzazione la creazione del Parco ambientale e di archeologia industriale del Vallone del Rio Vicano; che finalmente il Museo di archeologia industriale venga ultimato ed aperto; perché il risanamento di tutto il Vallone venga effettuato; perché vengano ritrovati e recuperati i camminamenti che portavano i lavoratori agli opifici o defizi; perchè il Rio Vicano porti acqua pulita; perché s'incominci a pensare e programmare il ripristino della strada millenaria, interrotta dall’infelice posizionamento del depuratore fognario; perché gli edifici esistenti (Cartiere, Ferriere, Ramiere) vengano recuperati, destinandoli a servizi e strutture fruibili per la collettività, non permettendo che in questi avvengano trasformazioni o realizzazione di abitazioni o mini appartamenti.

Per discutere tutto ciò proponiamo una riunione aperta ai cittadini e alle associazioni da tenersi il giorno 27 febbraio 2015 alle ore 17,30 in Ronciglione presso la sede di Accademia Kronos via Capranica 14.

 Raimondo Chiricozzi

ASSOCIAZIONE ITALIANA CULTURA E SPORT - COMITATO PROVINCIALE VITERBO
Tel. 0761652027 – 3683065221  www.cafevirtuel.it  Email: viterbo@aics.it
2015.02.10 Via Resistenza, 3 - 01037 Ronciglione VT

martedì 24 febbraio 2015

Campidoglio - Contratto di Fiume per il Tevere



Venerdì 27 febbraio 2015, mattina, in Campidoglio nascerà il Comitato Promotore fra Istituzioni per un Contratto di Fiume del Tevere a Roma. Si tratterà del terzo Comitato a carattere istituzionale per Contratti di Fiume nel Lazio, dopo quello varato a Magliano Sabina per la “Media Valle del Tevere”; questo a sua volta seguiva quello a carattere interregionale (Lazio, Toscana e Umbria) organizzato sul fiume Paglia dal Consorzio Tiberina (cfr a titolo di esempio, dagli Albi Pretori comunali, Adesione Radicofani …… dalla Val d’Orcia patrimonio UNESCO nella regione Tiberina), che di recente, con base nel consorziato Comune di Orvieto (confluenza Paglia-Tevere), si sta estendendo al sub-bacino del Chiani e al “basso Tevere umbro”. Se, per certi versi, il caso di Orvieto conferma come la situazione del Tevere dai punti di vista idraulico, del trasporto di materia e dell’inquinamento vada vista più come “rete” che come singola “asta” (le piene dal Paglia, il volume idrico di base dal Nera, ……), la Foce e il tratto urbano di Roma hanno valore a sé proprio perché terminali di una complessa situazione a monte; è per questo che in passato – data anche l’importanza di Roma non solo in Italia, ma nell’intero contesto euro-mediterraneo – abbiamo parlato di “Contratto DEL Fiume”, che potrebbe soltanto subordinarsi – dal punto di vista logico, strutturale e funzionale – a un eventuale “Contratto di Bacino” interregionale. Ma, al di là dei sofismi, contano i risultati, cioè il fine piuttosto che il mezzo! E’ anche dunque da sottolineare come il Contratto di Fiume del Tevere nell’area urbana di Roma e il Contratto di Foce da Ottobre 2014 siano sostenuti da due foltissimi Comitati Promotori di singoli cittadini, sottoscrittori a titolo personale, pur operando in Istituzioni, Associazioni, Enti di Ricerca, etc.

Il Tevere a Roma, come dibattuto ormai da decenni, rappresenta una dimensione urbana del tutto speciale: fragile (risentendo degli effetti di ciò che accade in circa 17.000 kmq a monte), prossimo (attraversando la Città nel suo cuore e fino al mare con un percorso stretto e sinuoso, abbracciabile con lo sguardo da sponda a sponda), prezioso (ora parte del patrimonio UNESCO del Centro di Roma ora Area Naturale protetta), accessibile e vivibile con discontinuità, dall’andamento fortemente variabile, trascurato e maltrattato, a volte periferico – nella percezione – anche lì dove è centrale fisicamente. Importante fisicamente – ma anche storicamente – proprio per la sua relativa ristrettezza (rispetto ad altri specchi d’acqua nelle Capitali, come quelli dei grandi fiumi europei), così da caratterizzarsi per guadi – come l’Isola Tiberina –, ponti stabili fin dall’epoca dei Romani, contrapposizione e dialettica fra sponde assai vicine (l’etrusca e la romana, la cattolica e la laica, ……).

Cambiare volto al modo di vivere il Tevere significherebbe cambiare volto ad una parte significativa della Città; razionalizzare e migliorare la gestione del fiume sarebbe anche un ottimo esercizio di gestione dei beni pubblici e di coesione territoriale. L’impresa può dirsi storica, per certi versi, tendendo a restituire nuovamente il Tevere a Roma, che è città di fiume e di mare. Dall’emergenza idraulica, che ha portato alla costruzione dei muraglioni al Centro Storico fra fine ‘800 e inizio ‘900, i cittadini di Roma hanno escogitato diversi modi per continuare a vivere il fiume come una volta (quando si sviluppavano spiagge, stabilimenti, colture, etc), ivi compresa la costruzione di galleggianti. Poi è stata la volta dell’emergenza ambientale, con la fine della balneabilità negli anni ’60 e il progressivo inquinamento di suoli ripariali. Oggi si può avviare una stagione di forte modernizzazione dell’approccio, mettendo insieme tutte le conoscenze acquisite e i miglioramenti tecnologici.

L’organizzazione del “sistema Tevere” – in un periodo di forte crisi finanziaria – non può che passare attraverso la mobilitazione congiunta di risorse pubbliche e private, nazionali e internazionali; basti pensare all’annoso problema della manutenzione ordinaria e al ruolo che possono giocare Concessionari e Gestori, piccoli o grandi che siano, nel presidio attivo del territorio. In questo, il Contratto di Fiume può dirsi strumento realmente idoneo, vedendo la partecipazione cooperativa dei soggetti privati che entrano nella realizzazione delle misure individuate dalla programmazione per l’ambito territoriale, con la quota di risorse che essi rendono disponibile. Tale quota può essere costituita dalla “disponibilità a pagare”, ma anche dagli investimenti diretti (a supporto e/o complemento delle misure del programma) che il soggetto privato ritiene vantaggioso utilizzare in vista di un ritorno ritenuto accettabile. Nel quadro sopra descritto, rientra a pieno titolo il Contratto di Fiume sul Tevere nell’area urbana di Roma, non solo nello spirito originario di strumento di sinergia pubblico-privato teso allo conservazione, alla fruizione e allo sviluppo dell’economia improntato alla sostenibilità e alla conoscenza tecnico-scientifica della gestione fluviale, ma anche quale patto che la Città firma con il contesto territoriale che ad essa fa riferimento. Le valenze interdisciplinari, intersettoriali e interamministrative sono tali e tante che nessuno – in detto contesto – può far da solo!

Si è molto vicini a condividere fra Istituzioni e privati un disegno di intenti, un quadro conoscitivo, uno scenario strategico, un piano d’azione, come previsto dal Ministero dell’Ambiente per le Linee Guida sui Contratti di Fiume. Il frutto di tutto questo processo, strutturato e organizzato, sarà un lascito definitivo alla Città, in termini di modernizzazione, attraverso gli elementi-chiave di una possibile geografia dell’intervento urbano, contribuendo a “mettere a sistema” sul Tevere temi quali: l’urbanistica, la storia e le storie, la cultura, l’architettura, l’arte (sia patrimonio acquisito sia nuova creatività), l’inquinamento e la protezione civile, gli ecosistemi e i parchi urbani, gli sport e le attività di svago sia sull’acqua sia sulle sponde, le infrastrutture, i trasporti e il turismo, l’associazionismo, il recupero di aree utilizzabili, la comunicazione, l’educazione ambientale. Vi sono anche importanti scadenze, di 5 anni in 5 anni, che riguarderanno fortemente Roma sul Tevere:
-           il 2020, 150 anni a Capitale d’Italia, da quel 1870 che fu anche caratterizzato dalla più disastrosa piena dell’epoca moderna, anno in cui il Re Vittorio Emanuele II giunse in Città per la prima volta proprio a portare conforto alle popolazioni disastrate;
-           il 2025, con il prossimo Giubileo.
Forse, nel frattempo, le Olimpiadi del 2024, che potrebbero avere proprio nel Tevere l’asse urbano principale. Ebbene, per queste scadenze, occorrerà aver costruito una “visione” del Tevere a Roma e dato corso alla stessa, partendo da ciò che si può fare subito e costruendo insieme il futuro.

Il Consorzio Tiberina presenterà nell’occasione in Campidoglio – fra le altre cose – una raccolta di progetti nazionali e internazionali sul Tevere a Roma, una analisi conoscitiva preliminare integrata, una serie di intenti e di strategie da condividere, una proiezione sulle risorse nazionali ed europee mobilitabili; per la partecipazione e l’informazione del pubblico, nonché per la necessaria raccolta di osservazioni, sarà presentato il nuovo portale “Open-Tevere”.

CONSORZIO TIBERINA – Agenzia di sviluppo per la valorizzazione integrale e coordinata del Bacino del Tevere
[t] 063202087 – 0632500420  [f] 0632650283  [@] tiberina@unpontesultevere.com

lunedì 23 febbraio 2015

Roma dalle terre pubbliche al lavoro agricolo - "Coltiva il tuo futuro - Seminari gratuiti"


Siamo davvero felici di annunciare l'apertura delle iscrizioni alla terza edizione dei seminari gratuiti  “Coltiva il tuo futuro”.
Tante le richieste negli anni scorsi che non abbiamo potuto esaudire, tanti i temi da affrontare. Per questo andiamo avanti con i nostri seminari gratuiti, ospitati nella aziende agricole delle Terre pubbliche romane, tra contenuti, informazioni, aggiornamenti, degustazioni e il verde dei campi coltivati.
I seminari vogliono fornire strumenti per ideare e creare nuove attività agricole, trasformare la sensibilità ecologica degli aspiranti agricoltori in opportunità di lavoro e affinare le strategie e le scelte di chi opera nel settore. Sono gratuiti, aperti a un massimo di 80 iscritti, ed una selezione di partecipanti avrà diritto a uno stage pratico e retribuito in aziende agricole romane*. L'offerta formativa rientra nel progetto “Coltiva il tuo futuro” ideato nel 2012 dalla Cooperativa Agricola Co.r.ag.gio. e che quest'anno viene supportato da Rete Rurale Nazionale 2014-2020 e dall’Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA).


Quattro le giornate ospitate sulle Terre pubbliche del ciclo completo: “Le tecniche agronomiche sostenibili” (10 marzo, cooperativa agricola Co.br.ag.or.), “Avviare un’attività agricola” (25 marzo, cooperativa agricola Tor San Giovanni), “Le possibilità dell’agricoltura multifunzionale” (9 aprile, Tenuta del Cavaliere), “Sostenere economicamente l’attività agricola” (20 aprile, cooperativa Co.r.ag.gio., Borghetto San Carlo). Sul sito www.coltivailtuofuturo.com avrete la possibilità di iscrivervi e di seguire la rassegna stampa aggiornata ogni giorno sui temi dell'ecologia e dell'agricoltura, oltre a trovare ogni tipo di informazione utile.

Le lezioni saranno alleggerite dalle degustazioni di prodotti dell’agricoltura romana, dalle visite guidate nelle aziende agricole ospitanti e dalla presentazione per ciascuna giornata di un’esperienza pratica agricola innovativa. 

*Per informazioni sulle modalità di iscrizioni ai seminari e sugli stage visita il sito ufficiale dei seminari  “Coltiva il tuo futuro 2015”:www.coltivailtuofuturo.com

Società Agricola Cooperativa  Co.r.ag.gio
Via Val Brembana n°1 – 00141, Roma

domenica 22 febbraio 2015

EXPO 2015 - "Si astenga, la prego!"



Il nume tutelare di EXPO (SOGLIO DIXIT) ing. Antonio Acerbo, vice commissario di Giuseppe Sala, chiede di patteggiare tre anni (se ne aspettava una decina?) e di risarcire 100 mila euro.

Non so se anche l’altro vice commissario ing. Rognoni abbia già patteggiato.
Credo che se “tutti” gli implicati in questa sporca vicenda se la caveranno patteggiando sarà un male per l’Italia, per la Lombardia e per Milano.
Sono maligno ad ipotizzare che la Procura voglia accreditarsi un successo (per le sue statistiche) e, contemporaneamente e più o meno volontariamente, preferisca stendere un velo impietoso sulla vicenda?

E tutti gli altri? Quelli non scoperti che tali comunque rimarranno? Non continueranno forse a delinquere, a corrompere, ad accettare bustarellone o (ancora peggio) incarichi immeritati e pertanto forieri di futuri mali? La CORRUZIONE continuerà implacabile anche in occasione della “prossima” opera pubblica. Con un danno economico per la comunità infinitamente superiore ai ridicoli risarcimenti ora patteggiati.

ACERBO è stato l’inventore della VIA D’ACQUA che concordò con CONSORZIO VILLORESI, METROPOLITANA MILANESE, MALTAURO e …altri.
CANTONE HA SCOPERTO CHE 80 PROCEDURE SU CENTO SONO STATE IRREGOLARI MA NON E’ ASSOLUTAMENTE IN GRADO DI SAPERE  E DI DIRE SE LE OPERE ERANO VERAMENTE UTILI NE’ GIUDICARE COM’ERANO FATTI I PROGETTI NE’ CALCOLARE QUANTO SARANNO DAVVERO GIUSTIFICATI GLI AUMENTI CHE VERRANNO RICHIESTI (E AVALLATI DA FUNZIONARI CORROTTI).
Qualcosa potrebbe fare la Corte dei Conti. Ma chi farà le denunce?
VIA D’ACQUA NORD, VIA D’ACQUA SUD e DARSENA sono significative.
Né sono trascurabili le PASSERELLE e la strada che, partendo da Pero, si collega all’ Autostrada dei Laghi passando a 100 metri ad est del sito EXPO per svolgere l’identica funzione di una grande strada che già passava a 100 metri ad ovest del sito EXPO.
Le due opere hanno tre caratteristiche comuni:
Sono inutili.
Sono state inventate da due pesi massimi di EXPO e perle di onestà (ACERBO E ROGNONI).
In entrambi i casi si sono autonominati RUP (Responsabile Unico del Procedimento).
Rognoni era uno dei big di CAL (Regione Lombardia).
Acerbo ha anche fatto interessi di alcuni caporioni del Comune?
Preciso che il RUP è colui che decide se gli aumenti richiesti dagli appaltatori sono giustificati.
Acerbo ha poi ceduto il posto di RUP della via d’acqua al parente del “mariuolo”.
Ma oggi – come ciliegina – i giornali riportano un’altra notizia sconvolgente.
RENZI (GOVERNO) e PISAPIA (PROVINCIA) si sono dichiarati favorevoli a una proposta fatta da ACERBO quando ancora era “nume tutelare”.
Togliere i quattrini stanziati a favore di chi non è in grado di finire per tempo l’opera per buttarli nel…pozzo nero di EXPO. Viene così annullata un’opera utile ai cittadini (che non potranno più utilizzare il mezzo pubblico), la TRAMVIA Milano-Limbiate per dare a SALA i 60 milioni stanziati.

Un tizio che, per carità, sarà anche un’onesta persona ma che si è scelto come vice due delinquenti (avendo patteggiato potranno querelarmi?), non si è accorto che 80 gare su 100 si erano svolte irregolarmente, si è perlopiù fatto viaggi propagandistici, distribuito veline fantasticanti alle giornaliste e ultimamente funge da bigliettaio. Vedremo gli incassi veri.
CHE NE DICE L’ING. SALA DI TUTTE LE ALTRE OPERE CHE NON VERRANNO FINITE ENTRO IL 30 APRILE?
Quando leggo di queste ruberie mi viene sempre in mente quel povero diavolo che, avendo messo in tasca una merendina da 0,99 euro in un supermercato ed avendo un piccolo precedente, è stato immediatamente processato e condannato a tre anni (veri).
La Procura non avrebbe potuto patteggiare anche con lui facendogli pagare tre merendine invece di una? E’ SICURA CHE I NOSTRI DUE EROI NON ABBIANO NASCOSTO ALTRE MERENDINE?

E infine mi rivolgo a Lei signor Sindaco.

La tramvia per Limbiate è solo l’estrema dimostrazione di quanto i milanesi e la Provincia Le stiano a cuore.

Continui beatamente a occuparsi di SCALA e a fregiarsi di LEGION D’ONORE mentre buona parte dei Suoi assessori continua ad insultare e sbeffeggiare i cittadini.

Si astenga però dal ripresentarsi.

Per quattro anni i cittadini delle periferie non l’hanno vista e Lei non li ha ascoltati. Mai.

Luigi Caroli

sabato 21 febbraio 2015

Roma, 10 maggio 2015 - Festa dei Vegetariani in Piazza Re di Roma


La prossima Festa Nazionale dei Vegetariani, che quest’anno giunge alla sua 13^ edizione, è prevista per domenica 10 maggio 2015, dalle ore 9,00 alle ore 21,00, in piazza Re di Roma. Il tema della giornata di quest’anno è: “Vegan per nutrire il pianeta e vincere la fame nel mondo”.

Come ogni anno l'Organizzazione si prefigge di dare massima visibilità alle Associazioni aderenti aventi medesime affinità nell’ambito della cultura universalista, vegana, animalista, ambientalista e nella lotta ad ogni forma di sfruttamento e di violenza.

L'evento sarà caratterizzato da un ricco programma che andrà snodandosi durante tutto l’arco della giornata e che vedrà protagonisti artisti che si esibiranno in varie discipline: esercizi Yoga e Tai Chi, tecniche di medicina naturale, canti, danze, giochi di prestigio, spettacoli per bambini, conferenze ed altro.

Si precisa che gli stand a carattere commerciale dovranno avere autorizzazione alla vendita. Quelli a carattere alimentare le necessarie autorizzazioni alla somministrazione. 

E’ necessario far pervenire le domande di partecipazione entro e non oltre il 30 aprile p.v. Ma prima si prenota e meglio è (quindi fin da adesso)perché verrà data priorità in ordine di arrivo delle domande.

Ai  richiedenti sarà successivamente inviata la scheda di partecipazione che dovrà essere compilata in ogni sua parte, e inviata al mio indirizzo.

Coloro che fossero esperti in qualche disciplina con caratteristiche coreografiche possono chiedere di esibirsi.


 

COMUNICAZIONI INPORTANTI PER COLORO CHE INTENDONO ALLESTIRE   TAVOLI O GAZEBO         

Tavoli o gazebo a carattere commerciale.  
I singoli o le associazioni che intendono vendere prodotti (attinenti lo spirito dell’iniziativa), dovranno essere muniti di autorizzazione alla vendita CAP, (autorizzazione al Commercio su Area Pubblica); avere registratore di cassa oppure emettere scontrino fiscale. 

Tavoli o gazebo a carattere di ristoro
Per la somministrazione, o la vendita, di prodotti alimentari, sfusi o in confezione, gli interessati, se sprovvisti di autorizzazione, devono collegarsi con il portale del Comune di Roma, farsi dare la password per accreditarsi e poi inviare successivamente alla risposta il modulo SCIA on line.

Le Associazioni ONLUS o i singoli a carattere culturale cedono i loro prodotti a libera offerta.

I contributi previsti saranno versati direttamente all’AVA il giorno della manifestazione.

Franco Libero Manco



Per ogni ulteriore chiarimento potete contattarmi direttamente allo 06 7022863 – 333 9633050, oppure scrivermi: francolibero.manco@fastwebnet.it