Questo blog nasce per l’esigenza di restituire identità al luogo ed a noi stessi.

Negli anni passati avevo coniato il motto “Una, cento, mille Calcata..” per significare come l’esperimento in corso nel vetusto borgo potesse essere esemplificativo di un nuovo modo di rapportarsi con la natura e con se stessi. Non è certo Calcata, in quanto comunità o località, che va riprodotta ma un modo di percepire la presenza umana nel luogo. Una presenza inserita nel contesto della natura, nel consesso dei viventi, in condivisione olistica e simbiotica.

Infatti - come disse Nisargadatta Maharaj - noi non possiamo essere altro che una parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati.

Molto spesso però ho notato che l’uomo tende a dare maggiore importanza al contesto sociale in cui egli vive. E’ nella società umana, con le sue esigenze e movimenti, che si fa la storia e si sancisce la caratteristica di un posto, molto spesso dimenticando l’appartenenza al tutto, ignorando l’inscindibile co-presenza della natura e degli animali. Per tentare di riscoprire le nostre radici naturali, continuando a prendere ad esempio un cero modo di vivere il luogo e nel luogo, ho pensato di affidare le mie riflessioni a questo blog. In esso si parla di Calcata ma anche di tutto il mondo, ma potremmo dire che è un'altra Calcata ed un altro mondo.

Programmi, storie, descrizioni dell’ambiente (sia naturale che umano), poesie, riflessioni… è ciò che troverete in questo blog. Non sarà quindi un sito di servizi, per promuovere il turismo o la speculazione commerciale, ma un luogo di incontro e fusione delle anime.


giovedì 31 luglio 2014

3 agosto 2014 - Fiaccolata ad Arquata.... e resistenza agli espropri -




Mercoledì 30 luglio 2014, centinaia di persone per tutto il giorno sono state per le strade di Arquata, Serravalle e Pozzolo per provare ad impedire la realizzazione degli espropri preliminari alla realizzazione del Terzo Valico.


E’ stata una lunga giornata di lotta. I No Tav No Terzo Valico sin dalle prime ore dell’alba hanno dato vita a tre presidi, nelle zone dove i proprietari delle case avevano deciso di resistere. Imponente la presenza delle forze dell’ordine in assetto antisommossa.

Intorno alle 8,30 polizia e carabinieri hanno chiuso la strada provinciale che collega Serravalle ed Arquata: dai blindati sono scesi un centinaio di agenti in assetto antisommossa. I No Tav hanno protetto con una catena umana i terreni che il Cociv voleva espropriare. Polizia e Carabinieri sono avanzati e hanno incominciato a spingere con gli scudi.

Poi un rappresentante del Cociv ha dichiarato di aver eseguito l’esproprio, perché aveva scattato da lontano una foto della casa protetto da un nugolo di poliziotti.

Dopo questa farsa gli attivisti si sono diretti nel bosco di via Moriassi fra Serravalle e Arquata dove erano previsti altri espropri.
Qui sono state erette barricate di tronchi e sterpaglie. La polizia, dopo aver rimosso la barricata ha caricato e sparato lacrimogeni.
Dopo la prima carica i No Tav si sono ricompattati continuando ad impedire l’accesso ai terreni. Sono continuati i lanci di lacrimogeni e ci sono state altre cariche ma polizia e Cociv non sono riusciti a raggiungere i terreni. La solita foto da distante e si sono dileguati


Lo stesso copione si è poi ripetuto a Moriassi all’imbocco della strada per Radimero e alla Crenna dove la polizia ha nuovamente caricato e manganellato. L’unico esproprio che sono riusciti ad eseguire secondo le procedure di legge è quello previsto a Pozzolo dove le forze dell’ordine che hanno bloccato nuovamente la strada provinciale impedendo alla maggioranza degli esponenti dei comitati di raggiungere l’area.

Numerosi manifestanti sono stati feriti durante le cariche nel bosco di Moriassi: un ragazzo ha un taglio alla testa, le ambulanze hanno medicato un anziano colpito da manganellate e calci, ed altri feriti più lievi.

La resistenza continua. In serata un’assemblea ha deciso una fiaccolata ad Arquata per domenica 3 agosto 2014.

L'info di Blackout ha realizzato tre dirette con Salvatore, attivista No Terzo valico.
Puoi ascoltarle qui

www.anarresinfo.noblogs.org

mercoledì 30 luglio 2014

1 agosto 2014 - Ronciglione... e l'Uovo di Pasqua



Sabato 1 agosto 2014, alle ore 21, presso la sede di Accademia Kronos di Ronciglione, in via Capranica,14/a, sarà mostrato al pubblico un reperto di grande importanza storica che proviene dalla misteriosa isola di Pasqua, si tratta dell'uovo cosmico da cui, secondo la tradizione di Rapa Nui (come viene chiamata l'isola dai polinesiani), è nato l'uomo. 

Con l'occasione si terrà una conferenza proprio sui misteri dell'Isola di Pasqua: dalla sua scrittura, alla funzione dei Moai fino ai segreti delle caverne dell'isola. Dallo studio e dalle spedizioni sull'isola effettuati negli anni da Accademia Kronos si è scoperto che i primi colonizzatori non furono i polinesiani, come si crede comunemente, bensì le popolazioni Nazca del Perù. 

I Nazca (misteriosa popolazione presente lungo le coste del Perù tra il 300 a.C. ed il 500 d.C.) sono famosi per i geoglifi, ossia i giganteschi disegni che si estendono per decine di chilometri quadrati sull'altipiano di Nazca e che si vedono solo dall'aereo. In quella occasione verranno presentate prove inconfutabili.

Oltre a ciò si parlerà della leggenda in cui alcuni studiosi credono e cioè che l'isola di Pasqua sia ciò che rimane del misterioso continente Mu che, come Atlantide, più di 10.000 anni fà sprofondò nell'oceano Pacifico.

Oltre all'Uovo Cosmico verranno presentate al pubblico le tavolette rongo - rongo ed altri manufatti dell'isola.

E' un evento straordinario ed unico a livello nazionale cui sono invitati appassionati di archeologia, di storia delle civiltà terrestri e di miti e leggende.
L'ingresso è libero. Per informazioni: 0761.093080


Gabriele La Malfa 


martedì 29 luglio 2014

Renzie, il becchino, scava la fossa alla democrazia italiana ormai defunta



La democrazia è morta!

Se guardiamo il nostro Paese, che da sempre è un po’ la cartina di tornasole, portando in dote tremila anni di civiltà, un’eredità Romana, esempio unico nella Storia del mondo, e malaccorto depositario dei due terzi delle opere d’arte di tutto il pianeta, ne abbiamo la prova provata. 

Questa democrazia è stata imposta con le armi da occupanti stranieri, tuttora presenti in forze, con oltre cento (118, per la precisione) armi nucleari. Ci è stata imposta una Costituzione scopiazzata da leggi e usanze altrui. Ci è stato permesso di vivacchiare per settanta anni, a condizione che copiassimo altri stili di vita, altre culture, altri rapporti di “patto sociale”. 

Dopo travagli mascherati e nascosti da un cosiddetto boom economico inevitabile nella ricostruzione post bellica, il patto sociale impostoci ha cominciato a scricchiolare con cigolii sempre più accentuati. Operai, studenti, ceti sociali a turno, polluzioni ambientaliste, proteste culturali e non, distacco sempre più accentuato dal Potere….. Di segnali, prima di tutto l’astensionismo, il Popolo Italiano ne ha mandati molteplici: di volta in volta ha creduto nel di individuare “l’oppositore” di turno: l’Uomo Qualunque di Giannini, la Lega, Pannella, Di Pietro, Grillo ….. Tutti ricordano quel film di tanti anni fa: “ha ballato una sola estate”.

Oggi abbiamo un ex Fascista, un ex Nazistoide, un “Savoiardo”, ex trinariciuto migliorista, alla presidenza della Repubblica. Dopo tre (TRE!) presidenti del consiglio NON eletti, Letta, Monti, Renzi, si vorrebbe cambiare la composizione delle Camere. Drogata maggioranza alla camera, drogata e fasulla dal premio di maggioranza aberrante, si vuole annullare il Senato, inteso come Camera dei Senatori eletti. Cioè ci si sta avviando verso una forma di Parlamento sempre meno rappresentativa della voce dei Cittadini. Sbarramenti feroci annulleranno i rompiscatole, escludendo le minoranze rumorose. Ed se anche le minoranze si coalizzassero, anche all’interno della coalizione uno sbarramento altrettanto feroce ne escluderebbe la presenza. E la cosiddetta Camera Alta (il Senato), sarebbe solo l’espressione degli apparati di Partito, oltretutto con pochi poteri effettivi. 

L’intelligente, anche se da me non condivisa, contrario come sono a quella mistificazione giuridica che sono le elezioni, proposta cioè di eleggere la Camera dei Deputati con il sistema strettamente maggioritario ed il Senato invece con puro sistema proporzionale, limitandone l’esistenza a tre anni, non viene neppure presa in considerazione: troppo potere al Popolo!

In altre parole, la democrazia non regge all’urto dei tempi. Se poi questi tempi sono duri e difficili economicamente, la democrazia deve arrampicarsi sugli specchi per fingere di mantenere una parvenza di legalità, non avendo in sé le risorse umane, intellettuali, morali, operative e storiche per vivere di luce propria. La democrazia è, ancor una volta, il male assoluto, spacciato per bene collettivo, per panacea sociale, per Arcadia sociale. Ma oggi gli specchi sono cosparsi di vaselina sociale e storica.

Con tutto il coro di leccapiedi mediatici e culturali -che si sono ingrassati leccando i detentori di turno del potere- che si arrabatta nell’inutile tentativo di dare parvenza accettabile allo sconcio cui assistiamo.

Nessuno che metta in rilievo il fallimento storico, morale ed umano della democrazia.

Democrazia che per altro non sopporta altro da sé, e che viene spacciata invece salvifica, per motivazioni economiche adunche e rapinatrici. La democrazia imposta coi carri armati, coi droni, con i cacciabombardieri, è fasulla come un trans brasiliano. Ma non può non essere così, è la dannazione cui la ha condannata la Storia.


Stralcio di una lettera di Fabrizio Belloni

lunedì 28 luglio 2014

Visita oculistica a Modena, sistema sanitario.... ed umani che ci lavorano




Carissimo Paolo, scusa se ti do già del “tu” anche se non ci conosciamo, sono una lettrice del vostro giornaletto da un paio di anni (mi sembra)  e mi piace molto. Mi piacerebbe anche conoscervi di persona, ma non so quando questo possa accadere. Vorrei risponderti per quanto riguarda la tua visita oculistica al policlinico di Modena.

Concordo con “Santa ” Caterina che avere un appuntamento nel giro di 2 giorni è davvero un colpo di C…, del resto però ne hai anche tutti i diritti. Diciamo che l’universo ha voluto farti un regalo.

Sono un’infermiera che lavora a Bologna in un ospedale come il policlinico di Modena, posso capire lo smarrimento di una persona quando entra in certi luoghi, come dicevi tu:  -Nell'immenso ospedale pieno di scale, androni, sale, salette, diramazioni, cartelli, cartelloni, piani, ascensori, uffici, scartoffie, infermieri, medici vaganti, pazienti…- 

Succede anche a me d’incontrare persone vaganti con un foglio in mano senza nessuna idea di dove devono andare (o sbattere la testa)e chiedermi disperate delle indicazioni, a volte, quando il mio tempo me lo permette le accompagno anche a destinazione, ma questo è a parte.

La voglia di risponderti mi è venuta per due motivi: il primo è comunicarti che CUP significa Centro Unificato di Prenotazione, e l’altro è rispetto al tuo commento sulla sanità, cito testualmente “A dire il vero non ero per nulla contento, né di dover andare a Modena (poiché la cosa avrebbe costretto Caterina ad accompagnarmi, facendo tutto di corsa durante una giornata per lei lavorativa) né di sottomettermi alle norme sanitarie che obbligano un povero cristo a sottostare alle esigenze di una sanità veramente malfunzionante.”

E’ quel “veramente mal funzionante” che mi ha toccato profondamente, nel senso che sono in parte d’accordo con te, ma per me è molto deludente ed amareggiante in quanto ho sempre creduto nella sanità pubblica perché credo che il diritto alle cure sia VERAMENTE  un diritto per ogni persona (non solo del cittadino) avere delle cure adeguate e per me che mi sono sempre impegnata nel mio piccolo a far sì che questo avvenisse, ma forse con scarsi risultati.

Scusami non so bene dove voglio andare a parare, ma forse volevo solo farti sapere che ancora ci sono degli operatori della sanità che ci credono e che nel loro orario di lavoro e non solo si adoperano perché questo non sia solo un’utopia ma la realtà, ma forse questo non basta.

Spero veramente di poterti conoscere un giorno, sia tu che Caterina. Grazie per avermi letto fino a qui, un forte abbraccio e grazie anche per il vostro Giornaletto di Saul.
A presto
Mirella  

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Rispostina di Paolo D'Arpini: "Cara Mirella, ricevere la tua lettera mi ha molto rasserenato sul funzionamento del  servizio sanitario italiano. In fondo è un po' come per tutto il resto, in Italia ci sono milioni di italiani onesti e sinceri che operano in un contesto  burocratizzato e  cariato da corruzione politica ed amministrativa. 

Sicuramente i semplici dipendenti come te, e come l'oculista Rosa che mi ha visitato con accuratezza e simpatia, sanno compiere il loro dovere e sono consapevoli di essere cittadini come tutti gli altri, che magari all'occorrenza sanno di potersi trovare "dall'altra parte" e quindi si comportano umanamente.  E posso rassicurarti che -in fondo-  anche nelle più alte cariche dello stato esistono persone degne e rispettose della costituzione repubblicana e fungono da buon esempio per il buon funzionamento delle istituzioni. Ricordo ad esempio diversi anni fa in cui scrissi all'allora Presidente della Consulta (che non nomino per non metterlo in imbarazzo, anche se non ricopre più la carica), in cui gli feci presente   come il cittadino qualunque fosse distante dalle istituzioni  ed emarginato dai meccanismi farraginosi del "potere costituito". Glielo prospettai in termini poetici, parlando di un "palazzo di ghiaccio" in cui qualsiasi rapporto umano veniva "congelato"  entrandovi  in contatto. Lui mi rispose, e non solo questo, dopo poco tempo, un po' prima di andare in pensione, compì un atto molto poco "virtuale" rimandando al mittente "per assenza di corretta formulazione" un parere della Corte di Cassazione... 

Non dico altro per non rendere troppo riconoscibile l'evento. In ogni caso, tornando al sistema sanitario, ti dirò che in fondo la colpa del "malfunzionamento" non risiede  certo negli operatori come te... anzi!
Un saluto affettuoso, Paolo


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Rispostina aggiunta di Caterina Regazzi: "Cara Mirella, mi inserisco anch'io... capisco la tua amarezza nel leggere quella critica da parte di Paolo, ma lui è, per principio, un po' negativo nei confronti di tutto quello che è il sistema e comunque, in effetti, le lungaggini della sanità per avere un appuntamento le conoscerai meglio di me. Penso che si riferisse più che altro a questo aspetto e alle complicazioni che prendere un appuntamento per un semplice controllo della vista comporta (appuntamento col medico curante, impegnativa del medico curante, prenotazione al CUP, attesa di, a volte (spesso) mesi per avere l'appuntamento) Sembra che facciano apposta affinché ci si affidi alla Sanità privata e fortuna che siamo in Emilia Romagna! Meglio mantenersi in salute e non aver bisogno di medici e ospedali. 

Del personale comunque niente da dire, il più delle volte fa anche troppo e ne so qualcosa, mia madre, prima di andarsene, ha frequentato ospedali per due anni filati, non ti dico, o meglio, se ne può parlare a voce.... anzi, se ti farà piacere, la sera dell'8 agosto abbiamo pensato di fare un picnic al fiume Panaro, qui  a Spilamberto, ci sarà la luna e ci possiamo fermare sul greto ed accendere un focherello e fare quattro chiacchiere nella natura e mangiare assieme quel che ognuno avrà portato. 

L'occasione è  anche per salutare gli amici ed invitarli a raggiungerci nelle Marche dove, Paolo ed io, andremo a Treia per una vacanzetta conviviale ecologista (vedi:    http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2014/05/treia-dal-22-al-24-agosto-2014-tre.html).  Se vuoi puoi chiamarci al 333.6023090. Ciao, Caterina

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Treia - Paolo e Caterina nell'orto



domenica 27 luglio 2014

Spoleto - Festival dei 2 Mondi: Mask - Recensione


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Spoleto 57 Festival dei 2 Mondi

MASK
Studio sulla maschera
Condotto da Michele Monetta
Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”
Largo Muzio Clementi – Spoleto – 5 luglio 2014

      Lo scorso anno, a Spoleto, erano “bravi da matti ”: figure (maschere) che nei Giardini della Casina dell’Ippocastano raccontavano ciascuno, al pubblico itinerante, la propria stralunata follia.

      Per la seconda edizione di European Young Theatre, eccoli ancora a Spoleto: stessa scuola - l’Accademia Silvio D’Amico - altri allievi (I° anno del Corso di Recitazione) con un riconoscibilissimo “marchio di fabbrica”; e che siano pazzescamente bravi anche loro è evidente da subito. Il Largo che li ospita è un perfetto teatro a cielo aperto, per fondale il muro di contenimento a vista con la grande fontana in basso, per quinte gli edifici della piazzetta; una sola fila di sedie e tutto il resto è pubblico assiepato ovunque, appollaiato sui muretti e sui gradoni della salita: quelli che lo sapevano e sono venuti apposta, e quelli che passavano di lì e si sono fermati, magari con cane e passeggino, e i bambini mai così buoni (è teatro, altro che baby sitter).

      Oggetti di scena: un tamburo, un cembalo, due piatti,  per scandire ritmicamente i “quadri”; lunghissime pertiche di legno chiaro; un drappo rosso. E le maschere, naturalmente. Ventitre giovanissimi, bianchi dal viso alle scarpe, sviluppano l’azione mimica su un canovaccio in tre livelli. “Sviluppiamo progressivamente il caos” - scandisce il conduttore/percussionista - “non progettate il movimento, pensate solo a reagire”, e un quadro fatto di rapidissimi movimenti di gruppo - esercizi di mimo e di biomeccanica - apre la performance per confluire poco dopo nell’ossessivo percuotere in terra di lunghissime pertiche; eccole ora issate contro il muro, dalla sommità del quale si affacciano impenetrabili inquietanti maschere bianche. Tra le movenze lentissime e assorte di queste, un drappo rosso scende giù dal muro e raggiunge la fontana sottostante: da qui l’azione per contrasto si fa vivacissima, quasi indiavolata, mentre il pathos tragico si stempera in una animatissima giocosità che è un po’ teatro di Pulcinella un po’ Commedia dell’Arte. Gli “zanni” si alternano alla maschera demoniaca che occupa la scena in un frenetico assolo mentre il tambureggiare incalza e il “coro” scandisce un’ossessiva litania di sapore infernale, in bilico tra il dantesco Pape Satàn pape Satàn aleppe e una disarticolata intraducibile filastrocca.

      Il racconto mimico culmina nella ricomposizione del gruppo intorno alla coppia avvinta e annodata dal drappo rosso, finale in cui “vince la presa, il contatto, la completezza dell’uomo con la sua metà”. Un’ultima percussione di tamburo e un comando secco del conduttore segnano la conclusione. “Alzare la maschera”, e i ventitre ringraziano il pubblico, ciascuno con la propria maschera appoggiata al fianco. Incuranti di stanchezza, replicheranno fra pochi minuti la performance: il pubblico sarà in parte cambiato, in parte sarà rimasto per assistervi una seconda volta e goderne ancor meglio; questi attori non si risparmiano, e il pubblico ne ricambia con calore la generosità. C’entra, magari, che lo spettacolo sia gratuito – a fronte di tanti appuntamenti spoletini dai costi fuori misura – ma il pubblico che è qui, e che resta, vuol farsi emozionare ancora dal tragico e dal comico, dalla burla e dal terrore, dal sacro e dal profano così intensamente evocati da questi giovanissimi che né caldo nè fatica scoraggiano, e neppure la petulante pioggerella di fine pomeriggio.
       Se saranno famosi non sappiamo, ma “da grandi” saranno certo i bravissimi appassionati attori che oggi annunciano di essere.

  Sara Di Giuseppe

sabato 26 luglio 2014

Sardegna - Bombardamenti consentiti ad israele dal 21 settembre 2014



Sulla Sardegna si prevede una pioggia di bombe e missili, anche israeliani, per il prossimo autunno. Quirra e Perdasdefogu, a terra e per mare, Teulada, Capo Frasca e Macomer: poligoni e basi militari dove dal 21 settembre, primo giorno utile in base agli accordi con la Regione, riprenderanno dalla mattina alla notte esercitazioni e sperimentazioni interrotte per l'estate. Le attività sono già pianificate e riportate nel "Programma per il secondo semestre 2014" stilato dal ministero della Difesa. Ed ecco cosa verrà sparato durante le campagne coordinate con Stati alleati e nelle giornate in cui sventolerà solo il tricolore italiano. QUIRRA Tra Sarrabus e Ogliastra si parte subito con lancio di missili Aster 30 da terra, che per settimane voleranno affiancati dagli Stinger e monitorati col sistema Skyguard. Gli stessi militari definiscono "hot", calda, questa attività, che a ottobre verrà incrementata con i lanci di razzi "Spada". C'è tutta la tecnologia degli armamenti più avanzata, a capo San Lorenzo, ma anche una "ordinaria" azione di bombardamento dagli elicotteri. Il documento riporta novità anche risalenti all'anno scorso, quando tutte le esercitazioni sembravano essere state annullate. Sotto i nomi Boeing 767, Waltar e la tedesca Ewitr sono andate in scena invece delle guerre elettroniche simulate. TEULADA Per capire che succederà nel poligono del Sulcis basta leggere il sommario, senza addentrarsi nel calendario. Sono previsti: sgancio di bombe da aereo, tiri contro costa (dalle navi verso terra), scuola di tiro missili Tow, Panzerfaust e Milan (al centro delle polemiche, questi, perché armati con testate al torio) ma anche esercitazioni a fuoco di carri armati e di fucilieri. E per avere un'idea di cosa significhi questo programma basta leggere cosa è stato usato l'anno scorso e rendicontato quest'anno. Un lungo elenco che comprende, tra gli altri ordigni, razzi Minolux, Medusa e Faar, proiettili di tutti i calibri, bombe a mano e, per fare scena, anche "artifizi fumogeni", CAPO FRASCA Sulla costa occidentale voleranno anche gli aerei dell'Iaf, l'aeronautica militare israeliana. Ma mentre su Gaza purtroppo fanno sul serio, in Sardegna si addestreranno. E faranno parte dei caccia e velivoli che scaricheranno "artifici", così li chiamano, da 6 chili a una tonnellata. Voleranno anche Tornado, Amx, Mirage, F16 e altri caccia di varie nazioni alleate dell'Italia. Tutti, assicurano dall'Aeronatica, sganceranno "inerti", ma saranno continue le esercitazioni con razzi da 2 pollici e i colpi con i "cannoncini di bordo". MACOMER Quello di S'Ena Ruggia viene definito "poligono occasionale" e, a leggere il programma, se confrontato con quello che succede in contemporanea dalle altre parti, ci si tranquillizza: la Brigata Sassari userà solo armi individuali e bombe a mano. Per "soli" dodici giorni al mese. 
(e. f. - Disarmo Peacelink)


venerdì 25 luglio 2014

Senato della Repubblica "chiuso per lutto" - La democrazia è morta, ripassate un altro giorno


Il senato vota per abolire se stesso, sotto lo sguardo vigile di renzie

Un grido di dolore, anzi un coro trasversale si alza dal Senato, in votazione per la sua stessa soppressione, in queste calde giornate di luglio: "la democrazia muore in quest'aula"!


Grillini, leghisti, sellini e gruppi di "resistenti" forzisti e pdieini conducono l'ultima battaglia contro le "forze dell'Asse" di Renzi e Berlusconi.


Da una parte i "riformatori epocali", il Vecchio ed il Giovane Putto sostenuti ed ispirati dal Vegliardo Re Repubblicano sono sicuri dello strapotere numerico delle proprie truppe,un poco meno della loro fedeltà. Mandano così quotidianamente avanti il meglio delle forze d'assalto, rappresentato dalla Boschi nel Paese delle Meraviglie.

Dall'alto dello scranno il Presidente del Senato, con la sensibile imparzialità che lo contraddistingue, affila le lame della "ghigliottina".


Prestata,con diritto di riscatto,dalla Vestale della Camera dei Deputati per onorare i postulati della democrazia parlamentare pure a Palazzo Madama.


Ieri, 24 luglio 20124, sotto il caldo torrido di Roma, i senatori della "opposizione" hanno deciso l'impresa: "andiamo da Napolitano a protestare"!



In corteo (regolarmente non autorizzato) sono usciti dall'Aula, attraversato strade e piazze per arrancare fin davanti il Quirinale.


Secondo cronache non tanto baldanzosamente ma intonando l'inno di tutte le battaglie rivoluzionarie : la Marsigliese.


Cittadini si sono uniti al corteo? Non sembra proprio.
Polizia in assetto antiguerriglia? Non scherziamo, dai.
Sotto la finestra di Napolitano sono risuonati pure slogan inneggianti al Puzzone (mi astengo dal commento).


Insomma, dopo la lotta in Aula, pure la protesta di piazza (del Quirinale).

Risposta ai "rappresentanti del popolo" ?


Si, certo, la Repubblica tiene in conto i cittadini comuni....
figuriamoci "i senatori nominati e pure anticostituzionali".


Si è affacciato il messo del Re Repubblicano ed ha riferito : 
"ripassate un altro giorno"!


Siamo in Italia, così sia.

Vincenzo Mannello 

La quota rosa governativa si confida