Questo blog nasce per l’esigenza di restituire identità al luogo ed a noi stessi.

Negli anni passati avevo coniato il motto “Una, cento, mille Calcata..” per significare come l’esperimento in corso nel vetusto borgo potesse essere esemplificativo di un nuovo modo di rapportarsi con la natura e con se stessi. Non è certo Calcata, in quanto comunità o località, che va riprodotta ma un modo di percepire la presenza umana nel luogo. Una presenza inserita nel contesto della natura, nel consesso dei viventi, in condivisione olistica e simbiotica.

Infatti - come disse Nisargadatta Maharaj - noi non possiamo essere altro che una parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati.

Molto spesso però ho notato che l’uomo tende a dare maggiore importanza al contesto sociale in cui egli vive. E’ nella società umana, con le sue esigenze e movimenti, che si fa la storia e si sancisce la caratteristica di un posto, molto spesso dimenticando l’appartenenza al tutto, ignorando l’inscindibile co-presenza della natura e degli animali. Per tentare di riscoprire le nostre radici naturali, continuando a prendere ad esempio un cero modo di vivere il luogo e nel luogo, ho pensato di affidare le mie riflessioni a questo blog. In esso si parla di Calcata ma anche di tutto il mondo, ma potremmo dire che è un'altra Calcata ed un altro mondo.

Programmi, storie, descrizioni dell’ambiente (sia naturale che umano), poesie, riflessioni… è ciò che troverete in questo blog. Non sarà quindi un sito di servizi, per promuovere il turismo o la speculazione commerciale, ma un luogo di incontro e fusione delle anime.


venerdì 29 maggio 2015

Viterbo - La tutela del verde merita un esposto.. di Michele Bonatesta


Foto notizia

Il sottoscritto Michele Bonatesta, già Senatore della Repubblica, nato a Viterbo il 23 Aprile 1942, residente in Viterbo Strada Palomba n. 4E,

espone quanto segue


Il presente atto ha quale scopo di porre all’attenzione di questo Ecc.mo Procuratore della Repubblica di Viterbo  accadimenti che si inseriscono nell’ambito dell’esecuzione dei lavori di costruzione di una Palestra polivalente sita in Viterbo in via della Biga di Castro, affinché vengano effettuati gli opportuni accertamenti, nonché venga valutata la sussistenza di eventuali profili di penale e amministrativa rilevanza di specifici fatti dedotti.


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Il giorno 25 maggio 2015 la ditta appaltatrice CO.GE.DI s.r.l. di Montefiascone (VT) ha iniziato. come da capitolato d’appalto xxxx ad effettuare l’opera di espianto e reimpianto di alcuni olivi che insistevano sul terreno ove doveva essere costruita sempre dalla medesima ditta la Palestra polivalente.

L’opera avveniva dopo aver potato in modo grossolano le piante, che dopo il 31 marzo, secondo la corretta prassi agronomica non possono essere potate per non comprometterne la naturale crescita.

L’espianto e il reimpianto delle piante avveniva anch’esso in modo grossolano arrecando ulteriori danni alle piante. In particolare la ditta appaltatrice ha utilizzato una scavatrice, atta al movimento terra, e non all’opera a regola d’arte di espianto ed impianto. La stessa veniva utilizzata anche per il trasporto delle piante dal luogo dell’espianto a quello di reimpianto. Da quanto esposto e dalla documentazione allegata si crede che il lavoro non sia stato eseguito a regola d’arte pur essendo previsto dal contratto firmato con l’ente appaltante (Comune di Viterbo).

Il contratto di appalto prevede, all’articolo 15 lettera a) le clausole di risoluzione dello stesso per “frode nell'esecuzione dei lavori”; e alla lettera c) per “manifesta incapacità o inidoneità, anche solo legale, nell’esecuzione dei lavori”.

Il disciplinare di gara al punto 1.3 lettere i) ed L) prevede che la ditta che deve eseguire i lavori dichiari di avere a disposizione i mezzi e materiali adeguati per procedere all’esecuzione del lavoro a regola d’arte.

Da quanto esposto e dalla documentazione allegata si evince esattamente il contrario, ovvero la ditta appaltatrice non disponeva dei mezzi adeguati allo svolgimento dell’opera e non era in grado di attuarla a regola d’arte.

Secondo quanto previsto dall’articolo 7 del contratto è possibile “la sospensione dei lavori su ordine del direttore dei lavori nei casi di avverse condizioni climatologiche, di forza maggiore, o di altre circostanze speciali che impediscono la esecuzione o la realizzazione a regola d’arte dei lavori, compresa la necessità di procedere alla redazione di varianti in corso d’opera”.

Malgrado questa possibilità il direttore dei lavori non ha sospeso i lavori, manifestando ulteriore grado di incompetenza nell’esecuzione a regola d’arte degli stessi.

Si ricorda alla sua Eccellenza che la Provincia di Viterbo ha adottato le linee guida per la redazione di Piani del Verde previsti dalla normativa europea, nazionale e regionale nei cui allegati sono descritte le modalità di espianto e reimpianto degli alberi d’olivo. Tale allegato è stato prodotto con il contributo dell’Università della Tuscia.

Il Comune di Viterbo non dispone ancora di un Piano del Verde. La mancanza all’adempimento di questa disposizione obbliga la ditta appaltatrice ad utilizzare la legge di categoria giuridica superiore, ovvero quella provinciale.

Nel giorno 26 maggio si è tenuta presso il Consiglio Comunale di Viterbo una discussione sui lavori e sui danni provocati dalla ditta appaltatrice secondo quanto sopra esposto anche utilizzando la stessa documentazione fotografica che presento in questo esposto.

L’ente appaltante è stato quindi adeguatamente informato sia nella persona del Sindaco Michelini che dell’Assessore all’Urbanistica Ricci.

Pur avendo evidenza della manifesta incapacità o inidoneità, anche solo legale, nell’esecuzione dei lavori, l’amministrazione del Comune di Viterbo, ovvero l’ente appaltante non ha sospeso i lavori.

Questo potrebbe configurare uno spreco di denaro pubblico poiché speso con una ditta appaltatrice che già oggi appare inidonea ed incapace che potrebbe non condurre a termine in modo corretto la commessa.

Per quanto sopra esposto e motivato il sottoscritto Michele BONATESTA, chiede che l’Ecc.ma Procura della Repubblica adita voglia disporre gli opportuni accertamenti in ordine ai fatti esposti in narrativa, valutando gli eventuali profili di illiceità penale e amministrativa degli stessi e, nel caso, individuare i possibili responsabili e procedere nei loro confronti.

Chiedo di essere avvisati ex art. 406 c.p.p. in caso di richiesta di proroga delle indagini preliminari ed ex art. 408 c.p.p. in caso di richiesta di archiviazione.

Con osservanza.
Michele Bonatesta




mercoledì 27 maggio 2015

Viterbo - "Levati, oh Lazzaro..."... il cimitero di San Lazzaro mostra i suoi "gioielli"


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Degrado, sporcizia, manutenzione molto carente, e …bare a vista; si avete capito bene: esposta alle intemperie, c’era una bara semidistrutta fra le macerie di un monumento funebre evidentemente collassato sotto il peso del tempo o magari di qualche albero crollato di recente. Abbiamo interpellato un esperto del settore che, visionate le foto, ha affermato che dentro la bara c’è sicuramente il corpo e questo si evince dal fatto che le saldature sullo zinco interno sono intatte. Crediamo che sarebbe opportuno in casi come questo avvisare gli eredi e spostare la salma presso il deposito; certo è che così non può rimanere, sicuramente per motivi igienico sanitari ma soprattutto per rispetto del defunto.

Questo è quello che ci è capitato di vedere oggi durante un sopralluogo effettuato grazie a delle segnalazioni di alcuni cittadini che tra l’altro lamentano pure l’assenza cronica dei custodi all’interno del cimitero di Viterbo; la cosa è infatti facilmente verificabile visto il cartello posto fuori l’entrata della guardiola, il quale recita testualmente: “per il custode rivolgersi presso l’ufficio del nuovo cimitero”.

Non sappiamo quali siano i motivi che hanno portato a lasciare totalmente sprovvisto di sorveglianza il S.Lazzaro; mancanza di personale, un’ondata improvvisa di influenza, o…? Fatto sta che i custodi li non ci sono e sculture, opere d’arte anche di artisti famosi che andrebbero salvaguardate e che “forse” sarebbe bene sorvegliare, sono lasciate potenzialmente alla mercé di chiunque.

Abbiamo constatato inoltre come vi sia una carente manutenzione anche nei vialetti, dove cumuli di foglie e aghi di conifera attendono languidamente di essere rimossi e chiusini per lo smaltimento delle acque otturati dal fogliame non più in grado di svolgere la loro primaria funzione.

Tra l’altro abbiamo assistito allo svuotamento di alcuni cassonetti di rifiuti da parte degli addetti; come da verifica, all’interno dei contenitori vengono  gettati rifiuti di ogni genere: organico, plastica, carta; evidentemente qui la raccolta differenziata non è ancora arrivata.

I morti di sicuro non protesteranno, ma il rispetto che gli si deve e forse magari anche una particolare attenzione all’aspetto igienico sanitario della cosa, vista anche la stagione estiva e il caldo ormai alle porte, oltre che al decoro mancante e che ci si aspetterebbe in questi luoghi, dovrebbero essere sufficienti a chi di competenza per attivarsi con sollecitudine per risolvere l’incresciosa situazione.

Grazie ai cittadini che ci hanno segnalato la cosa; noi continueremo la nostra azione di monitoraggio e vi terremo aggiornati.


MoVimento 5 stelle Viterbo

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martedì 26 maggio 2015

La forza della Nonviolenza sconfigge la guerra....



L'alternativa alla cultura "occidentale",  secondo me,  è rappresentata dall'esperienza della rivoluzione gandhiana in India che afferma con la forza dei fatti: esiste una forza più potente della forza armata che è la forza della unità popolare quando cerca verità e giustizia.

E' una esperienza di valore universale che, collegandosi a "verità antiche come le montagne", proietta l'intera umanità verso una società pacifica fondata su una cultura di pace: la cultura sull'omogeneità tra mezzi di pace e fini di pace.


E lo stesso Gandhi ha riconosciuto il meglio del lascito dell'"Occidente": il concetto di Stato di diritto, che deve estendersi al concetto ed alla realtà di una comunità internazionale fondata sulla forza del diritto e non sul diritto della forza armata.

"Chi non ha armi potenti ma li subisce attacca con azioni terroristiche e chiama ciò agire civile. Il terrorismo è l'arma di chi è debole militarmente".


Quanto sopra non è vero, sul piano storico e fattuale, nemmeno per chi, al posto della nonviolenza, ha scelto la strategia guerrigliera, della guerra di popolo di lunga durata.
Possiamo citare, tra i tanti, l'esempio del generale Giap, a capo dei vietcong, l'unico che le abbia "suonate" militarmente sul campo agli USA con sconfitte brucianti che hanno provocato la crisi del sistema "occidentale" degli anni 1970.  La guerra che combatteva Giap, Davide contro Golia, era contro l'imperialismo americano, non contro il popolo americano. Faceva la guerra per fare poi la pace, pensando alla pace successiva. (I vietcong non avrebbero mai sparato in mezzo agli occhi ad un bambino solo perché nato negli USA) ...


Non scambiamo quindi la feccia fascista (o integralista islamica) come combattenti per la libertà e/o per la liberazione. Né la loro risposta va considerata come l'unica possibile da parte di "disperati" che non hanno alternative: ciò è del tutto falso, da ogni punto di vista.


Il capitalismo non verrà abbattuto da un imbecille che colpisce non si sa bene chi al tallone. Ma dall'unità organizzata del 90% che isola e sconfigge l'1% degli straricchi e neutralizza il 9% dei loro maggiordomi, a Nord, a Sud, a Est e a Ovest. Siamo, a livello mondiale, come il Terzo Stato alla vigilia della rivoluzione francese del 1789: dobbiamo capire che dobbiamo scrollarci di dosso un ceto ristrettissimo di parassiti e di sanguisughe (pari a 10.000 persone, secondo i calcoli di Luciano Gallino). Per fare ciò il problema è non farsi "intortare" dai maggiordomi del potere, che lo servono a livello economico, politico e soprattutto culturale (anche quando si ammantano di fraseologia marxista, come fanno i "comunisti" cinesi).


Il modo migliore per non raggiungere l'obiettivo è continuare a mettere in primo piano divisioni identitarie (Occidente? Oriente?) che nel mondo post-2000 hanno (dovrebbero avere) scarsa importanza...


Alfonso Navarra 
   alfonsonavarra@virgilio.it

lunedì 25 maggio 2015

Vallerano - "Quella biblioteca comunale è necessaria..." - Lettera aperta al sindaco Maurizio Gregori


Ascoltaci o sindaco...!

Sarà perché io stesso sono uno scrittore e lettore di libri, sarà perché sono anch'io un combattente culturale, avendo proposto  l'istituzione di una biblioteca comunale sia a Calcata, quando ancora lì risiedevo, ed ora anche a Treia, dove mi sono trasferito. 
Ritengo -come scrissi in passato- che la biblioteca è la fucina della cultura e la culla per il mantenimento dell'identità locale. La biblioteca è insostituibile se si vuole conservare la capacità di apprendere e condividere. Nessun servizio telematico può sostituire la biblioteca. Per questo mi sono subito attivato - pubblicando la lettera aperta che segue-  appena ho ricevuto il messaggio di Joanna Gierszewska di Vallerano, che scrive: 
"Non è facile chiedere, diciamoci la verità. ... Anche per me, oggi, non lo è… Però chiedo per una GIUSTA CAUSA. Qualche tempo fa ho creato un piccolo gruppo "Ridateci la nostra biblioteca comunale", perché da noi quella… l’unica, comunale, è chiusa. Da quasi tre anni. Ti chiedo: puoi commentare la mia lettera al sindaco?"
Credo che questo mio scritto sia sufficiente adesione. Invito pertanto il sindaco di Vallerano a prendere in considerazione la richiesta dei suoi cittadini per il ripristino della Biblioteca Comunale.
Paolo D'Arpini

Lettera aperta al sindaco di Vallerano, Maurizio Gregori

Oggetto: Ridateci la nostra biblioteca comunale.

Egregio Sindaco,  il mio nome è Joanna Gierszewska e sono residente a Vallerano.
Oggi è un giorno speciale per me, perché ho deciso di scrivere a Lei. Ho scelto le parole con calma, oggi è un giorno in cui mi sono impiegata particolarmente.
Il motivo di questa lettera è la cultura, di più, la tutela della cultura nella nostra città.
E’ una cittadina piccolissima.
Una città fatta di PERSONE.
In questa città, circa 30 anni fa, è nata la biblioteca comunale. Era necessario che nascesse, prima vi era troppa distanza tra i cittadini e i libri, bisognava avvicinare tutta la gente alla conoscenza. Negli anni la biblioteca è cresciuta. Occorreva un luogo nel cuore dell’insediamento abitato che poteva essere frequentato con semplicità e abitudine, dove chi vi andasse trovasse non solo libri ma personale colto e appassionato.
La biblioteca comunale permette la lettura e lo studio di libri di qualunque argomento a molte persone. Molte, tantissime di esse non possono acquistare i libri e altre non hanno neanche un posto adeguato dove leggerle, almeno d’inverno.
Nella biblioteca gli artisti possono esporre liberalmente, gli scrittori e gli studiosi presentare i loro libri, i musicisti fare concerti, i bambini giocare e imparare, fare teatro, corsi di lingue per stranieri, senza tante carte e giri d’uffici, un’organizzazione efficiente e veloce, disponibile e molto pratica, ma con competenza.
Ecco, una biblioteca, un punto di riferimento.
Ma ora, Sindaco, guardiamo in faccia la realtà.
La nostra unica salvezza, L’unica biblioteca comunale del paese, è chiusa da tre anni.
Niente acquisti di libri, nessuna assunzione del nuovo personale, niente.
Una biblioteca che non può garantire il servizio, che non riesce più a organizzare nulla, che cos’è?
Uno spazio sprecato, 35 anni buttati via e una bella cosa che funzionava, distrutta.
Certo, trovare il denaro non è facile, ma paradossalmente l’investimento del denaro nella cultura produce denaro, cioè visibilità, scambi, turismo.
Volete essere ricordati come gli Amministratori che hanno dato un colpo di grazia e chiuso definitivamente un bene che appartiene a TUTTA la città? Un servizio pubblico universale, gratuito e di qualità, che può vantare un apprezzamento da parte della cittadinanza (e anche i voti!).
Avete sbagliato: dimostrate di averlo capito e rimediate a questo crimine contro la cultura.
Ripristinate subito, il funzionamento.
Distinti saluti.

sabato 23 maggio 2015

Calcata - La settimana europea dei parchi si celebra lungo la Via Narcense



Dal 24 maggio al 2 giugno si svolge anche quest’anno la Settimana Europea dei Parchi. Si vuole ricordare così il giorno in cui, nell’anno 1909 (il 24 maggio), venne istituito in Svezia il primo parco europeo.

Le attività che i parchi organizzano in questi giorni hanno lo scopo di diffondere la consapevolezza e la conoscenza di una rete di aree protette di grande pregio paesaggistico e alto valore ambientale, importantissimi nella conservazione e nel riequilibrio della biodiversità.

Nel Parco Valle del Treja la visita guidata di domenica si svolgerà lungo l’antica via Narcense che un tempo collegava la valle del Treja con Civita Castellana. Seguiremo il corso del fiume Treja tra boschi e coltivi, con scorci incantevoli su antichi castelli e fortificazioni, per visitare infine il suggestivo borgo medievale di Calcata.

Domenica 24 maggio – “Ai confini del Parco”

Appuntamento alle ore 9,30 a Calcata vecchia, in piazza Roma, di fronte al bar

Associazione “Libellule Azzurre”

Micaela Colletti e Pamela Trisolino

cell. 389 0195358; micaela@libellule.org - pamela@libellule.org

venerdì 22 maggio 2015

renzie, il rottamatore, colpisce ancora... stavolta tocca alla scuola pubblica

"Dopo la rottamazione del sistema elettorale democratico e costituzionale, la svendita dei beni pubblici, la chiusura del senato e delle province, la cancellazione dei diritti sul lavoro, la facilitazione nelle attività distruttive per il territorio, etc. etc. finalmente arriva anche lo smantellamento della scuola pubblica... Grazie renzie!" (Saul Arpino) 



Lettera di meraviglia al renzie fiorentino

Per quanto mi riguarda, mi è particolarmente difficile esprimere un giudizio sul nuovo disegno di legge che riguarderà il futuro della scuola pubblica, anche perché sono assente da molto tempo dai banchi di scuola.

Non mi permetto di esprimere un giudizio sul nostro attuale Presidente del Consiglio nella persona di Matteo Renzi , me ne guarderei bene, però ricordo con grande affetto il Maestro che si presentava in televisione con la lavagna, qualcuno forse non lo ricorda nemmeno…io si ….si chiamava ALBERTO MANZI quello della trasmissione televisiva “ NON E’MAI TROPPO TARDI” che,  oltre al suo insegnamento,  ci ha lasciato il ricordo della sua persona, quando si commosse davanti alle mani di quelle persone anziane che avevano i calli alle mani e lui aggiunse “Queste non sono mani da scrittore ma sono mani che ci raccontano molto” e si commosse.

Ricordo anche con quanto cuore e volontà difendeva la scuola pubblica…e molto ma molto altro ancora , ma questi caro Alberto sono tempi diversi, questi sono tempi dei duri e puri questi sono i tempi dei tuttologi, infatti, Il Sig. Renzi si affaccia agli italiani con la presunzione di sentirsi un professore e la Cultura Umanistica diventa Umanista……

Gli insegnanti perdono la propria autonomia con la scusa che saranno assunti una parte senza dire che questi insegnanti avevano già questi diritti da molti anni, ma vorrei lasciar correre i particolari di questa legge.

Caro Matteo, io vengo dalla scuola pubblica, da una scuola di paese e la mia scuola di paese non era diversa dalla scuola di città, i programmi erano gli stessi , nei periodi estivi io andavo a fare il cameriere, altri amici andavano a lavorare dal falegname o dal meccanico per imparare a fare un mestiere, poi è arrivata la sinistra dicendo che tutto doveva essere a norma, bagni e molto altro senza pensare che i meccanico o i falegnami non potevano spendere tutto quel denaro per tenere lì un apprendista e così siamo andati tutti al mare nella stagione estiva.

Mi meraviglio che lei sig. Renzi parli di scuola lavoro, ma di quale lavoro parla? Le sembra normale che i nostri ragazzi laureati debbano andare a lavorare al call center mentre i figli dei politici abbiano tutti i posti di rilevo ….alla faccia dello stato di diritto….ma poi i figli dei potenti avranno alle scuole migliori…viste le donazioni …io non mai detto che dobbiamo essere tutti uguali …com’erano le sue idee da bambino, insomma, io non mi sono mai sentito un comunista ma il diritto all’istruzione uguale per tutti su questo non ne ho mai avuto dubbio.

Mi meraviglio ancora che proprio lei parla del sei politico, ma quelli… sono coloro che la stanno sostenendo adesso nel suo governo o no? Altrimenti non farebbero questo tipo di politica.

Non sono quelli a favore delle occupazioni scolastiche? …Perché vede sig. Renzi un conto sono le occupazioni scolastiche un altro conto è distruggere la scuola pubblica. Ma chi è il sig. Renzi, un Bravo Regista, no, un bravo scrittore,no, un buon imprenditore, no, un buon giornalista…. Non mi sembra, facci sapere chi sei sig. Renzi prima di fare il Professore con la lavagna.

Riguardati qualche puntata di NON E’ MAI TROPPO TARDI del Maestro Manzi lui si, che si poteva permettersi di avere una lavagna con gessetto dietro alle spalle………io no caro Matteo, posso competere solo con lei.

Marco Palazzi (La Tua Voce)



mercoledì 20 maggio 2015

Tarquinia - No all'Aurelia a pagamento



Presentato nei giorni scorsi su iniziativa del Movimento 5 Stelle di Tarquinia l’esposto riguardante l’appropriazione dell’Aurelia da parte di SAT, focalizzato sul tratto del Lotto 6A - attualmente in costruzione a Tarquinia - che presto diventerà autostrada a pagamento.

Un lavoro durato più di un anno, che ha visto la partecipazione sia del gruppo M5S locale, sia dei portavoce in regione e in parlamento, attraverso decine di accessi agli atti che, non senza difficoltà, ci hanno permesso di raccogliere le informazioni necessarie all’esposto.

Non siamo invece riusciti a vedere il piano finanziario del Lotto 6A, per il quale abbiamo reiterato numerose richieste. Alcuni giorni prima che venisse arrestato Ettore Incalza, che come è noto è stato fino a quel giorno responsabile delle concessioni autostradali, il suo Ufficio ci ha negato l'accesso agli atti nuovamente richiesto, motivando la decisione con la mancanza di un nostro interesse reale a poter vedere le carte richieste.

Ritenendo comunque di avere sufficienti elementi per dimostrare le anomalie riscontrate nei documenti concessori e nella convenzione di cui già disponiamo, abbiamo presentato l’esposto alla Procura della Repubblica di Civitavecchia, chiedendo di fare chiarezza sulla vicenda A12. Tra i firmatari dell’esposto il nostro portavoce comunale Marco Dinelli e la consigliera regionale Silvia Blasi.

E andremo avanti. Siamo infatti intenzionati a presentare un esposto anche alla Corte dei Conti perché riteniamo che vi possa essere un danno erariale. 


M5S di Tarquinia