sabato 16 febbraio 2019

"L'invenzione dell'austerità di quattro amici al bar" - Sceneggiata recensita da Luigi Caroli



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Sorseggiato il terzo bicchierino, Alberto si rivolge all’amico che sta finendo di sfogliare il terzo numero del nuovo supplemento del lunedì:”Sai, Francesco? Mi ha telefonato Silvia dall’America”. “Come sta? Fa buoni affari?”. “Sì, tutto bene. Goldman Sachs va a gonfie vele e incamera somme favolose. Ha fatto bene a lasciare l’insegnamento universitario. Però sente la nostalgia e mi ha detto: “Perché tu e Francesco non riesumate la teoria dell’Austerità che annulla la crisi? Quella che ci rese famosi a livello mondiale (con sonore pernacchie finali da parte del Nobel KRUGMAN e di altri professoroni). Mi era venuta in mente due anni dopo la laurea (naturalmente, bocconiana) e te ne parlai. Ricordi? Tu t’innamorasti (della teoria o di lei?). Così giovane e così sapiente. A Caserta – dove è nata – direbbero che “è nata imparata”.
Alberto precisa:”Francesco, non dovrei dirlo ma il libro l’ho scritto io. Lei ha fatto le ricerche e aggiustato i numeri affinché convalidassero la teoria. Il libro “Larges charges in fiscal policy – taxes versus spending” ebbe grande risonanza. Poi però arrivò Paul Krugman (il Nobel 2008), obamiano di merda, e - nel mondo accademico – dopo che si scoprì che anche Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff si erano arrangiati con i numeri per avvalorare la loro tesi sul livello di debito che non si deve superare,
tutti i professori che incontravo mi chiedevano:”Trovate altre prove?” e ridevano.

Comunque Silvia ha avuto un bel culo (o l’aveva già?). Scrisse un saggio su “come gli Stati indebitati potevano uscire dalla crisi” che fu preso come guida dall’Irlanda e dal Regno Unito guidato da Cameron.
Risultato? L’Irlanda fallì e Cameron – per salvarsi – propose il referendum sulla Brexit. Sai com’ è finita.
Dopo che Napolitano estrasse dal cilindro il coniglio (pardon, il Rettore), Silvia scrisse (nel gennaio 2012):”Gli aumenti delle tasse nella manovra Monti sono stati notevoli.
Gli interventi sulle pensioni (legge Fornero piangente) sono molto importanti e positivi. Ma … poteva fare di meglio. Doveva tagliare molto di più la spesa pubblica corrente”. In quelle condizioni?

Cari casertani, la vostra Silvia non è nata “imparata”.

Carlo interruppe il silenzio:”Ferruccio potrebbe darci una bella mano per il lancio del libro. Vero Ferruccio? Non ti andrebbe di scrivere la prefazione? Marina (la primogenita di Silvio guida la Mondadori e controlla i libri della Rizzoli) ne sarà entusiasta e pure il suo paparino (che non è mai stato austero)”.
Ferruccio non sa molto di economia ma con la politica se la cava bene. Pacatamente chiede:”Carlo, al Ministero dell’Economia ti danno ancora ascolto?”.
Non parlarmene, sono degli ignoranti. Il Ministro faceva il Rettore alla Sapienza. Vuoi metterla a paragone della Bocconi? E gli altri scarseggiavano nel congiuntivo e indicavano male la via. Vogliono togliere i soldi ai ricchi per darli ai poveri. Dove mai si è vista una cosa simile? Sono pericolosi. Lo stipendio come CONSULENTE non me lo possono togliere perché è un diritto acquisito ed è ottimo. Ultimamente mi hanno perfino nominato “consulente” della Deutsche Bank. Tu Ferruccio non ne parli mai ma è proprio malridotta. Ha in pancia (dal 2009) 45 mila miliardi di DERIVATI che, a malapena, valgono 15 mila. Col mio aiuto e quello di Draghi (che è amicissimo dei tedeschi) cercheranno di colmare la voragine. Per ora, sparlano delle nostre banche per sviare il discorso dalle loro”.
Ferruccio insiste:”Ma il Ministro ti dà retta?”

Caro lettore, devi sapere che quasi tutti i ministri dell’economia italiani hanno accolto supinamente i consigli trasmessi dalla Bocconi tramite “corriere”.
Carlo risponde:”Con Pier Carlo era molto meglio. Il PIR gliel’ho suggerito io. Ne avevo parlato prima con Doris padre (non col figlio che pensa a divertirsi ogni volta che c’è una grossa commissione d’ingresso, cambiando fidanzata)”.
VENGONO CHIAMATI DUE TAXI: sul primo salgono Alberto e Francesco.
Un paio di mesi sono stati sufficienti perché il capolavoro, scritto a sei mani, dai tre grandi economisti facesse un elegante – ma stiracchiato – ingresso nelle librerie.
Titolo? “AUSTERITA’”.
Il prelancio è stato accurato: Ferruccio e uno dei tanti vicedirettori hanno scritto “appropriati” articoli allo scopo di facilitare la comprensione del capolavoro.
Come fece Boccaccio con Dante.
L’AUSTERITA’ fu nutrita come un’oca fino a diventare ESPANSIVA.
Fu informata Silvia (il libro è stato scritto in inglese) che ne fu entusiasta e si schierò immediatamente, armata di chiodi avvelenati, contro la COMPAGINE POPULISTA – SOVRANISTA – FUORIPISTA.
Quando la stima del PIL tedesco è scesa di 0,8 punti – in tre mesi – non fiatò ma, quando speculatori “adversus italicos” hanno scritto che il nostro PIL sarebbe sceso – forse – di 0,6 punti in un anno, la CHEF ECONOMIST di Goldman Sachs ha scritto che stavamo diffondendo il contagio nel mondo finanziario (che arricchisce la “Creso in gonnella” casertana). Silvia ha previsto – ricordalo bene – la caduta dell’attuale Governo entro il 30 giugno 2020. E poi? Un Governo di centro – destra o uno di centro – sinistra. Con quali numeri? Quelli li deve ancora sognare.
E MATTARELLA CHE ERA PRONTO A FARE DA CAMERON!!

RECENSIONE DELLA PREFAZIONE (scritta in buon italiano)
Il testo è tradotto dall’inglese. In grassetto il prefatore, in petit il recensore.

Oggi non c’è più – ed è quello che più ci inquieta nel presentare il libro (di Alberto, Carlo e Francesco) – la consapevolezza collettiva dell’utilità di un sacrificio nell’interesse generale del Paese. Ogni misura proposta è divisiva.
Ha già incamerato – e investito – tre ricchissime liquidazioni. E’ “inquieto” perché teme per l’attuale grosso contratto di consulenza che l’obbliga a scrivere cazzate al fine di continuare a favorire l’interesse dei padroni e dei padrini?
Peggio, è sospettato di favorire chi ha di più ai danni di chi ha meno.
Sospetto? E’ una certezza! Quale sacrificio ha fatto lui per il Paese? Quello di travisare la verità nell’interesse di pochi. Anzi, di pochissimi.
La diffidenza alimenta il rancore, l’ignoranza nutre il pregiudizio, l’incompetenza esalta l’ignoranza.
L’arroganza è quella del suo ex collaboratore col nome in bianco e il cuore nero. Ha pesantemente insultato, in prima pagina, chi ha parlato dei guai della globalizzazione. L’arroganza è congiunta a una crassa ignoranza.
Ogni tanto il Corriere pubblica scritti di Ian Bremmer. E’ un politologo misurato, nato a Gary (a poche miglia da Chicago). In un libro pubblicato in Italia l’anno scorso ha scritto di essere diventato molto ricco con la GLOBALIZZAZIONE. Aveva avuto la fortuna – in gioventù - di essere scelto per frequentare un corso presso una banca di Chicago e ha sfruttato le conoscenze acquisite. Ma … Gary è oggi una città fantasma.
Pochi e malpagati i lavoratori rimasti. Molto diffuse la droga e la prostituzione. Tanti i suicidi. Nel resto degli Stati Uniti – ha scritto – in tutte le città sedi di industrie, le cose vanno allo stesso modo.
Il turco Dany Rodrik (nato a Istanbul) è un’economista di chiara fama che insegna ad Harvard (dopo averlo fatto alla Princeton University). Rivendica la necessità di un’economia mondiale pluralista, dove gli Stati-nazione possiedano un’autonomia sufficiente per formare i propri contratti sociali (proprio quelli che il giornalista italiano dal cuore nero aborre) sviluppando strategie economiche pensate per i propri bisogni.
SI DEVE RISTABILIRE un equilibrio accorto tra una governance nazionale e una globale.
L’ignorante presuntuoso è servito.
L’eventuale ignoranza del cittadino non potrebbe essere dovuta alle verità che gli vengono nascoste? Quando mai le “grandi firme” hanno raccontato ai lettori le opinioni di Joseph STIGLITZ (Nobel 2001) o di Paul KRUGMAN (Nobel 2008)? Hanno mai riferito le considerazioni della stimatissima professoressa italiana (insegna a Londra) Mariana MAZZUCATO in corsa per il Nobel per il suo splendido “IL VALORE DI TUTTO”? Hanno mai citato dell’americano Adam TOOZE, storico e professore alla Columbia University, autore di “LO SCHIANTO”, il racconto puntuale e ricco di note che dimostrano la verità delle sue asserzioni? Eppure ha chiaramente spiegato come un decennio di crisi economica abbia cambiato il mondo! V’è un abisso tra le sue ricerche e quelle (fasulle) di Silvia e Alberto. Perché non dire delle “IDENTITA’ PERDUTE” di Colin CROUCH che cita il filosofo dell’economia Karl POLANJI, sociologo e antropologo? La cui tesi “fondamentale”, condivisa dai maggiori pensatori mondiali, è stata:”LA NEGAZIONE DELLA NATURALITA’ DELLA SOCIETA’ DI MERCATO”. L’economia non è avulsa dalla società embedded, integrata, radicata all’interno della società.
I bocconiani sono fermi a SMITH e RICARDO. Due geni ma … i loro capolavori li hanno scritti nel 1776 e nel 1820, quando … c’era solo l’agricoltura.

Un titolo di MONTANELLI fu:”SI STAVA BENE QUANDO SI STAVA MEGLIO?”. Oggi qualcuno sarebbe tentato, nell’ubriacatura sovranista, di togliere il punto interrogativo.
E’ l’élite, cui egli è orgoglioso di appartenere, che l’ha strappato.
L’ubriacatura è sua e dei tre amici del bar. Le loro parole suonano vuote, inconsistenti, sono slogan per ingannare i lettori ignari. Faranno sorridere, quando e se le leggeranno, i veri economisti.
Faranno inorridire Vittorio Emanuele PARSI, professore alla Cattolica. Ha scritto “TITANIC” in cui spiega che l’ordine globale neoliberale ha sostituito, a partire dagli anno OTTANTA, l’ordine liberale.
Imboccando una rotta diversa e più pericolosa di quella segnata dall’incontro e reciproco bilanciamento di democrazia e mercato che ne ha provocato il naufragio.
DEMOCRAZIA! “Vade retro” gridano in coro I QUATTRO AMICI AL BAR.
Scarsa – a mio giudizio – è la possibilità di rimediare a questa situazione. I giovani passano fino ad otto ore al giorno a giocherellare con i loro moderni aggeggi. All’interno c’è tutto ma, non avendo mai letto alcunché, non sanno cosa cercare. I GRANDI INTELLETTUALI SONO SPARITI O IMPECORITI.
Le potenti lobby li hanno cooptati, continuano a suonare la solita musica e ne hanno alzato il volume. DEVONO SALVARE I LORO PADRONI. Le scialuppe per loro non mancano. AFFOGHINO I POVERI DIAVOLI!

Nel gennaio 1977, parlando a Roma in un Convegno, Enrico Berlinguer stupì la platea:”NON E’ UN’IDEOLOGIA, E’ UNO STRUMENTO NECESSARIO AD AFFRONTARE UNA SITUAZIONE D’EMERGENZA, A RECUPERARE EFFICIENZA, A INTRODURRE MAGGIORE EQUITA’ SULLA STRADA DI UN RINNOVATO SVILUPPO”.
Questo trafiletto è la ripetizione della prima pagina del testo, posta sotto la dedica del libro.
Se Enrico avesse voluto dire quello che vogliono fargli dire i quattro amici, gli ubriachi sarebbero cinque.
All’inizio del 1977 la GLOBALIZZAZIONE stava per emettere il primo vagito. Cosa stesse per avvenire lo spiega in “GUASTO E’ IL MONDO” John JUDT, storico e accademico inglese mancato nel 2010.
Egli ha scritto:”PER TRENT’ANNI ABBIAMO TRASFORMATO IN VIRTU’ IL PERSEGUIMENTO DELL’INTERESSE MATERIALE PERSONALE”.
Enrico e John non avrebbero potuto scrivere di meglio ed Enrico l’ha detto prima che la cosa accadesse. L’austerità non era per gli operai ma per i dirigenti. Per l’élite!
Far testimoniare un morto mettendo a verbale il contrario di quel che voleva dire è SPORCA MISTIFICAZIONE. Se quel nobile discorso divenne famoso – BERLINGUER MORI’ POCHI MESI DOPO – fu perché voleva stigmatizzare il comportamento di alcuni dirigenti del “suo” partito che avevano preso ad apprezzare la partecipazione ai banchetti (pagati dai poveri diavoli) diffusi nei partiti di governo. Quel discorso fu infatti aspramente criticato, in Direzione, da un grosso dirigente.
Foraggiato sia dagli americani che dai russi.
Una testimonianza l’ho ascoltata due mesi fa al supermercato. Nei pressi dell’edicola dei giornali, avevo criticato ad alta voce (cosa tollerata per la mia non più verde età) il titolone di un importante giornale. Mi si avvicinò un coetaneo e mi disse:”Me lo ricordo bene quel signore, quando veniva nei nostri uffici vicini a Piazza del Duomo. La nostra ditta acquisiva grosse commesse in Russia. Veniva spesso e il peso della busta era consistente”.
Pare che i figlioli abbiano banchettato per commesse in Italia. Spero che i nostri giovani comincino a trovare ciò estremamente disdicevole. E’ tempo che comincino. Altro che i sovranisti.
Ci vogliono gli spazzini.

L’austerità fu la scelta virtuosa di Regno Unito, Irlanda e Portogallo.
E’ una balla colossale, raccontata dalla casertana SILVIA che fu immeritatamente pagata dai primi due Paesi (come ho sopra raccontato). A Irlanda e Portogallo fu imposta dal Fondo Monetario Internazionale e il risultato fu tragico. Ferruccio farebbe bene a leggere qualche libro.
Al Regno Unito è costata, prima la recessione e poi la Brexit.
UN’USCITA DA CUI GLI INGLESI NON SANNO COME USCIRE.

L’austerità può essere buona o cattiva. Cattiva è quella che, aumentando le tasse, non arresta ma amplia la recessione. Al tempo del governo Monti, Francesco e Alberto lo fecero notare sul Corriere. Le critiche non piacquero all’ex (collega e Rettore). Non avrebbe dovuto aumentare le tasse ma ridurre le spese.

Questa è ignoranza totale dell’economia.
Mentre le ditte italiane chiudevano o fallivano ogni giorno a centinaia, ridurre ulteriormente le spese avrebbe pietrificato un’economia che stagnava da anni.
COTTARELLI – professore che ha insegnato per ben sei mesi in Bocconi – fu assunto con ottimo stipendio da Renzi per studiare i modi con cui ridurre le spese pubbliche.
In due anni non ha ottenuto il minimo risultato. Ha raccolto tutti gli studi effettuati nello zainetto con cui si è presentato – arrivando in bicicletta – da MATTARELLA quando questi voleva assegnargli il compito di PRIMO MINISTRO.
Per dove cercare i voti necessari, Cottarelli avrebbe consultato Silvia, previa raccomandazione di Francesco e Alberto che sarebbero diventati ministri.

E’ proprio riducendo le tasse che l’austerità diventa buona. Anzi, non è solo positiva ma espansiva. Sono i risultati positivi che non si sono mai visti. Per evidenziarli Silvia ha dovuto cambiare i numeri e lasciare l’università.
SUL FATTO CHE ESPANDA LA RICCHEZZA DEI RICCHI CONCORDA TUTTO IL MONDO ACCADEMICO E PURE I MARZIANI.

Spesso, ma non sempre, il costo dell’austerità è elevato. I tagli nella spesa fanno sperare che – in futuro – le tasse possano scendere.
SPERO, PROMITTO e IURO REGGONO L’INFINITO FUTURO.
Sono importanti le misure per liberalizzare il mercato.
Più liberalizzazione di così si muore. Sono infatti morti a milioni.
L’austerità è uno strumento prezioso se ben dosato.
NON E’ QUELL’INFERNO IN TERRA DI CUI MOLTI PARLANO.
Per avere la conferma delle dicerie, caro lettore, vai quest’estate in Grecia. Farai un’opera buona.
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LE RECENSIONI: quelle serie, brevi ma intense e costose.
  1. Una guida eccellente tanto per i politici quanto per i ricercatori”
Valerie A.Ramey – University of California, San Diego.
Tutti i professori ordinari sono stati assunti come assistenti non assicurati che hanno avuto successo nell’ottenere il mandato e nel continuare a crescere nei ranghi accademici.
E’ l’università con la maggior percentuale di donne tra professori, assistenti e studenti.
La signora ha fatto carriera ed è diventata Presidente dell’American Accademy of Art and Sciences. Il più grande economista con cui ha avuto i più stretti legami è stato Garey Ramey.
E’ suo marito.
L’IMPEGNO NELL’IMPORTANTE CARICA NON LE HA CONSENTITO DI SCRIVERE LIBRI.
  1. Un libro eccezionale, fondamentale, necessario, scritto magistralmente dai più grandi esperti in materia di pratiche fiscali”
Harald Uhlig – Professor of Economics – University of Chicago dal 2007.
Tedesco, twitta molto in Tedesco, poco in inglese.
Si occupa di cioccolato, politica energetica, presentazione di amici.
Non risultano libri da lui pubblicati. Solo molti articoli.
  1. Un lavoro pioneristico destinato a restare a lungo un riferimento imprescindibile per studiosi, studenti e appassionati di economia”.
Charles Wyplotz – prof. International economic – Graduate Institute of Ginevra.
Editorialista per importanti giornali internazionali, non ha avuto il tempo di scrivere un libro, ma ha fatto un’interessante ricerca:”MACROECONOMIA, EURO E VINO”.
Avrà scritto la recensione prima o dopo aver bevuto?
  1. Un testo brillante e cruciale che stabilisce un principio semplice e chiaro:
tagliare le spese è molto meno dannoso che alzare le tasse”.
John H. Cochrane – University of California – Berkeley.
Dal 2016 prof. of finance (by courtesy) a STANFORD.
Dal 2015 è SENIOR FELLOW (assistente personale molto ben pagato dai ricchi genitori Anderson) di Rose-Marie and Jack Anderson presso HOOVER Institute.
Al suo attivo tante pubblicazioni, tantissimi articoli, nessun libro.

IL DUBBIO FINALE

Tre grandissimi economisti, per presentare un libro destinato a rimanere negli anali,
sembra non siano riusciti a trovare un solo scrittore di libri seri.
Twittiamo e beviamo anche noi.
Cin cin.

Luigi Caroli – 16 febbraio 2019 – ste72mi@yahoo.it

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venerdì 15 febbraio 2019

INIZIATIVE PER IL 125° APERTURA FERROVIA ROMA CAPRANICA SUTRI VITERBO E TRATTA CAPRANICA SUTRI RONCIGLIONE DELLA FERROVIA DEI DUE MARI


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                                Carissimi,   a nome del Comitato per la riapertura della tratta Civitavecchia-CapranicaSutri-Orte della Ferrovia DEI DUE MARI e delle numerose associazioni che hanno già dato la loro disponibilità all’organizzazione della manifestazione in occasione del 125° anniversario della apertura della linea Ferroviaria Roma CapranicaSutri Viterbo e della CapranicaSutri Ronciglione, sono a chiedere la sua partecipazione diretta e il patrocinio dell’Ente che rappresenta.
Con questa occasione si vorrebbe continuare a tenere alta l’attenzione sull’importanza della riapertura della tratta Civitavecchia CapranicaSutri Orte della Ferrovia dei “DUE MARI” Tirreno e Adriatico ricercando il massimo coinvolgimento dei cittadini e delle istituzioni.
La tratta ferroviaria come noto è stata inserita nell’elenco allegato alla legge 128/2017 per le Ferrovie turistiche, ne risulta la valenza per lo sviluppo dell’economia turistica in un territorio ricco di siti culturali e ambientali.  
Queste le iniziative in programma:
27 aprile 2019 Camminata sui sentieri che affiancano la ferrovia dalla stazione di Civitella Cesi alla Città etrusca di Luni e il Ponte sul Mignone.
29 aprile 2019 Convegno “LA MOBILITA’ FERROVIARIA PER LO SVILUPPO ECONOMICO E IL RIEQUILIBRIO DEL TERRITORIO DI TUTTO IL CENTRO ITALIA - La tratta Civitavecchia CapranicaSutri Orte della Ferrovia dei DUE MARI”.
30 aprile 2019 Pranzo sociale.
Hanno già assicurato la partecipazione parte dei Sindaci del viterbese e del Centro Italia interessati alla ferrovia, responsabili delle istituzioni locali e regionali del Lazio dell’Umbria e delle Marche, deputati, senatori della Repubblica e membri del Governo nazionale, urbanisti, personalità della cultura e dell’associazionismo.

Saremmo lieti se anche lei volesse presenziare alle iniziative in programma ed in particolare al ConvegnoLA MOBILITA’ FERROVIARIA PER LO SVILUPPO ECONOMICO E IL RIEQUILIBRIO DEL TERRITORIO DI TUTTO IL CENTRO ITALIA - La tratta Civitavecchia CapranicaSutri Orte della Ferrovia dei DUE MARI “. che si terrà il 29 aprile 2019 con inizio alle ore 18 presso il Museo M. Scacchi di Gallese.
In attesa di conferma, anche telefonica, che ci auguriamo favorevole, le rivolgo un caloroso saluto.
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Programma dettagliato: 
INIZIATIVE  PER IL  125° APERTURA FERROVIA ROMA CAPRANICASUTRI  VITERBO  E TRATTA CAPRANICASUTRI RONCIGLIONE DELLA FERROVIA DEI DUE MARI
IN COLLABORAZIONE CON L’ASSOCIAZIONE MOBILITA’ DOLCE A.MO.DO, NELL’AMBITO DELLA MANIFESTAZIONE “PRIMAVERA MOBILITA’ DOLCE 2019”
Il  Comitato per la riapertura della tratta Civitavecchia CapranicaSutri Orte della Ferrovia dei DUE MARI , il Comitato provinciale AICS Viterbo, l’AICS ambiente nazionale,  i Centri sportivi Active Space di Capranica e Vetralla, nell’ambito della manifestazione “ La Primavera della mobilità dolce”, che si tiene in tutta Italia dal 21 marzo 2019 al 21 giugno 2019 indetta dall’associazione Mobilità Dolce A.MO.DO organizzano le seguenti iniziative .

1-Sabato 27 aprile 2019 -  Camminata sui sentieri che affiancano la ferrovia – Km 7+ 7
                Dalla stazione di Civitella Cesi alla città etrusca di Luni e il Ponte ferroviario sul Mignone

                La manifestazione fa parte del Circuito “ ARCHEO TREKKING ETRURIA “ organizzato dall’AICS Nazionale TRAIL, che si svolge nelle Regioni Toscana Umbria e Lazio .
                ore 9,30 Raduno: Centro sportivo Active space Vetralla Km 62 via Cassia Vetralla
                ore 9,30 Raduno: Centro sportivo Active Academy Capranica Via Alcide De Gasperi
                ore 9,30 Raduno: Valle di Faul parcheggio libero
                ore 9,45 Partenza dai punti di raduno con vettura propria per la stazione di Civitella Cesi
                ore 10,15 Partenza dalla stazione di Civitella Cesi per la camminata lungo i sentieri che affiancano la    ferrovia dei DUE MARI
                ore 12,30 Arrivo Città etrusca di LUNI, visita alla città. Visita al Ponte della Ferrovia dei DUE MARI          sul Mignone.
                ore 13,30 sosta per il pranzo al sacco accanto al Fiume Mignone
                ore 15,30 camminata per il ritorno alla stazione di Civitella Cesi

               
 2- Lunedì  29 aprile 2019 ore 18 Convegno Gallese Museo Scacchi  “LA MOBILITA’ FERROVIARIA PER LO SVILUPPO ECONOMICO E IL RIEQUILIBRIO DEL TERRITORIO DI TUTTO IL CENTRO ITALIA -  La tratta Civitavecchia CapranicaSutri Orte della Ferrovia dei DUE MARI”.
Il Convegno è organizzato in collaborazione con il Comune di Gallese .
                2a – saranno invitati e daremo notizia della loro adesione non appena perverranno:
                personalità del Governo, del Parlamento, delle  commissioni trasporti della Camera dei Deputati e        del Senato della Repubblica;
                rappresentanti  delle istituzioni e amministrazioni locali comunali provinciali e nazionali, di tutte le        posizioni politiche;
                rappresentanti delle  AUTORITA’ DI SISTEMA DEL MAR TIRRENO CENTRALE CIVITAVECCHIA E
                DEL MAR ADRIATICO CENTRALE ;
                rappresentanti della INTERPORTO CENTRO ITALIA DI ORTE;
                dirigenti RFI, Trenitalia e Fondazione FS;
                personalità  della cultura, degli enti della ricerca; 
                dirigenti sindacali provinciali, regionali e nazionali;
                dirigenti partiti politici;
                dirigenti delle associazioni della mobilità dolce ( AMODO );
                dirigenti dell’ORT Osservatorio Regionale Trasporti ;
                comitati pendolari ferrovie RFI e ATAC ex Roma Nord;
                informazione
                2b – Riconoscimenti alle personalità che più si sono adoperate per la riapertura della Civitavecchia       CapranicaSutri Orte della Ferrovia dei DUE MARI  e per il riequilibrio del  territorio del Centro Italia
               
 3- Martedì 30 aprile 2019 ore 13,30 Pranzo sociale
                3a – Riconoscimenti ai dirigenti del Comitato per la riapertura tratta Civitavecchia Orte della    Ferrovia dei DUE MARI .
                3b- informazioni 3683065221-  Prenotazioni al 3683065221 o per email   viterbo@aics.it comitato.civitavechia.orte@gmail.com entro domenica 28 aprile 2019

Con l'adesione del Circolo Vegetariano VV.TT. 
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mercoledì 13 febbraio 2019

Posizioni sul Venezuela. USA e UE spingono l'Italia dal di dietro...


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Le posizioni di Moavero  (vedi: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2019/02/12/vibrata-protesta-contro-i-ministri-italiani-che-hanno-accolto-a-braccia-aperte-i-golpisti-venezuelani/) mi confermano che è un uomo del Quirinale. E sta dettando la posizione italiana sul Venezuela. Oggi la posizione ufficiale di Conte, cioè del governo, è molto simile a quella della Mogherini, cioè della Commissione Europea e il M5S sta scontando una micidiale subalternità dovuta alla paura che salti il governo; una subalternità che pagherà a caro prezzo. 

Vediamo i pro della posizione della Commissione Europea, fatta propria dal nostro governo: se si rifanno subito le elezioni presidenziali è difficile che il signor nessuno Guaido (che non si è mai presentato alle presidenziali, che è di fatto sconosciuto in Venezuela ed è osteggiato dalle altre primedonne dell'opposizione) possa vincere. Certo, da una parte sarebbe un colpo alla sovranità del Venezuela, un cedimento ai diktat imperiali, ma dall'altra parte c'è un'alta probabilità che i Bolivariani possano rivincere.

Secondo me gli Europei sarebbero soddisfatti, perché penserebbero di aver messo a tacere Trump e schivato l'ennesima crisi internazionale.

Ma vediamo la realtà: gli USA vogliono il Venezuela e continueranno a volerlo si dovesse votare un giorno sì e uno no sotto gli occhi di un milione di osservatori internazionali.

Agli USA delle elezioni non interessa un bel nulla, a meno che non vadano nella direzione da essi voluta e "facilitata", come in Brasile.

Agli USA della legalità internazionale e di quella delle nazioni non importa un bel nulla. E a fronte delle solite minacce, non credo che la UE si opporrebbe ai nuovi tentativi di destabilizzazione e di rovesciamento di un governo legittimo non asservito, nemmeno se le elezioni fossero santificate dall'alto giudizio (mi' nonno) della UE.
Guardate la crisi con l'Iran. La Fortezza Europa ha partorito il topolino della INSTEX, la società finanziaria comunitaria che serve ad aggirare le sanzioni contro  Teheran. Ma dove si sta tenendo, proprio in questi giorni, la riunione voluta da Trump che ha come obiettivo quella di organizzare una sorta di NATO anti-Iran centrata su USA, Israele e Arabia Saudita? A Varsavia, che è un Paese nato e UE (e "sovranista" di destra).
Certo, la UE ufficialmente nicchia, ma l'Impero le sta già mettendo i piedi in testa.
(Piotr)

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Commento di F.R.: "la UE conta una sega, e l'Italia è la mano che si muove. Preghiamo Vlad e Xì che sappiano mettersi di traverso anche questa volta ad un'azione di forza (per ora diplomatica, domani probabilmente militare) che gli USA desiderano da anni condurre. Il punto non è volere ma potere... allo stato attuale, chi altri può svolgere il ruolo di katechon? non certo noi Europei, che costantemente ci allineiamo ai dettami imperialisti anche quando nuocciono a noi stessi..."

Commento di F.G.: "A me dà l’impressione che, come i Cinque Stelle, Vlad e Xi la stiano menando come ai tempi della Libia: aggrottano la fronte, arricciano il naso e poi?
Dove sono le loro navi nei Caraibi, i loro S300 o, meglio S400 antiaerei (quelli negati alla Siria, ma venduti a Arabia Saudita e Turchia!), le loro Forze Speciali, le loro colonne di soccorsi per svuotare l’infiltrazione pseudoumanitaria dei golpisti?  In Siria, aldilà della più meno spessa cortina fumogena del “ritiro delle truppe”, in un terzo del territorio nazionale occupato gli Usa e i loro mercenari e pulitori etnici curdi fanno quello che gli pare, fingendo di combattere i ridotti Isis, ma sterminando la popolazione civile araba e negandogli gli aiuti in arrivo da Damasco. Mentre fanno quel che gli pare, a ridosso di Aleppo, i turchi e i loro mercenari Al Nusra e Isis in Idlib e Afrin, in preparazione dell’ulteriore annessione di territorio concordato con gli Usa nella “zona cuscinetto” di 40 km, che non è altro che annessione. Come in Iraq. Mentre, sbattendosene altamente dei rimbrotti russi, i gangster israeliani continuano. a bombardare a piacimento tutta la Siria, con la scusa della presenza iraniana. Fino a che punto vogliamo fare affidamento sui responsabili russi e sui prudenti cinesi?..."

Commento di P.P.: "Ve li vedete i Russi che intervengono militarmente a 10.000 km da casa e i Cinesi a 15.000? Con degli eserciti tutti configurati per la difesa, senza portaerei e altri mezzi per la "proiezione di potenza"?
La Russia è molto debole, la sua situazione interna sta deteriorandosi (a parte l'agricoltura che è rinata), è totalmente circondata dalla Nato. Già il suo intervento (limitatissimo) in Siria è stato un miracolo e di sicuro ci sono delle dialettiche che io non conosco a fondo, ma deleterie, tra Putin e la serpe in seno Medvedev (gli ultimi provvedimenti economici, specie quello sulle pensioni, hanno abbassato sensibilmente il consenso a Putin). Lo stesso vale per l'Iran, che dopo Ahmadinejad è stato un disastro autolesionista continuo.
Gli USA hanno una strategia, seppur perseguita caoticamente perché in una crisi sistemica pochissime ciambelle riescono col buco: organizzare la loro area d'influenza storica in un impero formale, circondare gli avversari euroasiatici con un cordone sanitario fatto di guerre, caos e sanzioni, sperando così che la loro situazione interna si deteriori. 
E' una strategia molto sensata. E sia la Russia che l'Iran la stanno subendo, anche con situazioni interne non floride. La Cina è più solida.
Dal canto loro la Russia e la Cina contano sull'approfondimento della crisi sistemica che vede gli USA tendenzialmente penalizzati sul piano finanziario ed economico. Il problema è che l'egemonia si gioca su tre fattori: quello economico, quello militare e quello politico/ideologico. E, secondo me (e credo anche secondo Russi e Cinesi) il primo ormai è irrecuperabile da parte degli USA. Quello politico/ideologico è invece ancora a favore degli USA anche se è abbastanza dipendente dal primo, mentre il fattore militare è ancora appannaggio degli USA, per quanto dalla fine della II Guerra Mondiale non abbiano mai vinto una guerra.
Sul piano di una guerra nucleare sono tutti pari. Ma non è una gran consolazione.
Se i tre fattori egemonici fondamentali non fossero divisi, non ci sarebbe caos sistemico. E invece c'è..."

Commento di F.G.: "Le distanze geografiche qui contano poco, come dimostrano gli Usa. E furono gli stessi russi a rammaricarsi di non essere stati pronti a reagire sulla Libia. Troppe attenuanti basate sull’assunto delle debolezze economiche. E quelle statunitensi allora?
Com’è che si è arrivati a una Russia totalmente circondata dalla Nato e non agli Usa con i russi a Cuba, in Venezuela, in Bolivia, in Nicaragua, ad Haiti?
E perchè aspettare centinaia di incursioni israeliane, limitandosi a borbottare, prima di concedere il sistema S300 e neanche l’S400 che invece ricevono turchi e sauditi. Realpolitik? Mica un po’ miope, per caso?
Contare sull’approfondimento della “crisi sistemica” degli Usa è come contare su un buon vento che ci porti via il riscaldamento climatico.
Anche la comunicazione dei due colossi euroasiatici sull’enormità che si sta verificando in Venezuela e sugli abusi scandalosi di Trump e Israele non è all’altezza del pericolo.
Credo che varrebbe la pena coltivare qualche dubbio sulla sagacia e coerenza delle strategie sinorusse..."

lunedì 11 febbraio 2019

Febbraio-Marzo 2019 - Passeggiate romane con gli Amici del Tevere


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L’ultima difesa di Roma: una passeggiata lungo le Mura Aureliane (e Museo delle Mura)

I 18 chilometri di mura che cingono Roma, costruiti tra il 271 e 274 D.C, appaiono come l’ultimo strenuo tentativo dell’Impero – in via di dissoluzione – di fortificare Roma contro i sempre più pressanti tentativi di invasione. Il tratto meglio conservato delle mura corrisponde anche alla porta sud di S. Sebastiano, attraverso la quale i cortei trionfali nei secoli successivi, in epoca cristiana, entravano in città. Su pietra, calce e mattoni è scritta la memoria di 1800 anni di vita, una testimonianza di continuità tra la Roma imperiale e quella poi cristiana.
Il Museo offre l’opportunità di conoscere la storia dell’organizzazione difensiva e delle tattiche militari dell’esercito dell’antica Roma insieme alla possibilità di una suggestiva passeggiata dentro le mura. Ma il suo interno riserva anche la sorpresa di mosaici di epoca fascista, voluti a decorazione del pavimento dal gerarca Ettore Muti, che di Porta S. Sebastiano fece la sua estrosa residenza. I suoi arresto e morte sono fra i tanti misteri d’Italia che ancora attendono di essere rivelati.

Appuntamento domenica 17 febbraio ore 10.00 davanti all’ingresso del Museo delle Mura a Porta San Sebastiano (via di San Sebastiano 18) - Durata 1 ora e 45 minuti circa


PRENOTAZIONI: mail amicideltevere@unpontesultevere.com; cell. 3397448084 – 3395852777



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PROSSIMO APPUNTAMENTO:

Dom 3-MAR
Apertura speciale
L’Eclettismo a Roma: Villa Blanc, la dimora di un ultimo aristocratico
Appuntamento ore 10.15 a Via Nomentana 216
Durata 2 ore ca.

domenica 10 febbraio 2019

Prossimo passo evolutivo: "Superare le religioni..."


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Per mettere qualche puntino sulla i nel discorso sulle religioni:  forse il dato più importante da tener presente è che è fuor di dubbio che ad ogni insegnamento spirituale o quasi vi sia un aspetto essoterico, cerimoniale, dottrinale, dogmatico, impostato su criteri del tutto fideistici, quello che le masse seguono.
Ma vi è, più importante e sostanziale, l’aspetto esoterico, che corrisponde al significato profondo degli insegnamenti; ed esso, il cuore di ogni spiritualità, si manifesta di necessità con modalità differenti accordandosi con le culture locali e gli sviluppi e le mentalità di un dato popolo, senza per questo cadere in contraddizione nei suoi vari aspetti.
Per spiegare questa universalità di senso, e per restituire al tempo stesso un’identità e una connotazione superiore alle varie espressioni delle correnti spirituali (meglio che religioni) allora si può ipotizzare che nelle religioni formali, essoteriche ha ampio spazio di agire l’inganno e la manipolazione, mentre sul versante esoterico si riscontra la radice di insegnamenti veritieri che rimangono intatti, intoccati da interventi dei non addetti, perché appartengono a un piano che esula dalla sfera puramente umana o psichica.
Allora il tutto si riduce a una differenza di percezione della stessa cosa.
In altre parole, gli ottusi, in qualunquisti, i conformisti, il gregge, seguiranno solo gli aspetti esteriori di un religione, e ad essa si conformeranno, mentre coloro che hanno una predisposizione “spirituale” ne coglieranno gli aspetti essenziali, quelli universalmente veri e validi, a cui attingere ed arricchirsi, a cui fare capo.
Questi allora sono in grado di “vedere” anche attraverso l’aspetto formale di una religione per coglierne l’essenza, il vero senso spirituale occultato dall’apparato teologico, istituzionale e clericale per opera degli “dèi” di cui si parlava l’altro giorno (e naturalmente dei loro accoliti umani).
Il tutto perciò rimanda alla diversità di percezione dell’essere umano, del ricevente; coloro che hanno la mente ottenebrata ricevono segnali ambigui, indistinti, mistificanti, depistanti, mentre chi ha lo sguardo “oltre” ne vede la pura sostanza.
A questo punto il sapiente vede in ogni religione un senso che in qualche modo le accomuna alle altre, riconoscendo che la loro fonte è unica, e riconosce quindi – al di là del loro aspetto formale e della loro strutturazione dottrinale/dogmatica – la validità di ognuna; mentre lo psichico vede solo il caos delle diversità e delle contrapposizioni, e fa di ogni erba un fascio: o le condanna tutte in blocco, o si stringerà ancora più tenacemente alla “sua” religione. E’ la differenza fra lo sguardo sacro e quello profano.
A questo punto diventa fondamentale disgiungere il concetto di “corrente spirituale” da quello di “religione” – stando il primo ad indicare la sostanza spirituale e veritiera del sacro, della Trascendenza, dei Principi, qualunque forma essi possano prendere; mentre il secondo implica tutto un apparato fideistico volto a ingannare l’uomo, con il fine ultimo di soddisfare l’appetito psichico degli dèi oltre che a quello materiale dei loro ministri di culto.
Dunque abbiamo due modi di vedere la stessa cosa: il profano vede le religioni, il seguace del sacro le correnti spirituali.
Lo psichico, il profano, vede solo la molteplicità è ne è disturbato e scandalizzato.
Ma il sapiente, lo spirituale, il vero adepto al sacro, sa vedere oltre la molteplicità e ne coglie l’Unità retrostante. E, soprattutto, dopo aver integrato in sé ed aver fatto propri gli insegnamenti fondamentali di una corrente spirituale (o più di una), sa trascendere al momento opportuno, una volta effettuate le necessarie operazioni di trasformazione anche la simbologia mediatrice delle correnti spirituali, per rivolgersi direttamente alla fonte.
Simon Smeraldo

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sabato 9 febbraio 2019

Ucraina nazi-fascista impedisce ai comunisti di votare... e la UE tace!


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Al Partito Comunista di Ucraina viene impedito di partecipare alle elezioni presidenziali. L'Unione Europea, impegnata a sostenere un golpista fascista in Venezuela, ovviamente non ha nulla da dire quando il governo nazista di Kiev viola spudoratamente le più elementari libertà democratiche, in nome della persecuzione dei comunisti scatenata in seguito al colpo di Stato sostenuto dall'imperialismo USA/UE/NATO del 2014 e dopo il varo delle odiose leggi che li discriminano e li criminalizzano.

Una piccola chiosa. La UE non può aver nulla da ridire nell'implementazione di politiche repressive anticomuniste da parte di nazisti ucraini  che essa stessa ha messo al potere. Questo è chiaro. Ma anche se ci allontaniamo un poco dalla politica internazionale tra governi e ci concentriamo sulla sociologia/antropologia dei partiti, che meno dovrebbero essere affetti dalle piaghe del cinismo della ragion di stato, vediamo che poco cambia.

In una sezione "Aldo Aniasi" del PD pochi anni fa alcuni militanti di base protestarono per l'appoggio del loro partito ai nazisti ucraini. Tra le altre malefatte denunciavano la messa al bando del Partito Comunista Ucraino. A quel punto si alzava una voce "Evviva" che faceva esclamare "Come "Evviva"?. Questa era una sede del Partito Comunista" (si veda qui: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-In_Un_Circolo_Pd_(intitolato_Ad_Un_Partigiano)_Si_Inneggia_Ai_Nazisti_Ucraini_Del_Battaglione_Azov/82_14468/).
Il PD ha portato a termine una mutazione genetica.
(P)

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