Questo blog nasce per l’esigenza di restituire identità al luogo ed a noi stessi.

Negli anni passati avevo coniato il motto “Una, cento, mille Calcata..” per significare come l’esperimento in corso nel vetusto borgo potesse essere esemplificativo di un nuovo modo di rapportarsi con la natura e con se stessi. Non è certo Calcata, in quanto comunità o località, che va riprodotta ma un modo di percepire la presenza umana nel luogo. Una presenza inserita nel contesto della natura, nel consesso dei viventi, in condivisione olistica e simbiotica.

Infatti - come disse Nisargadatta Maharaj - noi non possiamo essere altro che una parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati.

Molto spesso però ho notato che l’uomo tende a dare maggiore importanza al contesto sociale in cui egli vive. E’ nella società umana, con le sue esigenze e movimenti, che si fa la storia e si sancisce la caratteristica di un posto, molto spesso dimenticando l’appartenenza al tutto, ignorando l’inscindibile co-presenza della natura e degli animali. Per tentare di riscoprire le nostre radici naturali, continuando a prendere ad esempio un cero modo di vivere il luogo e nel luogo, ho pensato di affidare le mie riflessioni a questo blog. In esso si parla di Calcata ma anche di tutto il mondo, ma potremmo dire che è un'altra Calcata ed un altro mondo.

Programmi, storie, descrizioni dell’ambiente (sia naturale che umano), poesie, riflessioni… è ciò che troverete in questo blog. Non sarà quindi un sito di servizi, per promuovere il turismo o la speculazione commerciale, ma un luogo di incontro e fusione delle anime.


lunedì 20 ottobre 2014

Roma - Ciclisti asfaltati, causa mobilità....



Cari amici ciclisti, guardiamo in faccia la realtà. Sulle strade asfaltate provinciali e statali romane si rischia troppo. Mentre l’alta velocità degli automezzi potrebbe essere controllata, l’umore omicida e la distrazione folle di chi guida NO!

A questo punto chi può scappi da quest’ambiente. Lo so, costa tanto, ma è una guerra che abbiamo perso perché gli amministratori della Capitali e quelli della Regione Lazio se ne fregano di noi sognatori senza tempo.Mica pensano a difendere i deboli. Non sono consapevoli che  il cicloturismo è rispettato in tutte le nazioni europee più evolute tanto da costituire una fonte di reddito locale e nazionale?

La stessa critica la muovo ai dirigenti delle varie Federazioni compresa la mia.Si perde tempo a presenziare e troppo poco a tutelare gli interessi di chi è in frontiera per permettere a loro di stare seduti. Giovanissimi,esordienti, allievi,under 23, professionisti e tanti amatori sono spinti dalla loro passione e professione ogni giorno a confrontarsi con la paura sulla strada. Dov’é l’impegno per la costruzione dei ciclodromi cittadini? Cosa state facendo per trovare le soluzioni ai continui drammi famigliari?

L’autovelox,la banda rumorosa,il traffico a velocità limitata,le corsie parallele a quelle strade non bastano più,ci vogliono le ciclostrade distanti dalla circolazione ordinaria  o le barriere solide  per salvaguardare l’incolumità dei cicloturisti. 
Noi ciclisti moriamo, gli amministratori all'inferno.  

Ora la bici è sola!Un altro ciclista sulla strada di Ladispoli ci ha lasciato ed altri quattro sono stati feriti e traumatizzati dal solito pazzo.

Per gli agonisti stradisti non rimane che pregare!

Gianfranco  Di Pretoro
Federazione Ciclistica Italiana Lazio
Responsabile Piste Ciclabili e Viabilità


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Intervento integrativo

Quando i Valori, i Diritti, la Dignità, ecc. sono inflazionati, anche le parole della Verità non servono (o sono inadeguate).
Sulle strade italiane non si combatte una guerra. 
Perché la guerra ha un inizio (parte da Zero morti); uno svolgimento (contano i morti); una fine (Zero morti). 
Vedi   guerra   in   Iraq: 2002,  Zero morti;  marzo 2003-marzo 2009, 4.243soldati USA uccisi; 2010, Zero morti. 
Nella "pace" stradale italiana2002, 6.980 morti; 2003-2009, 38.265 morti; 2010, 4.114 morti; continua 
.......

In sintesi. 
Dal 2002 al 2010: guerra in Iraq: soldati USA morti 4.243   vs   49.359  persone morte sulle strade italiane. 
Fine guerra uguale fine morti. L"pace" (italiana) continua e continua a mietere vite umane nella indifferenza. (?) 
STOP  STRAGI  PEDONI  E  CICLISTI. 
PERSONE  DISARMATE.  
PERSONE CHE RITENGONO DI AVERE,  SULLE STRADE, VITALE BENE COMUNE,  PARI DIRITTI E PARI DIGNITA' 
CON  LA  MOBILITA' DELLE AUTO PRIVATE E LA MOBILITA' TPL.
Ci sarà un fine a questa ignobile, disumana, quotidiana carneficina.

Nella carneficina stradale di 8 anni fa, perse la vita Rossella Toschi.

""All'omelia, commentando il Vangelo di oggi, Domenica 19 Ottobre 2014 -ci informa il Comunicato 
Stampa del Presidente del Comitato per la Sicurezza Stradale "F. Paglierini" - durante la SS. Messa in 
memoria di Rossella, il celebrante ha fatto richiamo all' "ipocrisia" e chi è l' "ipocrita". Nella società 
ai tempi di Gesù Cristo e ai nostri tempi. Molti, tanti sono ancora gli "ipocriti" in circolazione."" 

Altre parole di Verità. Anche queste inadeguate visto la quantità di "ipocriti" in circolazione.

Ma, non ci rassegniamo. Non possiamo rassegnarci.

Vito De Russis 
n.q. presidente associazione diritti pedoni - ADP 

domenica 19 ottobre 2014

Ai russi piace l'Italia.. ma agli italiani piace la Russia?

"...ce manca r gas a aqua e a luce,  quanno ritorna er duce?" (Scritta apparsa sui muri di Roma)


Durante la visita a Milano del presidente russo Vladimir Putin ci sono state polemiche e critiche sui soliti giornalacci per il fatto che egli ha fatto oscurare le finestre dell'albergo con drappi neri, portati appositamente dalla Russia (con commenti salaci del tipo: "Putin non ama la luce..."), e non solo questo, egli  ha anche fatto venire un aereo attrezzato a cucina con le provviste per sé ed il suo staff, ed altre “rivelazioni” da gossip cretino. 

Beh, la sera a cena con Berlusconi ha mangiato tranquillamente e se non ha voluto consumare i manicaretti dell'albergo è perché sa bene come funzionano certe cose, Putin non è stato colonnello del KGB per nulla. 


Basta una polpettina con un veleno a lunga scadenza ed il gioco è fatto... e per quanto riguarda le tende alle finestre è la stessa cosa, ovvero con i mezzi di spionaggio moderni cosa ci vuole a decifrare le parole pronunciate attraverso le immagini labiali?  Insomma un po' di privacy non guasta, soprattutto conoscendo gli ospiti... 

Ma non è di questo che volevo parlare, anche se come introduzione non ci sta male, stamattina ho ricevuto una Lettera Politica di Giorgio Maria Cambi: “Come farsi del male da soli e vivere infelici e scontenti..” in cui si parla dell'amore dei russi per l'Italia (in particolare per Venezia), di italiani magliari in Russia, delle sanzioni masochiste contro la Russia, etc. E' vero che i russi hanno sempre amato Venezia, tra l'altro ricordate quella storia che raccontai al proposito del nome “Putin” che si significa “bambino” in veneto (http://paolodarpini.blogspot.it/2013/01/un-bambino-chiamato-vladimiro-putin-ma.html)? Dal che se potrebbe quasi dedurre un'origine veneta del nostro presidente russo, però è semplice fantasia mitologica... Anche se, chissà...? Ma lascio da parte queste illazioni e vengo al contenuto della Lettera Politica summenzionata... (Paolo D'Arpini)



Ai Russi, l'Italia è sempre piaciuta. Basta andare a Venezia all'isola di San Michele, l'isola cimitero, e vedere nel settore degli ortodossi quanti nobili russi hanno deciso in passato di trascorrere l'eterno riposo in terra italiana, anzi veneziana.

Non solo nobili ante rivoluzione bolscevica, ma anche grandi personalità della cultura moderna come il compositore Igor Stravinkij, il coreografo Sergei Diaghilev, il poeta Josip Brodsky. Stravinskij, morto negli Stati Uniti verso la metà del secolo scorso, lasciò specifiche disposizioni di essere portato a Venezia e tumulato a San Michele.

Con la nuova Russia, caduto il comunismo, sono subito arrivati coloro che avevano i mezzi per il soggiorno ed è noto che hanno acquistato da noi delle lussuose ville. Fra questi, uno dei più innamorati del nostro paese è un certo Arkady Rotenberg. Per gli Italiani è un illustre sconosciuto, ma per i suoi compatrioti è il miliardario al 27º posto nella classifica dei più ricchi della Russia, con entrate che si aggirano annualmente sui 4 miliardi di dollari ovvero circa 3,1 miliardi di euro. La sua specialità sono i lavori di costruzione; così ha realizzato  in Russia grossissime infrastrutture come gasdotti e impianti sportivi per i giochi olimpici di Soci -questi ultimi eseguiti al suono di  7 miliardi di dollari-. 

In Italia Rotenberg ha investito circa 30 milioni di euro fra un hotel di lusso al centro di Roma,  una casa nel centro di Tarquinia e tre ville in Sardegna ed è probabile che avrebbe continuato ad investire. Ma cosa si sognano di fare i burosauri del Tesoro italiano? Si sentono di colpo dei piccoli napoleoni alla conquista di Mosca e, all'indomani della decisione idiota delle sanzioni, pensano bene di sequestrare tutto il patrimonio di Rotenberg: un provvedimento di solito preso solo in tempo di guerra nei confronti di cittadini di un paese nemico, cosa che la Russia non è e speriamo non diventi mai.  E qui c'è scappato  un doppio errore: oltre a fare un insulto a una persona che ama il nostro paese (non sono poi molti) hanno fatto anche un grave sgarbo ad un fraterno amico di Vladimir Putin, con il quale in passato egli  praticava lo judo.

Per Rotenberg il sequestro  sarebbe ininfluente perché il Parlamento russo, la Duma, si appresta a votare la “legge Rotenberg”, come la chiamano, che stabilisce il risarcimento da parte dello Stato agli uomini d'affari che hanno subito la confisca dei loro beni all'estero a causa delle sanzioni imposte dall'Unione Europea e da Obama alla Russia. Resta lo sgarbo.

Si tratta della seconda puntura di spillo che Renzi rifila a Putin.: la prima è stata l'appoggio dato dall'Italia al gasdotto “Nabucco” sostenuto dagli Americani e inviso a Putin, anziché al “ South Stream”, la cui realizzazione sta particolarmente a cuore al capo del Cremlino.

Sino ad ora ce la siamo cavata relativamente bene: Putin che, si badi, ci fornisce il 25% del nostro fabbisogno di gas per l'inverno, non ha incluso fra gli articoli bloccati la nostra moda e i nostri vini,  ma la domanda che potrebbe farsi  sarebbe quella ciceroniana: “fino a quando - Italia - abuserai della nostra pazienza?”

Giorgio Maria Cambi - Blog L'Officina

sabato 18 ottobre 2014

Job-Act – La finta occupazione e la “laureazione” di massa

renzie l'onanista fotografico

Ogni tanto, quando la disoccupazione cresce, salta sempre fuori la storia che le aziende cercherebbero un sacco di persone, senza pero’ trovarle. Salta sempre fuori l’articolo sul giornale che parla dell’azienda – che spesso non esiste nemmeno: chi controlla i giornalisti? – che cerca disperatamente una persona che non trova. Ovviamente NON si specifica mai la paga, per evitare che migliaia di persone piombino in qualche paesello a caccia di lavoro , e la morale degli articoli e’: questi lavativi, sfaticati, sfaccendati di giovani.
A questo si e’ aggiunto un piagnucolare di Confindustria, che lamenta che i giovani usciti da scuola non avrebbero abbastanza pratica, che non avrebbero di qui e di la’, insomma che sono inutili. Ne cercano migliaia, milioni, MILIARDI, ma signora mia, oggi come oggi un cacciavite non lo vuole piu’ tenere in mano nessuno.
Peccato che alla fine, sugli annunci del sole, non si notino questi MILIARDI di annunci per uomini del cacciavite. Ma il problema non e’ questo. Se questo fosse il problema, la soluzione l’avrebbero. In Germania si chiama “Ausbildung”, in Italia si chiama “Apprendistato”, ma se il problema e’ dare manualita’ a qualcuno che ha la teoria, di certo la soluzione non e’ di piagnucolare su un giornale.
Dal momento che – per quanto gestito diversamente – l’ apprendistato esiste anche in Italia, se ci fosse davvero tutta questa disperata ricerca di personale addestrato, ci sarebbe un forte mercato per gli apprendisti.
Ma non solo: nel momento in cui abbiamo aziende PICCOLE, e fanno molte cose diverse, NON possiamo pretendere che le scuole insegnino OGNI pratica. Se una classe e’ fatta, diciamo, da 25 persone, e in tutto ci sono due aziende da 6 persone che fanno Rubinetti in ciliegio bromato, non e’ che possiamo buttare sul mercato 25 specialisti in ciliegio bromato. E se tutto e’ parcellizzato in settori verticali del genere, la formazione la puo’ fare solo l’impresa, la scuola non c’entra.
Quindi, il rant di Confindustria non ha alcun senso: sino a quando si vuole continuare spezzare la produzione nella nuvola del contoterzismo e tenere in piedi “piccolo e’ bello”, l’unica opportunita’ di trovare manodopera qualificata nella pratica e’ l’apprendistato. (oppure una scuola come la RealSchule the ti manda dentro le aziende , ma so che il punto non e’ questo e gli industriali NON vogliono perdere una fila di 50 persone fuori dalla porta, questo e’ il fatto).
Quindi no: la leggenda dell’azienda, spesso inventata di sana pianta, che cerca una persona per strapagarla ma non la trova NON ha senso. Basterebbe un apprendistato. Certo e’ il piano B rispetto a trovare un operaio gia’ fatto, ma si sa: spesso non piovono tortellini dal cielo, e bisogna proprio farseli.
Cosi’, quando si parla di imprenditori che assumono poco (o di disoccupazione) la loro reazione e’ sempre quella di contrattaccare. O fanno pubblicare un articolo sulle aziende che cercano disperatamente gente qualificata ma quei lavativi non ne vogliono sapere, oppure ti fanno pubblicare la propaganda che il mondo fuori dall’ Italia e’ al collasso, nella speranza di fermare l’emorragia mostruosa che sta avvenendo e tenersi la fila di schiavi fuori dalla porta ancora qualche mese.
Ma prima di parlare del tasso di disoccupazione , occorre parlare di come si sia arrivati a questo.
Come si e’ arrivati a questo tasso di disoccupazione in Italia? Ovviamente ripetere “piccolo e’ bello” non puo’ giovare all’occupazione, perche’ piccolo e’ bello, ma anche in nero, e perche’ piccolo e’ bello spesso significa impresa familiare.
Ma c’e’ un motivo per il quale la disoccupazione e’ salita molto in fretta: e’ che non e’ affatto salita in fretta. Al 12.6% di oggi non si e’ arrivati dalla crisi del 2008. Si e’ arrivati partendo ALMENO dal 2000.
Che cosa si e’ fatto? Beh, semplice: si e’ nascosta la polvere sotto il tappeto:
Alla fine degli anni ‘90 si e’ detto a tutti che bisognava fare cinque anni di universita’ piu’ tesi, e almeno un master. Quasi sei anni. Si sono annegati dentro le universita’ MILIONI di ragazzi.
Poi gli si e’ detto che autonomi e’ bello. Che imprenditori era bello. Che aprire partita IVA era bello. Si sono annegati altri milioni di disoccupati in inutili negozi.
Poi si e’ detto che era bello lo stage, il corso alla regione, il corso di qui ed il corso di la’. E si sono annegati milioni di ragazzi dentro queste stronzate.
Poi si e’ detto che e’ bello fare la startuppe, che e’ bello aprire un franchising, che c’e’ il boom delle piccole cooperative, che il network marketing cambiera’ il mondo. E milioni di persone si sono ficcate in queste porcherie esistenziali.
Poi si e’ detto che il boom immobiliare era bello. Immobiliari ovunque, ovviamente a bassa formazione e nessuna qualita’ della professione, aziende edili come se piovessero, costruzione ovunque, ovviamente con maestranze a bassissima professionalita’, difficilissime da riciclare.
Poi si e’ detto che era bello il green, e via, tra corsi di formazione e aziende di certificazione, altri milioni di persone nel cul-de-sac.
Poi si e’ detto che l’ IT era il nuovo welfare, che avrebbe dato soldi a tutti, e via, una bella milionata di persone a fare il corso di webmaster , e via dal registro di disoccupazione anche loro.
Poi si sono consigliate professioni come avvocati e commercialisti, producendo un surplus incredibile, sostenuto solo dall’imposizione del commercialista per le aziende e dell’avvocato (di fatto) per le comunicazioni con le assicurazioni.
Ci siamo poi inventati le “nuove professioni” per far fare a milioni di persone dei corsi di reiki agricolo, di broker relativistico, di professionista della logistica interiore, e in ognuno di questi budelli il giovane risultava “studente”, e il suo professore risultava “occupato”.
improvvisamente si e’ rotto qualcosa, ovvero si e’ arrivati al limite economico. E improvvisamente, il gioco dei tre bussolotti non ha piu’ funzionato. Scavare buche per poi riempirle, e avere sempre piu’ terra, quando finisce lo spazio per le buche produce montagne di terriccio enormi.
E’ inutile che vi nascondete dietro ad un dito: questa disoccupazione NON e’ solo “giovanile”. Questa merda e’ stata prodotta stratificando dei sotterfugi.
NON STATE AVENDO UN PROBLEMA DI DISOCCUPAZIONE OGGI.
AVETE AVUTO UN PROBLEMA DI FINTA OCCUPAZIONE IERI.
quelli che oggi chiamate “disoccupati” erano i finti occupati di ieri.
L’esempio europeo non e’ tanto l’ Italia, ma la Spagna. Ha contato per quasi 15 anni su un boom edilizio, spinto sulle coste da un boom del turismo alcoolico. In questo modo il governo ha impiegato milioni di muratori, giardinieri, piastrellisti, e poi anche barman, animatori di villaggi turistici, musicisti , ballerine da cubo, tutte professioni a scarso contenuto professionale.
Quando il turismo alcoolico inglese si e’ diretto sulla successiva meta alla moda, il mercato e’ collassato, complice anche la crisi dei subprime. Risultato: milioni di ex muratori, barman, ballerine, muratori, che si sentivano dire ” L’ information technology e la soluzione”. Ora, trasformare un muratore in un programmatore java non e’ difficilissimo, al punto che spesso non si nota la differenza se non con un esame del capello, ma il punto e’ che evidentemente il muratore NON si e’ infilato dentro il budello scolastico, risultando come disoccupato alle statistiche.
Questo fenomeno, della finta occupazione, si e’ presentato quasi ovunque in Europa. Tutti abbiamo passato la vita a chiederci se davvero il lavoro di “ho un franchising per trovare alla gente il mutuo migliore per la casa” potesse durare a lungo in un paese che demograficamente non cresce. Abbiamo passato anni a chiederci per quale motivo un “master per la gestione di comunita’” fosse cosi’ promettente. Per quale diavolo di ragione tutti avessero questo bisogno disperato di Feng Shui. Eppure tutti questi giovani che facevano le “nuove professioni” per qualche anno sembravano pure “avere un lavoro”. Ci chiedevamo in che mondo fossimo finiti, sospettavamo che la necessita’ di disporre il como’ verso nord-nord-ovest non fosse meritevole della parcella di un professionista Feng Shui, ma siccome sembrava funzionare, ci sentivamo vecchi e bigotti e ci arrendevamo alla realta’. E’ il nuovo mondo, darling.
MA TUTTI QUEI LAVORI ERANO FINTI.
Erano gia’ disoccupati quelli che si iscrivevano ad alcune facolta’. Quelli che perdevano il loro tempo in “nuove professioni” del tutto inutili, con corsi di formazione ridicoli e inconcludenti, con i franchising della benzina a cubetti, con il negozio di profumeria per cani, e tutte le altre stronzate che, si leggeva sui giornali che fossero la norma a Manhattan. A Manhattan c’era l’astrologo del gatto? E’ una “nuova professione”, cosa aspettate a fare un corso di biodinamica felina?
SE AVESTE CONTATO COME DISOCCUPATI ANCHE GLI STUDENTI DI FACOLTA’ INUTILI E GLI IMPIEGATI IN SETTORI AD ALTA SPECULAZIONE O BASSA FORMAZIONE PROFESSIONALE,
OGGI NON AVRESTE MISURATO ALCUN AUMENTODELLA DISOCCUPAZIONE.
Questo tasso di disoccupazione e’ identico almeno dal 1995.
Quella che e’ crollata NON e’ l’ occupazione. Dietro alle industrie europee che esportano come non mai non c’e’ un collasso industriale. Quella che e’ crollata e’ stata la FINTA occupazione.
Il motivo per il quale , oggi, molti dei disoccupati appaiono come inoccupabili e’ legato al fatto che , appunto, la finta occupazione e’ crollata per via del crollo della domanda interna, e non avendo mai fatto un vero lavoro, essi non sanno fare nulla.
Ma i lavori veri, hanno continuato a lavorare: per questo l’ Europa esporta ancora.
Ma in un paese che ha 60 milioni di abitanti da 20 anni, non vi potete aspettare che il franchising del mutuo casa duri in eterno. Che si costruiscano nuovi edifici per sempre. Che ci sia un crescente bisogno di assistenti per l’infanzia. Che ci siano sempre domande per esperti di cocktail. Che la spiritosa trovata di una gelateria a base di gusti di Star Trek funzioni per sempre. Che tutti vogliano fare corsi di Pilates a domicilio.
In realta’ la disoccupazione e’ li’ da decenni, ma e’ stata annegata, sino a quando non si e’ spezzato il meccanismo della famiglia che toglieva disoccupati alle statistiche:
Mantiene agli studi.
Mantiene durante il corso di Pilates a domicilio.
Anticipa i soldi per aprire il Franchising di marmellata di mortadella.
Ti mantiene a casa mentre fai “l’imprenditore a P.IVA” per 200 euro al mese.
Ti mette la firma per comprare casa col mutuo anche se sei finto occupato.
Ti compra una pizzeria da asporto per darti un futuro.
Quando si e’ rotto il meccanismo del welfare familiare che trasformava i figli disoccupati in finti occupati, finti imprenditori, finti negozianti, finti franchisor, finti studenti, finti specializzandi, finti professionisti, finti innovatori , finti creativi , ecco che i numeri della disoccupazione vi appaiono in tutto il loro splendore.
Il “bamboccione” che rimane in casa dai 18 ai 35 anni , facendo corsi o barcamenandosi in lavoretti, sta regalando al governo 17 anni di “-1 disoccupato” sulle statistiche nazionali.
Sono VENT’ANNI che quel problema e’ li’. Negli stessi numeri di oggi. Non ve ne siete accorti perche’ era accuratamente nascosto sotto un tappeto di finti lavori e speculazioni (edile, borsa, etc) che producevano finti occupati.
La differenza era semplicemente il welfare familiare.
Chi ricorda con nostalgia gli anni “belli” non ricorda anni di occupazione, ma di FINTA occupazione. Di professioni insostenibili nel lungo periodo, di segmenti di mercato diafani e inconsistenti, di domanda drogata da case-famiglia.
Ed e’ questa la ragione per la quale NON risolverete il prolema con il Job-Act. Nel causare turnover forse potrete togliere dalle liste di disoccupazione DUE persone per UN posto di lavoro. Ma non avete creato UN posto di lavoro: ci avete solo messo DUE persone sopra, a turno.
le riforme di Renzi non servono assolutamente a NIENTE. E non servono a niente perche’ servono solo a togliere gente dall’insieme dei disoccupati, ma non a creare lavoro. Miglioreranno forse le statistiche, ma non la realta’.
Scavare una buca per nascondere la terra non funziona. Se anche sembra che il terriccio ammucchiato sia li’ “ma aspetta che finisco di scavare e sparisce”, quando si interra il passato, ci si trova di fronte ad una nuova montagna.
Sono usciti i nuovi dati sull’emigrazione, e a quanto pare , come sospettavo, 400 mila persone (e non 70.000) hanno lasciato il paese l’anno scorso. L’equivalente di un’intera annata di giovani.
Il problema non e’ il danno, di cui ho gia’ parlato: il problema e’ che anche questo annega il problema. E se non ci fosse stata l’emigrazione, l’ Italia sarebbe al 20% di disoccupazione ormai dagli anni ‘90.
Quindi, il consiglio che do’ ai giornali che cercano di fermare l’emigrazione dipingendo gli sfaceli dell’estero, o distruggendo l’autostima dei giovani dicendo loro “non sapete fare niente”, e’ di lasciar perdere: vi fa comodo, quel ” -1 disoccupato” , vi fa comodo per le statistiche.
E siccome i vostri giornalucoli sono tutti proprieta’ di finanzieri, e ai finanzieri le belle statistiche servono, non sarebbe ora di darci un taglio? Se domani andassero via , diciamo, un milione di giovani, la disoccupazione italiana sarebbe dimunuita in maniera sorprendente: le borse festeggerebbero, e voi guadagnereste anche senza crescita.
Smettete di rosicare, e spingete la gente ad andarvene: ai vostri padroni CONVIENE.
(Fonte: http://www.keinpfusch.net/)
………………………………………….
Commento:
LA “LAUREAZIONE” DI MASSA A QUESTO RISULTATO HA PORTATO: ALL’IGNORANZA ABISSALE E INCONCLUDENTE ( perché l’IDIOTA DEMOCRATICO, CHE è ANCHE VIDIOTA, dipendente televisivo e da VIDEOMANUALE, pensa di sapere e non c’è peggiore idiota di chi pensa di sapere). MA IL PEGGIO DEVE ANCORA VENIRE. poiché la falsa concorrenza intraeuropea COSTRINGE I NOSTRI GOVERNANTI A FACILITARE LE LAUREE AL FINE DI ADEGUARSI ALLE MEDIE DEGLI ALTRI PAESI.E d’altronde ORMAi chiunque sa che siamo GOVERNATI (ma questi mai hanno “governato”, bensì hanno martoriato…) DA DELINQUENTI. g.v.

venerdì 17 ottobre 2014

Viterbo - Quel che non succede al Consiglio comunale



Sono indignato per l’ennesima seduta di consiglio comunale di Viterbo saltata per mancanza del numero legale. Non sono volutamente rimasto in aula perché intenzionato ad evidenziare la grave carenza di serietà dei consiglieri di maggioranza nei confronti dei propri elettori e concittadini tutti. Vorrei ricordare ai consiglieri comunali che la candidatura alle scorse elezioni era libera e che quindi nessuno di noi è stato costretto e che se impegni di lavoro o familiari impediscono di seguire in maniera consona gli impegni derivanti dal proprio mandato sarebbe forse più giusto considerare la possibilità di fare un passo indietro. 

Tutti eravamo consapevoli della responsabilità derivante da un’eventuale elezione e tutti, spero, siamo consapevoli di come partecipare attivamente ai lavori del consiglio comunale e delle commissioni sia un dovere morale di ogni amministratore pubblico. L’incarico che i nostri concittadini ci hanno affidato non è solo quello di fare bella presenza durante eventi come il 3 settembre, dove sono sicuro che le presenze “a palazzo” sono state numerosissime (non posso testimoniare in prima persona perché non ho volutamente essere presente). 

L’incarico affidatoci dai nostri concittadini è quello di lavorare per amministrare al meglio la loro, nostra, città con dedizione e senso di responsabilità. L’episodio di oggi dimostra come forse questo senso di responsabilità sia quantomeno insufficiente, almeno secondo i parametri del Movimento che rappresento. 

Vorrei anche ricordare come in occasione dell’ultimo consiglio, durante la discussione della delibera sulla nuova Macchina di Santa Rosa, avessi dovuto personalmente richiedere il numero legale per evidenziare l’assenza di praticamente tutti i consiglieri di maggioranza durante una così importante discussione. Avevamo già posto la questione al Sindaco Michelini al quale rivolgiamo di nuovo il nostro invito ad intervenire per far si che episodi come quello di oggi non abbiano più a verificarsi. 

Gianluca De Dominicis
Consigliere portavoce MoVimento 5 stelle Viterbo


giovedì 16 ottobre 2014

Vandana Shiva va all'expo 2015?


Messaggio aperto a Vandana Shiva



Sarei lieto di sapere, signora Vandana Shiva, come fa a spiegare la sua adesione ad Expo 2015 "Energia per la vita. Nutrire il pianeta" megaevento, è dimostrato dalle molteplici inchieste in corso, infiltrato da 'ndrangheta e malaffare, evento che ha già sepolto 1800 ettari di buona terra coltivabile sotto una coltre di cemento, sarei lieto di sapere cosa ha a che vedere, lei, da sempre impegnata dalla parte dei contadini e contro le lobbies dell'agroindustria e contro gli OGM , proprio con quelle stesse multinazionali come la Nestlè, la DuPont, ora in pompa magna protagoniste di Expo? 

Lei lancia di continuo appelli per la libertà dei semi, a favore dei contadini che si sono, lo ha detto lei, scritto e l'abbiamo sentita parlare, di persona, suicidati per colpa della Monsanto. Signora Vandana Shiva, quella lì nello spot pro Expo, è veramente lei? O una contraffazione transgenica, un brutto clone che giammai ci saremo aspettati di trovare dalla stessa parte di quelle multinazionali che Ella dice di voler combattere? Ci dia una risposta, signora Vandana Shiva. Siamo seedsaver, lei parla bene di noi, ci ha elogiato innumerevoli volte, ora, vorremmo capire, siamo un pochino confusi, sconcertati, ecco.

Come giustifica, signora Vandana Shiva, queste sue parole, questa sua adesione ad Expo, con la certa presenza della Monsanto, della DuPont, delle principali corporations degli Ogm a Milano? Come concilierà le sue parole, bellissime, con i fatti, costituiti dalla ingombrante, massiccia, abnorme invasione da parte di questi soggetti, da lei molto ben conosciuti e studiati?   

Come si difenderà, quando noi, piccoli contadini italiani, marceremo contro Expo, che ha già cementato ettari a centinaia di buona terra ed altrettanti ne sta per cementare, sepolti sotto cemento, strade ed autostrade varie? Lei, da che parte sta, con i contadini o con le lobbies Ogm e del cemento?

Gli Ogm sono stati ideati per annientare e definitivamente ogni sovranità alimentare e distruggere totalmente la campagna ed asservirla alla città. Noi ci batteremo contro Expo. Con ogni mezzo necessario. Con passione e fantasia.

Questa sua posizione a favore di Expo, noi, ReteNoExpo, la pubblicizzeremo, la inoltreremo nel mondo. Lo stiamo già facendo. E' la sua credibilità di scienziata militante che è in gioco. 

Ci dia una risposta. Aspettiamo.

Teodoro Margarita




Video collegato: https://www.youtube.com/all_comments?v=lxgX7teE-xU

mercoledì 15 ottobre 2014

Lo Renzi il "magnifico" ed il patto del Falaride


  

Veramente seria è la questione che devo esporvi, miei buoni amici, e il discorrerne mi è molto penoso. Sento persino vergogna per essere nata di questi tempi in questo Paese, quando vedo che quel popolo un tempo dominatore di gran parte delle terre, si fa menare attorno secondo il capriccio di un ragazzo; per essere nata in questo Paese dove uomini di tant’alto ingegno, rinomati per età e saggezza, riescono a riconoscere, ma invano, la schiavitù che si sono procurati, senza avere il coraggio di liberarsi di essa. Non esito perciò ad ammettere in tutta sincerità che i costumi dell’età nostra hanno tanto tralignato dalla virtù dei nostri avi, che se quelli tornassero a vivere rifiuterebbero di vedere in noi i loro discendenti: perché essi hanno fondato, conservato, accresciuto questo nostro Stato con onestà di costumi e santità di leggi e con istituzioni adeguate al fine della felicità della vita.

      Ora invece, come vedo, proprio di quelle leggi si fa generalmente tanto poco conto che non c’è nulla al mondo di più umiliato e trascurato, mentre il loro posto è occupato dall’arbitrio di pochi e disonesti cittadini. Forse non sappiamo che il principale fondamento della libertà è l’eguaglianza dei cittadini? E’ proprio questa infatti che si esige innanzi tutto, e che ciascuno veda rispettati i propri diritti al riparo dalle altrui offese; ma in che modo siano mantenuti da noi questi princìpi, potete giudicarlo da voi stessi, e un’altra cosa potrei ricordare non senza grande dolore: nessuno ha il coraggio di opporsi, con la parola o col voto, al parere di qualche potente. Eppure una volta era tanto splendida nel nostro Paese l’applicazione della giustizia e del diritto, che a Firenze, ad esempio, si mandavano a dirimere le controversie fin dai confini del mondo. Ora, invece, le dispute vengono decise dopo lunghissimo tempo, a prezzo di grandi spese, tra i più vasti intrighi e con molte corruzioni o coi favori dei potenti, cosicchè molto spesso ottiene favorevole sentenza non chi prevale in diritto ma chi è superiore in potenza.

      E perché dovrei confrontare io con il silenzio del giorno d’oggi, quell’antica piena libertà di parlare in Senato e davanti al popolo? In essa si manifestavano chiaramente la finezza dell’intelletto, l’eleganza dell’eloquenza e la grandezza dell’amor di patria dei singoli cittadini, quando sulle proposte di attuazione discutevano persone autorevoli, esaminando le ragioni favorevoli e quelle contrarie in modo da scoprire facilmente quale verità si trovasse in ciascuna di esse. Perciò raramente si sbagliava nel procedere a una deliberazione e la decisione, una volta presa, non veniva subito mutata in senso opposto per sopravvenuti pentimenti.

     Ora, invece, che i nostri Catoni per deliberare sugli affari della massima importanza si valgono del consiglio di pochissime persone, vediamo che per lo più si decidono cose che il giorno dopo quelle stesse persone, forse richiamate all’ordine da altri, stabiliscono doversi fare in modo del tutto diverso. Ora, infatti, un esiguo numero di temerari, con la loro tipica insolenza e forti dell’indifferenza degli altri cittadini, arrogano a sé soli quello che è un diritto di tutti, e tutto viene stabilito dal loro insensato e ambizioso capriccio.

     Perciò quella bellissima formula pronunciata dall’araldo, che di solito si udiva nelle assemblee e tanto ampiamente è celebrata da Demostene, quella formula con cui viene data facoltà di parlare a chi lo vuole, ora per lo più è taciuta oppure, quando la si proclama, tutti capiscono che si tratta solo di un suono senza significato, perché nessuno osa chiedere un parere o parlare apertamente.

      Anche nella scelta dei governanti, oggi vediamo che non si scelgono uomini che si distinguano per saggezza e per nobiltà, ma si scelgono i cortigiani di potenti cittadini, o i ministri dei loro sfrenati piaceri. Ne viene che l’autorità dei politici è quanto mai ridotta o piuttosto inesistente, perché coloro che avrebbero il più grande interesse ad esercitare le magistrature, agitati da quello sdegno che è proprio degli uomini liberi, si tengono lontani dalle cariche pubbliche e così viene offerta a pochi disonesti l’opportunità di devastare e di fare a pezzi lo Stato.

      Ed ormai, questo Falaride fiorentino è arrivato a tanta tracotanza da non esitare a considerare non benefìci ma servigi a sé dovuti di diritto, i benefici che ha ricevuto nei suoi momenti difficili. Ora, se io rifiutassi di adulare, di lusingare, di servir umilmente, insomma, quest’uomo, chi potrebbe censurare questa mia decisione?

Sara Di Giuseppe           

* Libero saccheggio da
Alamanno Rinuccini  Dialogus de libertate, libro I, 1479
   Trad. Salvatore Rizzo


 
     

martedì 14 ottobre 2014

Era di venerdì 17 a Bologna: “Euro: sur cesso, in Grecia” – Proiezione documentario

Grecia su cesso

Proiezione del documentario: GRECIA, IL PIÙ GRANDE SUCCESSO DELL’EURO – Venerdì 17 ottobre 2014, presso Sala Benjamin – Via del Pratello 53 – Bologna
Programma della serata:
Ore 20:50: presentazione di Simone Curini, del gruppo I 101 Dalamta
Ore 21.00: proiezione del documentario
Ore 22: breve presentazione dell’ARS – Associazione Riconquistare la Sovranità e discussione con il pubblico
La sezione emiliano-romagnola dell’ARS-Associazione Riconquistare la Sovranità presenta, in anteprima a Bologna, il documentario “Grecia, il più grande successo dell’euro”.

Questo lavoro è stato girato in Grecia dal gruppo I 101 Dalmata, prodotto da L.I.R.E., finanziato in crowdfunding, per la Regia di Matteo Nigro e Francesca Cangiotti.

Un documentario sulla crisi del paese che il senatore Monti definì pochi anni orsono: “il più grande successo dell’euro”. Un drammatico resoconto su una situazione ormai dimenticata dai media e, al tempo stesso, un’inquietante finestra aperta sul futuro dell’Italia.

Le interviste agli economisti Alberto Bagnai e Vladimiro Giacché, al leader storico di Syriza Alekos Alavanos, all’antropologo Panagiotis Grigoriou, insieme con le testimonianze di cittadini greci, accompagnano un percorso di fondamentale importanza per la comprensione del particolare momento storico vissuto dai cittadini di tutto il continente europeo.
​PRESENTAZIONE ARS
L’ARS Associazione Riconquistare la Sovranità è un’associazione giovane, nata appena 2 anni fa, ma che sta crescendo in fretta ed è già presente in quasi tutte le regioni italiane.

L’associazione è politica: il suo scopo è quello di costruire una organizzazione in grado di promuovere l’aggregazione tra forze politiche, esistenti e che nasceranno, che si propongano concretamente il recupero del modello sociale ed economico costituzionale, oggi soppiantato dal modello liberista e globalizzatore, che ha trovato la sua espressione più spinta nell’Unione Europa.

L’ARS riconosce il proprio programma nella Costituzione del 1948 ed esprime questo messaggio già dal nome e dal riferimento all’Articolo 1 della Carta: la sovranità appartiene al Popolo.
PRESENTAZIONE I 101 DALMATA
Il documentario è stato prodotto dall’ASSOCIAZIONE L.I.R.E. (Libertà e Informazione per la Rinascita Economica) e realizzato dal gruppo I 101 Dalmata.

Il gruppo – che non ha legame con l’ARS – è composto da persone conosciutesi in rete seguendo il blog del Prof. Alberto Bagnai e che hanno deciso di fare informazione sul campo, andando a documentare ciò che sta accadendo in una Grecia ormai scomparsa dai media.

Il progetto, nato dall’idea di Constantin Xecalos, cittadino greco naturalizzato italiano, è stato autofinanziato attraverso le donazioni di oltre 180 persone.
ARS – Associazione Riconquistare la Sovranità
www.riconquistarelasovranita.it
ars.regioneemiliaromagna@gmail.com