Questo blog nasce per l’esigenza di restituire identità al luogo ed a noi stessi.

Negli anni passati avevo coniato il motto “Una, cento, mille Calcata..” per significare come l’esperimento in corso nel vetusto borgo potesse essere esemplificativo di un nuovo modo di rapportarsi con la natura e con se stessi. Non è certo Calcata, in quanto comunità o località, che va riprodotta ma un modo di percepire la presenza umana nel luogo. Una presenza inserita nel contesto della natura, nel consesso dei viventi, in condivisione olistica e simbiotica.

Infatti - come disse Nisargadatta Maharaj - noi non possiamo essere altro che una parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati.

Molto spesso però ho notato che l’uomo tende a dare maggiore importanza al contesto sociale in cui egli vive. E’ nella società umana, con le sue esigenze e movimenti, che si fa la storia e si sancisce la caratteristica di un posto, molto spesso dimenticando l’appartenenza al tutto, ignorando l’inscindibile co-presenza della natura e degli animali. Per tentare di riscoprire le nostre radici naturali, continuando a prendere ad esempio un cero modo di vivere il luogo e nel luogo, ho pensato di affidare le mie riflessioni a questo blog. In esso si parla di Calcata ma anche di tutto il mondo, ma potremmo dire che è un'altra Calcata ed un altro mondo.

Programmi, storie, descrizioni dell’ambiente (sia naturale che umano), poesie, riflessioni… è ciò che troverete in questo blog. Non sarà quindi un sito di servizi, per promuovere il turismo o la speculazione commerciale, ma un luogo di incontro e fusione delle anime.


martedì 22 luglio 2014

Palestina - Deportati mai più... e la Notte Santa (o Stanca?)



...a proposito del ritornello stucchevole che rimbalza di continuo riguardo il fatto che israele si starebbe difendendo, vi invio questa foto scattata da noi nel gennaio 2010 ad Hebron, territorio della Cisgiordania, dove è ritratta una POSTAZIONE FISSA di soldati israeliani, una delle tante ma moltissime sono anche mobili.

si era in un momento di normalità, non di tensione, dunque la normalità è l’occupazione, e chi tra quelle mura, su quella terra ci è nato, se si oppone all’occupazione come si può definire?

più si solleva fumo meno si vede chiaro e i mestatori lo sanno.
 ..nottestanca

Deportati Mai Più - deportatimaipiu@googlegroups.com


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Integrazione "poetica" di Vito De Russis: 

.....ore  00. 
E' mezzanotte. 
..........
Un po' ci riscaldano Marcella e Iosapia ....... 
Maria già trascolora, divinamente affranta .......

Il campanile scocca 
La Mezzanotte Santa.

E, dai, nasce un altro bambino palestinese ........ 
“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire in uno spirito di fratellanza gli uni verso gli altri.” (Art. 1)  (dalla "Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo – ONU 10 dicembre 1948", in alcune famiglie chiamata "Dudu")
Perchè non leggere dall'inizio, dal "Preambolo"? 
"Considerando che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei diritti eguali e inalienabili costituisce il fondamento della libertà, della pace e della giustizia nel mondo; ......" 
Sostengo che è una lettura impossibile per chi ha la 70ennale cultura di stracciare tutte le Risoluzioni AG (Assemblea Generale) e CS (Comitato Sicurezza) dell'ONU.
E, qual'è la corrispondente 70ennale cultura dell'ONU? Tutte le sue Risoluzioni non rispettano il dettato dell'eguaglianza, della totalità della famiglia umana, ecc. contenute nella Dichiarazione .........
Anche l'Italia .......... specie quella culminata nel Porcellum .........

Buona notte.

Vito De Russis

lunedì 21 luglio 2014

Viterbo.... e quegli sporchi incivili che sporcano

Lettera aperta del senatore Michele Bonatesta alla
assessora Raffaela Saraconi ed al sindaco Michelini


Massì, carissima assessora ai Lavori Pubblici del Comune di Viterbo architetta Raffaela Saraconi, gentilissimo ingegnere Leonardo Michelini sindaco di Viterbo, gentilissimi entrambi.

Lo sapete benissimo tutti e due: il problema di Viterbo che fa schifo indubbiamente è da addebitarsi soprattutto a quei viterbesi ‘ incivili ‘ che non fanno di nulla per mantenere la città pulita ed ordinata, anzi.
Ma sapete benissimo entrambi che sarebbe troppo semplicistico – come avete fatto l’altro giorno – addebitare la responsabilità di intere zone di Viterbo sommerse dai rifiuti urbani ‘ esclusivamente ‘ ai cittadini viterbesi ‘incivili ‘, molti o pochi che siano coloro che abbandonano i rifiuti dove capita anziché contribuire correttamente alla… raccolta differenziata.

Sissignore, carissimo sindaco di Viterbo Leonardo Michelini e carissima assessora ai Lavori Pubblici Raffaela Saraconi:  siamo di fronte ad un problema di… incivili che ( forse) abbondano nella nostra città ma – per carità – non scarichiamo tutte le loro colpe sui contribuenti viterbesi.

Nossignore: gli incivili, infatti, sono anche altri.
Anche… tanti altri.

E voi… voi pensate veramente di ‘ stanarli ‘ aumentando il numero delle telecamere in funzione in città, al centro ed in periferia?
Ma se – come ha più volte ‘ lamentato ‘ il decano dei giornalisti viterbesi Gianfranco Faperdue – se con le telecamere già in funzione – dicevamo – non siete ancora nemmeno riusciti a identificare i vandali-teppistelli che vanno distruggendo l’illuminazione a led ( che non riteniamo essere costata poca cosa ) in quel di Valle Faul, veramente pensate che possa essere utile istallarne di nuove?
Senza parlare delle panchine mandate in frantumi in Viale Trento, ovviamente.

Ma quanto costerà alle casse comunali ( e quindi alle nostre tasche ), carissimi entrambi, quanto costerà questa ennesima… operazione-telecamere-anti-incivili dei rifiuti?
Quanto sono costate alle case comunali ( e quindi sempre alle nostre tasche, alle tasche di noi viterbesi) , sino a questo momento, le telecamere che dite essere già in funzione al centro ed in periferia?
E quanti teppisti-vandali- incivili hanno sino ad oggi identificato queste telecamere?
Quanto hanno riportato nelle casse comunali ( e quindi nelle tasche di noi viterbesi) le ‘salatissime multe ‘ scattate grazie all’opera ‘ investigativa ‘ delle telecamere istallate non abbiamo nemmeno capito…  quante e dove ?

Ripetiamo, carissimi entrambi: con quale costo ?
Con quale costo anche quelle che dite di avere ulteriormente ordinato e che saranno quindi quanto prima istallate ?

Ma siamo sicuri, alla fin fine, che siano vere telecamere e non, magari, telecamere ad…effetto placebo ?
Telecamenre finte, insomma, atte solo a scoraggiare ma che in realtà non riprendono proprio niente e nessuno forse perché non sempre in linea con la legge sulla privacy ?
Un po’ come, insomma, i famosi ‘ falsi autovelox ‘ che avevate fatto istallare in giro per Viterbo e che poi è venuto fuori essere addirittura ‘ illegali ‘.
A proposito, che fine hanno fatto ?
Sono sempre istallati a futura memoria di una incapacità ‘ di sistema ‘  degli amministratori viterbesi a farsi carico in modo serio dei problemi cittadini  o sono stati rimossi ( anche dalle vostre coscienze ) ?
In ogni caso, sapreste dirci quanto costarono anche quei finti autovelox alle casse del Comune di Viterbo e quindi alle tasche di tutti noi viterbesi ?
Qualche amministratore, qualche dirigente del Comune di Viterbo ha forse pagato per un ( incauto ) acquisto che non avrebbe dovuto essere fatto in ogni caso in quanto  rivelatosi del tutto inutile per la città, utile – invece – solo alle tasche di chi ci  vendette i finti autovelox ?

Epproprio: il solito, famigerato… cui prodest che, ogni volta, va a rodere il cervello di chi si occupa in modo serio e disinteressato dei problemi della collettività.
Cui prodest, ora, questa campagna ( di spesa) pro telecamere che a tutt’oggi non hanno dato nulla ( pare) al Comune di Viterbo ed a noi viterbesi tutti ?
Cui prodest se non… se non, ancora una volta,  a chi ora ci sta vendendo tutte queste telecamere?

Ma dicevamo degli incivili, carissima assessora ai Lavori Pubblici architetta Raffaela Saraconi e carissimo sindaco di Viterbo ingegnere Leonardo Michelini.
Cosa ‘ frega ‘ a voi, cosa frega al Comune di Viterbo se ci sono ‘ cittadini incivili ‘ che abbandonano i rifiuti per la strada ?
Noi… il Comune di Viterbo… non paga già qualcuno per raccogliere  e smaltire i rifiuti ?
Gli ‘ incivili’, allora, non dovrebbero essere un problema di chi effettua la raccolta ?
Non è chi effettua la raccolta che sarebbe tenuto a pulire anche le zozzerie lasciate in giro dagli … incivili ?
E se la ditta dovesse ritenere troppo faticoso ed improbo il lavoro, non dovrebbe essere la ditta stessa che svolge il lavoro di raccolta e smaltimento dei rifiuti  a preoccuparsi di ‘scoprire ‘ gli eventuali incivili denunciandoli poi … a chi di dovere ?

Perché questo lavoro ‘ investigativo ‘ lo deve fare il Comune che ha già pagato ( poco o molto che sia) per assicurarsi una città pulita e ordinata affidandola a chi gli ha garantito – in effetti - di essere in grado di mantenerla ordinata e pulita ?

Siamo sicuri, carissimi entrambi, che quantomeno la Corte dei Conti non avrebbe nulla da ridire su queste spese che – forse – non dovrebbero essere a vostro… pardon… a nostro carico ?

Ma dicevamo, carissimi entrambi, dicevamo all’inizio che il problema dei rifiuti in strada non è solo un problema di quegli incivili ( molti o pochi che siamo) che li abbandonano dappertutto.
Dicevamo, carissimi entrambi, che non è solo colpa di chi in realtà non li raccoglie con la scusa degli ‘incivili ‘ in attesa che (indebitamente?) il Comune di Viterbo li scopra e li sanzioni.

Sissignore, carissimi entrambi: la colpa è anche di chi non controlla.
La colpa è anche di chi non fa il proprio dovere di controllo.
Come voi, per esempio.
Come il Comune di Viterbo e la Polizia locale di Viterbo, per esempio.
Come, per esempio, tutti coloro ai quali qualche giorno fa abbiamo indirizzato un lettera aperta denunciando ( e documentando con foto) l’immondo spettacolo dei rifiuti abbandonati all’aria aperta in prossimità dell’ospedale di Belcolle.
Un pericolo  non solo per l’ambiente ma ‘ anche ‘ per l’igiene, carissimi entrambi, carissimi tutti.
Ebbene… ebbene… nessuno di voi… nessuno degli altri ha mosso un solo dito.
Perché ?
Quando abbiamo letto delle ulteriori telecamere in arrivo, carissimo sindaco Michelini e carissima assessora Saraconi, quando abbiamo letto del ‘ polso di ferro ‘ che il Comune di Viterbo intenderebbe usare nei confronti degli incivili-zozzoni-viterbesi, abbiamo presuntuosamente pensato – lo ammettiamo -  anche di essere stati noi – con la denuncia di ‘Belcolle o… bellamonnezza ‘  ad originare il tutto.

Ci eravamo illusi di essere stati noi i ‘responsabili ‘ di questo sussulto di orgoglio da parte degli amministratori del Comune di Viterbo e pertanto siamo tornati sul luogo del misfatto – a Belcolle - convinti di poter scrivere  un nuovo comunicato dando a Cesare quel che era di Cesare e… ai rappresentanti istituzionali locali a tutela dell’ambiente quel che era (giustamente) di questi ultimi.

Essì, siamo tornati a Belcolle ed abbiamo appurato che  I rifiuti sono aumentati.

Nessuno ha provveduto a raccogliere almeno quelli dei giorni prima.
A questo punto… a questo punto non sappiamo quale sarà la situazione quando verrà resa pubblica dai media locali ( quelli che se ne occuperanno senza disturbare con ciò padrini o padroni) questa ennesima nostra denuncia ma… non ce ne può fregare di meno.

A questo punto, infatti,  abbiamo capito tutto, comprese… comprese le coperture dei media.

Essì !
Forse… forse è la… solita manfrina.
Forse… forse è la… solita solfa.
Forse… forse è la… solita storia della torta.

Epproprio: la…  ‘ torta di rifiuti ‘.
Epproprio: magari… magari… ‘ la fetta  di telecamere ‘.


O no ?


Sen. Michele Bonatesta

domenica 20 luglio 2014

Campi Salentina - "La civiltà no si salva con le motoseghe"


Uniti attorno alla Procura della Repubblica di Lecce contro l'intollerabile Pinicidio!

L’ intero Salento guarda indignato e preoccupato a quanto sta avvenendo a Campi Salentina (Lecce) in queste ore, dove sono stati abbattuti tre grandi Pini italici di un’ alberatura monumentale di 32 alberi in tutto della specie Pinus pinea, che costituiscono indubbiamente una delle più belle e riconosciute vedute della città. Un inqualificabile progetto, lontano da ogni buon senso, buona tecnica, e ragionevolezza, prevede lo scellerato ed immorale abbattimento dell’ intero complesso arboreo in questione!
La cittadinanza è in rivolta, e l’ondata di indignazione e sdegno si estende a tutta la provincia di Lecce e regione. Vi è una sola invocazione che si leva forte: “fermate il folle progetto verdicida e spazza-paesaggio! Spegnete le motoseghe! Salvate i nostri monumentali e protetti “Nonni Verdi” di Campi Salentina!”.

In un primo momento si è creduto di poter fermare i tagli discutendo della questione, e ragionando  tutti insieme. Ma dopo l’impensabile ed imprevista accensione delle motoseghe, che ha visto diversi cittadini tentare di salvare gli amati e bellissimi ombrosi alberi con il proprio corpo persino, sono stati depositati d’urgenza due esposti alla Procura della Repubblica a Lecce invocandone l’ intervento urgente a salvezza di cotanto patrimonio arboreo pubblico, ambientale e paesaggistico, costituito da tutti quegli alberi, e per riportare la pacificazione pubblica compromessa irresponsabilmente dalla violenza delle motoseghe! Il primo esposto è stato incentrato sulla assurdità del periodo scelto per questi interventi, che, violando le norme della Direttiva Habitat 92/43 CEE e della Direttiva Uccelli 79/409 CEE relativa alla “Conservazione degli uccelli selvatici”, hanno distrutto tantissimi nidi di uccelli e condannato a morte tanti nidiacei. Nel secondo esposto, ben più corposo, son state sottolineate le assurdità e le contraddizioni dell’intero progetto: dalla violazione della Legge dello Stato 10/2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”, che obbligava le amministrazioni a censire e tutelare proprio le alberature che invece taluni vorrebbero abbattere a Campi in questi giorni, alla mancanza di logicità tecnico-amministrativa nelle circonvolute trovate per tentare di giustificare gli abbattimenti, ecc. ecc.
Ad esempio, si cela il fatto che in città come Roma, addirittura nei pressi del Colosseo e nel parcheggio della Stazione Termini, luoghi iper-trafficati da pedoni e autobus, si interviene sui tanti Pini, della medesima specie e grandezza presenti, senza intaccare le radici, e aggiustando normalmente e con facilità strade e marciapiedi ondulati dagli apparati radicolari, ripianificandoli senza problemi! Queste norme di buona tecnica, adottate anche in altri paesi del Salento, ad esempio nel centro cittadino di Poggiardo (lungo Via Unità d’Italia), a salvezza dei preziosi alberi, (preziosi per mille ragioni nel contesto urbano, dall’ossigeno, all’ombra, all’identità paesaggistica e culturale della nostra Nazione Italia, che ha in quegli alti Pini ad ombrello, non a caso chiamati anche “Pini Italici”, un suo fortissimo simbolo), sono state ignorate del tutto a Campi salentina ad oggi, giungendo persino a mettere lì, nero su bianco, che gli alberi, a seguito del tipo di interventi di rifacimento stradale previsti, subirebbero danni tali alle radici da renderne, per la provocata instabilità di Pini oggi invece e dunque ben saldi e stabili, inevitabile la rimozione! Ma si cambi il tipo di intervento!
Così si cerca di nascondere l’incelabile orrore del progetto dicendo che al posto dei grandi pini pluridecennali saranno piantati alberelli di tiglio! Come se il Tiglio crescendo, non provocasse i medesimi e maggiori danni a strade a marciapiedi (vedi a Lecce il caso dei tigli di Via Don Minzoni), provocati dai pini, danni nell’uno e nell’altro caso riparabilissimi comunque senza danneggiare gli alberi, come detto!

Ci stringiamo tutti attorno alla Procura di Lecce in attesa che siano fermate al più presto le assurde motoseghe che già tanto dissenso e opposizione civica pacifista hanno sollevato presso tantissimi cittadini indignati di Campi e di tutt’Italia, dove la notizia sta correndo sui social network!

Vogliamo che Campi diventi il punto di svolta e approfondimento perché nel Salento si ponga fine al taglio scellerato delle nostre conifere mediterranee, (Pini ad ombrello da pinoli, Pini d’Aleppo, Pini marittimi e Cipressi mediterranei colonnari e non), che offende la dignità di questa terra, l’ intelligenza dei cittadini e i bilanci pubblici, e vede trasformare le alberature, cui sono legati i sentimenti della gente, in biomassa da bruciare magari in qualche caminetto o in qualche industria, per farne fumi e lucrosa energia elettrica iper-incentivata e iper-pagata, come energia dichiarata “verde”, nelle nostre bollette elettriche non a caso tanto “inspiegabilmente” maggiorate negli ultimi tempi: è purtroppo quanto sta succedendo persino agli alberi delle nostre pinete, e persino alle nostre querce, attraverso interventi definiti sulla carta, e finanziati lautamente persino dalla Regione Puglia, di “miglioramento forestale”, insomma mistificazioni pure che nascondono un’ecatombe arborea forsennata! Mistificazioni che hanno visto in questi ultimi anni persino taluni cercare di dire che le conifere mediterranee son piante “esotiche”, aliene insomma, da cui liberare il Salento: trattasi di volgari e gravissime blasfemie anti-storiche e anti-scientifiche! 

Domani, lunedì mattina, una delegazione di cittadini sensibili all’ ambiente sarà in Procura a Lecce per incontrare i Magistrati, e dopo a Campi saranno deposte delle rose rosse sui tre ceppi, grondanti linfa e resina, dei tre grandi e sanissimi Pini, alberi di una vita, “Nonni Verdi” della città come son stati chiamati, tagliati tra le lacrime dei cittadini! In segno di rispetto e di indignazione.

Pini e Cipressi son il paesaggio pittoresco del Salento da secoli e secoli, son il Salento, dall’epoca greco-romana e forse persino da molto molto prima!
Questo disgustoso andazzo che assassina i nostri alberi, e in particolar modo le nostre conifere, talvolta capitozzandole e condannandole comunque (le nostre conifere non sopportano potature drastiche), talvolta tagliandole alla base (e le conifere in questione non ripollonano), con vane scuse d’ogni tipo, è giunto e deve giungere alla sua FINE, e ogni conifera deve essere ipertutelata, tanto in ambiente urbano, quanto in ambiente rurale e naturale!
                                               Domenica, 20 luglio 2014

Info:
Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio e  della Salute del Cittadino
rete d’azione apartitica coordinativa  di associazioni, comitati e movimenti locali e non, ambientalisti, culturali e socio-assistenziali
sede c/o Tribunale Diritti del Malato – CittadinanzAttiva
c/o Ospedale di Maglie "M.Tamborino"
Via N. Ferramosca, c.a.p. 73024  Maglie (LECCE)

Forum Ambiente e Salute del Grande Salento
rete apartitica coordinativa di movimenti, comitati ed associazioni a difesa del territorio e della salute delle persone
Lecce, c.a.p. 73100 , Via Vico dei Fieschi – Corte Ventura, n. 2
e-mail: 

sabato 19 luglio 2014

Assolto il Berlusconi? E chi se ne frega! - Festa grande in casa Ruby - Prostituzione maggiorile


Festa grande in casa Ruby

Il Silvio mi è sempre stato antipatico. Prima di tutto perché è il padrone del Bilan, “l’altra” squadra della mia Milano, quella che è andata due volte in B, “una volta pagando e l’altra gratis” come disse l’immenso Peppino Prisco, vera natura di Alpino, di Interista e di Avvocato. Poi mi è sempre stato antipatico “antropologicamente”: i suoi occhi mi ricordano quelli dello squalo, quando attacca. 

Con la differenza che lo squalo fa il suo mestiere, il Silvio vuole essere deificato. Poi non mi è mai andata giù la faccenda delle televisioni. In Italia non si comprano, si hanno in regalo dal potere. Cosa che avvenne quando Craxi decise di mettere la bomba ad orologeria televisiva sotto la sedia di Agnelli, spadroneggiante, che gestiva quasi tutta la carta stampata. “Mani pulite”, oltre che per vendetta degli SUA, sbeffeggiati a Sigonella dai Carabinieri d’Italia, nacque proprio per quella guerra micidiale fra poteri forti dello Stivale.

Da ultimo mi sta antipatico, il Silvio per la non politica che ci ha imposto per un ventennio. Appena salito al soglio di Palazzo Chigi, Berlusconi ha dovuto fare i conti con la Goldman Sachs, con il rabbino capo di Roma, con alcune multinazionali, con i poteri forti della City di Londra, con gli Yankee e con gli israeliani. Come sempre, come tutti, da settanta anni. E non mi va.

Però  è stato assolto nel processo Ruby. Sia ben chiaro, di quel che succede ad Arcore non me ne importa nulla. Le facildonne ci sono sempre state e sempre ci saranno. Da quando nelle caverne, un maschio arrivava portando quattro pere e una lepre, ed otteneva le attenzioni della leggiadra cavernicola, nulla è cambiato, o quasi. Sono cambiate le pere e la lepre, ma non il dopo cena. Ma sono fatti squisitamente loro.

Quello che mi fa drizzare le antenne è il dubbio che ad un vecchiaccio maligno e diffidente, nonché cinico e scettico come me, fa affiorare idee curiose.

Berlusconi è al potere, e la magistratura lo assale a plotoni affiancati, come gli Zulu ed i Russi.

Si sa che la magistratura è assai sinistramente vicina alla sinistra (ripetizione voluta e sottolineante), quindi non vi sarebbe da stupirsi. Ed infatti il Berlusconi comincia a prendersi sberle che la giustizia gli pittura sulla faccia.

Poi il Pinocchietto di Firenze spariglia (o finge di farlo, che in politica è la stessa cosa) le carte di quel partito borghese e conservatore che è il PD. Giudicato affidabile e ubbidiente, il Pinocchietto si va a prendere il Soglio che fu di Silvio. Unto dal Savoiardo abitante del Colle. Timoroso del comico ligure (non ha capito molto, in verità) si accorda con l’ex nemico di Arcore per fingere di cambiare tutto, per non cambiare nulla. Gattopardo. Del resto doveva coinvolgere Forza Italia per non lasciarle il monopolio dell’opposizione a destra. E a Berlusconi rientrare dalla finestra è sembrato l’assicurazione sulla vita, sia pubblica che privata, dato l’ego smisurato del padrone del Bilan.

E, guarda caso, la magistratura cambia rotta. Di 180 gradi.

Non mi stupirei se la Santanché manifestasse in Piazza San Pietro con uno striscione 8 per 2, con l’invocazione “Silvio, Santo Subito” (del resto, se vogliono fare santo papa Montini, non mi stupirebbe tale beatificazione).

Quello che mi lascia il tarlo a rodere è l’impressione che sia con magistratura avversa, sia con magistratura amica, chi tira i fili veri persegua il proprio disegno alla faccia degli Italiani.

E sbaglia chi se la prende con i Giudici: non fanno altro che occupare uno spazio che una politica stracciona, inetta, inutile, ignorante e dannosa ha lasciato libero.

No, no….. I giochi veri non si fanno sul teatrino di questo squinternato stivale.

Non ci credo. Non ha logica. Non è credibile né verosimile.

Assolto Berlusconi. Ma in tutta franchezza, chi se ne frega? Credete che cambi qualcosa? E’ cambiato qualcosa con l’avvento di Pinocchietto?


Fabrizio Belloni

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Prostituzione Maggiorile

Integrazione di Adriano Colafrancesco: "In attesa di vedere finalmente ascendere Ruby Rubacuori alle Pari Opportunità, insieme a Denis Verdini alle Finanze, Marcello Dell’Utri agli Interni  Totò Riina alla Giustizia – tutti all’ombra del governo progressista a guida dell’inarrestabile  Matteo da FioRenzie - dal colle per eccellenza della Capitale si leva un assordante silenzio sulla tentata violenza carnale in atto nei confronti della Costituzione Repubblicana.

Tace il Colle e tace la voce degli italiani ormai costretti a rassegnarsi alla evidenza dei fatti: Karima  era inequivocabilmente e in tutta evidenza, la nipote di Mubarak!

Guai dubitarne! Ma soprattutto guai supporre che all’origine di questa incontrovertibile verità - suffragata dalle tesi della difesa estrema dell’avvocato Francolò Ghedoppi - vi sia in vero la necessità di non confermare la sentenza di primo grado, onde evitare la inevitabile caduta di un governo sempre più alle prese con la rapina del secolo: quella del prezioso Bene Comune rappresentato dalla democrazia partecipata.

Delinquenti a televisione armata ormai possono tutto!

Sfocata ma inequivoca comincia a intravedersi, con contorni pian piano sempre più nitidi, la figura del Principe di Arcore – Silvio Valerio Borghese – che dal balcone-pulpito di Piazza Venezia arringa le masse col celebre discorso del Grillo: “Italiani…….ma l’avete capito o no!?...io so’ io… e voi nun siete un cazzo!

Potente e oceanico gli fa eco, con fragore di vento, il coro plaudente di folle fideisticamente prone ai piedi delVenerabile Duce, dirette con estro dai maestri cantori Alessandro Sallusti e Maurizio Belpietro.

Potente e assordante il rombo di tuono che annuncia la vittoria della parità di genere – Biancofiore e Bonafè, Picierno e Santanchè, Comi e Ravetto, Moretti, Serracchiani, Boschi e De Girolamo – provate voi, se ne siete capaci, a metterne in dubbio - ma che dico,  la parità! - ....la sostanzialità di genere!!!

Aveva ragione Giuliano Ferrara! E’ proprio il caso di dirlo: “siamo tutti (a) puttane!”
Ovverosia, se reato vi fu si trattò di semplice “prostituzione maggiorile

venerdì 18 luglio 2014

Michele Bonatesta e quei 700.000 mila euro portati a Viterbo per campi sportivi all'aperto e non per una palestra

Lettera aperta al sindaco di Viterbo Leonardo Michelini
e all’assessora ai lavori pubblici Raffaela Saraconi.


Gentilissimo ing. Leonardo Michelini, sindaco di Viterbo; gentilissima arch.Raffaela Saraconi, assessora ai Lavori Pubblici del Comune di Viterbo;
 gentilissimi entrambi.

Dunque… dunque ci rivediamo o, meglio,… ci risentiamo.
Essì, perchè la prima volta che ci siamo visti e sentiti è stato almeno un paio di mesi fa in quella ‘ assemblea  pubblica ‘ ( poco numerosa, per la verità) organizzata nei locali della parrocchia di Santa Barbara.

Ricordate, vero ?
Ricordate entrambi di cosa si trattasse.
Noi ricordiamo che – per conto del Comune di Viterbo - c’era anche il consigliere comunale delegato allo sport Sergio Insogna ed un funzionario dell’Ufficio Lavori Pubblici con planimetrie e quant’altro utile ad illustrare il progetto oggetto del dibattito.

Eggià: il progetto della palestra che il Comune di Viterbo, carissimo ingegnereLeonardo Michelini sindaco di Viterbo e carissima architetta Raffaela Saraconi, assessora ai Lavori Pubblici del Comune di Viterbo, il progetto della palestra – dicevamo – che il Comune di Viterbo vorrebbe realizzare al quartiere Santa Barbara dopo aver  trovato  nelle ‘ piaghe ‘ ( e non nelle… pieghe ) delle casse comunali un ‘ tesoretto  di 700.000 euro ‘ abbandonato  lì da anni.

Epproprio, carissimi entrambi: un ‘ tesoretto di 700.000 euro ‘ portato da noi quando eravamo  ancora senatori della Repubblica (eletti), un ‘ tesoretto ‘ che sarebbe dovuto servire a realizzare il primo stralcio di un complesso sportivo polivalente comprendente campo di calcio e campi da tennis, nel quartiere Santa Barbara.

Un progetto all’epoca indicatoci come ‘ prioritario ‘ per il quartiere Santa Barbara dagli stessi uffici tecnici del Comune di Viterbo e  dal sindaco, da realizzarsi – come già detto – per stralci e quindi ‘ finanziato ‘ dallo Stato con quel ‘ tesoretto ‘ di 700.000 euro che il parlamento ( Camera e Senato) finalizzò ( su nostra richiesta)  per la realizzazione di un complesso polivalente nel quartiere di Santa Barbara, a Viterbo.

Campi da tennis, dunque, e… campo da calcio.
Niente mattoni.
Nessuna ulteriore ‘ colata ‘ di cemento.
Sport all’aria libera, a disposizione dei giovani ( e non solo ) del quartiere ( e non solo), senza fini di lucro eccetera eccetera ccetera.

Eggià: per questo noi facemmo destinare al Comune di Viterbo quei 700.000 euro, mai utilizzati dalle amministrazioni Gabbianelli ( con la quale era stato concordato) e Marinie che voi ora vi siete trovati come ‘ tesoretto ‘.

Ricordate ?

Cominciate a ricordare, ora, quell’assemblea, vero ?
Quell’assemblea ed il nostro intervento che vi lasciò quantomeno… interdetti.
Epproprio: nessuno di voi – carissimo sindaco Michelini e carissima assessoraSaraconi – nessuno di voi due sapeva che quei 700.000 euro erano stati fatti arrivare al Comune di Viterbo proprio da noi e che… e che erano ‘ finalizzati ‘.

Finalizzati ad un uso differente da quello per il quale voi avevate pensato di utilizzarli, egregio sindaco Leonardo Michelini, egregia assessora Raffaela Saraconi.

Ricordiamo ancora la faccia ‘ incredula ‘ dell’architetta Saraconi che intese verificare lì per lì ( con una telefonata agli uffici del Comune di Viterbo) la veridicità delle nostre affermazioni.
Veridicità che, ovviamente, fu lì per lì confermata dall’architetto Gay, autore del progetto di massima di ciò che si sarebbe dovuto finanziare con quei 700.000 euro.

Ora ricordate, vero ?

E’ impossibile che non ricordiate anche perché… anche perché noi finimmo il nostro intervento ‘ DIFFIDANDOVI ‘ DALL’USARE QUEI SOLDI IN MANIERA DIFFORME DA QUELLA PER LA QUALE NOI LI AVEVAMO FATTI DELIBERARE DAL PARLAMENTO.

Ora ricordate, vero ?

Ricordate che anticipammo anche la nostra intenzione di presentare specifiche denunce alla Procura della Repubblica di Viterbo ed alla Corte dei Conti se quei 700.000 euro fossero stati destinati ad usi differenti dalla ‘ finalizzazione ‘ chiesta ed otttenuta da noi.

Ebbene… ebbene noi oggi torniamo ad ufficializzare quella DIFFIDA.

Guai – vi diciamo - ad usare quei 700.000 euro per la realizzazione di una palestra che – tra l’altro – non è nemmeno voluta dagli abitanti del quartiere dato che andrebbe a distruggere – dicono - quello che loro ritengono essere il ‘ loro parco ‘ a Santa Barbara.

Guai, vi diciamo,  egregio sindaco Michelini, egregia assessora Saraconi, a utilizzare quei 700.000 euro per una palestra che è tutt’altra cosa da quello da noi ipotizzato.
Se il Comune di Viterbo intende realizzare una palestra al quartiere Santa Barbara ovviamente ne ha tutto il diritto ma… ma non con quei soldi, non con quel ‘ tesoretto ‘ portato da noi oramai diversi anni fa.
Con quei 700.000 mila euro, carissimo ingegnere Leonardo Michelini sindaco di Viterbo e carissima architetta Raffaela Saraconi assessora ai Lavori Pubblici del Comune di Viterbo, con quei 700.000 euro – dicevamo  - o si realizza ciò per cui furono stanziati o… o i 700.000 euro si restituiscono.

Epproprio: se quei 700 mila euro non vengono utilizzati per il progetto dell’arch. Gaya suo tempo abbozzato, quei 700 mila euro vanno restituiti allo Stato che deciderà l’uso da farne, in quale calderone andarli ad infilare, per quali finalità.
Della serie… della serie, in altre parole… se il Comune di Viterbo vuole costruire una palestra da affidare poi a qualche privato… lo faccia pure ma con altri soldi, non con i soldi ‘ nostri ‘ !
Avete seguito, egregi sindaco Michelini ed assessora Saraconi, la polemica che ha fatto seguito, nei giorni scorsi, ai corsi di ginnastica ed ai soggiorni climatici finanziati quest’anno dal Comune di Viterbo ?
Avete visto i ‘ pesci in faccia ‘ che sono volati tra amministratori comunali di Viterbo in odore – diretto o indiretto -  di…  ‘ conflitto di interessi ‘ ?
Avete letto dell’ignobile gazzarra che si è scatenata intorno all’osso rappresentato dai soggiorni climatici e dai corsi di ginnastica finanziati dal Comune di Viterbo ?
Epproprio, carissimi entrambi: amministratori comunali in odore di conflitto di interessi, direttamente o indirettamente, né più ne meno di come successo con… Caffeina.
Che brutto spettacolo, carissimi sindaco Michelined assessora Saraconi !
Eggià: se tanto mi dà tanto, cosa succederà – domani - con la ‘ palestra ‘ realizzata dal Comune con fondi pubblici, carissimi sindaco Michelini e assessora Saraconi ?
Chi sarà chiamato ad organizzarvi i corsi di fitness ( a pagamento, ovviamente) ?
Chi sarà chiamato ad organizzarvi i corsi di ginnastica dolce per gli anziani e le mamme incinte ( a pagamento, ovviamente) ?
Chi sarà chiamato ad organizzarvi  i vari corsi per bambini di varie fasce di età ( a pagamento, ovviamente ) ?
Assisteremo ancora una volta alla miserevole sceneggiata dei ‘ pesci in faccia ‘ tra amministratori direttamente o indirettamente ‘ coinvolti ‘ o ci troveremo invece di fronte alla cosiddetta, clasica, ‘ cordata di amici ‘ dove una fetta di torta ( e di business) con i soldi dei viterbesi non si negherà a nessuno ?

Siamo seri, carissimo ingegnere Leonardo Michelini sindaco di Viterbo, carissima architetta Raffaela Saraconi assessora ai Lavori Pubblici del Comune di Viterbo.

Anche questa volta, come vedete, noi parliamo… senza peli sulla lingua, di modo che… chi vuole capire capisca.

Della serie… della serie… se c’è qualcuno, a Palazzo dei Priori, che pensa di poter gestire i propri affari con i soldi dei viterbesi… mbè… che cambi idea.
Della serie… della serie…se c’è qualcuno, a Palazzo dei Priori, che ha bisogno di una palestra per incrementare i propri affari… mbè…  che se la costruisca.

Quei 700.000 euro… quei 700.000 euro portati da noi al Comune di Viterbo non sono, infatti, a loro disposizione !!!
Lo abbiamo promesso giorni fa – tra l’altro – a… nonna Annarita, di Santa Barbara !
E noi… noi… le promesse… noi… noi… gli impegni… li manteniamo.

Sempre !!!

O no ?

Sen. Michele Bonatesta

Italiani sculettanti alla meta – J.P. Morgan detta lo spartito il pifferaio di (Fi)-renzie esegue




Decisamente, Mattacchione Renzi è bravo. Ha un’abilità tutta sua nel propinare le medicine più amare senza che il paziente (in questo caso, il popolo italiano) si lamenti; anzi, facendosi anche premiare (in questo caso, col voto) per il suo tristo lavoro. È una cosa assolutamente unica negli annali della politica: sarebbe come se la Fornero fosse eletta Miss Italia dagli esodati.

Eppure, il pifferaio dell’Arno – almeno fino a questo momento – sembra essere riuscito ad ammaliare tutti. Esattamente come il “Pifferaio Magico” dei fratelli Grimm, che col suono del suo strumento stregato incantava i bambini di Hamelin e li trascinava, allegri e felici, fino alla morte.

Nel caso di Renzi, il flauto è sostituito dalle parole, che il tosco usa con raffinata maestrìa. Sono parole solitamente neutre, che possono avere un senso positivo o negativo. Prendete il “nuovo”, per esempio, o il “rinnovamento”, o il “cambiamento”, o equipollenti. Chi ha detto che il “nuovo” sia migliore del “vecchio”? Facciamo il caso della situazione italiana: è indubbio che, da vent’anni a questa parte, la nostra società, la nostra economia, il nostro tenore di vita abbiano subìto un “cambiamento”. Ma esiste una sola persona – fosse anche la più stupida del Paese – disposta ad affermare che il “nuovo” di oggi sia meglio del “vecchio” di ieri?

Ecco: il “nuovo” di Renzi – a modesto parere dell’eretico sottoscritto – ci porterà in letizia verso il baratro, giulivi e sculettanti al suono ipnotico del piffero delle riforme.

Le “riforme” – appunto – sono un’altra di quelle parole magiche che il piccolo scrivano fiorentino usa con consumata abilità, dando ad intendere che queste possano essere utili al Paese; anzi – addirittura – facendo passare chiunque si opponga a taluna di esse per un reazionario, per un difensore dei vecchi assetti, per uno che “rema contro”. Ma “noi non ci faremo intimidire” – canta il pifferaio – e “andremo fino in fondo”. E gli italiani, incantati, applaudono e continuano a marciare verso il baratro. A nessuno è passato per la mente che – da vent’anni a questa parte – non facciamo altro che riformare: abbiamo riformato il sistema pensionistico, abbiamo riformato il mercato del lavoro, abbiamo riformato il sistema bancario, abbiamo riformato la scuola, la sanità, i servizi e tutto lo scibile sociale… E il risultato è sotto gli occhi di tutti: siamo nella melma fino al collo. Ancòra qualche altra riforma come queste, e non riusciremo a tenere fuori neanche la testa.

Perché tutto ciò? Perché queste “riforme” non sono andate in direzione degli interessi del popolo italiano, ma in direzione delle richieste dei “mercati”, cioè del sistema finanziario speculativo; credendo o fingendo di credere che gli interessi del popolo e quelli dei mercati coincidessero. Cosa assolutamente falsa. È, anzi, vero il contrario. Le “riforme” che vogliono i mercati – oltre a quelle per assicurare una direzione politica immune da condizionamenti “populisti” – sono solamente quelle che producono tagli di spesa; che producono, cioè, un oggettivo peggioramento delle condizioni economiche di alcune categorie o dell’intera collettività.
Ogni tanto, i mercati – attraverso le grandi banche d’affari – hanno l’impudenza di esplicitare le loro richieste di carattere politico e/o economico attraverso dei report ufficialmente indirizzati agli investitori, ma che in realtà sono quasi dei “fogli d’ordini” diretti ai governanti dei Paesi vassalli. Due anni fa era stato il Citigroup a mettere nero su bianco quale fosse lo “scenario favorito” auspicato per l’Italia (vedasi il mio articolo su “Social” del 16/11/2012). In tempi più recenti è stata la J.P. Morgan Chase (credo la seconda banca d’affari del pianeta, dopo la Goldman & Sachs) a mettere in carta i suoi desiderata per i paesi dell’Europa meridionale. Titolo, rivelatore: “Aggiustamenti dell’area Euro”. Il documento è reperibile in rete all’indirizzo http://culturaliberta.files.wordpress.com/2013/06/jpm-the-euro-area-adjustment-about-halfway-there.pdf.

Terz’ultimo e penultimo capitolo del report sono intitolati rispettivamente “Il cammino delle riforme strutturali” e “Il cammino delle riforme politiche nazionali”. Il capitolo delle riforme “strutturali” (cioè non transitorie) cita con ammirazione la riforma del mercato del lavoro attuata dal governo Monti nel 2012, affermando che questa ha prodotto un beneficio durevole. Ora, io non metto in dubbio che le riforme di Monti e Fornero abbiano prodotto dei benefìci, ma certamente non per i lavoratori italiani, che in questi ultimi due anni hanno visto aumentare gli indici di disoccupazione.

Ma il pensiero della J.P. Morgan si fa più chiaro nelle pagine seguenti, quelle dedicate alle riforme politiche, quando lamenta che i sistemi politici dei Paesi euro-meridionali presentino, fra le tante pecche, le seguenti due: tutela costituzionale dei diritti dei lavoratori («constitutional protection of labor rights») e diritto di protestare contro i provvedimenti che non si condividono («the right to protest if unwelcome changes are made to the political status quo»). Si, proprio così. Invito gli increduli a verificare personalmente su internet, alla pagina 12 dell’illuminante documento.

Ecco perché l’indefessa volontà riformista del parolaio di Palazzo Vecchio mi spaventa. Perché credo di immaginare in quale direzione andranno le riforme annunziate.

A proposito, vi siete accorti di come la riforma renziana della Pubblica Amministrazione introduca il principio della licenziabilità dei dipendenti pubblici? Certo, senza dirlo chiaramente, mascherando, attenuando, velando il più possibile. Per il momento, la licenziabilità è prevista esplicitamente solo per i dirigenti. Ma l’importante è far passare il principio. Vedrete che, da qui a breve, si potranno licenziare pure gli uscieri comunali. Come in Grecia. Come, d’altro canto, adombrato nel famoso rapporto Cottarelli sulla spending review. Ricordate? Ne avevo parlato qualche mese fa su queste stesse colonne. Avevo detto che, fino alle elezioni europee, gli statali (e i pensionati) potevano stare tranquilli. Adesso le elezioni ci sono state, Renzi le ha vinte, e la strada per le riforme è spianata.

Michele Rallo

www.europaorientale.net