venerdì 22 luglio 2016

Un califfo tira l'altro ... dai tempi del Mahdi



Di cosa sto scrivendo ?? Ma del bellissimo e spettacolare film del 1966  "Khartoum" di Basil Dearden,interpretato da due mostri sacri  quali Laurence Olivier e Charlton Heston. Quest'ultimo si immedesimava (incredibile la somiglianza) con Gordon Pascià,governatore (inglese) del Sudan per conto delle autorità egiziane (protettorato britannico di fatto in quel lontano 1884).

L'altro,l'immenso Laurence Olivier,dava vita al personaggio storico del musulmano Muhammad Ahmad, mistico sunnita e (soprattutto) valente condottiero che si autoproclamò (attenzione al dettaglio) "Mahdi" ovvero "ben guidato da Dio"...
per far cosa ? Per liberare dagli infedeli (europei ed egiziani che fossero) i territori occupati e creare un Califfato,secondo il volere di Allah.


Ma guarda che roba... pensavo ieri sera mentre rivedevo in tv il film (molto aderente alla verità storica che posso conoscere io).


Quand'ero studente liceale lo avevo apprezzato per la bellezza delle scene,la grandiosità delle parti "guerresche" e per la indubbia bravura di tutto il cast.
Pur avendo già allora in antipatia la "perfida Albione" ed il defunto suo impero non potevo non aver ammirato il coraggio di questo colonnello che, forte delle proprie convinzioni strategiche, era rimasto a presidiare Khartoum con soli 5 ufficiali europei, qualche migliaio di soldati egiziani ed una popolazione civile che (in gran parte) non gradiva affatto aderire alle "visioni" del Mahdi.


Come finì il film lo sappiamo gli anziani, i giovani credo neppure abbiano idea di cosa sto scrivendo... mi permetto di consigliarne la visione anche se devo anticipare il (prevedibile) finale: Gordon Pascià perse la testa, il Mahdi vinse la battaglia ma poi morì mesi dopo di febbre tifoide (così riporta Wikipedia) lasciando nei guai quello che aveva creato: lo Stato Islamico.


Sì, amici che avete la pazienza di pubblicare e leggere queste righe... anche nel 1885 la Storia sempre quella era: "guerra santa e stato islamico" !! 


Nel film, parto di un'epoca non troppo differente da quella attuale secondo la visione occidentale,il visionario Mahdi è (pur non diventando macchietta) "inferiore" per valori e contenuti allo "inglese" Gordon,pronto a morire per la difesa degli interessi nazionali (britannici) ma mettendo in salvo gli europei (nel film fallisce).


Con il senno di stanotte ho "rivisto" tutto in ottica differente, ve la sottopongo:


anche in quel lontano 1884 erano occidentali,inglesi per l'occasione, a comandare "in trasferta" per imporre ad altri popoli e nazioni tipo di governo e "mercato" da subire;


per far quanto sopra i "bianchi" non esitavano ad armare le varie fazioni,promettendo magari interventi militari ed economici a sostegno,per metterle l'una contro l'altra e poter protrarre ed estendere il proprio potere; 

che gli "alleati" egiziani e sudanesi,con tantissimi civili di Khartoum, finissero sterminati dal Mahdi niente altro era,pure nel 1885,che un "danno collaterale";

che "quel" Mahdi,non era certo il primo ad essere convinto di quanto professava,propugnava e faceva ed era disposto a tutto per riuscirci;


che, dopo di lui, ce ne furono altri ed oggi ce ne sono ancora in giro e non sono soli come ci imbrogliano i media occidentali...sono tantissimi,in molte parti del mondo ;
....che di Gordon Pascià ce ne sono stati pochi  prima e dopo di lui,troppi si muovono solo per soldi.


Per chiuderla qui, la considerazione finale.
Continuando in questo modo, esportando con la forza il nostro (si fa per dire) "modello di democrazia", distruggendo di fatto tutto e tutti, avremo magari petrolio e gas per altri decenni, venderemo prodotti occidentali anche alla Croce Rossa ed all'Unicef, piazzeremo armi favorendo crimini sempre più orrendi ma avendo una sola certezza: potremo magari spazzar via il  "Mahdi" di oggi, il Califfo di Mosul e Raqqa, ma ne nascerà sempre un altro...


Vincenzo Mannello

giovedì 21 luglio 2016

Turchia. L'altra faccia del golpe.. (invertita)



Purtroppo (trattandosi di un individuo senza scrupoli) Erdy  è capace di praticare il doppio, triplo e multiplo gioco. Di solito i tipi così finiscono per non morire nel loro letto, ma comunque andrà a finire prima avrà fatto penosi sfracelli, come già sta mostrando in patria dopo il minigolpe.

A questo punto Putin, il quale sa benissimo che nei conflitti bisogna agire in modo razionale, ha utilizzato una circostanza strategicamente favorevole, che rompe un fronte sul lungo accerchiamento prodotto da Washington. I russi sono abituati ormai da settant’anni ad organizzarsi di fronte alle continue minacce nordamericane, un problema che nell’era nucleare va sempre trattato con la massima attenzione. 


Gli uomini dei servizi segreti russi hanno avvisato il presidente turco dell’imminente golpe, lo hanno protetto salvandolo dall’attentato in albergo e scortato al jet su cui si è imbarcato volando per alcune ore, durante le quali ora è lecito ipotizzare sia stato scortato non solo dalla frazione lealista dell’aviazione locale ma anche dai caccia russi. Ciò è tecnicamente possibile, poiché il presidente può autorizzare voli stranieri sul proprio spazio aereo, ed a quel punto nessuno, non solo l’aviazione golpista, ma nemmeno quella statunitense poteva scatenare un incidente militare internazionale con le forze armate di un potenza nucleare legittimamente presente, quindi nessuno era in grado di abbattere l’aereo di Erdogan senza rischiare una guerra atomica.

Vincenzo Zamboni


Note integrative:

 “Qualche fonte: l’American Enterprise Institute ha pubblicato nel marzo di questo anno un articolo dal titolo: «Ci può essere un colpo di stato in Turchia?». Poco prima si erano espressi sul Washington Post in modo analogo due ex ambasciatori in Turchia, Edelman e Abramowits. Insomma, qualcosa bolliva in pentola, ma è l’ultima presa di posizione che ha fatto scattare il colpo di Stato.” (G.L.C.)


 “Di sicuro in Turchia  1) c’è stato un tentativo di colpo di stato 2) Dopo poche ore l’ Occidente, Nato, Ue, USA non hanno iniziato a tentare di capire chi abbia provato a fare il colpo di stato, ma si sono impegnati solo a denunciare la reazione di Erdogan. I paesi Nato sono assolutamente disinteressati a individuare i golpisti Quindi, è automatico il sospetto che questi ultimi siano amici e/o una parte dell’Occidente e della Nato..” (Marco Palombo)


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Articolo corroborativo:


L’opera di depistaggio è già iniziata. Chi ha causato il golpe, e perché sia avvenuto, non interessa più a nessuno. Il pensiero dominante ha vinto ancora una volta: se lo è fatto da solo. Erdogan è un feroce dittatore (non intendo discutere la cosa), che sta ora massacrando gli insorti e si contano già migliaia di vittime e in più avremo anche, Oddio, la pena di morte. Come se negli Stati Uniti non ci sia la pena di morte e Guantanamo neppure. Ma no, noi siamo in Europa con i nostri sacri diritti umani. Ci stanno raccontando un sacco di balle per continuare a nascondere quello che è veramente accaduto.
Un Presidente eletto democraticamente dal popolo è stato oggetto non di una insurrezione popolare, ma di un golpe militare vecchio stile. Per far piacere agli Stati Uniti e alla succursale europea, la Ue, noi invece diciamo che se lo è fatto da solo, per poter così ammazzare qualche migliaia di dissidenti e rafforzare ulteriormente il suo potere. In realtà è lui che ha rischiato di essere ucciso nell’hotel in cui era in vacanza, ma questo non conta. Tutta una montatura. Eppure l’ordine era reale: eliminarlo fisicamente. Erdogan è riuscito a scappare grazie ai servizi segreti russi. Putin lo ha salvato da morte certa. Ce lo siamo già dimenticato il presidente deposto dell’Ucraina, Viktor Yanakovych, nel febbraio del 2014? In quel caso il golpe parzialmente riuscì, ma Putin con una operazione straordinaria riuscì a salvare almeno la vita dell’alleato, anche in quel caso eletto democraticamente. E pure dietro a quel golpe c’erano gli americani. Gli americani avevano messo Erdogan nel mirino da tempo, ma l’ultima sua giravolta a favore di Putin è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Qualche fonte: l’American Enterprise Institute ha pubblicato nel marzo di questo anno un articolo dal titolo: «Ci può essere un colpo di stato in Turchia?». Poco prima si erano espressi sul Washington Post in modo analogo due ex ambasciatori in Turchia, Edelman e Abramowits. Insomma, qualcosa bolliva in pentola, ma è l’ultima presa di posizione che ha fatto scattare il colpo di Stato.
Anche se non adeguatamente preparato, se Erdogan non fosse scampato all’attentato nell’hotel in cui risiedeva e fosse stato ucciso, il colpo di Stato sarebbe riuscito. Stando alle ultime ricostruzioni trapelate da ambienti vicini al Svr, i servizi di intelligence russi per l’estero, ci sarebbe stato un intervento degli Specnaz, le forze speciali russe che avrebbero scortato e difeso il presidente Erdogan dal golpe militare, accompagnandolo dal luogo in cui era fallito l’attentato, che doveva eliminarlo, all’aereo che lo ha riportato ad Ankara.
Gli americani hanno compiuto un grave errore sottovalutando i servizi segreti russi e ora Erdogan volerà ben presto non nei cieli sopra Berlino, come l’altro ieri voleva farci credere il Dipartimento di Difesa americano ( e ci sono cascati tutti…), ma sopra quelli di Mosca. Quello che ora succederà è difficile dirlo. Possiamo solo dire Putin sta ottenendo un successo dopo l’altro, mentre gli Stati Uniti stanno portando il mondo intero verso il caos globale. Per quel che ci riguarda subito va detto che vicino al confine con la Siria, nella base militare di Gaziantep, ci sono 135 militari italiani del IV reggimento artiglieria contraerea “Peschiera”. La notizia data ieri da Libero è confermata da fonti militari. Ma nessuno ne parla. Non sappiamo niente di questa missione e guarda caso, a parte questo giornale, silenzio tombale. Non sarebbe il caso di richiamare i nostri militari in patria?
di Paolo Becchi
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Intuizioni della prima ora: 
...ho scelto  il video sotto  segnalato (visibile a tutti) per far capire più facilmente perché (entusiasmi di fondo a parte) fosse probabile che il Golpe potesse fallire.
Guardate la gente, con bandiere ed a mani nude, come blocca un carro armato ad Ankara, dimostra che Erdogan gode di un massiccio appoggio popolare di persone disposte ad affrontare in piazza i militari. Questi, evidentemente, non avevano ordini o capacità e consapevolezza di poter sparare sul popolo,  senza contare che Erdogan ha dalla sua polizia, servizi segreti, aviazione, marina ed alcuni alti gradi delle forze armate.
Che Usa e Nato abbiano "ispirato" il tentativo golpista solo gli ingenui e disinformati commentatori  possono metterlo in dubbio...avendo capito alle due di notte che sarebbe fallito, BombObama e soci Nato hanno ufficializzato il loro "appoggio al governo democraticamente eletto".
Ma (mi rivolgo a coloro che  commentano senza sapere di cosa scrivono o leggono) il trattato Nato prevede l'intervento immediato sul terreno delle truppe alleate a fianco del governo minacciato....
E la Turchia trabocca di truppe Usa e Nato, compresi 150 militari italiani.
Quanto ai miei amici siriani che avevano accolto con sacrosanto entusiasmo la notizia della caduta di Erdogan, capisco la delusione... ma credo sarebbero stati più pericolosi per Assad dei colonnelli agli ordini diretti della CIA piuttosto che un "Sultano" fortemente indebolito da questo tentativo di deporlo (almeno in politica estera).
Ne riparleremo con calma...
Vincenzo Mannello, 16 luglio 2016


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martedì 19 luglio 2016

Diciamo No ai nuovi padrini costituenti della nuova "pseudo" Repubblica Italiana

LA RIFORMA COSTITUZIONALE NEL NOME DEI
NUOVI PADRINI COSTITUENTI


​ 
non garantisce la sovranità popolare
perché insieme alla nuova legge elettorale (Italicum) già approvata espropria
la sovranità al popolo e la consegna a una minoranza parlamentare
che solo grazie al premio di maggioranza si impossessa di tutti i poteri

non è legittima
perché è stata prodotta da un Parlamento eletto con una
legge elettorale – il Porcellum - dichiarata incostituzionale.

non produce semplificazione
perché moltiplica fino a dieci i procedimenti
legislativi e incrementa la confusione

non amplia la partecipazione diretta da parte dei cittadini
perché, triplica da 50.000 a 150.000 le firme
per i disegni di legge di iniziativa popolare

non supera il bicameralismo
ma anzi lo rende più confuso e crea conflitti di competenza
tra Stato e regioni, tra Camera e nuovo Senato

non è innovativa
perché conserva e rafforza il potere centrale a danno
delle autonomie, private di mezzi finanziari.

non diminuisce i costi della politica
perché i costi del Senato sono ridotti solo di un quinto
e se davvero si volevano ridurre i costi si poteva
dimezzare, ad esempio, i deputati della Camera

non è chiara e comprensibile
perché è scritta in modo da non essere compresa

VOTARE NO SIGNIFICA

salvaguardare la democrazia oggi e
garantire la propria libera voce domani

fermare lo scempio della Costituzione attuato attraverso
una riforma che sottrae poteri ai cittadini e mortifica il Parlamento

fermare una legge oltraggio che, calpestando la volontà
 del corpo elettorale, instaura un regime politico
fondato sul governo del partito unico!


Adriano Colafrancesco

domenica 17 luglio 2016

Turchia. Se il golpe aiuta…



Il caro Erdoğan pensa che noi europei siamo così ingenui da non aver compreso che nel tentativo di colpo di stato dell’altro giorno ci sia qualcosa che non convince? Ci crede proprio così stupidi?

Sono troppi gli elementi che se ben messi in fila dimostrano che da questo finto golpe Erdoğan ne esce più forte che mai. Tutti sappiamo che l’attuale “sultano” sta tentando di modificare la costituzione per trasformare l’attuale repubblica in repubblica presidenziale. E questo per avere maggior forza nel tentativo di islamizzare completamente la Turchia. Ma questo suo progetto ha sempre trovato una fortissima resistenza da parte dei militari. In effetti l’esercito turco è il garante della laicità voluta dal fondatore dell’attuale nazione, il grande Atatürk. Erdoğan, invece, come leader di un partito di profonda ispirazione islamica, sta tentando di annullare la tradizionale laicità turca e imporre leggi islamiche sul tipo di quelle egiziane, sperando alla fine di diventare lui stesso il califfo di un Islam rinnovato, unito ed efficiente sotto tutti i punti di vista.

Dopo varie operazioni politiche intelligentemente operate, alla fine è riuscito ad essere rieletto con il massimo dei voti. Ciononostante c’era ancora lo sbarramento dei militari che non gli consentiva di portare avanti il suo progetto. Allora ha avviato in breve tempo una sottile azione di convincimento ( vantaggi di carriera e di soldi) verso i vertici dell’esercito, di quella parte che lui stesso ha reputato più “malleabile”. In questo modo ha iniziato ad emarginare i quadri dell’esercito più restii e diffidenti. L’azione successiva è stata la nomina di un nuovo capo del governo, Binali Yildirim, fedelissimo di Erdogan. Personalità grigia ma intelligente e capace di imbastire processi di grande fiducia nel popolo turco per Erdoğan e di sfiducia nei confronti dell’esercito, in particolare di quello ancora fedele alla laicità della Turchia. Poi il nostro “sultano”, in previsione della sceneggiata del golpe, ha cercato di far la pace con Paesi con i quali aveva rotto i rapporti diplomatici e che sarebbero potuti diventare pericolosi in caso il golpe finto avesse preso qualche strada diversa. Quindi ha iniziato a far la pace con Israele, ha continuato con Putin ( rapporti politici interrotti dopo l’abbattimento del mig russo ) scusandosi per la distruzione dell’aereo e, udite… udite, alla fine ha fatto pace anche con il regime siriano: ha teso la mano a Bashar al Assad, che fino al giorno prima l’avrebbe fatto ammazzare, infatti fino a qualche mese fa faceva affari con gli assassini dell’ISIS prendendo il petrolio di contrabbando e dando loro armi.

Il problema però restava sempre il suo esercito, in un articolo di Antonio Ferrari, uscito sul Corriere della Sera all’indomani del finto golpe leggiamo cosa scrive in proposito: “ … entriamo in quello delle ipotesi, supportate però da forti indizi. Le Forze armate turche erano in agitazione, in opposizione a Erdogan, accusato di molte nefandezze: repressione della libertà di stampa, bugie sui profughi, rifiuto di partecipare attivamente alla coalizione internazionale contro il terrorismo. Ma la bassa forza, molti colonnelli e graduati minori non avevano realizzato che gli alti comandi si erano avvicinati al sultano”.

E ovvio che gli agenti fedeli e potenti di Erdoğan sono riusciti ad imbastire un’operazione in cui i quadri dell’esercito fedeli ad Atatürk fossero più che sicuri di partecipare uniti al colpo di stato. Così la sera del 15 luglio 2016 è scattata la trappola. Un po’ come accadde in Italia nel lontano dicembre del 1970 con il golpe Borghese, organizzato con tutte le forze dell’esercito per capovolgere il governo di allora, ma che all’ultimo fu revocato e lasciati allo sbaraglio solo un migliaio di forestali, subito bloccati e arrestati.

Pochi migliaia di militari così hanno occupato la TV nazionale, gli aeroporti di Ankara e di Istanbul e parte del parlamento turco. Hanno cercato di arrivare ad Erdoğan, ma lui era già sull’aereo presidenziale in attesa degli eventi. Il “golpe barzelletta” e così durato appena 4 ore, come una bella sceneggiata teatrale.

Poi il tocco magico del “Sultano”: chiamare a raccolta i cittadini per scendere nelle strade e contrastare i militari. Il buffo, che ha dato ancora di più credito al golpe costruito ad ok, è stato che il messaggio di Erdoğan è stato trasmesso da un smartphone, mentre tutti sappiamo che gli apparati di tutela dei presidenti situati in aerei presidenziali, elicotteri, rifugi e quant’altro, dispongono di tecnologie di emergenza elettroniche capaci di entrare non solo nei telefonini, ma in tutti i televisori di casa. Un tentativo molto patetico, costruito ad arte per commuovere il popolo turco.

Alla fine i pochi militari ribelli sono stati neutralizzati e arrestati. Fine dei giochi, messo da parte l’ultimo ostacolo, Erdoğan ora non si accontenterà più di essere un sultano, ma sicuramente punterà ad essere il supremo Califfo.

Alla domanda fatta ad Antonio Ferrari: “cosa vuol dire ora per Erdogan questo finto golpe?” -ha così risposto: « Ora Erdogan è molto più forte. Magari spera di avere i voti per cambiare la Costituzione, e trasformare la Turchia in una Repubblica presidenziale».

Il grande Atatürk si starà “girando nella tomba”, la laicizzazione della Turchia ha ormai i tempi contati e la nuova islamizzazione del Paese è vicina. La Turchia, come abbiamo detto in precedenza, punta ad essere la nazione guida di tutto il mondo islamico e a noi europei non ci resta che guardare…L’unica consolazione è che alla farsa del golpe non ci siamo cascati.

Filippo Mariani





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Commento integrazione di Giorgio Mauri:
“Il GOLPE in Turchia non mi ha convinto per niente. Ho un amico turco che ha vissuto tutta la vita in Germania, ma che ha ancora le sorelle in Turchia, e torna ogni anno a trovarle.
Ho chiesto il suo parere sull’accaduto e ha confermato le mie ipotesi: il golpe è stato predisposto da Erdogan.
Ma perché la pensa così ?
Il primo motivo è che se il colpo di stato fosse stato reale non avrebbe mai potuto essere fermato, sarebbe andato a buon fine.
Ma non si fa nulla senza una ragione, per cui occorre il MOVENTE. Ebbene, il movente esiste, ed è esattamente quello che muove Renzi e il PD (ricordo a tutti che Bersani è intervenuto poche settimane fa, pochi giorni prima delle elezioni, per dire che ha votato la riforma e che non è poi così male): MODIFICARE LA COSTITUZIONE.
Un altro motivo (questo lo penso io) è che in questo modo ha potuto verificare le reazioni a livello internazionale, che sono state tutte molto prudenti, visto che si tratta di professionisti della menzogna patentati, ma le voci sul fatto che Erdogan è inviso ai più sono state più sostenute del solito.
Quello che resta misterioso (?) è la coincidenza con la strage di innocenti a Nizza.
La Francia è sotto pressione da molto tempo. Come mai ? Anche questa risposta preoccupa, ma è un argomento diverso.”

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Integrazione di Vincenzo Zamboni:
” Il turco fulmineo Erdogolpe è dato, fatto e finito in breve.
In ipotesi, Erdy potrebbe essere stato a conoscenza dei preparativi, aver valutato che la forza avversari fosse insufficiente, lasciato corda libera mentre preparava la reazione, in modo da ottenere un pronunciamento da soffocare e strumentalizzare per rinsaldare poi il proprio potere autoritario.
Difficile dire, per ora, ma un golpe che dura solo 6 ore è compatibile con una possibilità del genere.
Si vedrà.
E’ durato appena mezza giornata in tutto !
In guerra, se scopri un piano del nemico, puoi sempre decidere di sfruttarlo per farlo cadere in una trappola, qualora i rapporti di forza te lo consentano.
In una circostanza come questa, ad esempio, puoi aprofittarne per incaricare dei generali a te fedeli di fingere adesione al progetto golpista, per illudere l’avversario di avere molta forza, e lasciarsi andare dentro una trappola in cui scoprirà troppo tardi di averne insufficiente.
Un breve golpetto fallimentare può essere agevolmente sfruttato per farne seguire uno grande, stracciando la Costituzione, e riaggiustando tutti i rapporti di forza del potere politico.
Tutto è possibile, per quanto ne sappiamo.
La EU potrebbe sfruttare le situazione prodotta dal fallito minigolpe per favorire l’ingresso della Turchia nell’Unione, come giustamente osserva Gianni Papalini, con la scusa di rafforzare e proteggere la “democrazia” (c’è il brutto vizio europeo di esportare democrazia pur non possedendone per sé, dato che distrugge quel poco che ne rimane).
In conclusione, finora sappiamo che in Turchia un golpetto di poche ore ha portato saldamente al potere un certo Erdogan…”


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Integrazione/commento di  Politica News: "Vladimir Putin ha accusato apertamente il presidente turco Recep Erdogan di avere abbattuto l’aereo da guerra russo per «garantire la sicurezza delle vie di fornitura illegale del petrolio verso il territorio turco». E sempre il Presidente Russo Putin ha dichiarato che Erdogan sostiene e finanzia l’Isis e che addirittura sarebbe lui il mandante degli attentati in Francia.
I governi di tutto il mondo hanno informazioni sempre più dettagliate sul coinvolgimento del presidente turco e di suo figlio Bilal nel contrabbando internazionale del petrolio messo a loro disposizione dai terroristi dell’Isis. Si tratta del petrolio estratto dai pozzi vicino a Mosul, nel nord dell’Iraq, un ricco bacino petrolifero caduto da circa un anno nelle mani nel tagliagole del Califfato. Secondo un politico turco, Mowaffak Baqer al-Rubale, esponente di spicco dell’opposizione a Erdogan, questo petrolio viene venduto di contrabbando dalla Turchia a 20 dollari al barile, con un guadagno di dieci milioni di dollari a settimana. In otto mesi, il bottino sarebbe stato pari a 800 milioni di dollari, di cui una buona parte è finita nelle casse del Califfato. Nella giornata di ieri in una conferenza stampa Putin ha dichiarato:” hanno le testate nucleari attive, vogliono lanciare le bombe atomiche sull’Europa, Erdogan vuole conquistare tutto il mondo occidentale e convertirlo all’islam....” (http://politicanews.altervista.org/putin-erdogan-comanda-lisis-califfo-tocca-fermarlo/)
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Articoli di cronaca  collegati: 

http://www.corriere.it/extra-per-voi/2016/07/16/chi-c-dietro-golpe-fasulloin-turchia-che-cosa-succede-ora-600dabda-4b47-11e6-8c21-6254c90f07ee.shtml

http://www.corriere.it/esteri/16_luglio_17/turchia-arresto-seimila-persone-telefonata-erdogan-putin-1ada235e-4c0a-11e6-9b53-09d4e26665fb.shtml

sabato 16 luglio 2016

Il finto golpe turco... e la finta fuga di Erdogan



...ho scelto  il video sotto  segnalato (visibile a tutti) per far capire più facilmente perché (entusiasmi di fondo a parte) fosse probabile che il Golpe potesse fallire.

Guardate la gente, con bandiere ed a mani nude, come blocca un carro armato ad Ankara..dimostra che Erdogan gode di un massiccio appoggio popolare di persone disposte ad affrontare in piazza i militari. Questi, evidentemente, non avevano ordini o capacità e consapevolezza di poter sparare sul popolo... senza contare che Erdogan ha dalla sua polizia, servizi segreti, aviazione, marina ed alcuni alti gradi delle forze armate.


Che Usa e Nato abbiano "ispirato" il tentativo golpista solo gli ingenui e disinformati commentatori sui social possono metterlo in dubbio...avendo capito alle due di notte che sarebbe fallito, BombObama e soci Nato hanno ufficializzato il loro "appoggio al governo democraticamente eletto".


Ma (mi rivolgo a coloro che  commentano senza sapere di cosa scrivono o leggono) il trattato Nato prevede l'intervento immediato sul terreno delle truppe alleate a fianco del governo minacciato....
E la Turchia trabocca di truppe Usa e Nato, compresi 150 militari italiani.


Quanto ai miei amici siriani che avevano accolto con sacrosanto entusiasmo la notizia della caduta di Erdogan, capisco la delusione... ma credo sarebbero stati più pericolosi per Assad dei colonnelli agli ordini diretti della Cia piuttosto che un "Sultano" fortemente indebolito da questo tentativo di deporlo (almeno in politica estera).


Ne riparleremo con calma...


Vincenzo Mannello
Video menzionato: https://m.youtube.com/watch?v=AOlPLOndyqU


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Commento integrazione di Fulvio:
Nessuno mi toglie dalla testa che Erdogan sia stato salvato da teste di cuoio USraeliane. Magari con certi militari laici al potere, eliminati dalla scena i fidati Fratelli Musulmani, andava a finire come con Al Sisi in Egitto. E chi se lo inventava poi un altro Regeni...
Come nessuno dovrebbe togliere dalla testa a nessuno che ogni terrorismo, dall'11/9 a Nizza, è orchestrato, gestito, guadagnato, dall'imperialismo Usa, Israele, UE, che si serva di finti islamisti e di malviventi psicolabili ricattati, alla faccia degli accrediti forniti al jiadismo di Al Baghdadi, più o meno gratuitamente, da giornali di "opposizione" come Manifesto e Fatto Quotidiano. E qui sciacquino la loro penna nell'acido solforico gli sprovveduti - ? - che hanno sostenuto il più recente e patetico depistaggio USA con il quale si torna ad accreditare a 19 buontemponi sauditi, bevitori, biscazzieri, puttanieri, inetti alla guida anche di un deltaplano, ricomparsi in buon numero in vita, l'autoimmolazione per la fede con l'acrobatico pilotaggio contro tre torri gemelle, venute giù grazie a una colossale perizia tecnologica, logistica e finanziaria, manifestamente USraeliana (Michele Giorgio, Giulietto Chiesa). Penso che di tale cantonata megagalattica, innocente o meno, valga la pena parlarne sul blog.
L'affetto da cretinite sanguinaria Hollande l'ha esplicitato ancora una volta: subito rinnovo dello stato d'emergenza interno e aumentato impegno militare in Siria, Iraq, Libia, Sahel. E chi osa più lottare contro la Loi Travail....
Naturalmente a questo fine tutto diventa Isis, perfino un'operazione come quella di Dacca, dove militanti, guarda un po' istruiti e non decerebrati jihadisti, hanno voluto infliggere una punizione ai criminali del tessile che schiavizzano e  uccidono, in un massacro strisciante, gli operai dei nostri grandi marchi.
(Fulvio)


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Commento integrazione di Lucio Garofalo: 

"Per smentire ogni analisi/ipotesi puntualmente e clamorosamente smentita dai fatti, propongo il comunicato ufficiale del Partito Comunista di Turchia sul tentativo di colpo di stato appena sventato (o fallito): "Piani supportati da forze straniere, che non traggono potere dalla classe operaia non possono sconfiggere l’AKP e risolvere i problemi della Turchia. Gli eventi di oggi ci hanno ricordato queste realtà ancora una volta: o il popolo turco si organizzerà per sbarazzarsi di AKP o le politiche reazionarie dell’AKP si intensificheranno, la repressione aumenterà. L’unico potere che può rovesciare AKP è il potere del popolo, non c’è alternativa ad esso. AKP è responsabile di tutto ciò che ha avuto luogo questa sera". Mi affido alla versione degli avvenimenti fornita dal TKP, abbastanza attendibile e veritiera, poiché ridicolizza le varie interpretazioni che circolano in queste ore tra le cancellerie politiche e diplomatiche occidentali. L'esito prodotto dal tentativo di golpe fallito si è già tradotto in un ulteriore rafforzamento delle posizioni di Erdogan, ossia un ricompattamento del quadro di potere attorno al regime criminale che fa capo all'AKP, che ora potrà intraprendere una campagna di repressione poliziesca (sia interna che esterna) più feroce di prima. Per la gioia dei macellai e dei guerrafondai della Nato, nonché dei tagliagole dell'Isis, armati, finanziati e foraggiati dal regime politico di Erdogan..."

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Commento integrazione di Funny King: “Molto, molto peggio di quello che sembrava ieri. Oggi Erdogan ha staccato l’energia elettrica alla base Nato di Incirlik riducendone quasi a zero l’operatività. Un atto inaudito fatto da un paese che ha pur sempre il l’ottavo esercito del mondo per investimenti e probabilmente il quarto o il terzo per forze combattenti sul campo.
Per un attimo ieri notte sembrava che gli Stati Uniti fossero sul punto di riconoscere il nuovo governo militare provvisorio, poi hanno dovuto rendere solidarietà insieme con gli europei al “legittimo governo democraticamente eletto” (come quello di Assad BTW).
Un riconoscimento tardivo e peloso che non è sfuggito a Erdogan, da cui la furiosa reazione di oggi.
Stando così le cose credo che il colpo di stato e la destabilizzazione in Turchia sia appena cominciata e che Erdogan rischia di essere solo un morto che cammina. Oltre a questo il leader Turco ha già preso poteri straordinari e ha fatto fuori la magistratura (che sta idagando la sua famiglia) oltre ovviamente ad avere cominciato una sanguinosa purga tra i militari. L’islamizzazione della Turchia ora non avrà più freni e la prossima vittima sarà l’odiata democrazia.
Detto questo però devo avvertirvi, se Erdogan dovesse essere assassinato la Turchia potrebbe esplodere e diventare solo un altra terra per bande islamiche. A quel punto, da li, via terra comincerà la guerra fra la nostra civiltà e la loro. Verranno a Roma per ammazzarci tutti.
Siate Consapevoli, Siate Preparati e ancora una volta il seme del male lo abbiamo piantato noi. (Fonte: http://www.rischiocalcolato.it/2016/07/turchia-peggio-quello-sembra-caso-guerra-civile-verranno-ad-ammazzarci.html)”


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Commento di Vincenzo Mannello: 
"La Turchia ha ritirato i suoi militari e agenti dell’intelligence da Aleppo e dall’Iraq - (World Affairs). Erdogan‬ non è certamente fesso e l'unica strada per contenere il tradimento di ‪‎Usa‬ e ‪‎Nato‬ è quella di smetterla con l'aggressione ad ‪‎Assad‬ ed il sostegno al terrorismo di Isis ed altri..." 

venerdì 15 luglio 2016

Da ovunque siamo, 16 luglio 2016 - Meditazione di Luce per le vittime dell'attentato di Nizza



NUOVE GUERRE SENZA TERRE

La mattina del 15 luglio 2016  mi sono accorto d'esser desto dopo aver appreso della strage compiuta, sembra ad opera di  un Francese di origine Tunisina, a Nizza, che ha causato oltre 80 morti e innumerevoli feriti.... 

Ma non è questa la guerra che mi raccontavano i miei nonni... Ammesso e non concesso che la guerra abbia un senso, quali obiettivi, quali scopi, quali ideali, quali giuste cause e per cambiare cosa?

Stiamo pagando debiti contratti dalla mania di potere, dal super-uomismo, dalla sete di conquiste per risorse che non ci appartengono e che potremmo semplicemente chiedere...
 
Penso che a volte da bambino passavo sulle strade di terra dove c'erano i formicai e senza volerlo calpestavo le formiche a decine.... così ha fatto quel francese con le persone a Nizza, ma con intenzione.

Di quanta violenza siamo responsabili? Quante offese all'umanità, alla madre Terra? Quanta separazione tra un essere e l'altro, tra i popoli della terra e cos'è la guerra?

Perciò  l'amica Marilena ha proposto una meditazione collettiva di luce da tenersi, ognuno nella propria casa, sabato 16/07/2016  alle ore 21.00, Carla ha proposto di diffondere il più possibile l'evento meditativo.   

Pertanto, in gruppo o da soli, da ogni luogo, mandiamo le onde di pace e di luce all'intera umanità.  
OM Shanti Shanti Shanti.

Giuseppe Finamore - Rete Bioregionale Italiana



giovedì 14 luglio 2016

In solidarietà a Manlio Di Stefano, del M5S, accusato ingiustamente di “terrorismo” dai sionisti per la sua difesa del popolo palestinese


In solidarietà a Manlio Di Stefano insultato e minacciato dai sionisti della comunità ebraica italiana e non solo dopo le sue dichiarazioni sui diritti alla vita e alla dignità del popolo palestinese e sulla legittimità del governo di Hamas eletto dal popolo.
«Mentre il Ministero dell’Assorbimento avrà il compito di reclutarli, il Ministero degli Esteri sarà responsabile nel dirigere i volontari online. Ogni qual volta il Ministero identifichi una tendenza anti israeliana su un blog in lingua straniera, un sito di notizie o un altro sito web, manderà immediatamente un messaggio ai volontari per inondare il sito con opinioni pro Israele».
(YnetNews – Yedioth Ahronoth – 29/1/2009 – “Pro-Israel media: Bloggers join media war”)
“Primo, Hamas è il governo democraticamente eletto del popolo palestinese, non il corrotto regime condotto da Mahmoud Abbas. Secondo, i portavoce di Hamas hanno ripetutamente dichiarato di essere pronti ad un cessate il fuoco di lungo periodo. Khalid Mish’al lo ha fatto di recente su queste pagine (The Guardian, Comment, 6 gennaio). Terzo, Hamas ha una solida documentazione del fatto di avere osservato i cessate il fuoco, mentre è grandemente documentato il fatto che Israele li ha sabotati. Quarto, anche durante il cessate il fuoco Israele non ha sollevato il blocco economico sul milione e mezzo di abitanti di Gaza, una forma di punizione collettiva proibita dal diritto internazionale. Quinto, l’offensiva spiegata su Gaza è stata illegale, immorale e inutile. Se tutto ciò che Israele voleva fosse stato fermare gli attacchi coi razzi da Gaza, tutto quello che avrebbe dovuto fare sarebbe stato osservare il cessate il fuoco patrocinato dall’Egitto nel giugno 2008″. (Prof. Avi Shlaim – Oxford – The Guardian 26/1/2009 – “The newspeak of Israeli propagandists”)
L’iscrizione di Hamas nei gruppi terroristici da parte della UE “era basata su imputazioni fattuali ricavate dai mezzi di comunicazione o da Internet e non su elementi esaminati in modo concreto”.
(wikipedia)
(cfr. Sentenza del Tribunale – Seconda Sezione – del 17 dicembre 2014. Hamas contro Consiglio dell’Unione europea. Causa T-400/10)
Sintesi minima
Siamo di fronte al consueto attacco pilotato dall’establishment israeliano e dalle appendici filo-israeliane, cioè da una dirigenza arrogante amplificata da un sistema mediatico asservito e piagnone, che ha come primo ‘goal’ quello di ammutolire e stroncare le voci che si levano per smascherarlo e talvolta ridicolizzarlo.
L’idea ultima della lobby italica è di accomunare Hamas al termine terrorismo è il loro (contingente) grido di battaglia. Semplice quanto fasullo, per fare presa sulla massa più disinvolta dei votanti.
(Notizie raccolte da Francesco Pipistro)
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Commento di Domenico Di Dato: “Al di là di far parte di un movimento di cui non condivido molte cose, Di Stefano ha espresso considerazioni pienamente condivisibili. A lui va la mia solidarietà. In quanto agli ebrei sionisti che lo criticano, vorrei solo chiedere se vogliono o meno commettere un genocidio. Perché non avranno mai tutta la Palestina se non ammazzeranno tutti i palestinesi. Vorrei inoltre ricordare loro che i veri terroristi ed assassini sono i nazisionisti israeliani.”

Commento di Touhami Garnaoui: “A coloro i quali mi chiedono: ma lei è contro Israele? Due risposte: 1. Di quale Israele parlate? Vi rispondo se mi sapete dire: se è il “Home per gli ebrei”, quello della risoluzione 181 delle N.U., quello della dichiarazione di indipendenza? quello del 1949, ‘50, ‘67, ‘73? quello degli insediamenti dei coloni o senza? quello con o senza il Muro della Vergogna? quello dello Stato d’Israele o dello Stato Ebraico di Israele? O quello del sospirato Grande Israele. 2. la seconda risposta è una domanda: ma lei è contro la sopravvivenza del popolo palestinese e su quale terra?”