sabato 13 luglio 2019

Il 5G che incombe


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l 5G, ovvero la quinta generazione dello standard di comunicazione della telefonia mobile, sta per  arrivare in Europa. In Qatar è stata attivata la prima rete 5G commerciale al mondo mentre in Giappone prosegue la sperimentazione su connessioni superveloci. In diverse città italiane invece sta per partire la sperimentazione sul 5G, ma i primi test commerciali inizieranno nel 2019 con l’obiettivo di arrivare entro il 2020 ad avere la prima città “5G enabled”.

Il 5G ci farà ammalare tutti di tutte le malattie

Presto  dovrebbero iniziare le sperimentazioni nelle cinque città italiane (Milano, Bari, Matera, Prato e L’Aquila) che hanno vinto il bando del MISE. A queste si aggiunge anche Roma che ha attivato un protocollo d’intesa con Fastweb per una mini-sperimentazione.  Siamo quindi ancora distanti dal lancio commerciale della tecnologia 5G nel nostro Paese (e in buona sostanza anche nel Mondo). Ciononostante fioriscono i gruppi spontanei di cittadini che non si arrendono che denunciano i pericoli del 5G.



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(Notizie fornite da G.C.)

giovedì 11 luglio 2019

Sutri... e se Sgarbi portasse jella...?


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"Non è vero ma ci credo", questo vale anche per il nostro Onorevole Sindaco dell’Antichissima Città di Sutri.  Tre comuni amministrati da Vittorio Sgarbi nel corso degli anni: San Severino Marche, Salemi e Sutri. 

Prima dell’attuale crisi di quest’ultimo che vedremo a breve come si evolverà e con quali tragicomiche conclusioni, due colossali fallimenti generati da una conduzione caotica e insensata. 

Prima di Sutri, Salemi, un continuo viavai di contraddizioni durato anni fino alla fine della chiusura del comune per infiltrazioni mafiose. 

Continui fallimenti di qualsiasi altro movimento o partito creato dal Sindaco in tutti questi anni, tutti utilizzati poi come “merce di scambio” con Forza Italia, per l’ottenimento di favori personali. Allontanamento da sottosegretario, da assessore a Milano, continui cambi di bandiera e di posizione da far impallidire qualunque altro “saltimbanco” della politica italiana del secondo dopoguerra. 

Una domanda a questo punto sorge spontanea… Non è che l’Onorevole Sindaco dell’Antichissima città della Tuscia, come avrebbe detto Totò, porti leggermente jella? Non che egli sia uno jettatore, giammai oseremmo affermarlo all’alba del XXI secolo, ma Già da qualche giorno infatti a Sutri pare che al solo nominarlo molti cittadini eseguano rituali “toccamenti”, per allontanare la iattura e scaramanticamente dunque, facciano scongiuri contro la malasorte. 

Il piccolo paese in effetti da un anno vegeta in non belle condizioni anche finanziare, con negozi che chiudono, in barba a un museo che non decolla se non nei comunicati stampa propagandati ad hoc. 

Uno Sgarbi jettatore dunque? Forse non volontariamente, ma portatore sano di malasorte ovunque vada? Un abbraccio “mortale” dato a ciò che tocca politicamente? 

Un famoso medium che da molto tempo vive a Sutri, confermerebbe questa ipotesi reputando il Nostro, soggetto a influenze nefaste che potrebbero involontariamente coinvolgere così l’amministrazione tutta e gli amministrati. 

Ripetiamo ancora che “non è vero” tutto ciò ma, nel dubbio, meglio premunirsi di amuleti, anche naturalmente virili.

Nicola Longo  - movimentocasarossa@gmail.com

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sabato 6 luglio 2019

UE. Il potere alle donne? Ma son solo marionette...


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Come sapete ai massimi vertici europei delle istituzioni di potere hanno posto due donne, una francese e una teutonica. La prima è Christine Madeleine Odette Lagarde posta a sostituire Mario Draghi alla BCE, la Banca Centrale Europea. La seconda è Ursula Gertrud von der Leyen, nominata presidente della Commissione Europea.

La prima è stata condannata in via definitiva per corruzione e quindi ha tutti i titoli per occupare una posizione di potere, a differenza di altri che finora non sono stati ancora scoperti e condannati per i loro comportamenti illeciti. La seconda, stando a quanto riferiscono gli stessi giornali tedeschi, è stata il peggior ministro che la Germania abbia avuto dal dopo guerra a oggi. In pratica la considerano un flagello, un’inetta, ma che sa come salvare le apparenze e anche pararsi il didietro garantendosi una prodigiosa carriera pur essendo un’incompetente. L’Italia dovrà attendersi dalla prima un atteggiamento abbastanza disponibile, per il timore che il nostro Paese possa uscire dall’Eurozona causando una gravissima crisi disastrosa per tutta l’Europa e non solo. 

Dalla seconda invece dovrà attendersi il peggio, senza limiti, perché applicherà il massimo rigore del perseguire l’austerità continuando ad assillare il nostro paese applicando le disposizioni vessatorie dell’UE per spogliarlo gradualmente e inesorabilmente della sua già ridotta sovranità, autonomia, e ricchezza ancora posseduta, a favore in particolare del suo paese, la Germania, l’unica vera beneficiaria dell’Eurozona e dell’UE che domina incontrastata da decenni. I punti di forza su cui l’Italia e il suo attuale governo, che si avvale come mai in passato del sostegno della maggioranza degli elettori, potranno contare e che dovranno saper sfruttare, sono i seguenti:

-        La posizione strategica geografica nel Mediterraneo, tanto preziosa quanto finora sottovalutata da chi ci ha governati finora;
-        I buoni rapporti politici con entrambe le superpotenze, USA e Russia, per cui l’Italia potrebbe giocare un ruolo di mediazione, traendone il massimo profitto;
-        Il peso della sua economia, che nonostante i colpi ricevuti dalle potenze straniere e dalla finanza internazionale negli ultimi 25 anni con la complicità dei governi precedenti, rimane la terza del continente, forse addirittura la seconda, considerando che la Francia è messa male e peggiora sempre più;
-        Il notevolissimo patrimonio degli italiani, frutto dei risparmi delle generazioni precedenti, stimato in oltre il triplo del debito pubblico italiano;
-        La scarsa propensione a indebitarsi delle famiglie italiane, che nonostante siano state sollecitate in tutti i modi a indebitarsi, dispongono di uno dei più bassi tassi di indebitamento nel mondo occidentale;
-        Il peso dei suoi sessanta milioni di abitanti che lo rendono un paese dal quale non si può prescindere e non si deve forzare più di tanto se non tramite bluff, dipendendo solo dai nostri politici sapersi far rispettare.

Se il nostro governo divenisse pienamente consapevole di questi punti di forza, in pochi anni potrebbe recuperare il terreno perduto in termini di peso sia in politica estera sia nei rapporti interni all’UE, distaccandosi sempre più da quell’atteggiamento vassallo da colonia passiva degli interessi stranieri, americani o tedeschi o francesi che siano, recuperando la posizione di tutto rispetto che le spetta di diritto. L’ambiguità che è spesso attribuita alla politica italiana potrebbe divenire finalmente anch’essa un punto di forza, purché siano chiari gli obiettivi sui quali puntare e si prosegua con perseveranza e coerenza nel conseguirli.

martedì 2 luglio 2019

Monte Compatri Film Festival, dal 5 al 9 luglio 2019


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Si svolgerà dal 5 al 9 luglio a Monte Compatri in provincia di Roma la 3° edizione del Monte Compatri Film Festival. Un programma denso e variegato animerà la manifestazione tra incontri,retrospettivefilm ed un concorso di cortometraggi.

La prima serata renderà omaggio al territorio dei Castelli Romani, in particolare ai luoghi in cui molti grandi registi, da Sergio Leone a Dino Risi, da Mario Monicelli a Blake Edwards, hanno deciso di ambientare alcune delle loro storiche pellicole.
A farci da guida in questa riscoperta “geografica” di capolavori come “Giù la testa”, “Il Gattopardo” o “Il Marchese del Grillo”, uno dei massimi esperti di storia del cinema italiano: il professor Fabrizio Natalini dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata.

A seguire, il 6 luglio il festival proporrà la prima edizione del “Corto Compatri”, concorso di cortometraggi in cui saranno in gara opere provenienti da tutta Italia e non solo. Due i premi in palio: premio del pubblico (che potrà votare la sera stessa al termine delle proiezioni) e premio della giuria al miglior cortometraggio. Entrambi i riconoscimenti verranno assegnati durante la serata conclusiva del Monte Compatri Film Festival. A consegnare il premio del pubblico sarà un ospite d’eccezione: l’attore e doppiatore Pasquale Anselmo.

Il 7 luglio, a seguito del positivo riscontro avuto dal primo cineconcerto dei Castelli Romani a cura della pianista e compositrice Arianna Granieri, il Monte Compatri Film Festival proporrà un nuovo connubio tra musica e cinema, coinvolgendo il Coro Alessandro Moreschi di Monte Compatri per la direzione del maestro Gabriele Spampinato.
Per l'occasione, il Coro eseguirà brani musicali estratti dalle colonne sonore di alcuni dei più importanti film della storia del cinema, coadiuvati dalla proiezione di alcune scene indimenticabili degli stessi.

L'8 luglio verrà presentato il film "La Partita", lungometraggio d'esordio del regista romano Francesco Carnesecchi, il cui cast annovera attori del calibro di Francesco Pannofino, Alberto Di Stasio, Giorgio Colangeli, Stefano Ambrogi e Lidia Vitale. La proiezione avverrà alla presenza del regista e di Giorgio Colangeli, apprezzato interprete e vincitore del David di Donatello 2007 al miglior attore non protagonista.
Sinossi del film "La Partita”
Una partita di pallone nella periferia romana. Sul campo non si deciderà solo il risultato del campionato. Il presidente, l'allenatore e il capitano della squadra si giocheranno il destino della propria vita.
Un film sul calcio che non parla di calcio, ma di quelle scelte, giuste e sbagliate, che ci cambiano per sempre.
A precedere il film, un incontro-intervista dal titolo "Lavorare con la voce" - conversazione sul doppiaggio con Roberto Stocchi, storico doppiatore italiano che ha prestato e presta la voce a numerosi interpreti come Zach Galifianakis, Timothy Spall e Forest Whitaker.

Il 9 luglio, serata di chiusura, oltre alla premiazione della prima edizione del “Corto Compatri”, verrà presentato il film "Amo la Tempesta" di Maurizio Losi, prodotto da Exen Films in collaborazione con Lombardia Film Commission e Bayern Film Commission.
Sinossi del film Amo la Tempesta
Nord Italia. Angelo (Nando Paone) è uno dei tanti padri che negli ultimi anni hanno visto i loro figli fuggire all'estero in cerca di opportunità lavorative e un futuro migliore, lontano da un Paese decadente e in crisi economica. Autista di scuolabus, vessato sul lavoro, Angelo vaga alla ricerca di un impiego per il figlio, non arrendendosi alla speranza di farlo tornare a casa e vivere accanto a lui. Durante le ricerche scopre che l'insopprimibile senso per l'unità familiare non è sopravvissuto solo in lui, ma in tutta la gente che lo circonda. Un intero quartiere, composto da genitori abbandonati, si sta mobilitando per compiere un'impresa disperata quanto immaginifica: rapire e riportare in Italia i propri figli, che per talento e qualifiche potrebbero riavviare la macchina produttiva italiana. Rapirne uno per attirarne cento. Parte quindi alla volta della Germania verso il più inaspettato viaggio della sua vita.
Il Festival, diretto da Daniele Tullio, è organizzato dall’associazione Photo Club Controluce APS Cinema in collaborazione con il Comune di Monte Compatri e l'ufficio del turismo della regione Lazio, e ha il patrocinio e il contributo del Parco Regionale dei Castelli Romani e della Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini.

Photo Club Controluce  - redazione@controluce.it

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lunedì 1 luglio 2019

Roma Nord - La tratta Piazzale Flaminio - Viterbo è destinata alla soppressione?

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Sapevamo che questo momento prima o poi sarebbe giunto e infine è arrivato: con la nota entrata in vigore, dal 1 luglio 2019, del regolamento dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie – ANSF anche per la nostra tratta, finora sotto la normativa emanata dall’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi – USTIF (sotto le direttive del Ministero dei Trasporti – MIT) , saranno introdotte nuove limitazioni alla circolazione dei treni. Questo è dovuto al fatto che ANSF prevede come prescrizione di sicurezza un sistema simile al Sistema di Controllo Marcia Treno – SCMT come ben specificato in un decreto 1 del 2019 che potete scaricare qua e soprattutto nelle importanti norme tecniche (soprattutto l’Allegato 4 delle norme) emanate a seguito del decreto, che certificano di fatto, una riduzione forte del servizio extraurbano.

Per questo ATAC ha emanato una direttiva interna che da le seguenti indicazioni, per la parte extraurbana:
La velocità massima della linea consentita è 50 km/h, salvo eventuali limitazioni più restrittive di velocità notificate secondo le modalità regolamentari in vigore.
Su tutti gli attraversamenti è imposta la battuta d’arresto, pertanto tutti i treni prima di impegnare gli stessi devono arrestarsi e l’agente di condotta (macchinista-capotreno) può riprendere la marcia dopo essersi accertato del relativo stato di libertà e dell’assenza dei transiti sugli stessi.

Su tutti i deviatoi di linea non comandati da ACEI è imposta la battuta d’arresto, pertanto tutti i treni prima di impegnare tali enti devono arrestarsi e l’agente di condotta può riprendere la marcia dopo essersi accertato del corretto posizionamento degli stessi.

Sulla tratta urbana da Montebello a Roma Flaminio la dotazione di sicurezza soddisfa i criteri richiesti e non ci saranno blocchi del servizio, mentre sulla tratta extraurbana, tra Montebello e Viterbo, già fortemente penalizzata da riduzioni costanti di servizio, la dotazione di sicurezza è rappresentata dal Blocco (giunto) Telefonico, che come “tecnologia” è abbastanza datata (degli anni 50!) e che ANSF fa utilizzare solo con le premesse 1,2,3 di cui sopra.

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Dal 1 luglio assisteremo a rallentamenti e soppressioni in tratta extraurbana, tali da far temere il blocco del servizio, e questo non dipende da chi porta il treno (ricordiamolo!!), che deve rispettare ordini imposti dai dirigenti di esercizio.
E qua veniamo alla nota dolente: sono quasi due anni che si sa questa cosa, maturata subito dopo la tragedia ferroviaria di Andria e Corato e nessuno ha fatto nulla per prevenire. La Regione Lazio si trascina con le aggiudicazioni della gara per il raddoppio tra Riano e Morlupo da ormai 7 mesi e attualmente il contratto con le aziende aggiudicatarie dei due lotti non è ancora stato firmato. Ricordiamo che per fare il progetto esecutivo le ditte hanno a disposizione altri 3 anni. 

L’acquisto dei nuovi treni non è ancora perfezionato, ma se dovesse essere firmato oggi, questi nuovi mezzi non arriverebbero prima della fine del 2021. Atac dal canto suo, essendo praticamente a “fine mandato” (ha avuto dalla regione un ulteriore rinnovo di 18 mesi mascherato da nuovo contratto, quindi dal 1 luglio 2019 al 31 dicembre 2020) in quanto la Regione sta predisponendo (??) la nuova gara per l’affidamento del servizio, fa quello che può, con i mezzi che ha, molto pochi per la verità.

Dal 1 luglio 2019 sono state ridotte corse urbane, extraurbane e soppresse le navette sostitutive del treno, ma il problema sarà proprio l’entrata in vigore del nuovo regolamento.

Prevediamo quindi una apocalisse di soppressioni in tratta extraurbana e quelle poche corse effettuate saranno lentissime… al limite dello sfinimento per il povero e (sempre più) martoriato pendolare della romanord. Si potrà prendere il treno forse solo di domenica, quando ci saranno meno corse e meno utenti, e questo è veramente PARADOSSALE.

La conseguenza sarà l’abbandono della linea per salire sulle automobili private per spostarsi a Roma, con la chiusura di fatto dell’extraurbano… ma forse qualcuno vuole proprio questo?

Noi resteremo sempre vigili e segnaleremo, dateci una mano pendolari a non far chiudere la ferrovia: sarà un dramma per tutti!

Sollecitate i vostri sindaci, assessori e vicini a prendere coscienza del problema e a farsi promotori di una forte azione sociale per evitare il peggio. Noi faremo altrettanto, ma dobbiamo essere uniti….soprattutto in questo momento.

Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord

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domenica 30 giugno 2019

Capitana Rackete Carola... eroina del mare o pirata del racket(e)?



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Dunque riepilogando: È in atto  una destabilizzazione dell’Europa una vera azione di guerra che spinge una valanga umana  come se fossero animali da macello verso l’Europa. Lo avevano minacciato da tempo. L’Italia con leggi a hoc tenta disperatamente di arginare il flusso purtroppo con scarso successo, in attesa che l’Europa trovi una linea comune risvegliandosi dall’ebbrezza finanziaria. 

E noi anziché sostenere un risveglio dell’Europa incoraggiando i politici ad andare nei paesi di origine per contrastare le partenze magari cooperando per la loro stabilizzazione sociale ed economica, invece preferiamo combattere il nostro stesso governo comunque eletto democraticamente e che almeno ci prova in solitudine.

E la disobbedienza della capitana, pubblico ufficiale che non si ferma nemmeno con un ordine militare lo vediamo come un atto di eroismo? Minimizzare questa disobbedienza paragonandola ad una ambulanza che viola la legge passando a un semaforo rosso come han fatto Delrio ed Orfini dimostra tutta l’ipocrisia della politica che secondo il mio modesto parere ha perso la bussola. Da tempo non mi identifico più in questa sinistra.
(G.G.)

80 euro compresa calamarata a bordo



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Stremati












(Bartolomeo Prinzivalli) – Omero era cieco e compensava la disabilità con una fervente fantasia, ma forse una scena del genere non avrebbe mai potuto immaginarla: lo scatto di Migliore che cinge in un abbraccio Orfini, segnato dall’esperienza traumatica appena vissuta, dopo il rocambolesco sbarco della SeaWatch nel porto di Lampedusa. Erano partiti in cinque i nostri eroi, timorosi ma determinati, pronti a sfidare il destino sul ponte di una nave, all’addiaccio, per vivere un’avventura al cui confronto Ulisse sarebbe sembrato uno scappato di casa. Poche ore lontani dagli studi dei talk show e dagli apericena, circondati dall’ignoto, privati di tutto, persino della Playstation; un’eternità. Roba per stomaci forti, per uomini veri.
Il censimento dei passeggeri guardandoli negli occhi, come appreso dal mago Martina, era durato poco; poi le lunghe passeggiate sul ponte dove la tensione si faceva palpabile, rimuginando sul fato, la vacuità dell’esistenza, il terrore della morte che si nasconde dietro ogni anfratto, o forse era solo astinenza da spritz. Per la sacra missione si è disposti a questo ed altro: non per i terremotati, i malati dell’Ilva, i truffati dalle banche, i bambini mercificati e torturati, dove le responsabilità dirette ed indirette sono evidenti, no, è quella dell’immigrazione irregolare la battaglia delle battaglie, quella capace di dividere l’opinione pubblica e garantire longevità politica, ove le soluzioni tampone fanno gioco ad entrambi gli schieramenti mentre i veri responsabili rimangono compiaciuti e ben nascosti; un gioco in cui vincono tutti, tranne forse gli stessi immigrati, di cui in fondo non importa nulla a nessuno, in quanto pedine sacrificabili, volti intercambiabili da utilizzare per scatenare rabbia o solidarietà momentanea, a cui subentra il silenzio a riflettori spenti, oltre che un malcelato fastidio.
Erano lì su quel natante gli ormai cinque profughi (per spirito d’immedesimazione, metodo Stanislavskij), indecisi sul fatto di gettare i passaporti in mare, mentre i quaranta migranti li osservavano chiedendosi in quale lager fossero stati rinchiusi e quali torture avessero subito per essersi ridotti così. Erano lì, al fianco della capitana coraggiosa che aveva scelto l’Italia e solo l’Italia, poiché non esistono leggi umane e terrene che possano opporsi alla volontà divina di alimentare una tratta così efficace e remunerativa che consenta la percorrenza del sentiero scelto a tavolino da chi comanda davvero le sorti del mondo, sfruttando l’ambizione o l’inconsapevolezza di comparse che vogliano dare un senso alla propria esistenza vivendo momenti di gloria.
Ormai era notte, era giunto il momento, i cinque eroi, stremati, non avrebbero resistito un secondo di più, bisognava forzare il blocco, e con stile. Come nei romanzi pirateschi ciascuno era ai propri posti: Faraone e Delrio a prua, l’uno a fare da polena e l’altro da rostro, come nelle galee romane, i rimanenti tre in agguato, attaccati all’albero maestro, pronti all’arrembaggio al primo cenno; o più probabilmente erano tutti in cambusa, a chiedersi chi glielo avesse fatto fare, anche se la risposta la conoscevano già. L’unica soddisfazione nella calca dell’approdo è stata lo speronamento di un’imbarcazione della Guardia di Finanza, a parziale risarcimento dei danni causati al partito in passato tramite sequestri ed arresti eccellenti.
“E’ finita, Matteo. E’ finita”, sembra raccontare quell’immagine che ormai è storia, quell’abbraccio di un Migliore che quasi faticava a riconoscere il compagno, il compare, il complice, manco avesse appena varcato i cancelli di Auschwitz dopo anni di prigionia invece di aver trascorso qualche ora in gita a sbafo, ma la missione era compiuta, l’opinione pubblica divisa, manipolata, gabbata per l’ennesima volta.
Omero era cieco, fortunatamente. Poiché davanti ad una scena del genere si sarebbe volontariamente cavato gli occhi…
Fonte: https://infosannio.wordpress.com/2019/06/30/stremati/




giovedì 27 giugno 2019

Tuscia: acqua bene comune - Erbetti: "L'acqua potabile della Talete deve restare pubblica..."



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Il movimento 5 stelle appoggia la petizione indetta dal comitato “non ce la beviamo” volta a sollecitare la regione Lazio in merito all’applicazione della legge n.5, ferma da anni in regione in attesa della definizione dei bacini idrografici, e che permetterebbe la gestione del servizio idrico tramite consorzi gestiti direttamente dai comuni.

Una iniziativa che il M5S ritiene ancor più urgente alla luce di quanto dichiarato dal nuovo presidente del CDA di Talete, che ritiene plausibile e necessario l’ingresso nella società di soci privati.

Una posizione perfettamente in linea con quanto più volte espresso da partiti di destra e di sinistra, di cui il presidente Ing. Andrea Bossola è espressione, ma in netto contrasto invece con quanto più volte espresso dai cittadini della provincia viterbese, in primis con il largo consenso al referendum del 2011, circa la volontà che la gestione del servizio idrico sia assolutamente pubblica.

Esprimiamo inoltre estremo disappunto per l’azione intrapresa da Talete che sta effettuando distacchi di contatori a cittadini morosi contravvenendo in questo modo al principio di accessibilità all’acqua potabile sancito in 50 litri giornalieri per persona come stabilito dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri pubblicato in gazzetta il 14 ottobre 2016.

Per questo il M5S allestirà banchetti per la raccolta firme in tutti i comuni in cui è presente con consiglieri comunali e gruppi di attivisti.

L’acqua deve essere pubblica ed il Movimento 5 Stelle, in linea con la posizione assunta fin dalle sue origini, adotterà tutte le misure necessarie al fine di garantire questo fondamentale principio.

Massimo Erbetti 

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Ed i gruppi M5S di:
Viterbo
Montefiascone,
Ronciglione
Bolsena
Caprarola
Soriano nel cimino
Bagnoregio
Montalto di Castro
Sutri
Tuscania
Capranica
Tarquinia
Civita Castellana