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venerdì 17 agosto 2012

Soros, Soros, Soros.... pro domo sua, pro domo sua, pro domo sua! E su Barack Obama, facebook, banca d'Inghilterra ed altre facezie....

Collage di Vincenzo Toccaceli


Notizie dal "corridoio":


D'accordo, il matrimonio (il terzo), a ottantadue anni, con una fanciulla di 42 anni più giovane ci può stare. George Soros, come si è saputo, ha "fatto la proposta" a una tale Tamiko Bolton, quarantenne della Florida, anche lei al secondo matrimonio.

Facile fare ironie: la Bolton, esperta di yoga e di diete, è farmacista, e lui stesso l'ha già definita sua badante speciale. La curiosità è che lei è una fervente repubblicana, mentre il finanziere di origine ungherese negli anni si è rivelato uno dei principali finanziatori non solo dei movimenti democratici in Ucraina, Georgia, Bielorussia e prima naturalmente di Solidarnosc.

È anche uno dei principali finanziatori di Barack Obama e prima ancora forse il più strenuo oppositore di George W. Bush: famoso il suo intervento del 2003, in cui disse che cacciare il presidente era "l'obiettivo principale della sua vita" ed una "questione di vita o di morte" per la quale avrebbe volentieri sacrificato la sua intera fortuna. Negli anni Soros, secondo il Center for Responsive Politics, ha donato oltre 23 milioni di dollari a oltre 500 gruppi che si battevano contro la rielezione del presidente Bush (soldi buttati, quindi).

Ma a parte il dibattito politico in famiglia, a destare perplessità sono le ultime scelte di investimento del tycoon: il finanziere che il 16 settembre 1992 vendette allo scoperto 10 miliardi di sterline inglesi costringendo Londra a uscire dal Sistema monetario europeo è notoriamente un grande vecchio, insieme a Warren Buffett, a cui si ispirano migliaia di investitori. Il suo celeberrimo fondo Quantum ha reso per decenni, sia in salute che malattia, quasi il 40% annuo.

Così ha sorpreso un po' tutti (molto più del matrimonio tardivo) scoprire che negli ultimi tre mesi Soros ha acquistato 341 mila azioni Facebook, per un controvalore (all'epoca) di 10,6 milioni di dollari. Poca cosa rispetto a un patrimonio totale di oltre 20 miliardi, e però ci si interroga. Il fatto è che a oggi il suo investimento si è svalutato di almeno del 30%, cioè di 3 milioni di dollari, e l'acquisto non è stato fatto al momento del trionfale collocamento, ma dopo, quando già circolavano i primi dubbi.

Certo, Soros non è il solo grande gestore ad aver acquistato azioni Fb: anche altri grandi money manager come Steven Cohen di Sac Capital Advisor e Moore Capital hanno comprato.... un titolo che da maggio ha già perso il 46 per cento.

Gli analisti si chiedono allora se la strategia sorosiana rientri in uno scenario comprensibile di decadenza senile, anche dopo la bizzarra controversia legale dell'anno scorso con un'altra fidanzata, l'attrice brasiliana di soap Adriana Ferreyr, che reclamava un appartamento promesso e mai intestato.

E se l'acquisto di azioni Facebook, per quanto con argent de poche, non sia parte del giovanilismo ultimo del personaggio. Oppure al contrario se ancora una volta il vecchio finanziere, alla cui figura si ispirò Oliver Stone per il suo Gordon Gekko, non abbia la vista più lunga degli altri.

Forse Soros si dimostrerà ancora una volta controcorrente, e l'unico (ormai) a credere alle parole di Mark Zuckerberg, secondo cui la Borsa e la Silicon Valley danno troppa importanza ai risultati di breve periodo invece di guardare a orizzonti più lunghi. Del resto, anche alla sconfitta della Banca d'Inghilterra pochi avrebbero creduto, vent'anni fa.


Michele Masneri

(Fonte: www.rivistastudio.com)

mercoledì 5 ottobre 2011

Disconnesso? Macchè un lumicino segreto ti segue anche a computer spento... - I nuovi Feed del Grande Facebook

"Angeli che osservano... sempre!"


L'impero del social network Facebook negli ultimi giorni ha inaugurato sulla sua piattaforma alcuni nuovi “accessori” che molti considerano essere degli incubi assoluti per l’invasione della privacy. Ma una caratteristica nascosta, scoperta da Nik Cubrilovic, scrittore e imprenditore australiano, di cui pochi sono al corrente è il fatto che Facebook ora controlla l'attività online degli utenti, anche quando non si ha accesso al servizio.

A ogni nuovo cambiamento apportato da Facebook, la privacy dell'utente diventa meno... esistente, diciamo. Le recenti modifiche al “News Feed”, ad esempio, mostrano sul sito a tutti gli “amici” tutto quello che si dice e che si fa, e anche al pubblico. Adesso, anche dopo essersi disconnessi, dei “cookies” permanenti tracciano tutti i movimenti sul sito che contengano icone o widgets di Facebook.

“Anche se si è disconnessi, Facebook conosce e rintraccia ogni pagina che si visita”, ha scritto di recente Cubrilovic nel blog. “L'unica soluzione è cancellare ogni cookie di Facebook dal proprio browser, oppure usare un browser separato per le interazioni su Facebook”.

Ma quanti utenti lo faranno davvero? Il sito non ha mai detto ai suoi utenti che per prima cosa li sta tenendo d'occhio, figuriamoci dare istruzioni su come “esonerarsi” da questa enorme violazione della privacy.

Facebook, ovviamente, si è fatto una cattiva fama semplicemente per aver cambiato l'organizzazione del suo sito, incluse le impostazioni sulla privacy e lasciando che fossero gli utenti a capire come fare per contenere le informazioni violate a cose fatte. È passato da un approccio “opt-in”, dove veniva data agli utenti l'opportunità di fare aggiornamenti, a un approccio molto più complicato “opt-out”, in cui Facebook apporta cambiamenti drastici e lascia agli utenti di trovare il modo di far tornare le cose come erano prima (se una tale opzione è ancora possibile).

“Mentre all'inizio si poteva scegliere, ora i parametri di default sembrano rendere pubblica qualsiasi cosa”, afferma David Vaile, direttore esecutivo del Cyberspace Law and Policy Centre dell'Università di New South Wales (UNSW), riguardo “l'audace e mozzafiato tentativo di Facebook di fare propri i dati di una vita intera.”

“Facebook, ancora una volta, sta facendo cose che vanno aldilà della capacità di comprensione della maggior parte degli utenti mentre riduce la loro privacy […] le impostazioni di default di ogni sito non dovrebbero 'rivelare niente su di me a meno che io non scelga altrimenti'”.

ETHAN A. HUFF



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Fonte: Facebook tracks your every move, even after logging out

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ROBERTA PAPALEO

martedì 19 luglio 2011

Nasce un Comitato Nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi



Il gruppo, nato su facebook, ma già attivo anche nella realtà delle relazioni umane e sul territorio, si avvia ormai a raggiungere la simbolica soglia iniziale “dei 1000” iscritti, nonostante si sia costituito solo da pochissimi giorni! E’ totalmente aperto a chiunque sia contrario e sensibile alla devastazione del paesaggio da impianti industriali fotovoltaici a terra in zone agricole e aree verdi e da eolico, con torri di media e mega altezza (fin anche 150 mt.), tanto in mare quanto sulla terraferma, spesso realizzati senza alcuna informazione del cittadino.

Viene calpestata il più delle volte ogni buona norma per la distanza degli impianti da abitazioni e presenze umane. Ne vengono danneggiate case sparse ed agriturismi, che ingiustamente devono subire danni materiali da deprezzamento dell’immobile, oltre alle spese per difendere se stessi e i propri beni da tali scempi con ripercussioni morali e psico-somatiche da impatto ambientale (acustico, visivo, elettromagnetico), da subire per ben 20 anni, fino a dismissione dell’impianto.

Inoltre, trattandosi di autorizzazioni “rinnovabili”, è probabile che, avendo ormai le aree in cui sono installati una predisposizione, tali impianti possano rimanere per sempre operanti in loco. Quindi dobbiamo batterci sia per noi stessi che per le bellezze naturali d’Italia, prima vanto e attrazione turistica, ora deturpate da questi mostri che dovrebbero produrre energie alternative “pulite”, non distruttive del territorio e che pertanto pulite non sono.

Alcune Associazioni falso-ambientaliste stanno tentando di favorire soluzioni miste tra fotovoltaico ed agricoltura, che comunque sottraggono la risorsa “Sole” al mondo vegetale e pertanto di dubbia efficacia e di conclamata dannosità paesaggistica, pur di favorire ancora la fotovoltaicizzazione ed iperelettrificazione speculativa dei campi, sulla cui nocività per innumerevoli fattori (dall’uso dei diserbanti, ai campi elettromagnetici, ai componenti nocivi dei pannelli, come per il Tellururo di Cadmio, l’Arseniuro di Gallio ecc.) oggi, per eccessiva superficialità da parte delle autorità pubbliche preposte, ancora non si indaga adeguatamente.

Da tutta Italia si lancia l’appello al ministro Romani per l’abrogazione degli immorali ed esosissimi incentivi pagati da tutti i cittadini per le false energie rinnovabili !!!

Chiediamo il taglio di incentivi in maniera retroattiva a tutti gli impianti già realizzati e l’azzeramento del meccanismo mistificatorio e falso-ecologista dei “certificati verdi”, ma la tassazione permanente a tutti questi impianti per il danno immane che arrecano al Paese e alla qualità della vita dei cittadini, ovunque in rivolta contro questi orrori industriali ubicati sulle campagne, in mare e persino sui laghi! Una “tassa sul brutto” che scoraggi ulteriori simili sfregi e tentativi speculativi ai danni del paesaggio italiano!

Si tagli il finanziamento statale a questa frode assurda della Green Economy Industriale, che, strumentalizzando e calpestando al contempo l’ “ecologia”, grava pesantemente sui cittadini e sulle casse dello Stato, con bilanci da intere finanziarie, senza alcun beneficio per l’ambiente, ma anzi con innumerevoli danni ad esso ed al paesaggio italiano, tutelato dalla Costituzione italiana, art. 9, tra i principi fondamentali.

Un danno incalcolabile all’economia del Bel Paese fondata sul paesaggio attraverso il turismo! Una speculazione che inoltre disperde le ricchezze finanziarie statali, le volatilizza, poiché gran parte dei guadagni finiscono all’estero attraverso il coinvolgimento nelle proprietà di questi impianti di istituti bancari stranieri e ditte estere, con sistemi di scatole cinesi, che portano talvolta a società off-shore con sede nei paradisi fiscali!

Anche ed ancor più all’indomani del referendum contro il nucleare, con il quale gli italiani hanno espresso la volontà di favorire forme di produzione dell’energia davvero ecocompatibili e pulite, il fotovoltaico industriale, che vetrifica e desertifica i campi, sottraendo spazio alle colture, ai pascoli e alla vita selvatica, ed il mega e medio eolico, che falcidia i volatili e sfigura catastroficamente il paesaggio quotidiano di ognuno di noi, devono essere fermati e sostituiti da una politica volta a favorire le produzioni di energia rinnovabile in forme davvero pulite, eticamente ed ecologisticamente parlando. Occorre favorire, pertanto, la produzione di energia dal sole per l’autoconsumo, con pannelli fotovoltaici ubicati sui tetti degli edifici recenti, superfici queste biologicamente morte, inutilizzate ed estesissime. Ciò si traduce in un impatto ambientale ed estetico nullo, con azzeramento del consumo di suolo vivo e massimo rispetto del paesaggio e degli edifici e centri storici, dove ai normali pannelli occorre sostituire delle soluzioni iper-integrate, innovative e di zero impatto estetico!

Si pensi alle enormi superfici dei capannoni industriali, di scuole ed istituti, ospedali, caserme, uffici pubblici, condomini, civili abitazioni di epoca recente, parcheggi coperti, stazioni ecc. Non solo, in tal modo si aiutano direttamente i privati che installando i pannelli sui tetti di loro proprietà ne conseguono immediati sgravi in bolletta, senza più alcuna speculazione ai loro danni e ai danni delle casse dello Stato intero!

Inoltre facciamo appello a tutti gli enti preposti ai controlli sulle autorizzazioni rilasciate, sia dove vi siano esposti alla Magistratura per irregolarità, falsità ed omissioni, sia laddove non vi siano stati esposti per situazioni omertose o altro; autorizzazioni che devono essere revocate in autotutela a difesa dei cittadini vittime di tali soprusi, affinchè vengano riconosciuti i danni morali e materiali subiti.

Si chiede al Governo una moratoria urgente per gli impianti industriali fotovoltaici a terra ed eolici, considerata la necessità di verificare le procedure adottate da Comuni e Province, che in molti casi risulterebbero difformi e irregolari, soprattutto al fine di impedire la catastrofica e generalizzata devastazione che la loro realizzazione comporterebbe per grandissime aree dell’intero paese.

La crescente rete di persone incontratasi su facebook costituirà un Comitato Nazionale legalmente riconosciuto che sia portavoce di tutti e possa presentare delle mozioni ai responsabili dell’ambiente! Un comitato che nasce già dalla confluenza di tantissime realtà associative, comitati locali e nazionali, di tantissimi cittadini italiani e non, amanti del paese più bello del mondo!

Vogliamo essere quanto più apartitici possibile, o pan-partitici; la lotta per la difesa del territorio è appena iniziata e chi condivide questo nostro approccio alla soluzione dei problemi di tipo ambientale è invitato ad iscriversi su facebook al link: http://www.facebook.com/groups/192311587488270 “

Comitato nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi

mercoledì 23 marzo 2011

Libia e l'altra faccia della pace.... mentre silvietto prepara il suo salvaprocessi



"Non tutti sono pacifisti! Pace? Talvolta è meglio la guerra..” (Saul Arpino)

ATTENZIONE A DICHIARARCI pacifisti questa volta, sarebbe come darci una mazzata sui piedi attenzione a gridare soltanto alla NON GUERRA sarebbe come ucciderci mille volte per mille anni la coscienza PER quanto si poteva fare e quanto non abbiamo fatto.

POTERE AL POPOLO LIBICO

perché se siamo per l'AZIONE UMANITARIA SENZA SE E SENZA MA, diamo la possibilità all'occidente intervenuto di prelevare l'oro della libia, il petrolio e il gas che interessa a questi mercenari della finta AZIONE ALTRUISTA attua a proteggere gli insorti ma che nasconde i soliti fini e interessi personali.

LA RIVOLTA cominciata in parte attraverso un libico in svizzera che ha scritto un messaggio in Facebook al quale hanno risposto centinaia di migliaia di cittadini libici fino ad organizzare manifestazioni contro Gheddafi in questo caso rimarrebbero lo stesso alla fame.

POTERE AL POPOLO LIBICO e nessuna PROTESTA PER LA PACE, perché protestare per la PACE significherebbe lasciare gli insorti contro GHEDDAFI ad sicure ritorsioni e massacri che peserebbero sul nostro STARE A GUARDARE e lascerebbe il popolo non solo nella tragedia delle vittime ma nella stessa situazione, prima della rivolta.

Cioè fame totale.

PER EVITARE TUTTO QUESTO bisogna avere il coraggio di pubblicare su ogni sito internet - in ogni spazio di FACE(book) - in ogni pagina web - GRIDARE IN OGNI MANIFESTAZIONE - che speriamo si intenda fare al più presto e in tutta occidente:
SI AL POTERE AL POPOLO LIBICO
Senza Gheddafi, senza la NATO.

E' l'unica soluzione, il resto è solo massacro.

DUE APPUNTI SULLA GUERRA - non solo interessi vomitosi, ma c'è anche chi la può usare in cambio di consensi, come accade a SARKOZY - o per salvarsi dai processi in cambio delle basi, come accade al nostro SILVIO BERLUSCONI BACIA MANO DI GHEDDAFI e doppiamente traditore del libico.

Infatti come avevamo previsto in FACEBOOK e ti invitiamo a iscriverti alla nostra pagina, questa guerra sulla pelle di altri nasconde tanto e tanti interessi, ma soprattutto un grazie ad OBAMA per averci promesso una miriade di cambiamenti e averci lasciato la solita merda doppiogiochista al potere. infatti oggi in piene bombe, “silvietto” si è fatto la SALVAPROCESSI che se passa fa saltare quelli in corso e si può immaginare cosa ha dato in cambio di RUBYGATE, la vita degli altri e la nostra, lui non paga mai.


Massimo D'Andrea
giornale@namir.it