Mobilitazione NO IMEC (India-Middle East-Europe Economic Corridor), un progetto sostenuto da un'alleanza tra India, UE, USA, Israele, Arabia Saudita, EAU, Italia, Francia e Germania, che mira a rafforzare l'asse indo-mediterraneo, confermando Trieste come snodo cruciale per la logistica. La militarizzazione dei porti nel nostro Paese è sempre più funzionale a rendere le città luoghi di guerra, a proiettare l’Italia nella Terza guerra mondiale!
Il 17 marzo 2026 il ministro degli Esteri Antonio Tajani sarà a Trieste per suggellare la candidatura del nostro porto a principale collegamento tra l'Europa e il regime sionista attraverso il corridoio IMEC. Al convegno parteciperanno esponenti diplomatici e personalità politiche di tutti i Paesi coinvolti, compresi Stati Uniti e Israele. Il piano prevede di legare il porto di Trieste con quello di Haifa, principale infrastruttura militare marittima di "Israele", in aperta sfida alla Via della Seta, nel Mediterraneo.
In questo modo, il nostro scalo verrebbe trasformato in un avamposto strategico della NATO.
Trasformare Trieste in un porto militare significa renderla un potenziale obiettivo di guerra, mettendo a repentaglio la sicurezza di tutti i cittadini.
Queste scelte bellicose non rappresentano solo un pericolo concreto per la nostra incolumità, ma violano anche la neutralità e la demilitarizzazione stabilite dalla Risoluzione 16/1947 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu e dal Trattato di Pace di Parigi del 1947, attraverso l'istituzione del Territorio Libero di Trieste.
Nessun futuro economico, solo crisi e militarizzazione A fronte di questi gravissimi rischi, cosa ci viene offerto? L'IMEC non prospetta alcuna reale crescita economica per Trieste, già in piena crisi e ridotta a un cimitero di fabbriche. Il progressivo assoggettamento del porto alla logica della NATO e il sistematico rifiuto della sua internazionalizzazione – prevista dal Trattato di Pace – stanno condannando il futuro economico della città.
Il governo Meloni, in cambio della nostra trasformazione in base militare, ci offre solo una crisi senza fine. Smantellamento del tessuto produttivo e trasformazione in avamposto bellico vanno di pari passo, entrambi rispondono a logiche estranee ai nostri interessi.
Mobilitiamoci contro la terza guerra mondiale.
È il momento di mobilitarci per respingere la volontà del governo di trasformare il nostro porto e il nostro territorio in una base strategica al servizio dell'imperialismo USA, dei sionisti e delle potenze della NATO, cioè delle forze responsabili della deriva globale verso la terza guerra mondiale.
Non vogliamo che la nostra città venga utilizzata come retroterra per il genocidio in Palestina, per il conflitto con la Russia e per le aggressioni statunitensi e sioniste, come oggi stiamo drammaticamente vedendo in Iran e in tutto il Medio Oriente. I nostri soldi siano spesi per la sanità, la scuola, per le pensioni e i salari, non per i profitti dei produttori di armamenti.
PRESIDIO IL 17 MARZO 2026, ALLE ORE 17:30, IN PIAZZA GRANDE/UNITA - TRIESTE!
Coordinamento No Green Pass e Oltre
Fronte della Primavera Triestina
Partito Comunista
Partito dei CARC
Socialismo Italico
Tavola per la pace FVG
Coordinamneto Nazionale No Nato
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