giovedì 26 marzo 2026

Nello spazio la Russia è più "vicina"...?

 


Le guerre, lo sappiamo, sono un formidabile acceleratore tecnologico e decisionale. E così il 23 marzo Bjuro 1440, una compagnia privata russa, ha messo in orbita con un razzo Soyuz 2.1b lanciato dal cosmodromo di Plesetsk i primi 16 satelliti del sistema Rassvet-3, prontamente ribattezzato lo "Starlink russo", che vanno ad aggiungersi ai 3 Rassvet-1 e ai 3 Rassvet-2 di prova messi in orbita precedentemente.

È prevista la messa in orbita bassa di più di 250 satelliti entro il 2027 per creare una rete internet satellitare a banda larga che nel 2035 dovrebbe contarne circa 900. Bjuro 1440 si avvia quindi a soppiantare (o integrare?) il progetto governativo "Sfera", la costellazione satellitare che prevede entro il 2030 la messa in orbita di 640 satelliti di vario tipo, destinati non solo alle telecomunicazioni.
La cosa importante, e sgradevole, dell'intera faccenda non è però tecnologica (si tratta in fin dei conti di colmare un ritardo, non di produrre qualcosa di nuovo) ma politica. Vuol dire che la leadership russa ha preso atto che il conflitto con l'Occidente continuerà sul medio-lungo periodo, al di là della questione ucraina, e che non è più possibile farsi illusioni di mantenere in piedi comunicazioni e social all'interno del paese e addirittura per scopi militari utilizzando prodotti statunitensi o comunque non russi. In questo senso vanno considerate le strette sui sistemi tipo Telegram e Whatsapp, che nelle intenzioni governative devono sparire per essere sostituiti da Max, la piattaforma di messaggistica ed e-commerce del social VKontakte.

Anche la Russia si avvia dunque sulla strada della rete internet autarchica su modello cinese, a testimonianza di uno strappo culturale che non sembra risolvibile in breve tempo e che farà male a noi e a loro. Ma questo, pare, è il mondo in cui ci toccherà di vivere.

Francesco Dall'Aglio




Commenti a latere:

L'ex presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker si è espresso a favore della normalizzazione delle relazioni con la Russia.  "Ho sempre creduto che non possiamo cambiare la geografia dell'Europa. La Russia è nostra vicina...", ha dichiarato in un'intervista al quotidiano Handelsblatt.

Il direttore del FSB russo, Alexander Bortnikov:  "I britannici coordinano i servizi segreti ucraini, influenzando le loro azioni e trasmettendo indicazioni di obiettivi". Praticamente sono parte attiva contro la Russia. 

Lorenzo Gianoli scrive: "C'è anche un altro tema importante, secondo me, dare "capacità satellitari" (connettività e intelligence) a paesi privi di satelliti, eventualmente in maniera ufficiosa, con una società privata (che tanto privata non è). Cosa mostrano le guerre recenti? Che ponendo insieme "capacità satellitari", droni e missili, un paese si può difendere in maniera efficace. Se poi dispone pure di armi nucleari è inespugnabile. Quello che è successo in Venezuela (oscuramento, niente droni e niente missili attivi) è stata una grande lezione. Come Cina e Russia, che non sono in grado di proiettare forza ovunque, possono proteggere chiunque? E qui interviene la grande lezione iraniana. Al netto del fatto che ormai non ci si può più fidare di piattaforme condivise ma controllate dall'occidente, vedasi Swift o Euroclear."

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